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Vallagarina

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Vallagarina
Rovereto e Vallagarina
Stato
Regione
Capoluogo
Abitanti
Sito istituzionale

Vallagarina, detta anche Val Lagarina, è un'area turistica ed amministrativa del Trentino-Alto Adige.

Da sapere[modifica]

È famosa per i suoi numerosi castelli e per i suoi santuari.

Cenni geografici[modifica]

Confina ad ovest con Alto Garda e Ledro, a nord con Valle dell'Adige e Alta Valsugana e Bersntol ad est con i territori veneti di Vicenza, a sud con l'area di Verona.

Cenni storici[modifica]

Nella parte nord della valle, in località Lavini di Marco presso Rovereto, sono visibili le orme di dinosauri della specie Camptosaurus (erbivoro) e Dilophosaurus (carnivoro) che vi vissero nel periodo Triassico, circa 200 milioni di anni fa. La stessa località è citata da Dante Alighieri nel canto XII dell'Inferno e ricordata in una stele come "la ruina che di qua l'Adige percosse o per tremoto o per sostegno manco"' a causa degli enormi massi causati da una grande frana, la slavina dei Lavini, che si abbatté sulla sinistra orografica dell'Adige.

La presenza romana è attestata fin dal I secolo a.C., come dimostrano i resti del Covelo di Rio Malo ai Piccoli di Lavarone, sito archeologico costituito da una piccola grotta di 30 m di profondità che serviva come postazione per il controllo delle merci in transito. Con l'avvento del Cristianesimo la valle fu inglobata nella diocesi di Trento. Tuttora è visibile dall'altopiano di Lavarone scendendo verso la pianura veneta (seguendo quella che un tempo era la via dell'ancino) un manufatto di origine naturale detto sass dei 3 vescovi che serviva a delimitare le diocesi confinanti. Dall'XI secolo fino all'occupazione napoleonica la valle è sotto il dominio del Principato vescovile di Trento.

Nel XIII secolo per volere del vescovo Federico Vanga si decise di riconoscere la comunità dei Cimbri, provenienti dalla provincia di Vicenza. Nel XVI secolo si ripeterono tentativi di penetrazione militare, ed anche culturale, da parte della Repubblica di Venezia, che riuscì a conquistare Rovereto ed a mantenerne il possesso dal 1416 al 1509. La sconfitta nella battaglia di Calliano del 1487 e nella successiva guerra del 1508-1509 posero fine alle ambizioni espansionistiche della Serenissima e riconsegnarono ai vescovi di Trento il dominio sull'intera valle. Tuttora ogni anno a Calliano si commemora la battaglia, nella quale gli schuetzen, i soldati volontari tirolesi, sconfissero i veneziani comandati da Roberto Sanseverino, le cui spoglie furono tumulate nel duomo di Trento.

Nel XIX secolo, con la Restaurazione, la valle passò sotto il dominio austriaco, entrando a far parte della contea del Tirolo. Vi si sviluppò il movimento irredentista. Fu teatro di battaglie durante la Grande guerra, essendovi presenti numerosi forti costruiti dall'Impero Austroungarico per difendere i propri confini. Al termine della guerra passò definitivamente all'Italia.


Territori e mete turistiche[modifica]

Centri urbani[modifica]

  • Rovereto — Seconda città trentina, è famosa per la sua Campana dei caduti. Il suo centro storico ha una buona rilevanza e testimonia la florida economia del passato, legata alla seta.
  • Ala — Di fianco all'Adige, ha un bel centro storico dalla ordinata urbanistica trentina. Palazzi barocchi, affreschi murali, portali in pietra e balconi in ferro battuto costellano eleganti strade. La città ospitò regnanti e artisti di tutta Europa, fra i quali Napoleone e Mozart.
  • Mori — Conserva ruderi di due castelli, luoghi della Grande Guerra, il sito di interesse naturalistico del Lago di Loppio.

Altre destinazioni[modifica]

  • Avio — Il suo antico castello, nella frazione Sabbionara, è una possente costruzione che domina tutta la Vallagarina.
  • Folgaria — Frequentato centro di villeggiatura estiva ed invernale. Nell'area sopravvive, anche se a fatica, la parlata cimbra.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

  • 1 Aeroporto di Bolzano-Dolomiti (IATA: BZO, ICAO: LIPB) (6 km dal centro di Bolzano), +39 0471 255 255, fax: +39 0471 255 202. Simple icon time.svg apertura al pubblico: 05:30–23:00; apertura biglietteria: 06:00-19:00; il check-in per voli da Bolzano è possibile solo da 1 ora ad un massimo di 20 minuti prima della partenza. Piccolo scalo regionale con voli di linea da e per Lugano e Roma con Etihad Regional (by Darwin Air). In alcuni periodi dell'anno, la compagnia Lauda Air collega la città con Vienna una volta a settimana. Più numerosi invece i voli charter.
  • 2 Aeroporto di Verona (Catullo), Caselle di Sommacampagna, +39 045 8095666, @ .
  • 3 Aeroporto di Brescia (D'Annunzio), Via Aeroporto 34, Montichiari (I collegamenti con l'aeroporto di Brescia sono garantiti dai trasporti pubblici tramite il bus/navetta. La fermata a Brescia città è situata alla stazione dei pullman (numero 23), mentre quella dell'aeroporto è al fronte terminale. Sono inoltre previsti collegamenti per la città di Verona attraverso la linea bus/navetta 1), +39 045 8095666, @ . Solo Charter

In auto[modifica]

Le vie stradali che attraversano la Vallagarina rappresentano arterie di grande comunicazione fra il mondo mediterraneo e quello germanico; ricalcano le direttrici di traffico esistenti in passato e rivestono importanza non solo locale, ma internazionale.

  • Autostrada A22 del Brennero
  • Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero
  • Un tratto della Strada statale 240 di Loppio e di Val di Ledro
  • La Strada Provinciale 90, detta anche Destra Adige, poiché percorre la valle parallelamente alla SS 12 ma dall'altra parte dell'Adige, da Trento ad Affi
  • La Strada provinciale 45, che collega Isera a Villa San Felice (Mori)
  • La Strada provinciale 20 del Lago di Cei
  • L'inizio della Strada statale 46 del Pasubio

In treno[modifica]

  • La Ferrovia del Brennero

In autobus[modifica]

  • Collegamenti tramite le linee di pullman della Trentino Trasporti [1].


Come spostarsi[modifica]

  • Ciclopista della Valle dell'Adige — La Vallagarina è attraversata dalla ciclopista dell'Adige, una pista ciclabile che parte dal confine tra la provincia di Trento e quella di Bolzano e seguendo il corso del fiume Adige arriva fino a Borghetto, al confine con il Veneto. Questa pista ciclabile rientra nel progetto della ciclopista del Sole, un percorso che collega tutta l'Italia da nord a sud.
Lunga 80 km, la pista collega il nord e il sud del Trentino-Alto Adige e la provincia di Verona con quella di Bolzano. Si sviluppa sia sulla riva destra che sinistra dell'Adige, sfruttando strade di campagna e arginali. È quasi interamente interdetta al traffico, eccetto rari mezzi agricoli che possono attraversarla per arrivare verso i campi coltivati. Il dislivello in qualsiasi dei due sensi di marcia è praticamente inesistente. La pista parte da poco più a sud di Bolzano ed è facilmente collegata con le altre piste ciclabili della zona ed in particolare con la ciclopista che parte da Vipiteno.
In Vallagarina interessa le città di Rovereto, Mori, Ala, Avio ed ha strutture di ristoro dedicate ai ciclisti nei pressi di Nomi e Avio.


Cosa vedere[modifica]

Castelli[modifica]

  • Castello di Rovereto (a Rovereto). La sua forma mantiene ancora la connotazione militare per cui fu costruito. Tre torrioni, un bastione e uno sperone ne occupano gli angoli; da qui le artiglierie controllavano ogni lato delle mura. Attualmente il castello riveste il ruolo di custode della storia cittadina ed ospita il Museo storico italiano della guerra.
  • Castel Noarna (a Noarna di Rogaredo). Sorto nell'XI secolo su una fortificazione romana, ha trasformato il proprio aspetto militare in residenza signorile. La sua fama è soprattutto legata ad un processo per stregoneria che coinvolse molte persone della Vallagarina e si concluse con la condanna di cinque streghe.
  • Castel Beseno (a Besenello). In posizione strategica, fra Rovereto e Trento, fu il più vasto complesso fortificato del Trentino. Vi si svolsero molte battaglie; la più importante quella di Calliano combattuta nel 1487 fra la Repubblica di Venezia e le truppe del Tirolo. Di proprietà della provincia autonoma di trento, è visitabile.
  • Castello di Sabbionara (a Avio). Dalle pendici del monte Vignola domina la bassa Vallagarina e il confine con Verona. Luogo di presidio militare in epoca longobarda, fu poi dei castelbarco e dal 1441 di Venezia. Dal 1977 è proprietà del F.A.I.; conserva al suo interno splendidi cicli di affreschi di scuola veronese.

Chiese[modifica]

  • Chiesa di San Marco (a Rovereto). Testimonia l'appartenenza di Rovereto alla Repubblica di Venezia, dal 1416 al 1509. Costruita in quest'arco di tempo e dedicata al patrono della città lagunare, la chiesa ricorda l'esibizione pubblica che vi tenne nel 1769 il quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart, primo da lui tenuto durante il suo viaggio in Italia. La città ne tramanda il ricordo ogni anno con il festival a lui dedicato.
  • Eremo di San Colombano (a Trambileno). Vi si giunge a piedi percorrendo una scalinata di 102 scalini scavati nella roccia, dopo un breve sentiero. Posizionato su uno strapiombo di 120 metri, gode del riparo di un tetto naturale di roccia. Fu abitato con ogni probabilità fin dal 753; la chiesa e gli alloggiamenti annessi risalgono al Decimo secolo.
  • Santuario Madonna de la Salette (a Trambileno). Nasce nel 1856 quando un nobile di Rovereto lo fece costruire per ringraziare dello scampato pericolo del colera da parte del figlio. È dedicato all'apparizione della Madonna ai due pastorelli di La Salette, nei pressi di Grenoble.
  • Santuario di Montalbano (a Mori). Si arriva al Santuario a piedi, con un percorso in salita di circa 15 minuti. È situato in posizione panoramica, ha campanile a cuspide ed un grande orologio che raggiunge i quattro metri di diametro.

Luoghi di interesse ambientale e archeologico[modifica]

  • Lavini di Marco e orme dei dinosauri (a Marco). Frane avvenute in epoca preistorica hanno lasciato una distesa di blocchi di roccia calcarea - i lavini - nei quali il geologo Luciano Chemini nel 1992 scoprì circa cento impronte di dinosauro, risalenti a 200 milioni di anni orsono. Il biotopo Lavini di Marco comprende inoltre due zone umide: il Laghet Grand e il Laghet Picol.
  • Villa romana (a Isera). Scoperta negli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale, la casa romana di Isera costituisce un unicum nel suo genere in Trentino-Alto Adige; la qualità architettonica, l'abbondanza dei reperti, la qualità delle decorazioni e la sua datazione al I secolo dopo Cristo la rendono particolarmente preziosa.

Riserve naturali[modifica]

  • Riserva Bès Corna Piana. Tra la Vallagarina ed il Lago di Garda, la riserva vanta una particolare ricchezza botanica che si esprime lungo la catena del Monte Baldo, con varietà particolari, alcune delle quali endemiche. Di grande bellezza sono le sessanta diverse specie di orchidee. Anche il mondo animale annovera una particolarità locale: il coleottero tipico del Baldo, chiamato appunto baldensis. Si accede alla riserva dal passo di San Valentino, oppure dalla strada Graziani con accesso presso l'omonimo rifugio. Quest'ultimo sentiero, attrezzato, impegna circa tre ore.
  • Riserva naturale della Scanuppia (a Besenello). Riserva naturale sul massiccio della Vigolana, sopra l'abitato di Besenello. Area prediletta dai galli cedroni (urogalli) ospita anche qualche esemplare di aquila reale. L'area è in gran parte ricoperta da boschi che danno rifugio a molti esemplari di caprioli. Nella riserva la Malga Palazzo del 1589 è un bell'esempio di architettura montana fortificata; fu a lungo proprietà dei conti Trapp.
  • Lago di Cei - biotopo. Vi si accede dalla provinciale 20 dove all'altezza dell'ex albergo milano si stacca un sentieri che conduce al lago e lo circonda. Lungo il percorso, che non riveste alcuna difficoltà, in particolari punti sono installati tabelloni esplicativi degli interessi naturalistici del sito.

Musei[modifica]

  • MART (Museo d'Arte moderna e contemporanea) (a Rovereto). Costruito dall'architetto ticinese Mario Botta e dall'ingegnere roveretano Giulio Andreolli, pur nella sua modernità si ispira, con la grande cupola aperta, al Pantheon. Dedicato a tutti gli aspetti dell'arte moderna internazionale, costituisce uno dei più prestigiosi musei nazionali.
  • Casa d'arte futurista Fortunato Depero (a Rovereto). Il museo fu fondato dallo stesso Depero; vi sono esposti a rotazione i circa tremila oggetti lasciati dall'artista: dipinti, disegni, giocattoli, tarsie in panno, grafiche.
  • Museo Storico italiano della guerra (a Rovereto). Ospitato nel castello di Rovereto, raccoglie testimonianze fotografiche, documentali, materiali relativi alla guerra di trincea, fattore distintivo del conflitto della Prima guerra mondiale in territorio trentino. Il museo, uno dei più importanti in Italia fra quanti trattano la Grande Guerra, presenta anche le trasformazioni avvenute nel modo di combattere fra Ottocento e Novecento. Le sale espositive hanno permesso di aprire al pubblico ambienti edificati dai Veneziani fra Quattrocento e Cinquecento, nel terrapieno, nei cunicoli, nei torrioni.
  • Museo Civico (a Rovereto). Si articola nelle sezioni: archeologia, astronomia, botanica, zoologia, numismatica, scienza della terra, sezione storico artistica. Costituisce una importante espressione della vita cittadina roveretana.
  • Casa Rosmini (a Rovereto). Vi si conserva la stanza in cui nacque il filosofo Antonio Rosmini, roveretano, oltre alla sua fornitissima e prestigiosa biblioteca.
  • Museo del Pianoforte antico (a Ala). Conserva strumenti musicali di indubbio interesse risalenti all'epoca di Mozart, Schubert, Beethoven, Chopin.
  • Museo diocesano tridentino (a Villa Lagarina). Succursale del Museo diocesano di Trento, è nato per ospitare la ricca raccolta di opere d'arte che era da secoli conservata nella sacrestia della chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta a Villa Lagarina. Gran parte delle opere è riconducibile alla committenza della famiglia Lodron.
  • Museo della cartolina Salvatore Nuvoli (a Isera). Raccoglie oltre 35.000 cartoline della collezione Nuvoli che riguardano soprattutto la Vallagarina ed il Trentino-Alto Adige, ma anche Italia e resto del mondo. Fra i cimeli esistono pezzi rarissimi che testimoniano l'evoluzione del territorio (ambiente, urbanistica). Nel museo si trova anche una biblioteca con 5.000 volumi, oltre ad una raccolta di erinnofili (chiudilettera).
  • Museo del fossile del Monte Baldo (a Brentonico). Sei sale che raccolgono la collezione Giovanazzi: più di 1.200 esemplari di fossili provenienti dalla zona del Monte Baldo, un'area ricchissima di reperti di questo tipo.
  • Museo della Civiltà contadina (a Vallarsa). Nelle due sedi di Riva di Vallarsa sono raccolti oggetti della vita quotidiana della popolazione contadina di un tempo.


Cosa fare[modifica]


A tavola[modifica]

Bevande[modifica]

Nella valle è molto diffusa la viticoltura. Sono vini autoctoni:

  • Enanzio Lagarino: noto agli antichi come Oenanthium[1], è il più importante vitigno a bacca rossa della Terra dei Forti, area vinicola nella bassa Vallagarina.
  • Faja Tonda-Casetta: è considerato tra i più antichi vitigni a bacca rossa, produce vini destinati al lungo invecchiamento. Abbandonata la coltivazione negli anni sessanta, oggi ne sopravvivono solo alcuni ettari nei comuni di Ala e Avio.
  • Marzemino d'Isera: le uve sono coltivate a pergola e vinificate in rosso con breve contatto con le bucce; il colore si presenta di un rosso rubino brillante, il profumo delicato ed intenso, ricorda la viola mammola. Il sapore è secco, armonico, equilibrato, gradevolmente amarognolo.


Sicurezza[modifica]


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