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Funes (Italia)

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Funes
Veduta della frazione di San Pietro
Stemma
Funes (Italia) - Stemma
Stato
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Funes (Italia)
Funes
Sito istituzionale

Funes (Villnöß in tedesco) è un comune del Trentino-Alto Adige.

Da sapere[modifica]

Il comune di Funes appartiene anche ai paesi Alpine pearls, in italiano Perle delle Alpi, e rientra di diritto nei comuni dolomitici.

La sua popolazione è in larga maggioranza di madrelingua tedesca (97,69%); l'1,99% italiana; lo 0,32% ladina.

Cenni geografici[modifica]

Il territorio comunale e la sua omonima valle (Val di Funes, in tedesco Villnößtal) si sviluppano a partire dalla zona di Chiusa e fanno parte del comprensorio della Valle Isarco; la frazione di San Pietro, sede municipale, dista 13 km da Chiusa, 18 da Bressanone, 42 da Bolzano.

Cenni storici[modifica]

Furono i Reti a porre un insediamento umano stabile a Funes; seguirono i Romani e dopo la caduta di Roma i Germani. In epoca cristiana Funes apparteneva originariamente alla parrocchia di Albes, insieme a Laion, Gudon, Val Gardena e Colfosco. Nel villaggio principale di San Pietro nel 1029 fu eretta una chiesa, e la località aveva inoltre un suo proprio pastore di anime. La frazione di Tiso è stata menzionata per la prima volta nel 1157 come Tisis, ed anche di tale località c'erano diverse grafie della sua denominazione topografica: Tys, Tays, Theiss e Thaiss.

Intorno al 1500 d.C. si consolidò, a causa dei molti immigrati bavaresi o baiuvari, com'erano detti al tempo, la lingua tedesca che diede così origine al dialetto di Funes, in cui però molte parole possono essere derivate anche dal romancio.

Il comune di Funes è stato istituito nel 1810, congiuntamente ai comuni di Gudon e Tiso, sotto il dominio bavarese, e l'Austria confermò poi tale autonomia comunale nel 1817. Gudon e Tiso vennero unificate nel 1854, per poi essere di nuovo separate quindici anni più tardi, e Tiso rimase un comune autonomo fino al 1929, che fu però riunito come frazione a Funes. Il maso Ranuihof, di proprietà dei conti von Enzenberg, è un raro esempio di una tenuta agricola e venatoria settecentesca, riccamente adornata di affreschi. Nel 1988 è stata restaurata a cura della Fondazione Messerschmitt.

Durante il corso della prima guerra mondiale la val di Funes non fu particolarmente toccata. Tuttavia sulla dorsale della montagna, dal rio Funes al monte Cappello (Haube), furono erette alcune strutture fortificate, in particolare nella frazione di Tiso furono erette alcune trincee e bunker per controllare la sottostante Val d'Isarco da cui eventuali invasori potevano risalire. Durante la seconda guerra mondiale le stesse strutture vennero riutilizzate non più per scopi militari, ma come riparo per la popolazione durante i bombardamenti da parte degli alleati.

Le Odle


Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Con la località principale di San Pietro (St. Peter) (sede comunale), comprende le località di Colle (Coll), San Giacomo (St. Jakob), Santa Maddalena (Sankt Magdalena), San Valentino (St. Valentin) e Tiso (Teis) che si trovano nell'omonima valle (in tedesco Villnößtal),

Come arrivare[modifica]

Val di Funes con le Odle

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

  • 1 Aeroporto di Bolzano-Dolomiti (IATA: BZO, ICAO: LIPB) (6 km dal centro di Bolzano), +39 0471 255 255, fax: +39 0471 255 202. Simple icon time.svg apertura al pubblico: 05:30–23:00; apertura biglietteria: 06:00-19:00; il check-in per voli da Bolzano è possibile solo da 1 ora ad un massimo di 20 minuti prima della partenza. Piccolo scalo regionale con voli di linea da e per Lugano e Roma con Etihad Regional (by Darwin Air). In alcuni periodi dell'anno, la compagnia Lauda Air collega la città con Vienna una volta a settimana. Più numerosi invece i voli charter.
  • 2 Aeroporto di Verona (Catullo), Caselle di Sommacampagna, +39 045 8095666, @ .
  • 3 Aeroporto di Brescia (D'Annunzio), Via Aeroporto 34, Montichiari (I collegamenti con l'aeroporto di Brescia sono garantiti dai trasporti pubblici tramite il bus/navetta. La fermata a Brescia città è situata alla stazione dei pullman (numero 23), mentre quella dell'aeroporto è al fronte terminale. Sono inoltre previsti collegamenti per la città di Verona attraverso la linea bus/navetta 1), +39 045 8095666, @ . Solo Charter

In auto[modifica]

In treno[modifica]

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg I servizi di trasporto pubblico con pullman in Alto Adige sono gestiti da SAD [1]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Chiesa di San Valentino. La chiesa di San Valentino in Pardell è in stile romanico. Citata nel 1303, la sua fondazione risale però molto probabilmente ad epoca anteriore, Inizialmente a tetto piatto, nel 1480 la volta fu trasformata ad una navata, e dotata di un coro poligonale in stile gotico.
All'esterno si trovano una cassetta per l'elemosina, dove sta scritta la data 1576, accompagnata da un affresco di San Cristoforo risalente al XV secolo.
Durante i lavori di restauro nel 1975 furono ritrovati sulla parete interna della navata i residui di un antico dipinto (risalente al periodo precedente alla costruzione della volta), rappresentante la lotta tra San Giorgio e il drago, appartenente alla Scuola del Maestro Hans von Bruneck. Ma l'opera più importsnte di questa chiesa è sicuramente il trittico del 1500 circa.
La chiesetta di san Giovanni in Ranui
  • Attrazione principale1 Chiesetta di San Giovanni in Ranui. Simple icon time.svg Per poterla visitare, si possono chiedere le chiavi presso l'adiacente maso Ranuihof. La chiesa, situata subito dopo il paese di Santa Maddalena, fu commissionata da Michael von Jenner nel 1744. È in arte barocca e gode di fama grazie alle sue dolci linee e ad una collocazione in solitudine, in una amena posizione sotto il gruppo dolomitico delle Odle. Nel medioevo accanto alla chiesa si trovava un'omonima residenza di proprietà dei Signori von Jenner, che veniva utilizzata come sede per la caccia.
Chiesa di Santa Maddalena
  • Chiesa di Santa Maddalena. La prima citazione relativa alla chiesa di Santa Maddalena si può far risalire al 1394. La navata della chiesa è principalmente costituita da un edificio "a sala", quindi tipicamente tardo-gotico, con una volta a costoloni asimmetrica.
L'arredamento interno della chiesa si può invece far risalire al XVIII secolo, ed è in stile barocco.
  • Chiesa di San Giacomo. La prima citazione relativa alla chiesa di San Giacomo pellegrino si può far risalire al 1349. Tutto l'edificio è circondato da un muretto, con l'accesso mediante una porta ad arco a tutto sesto. Sorge lungo un antichissimo sentiero che da Funes va in valle Isarco.
Al suo interno custodisce un bel trittico in stile gotico risalente al 1517. L'aspetto che si può vedere attualmente si può invece far risalire al periodo attorno al 1500.
È nata come chiesa per pellegrini di passaggio, poi è stata abbellita con le offerte dei pellegrini.
  • Chiesa di San Pietro e Paolo. La costruzione dell'edificio religioso della parrocchia dedicata ai santi Pietro e Paolo era in origine in stile classicista, ma con la ristrutturazione ha assunto un aspetto barocco. Le sue fondamenta si possono invece datare attorno all'anno 1058.
  • Chiesa di Tiso. Presso la frazione di Tiso si trova una chiesa in stile neogotico risalente al XIX secolo, dedicata al Sacro Cuore. Una prima chiesa nella medesima località venne citata già precedentemente, ovvero nel 1313. Accanto alla chiesa parrocchiale sorge una cappella all'interno della quale è stata ricostruita la grotta di Lourdes.
Poco fuori il paese, verso la valle dell'Isarco, si trova il colle del Santo Sepolcro con una piccola cappella al cui interno si custodisce un'immagine di Maria con le sette spade, la Madonna dei sette dolori.
  • Chiesa di Nave. La chiesa di Nave, località poco al di sotto di Tiso, in stile altogotico risale al XV secolo ed è consacrata a San Bartolomeo. L'edificio ha al suo interno un trittico e alcune statue, come quelle di Maria con il Bambino, di San Bartolomeo e di San Floriano.
  • museo mineralogico di Tiso (Mineralienmuseum Teis). Il museo si trova nella frazione di Tiso, località nota per il ritrovamento di minerali in quarzo e ametista definiti le "geodi di Tiso". L'esposizione museale fa ammirare ai suoi visitatori molti reperti provenienti da Tiso, ma anche dalla Svizzera, dalla Valle d'Aosta e dal Monte Bianco.
  • Museo e Centro Visite del Parco Puez Odle. A Santa Maddalena è aperto dal dicembre del 2009 il nuovo Museo e Centro Visite del Parco Puez Odle. Il museo, situato in un edificio a due piani architettonicamente interessante e funzionale, ha la missione di favorire le conoscenze del patrimonio geologico, biologico e culturale delle valli intorno al gruppo Puez-Odle. Le sezioni principali sono divise in tre spazi espositivi:
-"Toccare le montagne", dedicato alla geologia delle Dolomiti;
-"Meraviglie della natura", dedicato alle diverse specie biologiche dell'ambiente dolomitico e alpino;
-"Conquistare le montagne", dedicato all'alpinismo e particolarmente alla personalità di Reinhold Messner, nato in Val di Funes.
Il museo è caratterizzato da un approccio laboratoriale, particolarmente adatto alle giovani generazioni, che hanno modo di toccare, provare, guardare da vicino, usare, confrontare ciò che viene mostrato. Inoltre nel "Cinema della montagna" vengono proiettati film sui parchi naturali dell'Alto Adige, seguendo una programmazione giornaliera e settimanale diversa.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]

  • Sentiero natura di Zannes (Accessibile anche ai disabili). Simple icon time.svg durata 1:15 h. Sentiero circolare che persegue l’obiettivo di avvicinare l’escursionista al paesaggio naturale e culturale del Parco naturale Puez-Odle.


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]

Prezzi elevati[modifica]

  • Hotel Tyrol Dolomites Slow Living ****, Kirchweg 12, S. Maddalena, +39 0472 840104.

Agriturismo[modifica]


Sicurezza[modifica]

Farmacie[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 6 Poste italiane, Peterweg 10 (pianoterra edificio comunale), +39 0472 840130.

Tenersi informati[modifica]

  • Comune di Funes, Peterweg 10, Funes (BZ) - ☎ +39 0472 840121


Nei dintorni[modifica]

  • Chiusa — La località Sabiona è la culla spirituale dell'intero Tirolo. È stata la Sede vescovile del Tirolo (diocesi di Sabiona), prima dello spostamento della stessa a Bressanone attorno all'anno 1000. Il monastero che vi sorge può essere visitato partendo da Chiusa e percorrendo a piedi il percorso di un'antica Via Crucis.
  • Bressanone — Città con un importante centro storico racchiuso da mura e porte. La Cattedrale, il suo chiostro con preziosi affreschi, il Palazzo vescovile danno un'elegante impronta alla città vecchia, con caratteristici piccoli borghi che si contrappongono a slarghi urbanistici di ampio respiro.
  • Bolzano — Principale città dell'Alto Adige ne è il capoluogo amministrativo ed economico. Il suo centro storico fonde mirabilmente i caratteri architettonici ed urbanistici nordici con quelli italiani mostrandosi con un tono di signorile eleganza.

Itinerari[modifica]

  • Castelli dell'Alto Adige — Un percorso alla scoperta dei manieri altoatesini che, nati per fini militari, divennero poi in gran parte raffinate dimore signorili, centri di cultura, esempi di pregevole architettura, testimonianza della grandezza delle famiglie che li fecero edificare.
  • Passi dolomitici — L'itinerario percorre i passi più scenografici delle Dolomiti, dove la roccia e la natura sono protagoniste.


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