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Cittadella

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Cittadella
Cittadella - veduta aerea delle mura e della forma urbis
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Cittadella
Cittadella
Sito istituzionale

Cittadella è una città del Veneto.

Da sapere[modifica]

Rientra nel novero delle città murate che si possono ammirare nel Veneto.

Cenni geografici[modifica]

Nella Pianura Veneta, Cittadella si trova in una zona fertile di antica tradizione agricola che ha sviluppato nella seconda metà del Novecento una solida economia artigianale ed industriale, a cui si aggiunge un certo sviluppo turistico. Dal 1972 porta il titolo di Città.Dista 33 km da Padova, 25 da Vicenza, 26 da Asolo, 16 da Bassano del Grappa e 12 da Castelfranco Veneto.

Cenni storici[modifica]

Benché la fondazione di Cittadella sia piuttosto tarda (XIII secolo), il suo territorio ha una storia ben più antica. Mancano le testimonianze di una frequentazione paleoveneta, ma assai evidenti sono le tracce lasciate dagli antichi Romani che occuparono il Veneto sul finire del III secolo a.C. Al 148 a.C. risale la fondazione della via Postumia, importante arteria che collegava Aquileia a Genova percorrendo tutto il Norditalia; il suo tracciato coincide con le attuali vie Postumia di Ponente e Postumia di Levante (SP 24) che transitano a nord del centro.

Dopo la caduta dell'Impero Romano il territorio di Cittadella seguì le sorti di gran parte del Norditalia passando al Regno dei Longobardi. Le testimonianze di questo periodo sono assai scarse e questo fa pensare a un importante spopolamento e inselvatichimento del territorio. Frattanto, i centri dei dintorni - Onara, Fontaniva, Tombolo, Galliera - diventano sedi di piccole signore feudali. Al VI secolo viene fatta risalire la costruzione della pieve di San Donato, nell'omonima frazione, che fu il principale luogo di culto della zona prima della consacrazione del duomo.

Tra il XII e il XIII secolo Padova, uno dei più importanti comuni del Veneto, dà impulso a un'importante spinta espansionistica, entrando presto in conflitto con le confinanti Vicenza e Treviso. Quest'ultima, attorno al 1195, avvia la costruzione di Castelfranco, piccolo avamposto militare presso il confine segnato dal torrente Muson.

La risposta di Padova non si fa attendere e nel 1220, sulla riva opposta del fiume, inizia la costruzione di Cittadella. Il nuovo borgo fortificato, progettato da Benedetto da Carturo, presenta però delle caratteristiche originali che lo differenziano nettamente da Castelfranco; non è un piccolo e compatto castello di forma quadrangolare, ma una vera e propria città dall'ariosa pianta rotondeggiante, dotata di propri statuti e autonomia di governo. In questo modo Padova non intende solo creare un presidio militare, ma anche un centro amministrativo ed economico per favorire la colonizzazione del territorio compreso fra il Brenta e il Muson.

Fino all'inizio del Quattrocento, Cittadella segue le sorti della città madre, passando dalla signoria di Ezzelino III da Romano a quella dei Carraresi, degli Scaligeri e ancora dei Carraresi. Nel 1406, al termine della cosiddetta guerra di Padova, Cittadella entra nell'orbita della Serenissima. Pur mantenendola inquadrata nel distretto padovano, i Veneziani dotano la città di una podesteria di dentro e di una podesteria di fuori, l'una con giurisdizione all'interno delle mura, l'altra all'esterno.

Il lungo periodo veneziano caratterizzato, salvo brevi parentesi, da pace e stabilità politica, porta Cittadella a evolversi da avamposto militare a centro di servizio e di mercato. Questa trasformazione si riflette anche sul tessuto urbano, con la costruzione di edifici amministrativi, ma anche magazzini e botteghe. Al contempo comincia l'espansione fuori dalle mura, con la formazione dei quattro borghi (Bassano, Treviso, Padova, Vicenza) lungo i due assi stradali principali. Scarsa, d'altra parte, la presenza di palazzi e ville venete, testimonianza di come tra Cittadella e Venezia manchi quel rapporto privilegiato di cui gode, invece, Castelfranco.

Dopo la caduta della Serenissima, anche Cittadella attraversa un periodo di incertezza amministrativa, passando dai Francesi agli Austriaci e di nuovo ai Francesi; la dominazione austriaca termina nel 1866, anno in cui venne annessa al Regno d'Italia.

Come orientarsi[modifica]

La città antica è tutta racchiusa nel cerchio irregolare delle mura che conservano ancora tutt'attorno il fossato con acqua e un'area verde fra mura e fossato. L'asse viario è caratterizzato dalle due principali strade di comunicazione nord-sud, Bassano del Grappa-Padova -da Porta Bassano a Porta Padova- ed est-ovest Treviso-Vicenza -da Porta Treviso a Porta Vicenza-. Al loro incrocio si colloca la piazza con il Duomo e i palazzi civili. Le vie minori si inseriscono a scacchiera sulle due principali, sviluppando un'edilizia dal caratteristico aspetto veneto a portici.

Quartieri[modifica]

Il territorio comunale comprende, oltre alla città, i paesi di Ca' Onorai, Facca, Laghi, Pozzetto, Santa Croce Bigolina, San Donato e Santa Maria

Come arrivare[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg Gli aeroporti più vicini sono:

In auto[modifica]

  • A31 Casello autostradale Vicenza nord sull'autostrada Valdastico A31
  • A4 Casello autostradale Padova ovest sull'autostrada A4 Serenissima
  • Strada Statale 47 Italia.svg Ex-Statale 47 Valsugana lungo la direttrice Padova-Trento
  • Postumia Ex statale 53 , ora Strada Regionale 53 Postumia lungo l’asse Vicenza-Treviso.

In treno[modifica]

  • Italian traffic signs - icona stazione fs.svg 3 Stazione ferroviaria, viale della Stazione 7. Ha stazione ferroviaria propria; vi si incrociano le linee Bassano-Padova e VicenzaTreviso.

In autobus[modifica]

Italian traffic sign - fermata autobus.svg Ha fermate sulle linee di pullman:

  • Vicenza – Treviso (società di trasporti La Marca)
  • Padova – Trento ( società di trasporti Sita)


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Le mura
  • 1 Cinta muraria, Cinta muraria. La cerchia murata che circonda Cittadella (1220 d.C.) ha forma di ellisse irregolare e con l'abitato costituisce un complesso organico del più alto interesse storico, non solo per gli studi sui castelli ma anche per quelli di urbanistica. Lo spazio interno che le mura delimitano è ordinato da due traverse che raccordano le quattro porte con il centro, dividendo l'abitato in quartieri, a loro volta suddivisi a scacchiera dalle caratteristiche stradelle. La cortina murata comunica con l'esterno attraverso quattro ponti in corrispondenza delle porte (a loro volta costruite sui quattro punti cardinali), rivolte verso le vicine città di Padova, Vicenza, Bassano del Grappa e Treviso (di qui la denominazione Porta Padovana, Porta Vicentina, Porta Bassanese, Porta Trevisana). I ponti levatoi, mantenuti in servizio fino al secolo XVI, gradualmente vennero sostituiti con altri in muratura. Gli attuali risalgono alla prima metà del secolo scorso.
Dal 1994 si è avviato concretamente il restauro delle mura, attraverso progetti d'intervento suddivisi in quattro fasi, coincidenti con i settori del sistema fortificato. I lavori sono proseguiti quasi ininterrottamente fino al 2013 e terminati con il recupero del quadrante sud est delle mura e il completamento del restauro dell’intero perimetro della cinta muraria. È pertanto possibile effettuare la visita del Camminamento di ronda (Ingresso a Porta Bassano presso la Casa del Capitano - Ufficio turistico), +39 049 9404485. Ecb copyright.svg Intero € 5 - Attenzione: si entra al camminamento di ronda con i cani di taglia piccola solo se in braccio o nel trasportino, per tutto il tragitto.. Simple icon time.svg 1 nov/31 mar - lun/ven 9 - 13 / 14 - 16; sab/ dom 10 - 17 - 1 apr/31 ott - lun/ven 9 - 13 / 14 - 18; sab/dom 9 - 19. Un percorso di circa due chilometri sulle mura, a 15 metri di altezza, che consente di vedere dall'alto il centro storico e di apprezzare vedute e scorci suggestivi della città antica. Lungo il percorso si possono visitare il Belvedere all'interno della Torre di Malta, a quasi 30 metri, il Museo dell'assedio e il Museo civico archeologico. Notevole anche il panorama sui Colli Euganei e sui Monti Berici.
  • 2 Porta Padovana. Mostra l'insegna del Comune di Padova e lo stemma dei Carraresi, retaggio del periodo di dominio di quella famiglia, oltre che di Padova, sulla città; in quell'epoca costituiva l'accesso principale a Cittadella.
  • 3 Porta Vicentina. Ha un sistema di triplici arcate ed è dotata di una torre di quasi 25 metri con merlatura.,
  • 4 Porta Bassanese. È la porta più munita e più imponente, raggiunge infatti i 30 metri di altezza ed esibisce una maestosità che le altre porte non hanno. Al pari di Porta Padova vi sono le raffigurazioni degli stemmi della famiglia Carrarese. Poteva diventare un estremo baluardo, poiché dotata di un fossato derivante dal fossato principale delle mura che ne costituiva una maggiore protezione durante le operazioni belliche. Vicino alla porta si trova la Casa del Capitano che era la residenza del capitano del corpo di guardia, a tre piani. La Casa conserva al primo piano affreschi del XIII e XVI secolo degli stemmi delle famiglie che governarono la città. Ospita ora l'Ufficio Turistico. Da questa Porta si accede al percorso del camminamento di ronda.
  • 5 Porta Trevisana. Come Porta Vicentina ha una torre fra i 22-25 metri con merlatura e un sistema triplice di arcate
  • 6 Torre di Malta, Strada del Cristo. Simple icon time.svg Novembre/marzo: lun/ven 9 - 13 / 14 - 16; sab/dom 10 - 17 - Aprile/ottobre lun/ven 9 - 13 / 14 - 18; sab/dom 9 - 19. Costruita per ordine di Ezzelino da Romano nel 1251, la Torre è una costruzione poderosa a ridosso della Porta Padovana. La sua storia è legata ad episodi di crudeltà, di torture e di morte; nel sotterraneo della torre furono lasciati morire di fame decine e decine di prigionieri. Quando nel 1256 Ezzelino fu cacciato dalla città vennero liberati numerosissimi prigionieri già ridotti al lumicino, mentre i partigiani di Ezzelino vennero trucidati; l'episodio è ricordato da Dante nella Divina Commedia.
Al piano terra la Torre ospita una sala conferenze, mentre i locali del piano superiore sono adibiti a Museo Archeologico.
  • 7 Torrione di Porta Bassano.
  • 8 Chiesa di Santa Maria del Torresino, Via Giuseppe Garibaldi. Il torresino è la torre a cui l'edificio è addossato, vicino a Porta Padovana. La tradizione la identifica con la chiesa costruita contemporaneamente alle fortificazioni a servizio degli armigeri; alcuni scavi hanno evidenziato l'esistenza di fondazioni di un edificio precedente, che potrebbe essere proprio l'antica chiesa. Custodisce tele pittoriche legate alle vicende locali, ed una vasca in pietra che si crede appartenesse come fonte battesimale alla chiesa di San Nicolò di Mejaniga che esisteva nei pressi della città. Restaurata nella seconda metà del Novecento, viene utilizzata per rassegne d'arte oltre a concerti in primavera e in autunno. Visitabile in queste occasioni, lo è pure su prenotazione all'ufficio turistico.
  • 9 Palazzo Pretorio, Via Guglielmo Marconi. Divenne un palazzo signorile grazie agli interventi voluti dai Sanseverino e dai Malatesta, famiglie che ebbero Cittadella fra Quattrocento e Cinquecento. A loro si devono gli affreschi sia interni che esterni che ne fanno un esempio pressoché unico nella regione. Fra le decorazioni figurano naturalmente gli stemmi gentilizi delle famiglie, oltre a figure fantastiche di animali. Il portale principale del palazzo è in marmo rosa di Verona, sopra il quale si mostra un leone di San Marco.
L'edificio fu anche nel tempo palazzo pretorio, poi sede delle prigioni in epoca austroungarica. Recentemente restaurato, ospita al piano nobile manifestazioni culturali e mostre, durante le quali è visitabile.
  • 10 Palazzo della Loggia, Piazza Luigi Pierobon 1. Documentato già dal Quattrocento, il palazzo trae il nome dalla loggia che permetteva di accedervi a pianterreno. Il bassorilievo del Leone di San Marco, oltre ad alcuni stemmi di podestà veneti che si trovano ancora nel palazzo sono stati salvati perché occultati dalla popolazione durante il periodo napoleonico. L'aspetto attuale del palazzo risponde ai canoni del neoclassicismo, stile che assunse con il restauro effettuato nel 1816.
  • 11 Duomo e Pinacoteca, Via Guglielmo Marconi. Il Duomo deve la propria realizzazione, fra il 1774 e il 1826, agli architetti Domenico Cerato (conosciuto come autore della Specola e del Prato della Valle di Padova); Ottavio Bertotti Scamozzi; Carlo Barera. Di stile neoclassico, ha visto il compimento della facciata nel 1913. L'interno è costituito da un'ampia navata nella quale trovano collocazione sei altari. Il tempio custodisce opere di Leandro Bassano, Lattanzio Quarena, Sebastiano Santi e Michele Fanoli, quest'ultimo cittadellese, oltre a bassorilievi e statue che provengono dall'artigianato locale.
Opere di innegabile pregio sono inoltre quelle custodite nella Sacrestia: la cinquecentesca Cena in Emmaus di Jacopo da Ponte che costituiva un tempo la pala dell'altare maggiore dell'antica precedente parrocchiale; la quattrocentesca Deposizione attribuita a Lazzaro Bastiani, di scuola di Gentile Bellini; la Flagellazione attribuita a Palma il Giovane (1540-1628); Adorazione dei Magi, opera seicentesca di scuola veneta; la Crocifissione, grande tela settecentesca.
All'interno del campanile è stato sistemato il Museo di Arte religiosa.
  • 12 Teatro Sociale, Via Indipendenza 19. Edificato nei primi anni dell'Ottocento per volontà di un gruppo di cittadellesi facoltosi, fu progettato da Giacomo Bauto, bassanese al quale si deve il teatro di Bassano del Grappa edificato nel 1811. Di impronta neoclassica, l'edificio ha facciata incompiuta; progettato con tre ordini di palchi in una sala semicircolare con palcoscenico, ha decorazioni a fresco realizzate da Francesco Bagnara, vicentino che ha dipinto pure il teatro La Fenice di Venezia.
Dopo anni di stagioni teatrali tenutesi fino alla prima guerra mondiale, iniziò la decadenza che portò nel 1934 alla cessione al Comune. Dal 1970 il teatro ha ripreso appieno la propria attività diventando un elemento portante nel panorama culturale della città.
  • 13 Pieve di San Donato. Fuori dalla cerchia delle mura, la Pieve si trova ad un chilometro e mezzo lungo la strada che conduce a Padova. Fu la prima Pieve del territorio, esistente già dal VI secolo, e fulcro della vita religiosa e civile nell'alto medioevo, periodo testimoniato da numerosi reperti longobardi che sono collocati sulla parete interna della chiesa, che ha avuto quattro rifacimenti in epoche successive.
  • 14 Convento di San Francesco, Piazza S. Francesco 3, +39 049 5970280, @ . Nasce negli ultimi decenni del Quattrocento, e costituisce a lungo un importante centro spirituale fino alla soppressione avvenuta nel 1806. Venne utilizzato come caserma fino al 1947 quando ritornò ai Francescani. Un sapiente restauro ha restituito alla chiesa, ad una navata, il suo stile originario inquadrato nei canoni francescani. Il convento vanta un bel chiostro con soffitti a vela al pari degli ambienti interni. All'ingresso si nota un affresco di inizio Cinquecento della Vergine con il Bambino tra Sant'Antonio da Padova e San Francesco che rivela una mano di scuola vicentina con influssi perugineschi.
  • 15 Chiesetta di Santa Lucia di Brenta. Fu la chiesa di un convento benedettino di antica fondazione, che si trovava sulle rive del Brenta prima del Dodicesimo secolo. Fu abbandonata nel Trecento dopo essere stata devastata; venne affrescata nuovamente nel XVI secolo da Iacopo da Ponte quando i monaci rivitalizzarono il complesso. Abbandonata nella seconda metà dell'Ottocento divenne casa colonica.
  • 16 Palazzo Andrea Mantegna (Municipio). Costruzione ottocentesca sorta su un precedente edificio cinquecentesco, il palazzo fu adibito a magazzino delle biade, a scuola di grammatica, a scuola primaria, a ospedale militare da campo per il vicino fronte durante la prima guerra mondiale. Ora è sede del Municipio della città.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie


Come restare in contatto[modifica]

  • 9 Poste italiane, Via Riva Quattro Novembre 39, +39 049 9488311, fax: +39 049 9404497.


Nei dintorni[modifica]

  • Vicenza — La città di Palladio offre molte opere del celebre architetto.
  • Castelfranco Veneto — Città murata, fondata una ventina di anni prima di Cittadella, le si contrapponeva come baluardo difensivo.
  • Bassano del Grappa - Ai piedi delle Prealpi e del Monte Grappa di patriottica memoria, con il leggendario ponte degli alpini, Bassano è città di belle atmosfere con un importante centro storico.
  • Asolo — Il regno di Caterina Cornaro, la regina di Cipro. Fa parte dei Borghi più belli d'Italia.
  • Noale — Conserva la rocca, due torri, resti di un castello, una villa che rientra nel solco architettonico delle ville venete.

Itinerari[modifica]

Informazioni utili[modifica]

  • 10 Ufficio turistico IAT, +39 049 9404485, fax: +39 049 5972754, @ . Simple icon time.svg Dal 1 aprile al 31 ottobre - lun/ven 9 – 13 / 14 – 18; sab/dom 9 – 19 (9-13/15 – 21 in agosto); Dal 1 novembre al 31 marzo - lun/ven: 9 – 13 / 14 – 16; sab/dom: 10 – 17.


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