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Castelfranco Veneto
Castelfranco Veneto: un tratto delle mura
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
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Castelfranco Veneto
Sito istituzionale

Castelfranco Veneto è una città del Veneto.

Da sapere[modifica]

Città murata, è patria del Giorgione.

Cenni geografici[modifica]

Nella Pianura Veneta, la città è quasi al centro fra Treviso (27 km), Padova (36 km) e Vicenza (37 km); è a poca distanza da Asolo (16), Bassano del Grappa (22) e Cittadella (13).

Cenni storici[modifica]

L'insediamento murario di Castelfranco fu fondato tra il 1195 ed il 1199 quando il Comune di Treviso, da poco formatosi, sentì la necessità di presidiare il confine con le rivali Padova e Vicenza, in un'area dove il fiume Muson rappresentava l'unica effimera demarcazione naturale. Il luogo prescelto era posto in una posizione strategica: un terrapieno preesistente sulla sponda orientale del corso d'acqua, prossimo alla confluenza tra le vie Postumia e Aurelia e in posizione centrale tra i fortilizi signorili di Castello di Godego e Treville e vescovili di Salvatronda, Riese e Resana. In un decennio la costruzione poteva dirsi completa: attorno alle mura del castello fu scavato un fossato nel quale vennero deviate le acque di due immissari (acque di resorgiva) del Muson: l'Avenale ed il Musonello.

Eretto il castello, il Comune di Treviso vi mandò una colonia di cento famiglie di uomini liberi, alle quali furono concessi poderi e case esenti da imposte e gravami, da cui il toponimo Castelfrancho: castello, per l'appunto, "libero" dalle imposte.

Non passò molto tempo che Castelfranco dovette sostenere un primo assedio da parte dei Padovani (1215) ed un secondo cinque anni dopo, sempre ad opera degli stessi nemici alleati questa volta al vescovo di Feltre e Belluno. Nel 1220 Federico II di Svevia venne incoronato imperatore a Roma: le mire del sovrano sui territori veneti imposero una tregua tra Padova e Treviso, che venne però rotta quando apparve sulla scena Ezzelino III da Romano il quale dopo alterne vicende sottomise tanto Treviso che Padova al suo dominio, divenendone Vicario imperiale. Per un dissidio tra Ezzelino ed il fratello, Alberico da Romano, il castello passò per trattato a Guglielmo di Camposampiero, che nel 1246 lo ritornò ad Ezzelino. Quest'ultimo lo fortificò ulteriormente con due gironi e una torre sul lato Sud (verso Padova); tornò infine a Treviso il 27 settembre 1259, alla morte del "Tiranno".

Nel 1329 Castelfranco passò a Cangrande della Scala, signore di Verona e nel 1339 il castello, con Treviso, a Venezia. Dopo una breve dominazione dei Carraresi (1380-1388) di cui resta traccia negli affreschi interni alla volta della Torre civica, Castelfranco segue le sorti della Repubblica veneta superando anche la crisi determinata dalla Guerra della Lega di Cambrai, quando nel 1509 il castello fu occupato dalle truppe di Massimiliano d'Asburgo, che ne fece il proprio quartier generale. Conclusasi la guerra nel 1515, dal 1517 Castelfranco ritorna definitivamente sotto il dominio della Serenissima.

Questo è il periodo di massimo splendore per Castelfranco, specie dal punto di vista economico. La Repubblica favorisce la colonizzazione del territorio e lo sfruttamento dei fondi ancora vacanti e, di conseguenza, si rafforza la commercializzazione di prodotti agricoli; il tessuto urbano si consolida con edifici in muratura con funzioni mercantili, caratterizzati da portici e magazzini ai piani terra; il mercato era presso il lato nord del castello, articolandosi in una parte per il bestiame e in un'altra per biade e ortaggi. Nel frattempo, la campagna diventa ambita meta di villeggiatura per le famiglie del patriziato, che qui erigono le loro ville. Questi fenomeni permettono a Castelfranco di tagliare progressivamente i legami con Treviso e di inserirsi autonomamente nel territorio.

Al contempo, in città si sviluppa un vivace clima culturale, divenendo punto di convergenza per vari artisti e architetti. Nel Settecento, con la decadenza della capitale, Castelfranco si proietta verso i centri della terraferma (prima fra tutte Padova) divenute i nuovi poli della cultura. Gli intellettuali provengono da alcune famiglie patrizie ormai radicate in zona, come i Riccati, e promuovono diversi interventi urbanistici, sia all'interno (Duomo e Teatro Accademico) che all'esterno delle mura (Pieve Nuova, Ospedale di San Giacomo).

Dopo la caduta di Venezia nel 1797, anche Castelfranco passò dai francesi agli austriaci e viceversa, sino a divenire definitivamente austriaca nel 1814. La dominazione austriaca cessò il 15 luglio 1866, con l'annessione del Veneto al Regno d'Italia.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Oltre alla città il territorio comunale comprende anche i paesi i Campigo, Salvarosa, Salvatronda, San Floriano, Sant'Andrea oltre il Muson, Treville e Villarazzo.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg Gli aeroporti più vicini sono:

In auto[modifica]

Caselli autostradali:

Strade regionali:

  • Castellana Strada regionale 245 Castellana - ex statale Mestre - Castelfranco Veneto
  • Postumia Strada regionale 53 Postumia - ex strada statale
  • Strada Regionale 308 Strada regionale 308 Nuova del Santo Castelfranco Veneto - Noventa

In treno[modifica]

  • Italian traffic signs - icona stazione fs.svg Stazione ferroviaria, via Meneghini. La stazione di Castelfranco Veneto è un nodo ferroviario di intersezione di tre importanti linee:


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Castelfranco Veneto - Duomo
  • 1 Duomo di San Liberale. Si trova nel cuore del centro storico della città, entro il perimetro delle mura del castello e accanto a Casa Giorgione. L'attuale fabbrica del duomo, risalente al XVIII secolo fu edificata su progetto di Francesco Maria Preti, di cui è opera prima. Per consentirne la costruzione, fu necessario abbattere, oltre a un tratto delle antiche mura, anche la vecchia chiesa di Santa Maria Assunta, monumento romanico che fu sede dell'originaria Cappella Costanzo, per cui era stata pensata la pala del Giorgione nel XVI secolo. Nel 1892-1893 fu realizzata l'attuale facciata, su progetto di Pio Finazzi.
Il duomo è, già esternamente, un chiaro esempio di architettura neoclassica. Si presenta con una facciata a salienti che dà sulla piazza antistante. La porzione centrale si mostra tripartita da semicolonne di ordine dorico, terminanti in un architrave sovrastato da un fregio con elementi geometrici. I diversi settori della facciata sono riempiti da riquadri intonacati di rosa; nel riquadro centrale si inscrive un cerchio con scritto in lingua latina MARIAE D.N. CAELO RECEPTAE AC D.LIBERALI PATR., a rendere nota la dedicazione della chiesa. La facciata è terminata da un grande frontone, sul quale poggiano tre statue rappresentanti Vergine e Santi.
Le due sporgenze laterali della facciata sono incorniciate da lesene doriche e sovrastate da due mezzi frontoni. L'unica apertura è il portale d'ingresso, ornato solo da un semplice timpano e legato alla piazza da una gradinata. Arretrato sul lato destro sorge il campanile, una torre in laterizio ricavata dalla cinta muraria, con la cella campanaria aperta da monofore a tutto sesto con balaustrine e la sommità merlata.
L'interno del duomo è ad una navata, con pianta a croce latina. All'intersezione col transetto si colloca una cupola. Numerosi altari impreziosiscono i lati della navata. La parte absidale è abbellita, dietro l'altare maggiore, da una Discesa dal Limbo di Giambattista Ponchino, mentre ai lati sono poste una Morte di San Severo di Domenico Pellegrini e un Martirio di San Sebastiano di Palma il Giovane. Ai lati del presbiterio, due cantorie gemelle ospitano il grande organo di Gaetano Callido del 1784. Restaurato da Domenico Malvestio di Padova nel 1908, è dotato di due tastiere e pedaliera a trasmissione integralmente meccanica.

Cappella Costanzo e pala del Giorgione

Giorgione - Pala di Castelfranco
Paolo Veronese - Tempo e Fama

Nella Cappella Costanzo trova posto l'opera d'arte più significativa: Madonna in trono col Bambino tra i santi Liberale e Francesco detta anche Pala di Castelfranco, opera del Giorgione, realizzata nel 1502, su commissione della ricca famiglia Costanzo, affinché occupasse questa cappella. Trafugata nel 1972 e dopo sottoposta a un lungo restauro, l'opera è ritornata nel duomo a partire dal 2006.

Sacrestia

Nella sacrestia sono conservate numerose opere d'arte di valore; di seguito un elenco delle più importanti:

  • Presentazione di Maria al Tempio di Palma il Giovane, già nella Chiesa di Santa Caterina di Treviso
  • Santa Augusta di scuola veneta del XVII secolo
  • Santi Filippo Neri e Ignazio di Loyola di Francesco Maffei
  • San Rocco di Jacopo Bassano
  • Santi Gioacchino e Anna di Francesco Beccaruzzi

Affreschi del Veronese Nel 1551 l'architetto Michele Sanmicheli chiamò Paolo Veronese e Giovanni Battista Zelotti per affrescare la villa Soranzo, a Treville, nei pressi di Castelfranco Veneto. L'impegno è certamente congeniale ai due giovani pittori veronesi, che diedero libero sfogo alle loro fantasiose invenzioni. La villa, già abbandonata da molti anni, fu completamente distrutta nel 1818, ma alcuni frammenti furono staccati e la maggior parte di questi è conservata nella Sacrestia del Duomo. L'agilità delle torsioni rese il Veronese famoso anche fuori delle città in cui operava, tanto che l'anno successivo fu chiamato dal cardinale Ercole Gonzaga gli commissionò la pala per uno dei nuovi altari disegnati da Giulio Romano nel Duomo di Mantova.

Oltre a quattro tondi di putti, nella Sacrestia sono conservate due figure simboliche delle virtù: La Giustizia e La Temperanza , entrambe di circa 200 x 100 cm. Sono tra i primi esempi dell'ideale di bellezza del Veronese, rappresentata da ragazze bionde, splendide e prosperose, che da questo momento in poi sarà una tipica caratteristica della pittura veneta.

  • Castello. L'elemento che più caratterizza Castelfranco è il castello, che ne racchiude il centro storico. Difeso da mura molto alte, di mattoni rossi, comprende sei torri, quattro delle quali sui vertici della base quadrata di 232 metri di lato, una sulla mediana sud (verso Padova), trasformata in campanile del duomo, l'altra sulla mediana ad est (verso Treviso). Da un disegno conservato presso la Biblioteca Comunale si notano in totale sette torri. L'ultima, abbattuta, era posta sulla mediana ovest (verso Cittadella).
  • Torre civica (Torre Davanti; Torrione). Simple icon time.svg Sab 11:00-13:00 e 15:00-19:00; Dom 10:00-13:00 e 15:00-19:00. È la parte più imponente delle fortificazioni che il Comune di Treviso eresse fra 1100 e 1200 a difesa dei confini della Marca Trevigiana; sormonta l'ingresso alla città ed ora è più alta delle altre, dopo che nel 1339 Venezia la sopraelevò aggiungendovi la torre campanaria portandola ad una altezza di 43 metri. Conserva affreschi di grandi dimensioni sulla volta della porta di ingresso alla città, che riportano effigi dei Carraresi. Sul lato esterno c'è il quadrante dell'orologio; al di sopra il Leone di San Marco collocatovi nel 1499. La torre è visitabile in tutti i fine settimana.
  • 2 Casa Giorgione, Piazza San Liberale, +39 0423 735626, @ . Ecb copyright.svg Biglietto: intero 5 €; ridotto 3 €. Simple icon time.svg Mar-Gio 09:30-12:30; Ven-Dom 09:30-12:30 e 15:30-18:30. Visita guidata su richiesta. Il fregio (1502/3 circa) che decora l'edificio e che è attribuito al pittore di Castelfranco Veneto ha fatto chiamare così la Casa Giorgione, dove da alcuni anni è stato aperto il Museo dedicato al grande artista castellano. La casa ebbe rifacimenti fra fine Quattrocento e inizio Cinquecento. Al primo piano presenta affreschi di anonimi di scuola veneta del Cinquecento.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

Ogni martedì e venerdì si tiene il mercato.

Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie

  • 3 Ai Due Angeli, Via San Daniele, 1/A (località Treville), +39 0423 482632.
  • 4 Alla Fonte Della Salute, Via Valsugana, 3/D, +39 0423 723353.
  • 5 Alla Gatta, Piazza Giorgione, 14, +39 0423 498040.
  • 6 Alla Madonna, Viale Europa, 24.
  • 7 Alla Torre, Via F. M. Preti, 1.
  • 8 Fabbian, Via Borgo Padova, 65/a, +39 0423 721245.
  • 9 Monti all'Aquila Reale, Via Borgo Treviso 138/A, +39 0423 493450.
  • 10 Stella, Via Francia, 8, +39 0423 721501.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 11 Poste italiane, via Roma 20, +39 0423 425911.
  • 12 Poste italiane (Ufficio Castelfranco Veneto 1), via Lovara di Salvatronda 3, +39 0423 722663.
  • 13 Poste italiane (Ufficio di Castelfranco Veneto 2), via Federico Priuli 19, +39 0423 472944.
  • 14 Poste italiane (Ufficio di Castelfranco Veneto 3), via Sile 24, +39 0423 725044.


Nei dintorni[modifica]

  • Asolo — Il regno di Caterina Cornaro, la regina di Cipro. Fa parte dei Borghi più belli d'Italia.
  • Bassano del Grappa — Ai piedi delle Prealpi e del Monte Grappa di patriottica memoria, con il leggendario ponte degli alpini, Bassano è città di belle atmosfere con un importante centro storico.
  • Cittadella — Città murata, fondata una ventina di anni dopo Castelfranco, le si contrapponeva come baluardo difensivo.
  • Noale — Conserva la rocca, due torri, resti di un castello, una villa che rientra nel solco architettonico delle ville venete.

Itinerari[modifica]

Informazioni utili[modifica]


Altri progetti

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