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Chiusa (Italia)

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Chiusa
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Chiusa (Italia) - Stemma
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Chiusa (Italia)
Chiusa
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Chiusa è una città del Trentino-Alto Adige.

Da sapere[modifica]

Città la cui popolazione è per oltre il 90% di lingua madre tedesca, porta il nome germanico di Klausen. Fa parte dei Borghi più belli d'Italia.

Cenni geografici[modifica]

Chiusa si trova lungo il corso del fiume Isarco e storicamente è centro doganale. Può vantare il titolo di Città insieme ad altri sette comuni dell'Alto Adige. Si trova ad una trentina di chilometri a nord di Bolzano e una decina a sud di Bressanone nell'area della Valle Isarco.

Cenni storici[modifica]

Il territorio comunale, sovrastato dal monastero di Sabiona (tedesco Säben), era già abitato prima di Cristo. Qui troviamo infatti tombe sia del periodo dei reti che del periodo germanico. Tra l'800 e il 1000 Sabiona diviene un'importante sede vescovile, poi trasferita a Bressanone, nell'attuale diocesi di Bolzano-Bressanone. L'artista rinascimentale tedesco Albrecht Dürer nel 1494 si trattiene a Chiusa per ritrarre la città da lui molto apprezzata. Le sue impressioni sono presumibilmente fissate nell'incisione Das große Glück.

Sulla città di Chiusa ha avuto un'importante influenza il monastero delle suore di clausura di Sabiona. All'interno del convento dei frati cappuccini si trova una statua che raffigura il bellicoso frate Joachim Haspinger, che lottò assieme ad Andreas Hofer per contrastare l'avanzata bavarese.

Nel tardo Otto- e primo Novecento Chiusa fu una dimora di molti artisti, provenienti soprattutto dalla Germania. Dalla stazione di Chiusa partiva il treno, oggigiorno soppresso, della ferrovia della Val Gardena.

Nel 2002 lo scrittore tedesco Andreas Maier dedica a Chiusa il suo romanzo Klausen, tradotto anche in inglese

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

La città si distingue essenzialmente in due parti, a sinistra e a destra della strada del Brennero: la Città Alta e la Città Bassa. Piazza Parrocchia e Piazza Tinne sono i due slarghi del centro storico, attraversati dalla via principale.

L'espansione moderna si è verificata nella zona nord, con il quartiere Coste al di sopra del quale si trova l'area viticola più pregiata del territorio comunale, essendo un pendio molto soleggiato.

Il quartiere con le strutture pubbliche, scuole, ferrovia, cimitero ecc. è Gries (Leitach) e si trova oltre il fiume; Fraghes (Frag) è l'area sud, oltre il torrente Tinne, dove hanno sede l'ex convento dei Cappuccini e molte strutture pubbliche come il Museo Civico, la biblioteca civica, l'asilo.


Sono inoltre centri abitati del suo territorio comunale i paesi di Gudon/Gufidaun, Lazfons/Latzfons e Verdignes-Pardello/Verdings-Pardell.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

  • 1 Aeroporto di Bolzano-Dolomiti (IATA: BZO, ICAO: LIPB) (6 km dal centro di Bolzano), +39 0471 255 255, fax: +39 0471 255 202. Simple icon time.svg apertura al pubblico: 05:30–23:00; apertura biglietteria: 06:00-19:00; il check-in per voli da Bolzano è possibile solo da 1 ora ad un massimo di 20 minuti prima della partenza. Piccolo scalo regionale con voli di linea da e per Lugano e Roma con Etihad Regional (by Darwin Air). In alcuni periodi dell'anno, la compagnia Lauda Air collega la città con Vienna una volta a settimana. Più numerosi invece i voli charter.
  • 2 Aeroporto di Verona (Catullo), Caselle di Sommacampagna, +39 045 8095666, @ contatti@aeroportoverona.it.
  • 3 Aeroporto di Brescia (D'Annunzio), Via Aeroporto 34, Montichiari (I collegamenti con l'aeroporto di Brescia sono garantiti dai trasporti pubblici tramite il bus/navetta. La fermata a Brescia città è situata alla stazione dei pullman (numero 23), mentre quella dell'aeroporto è al fronte terminale. Sono inoltre previsti collegamenti per la città di Verona attraverso la linea bus/navetta 1), +39 045 8095666, @ contatti@aeroportoverona.it. Solo Charter

In auto[modifica]

  • A22 Ha casello autostradale proprio sull'Autostrada A22 del Brennero.
  • Strada Statale 12 Italia.svg È attraversata dalla Strada statale 12 del Brennero.

In treno[modifica]

  • Italian traffic signs - icona stazione fs.svg 4 Stazione ferroviaria, via Stazione. Si trova sulla linea ferroviaria Verona - Innsbruck

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg I servizi di trasporto pubblico con pullman in Alto Adige sono gestiti da SAD [1]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • 1 Città Alta. Il percorso di visita della città interessa essenzialmente la via principale che attraversa l'abitato dalla Città Alta alla Città Bassa, La Casa Wegmacher e la quattrocentesca chiesa degli Apostoli sono all'inizio dell'arteria. Scendendo si incontrano il tardo medievale Municipio, la scuola elementare che è collocata nel vecchio Albergo Leone d'Oro e la Casa Vescovile, che riporta in facciata gli stemmi araldici di dieci vescovi di Bressanone.
Poi due antichi posti di ristoro: L'Albergo Walther von der Vogelweide che spicca fra le altre costruzioni, luogo di ristorazione dal 1867, era in precedenza sede del Dazio civico; l'ex Albergo Agnello è menzionato come punto di ristoro già nel 1460. Seguono la canonica, il vecchio municipio (Casa del Cervo), il Tribunale; caratteristica degli edifici di Città Alta è quella di essere a pianta stretta e lunga, per motivi di spazio, con la parte posteriore affacciata sul fiume che crea una piacevole veduta.
La via si allarga quindi nella Piazza Parrocchia dove sorge la chiesa di Sant'Andrea e dove termina il quartiere antico.
  • 2 Chiesa di Sant'Andrea, piazza Parrocchia. Costruita nel periodo dal 1482 al 1498 è di ispirazione tardo gotica; fu edificata su un precedente tempio romanico ed è considerata una dei più begli esempi di chiesa del gotico sudtirolese.
  • Castello di Gernstein (Castel Tina) (a Lazfons). Il castello sorge nella valle di rio Tina lungo la strada che collega Chiusa a Latzfons. Venne edificato verso la fine del XII secolo da Heinrich Garre (o Gerro, ministeriale di Bressanone), dal quale prese il nome di Gerrenstein. Da sempre la posizione del castello è stata strategica, in quanto non solo controllava la vecchia strada della val d'Isarco, ma era posto anche a protezione delle miniere di rame della zona. Dopo l'estinzione della famiglia dei Garre, fu dato in feudo dal principe vescovo di Bressanone ai von Voitberg. Nel 1356 però si ribellarono al loro padrone e persero il castello dopo un assedio condotto dal principe vescovo Matthäus an der Gassen. Nel 1389 fu quindi dato in pegno ai signori di Villandro.
Nel 1550 il castello passò ai conti Heydorf, però dopo qualche tempo perse d'importanza e alla fine del XVI secolo cadde in rovina. Nel 1607 divenne di proprietà di Ludwig Lindner, maestro di camera dei vescovi di Bressanone, e dei suoi discendenti che per questo assunsero il predicato nobiliare "von Gerrenstein". Nel 1880 il castello, ormai in rovina, fu acquistato dal tenente generale prussiano Friedrich von Gerstein-Hohenstein che lo ricostruì con l'aspetto attuale in stile neogotico. Egli voleva un castello che portasse il nome della sua famiglia, anche se in realtà non c'era nessuna relazione con quella che lo aveva fondato. Da allora venne quindi chiamato Gernstein. Nel 1919 fu requisito dallo Stato italiano in quanto bene di proprietà tedesca e nel 1970 fu rivenduto a privati. Non è attualmente visitabile.
  • Collina dei frati (Paterbichl).
  • 3 Museo Civico (Stadtmuseum Klausen), Convento dei Cappuccini, via Fraghes, 1,, +39 0472 846148, fax: +39 0472 846148, @ museum@klausen-bz.it. Ecb copyright.svg (2014): € 4,00 adulti; € 2,50 gruppi oltre 8 persone, anziani (oltre 60 anni) € 1,50 giovani (8-18 anni), studenti € 8,00 famiglie Gratis bambini 0-7 anni Gratis scolari. solo Galleria e Chiesa dei Cappuccini: € 2,50 adulti, titolari Kulturpass.. Simple icon time.svg Fine marzo–inizio nov.: mar–sab h 9.30–12/15.30–18; chiuso dom, lun, festivi. Fondato nel 1914 ha aperto le porte al pubblico nel 1992 nei locali dell'ex convento dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini. La fondazione del convento si deve alla regina di Spagna Maria Anna del Palatinato-Neuburg (1667-1740) che aveva per confessore il padre cappuccino Gabriel Pontifeser (1653-1706), originario di Chiusa. Il Museo conserva il celebre Tesoro di Loreto (opere d’arte e preziosissimi oggetti sacri di scuola italiana e spagnola dei sec. XVI e XVII), dipinti degli artisti della Colonia Artistica di Chiusa (1874–1914) e di Alexander Koester.

A Sabiona[modifica]

Mura del convento di Sabiona

Sabiona è la culla spirituale dell'intero Tirolo e costituisce uno dei più antichi monumenti cristiani della regione e dell'arco alpino. È stata la Sede vescovile del Tirolo (diocesi di Sabiona), prima dello spostamento della stessa a Bressanone attorno all'anno 1000. Il monastero può essere visitato partendo da Chiusa e percorrendo a piedi il percorso di un'antica Via Crucis. Proprio sotto le mura di difesa della rocca, all'interno della vigna, giacciono sepolte le tracce della prima Cattedrale Vescovile, le cui fondazioni, risalenti al V-VI secolo, sono state studiate da un gruppo di archeologi nel 1982-1983 e poi reinterrate con cura per una conservazione più efficace.

Alternativamente esiste una passeggiata che parte da Velturno fino ad arrivare alla fortezza (viene a volte utilizzato il termine di fortezza in quanto Sabiona nel medioevo era anche un castello che oppose diverse volte resistenza ai molti attacchi). Sull'Acropoli del Tirolo si possono visitare la antica cappella della Madonna, la chiesa conventuale, la chiesa della Santa Croce e la fontana commemorativa.

La chiesa della Santa Croce è stata per oltre quattrocento anni la Sede vescovile, che solo poco prima dell'anno 1000 fu spostata a Bressanone. Alla difesa della rupe del monastero sorge un po' più in basso anche la Torre del Capitano, chiamata anche castel Branzoll.

Chiusa - Monastero di Sabiona
Chiesa di Nostra Signora
Sabiona - Chiesa di nostra Signora
Chiesa di Nostra Signora - Pala della Crocifissione
  • 4 Monastero di Sabiona, Salita Sabiona 21, +39 0472 847587. Nel 1535 un fulmine si abbatté sulla rupe di Sabiona, provocando un incendio che distrusse il Palazzo Vescovile e segnando anche la fine dell'attività giudiziaria che in questo si svolgeva. Dopo all'incirca un secolo, il parroco e canonico di Chiusa Matthias Jenner promosse l'iniziativa di fondare un monastero sulle rovine dell'antico palazzo nel punto più elevato della rupe. Non fu certo impresa facile, ma il complesso monastico con le sue mura difensive venne inaugurato il 18 novembre 1686.
Il monastero ospitò inizialmente solo cinque monache provenienti dal monastero delle benedettine di Nonnberg (nei pressi di Salisburgo). La prima Badessa fu Madre Agnes von Ziller, che già nel 1687 poté accogliere nel convento 30 monache.
Nei secoli XVIII e XIX il cenobio conobbe varie occupazioni e subì anche la profanazione da parte degli invasori, che lo utilizzarono come fortezza difensiva. Superate le traversie storiche, il monastero tornò alla vita normale e le monache tornarono ad occuparlo; fedeli alla loro regola (ora et labora) oltre alla vita di preghiera sono state sempre dedite al lavoro, necessario al loro mantenimento: curare le vigne, lavorare i campi, cucire e ricamare i paramenti sacri, accogliere ed ospitare pellegrini. Attualmente e da quasi trecento anni, il monastero è la sede di una comunità di monache benedettine (una decina) che vivono in clausura.
  • Cappella di Santa Maria. Dove oggigiorno si trova la piccola cappella di santa Maria, definita dai pellegrini Cappella delle grazie, ed accanto alla Chiesa di nostra Signora a pianta ottagonale, si ergeva un tempo la più antica chiesa della rupe di Sabiona, la cui sagrestia custodiva una fonte battesimale scavata nella roccia viva, risalente alla seconda metà del IV secolo ed attribuibile ad un insediamento tardo-romanico. Nella cappella di Santa Maria della costruzione pre-romanica e romanica rimangono soltanto l'abside circolare con l'arco trionfale e parte del muro perimetrale orientato a sud.
Al periodo gotico (XIV secolo) risale invece il volto nervato dell'abside con i suoi affreschi individuati, ma non ancora portati alla luce (1987). In quel tempo la cappella venne ampliata verso ovest di una navata e successivamente (XVII secolo) ridotta alla dimensione attuale per lasciare lo spazio alla costruenda barocca chiesa di Nostra Signora. Ancora oggi la cappella di Santa Maria si presenta al visitatore con la grande finestra rivolta verso sud, con i suoi quattro pilastri d'angolo e con il cornicione decorato a dentelli, sul quale poggia il volto a cupola.
  • Chiesa della Santa Croce. Suggestivo è il crocefisso, carico di espressività, posto sull'altare maggiore ed opera verosimilmente del maestro scultore Leonhard da Bressanone (seconda metà del XV secolo); tutte le altre sculture risalgono invece al XVII secolo.
Costeggiando la chiesa ed attraversando il passaggio sotto la torre di San Cassiano (opera di difesa del castello risalente al XIII secolo) si raggiunge la parete esterna dell'abside principale della chiesa medesima dove domina un altro crocefisso alto 12 metri, ma quasi completamente disgregato dalle intemperie: in origine esso accoglieva i pellegrini provenienti dal nord della valle Isarco ed era per loro simbolo di salvezza.
  • Torre del Capitano. La Torre (in tedesco Burghauptmannsturm) è quanto resta di Castel Branzoll (tedesco Burg Branzoll), costruzione fortificata duecentesca. Edificata dai signori di Sabiona, passò nel 1309 ai vescovi di Bressanone, che vi posero nel XIV secolo la sede del loro capitano (da cui l'appellativo).
Il castello, così come lo si vede oggi, è frutto di una libera ricostruzione avvenuta tra la fine del XIX secolo e il 1930. Di originale resta appunto soltanto la torre, l'unica parte della costruzione ad aver resistito al disastroso incendio del 1671, cui seguirono due secoli di pressoché totale abbandono.


Eventi e feste[modifica]

  • In Vino Veritas. Simple icon time.svg metà agosto. Le cantine della zona aprono e offrono ai turisti degustazioni dei loro vini. Durante la manifestazione sono organizzati anche eventi collaterali, soprattutto spettacoli musicali. Al 2016 le cantine aderenti sono: Cantina Calle Isarco, tenuta Garlider, tenuta Radoar, tenuta Röckhof, tenuta Zöhlhof, tenuta Spitalerhof.
  • Festa del Törggelen. Simple icon time.svg settembre-ottobre. Inaugurazione della stagione del Törggelen con eventi e stand gastronomici.


Cosa fare[modifica]

  • Passeggiare. Le verdi montagne che circondando il paese rappresentano un luogo ideale dove effettuare escursioni raggiungendo rifugi, malghe e punti panoramici. mappa dei sentieri


Acquisti[modifica]

Speck, vino bianco, grappe, prugne, castagne, formaggi locali sono i prodotti della zona, tutti rigorosamente biologici e lavorati nel più assoluto rispetto della genuinità.

  • 1 Mercato contadino, Piazza Tinne. Simple icon time.svg Gio 8:00-12:30; mag-ott. Vendita diretta di prodotti agricoli naturali e lavorazioni alimentari.


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia

  • 5 Farmacia Aichner, via Città Alta 43, +39 0472 846096.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 6 Poste italiane, Piazza Mercato, 7, +39 0472 847561.


Nei dintorni[modifica]

  • Bolzano — Principale città dell'Alto Adige ne è il capoluogo amministrativo ed economico. Il suo centro storico fonde mirabilmente i caratteri architettonici ed urbanistici nordici con quelli italiani mostrandosi con un tono di signorile eleganza.
  • Bressanone — Città con un importante centro storico racchiuso da mura e porte. La Cattedrale, il suo chiostro con preziosi affreschi, il Palazzo vescovile danno un'elegante impronta alla città vecchia, con caratteristici piccoli borghi che si contrappongono a slarghi urbanistici di ampio respiro.
  • Brunico — Centro principale della Val Pusteria, conserva due castelli oltre a quartieri storici di buon interesse. È città di turismo alla convergenza delle vallate tributarie della Val Pusteria, tutte caratterizzate da un ambiente di particolare bellezza.
  • Vipiteno — È uno dei Borghi più belli d'Italia. Il suo nucleo storico è rimasto quasi intatto nella sua conformazione del XII secolo. Solo della cinta muraria rimangono pochi tratti. Caratteristiche sono le case dotate dei particolari bovindi o Erker, balconi aggettanti coperti e chiusi.

Itinerari[modifica]

  • Passi dolomitici — L'itinerario percorre i passi più scenografici delle Dolomiti, dove la roccia e la natura sono protagoniste.
  • Castelli dell'Alto Adige — Un percorso alla scoperta dei manieri altoatesini che, nati per fini militari, divennero poi in gran parte raffinate dimore signorili, centri di cultura, esempi di pregevole architettura, testimonianza della grandezza delle famiglie che li fecero edificare.


Altri progetti

2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).