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Asolo

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Asolo
Asolo - panorama
Stato
Regione
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Patrono
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Asolo
Asolo
Sito istituzionale

Asolo è una città del Veneto.

Da sapere[modifica]

Il nome della città è legato a quello di due donne: la Regina di Cipro Caterina Cornaro che vi tenne la propria Corte e l'attrice Eleonora Duse che vi abitò e vi concluse per un tragico incidente la propria esistenza e qui volle essere sepolta. Fa parte dei Borghi più belli d'Italia ed è stata premiata con la bandiera arancione dal Touring Club Italiano.

Cenni geografici[modifica]

Si trova fra la Pianura veneta e i primi corrugamenti delle Prealpi bellunesi (Colli asolani). Dista 17 km da Bassano del Grappa, 15 da Castelfranco Veneto, 12 da Montebelluna, 22 da Valdobbiadene, 38 da Treviso.

Cenni storici[modifica]

Acelum era il nome romano di Asolo, che ebbe un notevole sviluppo fra primo secolo avanti Cristo e primo secolo dopo, diventando Municipium e vantando un Tetaro, un Foro, le Terme, l'Acquedotto, testimoniati da resti e reperti. La sua importanza non venne meno dopo la caduta dell'Ipero, tant'è che dal VI secolo fu Sede Episcopale fino al 969, quando cadde nell'orbita di Treviso. Fra il Mille ed il Milletrecento fu di volta in volta dominata dalle famigliue Tempesta, Ezzelini, da Camino, Scaligeri, Carraresi finché alla fine del Trecento divenne possesso della Repubblica di Venezia.

Con la Serenissima iniziò il suo periodo di maggior splendore; nel 1489 Venezia la diede come ricompensa in Signoria a Caterina Cornaro, regina di Cipro che aveva ceduto l'isola alla repubblica. Asolo divenne sede di una raffinata corte che attirava a sé eruditi, poeti, artisti, letterati fra i maggiori dell'epoca. Anche l'urbanistica se ne avvantaggiò, dal momento che le famiglie patrizie di Venezia costruirono alcuni splendidi palazzi nella città e nei dintorni.

La morte della Cornaro mise la città un po' in ombra, non più alla ribalta del bel mondo, come pure la fine della Repubblica di Venezia. Tuttavia il suo fascino non mancò di continuare a sedurre e a legare a sé personaggi famosi, come aveva fatto in ogni epoca. Carducci la definì città dai cento orizzonti, a significare l'ampio respiro dei panorami sempre diversi che si godono dalla sua posizione; Giorgione la rappresentò come sfondo paesaggistico in alcuni suoi quadri; Eleonora Duse e la scrittrice e viaggiatrice inglese Freya Stark vissero in città e qui sono sepolte; il compositore Gian Francesco Malipiero ed il poeta inglese Robert Browning vi cercavano ispirazione.

Come orientarsi[modifica]

Italian traffic signs - parcheggio.svg Aree di parcheggio

  • 1 Parcheggio Centro Storico, Piazza Brugnoli (piazza principale del centro storico.). Ecb copyright.svg Sistema con ticket “gratta e parcheggia”

acquistabili presso l’edicola e i bar del Centro.. Simple icon time.svg Sempre aperto con le limitazioni di accesso legate alla Zona a Traffico Limitato -ZTL..

  • 2 Parcheggio Ca' Vescovo (lungo la statale Schiavonesca Marosticana ( Montebelluna – Bassano del Grappa)). Ecb copyright.svg Gratuito. Simple icon time.svg Sempre aperto. 2 km circa dal centro storico (per la salita si consiglia l’utilizzo del bus navetta, corsa ogni 30 minuti.
  • 3 Parcheggio del Forestuzzo. Ecb copyright.svg Gratuito nei giorni feriali dal lunedì al sabato; domenica e festivi a pagamento.. Simple icon time.svg Sempre aperto. Dista dal centro storico circa 400 metri in salita (con discreta pendenza). Presente fermata pulmino navetta
  • 4 Parcheggio coperto Cipressina. Simple icon time.svg Sempre aperto con parcometro. Dista dal centro storico circa 150 metri circa in salita (marciapiede lungo la strada di accesso).

Area di sosta autocaravan Camper

  • 5 Area sosta e parcheggio Camper, +39 331 4149492. Area comunale attrezzata a pagamento, aperto tutto l’anno. Struttura dotata di 13/15 piazzole pavimentate con grigliato, acqua, pozzetto, illuminazione, elettricità, barbecue ed area picnic, ombreggiata. Ubicata all’interno del parcheggio Forestuzzo (P2), a circa 400 metri dal Centro Storico, con fermata bus navetta.

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche i paesi di Pagnano, Sant'Apollinare e Villa d'Asolo.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

  • 6 Aeroporto di Treviso (Canova). Per raggiungere Asolo, la compagnia ACTT – linea n. 6, effettua collegamenti continui con la stazione ferroviaria e la stazione delle corriere di Treviso. Dalla stazione delle corriere di Treviso, prendere la corriera per Asolo, fermata Ca’ Vescovo. Per gli orari consultare questo sito. Linee 161 e 162 Treviso- Montebelluna-Bassano
  • 7 Aeroporto di Venezia (Marco Polo), +39 041 2606111. Ecb copyright.svg =. Per raggiungere Asolo, la compagnia MOM effettua collegamenti continui con la stazione ferroviaria e la stazione delle corriere di Treviso. Per gli orari consultare questo sito. Dalla stazione delle corriere di Treviso, prendere la corriera per Asolo, fermata Ca’ Vescovo. Per gli orari consultare questo sito. Linee 161 e 162 Treviso- Montebelluna-Bassano

In auto[modifica]

In treno[modifica]

Stazioni ferroviarie a:

In autobus[modifica]

  • Ha collegamenti in pullman con Treviso, Montebelluna, Castelfranco Veneto, Bassano del Grappa.


Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

  • Un bus navetta collega il centro con la zona ospedaliera e Ca' Vescovo (parcheggi, anche per camper). Su questo sito si possono consultare gli orari delle navette.

In taxi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Raccolta fra le sue antiche mura, la città offre un centro storico ricco di scorci affascinanti e di preziose architetture.

Duomo - facciata
Pianta del Duomo
1 - Pala dell'Assunta
2 - San Francesco d'Assisi
3 - Assunta
4 - San Prosdocimo
5 - Polittico di san Girolamo
6 - Pala dell'Assunta
7 - Madonna con Gesù e santi e deposizione
8 - Madonna del Rosario e san Valentino
9 - Agonia di san Giuseppe
10 - Madonna del Rosario
11 - San Lorenzo martire
12 - Sant'Anna
13 - Altare maggiore
14 - Cantoria ed organo
15 - Cappella del Santissimo Sacramento
16 - Vasca battesimale
  • 1 Duomo. È probabile che l'attuale Duomo sorga sul posto dell'antica Cattedrale. Asolo fu infatti sede vescovile almeno dal 590, quando al sinodo di Marano partecipò anche un Agnellus de Acilio (Asolo). Nel 969 un diploma dell'imperatore Ottone I soppresse la diocesi per aggregarla a quella di Treviso. Nel documento è riportato il primo riferimento alla ex cattedrale Beatae Virginis Mariae constructa. Non sono ancora state effettuate delle indagini archeologiche per ricostruire la conformazione della vecchia chiesa. Sul fianco ovest del duomo sono stati individuati dei resti murari in cui si riconosce un battistero, costituito da una vasca rivestita di cocciopesto.
Dalle descrizioni forniteci dalle visite pastorali, pare che l'edificio abbia assunto la struttura attuale solo nel 1584, avendo poi subito importanti rimaneggiamenti sia nel 1606 che nel 1747, ad opera dell'architetto veneziano Giorgio Massari. La facciata invece, solo giustapposta alla precedente, deve il suo aspetto attuale all'intervento di Pietro Saccardo del 1889. Pur conservando l'originario tratto romanico-gotico, presenta anche alcuni elementi rinascimentali, come i tre portali. Al centro si può vedere il mosaico che rappresenta l'Assunta, che sostituisce il rosone eliminato per far posto all'organo della controfacciata. Nel lato sud, si distingue la cinquecentesca cappella del Sacramento, mentre degno di nota è l'elegante protiro del XV secolo.
Pala di Asolo di Lorenzo Lotto
L'interno, a tre navate e molto luminoso, deve il suo aspetto all'idea di Giorgio Massari. Nell'altar maggiore troneggia la Pala dell'Assunta copia ottocentesca di Lattanzio Querena del celebre capolavoro di Tiziano ospitato nella Basilica dei Frari. Accanto, due preziosi angeli di Giuseppe Bernardi ornano l'altare Maggiore, in marmo di Carrara, opera di Pasino Canova, nonno di Antonio Canova.
Notevoli anche le cappelle laterali, tra le quali spiccano quella del Santissimo Sacramento, di origine cinquecentesca ma rifatta dal Massari, ospitante, oltre a diverse sculture del Torretto, anche il fonte battesimale, commissionato dalla Regina Cornaro all'architetto Francesco Graziolo nel 1491 e originariamente posto in battistero, dove tornerà terminati i restauri della stessa.
Altre notevoli opere d'arte sono ospitate nella Collegiata: un San Francesco d'Assisi del XV secolo, attribuito alla scuola del Mantegna (alcuni suggeriscono il nome di Dario di Giovanni), la celebre Assunta di Lorenzo Lotto (1506), capolavoro conclusivo della giovanile fase trevigiana dell'artista, l'altra splendida Pala dell'Assunta di Jacopo da Ponte, la Pala di San Prosdocimo di Pietro Damini, nonché il rimantente del polittico di San Girolamo, attribuito a Lazzaro Bastioni (1488).
Organo - Posto in controfacciata, il grandioso organo Malvestio-Tamburini, risalente ai primo del XX secolo è stato restaurato nel 2010 da Alessio Lucato. A trasmissione meccanica, è dotato di 31 registri reali, 2 tastiere di 58 tasti e pedaliera di 30.
Campanile - Il campanile, alto 55 metri, fu completato nel 1480. L'odierno concerto di campane fu inaugurato per il Giubileo del 1925.
  • Chiesa di Santa Caterina. La piccola chiesa dedicata a Santa Caterina d'Alessandria presenta all'esterno una semplice facciata a capanna. Il tempio è decorato internamente da un ciclo di affreschi, rappresentanti scene tratte dalla vita della santa e dalla Passione di Gesù. Edificata nel 1346, dalla confraternita dei Battuti, venne ampliata nel corso del XVI secolo, quando l'edificio preesistente venne inglobato nelle murature: sulla parete di fondo è chiaramente visibile l'originaria forma dell'interno. Nel 1573 la chiesa fu completata, sia negli arredi sia nei dipinti murali, con la collocazione di tre altari. L'intero ciclo di affreschi venne ricoperto da una scialbatura nel corso del XVIII secolo, e fu riportato alla luce soltanto alla fine del XIX secolo.
VillaScottiPasini
  • Palazzo della Ragione. Costruito nel XV secolo, gli è annessa una loggia affrescata con scene di battaglie. Sede del Museo Civico, conserva materiale archeologico, ma anche opere d'arte di vari periodi e cimeli legati a Eleonora Duse.
  • Palazzo Beltramini (Municipio). donato alla violinista Wilma Neruda, oggi sede del municipio
  • Casa di Eleonora Duse. Sulla facciata alcuni versi di Gabriele d'Annunzio dedicati alla dimora dell'attrice.
  • Villa Freya. Nel giardino sono presenti delle fondazioni di un teatro romano.
  • Casa Malipiero.
  • Villa Scotti Pasini. dove visse Robert Browning.
Villa Contarini degli Armeni Asolo - particolare.jpg
  • Villa Contarini degli Armeni (XVI secolo).
  • Villa degli Armeni (XVIII secolo) (Il Fresco). Sorge a Sant'Anna, amena località collinare a ponente del centro storico. Il soprannome gli deriva dalla posizione a ridosso del monte Messano e dall'orientazione verso nord. Il palazzetto fu costruito nel Settecento come dépendance della più imponente villa Contarini (che sorge poco più a sud) e ne ha seguito le vicende storiche. Passata a varie famiglie signorili, nel 1895 l'intero complesso pervenne, grazie a una donazione dell'abate Gurekian, ai padri mechitaristi armeni di Venezia. Negli ultimi tempi è stata venduta a privati.
Posta in posizione dominante e isolata, con la facciata inquadrata da due cipressi secolari, villa degli Armeni costituisce uno degli scorci più noti di Asolo. Non ha un ingresso carraio dal momento che, essendo pertinenza di villa Contarini, gli accessi avvenivano da questa mediante una galleria che attraversava la collina. Oggi è raggiungibile solo pedonalmente.
L'edificio è di piccole dimensioni e compatto. Si sviluppa su tre livelli e mostra la classica organizzazione simmetrica e tripartita, con la fascia centrale accentuata da un sopralzo timpanato, unito al tetto da due volute.
La facciata è intonacata a marmorino e presenta finestre architravate con profili lapidei, corrispondenti alle cinque arcate a tutto sesto che costituiscono il portico del pianoterra. Al centro del primo piano si apre una monofora con poggiolo, più grande e ricca delle aperture circostanti e sovrastata da una parete cieca: testimonia l'esistenza di una grande sala centrale a doppia altezza. Il tutto è coronato da un cornicione che si sviluppa su tutti i lati, e sul quale si imposta la copertura a padiglione. Gli angoli del tetto e i vertici del timpano sono evidenziati da elementi acroteriali.
Le due pareti laterali hanno una sola finestra, una monofora centinata con poggiolo, sopra la campata del portico del pianoterra. La facciata sud, come è stato accennato, dà sul fianco della collina, parzialmente scavato per far posto alla villa.
L'accesso al tunnel si apre in corrispondenza della parete sotto il portico, nascosto da una rientranza quadrata. Alla destra dell'entrata del tunnel comincia la scala che porta al piano superiore, terminando nel salone a doppia altezza.
Sul retro si addossa un secondo volume più basso di un piano, corrispondente agli ambienti di servizio.
  • Casa Longobarda, Contrada di Santa Caterina. Il nome Casa Longobarda le deriva dal fraintendimento dell'iscrizione in lingua latina che attesta la regione d'origine del suo costruttore, Francesco Graziolo, il quale la realizzò con l'aiuto del figlio Bartolomeo e vi risiedette per alcuni anni. Graziolo, scultore lombardo arrivato ad Asolo per lavorare alla corte di Caterina Cornaro, progettò tra l'altro il palazzo di Altivole, di cui oggi rimane solo una barchessa, meglio nota come Barco della Regina Cornaro, e realizzò il fonte battesimale, commissionato sempre dalla regina di Cipro, per il duomo asolano.
Il palazzo, di piccole dimensioni, è ritenuto una delle prime testimonianze dell'ordine "rustico", ampiamente diffuso solo dopo il 1537 grazie alla pubblicazione del Trattato di architettura di Sebastiano Serlio. Oltre all'influenza del trattatista bolognese, gli studiosi accostano l'edificio anche a Palazzo Te progettato da Giulio Romano. La facciata è rivestita di pietra tufacea scolpita secondo il gusto manieristico con volti caricaturali, scene della Genesi, segni zodiacali e Virtù inseriti in una ricca intelaiatura architettonica. Il complesso programma iconografico, ricco di riferimenti alla cabala cristiana e platonica, è forse stato suggerito dall'erudito frate domenicano Francesco Zorzi, priore del convento di San Girolamo ad Asolo dal 1521.
Tra il primo e il secondo piano corre un elegante fregio marcapiano decorato con triglifi e metope con rappresentazioni di patere, bucrani e teste di altri animali. Sia al piano terra che al primo piano gli architravi delle finestre di forma rettangolare sono sorretti da Cariatidi e colonne (di ordine dorico nel primo, di ordine ionico nel secondo). Mentre i bassorilievi di soggetto classico sono scolpiti con modi volutamente antichizzanti, quelli di soggetto cristiano hanno invece un gusto arcaico, con richiami a rilievi medievali padani.
  • 2 Rocca. È il simbolo della città, posta in vetta al monte Ricco. La struttura, a poligono irregolare, risale alla fine del XII secolo e l'inizio del XIII secolo.
Castello della Regina Cornaro
La Rocca di Asolo
  • Castello. Fu la reggia di Caterina Cornaro, oggi ospita il teatro Eleonora Duse.
La prima menzione del castrum di Asolo si trova in un atto dell'imperatore Ottone I del 969, ma la denominazione stessa del fortilizio indica che probabilmente esso risale all'epoca romana (poco distante passava tra l'altro la via Aurelia che collegava Patavium alla via Claudia Augusta Altinate). Certamente il castello, situato in una posizione strategica nell'alta pianura veneta, all'imbocco delle valli del Piave e del Brenta, ebbe vicende notevoli durante le dominazioni barbariche, con alterne distruzioni e ricostruzioni: già i Longobardi provvidero ad accerchiare il castello ed il paese con fossati, palizzate e muri a secco.
Nel XIII secolo l'edificio fu dimora di Ezzelino III da Romano; alla caduta di costui passò ai Carraresi, signori di Padova, e dal 1261 alla città Comunale di Treviso. La dominazione Veneziana, dal 1393 fino alla caduta della Serenissima del 1797, fu il periodo di massimo splendore del castello e del borgo stesso: i veneziani ne fecero infatti un importante baluardo, migliorando la struttura difensiva della rocca, potenziando le mura di cinta dell'intero complesso e ristrutturando il castello.
Dal 1489, il fortilizio fu affidato a Caterina Cornaro, già regina di Cipro, che assieme alla signoria del borgo ricevette dal doge Agostino Barbarigo, quale "indennizzo" per aver abdicato a favore della Repubblica di San Marco, diverse residenze (famoso è il complesso di Altivole, di cui oggi rimane solo una barchessa, meglio nota come Barco della Regina Cornaro). Il castello divenne dunque sede ufficiale della corte ed ospitò gli illustri ospiti della regina (tra gli altri l'umanista Pietro Bembo che qui ambientò Gli Asolani).
Alla morte della Cornaro l'edificio divenne sede pretoria veneziana. Nel corso dei secoli il castello perdette di importanza fino a diventare deposito: la torre fu perfino utilizzata quale corpo per un mulino a vento. Nel 1798 il vasto salone interno fu trasformato in teatro, mentre un'intera ala venne demolita nel 1820. L'elegante struttura architettonica del teatro, smontato nel 1930 per far spazio ad una nuova sala cinematografica, fu venduta al collezionista veneziano Adolph Loewi ed è oggi stata rimontata a Sarasota, Florida. Attualmente all'interno del castello si trova un nuovo teatro intitolato a Eleonora Duse ed un ristorante/bar.
  • Acquedotto romano. Detto in dialetto locale la Bot, è tra le maggiori testimonianze dell'antica città Acelum ed è riconosciuto come uno dei più interessanti acquedotti scavati in cunicolo nella roccia. Il primo tratto è visitabile in piazza Angelo Brugnoli.

Una curiosità botanica

  • Leccio monumentale (Nel giardino di Casa Freia). Il giardino ospita un grande Quercus ilex, la cui circonferenza è di 4,8 metri, per un'altezza di 22; è classificato nella lista dei circa 22.000 alberi monumentali italiani tutelati dalla guardia forestale e uno dei 16 dislocati in provincia di Treviso


Eventi e feste[modifica]

  • Settimana della Cultura. Simple icon time.svg La prima settimana di primavera.
  • Sagra dei cuchi (zufoli di terracotta). Simple icon time.svg Il 5 maggio.
  • Fantadai. Simple icon time.svg nel mese di maggio degli anni dispari.. Festival della multivisione
  • Incontri asolani. Simple icon time.svg in agosto e settembre. Festival internazionale di musica da camera
  • Palio. Terza domenica di settembre
  • Mostra del libro e delle stampe antiche. Simple icon time.svg Metà ottobre.
  • Mercatino dell'antiquariato. Simple icon time.svg Ogni seconda domenica del mese (tranne luglio e agosto).


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

  • L'Asolo Prosecco Superiore DOCG, frizzante, è un'eccellenza della terra asolana.


Come divertirsi[modifica]

  • 1 Enoteca Alle Ore, Via Robert Browning 186, +39 0423 951022.


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Ristorante Al Bacaro, Via Browning, 165, +39 0423 55150. Simple icon time.svg Chiusura mercoledì.
  • 2 Bistrot, Via Pietro Bembo 85, +39 0423 529592, @ info@ristorantebistrotasolo.com. Ecb copyright.svg Prezzo medio bevande escluse: 30-40 €. (2014). Simple icon time.svg Aperto la sera dalle 18.00 - chiuso la domenica.
  • 3 Ristorante Gala, via Canova 288, +39 0423 9529968, @ gala.asolo@libero.it. Ecb copyright.svg circa 25 a persona (2014).
  • 4 Pizzeria ristorante Cornaro, via Regina Cornaro 214, +39 0423 950361.
  • 5 Hostaria Ca' Derton, via D'Annunzio 11, +39 0423 55218, @ cadertondawalter@libero.it. Ecb copyright.svg Prezzo medio bevande escluse: €45,00 (2014). Simple icon time.svg Chiuso lunedì a mezzogiorno e domenica sera..
  • 6 Osteria Ristorante La Corte del Re, via Dante 24, +39 333 5069231. Porchetta, salumi, formaggio morlacco, vini e birre. Molti prodotti provengono dall'azienda agricola del titolare.
  • 7 Pane, Vino e San Daniele - Ristorante, Via Browning, 183, +39 0423 951375. Ecb copyright.svg Prezzo medio bevande escluse: 15-20€ (2014). Simple icon time.svg Chiuso il martedì e il giovedì sera.. Primi piatti fatti in casa, taglieri di affettati, prosciutto San Daniele, specialità friulane, insalatone, vini friulani. Cucina Casalinga.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

Bed and Breakfat


Sicurezza[modifica]

Farmacie

  • 8 Farmacia Bonotto, Piazza Giuseppe Garibaldi, 79, +39 0423 55136.
  • 9 Farmacia Tonini, Via dei Tartari 1a (località Casella), +39 0423 529382.

Parafarmacie

Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 11 Poste italiane, via Browning 172, +39 0423 950344, fax: +39 0423 950435.


Nei dintorni[modifica]

Itinerari[modifica]


Altri progetti

2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).