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Monselice

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Monselice
Monselice - panorama dal percorso delle sette chiese
Stato
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Posizione
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Monselice
Monselice
Sito istituzionale

Monselice è una città del Veneto.

Da sapere[modifica]

Ai piedi dei Colli Euganei, è dominata dal Castello dall'alto del colle sul quale si arrampica anche la via del Santuario che prosegue poi con la via delle Sette Chiese fino alla chiesa di San Giorgio dalla quale si gode di un bel panorama della città e della sua pianura.

Cenni geografici[modifica]

Nella fertile pianura veneta, la città ha sviluppato oltre all'agricoltura una solida economia artigianale ed industriale, favorita dalla sua posizione al centro di grandi direttrici di traffico. Dista 8 km da Este, 20 da Rovigo, 24 km da Montagnana, 27 da Padova, 36 da Fratta Polesine, 50 da Chioggia.

Cenni storici[modifica]

Il significato di "Monselice" potrebbe (forse) derivare da mons silicis, in relazione all'estrazione della pietra dal colle attorno a cui si stende il paese, o da mons elicis (monte delle selci), da una specie presente sullo stesso colle, o ancora monte di selce a causa delle cave di selce sui colli circostanti

I primi insediamenti nel territorio sono assai antichi. Numerosi reperti archeologici attestano altresì la presenza almeno di una stazione preistorica sviluppatasi tra l'età del ferro e quella del bronzo. La felice posizione di centro al punto di intersezione tra importanti arterie stradali e vie d'acqua favorì un insediamento abbastanza precoce. La nascita di Monselice come nucleo cittadino risale al V-VI secolo ed è dovuta ad una prima fortificazione del colle della Rocca da parte dei bizantini, fortificazione che si rivela importante sul piano della strategia difensiva. Le strutture esistenti vengono ulteriormente potenziate dopo l'invasione dei franchi, e si compongono, attorno all'anno Mille, di un tessuto abitato discontinuo sulle pendici della Rocca e di un nucleo difensivo a guardia del ponte sull'antico fiume Vigenzone, che passava ai piedi della collina.

La città è menzionata da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum come una delle poche città della Venetia (assieme a Padova e Mantova) a non essere occupate da Alboino tra l'estate e l'autunno del 569. Sicuramente in città si trovava una guarnigione bizantina. Dopo la caduta di Padova nel 601, anche Monselice fu conquistata nel 602 dai longobardi di Agilulfo.

Nell'XI secolo un aumento della popolazione locale favorisce nuovi insediamenti abitativi e alla metà del XII secolo Monselice viene elevata al rango di Comune, entrando nel XIII secolo sotto la giurisdizione di Ezzelino da Romano. Questi, vicario in terra veneta dell'imperatore tedesco Federico II, amplia e perfeziona il sistema di mura, che viene a chiudere completamente il centro abitato. Si devono inoltre ad Ezzelino la ristrutturazione del Mastio sulla sommità della Rocca, la costruzione della Torre civica e l'edificazione del Palazzo oggi detto appunto di Ezzelino, che costituisce parte importante del Castello di Monselice.

All'inizio del XIV secolo la città è al centro di un'aspra contesa militare fra il vicario imperiale Cangrande della Scala, signore di Verona, e la signoria dei Carraresi di Padova. Nel 1327 i Carraresi si impadroniscono definitivamente di Monselice e ne fanno l'avamposto difensivo di Padova verso sud. In questa strategia viene ampliato e ulteriormente fortificato l'impianto delle mura di Ezzelino, che assumono nella seconda metà del XIV secolo la loro configurazione definitiva: una cerchia esterna provvista di torri e di monumentali porte di accesso e quattro cerchie interne, che risalgono la Rocca fino al torrione sulla vetta.

Ma il momento di massima capacità difensiva della città coincide con l'inglobamento, avvenuto nel 1405, di Monselice nel territorio della Repubblica di Venezia, la cui vocazione era maggiormente indirizzata sia ai traffici e ai commerci, che alla pratica militare. La città comincia così gradatamente a perdere la sua funzione difensiva e si avvia a diventare centro di soggiorno e di villeggiatura per le nobili famiglie veneziane. Tra il '400 e il '500 sulla struttura urbanistica medioevale si innestano elementi rinascimentali. Le famiglie nobili veneziane acquistano ampie proprietà terriere in centro e nelle campagne circostanti. La famiglia Marcello prende proprietà del palazzo di Ezzelino e ne amplia e arricchisce la costruzione; la famiglia Duodo si insedia sul lato sud della Rocca e realizza splendide architetture arrivate intatte ai giorni nostri; la famiglia Nani costruisce l'omonima villa. Il centro urbano si arricchisce di elementi barocchi con la costruzione della Loggia del Monte di Pietà, la ristrutturazione della chiesa di San Paolo, i palazzi Fezzi e Branchini; altre famiglie veneziane costruiscono le loro ville appena fuori delle porte urbane e prosegue anche l'insediamento nelle campagne circostanti.

L'Ottocento vede la città di Monselice affacciarsi all'epoca moderna. Nella logica ottocentesca le mura e le torri della città fortificata medioevale vengono considerate un ostacolo all'espansione urbana; alla metà del secolo viene così abbattuto parte del perimetro esterno delle mura e le monumentali porte di accesso della città. Agli occhi dei visitatori dei giorni nostri si presentano comunque ampie testimonianze della città medioevale come la Torre Civica, buoni tratti di mura e soprattutto il monumentale complesso del Castello, ed è prevalentemente intatto il patrimonio edilizio del periodo veneziano.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

In città si distinguono i quartieri: Centro, Montericco, Carmine, San Martino, Costa Calcinara, Marco Polo, San Giacomo (o Frati).

Oltre al centro urbano il territorio comunale comprende anche le frazioni di Ca' Oddo, Marendole, Monticelli, San Bortolo e San Cosma .

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Ha casello autostradale proprio sulla autostrada A13 Autostrada A13 Bologna - Padova
  • È caposaldo dell'ex strada statale 10 Padana inferiore Strada Statale 10 Italia.svg Torino - Monselice che attraversa anche le città di Asti, Alessandria, Tortona, Piacenza, Cremona, Mantova.
  • È attraversata dalla ex strada statale 16 Adriatica Strada Statale 16 Italia.svg Padova - litorale adriatico fino a tutta la Puglia.
  • È caposaldo della strada provinciale 6 Strada Provinciale 6 Italia.svg Este - Monselice.


In treno[modifica]

Italian traffic signs - icona stazione fs.svg
  • Ha propria stazione ferroviaria, via Trento e Trieste 60. sulla linea Padova-Bologna, ed è capolinea della linea per Mantova.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Ingresso al castello
  • 1 Castello. Simple icon time.svg da marzo a novembre. Il Castello di Monselice è un complesso di edifici composto di quattro nuclei principali, edificati e ristrutturati tra l'undicesimo e il sedicesimo secolo. La parte più antica, sulla destra entrando dal portone nella Corte Grande, è il Castelletto, con l'annessa Casa Romanica, edificati tra l'XI e il XII secolo. Sulla sinistra sorge la massiccia sagoma della Torre di Ezzelino, del XIII secolo. Al centro, come nucleo di collegamento fra i due edifici esistenti, viene realizzato nel XV secolo il Palazzo Marcello.
Infine la Biblioteca del Castello, che sorge sull'ampia spianata antistante la Torre di Ezzelino, ricavata in un edificio preesistente alla fine del XVI secolo. La torre è costruita da Ezzelino da Romano nel XIII secolo, nell'ambito di un potenziamento militare-difensivo della seconda cerchia di mura della città. All'inizio del XIV secolo, quando la città viene conquistata dai Carraresi, i grandi stanzoni del palazzo di Ezzelino vengono suddivisi in sale di minori dimensioni, parzialmente adibite ad abitazione civile.
Nel corso del XIV secolo i Carraresi riutilizzano anche la parte più antica del complesso, realizzando nella Casa Romanica una grande Sala del Consiglio e costruiscono all'interno del castello tre caratteristici e monumentali camini veneti, che possiamo ammirare a tutt'oggi.
Il castello dall'inizio della salita
Dopo la conquista di Monselice da parte della Repubblica Veneta, nel XV secolo, il Castello passa in proprietà alla nobile famiglia dei Marcello che ne completa la trasformazione in residenza civile, edificando il palazzetto di collegamento fra la torre di Ezzelino e la parte romanica. In questo edificio di bello stile gotico, allargato al piano intermedio della torre, i Marcello ricavano la loro residenza privata. La configurazione definitiva del Castello, così come la vediamo oggi, è già quasi completa alla fine del Quattrocento: mancano solo la biblioteca, del tardo Cinquecento, la sistemazione del cortile veneziano interno e la cappella privata della famiglia edificata nel Settecento.
Nei primi anni dell'Ottocento la proprietà del Castello passa dai Marcello ad altre famiglie dell'aristocrazia locale e incomincia un lento e inarrestabile degrado di tutto il complesso, con la spogliazione di mobili ed oggetti dell'arredo interno. Alla fine del secolo la proprietà passa ai conti Girardi, da cui perviene per asse ereditario alla famiglia Cini. Nel corso della prima guerra mondiale il Castello viene requisito per scopi militari dal Regio Esercito Italiano, che lo lascerà, completamente devastato, nel 1919.
È il conte Vittorio Cini che comincia a pensare, negli anni '30, a un radicale restauro e ripristino di tutto il complesso. L'idea si concretizza nel 1935 ed il gigantesco lavoro termina nel 1942. L'idea-guida di questo straordinario ripristino non è stata quella di creare un museo storico ma di portare idealmente l'ospite o il visitatore in un viaggio a ritroso nel tempo. Tutto è infatti al suo posto nelle singole stanze: tavoli, sedie, quadri, letti, soprammobili, attrezzi da cucina, in una magica atmosfera, come se per incanto dovessero riapparire gli antichi abitatori di questi luoghi, dal Medioevo al Rinascimento, per riprenderne possesso e riviverci le gesta eroiche o quotidiane delle loro epoche. Dal 1981 il complesso è passato in proprietà alla Regione Veneto ed è aperto al pubblico da marzo a novembre.
Santa Giustina (Duomo vecchio)
  • 2 Pieve di Santa Giustina (Duomo Vecchio). La Pieve, o duomo vecchio, è una costruzione tardo romanica, che risale probabilmente al 1256. Davanti al portale il duomo ha una piccola loggia ad arco acuto. All'interno si trovano dipinti di scuola veneziana, probabilmente del XV secolo. Nel 1361 presso la pieve di Santa Giustina Francesco Petrarca ricevette un beneficio di canonico.
  • Villa Duodo. Posta a metà costa del Colle della Rocca, la sua progettazione è attribuita a Vincenzo Scamozzi, anche se alcune parti più recenti sono state rielaborate da Andrea Tirali. Commissionata dalla nobile famiglia veneziana Duodo sorse sulle fondazioni di un più antico castello detto di San Giorgio. A destra, l’ala più antica risale al 1593 ed è opera dell’architetto Vincenzo Scamozzi. La parte frontale, aggiunta nel 1740, è la più recente. A sinistra del complesso si sviluppa l’esedra dedicata a San Francesco Saverio, una grande scalinata in pietra del 1600. La villa, visitabile solo esternamente, è preceduta dal percorso delle Sette Chiese.
  • 3 Santuario delle Sette Chiesette. Fu ideato e costruito da Vincenzo Scamozzi su commissione dei nobili veneziani Duodo tra il 1605 e il 1615. In quello stesso periodo i Duodo fecero costruire sei cappelle, lungo il pendio del colle, ottenendo da papa Paolo V la concessione delle stesse indulgenze accordate ai pellegrini che si recavano in pellegrinaggio alle sette basiliche maggiori in Roma. L'arco d'ingresso all'area sacra del Santuario Giubilare delle Sette Chiesette, costruito nel 1651, è chiamata la "Porta Romana" o "Porta Santa" dove l'iscrizione Romanis basilicis pares ricorda il collegamento con il pellegrinaggio alle basiliche romane.. Le sei cappelle ospitano cinque pregevoli pale diJacopo Palma il Giovane mentre in quella cointitolata ai santi Pietro e Paolo, vi è una pala attribuita al pittore bavarese Giovanni Carlo Loth.
San Giorgio e Villa Duodo
  • 4 Oratorio di San Giorgio (Santuario dei Santi) (la Settima Chiesetta). Il santuario di San Giorgio, detto dei Santi, è il punto d'arrivo della via sacra. Nel 1651 vennero traslati da Roma i corpi di tre martiri e numerose reliquie. L'interno, affrescato da Tommaso Sandrini, è abbellito anche da un pregevolissimo paliotto d'altare in intarsio marmoreo e pietre dure uscito dalla maestria della bottega dei Corberelli. La chiesa è meta di migliaia di visitatori e devoti per la festa di San Valentino che si celebra il 14 febbraio durante la quale un sacerdote impartisce la benedizione ai bambini e adulti e consegna loro una "chiavetta d'oro".
  • 5 Chiesa di San Martino.
  • Chiesa di San Tommaso.
  • Chiesa del Carmine.
  • Chiesa di San Giacomo.
  • 6 Chiesa di Santo Stefano.
  • Mastio Federiciano (la Rocca). In cima al colle sono conservati i resti dell'imponente mastio, il Torrione, voluto dall'imperatore Federico II di Svevia nella prima metà del XIII secolo. A base troncopiramidale, la struttura difensiva era organizzata su più livelli.
  • Torre civica.
  • Palazzo e Loggetta del Monte di Pietà. Edificio di impianto quattrocentesco, ospitava in epoca veneziana il Monte di Pietà. Nel '600 venne aggiunta la Loggia, con colonne di ordine dorico e un'articolata scalinata a balaustre. Oggi è sede dell'Ufficio Accoglienza Turistica e della Biblioteca.
  • Villa Contarini. Sorge lungo il canale Bisatto, la villa è citata nei documenti già nel 1581. L'interno decorato con pregevoli stucchi settecenteschi, rispecchia il tipico impianto delle ville venete. Conserva antichi e notevoli lampadari di vetro policromo di Murano. Attualmente è una Pizzeria.
  • Villa Emo. Probabilmente su progetto dall'architetto Vincenzo Scamozzi verso la fine del XVI secolo, la villa fu all'inizio di proprietà della famiglia Contarini, per poi passare ai Maldura ed infine agli Emo Capodilista.
  • Villa Pisani. La villa fu realizzata intorno alla metà del Cinquecento per conto di Francesco Pisani ed è attribuita al padovano Andrea da Valle (in precedenza era stata attribuita ad Andrea Palladio, che in quel periodo era impegnato nella realizzazione della Villa Pisani a Montagnana. La presenza di da Valle è documentata a Monselice attorno al 1559 per lavori al convento di San Giacomo. Conserva al suo interno pregevoli affreschi attribuiti allo Zelotti. L'edificio, utilizzato come sede di manifestazioni culturali, ospita il lapidario romano monselicense.
  • 7 Villa Nani-Mocenigo. La villa Nani Mocenigo fu costruita dal patrizio veneziano Agostino Nani verso la fine del XV secolo e fu ampliata durante il secolo successivo. È un edificio massiccio con un'ampia scala a terrazze e numerose statue che conduce al ninfeo di scuola palladiana. Le mura di cinta sono sormontate da statue di nani, chiara allusione al nome della famiglia.
Duomo nuovo - San Giuseppe operaio
  • 8 Duomo Nuovo (il Panettone). Dedicato a S. Giuseppe Operaio, il Duomo nuovo sostituì la chiesa di Santa Giustina sulla Rocca.
L'imponente costruzione è moderna, a pianta centrale e a croce latina nel cui centro si innalza una guglia quadrata con pinnacolo alta 37 m. del diametro di metri 20; la lunghezza della croce è di m. 61,50; la larghezza delle due braccia m. 35. Un susseguirsi di finestre verticali in vetro colorato colpisce l'occhio. Sotto la chiesa si svolge la cripta vasta quanto tutta la costruzione. Il duomo nuovo fu edificato fra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento e si distacca stilisticamente in maniera netta dalla tipologia urbanistica della città. La chiesa a dire il vero pare non avere mai suscitato gradimento fra i monselicensi, i quali l'hanno soprannominata il panettone.


Eventi e feste[modifica]

  • ETNOFILMfest. Simple icon time.svg In giugno.. Mostra del cinema documentario etnografico che si propone come luogo di incontro e di confronto che riflette su aspetti e manifestazioni delle culture e dei comportamenti umani. Il festival è organizzato dal Centro Studi sull'Etnodramma.
  • Giostra della Rocca. Simple icon time.svg Nell'arco di tre settimane successive in settembre. La Giostra della Rocca è un palio organizzato ogni anno durante il quale le varie frazioni e i quartieri del Comune si sfidano in competizioni quali: tiro con l'arco, torneo di scacchi (gara finale con scacchi "viventi") che determina le posizioni durante le sfilate, torneo di musici (tamburini e chiarine), sbandieratori, gara delle macine, staffetta, sfilata delle nove contrade (che rispecchiano alcuni quartieri di Monselice e le sue frazioni) con vestiti dell'epoca e giostra equestre (quintana) di precisione dove il cavaliere munito di lancia deve infilzare tre anelli di diverso diametro nel minor tempo possibile.
La manifestazione si svolge così come segue: La prima domenica di settembre, per le vie del centro, vengono organizzati i mercatini medievali, dove ogni contrada offre prodotti artigianali enogastronomici e non. Nel pomeriggio della seconda domenica, si svolgono le varie competizioni: gara delle macine, arcieri e staffetta. Nella settimana successiva, solitamente il giovedì, si svolge la Tenzone tra i gruppi musicali delle varie contrade. Infine, la terza domenica del mese, si svolge la "Gara della Quintana", preceduta in mattinata dal corteo storico, ove tutte le contrade sfilano per le vie del centro con abiti, armature, attrezzi e quant'altro inerenti all'epoca medievale. In caso di maltempo, la manifestazione viene rinviata alla domenica successiva.
  • Torneo di Rugby League. Ogni anno viene organizzato un torneo di Rugby League, il Veneto 9s, al quale partecipano diverse nazionali da tutto il mondo.
  • Premio Monselice. Ogni anno viene assegnato l'importante premio nazionale Premio Monselice "per valorizzare l'attività della traduzione come forma particolarmente importante di comunicazione culturale tra i popoli". Tra le sezioni del premio: il premio per la traduzione, vinto, per esempio, da Fernanda Pivano o Augusto Frassineti; il Premio internazionale Diego Valeri; il premio per la traduzione scientifica; il premio Leone Traverso opera prima e il premio Vittorio Zambon.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 4 Poste italiane, Via Giacomo Zanellato 10, +39 0429 786511, fax: +39 0429 700580.


Nei dintorni[modifica]

  • Padova
  • Abano Terme
  • Fratta Polesine
  • Este — Culla degli Estensi, conserva il castello dei Carraresi con le fortificazioni. Mantiene un aspetto nobile datole dai palazzi Sei-Settecenteschi che vi costruì la nobiltà veneta.
  • Montagnana — Città murata, conserva intatto il quadrilatero di mura e le torri merlate. Ha un suggestivo centro storico che le è valso l'ingresso nel novero dei Borghi più belli d'Italia.
  • Chioggia — Città sorta su un gruppo di isole della Laguna Veneta, ha atmosfere, urbanistica, scorci profondamente veneziani, mantenendo tuttavia una propria individualità ed un suo peculiare carattere reso immortale dal Goldoni nelle Baruffe chiozzotte

Itinerari[modifica]

  • Città murate del Veneto. Un itinerario alla scoperta delle roccaforti e della storia del Veneto.
  • Strada del riso — L'itinerario - da effettuare in particolare da maggio a settembre - percorre, tra fiumi e canali, il territorio mantovano dedito alla coltivazione del riso.


Altri progetti

2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).