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Isera

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Isera
Isera - veduta
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Isera
Isera
Sito istituzionale

Isera è un centro del Trentino-Alto Adige.

Da sapere[modifica]

Città del vino, è famosa per il vino marzemino decantato anche da Mozart.

Cenni geografici[modifica]

Situato nel comprensorio della Vallagarina, il paese dista 5 km da Rovereto, 20 da Riva del Garda, 23 da Folgaria, 28 da Trento.

Cenni storici[modifica]

Rilevante risulta la presenza umana fin dalla preistoria,sono state ritrovate tracce di cacciatori paleolitici. Ritrovamenti significativi risalgono all'epoca neolitica,si tratta di villaggi e tracce di insediamenti arroccati. Manifestazioni tardo-neolitiche sono state ritrovate nella zona di Castel Corno e Castel Pradaglia. La Giurisdizione di Isera rimase per più di due secoli e mezzo sotto il feudo della potente famiglia dei von Liechtenstein. Il territorio di Isera fece parte (fino alla prima guerra mondiale) alla Contea di Tirolo.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche i paesi di Bordala, Casette, Cornalé, Folaso, Lenzima, Marano, Patone e Reviano.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

  • 1 Aeroporto di Bolzano-Dolomiti (IATA: BZO, ICAO: LIPB) (6 km dal centro di Bolzano), +39 0471 255 255, fax: +39 0471 255 202. Simple icon time.svg apertura al pubblico: 05:30–23:00; apertura biglietteria: 06:00-19:00; il check-in per voli da Bolzano è possibile solo da 1 ora ad un massimo di 20 minuti prima della partenza. Piccolo scalo regionale con voli di linea da e per Lugano e Roma con Etihad Regional (by Darwin Air). In alcuni periodi dell'anno, la compagnia Lauda Air collega la città con Vienna una volta a settimana. Più numerosi invece i voli charter.
  • 2 Aeroporto di Verona (Catullo), Caselle di Sommacampagna, +39 045 8095666, @ .
  • 3 Aeroporto di Brescia (D'Annunzio), Via Aeroporto 34, Montichiari (I collegamenti con l'aeroporto di Brescia sono garantiti dai trasporti pubblici tramite il bus/navetta. La fermata a Brescia città è situata alla stazione dei pullman (numero 23), mentre quella dell'aeroporto è al fronte terminale. Sono inoltre previsti collegamenti per la città di Verona attraverso la linea bus/navetta 1), +39 045 8095666, @ . Solo Charter

In auto[modifica]

  • A22 Caselli austostradali di Rovereto nord oppure Rovereto sud-Lago di Garda sull'autostrada del Brennero.
  • Strada Provinciale 90 Italia.svg L'attraversa la strada provinciale 90;
  • Strada Statale 12 Italia.svg È poco distante dalla statale 12 del Brennero.

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg I servizi di trasporto pubblico con pullman in Trentino sono gestiti da Trentino Trasporti [1].


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Villa romana. La villa romana di Isera fu scoperta poco dopo la seconda guerra mondiale, durante la costruzione della scuola d'infanzia. Indagini archeologiche, coordinate dal Museo Civico di Rovereto, furono intraprese per la prima volta nel 1973 e proseguirono negli anni successivi grazie alla collaborazione con il Centro Studi Lagarini e con l'Università degli Studi di Trento, con lo scopo di scavare, studiare e valorizzare il monumento, ben presto rivelatosi un unicum nel suo genere in tutto il Trentino-Alto Adige per antichità dell'impianto, ricchezza e qualità della decorazione architettonica, abbondanza e varietà dei reperti. Gli scavi archeologici, condotti nell' area esterna e sotto i pavimenti della scuola materna, hanno consentito la messa in luce della parte settentrionale della struttura antica, che doveva svilupparsi anche verso sud al di sotto dell'attuale chiesa parrocchiale di Isera.
La villa, edificata in età augustea (fine I secolo a.C.-inizio I secolo d.C.) ed abbandonata fra la fine del I e l'inizio del II secolo d.C. a causa di un violentissimo incendio, s'impiantava su pendio attraverso un basamento artificiale in muratura (basis villae), articolandosi in terrazze affacciate sulla valle, oggi completamente scomparse. Gli ambienti scavati comprendono nella parte centro-sud una serie di vani rettangolari disposti a pettine interpretabili sia come sale di soggiorno che come ambienti di disbrigo o di attività servili, fra cui una cucina con focolare, mentre a nord un complesso di piccoli vani aperti su di un'area quadrangolare doveva costituire le terme private della villa, provviste di un sistema di riscaldamento ad hypocaustum; la facciata infine era movimentata da un ambiente absidato, probabilmente interpretabile come ninfeo.
  • Castel Corno. Il castello è stato edificato su uno sperone roccioso e prende nome proprio da questa particolare conformazione "a corno". La struttura infatti si imposta su un antico cumulo di massi di frana, caduti dall'attuale monte Biaena. Il castello occupa una superficie totale di 2300 m3 (1450 m3 la parte inferiore, 850 m3 quella superiore), venendo a configurarsi come un complesso architettonico relativamente piccolo. Castel Corno resta comunque uno dei più interessanti e suggestivi insediamenti fortificati della zona, soprattutto se si considera che esso rappresenta il risultato di un eccezionale adattamento da parte dell'uomo alla natura aspra del luogo.
L'insieme architettonico di Castel Corno, così come si presenta oggi ai nostri occhi, rappresenta l'esito di un susseguirsi di azioni edilizie che si sono variamente sovrapposte e integrate nel corso dei secoli. Il percorso all'interno del castello, che inizia oltrepassando la prima porta, oggi contraddistinta dalla presenza di un cancello di ferro, si configura come un viaggio a ritroso nel tempo, essendo la parte bassa del complesso architettonico più recente rispetto alla porzione superiore. Si pensa infatti che la prima sia stata realizzata per fungere da supporto logistico alla parte alta del castello, alla quale è possibile che si accedesse originariamente attraverso una scala a pioli in legno, la quale poteva eventualmente essere ritratta in caso di pericolo.
Il complesso, durante la sua storia plurisecolare, fu usato soprattutto come appostamento difensivo di un capitano e di piccole guarnigioni. Gli ambienti a funzione residenziale erano infatti ridotti al minimo a favore di strutture di uso militare. La natura isolata del luogo, gli spazi interni piuttosto limitati e le notizie che ci provengono da alcuni documenti e dagli inventari (che parlano di qualche panca, di una tavola e poco altro) inducono a pensare che in origine e per molto tempo gli abitanti del castello abbiano condotto una vita semplice e priva di sfarzi. Castel Corno divenne infatti una residenza nobiliare di un certo pregio solo durante il "periodo Liechtenstein" e cioè nel XVI secolo.
  • 1 Castel Pradaglia. È un castello medievale ormai in rovina che si trova nel comune di Isera in Provincia di Trento. La collina sulla quale sorge è stata abitata fin dall'età del bronzo come dimostrano i numerosi reperti archeologici rinvenuti.
Originariamente feudo della famiglia omonima dei Da Pradaglia, alla loro estinzione passò sotto il controllo del principe vescovo di Trento che nel 1197 vi impose un suo gastaldo. In realtà, secondo alcuni documenti, anche altri poteri locali possedevano degli edifici all'interno delle mura di Castel Pradaglia come i Castelbarco e le comunità circonvicine, che ne dovevano curare la manutenzione.
Nel 1214 fu investito del castello Jacopo da Lizzana che in seguito si ribellò al potere vescovile, portando all'assedio e la riconquista del castello nel 1234. Dopo vari passaggi di mano, nel 1270 il maniero fu acquistato dai Castelbarco della linea di Rovione, che lo mantennero per circa un secolo, per poi cederlo ai Castelbarco di Lizzana. Nel 1416 fu raggiunto un accordo per la sua cessione al duca Federico IV d'Asburgo, ma ancora nel 1450 era nelle mani dei Castelbarco.
Fu assediato e distrutto dai veneziani durante la guerra contro gli Asburgo e i relativi possedimenti passarono al podestà di Rovereto. Proprio nell'ambito di questo scontro, Castel Pradaglia fu testimone di un evento celebre: nel 1487 vi si svolse infatti il duello tra Antonio Maria Sanseverino, figlio del condottiero dei veneziani, e il conte svevo Johann von Sonnenberg.
Dopo la guerra con Venezia il castello non fu più ricostruito e le sue rovine vennero usate per scopi agricoli.
Nel corso della prima guerra mondiale, vista la sua posizione strategica, il colle dove sorgono le rovine del castello fu fortificato dagli austriaci con la costruzione di alcune trincee, di cui rimangono evidenti tracce ancora oggi.
Nel 2011 il castello e la collina sono stati oggetto di vari lavori di restauro e valorizzazione a fini turistici.
  • Museo della cartolina. Il Museo della cartolina e del collezionismo minore Salvatore Nuvoli nacque negli anni ottanta su iniziativa di Carmelo Nuvoli, collezionista che aveva già precedentemente allestito alcune mostre delle sue collezioni nella zona, ed è dedicato al padre Salvatore.
Al nucleo base, costituito dalla collezione dello stesso Nuvoli, si sono successivamente aggiunte altre acquisizioni e donazioni, che portano la consistenza della dotazione del museo a:
-oltre 35.000 cartoline di diverso genere, in particolare della zone di Rovereto, del Trentino-Alto Adige, a tema militare, pubblicitarie e disegnate da illustratori famosi;
-una biblioteca con circa 5.000 volumi, di cui 500 a carattere specialistico;
-una raccolta di erinnofili, piccoli francobolli utilizzati in passato per chiudere le lettere.
Per motivi di spazio la collezione viene esposta a rotazione, con circa 1.000 esemplari esposti ed altri 1.500 circa visibili in cataloghi e raccoglitori.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 5 Poste italiane, Via Cesare Battisti, 4, +39 0464 434230.


Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

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