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Padova
Chiesa di Sant'Antonio da Padova
Stemma
Padova - Stemma
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Padova
Sito del turismo
Sito istituzionale

Padova è una città del Veneto, capoluogo dell'omonima provincia.

Da sapere[modifica]

Padova è conosciuta come la città di Sant'Antonio e come la città dei "tre senza", ovvero il "Santo senza nome" perché quando si parla di Sant'Antonio si dice semplicemente Il Santo, il "Prato senza erba" riferito a Prato della Valle e il "Caffè senza porte" che descrive lo storico Caffè Pedrocchi che in passato era sempre aperto.

Cenni geografici[modifica]

Padova è collocata ad est nella Pianura Padana, circa 10 km a nord dei Colli Euganei e circa 20 km a ovest della Laguna di Venezia. Il territorio comunale si sviluppa su spazi interamente pianeggianti e solcati da vari corsi d'acqua, che hanno dato nei secoli la forma e la protezione alla città. È attraversata dai fiumi Brenta e Bacchiglione.

Essa confina:

Quando andare[modifica]

Padova può essere visitata in qualsiasi periodo dell'anno. Il clima è caratterizzato dall'alto tasso di umidità che causa frequenti nebbie nei mesi autunnali-invernali e giornate afose nei mesi estivi, di conseguenza il periodo migliore per visitarla potrebbe essere la primavera.

Palazzo del Capitano e Torre dell'Orologio

Cenni storici[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi: W:Storia di Padova.

Secondo l'Eneide di Virgilio, la città sarebbe nata per mano di Antenore, principe troiano, nell'anno 1185 a.C., una tradizione che fa di Padova una delle più antiche città della penisola e la più antica del Veneto. Si tratta solo di una leggenda (nata forse da un falso storico, opera di Tito Livio, per assimilare la propria città a Roma), ma i dati archeologici hanno confermato l'antichissima origine della città, sviluppatasi tra il XIII e XI secolo a.C. e legata alla civiltà dei Veneti antichi.

Rappresentando uno dei principali centri della cultura paleoveneta, l'antica Padova sorse all'interno di un'ansa del fiume Brenta (durante l'antichità chiamato Medoacus Major) che allora (probabilmente fino al 589) scorreva nell'alveo dell'odierno Bacchiglione (al tempo denominato Medoacus Minor o Edrone), entrando in città nei pressi della attuale Specola. Nel 302 a.C. Patavium respinse l'attacco di una flotta spartana. Già a partire dal 226 a.C. gli antichi patavini strinsero un'alleanza con Roma contro i Galli Cisalpini.

Dal 49 a.C. divenne un municipium romano e in età augustea entrò a far parte della X Regio, della quale costituiva uno dei centri più importanti. Durante l'epoca imperiale la città divenne molto ricca grazie alla lavorazione della lana proveniente dai pascoli dell'altopiano di Asiago. Dalla città passavano - o partivano - numerose strade che la congiungevano con i principali centri romani dell'epoca: la via Annia che la congiungeva con Adria e Aquileia, la via Medoaci che portava alla Valsugana e all'altopiano di Asiago, la via Astacus che la congiungeva con Vicentia, la via Aurelia che portava ad Asolo, la via Aponense che la collegava ai centri termali dei Colli Euganei. Sia a nord sia a sud della città vi erano estese centuriazioni. In epoca romana il territorio di Padova era attraversato da un'altra importante strada romana, la via Gallica. In epoca romana Padova fu patria dello storico Tito Livio e diede i natali ai letterati Gaio Valerio Flacco, Quinto Asconio Pediano e Trasea Peto.

Con la caduta dell'impero Padova riuscì a mantenere un'economia solida, ma nel primo periodo delle invasioni barbariche fu più volte devastata, prima dagli Unni nel 452-453 e poi nel 601 dai Longobardi di Agilulfo. Le invasioni, unite alle periodiche alluvioni, portarono a un crescente spopolamento del comune. Verso la fine dell'VIII secolo, la stabilità portata da Carlo Magno e le opere di bonifica e canalizzazione eseguite dai benedettini fecero ripartire l'economia cittadina e posero fine a due secoli di crisi, dando il via alla riurbanizzazione. I danni delle successive alluvioni, mitigati dalle opere dei monaci, furono aggravati dalle devastazioni operate in città dagli Ungari nell'899, nonché dai terremoti del 1004 e del 1117. Questi secoli videro la progressiva affermazione del potere temporale dei vescovi in città e la sempre maggiore influenza nelle campagne di famiglie di origine tedesca e franca come i Camposampiero, gli Este, i Da Romano e i Da Carrara. Si delineò di conseguenza la contrapposizione tra guelfi e ghibellini, che appoggiavano rispettivamente il papato e l'impero, una divisione che avrebbe portato alle sanguinose lotte intestine dell'età comunale.

Nel Basso Medioevo Padova si distinse come Libero comune, partecipando alla Lega Veronese e alla Lega Lombarda contro l'imperatore Federico Barbarossa. Nel periodo comunale la città si arricchì e al 1222 risale la fondazione dell'Università, una delle più antiche al mondo. Passata tra le file ghibelline durante la dominazione di Ezzelino III da Romano, la città alla sua morte tornò sotto il controllo dei guelfi e divenne oggetto di continui attacchi dei ghibellini veronesi che portarono, nel 1318, alla signoria dei Carraresi. Ebbe inizio un periodo di nuovo splendore per Padova, in cui fiorirono l'economia e le arti. Famiglie nobili alleate, come i Buzzaccarini, commissionarono il ciclo di affreschi del Battistero del Duomo ed eressero la Chiesa dei Servi. Nello stesso periodo, tuttavia, proseguirono le guerre con Verona, nonché quelle con Venezia e Milano. L'ambizione dei Carraresi segnò la fine degli Scaligeri veronesi e degli stessi Carraresi, che dapprima videro l'occupazione di Padova da parte del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti dal 1388 al 1390 dopo la presa di Verona nel 1387, e poi furono definitivamente sconfitti dalla Repubblica di Venezia nel 1405 nella guerra di Padova, dopo la quale ebbe inizio il lungo periodo di dedizione a Venezia.

La città è stata una delle capitali culturali del Trecento: le testimonianze pittoriche del XIV secolo - tra tutte, il ciclo di Giotto alla Cappella degli Scrovegni - la rendono nodo cruciale negli sviluppi dell'arte occidentale. Lo splendore artistico trecentesco fu uno dei frutti del gran fervore culturale favorito dalla signoria dei Carraresi che resero Padova uno dei principali centri del preumanesimo. A Padova, tra il XIV secolo e il XV secolo si sviluppò in concomitanza con Firenze una imponente corrente culturale votata all'antico che tramuterà nel Rinascimento padovano, e influenzerà la compagine artistica dell'intera Italia settentrionale del Quattrocento.

Sede vescovile a capo di una delle diocesi più estese ed antiche d'Italia, Padova è universalmente conosciuta anche come "la città del Santo", appellativo con cui viene chiamato dai padovani sant'Antonio, il celebre francescano portoghese, nato a Lisbona nel 1195, che visse in città per alcuni anni e vi morì il 13 giugno 1231. I resti del Santo sono conservati nella Basilica di Sant'Antonio, importante meta di pellegrinaggio della cristianità e uno dei monumenti principali cittadini. Antonio è uno dei quattro santi patroni della città con Giustina, Prosdocimo e Daniele. A Padova si venerano pure le reliquie di san Luca, san Mattia e san Leopoldo Mandić. Nel 1829, Padova fu la sede del primo Convitto Rabbinico, importante istituzione dell'ebraismo italiano.

Nei successivi quattro secoli Padova, pur perdendo importanza politica, poté godere della pace e della prosperità assicurata dalla signoria veneziana, nonché della libertà garantita alla sua Università, che richiamò studenti ed insegnanti da tutta Europa, divenendo uno dei maggiori centri dell'aristotelismo e attirando numerosi ed illustri intellettuali, come Galileo Galilei. Nel 1509, durante la guerra della Lega di Cambrai, Padova dovette subire un terribile assedio, che fu però respinto. Dopo lo scampato pericolo, la Serenissima procedette ad opere di fortificazione, costruendo la cinta muraria che ancora oggi presenta gran parte dell'aspetto originale. Nel 1524, a Padova fu costruito per la prima volta dopo l'età classica uno spazio interamente dedicato alle rappresentazioni teatrali, la Loggia Cornaro; mentre il 25 febbraio 1545 si costituì legalmente, con atto notarile, una compagnia di comici teatranti, la prima testimonianza al mondo di una società di commedianti professionisti, nascita simbolica della Commedia dell'Arte. La bisbetica domata, commedia di William Shakespeare, è ambientata a Padova.

Caduta la Serenissima nel 1797, la città fu ceduta da Napoleone Bonaparte all'Austria. Dopo una breve parentesi all'interno del Regno d'Italia napoleonico, entrò a far parte nel 1815 del Regno Lombardo-Veneto asburgico. L'8 febbraio 1848 vide un'insurrezione contro il dominio austriaco, guidata in particolare dagli studenti universitari. Padova entrò a far parte del Regno d'Italia solo nel 1866, in seguito alla terza guerra d'indipendenza.

Nel corso della prima guerra mondiale, la città era il quartier generale delle forze militari italiane. Nei pressi della città, a Battaglia Terme il castello di Lispida fu adibito a residenza del re Vittorio Emanuele III. L'armistizio che pose termine al conflitto fu firmato a Villa Giusti, in località Mandria.

Durante la seconda guerra mondiale Padova, essendo un nodo strategico, venne pesantemente danneggiata dai bombardamenti angloamericani, che rasero al suolo ampie zone della città. Si distinse inoltre come importante centro della Resistenza contro il nazifascismo. Numerosi studenti e insegnanti universitari parteciparono alla lotta partigiana, a cominciare dallo stesso rettore Concetto Marchesi; per questo motivo l'Università fu premiata (unica università italiana a ricevere tale onorificenza) con la medaglia d'oro al Valor Militare. Alla rivolta partigiana iniziata in città nella notte tra il 26 e 27 aprile 1945, fece seguito nella tarda serata del 28 aprile l'ingresso delle truppe di liberazione britanniche e neozelandesi.

Gli anni del dopoguerra sono stati per Padova di continuo sviluppo urbanistico ed economico grazie anche alla sua collocazione geografica, al centro di importanti vie di comunicazione che hanno favorito industrie e servizi. La crisi sociale e politica degli anni settanta vide il polarizzarsi delle tensioni in vicende spesso collegate all'estremismo di frange della comunità studentesca di Padova. Fu una delle città dove organizzazioni come Potere Operaio e Autonomia Operaia furono più forti, insieme a Roma e Bologna. Questi movimenti a forte componente studentesca nacquero sotto l'egida di insigni professori della facoltà di Scienze politiche. In città le Brigate Rosse misero a segno il loro primo attentato nel 1974. A Padova agirono anche organizzazioni eversive neofasciste come Ordine Nuovo e soprattutto la Rosa dei venti, organizzazione eversiva parallela al SID, servizio segreto delle forze armate italiane, accusata di collaborare anche con strutture della NATO nella lotta al comunismo.

Negli anni novanta molti furono i politici e gli imprenditori padovani coinvolti nei vari scandali di Mani pulite e Tangentopoli. Tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo, la città ha vissuto importanti cambiamenti urbanistici, con la costruzione di nuovi moderni edifici direzionali e residenziali e con un profondo rinnovo della viabilità, articolatosi intorno alla realizzazione della tangenziale cittadina e della tranvia di Padova.


Come orientarsi[modifica]

La città è circondata da una cerchia di mura e canali, ancora parzialmente visibili dalla circonvallazione. La stazione ferroviaria è situata a nord del centro storico: per raggiungerlo dalla stazione, basta imboccare Corso del Popolo (di fronte) e proseguire diritti a piedi per una decina di minuti.

Alcuni dei principali monumenti che si incontrano lungo la strada: attraversando il ponte sul fiume Piovego, a destra è visibile il moderno monumento Memoria e luce alle vittime degli attentati dell'11 settembre 2001; a sinistra si stendono gli ampi Giardini dell'Arena, che ospitano verso il centro la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto e, lungo la strada, i resti di un'arena romana; alla fine giardini, un po' discosta dalla strada sulla sinistra, si vede la Chiesa degli Eremitani con l'annesso convento, sede principale dei Musei civici. Proseguendo diritti lungo via Garibaldi si incontra, sul lato sinistro, il Palazzo della Cassa di Risparmio con il moderno ampliamento dell'arch. Gio Ponti; poco dopo, sulla destra, Palazzo Zuckermann, altra sede dei musei civici. Attraversando Piazza Garibaldi, sulla sinistra si nota la medievale Porta Altinate; proseguendo attraverso Piazza Cavour e imboccando via VIII Febbraio, si può scorgere a destra la chiesa di Sant'Andrea e subito dopo si incontra il monumentale Caffè Pedrocchi (a destra), raggiungendo poco dopo il Palazzo del Bo (sulla sinistra), sede principale dell'Università; il grande palazzo di fronte al Bo è Palazzo Moroni, la sede municipale.

Se invece si svolta a sinistra subito dopo il Caffé Pedrocchi, si può raggiungere il Palazzo della Ragione, antica sede comunale e delle magistrature. Proseguendo lungo il palazzo e imboccata via Fiume, si giunge in Piazza dei Signori, che ospita vari monumenti tra cui la Loggia della Gran Guardia (o del Consiglio). Se si svolta a sinistra alla fine della piazza, si giunge in breve a Piazza Duomo con l'omonima basilica cattedrale e a fianco il Museo diocesano.

Se si decide di proseguire diritti su via VIII Febbraio, proseguendo su via Roma e poi su via Umberto I, si attraversa tutto il centro storico, giungendo a Prato della Valle, sul quale dal lato opposto è situata la Basilica e Abbazia di Santa Giustina. Poco a nord del Prato sorge la Basilica del Santo, uno dei più celebri e visitati santuari d'Italia. Vicino sorge l'Orto Botanico, il più antico al mondo ancora nella sua collocazione originaria, patrimonio dell'Umanità UNESCO.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Il principale aeroporto internazionale è il Marco Polo di Tessera-Venezia. Dall'aeroporto partono autobus diretti alla stazione ferroviaria di Mestre dov'è possibile prendere il treno per Padova, oppure autobus che ogni mezz'ora partono per raggiungere direttamente l'autostazione di Padova. Non lontano si trova anche l'aeroporto di Treviso con diversi voli low-cost. Gli autobus della SITA effettuano il collegamento tra l'aeroporto e l'autostazione di Padova al costo di 4 €. Padova è dotata anche di un aeroporto civile, dove però possono atterrare solo piccoli aerei turistici.

In auto[modifica]

  • A13 Autostrada A13 Bologna-Padova
  • A4 L'autostrada A4 Torino-Milano-Venezia-Trieste passa intorno a Padova, e le uscite sono alquanto vicine al centro.

Per raggiungere Padova in modo sostenibile, si può usufruire del servizio di Carpooling messo a disposizione da diversi siti.

In treno[modifica]

Tutti i treni provenienti da Milano o Bologna e diretti a Venezia si fermano a Padova. La stazione ferroviaria dista circa 15 minuti a piedi dal centro storico. Come in molte città la zona della stazione non gode di buona fama.

In bicicletta[modifica]

La città di Padova è facilmente raggiungibile in bici da tutti i capoluoghi veneti e da tutte le maggiori cittadine circostanti seguendo principalmente gli itinerari cicloturistici lungo le aste fluviali. Le principali direttrici sono:

  • Da Venezia: si segue l’itinerario della Riviera del Brenta, seguendo il vecchio corso del fiume Brenta, costeggiando magnifiche ville e belle cittadine come Mira, Dolo e Stra. Da Stra si prosegue lungo il corso del canale Piovego, giungendo in città da Est e immettendosi nell’itinerario ciclabile dell’anello fluviale interno in località San Gregorio.
  • Da Chioggia: prima si costeggia la laguna fino a Ca’Pasqua per poi risalire il corso del Fiume Bacchiglione attraversando i paesi di Pontelongo, Bovolenta e Ponte San Nicolò, entrando in città da Sud-Est in località Voltabarozzo ed immettendosi nell’anello fluviale cittadino lungo il canale Scaricatore.
  • Da Rovigo: si risale la campagna rodigina e la bassa padovana fino a Monselice per poi immettersi sulla strada arginale del Canale Battaglia, costeggiando i Colli Euganei e l’area termale di Abano Terme e Montegrotto Terme fino a giungere a Padova in località Mandria. Proseguendo lungo il canale Battaglia fino al Bassanello è possibile entrare in città lungo gli itinerari cliclistici urbani.
  • Da Vicenza: si segue il corso del fiume Bacchiglione, per giungere in città da Ovest, entrando nel territorio comunale in zona Brusegana e proseguendo costeggiando il fiume fino alla zona del Bassanello, dove si può deviare verso il centro città lungo le ciclabili cittadine.
  • Da Bassano del Grappa: si scende lungo la ciclabile del Fiume Brenta, attraversando Piazzola sul Brenta e Limena fino a giungere da Nord-Ovest sull’anello fluviale in località Ponte Vigodarzere.
  • Da Asolo: si segue l’itinerario del Sentiero degli Ezzelini fino a Castelfranco Veneto e del Cammino di Sant’Antonio poi, costeggiando sempre il corso del torrente Muson dei Sassi, attraversando la cittadina di Camposampiero e giungendo a Padova da Nord in località Ponte Vigodarzere.
  • Da Treviso: si percorre l’itinerario ciclistico dell’ex ferrovia Treviso-Ostiglia fino a Camposampiero, immettendosi poi sul Cammino di Sant’Antonio lungo il Muson dei Sassi.


Come spostarsi[modifica]

Una gran parte del centro è zona pedonale o a traffico limitato, quindi la soluzione migliore e spostarsi a piedi o in bicicletta, anche perché le principali attrazioni turistiche si trovano tutte in quest'area.

Con mezzi pubblici[modifica]

Un biglietto urbano per i bus del trasporto pubblico APS costa 1,30 € (giugno 2020) il costo sale a 2,00€ se acquistato a bordo. Agevolazioni per famiglie: esiste il Biglietto Famiglia a 3,00€, vale 6 ore dalla convalida tutti i giorni sulla rete urbana di 1^ tratta per una famiglia composta al massimo da 5 persone, di cui 3 bambini fino a 12 anni. Non possono esserci più di due adulti, ma nel caso di un solo adulto possono esserci fino a 4 bambini. Maggiori informazioni sono reperibili al sito di busitalia.

In auto[modifica]

Spostarsi in auto in zona Padova centro è sconsigliato. I parcheggi più centrali sono piuttosto costosi e spesso pieni. A prezzi ragionevoli c'è Padova Centro Park (silos) fruibile a ore (€ 1,20/h) oppure per un’intera giornata (€ 16). Una valida alternativa è il parcheggiare in zone periferiche e prendere il tram. Se si viene da fuori Padova, molto conveniente è il Park Guizza (uscita 10 della tangenziale, a pochi minuti dall'uscita dell'A4 di Padova Ovest) che si trova di fianco al capolinea del tram, il quale conduce in una decina di minuti in città. I biglietti sono in vendita presso il bar. Costo del parcheggio: 1€/giorno. (giugno 2020)

Con tour guidati[modifica]

Per i turisti è disponibile anche il servizio di City Sightseeing in autobus.

In bicicletta[modifica]

Uno dei modi migliori per muoversi in città è la bicicletta. La città è dotata di una rete di piste ciclabili di circa 170 km e ogni giorno viene percorsa da più di 50.000 persone, tra i quali migliaia di studenti che frequentano l’Università. Una mappa, seppure non aggiornata, della rete cittadina è reperibile sul sito del Comune di Padova. Se non si possiede una propria bicicletta, è possibile utilizzare uno dei due servizi di bike sharing cittadini:

  • Movì by Mobike: servizio a flusso libero, che dispone in città di 800 bici al prezzo base di 1€/20 min o con diversi abbonamenti disponibili utilizzabili tramite app dedicata.
  • Goodbike: composto da una rete di 25 stazioni di rilascio distribuite principalmente in prossimità del centro storico, dispone di 250 bici, delle quali 50 a pedalata assistita utilizzabili con tessera elettronica o app.

È in fase di studio e realizzazione in città la Bicipolitana, un progetto per l’estensione ed il riordino della rete ciclabile cittadina.

Cosa vedere[modifica]

Basilica di Sant'Antonio
  • Attrazione principale 1 Basilica di Sant'Antonio (Basilica del Santo), Piazza del Santo, 11 (Tram: fermata SANTO. Bus n. n. 3, 12, 16, 18, 22: Fermata RIVIERA BUSINELLO), +39 049 8225652, @ . Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Simple icon time.svg Tutti i giorni dalle 6.20 alle 19.45 (18.45 nei giorni feriali invernali). La Basilica del Santo è sede pontificia ed è un Santuario internazionale visitato da quasi 5 mila persone all'anno.
La basilica fu iniziata nel 1232 per custodire la tomba del frate francescano Antonio (morto a Padova nel 1231).
Nel mese di giugno ci sono diverse manifestazioni, in particolare il 13 che è il giorno della commemorazione della morte di sant’Antonio. In questa giornata si svolge una famosa e affollata processione che percorre il centro cittadino e vede la partecipazione di moltissime categorie di lavoratori e di associazioni ognuna con i propri stendardi e abbigliamento.
La basilica come la vediamo ora non è il risultato del progetto originale ma è frutto di una serie di restauri e abbellimenti che si sono resi necessari nel corso dei secoli. Le particolarità della chiesa sono le cupole, disposte a forma di croce, probabilmente un rimando alla basilica di San Marco. I vari interventi che si sono susseguiti hanno contribuito a creare un’armonia di stili molto diversi tra loro: gotico per i contrafforti, romanico per la facciata, bizantino per le cupole oltre ad un’influenza islamica per quanto riguarda le due torri gemelle che ricordano l’architettura dei minareti. Anche l’interno riflette questa varietà artistica.
La Basilica è ricca di opere d’arte di notevole pregio e valore.
Per una visita artistica approfondita si può consultare l’interessante sito della Basilica o di prenotare una visita guidata all’ufficio informazioni presente nel sagrato della Basilica.
Se si vuole procedere con una visita veloce da soli, non si deve mancare:
  • La Cappella di Sant'Antonio o Cappella dell'Arca (la prima cappella a sinistra). Al centro sorge l’altare (opera di Tiziano Aspetti) in cui riposano le spoglie del Santo. Ai lati dell’altare ci sono due bellissimi candelabri (XII secolo). Nella Cappella si può camminare attorno all’altare, i fedeli possono posare una mano sul marmo scuro sul retro dell’altare, dire una preghiera o chiedere qualcosa al Santo. Sulle pareti della cappella sono disposti nove rilievi di marmo che rappresentano scene di vita e miracoli di Sant’Antonio.
  • La Cappella della Madonna Mora dove Sant'Antonio celebrava le messe.
  • Cappella dedicata al beato Luca Belludi, protettore degli studenti.
  • Cappella delle reliquie dove si trova anche la lingua del Santo.
  • Altare Maggiore con i bronzi di Donatello.
  • Cappella di San Francesco che ricorda una grotta aperta sul cielo.
La Basilica del Santo è un monumento accessibile a tutti. E' disponibile una guida all'accessibilità per persone con disabilità fisica o cognitiva. Basilica di Sant'Antonio di Padova su Wikipedia basilica di Sant'Antonio di Padova (Q810139) su Wikidata
Cappella degli Scrovegni
  • Attrazione principale 2 Cappella degli Scrovegni, Piazza Eremitani, 8, +39 049 2010020. Ecb copyright.svg Intero 14 € (+ 1 € di prenotazione), ridotto da 6 € a 10 € (giugno 2020). Simple icon time.svg Lun-Dom 09:00-19:00. A Padova, all’interno dei Giardini pubblici dell’Arena, si trova la Cappella degli Scrovegni. Fa parte del complesso museale degli Eremitani che comprende anche i Musei Civici e la chiesa degli Eremitani.

Per accedere alla Cappella serve entrare nel museo civico, dove si trova la biglietteria. La visita alla cappella è organizzata in turni di massimo 25 persone, e ed è consigliabile la prenotazione. La Cappella è stata costruita nel '300 per volere di Enrico Scrovegni, ed è nota per gli affreschi di Giotto realizzati tra il 1303 e 1305. È lunga poco più di venti metri e larga otto. L’esterno è molto semplice, con un’elegante trifora nella facciata e alte finestre nella parete sud. Dedicata alla Beata Vergine Maria, la Cappella è composta da un’unica navata rettangolare che termina sul fondo del presbiterio con il sarcofago di Enrico Scrovegni. Nell’interno si ammirano gli affreschi di Giotto con i primi tentativi di effetto prospettico e la rappresentazione dei sentimenti umani: dolore, gioia, stupore, tristezza. Giotto, grandiosa novità per l’epoca, cercò di imitare il più realisticamente possibile le espressioni delle persone col disegno e anche con il colore. Gli affreschi, restaurati recentemente, sono molto delicati, per questo motivo le visite sono contingentate. Il modo per leggere i dipinti ha un andamento orizzontale e a spirale. Sono disposti su tre livelli (tre righe disposte una sopra all’altra). Le storie narrate sono quelle dei genitori di Maria, Anna e Gioacchino, di Maria e di Gesù Cristo. Il ciclo pittorico inizia dalla prima scena in alto a sinistra nella parete sud (quella con le finestre che trovate di fronte entrando in cappella) con la Cacciata di Gioacchino dal Tempio. La lettura continua in orizzontale verso destra, per poi passare sulla parete opposta, quindi nuovamente sulla parete con finestre, ma alla riga sottostante, e così via. È disponibile una guida all'accessibilità per persone con disabilità fisica o cognitiva. Cappella degli Scrovegni su Wikipedia cappella degli Scrovegni (Q963954) su Wikidata

Basilica di Santa Giustina
  • 4 Basilica e Abbazia di Santa Giustina, Prato della Valle. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Simple icon time.svg Estate: Lun-Sab 7:30-12:00 e 15:00-20:00, Dom e festivi 6:30-13:00 e 15:00-20:00. Inverno: Lun-Sab 8:00-12:00 e 15:00-20:00, Dom e festivi 8:00-13:00 e 15:00-20:00. La Basilica vanta il nono posto al mondo per dimensioni (122 m di lunghezza). Fu fatta costruire dal patrizio Opilione nel V secolo sul luogo del martirio di santa Giustina. “Doveva essere luminosa e pareva brillasse”, così dicono testimonianze dell'epoca, perché l'edificio e il pavimento erano tutti decorati da mosaici. Un frammento lo si può vedere nel “Corridoio dei Martiri” che porta al Sacello di san Prosdocimo. Un terremoto, però, la distrusse nel 1117. Fu ricostruita in stile romanico-gotico e poi, nel 1502 la chiesa venne demolita per dare vita all'odierna struttura. Il nuovo edificio fu costruito tra il 1532 e 1579 da vari architetti, tra cui il più significativo è Andrea Moroni.

La facciata è disadorna, ci sono quattro sculture di marmo con i simboli degli evangelisti (il bue, il leone, l'aquila e l'angelo). Le cupole sulla sommità sono di un colore chiaro brillante e sembrano illuminarsi quando c'è il sole. La Basilica è a croce latina e ha tre navate. Da non perdere:

  • I bellissimi altari nelle Cappelle dei Santi nelle navate laterali
  • Cappella di San Luca, in fondo alla navata di sinistra. Qui sono conservate le spoglie del santo evangelista, tranne il cranio che è conservato a Cracovia (Polonia). Qui si può ammirare la più antica immagine mariana di Padova, l'Icona della Madonna Costantinopolitana.
  • Nel presbiterio: una pala del Veronese che rappresenta il martirio di santa Giustina e il Coro Grande, struttura in legno tra le più importanti al mondo.
  • Corridoio dei Martiri
  • Sacello di San Prosdocimo (arte paleocristiana)
  • Tomba di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo (visitabile solo con una guida)
  • Coro vecchio con i suoi pregiati intarsi e fregi, inserito in una bella sala che era parte della vecchia chiesa romanica. Il pavimento della sala della zona dell'altare è originario del XII secolo così come la statua in alto a destra di santa Giustina. Sopra il coro, sulla parete di destra c'è un orologio molto particolare. È un orologio benedettino, suddiviso in 6 ore. La giornata dei monaci benedettini è infatti scandita da 4 periodi di 6 ore ciascuno.
  • I chiostri.

È disponibile una guida all'accessibilità per persone con disabilità fisica o cognitiva. Basilica di Santa Giustina su Wikipedia basilica di Santa Giustina (Q219502) su Wikidata

Basilica e Battistero del Duomo
  • 5 Battistero della Cattedrale, Piazza del Duomo, +39 049 656914. Ecb copyright.svg intero 3€, ridotto 2€. Simple icon time.svg Lun-Dom 10:00-18:00. Del XII secolo ospita al suo interno gli affreschi di Giusto de’ Menabuoi. Battistero di Padova su Wikipedia battistero di Padova (Q3636809) su Wikidata
  • 6 Piazza dei Signori (Piazza della Signoria). Dove si trova anche il Palazzo del Capitano con la Torre dell'orologio, uno dei primi realizzati in Italia. Piazza dei Signori (Padova) su Wikipedia piazza dei Signori (Q3902382) su Wikidata
Prato della Valle
  • 7 Prato della Valle. Spettacolare piazza rotonda che con i suoi 88.620 m² è tra le più grandi d'Europa. La piazza è caratterizzata dall'isola centrale Isola Memmia circondata da un canale ornato da 78 statue di noti personaggi storici.
È un simbolo di Padova e i padovani lo chiamano semplicemente “Prato”. Ospita un vasto mercato ogni sabato e bancarelle di frutta e verdura tutte le mattine. Vi si possono ammirare anche spettacolari fuochi d’artificio il 31 dicembre e il 15 agosto. È sede di varie iniziative e manifestazioni, come la Maratona di Sant’Antonio di Padova che si svolge ogni anno in aprile.
La piazza è stata ideata da Andrea Memmo, Provveditore di Venezia a Padova dal 1775 al 1776. Memmo, aristocratico veneziano e viaggiatore, fu un personaggio ecclettico, colto e appassionato di architettura, eccellente politico e pubblico amministratore, protettore di Lorenzo Da Ponte (il librettista di Mozart, ha scritto i testi di opere liriche come le Nozze di Figaro e il Don Giovanni). Memmo, durante la sua permanenza a Padova, abita nel Palazzo Angeli (edificio all'angolo tra il Prato e via Umberto I, ora sede del Museo del Precinema).
Sino alla metà del 1700, il Prato della Valle aveva come pregio soprattutto la sua vastità, i ruderi di un teatro romano e la Basilica e il monastero di Santa Giustina. Pur essendo in vari periodi dell’anno ricettacolo di acque stagnanti, Prato della Valle ospitava numerose sagre che erano considerate un centro di grande attrazione per il commercio, tanto che i negozi cittadini chiudevano i battenti per trasferirsi in tende e baracche provvisorie in Prato. Tradizionali erano anche le corse coi cavalli da sella, seguite nel tempo da corse con le bighe e carri leggeri, le famose Padovanelle, antenate dei sulky attuali.
Andrea Memmo nel 1775 la trasformò in un luogo di pace e bellezza di cui tutti i cittadini potevano godere grazie alla creazione di un’isola centrale circondata da un canale artificiale di forma ellittica contornato da un doppio anello di statue. L’isola venne realizzata attraverso il trasporto di 10.000 carri di terreno che servirono a riempire la depressione centrale del prato e ad impedire il ristagno delle acque e l’impaludamento che colpivano periodicamente l'area. Trasformata in un giardino che rispecchiava gli ideali illuministici del suo ideatore, l’isola prese subito l'appellativo di Memmia.
Le statue hanno una storia particolare in quanto sono servite per pagare i costosissimi lavori per la realizzazione della piazza così come la vediamo ora. I committenti oltre al costo della statua, dovevano pagare una notevole somma alla città per poterla mettere su di un piedistallo.
Le statue dovevano rispettare delle precise regole:
  1. dovevano rappresentare personaggi che in qualche modo avevano dato lustro alla città di Padova e/o alla sua Università, attraverso la poesia, le arti, la scienza, la medicina, l’astronomia, la politica, per imprese militari etc;
  2. non dovevano rappresentare sante e santi, per loro c’era posto già nelle chiese;
  3. tutti i personaggi rappresentati dovevano essere defunti.
C’è solo un’unica eccezione: la statua che rappresenta Canova è stata posta quando l’artista era ancora in vita, ma nell'atteggiamento di scolpire, a sua volta, una statua raffigurante un procuratore veneziano già morto.
All'epoca ci fu una gara e una certa rivalità tra le varie famiglie nobili di Padova per poter avere una propria statua in Prato. Per cui, tra le 78 statue, oltre a personaggi che diedero lustro alla città, ci sono anche nobili padovani che non si sono distinti in particolar modo per arti, medicina, astronomia etc.
Ci sono solo due personaggi femminili!
Il Prato della Valle è un monumento accessibile a tutti. È disponibile una guida all'accessibilità per persone con disabilità fisica o cognitiva. Prato della Valle su Wikipedia Prato della Valle (Q2636862) su Wikidata
  • 8 Palazzo Zuckermann, Corso Garibaldi 33, +39 049 8204513, @ . Ecb copyright.svg Intero 13 €, ridotto da 5 € a 10 €, cumulativo con la Cappella degli Scrovegni e i Musei Civici Eremitani. Simple icon time.svg Mar-Dom 10:00-19:00. Museo delle Arti Applicate e Decorative, e Museo Bottacin. Palazzo Zuckermann su Wikipedia Palazzo Zuckermann (Q3891127) su Wikidata
  • 9 Palazzo della Ragione, via VIII febbraio. Ingresso visite dalla "Scala delle Erbe" in piazza delle Erbe, +39 049 8205006, @ . Ecb copyright.svg Intero 6€, ridotto da 4€ a 2€. Simple icon time.svg Mar-Dom 09:00-18:00 (da febbraio a ottobre fino alle 19:00). Che risale al 1218. Il palazzo si trova in Piazza delle Erbe, sede anche del mercato cittadino. All'interno si trova un salone con un ciclo di affreschi a soggetto astrologico realizzato nella prima metà del Quattrocento da Niccolò Miretto. Palazzo della Ragione (Padova) su Wikipedia palazzo della Ragione (Q2517428) su Wikidata
Orto Botanico
Particolare dell'Orto Botanico
  • 10 Orto Botanico, Via dell'Orto Botanico, +39 049 8273939, @ . Ecb copyright.svg 10€, ridotto da 5€ a 8€. Simple icon time.svg Da Aprile a settembre: Mar-Dom 09:00-19:00. Ottobre: Mar-Dom 9:00-18:00. Novembre-marzo: Mar-Dom 9:00-17:00 (giugno 2020). Il più antico Orto Botanico Universitario del mondo con ubicazione originaria, fondato nel 1545, patrimonio dell'UNESCO dal 1997 in quanto "L'Orto botanico di Padova è all'origine di tutti gli orti botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura. Ha largamente contribuito al progresso di numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l'ecologia e la farmacia". Una gita all'Orto Botanico vale la pena di farla in tutte le stagioni, ma sicuramente la primavera e l'inizio dell'estate destano maggior meraviglia; è il momento della fioritura e rinascita delle piante.

L'Orto Botanico è diviso in due parti principali: la prima, dall'ingresso, è quella antica dedicata a piante esotiche e nostrane, con più di 6000 esemplari e 3500 specie suddivise in piante medicinali, insettivore, velenose, succulente, acquatiche e ornamentali. La seconda ospita il "Giardino delle biodiversità" costituito da tecnologiche nuove serre inaugurate nel settembre del 2014. Da non perdere nella parte vecchia:

  • Il grande platano orientale presente in Orto dal 1680, dal tronco cavo a causa, pare, di un fulmine.
  • L'Orto medicinale, struttura circolare con un quadrato inscritto, suddiviso in quattro quadrati più piccoli da due viali perpendicolari. Qui si coltivano le piante medicinali. Un tempo, queste piante, rare e preziose, erano oggetto di furti, motivo per cui questa parte di Orto è recintata da un muro. Più tardi è stato abbellito da una bella balaustra con eleganti colonnine di pietra d'Istria. Sono presenti fontane al centro di ogni quarto e una all'incrocio dei vialetti.
  • La Palma di Goethe, nel settore nord-est e racchiusa in una serra ottagonale. Risale al 1585. Conosciuta con questo nome perché il grande letterato le dedicò uno studio durante il suo viaggio in Italia nel settembre 1786.

Il Giardino della biodiversità Questa parte dell'orto si sviluppa all'interno di serre avveniristiche costruite in modo da essere a basso impatto ambientale e per sfruttare al massimo l'energia solare. Tale struttura è lunga 110 metri, larga 42 e alta 18 nel punto più a nord. Al suo interno ci sono circa 1300 specie diverse raggruppate per zone climatiche. Entrando nelle serre si incomincia un viaggio attraverso i biomi naturali del pianeta, dalle zone tropicali alle zone sub-umide, dalle zone temperate a quelle desertiche. Le serre possono essere visitate dal piano terra e dal primo piano. Oltre alle piante, nelle serre ci sono percorsi che narrano la storia dell'evoluzione delle piante e percorsi interattivi adatti a tutti. L’orto Botanico di Padova è un luogo accessibile con percorsi per non vedenti. È disponibile una guida all'accessibilità per persone con disabilità fisica o cognitiva. Orto botanico di Padova su Wikipedia Orto botanico di Padova (Q598892) su Wikidata

  • 11 Palazzo del Bo, Via VIII Febbraio 2. Ecb copyright.svg Intero 5 €, ridotto 3,50 €. Simple icon time.svg Lun-Sab solo in alcune fasce orarie. Sede storica dell'Università di Padova. Il Cortile antico è ornato da numerosi stemmi, lì collocati fino a fine Seicento dagli studenti e da chi occupava cariche accademiche. Ai piedi di uno dei due scaloni che portano al loggiato superiore si trova la statua dedicata a Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna laureata al mondo, che si laureò in filosofia a Padova nel 1678. Nel Cortile nuovo si trova invece il monumento di Jannis Kounellis realizzato nel 1995 per ricordare il contributo dell'Università di Padova alla Resistenza e della Guerra di Liberazione in Italia, per cui fu insignita - unica università in Italia - della medaglia d’oro al valor militare. Palazzo Bo ospita il più antico teatro anatomico stabile al mondo ancora conservato e la prestigiosa Aula Magna dove insegnò anche Galileo Galilei. La cattedra del celebre scienziato è conservata nella sala attigua all'Aula Magna, la Sala dei Quaranta, così chiamata per i 40 ritratti di illustri stranieri che studiarono o insegnarono a Padova. Palazzo del Bo su Wikipedia Palazzo del Bo (Q3360829) su Wikidata
Sala interna del Caffè Pedrocchi
  • 12 Caffé Pedrocchi, Via VIII Febbraio 15, +39 049 8781231. Lo storico caffè di Padova. Al Piano Nobile è ospitato il Museo del Risorgimento. Caffè Pedrocchi su Wikipedia Caffè Pedrocchi (Q2739545) su Wikidata
Torre di La Specola
  • 13 La Specola, Vicolo dell'Osservatorio 5, +39 049 8293469. Ecb copyright.svg Intero 7 €, ridotto 5 € (i biglietti si acquistano presso l'Oratorio di S. Michele, a 50 m dal museo). Nel 1242 l'alta torre veniva usata dal tiranno Ezzelino III da Romano per tenere rinchiusi i prigionieri. Nel 1761 il Senato della Repubblica di Venezia emanò il decreto che prevedeva l'istituzione dell'Osservatorio Astronomico dell'Università di Padova, così nel 1777 la torre divenne "specula astronomica". Il museo oggi ospita antiche strumentazioni di astronomia. Specola di Padova su Wikipedia Specola di Padova (Q3966414) su Wikidata
  • Mura medioevali (cinta muraria). La città dal periodo medievale in poi ha avuto tre cerchie di mura che fortificavano la città succedutesi nel tempo. 1) La prima cerchia, costruita tra il 1195 e il 1210, è quella delle mura cosiddette "comunali" perché eretta durante il periodo del libero comune padovano. Essa cingeva la parte più centrale della città, la cosiddetta "insula" poiché interamente circondata da canali (oggi in parte scomparsi). Di questa cerchia restano tre porte: due di esse ancora oggi transitabili (porta Molino, porta Altinate, porta della Cittadella Vecchia) mentre una terza fu inglobata nel Trecento nelle strutture del Castelvecchio. Inoltre rimangono numerosi tratti della cinta muraria lungo l'antico percorso, spesso inglobati tra costruzioni moderne. 2) Nel corso del Trecento, con l'espandersi delle aree urbanizzate furono realizzate, in vari momenti, le mura cosiddette "carraresi" perché costruite in gran parte durante la signoria dei Da Carrara. Di queste mura restano pochissimi resti visibili in alzato, e sono perlopiù inglobate in altre costruzioni e fortificazioni rinascimentali. Queste mura di stampo ancora medievale resistettero, con opportuni adattamenti, all'assedio che Padova subì nel 1509 ad opera delle truppe della lega di Cambrai. 3) In seguito a questo assedio la Serenissima decise di dotare la città di una nuova cerchia di mura adatta a resistere all'introduzione dell'artiglieria nelle tecniche di guerra. I lavori iniziarono nel 1513 per andare avanti circa fino alla metà del XVI secolo. Questa cerchia è ancora esistente quasi per intero seppur in diversi stati di conservazione a seconda dei vari tratti. Il suo perimetro è di circa 11 chilometri, con 20 bastioni e 6 porte (sulle 8 originarie). Queste mura sono solitamente denominate "veneziane" o "rinascimentali". Mura di Padova su Wikipedia Mura di Padova (Q3867302) su Wikidata
Tomba di Antenore
  • 14 Scuola della Carità (Sala della Carità), Via San Francesco, 61-63. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Simple icon time.svg Novembre-aprile: Mar 10:00-12:00, Gio-Sab 10:00-12:00 e 16:00-18:00; maggio-ottobre: Mar 10:00-12:00, Gio-Sab 10:00-12:00 e 16:30-18:30. Era la sede della confraternita della Carità, una delle più importanti e antiche di Padova. La Sala, a pianta rettangolare, risale alla prima metà del Quattrocento e presenta un ciclo di affreschi del 1579 sulla vita della Vergine ad opera di Dario Varotari, pittore e architetto veronese, padre del Padovanino. Scuola della Carità (Padova) su Wikipedia Scuola della Carità (Q17478575) su Wikidata
  • 15 Tomba di Antenore, Piazza Antenore. La tomba di Antenore è un'edicola medievale che, secondo la tradizione, dovrebbe contenere le spoglie del mitico fondatore di Padova. Tomba di Antenore su Wikipedia Tomba di Antenore (Q3992610) su Wikidata
  • 16 Loggia e Odeo Cornaro (Palazzo Cornaro), Via Melchiorre Cesarotti, 37. è un complesso architettonico fatto edificare da Alvise Cornaro a Padova nella prima metà del XVI secolo. La Loggia nacque in conseguenza dell'interesse umanistico per il teatro antico. Vi vennero rappresentate le opere di Angelo Beolco detto il Ruzante, che di Alvise Cornaro era sovrintendente e uomo di fiducia. Questo "forum cornaro" che riproduce fedelmente gli ordini classici venne progettato dall'architetto e pittore Giovanni Maria Falconetto nel 1524 e venne appositamente ideata per tenervi delle rappresentazioni teatrali. È infatti una sorta di quinta priva di profondità e aveva funzione di spazio scenico (palco e sfondo teatrale). Tuttavia, l'apparato di forme classiche, anche se corretto, non dà vita a facciate articolate tridimensionalmente; infatti nicchie e paraste risultano poco staccate dalla superficie muraria e nella loggia non viene risolto il rapporto tra colonne doriche del pian terreno con le paraste ioniche del piano superiore. La stanza ottagonale situata al centro dell'Odeo è costituita da pareti rettilinee alternate a nicchie: troviamo stanze molto simili nella parte della Domus Aurea neroniana che era stata scoperta solo all'inizio del secolo. Alcuni studiosi, come ad esempio Ludovico Zorzi nel suo Il teatro e la città (1977), hanno suggerito l'idea che la stanza dovesse servire a ospitare concerti di musica. Loggia e Odeo Cornaro su Wikipedia loggia e Odeo Cornaro (Q3836439) su Wikidata
  • 17 Loggia dei Carraresi, via Accademia, 7. Simple icon time.svg Mer-Sab 10:00-12:30. Costituisce l'ultima parte sopravvissuta per intero della Reggia Carrarese, la grande residenza dei Da Carrara, signori di Padova. Il complesso della Reggia, fatto costruire fra il 1339 e il 1343, comprendeva un Palazzo di ponente (più antico) e un Palazzo di levante, collegati fra loro mediante un edificio centrale e con un ampio cortile interno che corrispondeva grossomodo all'odierna piazza Capitaniato. Dal Palazzo di ponente partiva il cosiddetto traghetto alle mura, un passaggio sopraelevato, percorribile anche a cavallo, che univa la Reggia alla cinta muraria, al Castello e alla Torlonga. Questo permetteva al Signore un più facile spostamento, ed anche una maggior possibilità di fuga in caso di pericolo. Loggia dei Carraresi su Wikipedia Loggia dei Carraresi (Q3836425) su Wikidata
  • 18 Chiesa di Santa Margherita (Oratorio di Santa Margherita), via San Francesco, 51. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Simple icon time.svg Novembre-aprile: Lun-Ven 9:45-11:45 e 16:00-18:00, Sab 16:00-18:00; maggio-ottobre: Lun-Ven 9:45-11:45 e 16:30-18:30, Sab 16:30-18:30. Costruito sul luogo di un antico oratorio, l'architetto veneziano Tommaso Temanza ne progettò nel 1748 l'armoniosa facciata in pietra d'Istria, che nella sua sobria struttura preannuncia già caratteri neoclassici. All'interno di particolare interesse le 16 rappresentazioni dei Putti alati disposti come le pagine di un libro. Chiesa di Santa Margherita (Padova) su Wikipedia chiesa di Santa Margherita (Q3673167) su Wikidata
  • 19 Torre dell'Orologio, ingresso da Piazza Capitaniato, 19. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito, a gruppi. Simple icon time.svg Mer, Ven e Sab 9:30-11:45. La torre dell’orologio è uno dei simboli dell’epoca carrarese. Con il suo meccanismo offriva un punto di riferimento alla vita quotidiana cittadina e non solo nel 300. L'orologio è copia fedele nel meccanismo e nel funzionamento di quello di Jacopo Dondi e mantiene ancora oggi la forma originale e il funzionamento. Torre dell'Orologio (Padova) su Wikipedia Torre dell'Orologio (Q3995474) su Wikidata
  • 20 MUSME (Museo di Storia della Medicina), Via San Francesco 94. E' un museo di storia della medicina aperto al pubblico di recente (2015). Nei suoi tre piani illustra l'evoluzione della scienza medica nel corso dei secoli, con un focus sulla storia della medicina nell'Università di Padova. MUSME su Wikipedia MUSME (Q27825053) su Wikidata

Tessere per ingressi ridotti[modifica]

La Padova Card permette di visitare gratuitamente o a costo ridotto diversi musei, e trasporto pubblico gratuito, nell'arco di 48 o 72 ore. Il costo della card è di 16 € o 21 € ed è valida per 1 adulto e 1 bambino (fino a 13 anni). Tra i monumenti visitabili gratuitamente con la card ci sono anche: la Cappella degli Scrovegni, il Palazzo Zuckermann, i Musei Civici Eremitani, il Battistero della Cattedrale, la Casa del Petrarca e l'Orto Botanico.

La "Tessera Musei tutto l'anno Regione Veneto" (€ 28,00), riservata ai maggiorenni residenti nel Veneto e valida 1 anno dal primo utilizzo, e la "Tessera Musei tutto l'anno residenti Comune di Padova e Provincia" (€ 15,00) permettono entrambe di visitare la Cappella degli Scrovegni (€ 1 di prenotazione), Palazzo della Ragione, Loggia e Odeo Cornaro, Oratorio di San Michele e Oratorio di San Rocco.

Itinerari[modifica]

Il comune di Padova raccoglie sul suo sito diversi percorsi tematici: itinerario museale, itinerario storico, itinerario religioso, percorso piazze, percorso Scrovegni-Altinate-Portello, percorso Sant'Antonio-Prato della Valle, percorso Specola-Duomo, passeggiate padovane tra ponti e canali, itinerario gustoso.

Padova è una città accessibile. Sono disponibili percorsi sperimentati e provvisti di dettagli utili ai vari tipi di disabilità, quali altezze dei gradini, adeguatezza dei bagni, presenza di pedane, possibilità di rumori forti, di assembramenti, di panche dove potersi sedere...


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]

  • Padovaland. Ecb copyright.svg Giornaliero: 16 € adulti e 12 € bambini (2-12 anni), pomeridiano (dalle 15:00): 13 € adulti e 9 € bambini. Simple icon time.svg Da giugno ad agosto: Lun-Sab 10:00-18:45, Dom 9:30-19:00. Parco giochi acquatico.


Acquisti[modifica]

La zona pedonale del centro è piena di negozi di vario tipo.

Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • Trattoria da Pippo, Via Gattamelata, 80, +39 049 8070476. Piccola trattoria come quelle di una volta, ritrovo a pranzo degli operai che lavorano in zona. Molto economica.
  • Gelateria Grom, via Roma, 101, +39 049 659266.
  • Pizzeria Orsucci dal 1922, Corso Vittorio Emanuele II, 18, +39 049 8759313. Sia il locale che le pizze sono di piccole dimensioni, ma speciali.
  • Pizzeria Al Duomo, via S. Gregorio Barbarigo, 18, +39 049 8760434. Fino a qualche anno fa Pizzeria Medina, ora completamente rinnovata, ma sempre con lo stesso esperto pizzaiolo. Pizze larghe e ben cotte tra i 6 e i 8,50€ (provate la Palladio con brie, melanzane e speck).
  • Bar Vecia Padova, via Valaresso, 13 (proseguire lungo la destra del Duomo, sotto il portico), +39 340 812 0336. Un bar curato e accogliente, perfetto per colazione e pausa pranzo ma anche aperitivi e degustazioni. Cibo di qualità a un giusto prezzo, gestione appassionata e cortese.
  • La Folperia (Il Folparo), Piazza della Frutta, 1. Simple icon time.svg Lun-Dom 17:00-21:00. Stand gastronomico in piazza. Talvolta chiude la domenica o lunedì, quindi è bene informarsi per tempo.
  • Osteria Fradei Kempes, Riviera Tito Livio, 15/17, +39 049 876 5599. Simple icon time.svg Lun-Sab 12:00-15:00. Trattoria di cucina tipica veneta.
  • Pizzeria Marechiaro, via Manin, 37, +39 0498758489, @ . Simple icon time.svg Mar-Dom 12:00-14:30 e 19:00-23:30.

Prezzi medi[modifica]

  • Trattoria le sette teste, Via Cesare Battisti, 44, +39 049 664753. Simple icon time.svg Lun-Sab 18:30-02:00. Cucina tradizionale con piatti abbondanti.
  • Da Giovanni, Via Maroncelli, 22, +39 049 772620, fax: +39 049 772620. Ecb copyright.svg 35-50 €. Simple icon time.svg Lun-Ven 12:30-14:30 e 19:30-22:30, Sab 19:30-22:30. Cucina tradizionale padovana, pasta fatta in casa, bolliti, arrosti.
  • Trattoria Mario e Mercedes, Via S. Giovanni di Verdara, 13, +39 049 8719731. Ecb copyright.svg 35/60 €. Cucina tradizionale padovana, famoso per i piatti alla griglia (solo d'estate). Discreta cantina.
  • La Gourmetteria, via Zabarella, 23, +39 049 659830, @ . Simple icon time.svg Lun-Dom 10:00–24:00. Ristorante di cucina veneta.

Prezzi elevati[modifica]

  • Le Calandre ***, Via Liguria 1 (Sarmeola, frazione di Rubano), +39 049 630303. Ecb copyright.svg Menù da 150 € a persona. Cucina molecolare, il ristorante Le Calandre è famoso in tutto il mondo, forte dell'ottenimento di tre stelle nella Guida Michelin, i suoi menu sono prettamente degustazioni.


Dove alloggiare[modifica]

Sul sito dell'Ente Turistico si trova una vasta scelta di Bed&Breakfast divise per zone.

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]

Prezzi elevati[modifica]


Sicurezza[modifica]

Il centro storico è un luogo sicuro e tranquillo, mentre la criminalità è prevalentemente concentrata nei pressi della stazione. È consigliabile evitare soprattutto via Cairoli e le strette viuzze che la circondano, e via Anelli dietro il centro commerciale Giotto (fuori dal centro storico, in direzione autostrada PadovaEst).

Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

Gli uffici della Posta Centrale si trovano in Corso Garibaldi 25 (la via principale che collega la stazione ferroviaria con il centro).

Internet[modifica]

Internet Point gratuiti: IAT Galleria Pedrocchi, Informagiovani vicolo Ponte Molino 7 e URP Comune di Padova via Oberdan 1.

Nei dintorni[modifica]

Monumento all'11 settembre

Itinerari[modifica]

Partendo da Padova è possibile percorrere diversi itinerari cicloturistici. La Provincia di Padova ha redatto una bella brochure contenente tutti i principali percorsi. Dal link di ogni percorso elencato è possibile scaricare anche la traccia gps.

  1. Anello fluviale interno: L’itinerario, di circa 14 km, percorre i principali argini cittadini, costeggiando il Tronco Maestro, il Canale Piovego, il Canale di San Gregorio ed il Canale Scaricatore. Il percorso è completamente pianeggiante, in parte su asfalto e in parte su brecciolino ben tenuto. Permette di ammirare parte dell’ampia cinta muraria cittadina e dei suoi monumenti.
  2. Anello fluviale esterno: itinerario completamente pianeggiante di 54 km; corre sulle piste arginali dei principali canali e fiumi cittadini: Scaricatore, S. Gregorio, Piovego, Brenta, Brentella e Bacchiglione. Lungo il percorso si lambiscono i centri cittadini di Noventa Padovana, Stra, Cadoneghe, Vigodarzere e Limena.
  3. Anello dei Colli Euganei: l’anello dei Colli euganei (Ciclovia E2), è un itinerario di circa 60 km che percorre il perimetro del Parco Regionale dei Colli Euganei. Le principali cittadine che si incontrano lungo il tracciato sono Battaglia Terme, Monselice ed Este, oltre all’Abbazia di Praglia e alle città termali di Abano Terme e Montegrotto Terme. Il modo più semplice di raggiungerlo da Padova è di percorrere la strada arginale del Canale Battaglia fino al Castello del Catajo, aggiungendo all’itinerario circa 20 km tra andata e ritorno. ()
  4. Cammino di Sant'Antonio: l’itinerario completo di circa 60 km percorre a ritroso l’ultimo viaggio compiuto dal “Santo” il 13 giugno 1631 da Camposampiero a Padova. Il percorso si sviluppa lungo il torrente Muson dei Sassi e per variare, al ritorno è possibili scendere lungo il corso sinuoso del fiume Tergola.
  5. Giro delle città murate: itinerario di circa 60 km; parte dalla città di Monselice (raggiungibile facilmente in treno o lungo il canale Battaglia) percorre un percorso ad anello passando per Este e Montagnana e ritornando a Monselice lungo il corso dei fiumi Fratta e Frassine.
  6. Lungo il Bacchiglione: itinerario ad anello della lunghezza di 48 km; percorre la campagna rurale a Sud della città di Padova, costeggiando il canale Battaglia ed i fiumi Vigenzone e Bovolenta. Lungo l’anello si tocca Battaglia Terme ed i paesi di Bovolenta, Polverara e Ponte San Nicolò.
  7. Dal Bacchiglione al Brenta: il percorso completo va da Vicenza a Venezia, seguendo prima il corso del Bacchiglio e poi il Naviglio del Brenta. L’intero tracciato è di circa 80 km, con Padova posta esattamente a metà. Oltre ai due capoluoghi, le altre cittadine attraversate sono quelle della Riviera del Brenta. Per percorrerlo tutto in un giorno di consiglia di raggiungere in treno Vicenza e scendere poi verso Venezia.
  8. La via del sale e dello zucchero: l’itinerario ripercorre in parte l’anello “Lungo il Bacchiglione” visto in precedenza per poi deviare da Bovolenta verso Chioggia, lungo il corso del Bacchiglione e costeggiando l’ultimo tratto della Laguna di Venezia. Il percorso da Padova a Chioggia ha una lunghezza sola andata di circa 63 km.
  9. L'ex ferrovia Treviso-Ostiglia: percorso di 55 km; parte da Padova e risale il corso del torrente Muson fino a Camposampiero lungo il Cammino di Sant’Antonio per poi deviare da qui in direzione di Treviso lungo l’ex-ferrovia militare che ha collegato per pochi anni, a cavallo tra le due guerre, le città di Treviso e Ostiglia, lungo il Po in provincia di Mantova. L’itinerario in direzione di Ostiglia è in via di completamento.
  10. La via del Brenta: è la ciclabile che collega Trento e Padova lungo il corso del Fiume Brenta. Lunga 140 km si snoda lungo tutta la Valsugana, costeggiando i laghi di Levico e Caldonazzo e le cittadine di Bassano del Grappa, Cittadella e Piazzola sul Brenta. Per percorrerla interamente si consiglia di raggiungere Trento in treno e poi spezzare il viaggio in 2 giorni.
  11. La via degli Estensi: itinerario di circa 100 km; collega Padova e Ferrara costeggiando i Colli Euganei fino ad Este e poi attraversando la campagna fino a Rovigo, attraversando il Po e poi dritti fino a Ferrara.

Informazioni utili[modifica]


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