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Noale

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Noale
Noale - resti delle fortificazioni
Stato
Regione
Territorio
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CAP
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Posizione
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Noale
Noale
Sito istituzionale

Noale è una città del Veneto.

Da sapere[modifica]

Poco distante dalla Laguna veneta, fa parte del territorio miranese che annovera i vicini comuni di Mirano, Santa Maria di Sala, Salzano, Scorzè, Spinea e Martellago.

Cenni geografici[modifica]

Il territorio di Noale è completamente pianeggiante, con altitudini che variano dagli 11 ai 18 m s.l.m., e la città sorge al centro di una zona rurale. Il corso d'acqua principale è il Marzenego che lambisce il centro storico e la rocca. Poco discoste dal centro e a cavallo del Draganziolo si estendono cave di argilla abbandonate, in parte acquisite dal Comune e recuperate come oasi gestita dal WWF. Noale dista 29 km da Cittadella, 20 da Castelfranco Veneto, 23 da Treviso, 29 da Venezia, 26 da Padova.

Cenni storici[modifica]

I molti reperti archeologici testimoniano che la civiltà era presente nel territorio già in epoca preromana e romana. A questi si aggiungono vari toponimi di chiara origine latina e la disposizione di strade e fossati che ricalca la regolarità della centuriazione. Inoltre esiste una tradizione secondo la quale la comunità di Noale sarebbe stata evangelizzata da San Prosdocimo, primo vescovo di Padova, nel I secolo.

Novalis crebbe d'importanza dopo il 1000 quando venne fortificata per divenire un avamposto militare di Treviso, poco lontano dal confine con la rivale Padova (rappresentato dal fiume Musone).

Nel XII secolo (1158) il castello divenne residenza dei signori Tempesta che avevano ricevuto la carica di avogari, cioè difensori e amministratori dei beni temporali dei Vescovi di Treviso. I Tempesta eserciteranno tale ufficio fino alla fine del Trecento quando, dopo l'estinzione del ramo legittimo, subentrarono gli Azzoni.

Nel 1339 i Tempesta consegnarono il Castello di Noale alla Serenissima che vi istituì una Capitaneria e, in seguito, una Podesteria. Sotto il governo francese la città divenne comune e, durante il successivo dominio austriaco, capoluogo di distretto. Nel 1853 subì un declassamento amministrativo in quanto città natale del patriota Pier Fortunato Calvi. Nel 1866 entrò con tutto il Veneto nel Regno d'Italia, passando dalla provincia di Padova a quella di Venezia.

Il 9 novembre 1999, con decreto del Presidente della Repubblica Ciampi, Noale ha acquisito il titolo di Città.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Anticamente lo spazio interno alle mura, detto castello interiore (intra moenia) era diviso in tre contrade (Dirondella, del Gato, Ca' Mata) alle quali nel secolo XVI se ne aggiunse una quarta detta della Sorgata in onore della nobildonna Maria Sorgato. L'extra oppidum o castello esteriore era invece suddiviso in borghi, che prendevano il nome dagli assi viari che si dipartivano dalle quattro porte della fortezza (Borgo Treviso a nord, Borgo Mestre ad est, Borgo verso Mirano a S/E, Borgo Padova a sud, Borgo Camposampiero o della Bassata ad ovest).

Le contrade sono state recuperate a scopo folkloristico e rappresentano le sette squadre che si sfidano in occasione del Palio: Bastia, Cerva, Drago, Gato, San Giorgio (zona dove sorgeva la chiesa di San Giorgio), San Giovanni (frazione di Briana il cui patrono è San Giovanni), Sant'Urbano (frazione di Moniego dove c'era una chiesa dedicata a Sant'Urbano).

Il territorio comunale di Noale comprende, oltre alla città, i paesi di Briana, Cappelletta e Moniego.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Uscita autostradale a Spinea sulla A4 Autostrada A4 Serenissima Serenissima.
  • È attraversata dalla ex strada statale 515 Noalese Strada Statale 515 Italia.svg Treviso - Vigonza

In treno[modifica]

  • Italian traffic signs - icona stazione fs.svg
    4 Stazione ferroviaria, via Sailer 11. Ha stazione propria, denominata - Noale-Scorzè - sulla linea ferroviaria Venezia - Trento.


In autobus[modifica]

Italian traffic sign - fermata autobus.svg

Noale è collegata con linee di pullman a:

  • Mestre e Venezia della ditta ACTV
  • Padova e Treviso tramite le società di trasporti SITA e La Marca.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • 1 Rocca dei Tempesta. La rocca si presume risalga al XII secolo e fu residenza dei Tempesta, Signori di Noale. Fu utilizzata per scopi militari fino al XV secolo poi divenne sede del Podestà sino al definitivo abbandono del 1763. A partire da quello stesso anno molte parti dell'ormai cadente struttura vennero deliberatamente demolite per ricavarne materiali da costruzione "a beneficio della comunità". Nel 1819 divenne Camposanto fino al 1983 quando, costruito il nuovo cimitero, cominciarono le riesumazioni conclusesi nel 1996. Ora la Rocca è visitabile in occasione di visite guidate o manifestazioni.
  • 2 Castello. Alla Rocca si affianca il Castello, ovvero quell'area ancora cinta dai fossati medievali che con forma di quadrilatero irregolare sorge a cavallo della direttrice Camposampiero-Mestre, racchiudendo il centro storico di Noale. All'interno del perimetro (ma una vera e propria cinta muraria non è mai esistita), si elevano la chiesa arcipretale e antiche abitazioni decorate con affreschi nonché l'ampia piazza Castello. Fanno parte del complesso due grandi porte d'ingresso munite di merlature a coda di rondine, cui si affiancano le torri note come Torre dell'Orologio e Torre delle Campane.
Torre dell'orologio
  • 3 Torre dell'orologio (Torre Grande; Torre Trevisana; Torre Civica). La Torre costituiva l'entrata a levante dell'antico borgo medioevale; essa è alta 32 metri e, nel 1836, ne è stata decorata la sommità con i merli ghibellini che permangono tuttora, mentre prima la cella campanaria era coperta da un tetto di coppi a quattro spioventi. Essa possiede inoltre due orologi circolari dai quadranti celesti: uno sulla facciata che guarda a Piazza Castello (con numeri arabi) ed un altro dal lato dell'incrocio delle Quattro Strade (con numeri romani). La torre viene infine utilizzata ogni anno, in occasione del Palio, per riproporre uno spettacolo pirotecnico che ne simula l'incendio.
  • 4 Torre delle Campane (Torre dei Preti). Costituiva l'entrata a ponente del borgo. Essa era un tempo alta come la Torre dell'Orologio ed era coperta da un tetto di coppi a quattro spioventi, fino a quando, nel 1876, si decise di sopraelevarla aggiungendovi la cella campanaria, anch'essa adorna di merli ghibellini, portandola così ad un'altezza di 43 metri, e divenendo di conseguenza l'edificio più alto del paese. L'interno della torre viene oggi utilizzato per l'allestimento di varie mostre.
  • 5 Villa Rossi, via G. B. Rossi, 18-20. Dopo essere stata oggetto di restauro, è divenuta sede della scuola media "G. Pascoli". La villa presenta oggi una pianta a C con il corpo principale, che dovrebbe essere la parte più antica, corrispondente al lato corto inferiore.
Questa costruzione rivolge il fronte principale a sud e si eleva su tre piani, di cui l'ultimo ammezzato. Gli elementi della facciata si distribuiscono su cinque assi, con quello mediano a fungere da asse di simmetria. Nel complesso risulta piuttosto sobria, infatti l'unico elemento "nobile" è costituito da una trifora con archi a tutto sesto al centro del primo piano, ornata superiormente da una cornice e aperta su un balconcino in pietra. Le rimanenti aperture, rettangolari, sono di gran lunga più semplici.
Per quanto riguarda l'organizzazione degli spazi interni, al centro del primo piano si trova un portego (sala d'ingresso), accessibile dal portale principale o, in alternativa, a quello corrispondente sul fronte nord. Il portego comunica con altre tre stanze, due a destra e una sinistra. Quest'ultima, che introduce al vano scale per raggiungere i piani superiori, presenta due colonne rompitratta, aggiunte probabilmente in seguito alle varie trasformazioni che hanno minato la staticità dell'edificio. Il medesimo schema è ripetuto anche al piano nobile.
Il braccio lungo della C, che si sviluppa verso nord, è costituito da più parti costruite in tempi diversi. La più interessante e quella saldata direttamente al corpo principale con la facciata rivolta a ovest; si articola in realtà in più prospetti, differenti sia dal punto di vista stilistico, sia da quello dei materiali. Il primo è un asse di tre monofore, due ad arco a tutto sesto, l'ultima ogivale. Il secondo è composto da tre livelli e due assi che al secondo piano si fondono in una trifora con archi a tutto sesto; al primo e al terzo piano si aprono due monofore (rispettivamente a sesto pieno e ogivali), con lo stemma lapideo dei Rossi collocato tra le aperture dell'ultimo livello. Successivamente si innalza una torretta a pianta quadrata che contiene il vano scale di cui si è accennato prima; si sviluppa su quattro livelli ed è coronata, su tutti e quattro i lati, da timpani triangolari, il tutto sovrastato da una specie di tiburio a base ottagonale contenente la cupola dell'oratorio privato. La quarta parte è la più interessante per la raffinatezza degli elementi architettonici: presenta infatti due livelli, il primo caratterizzato da archi su pilastri (oggi occlusi) inquadrati da paraste, il secondo da due logge architravate limitate da balaustrate; una loggia è sostenuta da colonne binate pseudo-tuscaniche, l'altra presenta colonne pseudo-corinzie, di ordine più corto e singole (solo alle estremità sono accoppiate), poggianti su un attico sul quale è dipinta una balaustrata. L'ultima parte è a sua volta articolata in vari corpi di edificazione più recente e privi di caratterizzazione architettonica.
  • 6 Chiesa arcipretale dei Santi Felice e Fortunato. La chiesa è di antica fondazione: secondo la tradizione fu san Prosdocimo, primo vescovo di Padova, a convertire e battezzare i noalesi e a consacrare una piccola cappella dedicandola all'Ascensione del Signore. Dal 1110, quando furono traslate le reliquie da Malamocco a Chioggia, la chiesa è intitolata ai santi martiri vicentini Felice e Fortunato, effigiati nel 1573 da Damiano Mazza, allievo di Tiziano, nella pala dell'altare maggiore. All'edificio originario, una cappella ad unica navata, vennero aggiunte nel 1444 le due navate laterali decorate con affreschi e fregi. Tra il 1500 e il 1513 venne riedificato l'abside con la sacrestia a destra e il campaniletto a vela. Nella seconda metà del XVIII secolo furono alzate le navate, sostituiti i soffitti decorati con affreschi di scuola tiepolesca.
Vi sono cinque altari: il maggiore, di notevoli dimensioni, è di Jacopo Sansovino, la cui mensa contiene le reliquie di san Giovanni Crisostomo, santa Giustina e sant'Andrea. La pala raffigurante l' Ascensione di Gesù fra i Santi martiri Felice e Fortunato è opera di Damiano Mazza del 1573. Sulle pareti del presbiterio sono collocati alcuni dipinti di scuola veneta del XVI-XVII secolo, tra cui l' Assunta e gli apostoli di Alvise Vivarini (1500) e il grande quadro di Vittore Carpaccio raffigurante San Giovanni Battista tra gli apostoli Pietro e Paolo con uno sfondo paesaggistico che rievoca la Noale medioevale. A sinistra dell'altare maggiore si trova quello del SS.mo Sacramento, interessante opera di Jacopo Sansovino, realizzato in pietra d'Istria: su due nicchie vi sono le statue di san Rocco e san Sebastiano e, al centro di una raffinata prospettiva, un tabernacolo d'argento dorato in bassorilievo. La pala dell'altare di destra, detto un tempo dei Battuti, rappresenta invece l' Ascensione di Maria di Palma il Giovane (1610). A metà della lunghezza della chiesa ci sono infine l'altare in marmo della Beata Vergine del Rosario (a sinistra), e quello di san Giovanni Evangelista (a destra). Da notare il fonte battesimale con tempietto ligneo dipinto nel 1593.
Importante e pregevole è l'organo, integralmente meccanico, costruito nel 1970 dalla ditta Fratelli Ruffatti di Padova, che sostituì uno strumento di Callido del 1774, elaborato dalla ditta Malvestio di Padova nel 1900, ora esistente nella parrocchiale di Rio San Martino di Scorzè.
Chiesa dell'Assunta
  • 7 Chiesa dell'Assunta. Costruita all'inizio del XVI secolo, era la chiesa abbaziale del Monastero benedettino femminile fondato nel 1492 ed intitolato a Santa Maria della Misericordia; con la Foresteria che gli sorge di fronte ne è l'unica testimonianza. Ha una sola navata in stile romanico modificato. Sull'altare maggiore si trova una pala raffigurante l'Assunta con alcuni santi del pittore trevigiano Bartolomeo Orioli del 1602 e un pregevole Tabernacolo in stile barocco. Ai lati del presbiterio ci sono due altari: a sinistra quello di S. Francesco di Paola con pala raffigurante il santo a figura intera firmata da Iseppo Scolari: a destra l'altare della Madonna del Rosario, datato marzo 1563 con una bellissima immagine della Vergine in trono col Bambino, opera di scuola sansoviniana. Ai piedi dell'altare vi è la sepoltura della famiglia Lamberti di Venezia. In questa tomba è stato sepolto, per sua volontà, Giovanni Battista Rossi (1737-1826). Un quarto altare, eretto nel 1735 in stile barocco, occupa la parete orientale dell'edificio: vi è collocato un pregevole Crocifisso settecentesco (opera di Brustolon?), mentre prima della soppressione del monastero conteneva la pala della "Visitazione" di Paris Bordon che andò dispersa. La chiesa, che era dotata di un pregevole organo del Callido (1779) ora depositato nella parrocchiale di Fossalta (Padova), ha subito varie modifiche a causa di non rispettosi restauri; nel 2007 si è concluso un accurato intervento conservativo. Ogni mattina dei giorni feriali viene celebrata la santa messa e, durante l'ottava della solennità dell'Assunta, si svolge annualmente dal 1830 (salvo un'interruzione nel primo decennio del 1900) una sagretta detta, in veneto, dee Muneghe (delle monache) in ricordo della festa che vi si svolgeva ai tempi del monastero.
  • 8 Chiesetta di Ca' Matta. Fu eretta in epoca imprecisata, ma probabilmente al tempo dei Tempesta in quanto presso il quartiere dove alloggiavano i soldati (Ca' Mata, appunto, corrispondente all'italiano casamatta). Da ricordare, al suo interno, una statuetta della Vergine con Bambino.
  • Chiesa dell'Ospedale (Santa Maria dei Battuti). La chiesa occupa lo spazio dell'atrio dell'antico ospedale dei Battuti. Sull'altare di destra si trova una notevole effigie della Madonna in trono col Bambino detta Madonna del Fuoco o dei Battuti (XV secolo), un tempo molto venerata dalla popolazione perché ritenuta miracolosa.
  • 9 Palazzo della Loggia. La prima piccola antica Loggia venne costruita nel 1389 accanto alla Torre dell'Orologio, a ridosso del fiume Marzenego, e al suo interno vi si amministrava la giustizia al tempo del dominio della Serenissima. Attorno al 1525, essendo questa troppo angusta, si decise di costruirne una nuova accanto, terminata nel 1557: comprendeva una loggia composta da tre archi gotici al pian terreno, ed un poggiolo in marmo al piano superiore, sormontato da un'effigie raffigurante il leone di S. Marco; il tetto era infine cinto da una sequenza di merli ghibellini. Nel 1848 venne però deciso di demolirla, e, al suo posto, fu eretta l'attuale Loggia. Essa è un palazzo in tipico stile gotico veneto disposta su tre livelli; questo palazzo è stato sede del municipio di Noale fino alla seconda metà del '900. Al pian terreno si trova inoltre un monumento ai caduti e la tomba di Pietro Fortunato Calvi.
  • 10 Palazzo Negro, piazza Castello. È una costruzione dell'inizio del XV secolo ed ha subito molte modifiche nel corso dei secoli. Il recente recupero della facciata ha evidenziato decorazioni vivaci e a forte cromia. I decori risalgono al Quattrocento e appartengono a un artista veneto. All'interno si trova una decorazione parietale ripetitiva tardo-quattrocentesca molto raffinata.
  • 11 Casetta della scuola dei Battuti, piazza XX Settembre. La Casetta della scuola dei Battuti è un edificio piuttosto piccolo riccamente decorato con affreschi del 1599 commissionati dai frati Battuti. Importanti sono l’affresco centrale in facciata della Madonna degli Angeli e l'affresco della Madonna dei Battuti, raffigurante la Vergine Maria nell’atto di abbracciare sei frati sotto il suo mantello.
  • 12 Colonna della Pace. Al centro di un crocevia si trova l'elegante scultura denominata Colonna della Pace, eretta a spese di una facoltosa famiglia locale e firmata dall'artista veneziano Paolo Pino nel XVI secolo; il suo scopo è quello di celebrare la repressione dei moti antiveneziani che si manifestarono nell'entroterra della Serenissima dopo la bsttaglia di Agnadello. La colonna sostiene il pennone portabandiera.

Ambiente[modifica]

Oasi WWF "Cave di Noale" - "Lago" centrale
  • 13 Cave di Noale, Via degli Ongari, +39 041 994748. A nord est dell'abitato le Cave di argilla di Noale costituiscono un oasi naturalistica WWF gestita dal WWF Miranese. Il sito nasce dalla dismissione dell'area un tempo adibita agli scavi per materiale edilizio; con il tempo le cave sono diventate una zona favorevole per la conservazione della biodiversità grazie alla costituzione di ambienti umidi di acqua dolce. Nelle zone lacustri si sono sviluppate ampie aree di canneto che costituiscono luoghi di sosta e di nidificazione per molte specie di uccelli di sosta e di passo. Il percorso di visita gira attorno all'invaso e si snoda in parte su argini.


Eventi e feste[modifica]

  • Pan e Vin, Piazza XX Settembre. Simple icon time.svg 6 gennaio. falò dell'Epifania.
  • Sagra di S. Valentino (nella frazione di Moniego). Simple icon time.svg 14 febbraio.
  • Festival Organistico internazionale. Simple icon time.svg in marzo.. festival internazionale di musica d'organo ospitato nella Chiesa arcipretale.
  • Sagra de "A Crose". Simple icon time.svg 5 maggio. sagra della frazione di Briana.
  • Sagra di Sant'Urbano. Simple icon time.svg 25 maggio. sagra della frazione di Moniego.
  • Festa del cicchetto. Simple icon time.svg giugno. festa delle frazioni di Briana e di Moniego.
  • Infiorata del Corpus Domini. Simple icon time.svg In giugno. il giorno della ricorrenza religiosa del Corpus Domini, vengono create diverse composizioni con i petali di fiori nella via accanto alla Chiesa arcipretale.
  • Palio di Noale. Simple icon time.svg terzo fine settimana del mese di giugno. Storica rievocazione del palio disputato nel 1347 sotto la Signoria dei Tempesta, consiste in una corsa a piedi tra i rappresentanti delle sette contrade lungo un percorso di 1600 metri. Nei tre giorni di festa vengono inoltre riproposti il "mercatino medievale", la cerimonia della "Bala d'Oro", la cena delle contrade, rappresentazioni teatrali, esibizioni di saltimbanchi, giullari, menestrelli e mangiafuocho, duelli fra cavalieri, sfilate storiche con musici sbandieratori e, a conclusione, lo spettacolo pirotecnico dell'Incendio della Torre.
  • Noalestate. Simple icon time.svg nei mesi di luglio e agosto.. serie di manifestazioni ospitate nella prestigiosa cornice della rocca dei Tempesta.
  • Sagra del Carmine. Simple icon time.svg 16 luglio. sagra della frazione di Cappelletta.
  • Sagretta dell'Assunta. Simple icon time.svg la settimana dopo il 15 agosto. sagretta presso l'Oratorio Don Bosco e la Chiesa dell'Assunta.
  • Sagra del Rosario. Simple icon time.svg prima domenica di ottobre. sagra nel centro storico di Noale.
  • Mercatino dei trovarobe. Simple icon time.svg ogni seconda domenica del mese. mercatino dell'usato realizzato lungo le vie e le piazze del borgo medievale.
  • Corsa dei Babbi Natale. Simple icon time.svg durante il periodo natalizio. maratona in costume da Babbo Natale che si svolge a dicembre prima del Natale.
  • Natale a Noale. iniziative varie durante il mese di dicembre.

Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie


Come restare in contatto[modifica]

  • 5 Poste italiane, Via Felice Polanzani 34, +39 041 5892511, fax: +39 041 5800179.


Nei dintorni[modifica]

Itinerari[modifica]

Informazioni utili[modifica]


Altri progetti

2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).