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Binanuova

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Binanuova
frazione di Gabbioneta Binanuova
Oratorio della Beata Vergine di Caravaggio
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Posizione
Mappa dell'Italia
Binanuova
Binanuova

Binanuova è una frazione di Gabbioneta-Binanuova nella regione Lombardia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Situata sulla sponda destra del fiume Oglio, nella campagna cremonese della bassa lombarda, Binanuova costituisce con Gabbioneta un unico territorio comunale che prende la duplice denominazione di Gabbioneta Binanuova. Dista 4,78 km. dal capoluogo comunale Gabbioneta; 17 km. da Cremona; 35 km. da Casalmaggiore; 48 km. da Brescia.

Il fiume Oglio a Binanuova
Parco dell'Oglio nord a Binanuova

Il Parco Oglio Nord è un parco fluviale della regione Lombardia istituito con legge regionale del 1988; comprende i territori della sponda destra e della sponda sinistra del fiume Oglio nel tratto fluviale tra l'uscita dal Lago d'Iseo e Seniga sulla sponda sinistra, mentre sulla sponda destra arriva fino a Gabbioneta Binanuova. Occupa una superficie di 14.170 ettari e comprende i terreni rivieraschi dei territori di 34 Comuni del Bergamasco, del bresciano e del Cremonese: Alfianello, Azzanello, Bordolano, Borgo San Giacomo, Calcio, Capriolo, Castelli Calepio, Castelvisconti, Chiari, Cividate al Piano, Corte de' Cortesi, Corte de' Frati, Credaro, Gabbioneta Binanuova, Genivolta, Orzinuovi, Palazzolo sull'Oglio, Palosco, Paratico, Pontevico, Pontoglio,Pumenengo, Quinzano d'Oglio, Robecco d'Oglio, Roccafranca, Rudiano, Sarnico, Scandolara Ripa d'Oglio, Seniga, Soncino, Torre Pallavicina, Urago d'Oglio, Verolavecchia, Villachiara, Villongo. La sede amministrativa del Parco Oglio Nord è a Orzinuovi, mentre quella culturale è a Soncino. Il tratto di fiume a valle di Seniga e di Gabbioneta Binanuova fino alla sua immissione nel fiume Po costituisce il Parco dell'Oglio Sud.


Cenni storici[modifica]

Sorge sulla sponda destra dell'Oglio, e al fiume è legata anche dal nome: bina indica infatti una diga di tronchi utilizzata per deviare l'acqua del fiume allo scopo di alimentare i mulini. La sua posizione sul fiume, confine fra cremonese e bresciano, fra Ducato di Milano e Ducato di Mantova o Repubblica di Venezia, ne fece uno dei tanti centri fortificati della zona. Una pergamena del 1192 parla già dell'esistenza di un castello. Nel 1403 Binanuova faceva parte dei possedimenti di Ugolino Cavalcabò, marchese di Viadana. Ritornò degli Sforza a metà Quattrocento.

La Rocca venne distrutta nel 1647 dalle truppe franco piemontesi alleate del duca di Modena che si dirigevano alla volta di Cremona in mani spagnole.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

  • Aeroporto Verdi di Parma
  • Aeroporto Catullo di Verona
  • Aeroporto D'Annunzio di Montichiari (BS)
  • Aeroporto Caravaggio di Orio al Serio (BG)
  • Aeroporto Marconi di Bologna

In auto[modifica]

In treno[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Chiesa parrocchiale dei Santi Martino e Nicola
Oratorio della Beata Vergine del Patrocinio ("Lazzaretto")
  • 1 Chiesa parrocchiale dei Santi Martino e Nicola. Le navate laterali sono una aggiunta di fine '800 - primi '900, quando si provvide al rifacimento della chiesa che con l'abside a oriente denuncia una fondazione antica. Intitolata inizialmente a San Nicola, in seguito alla demolizione di una chiesa campestre, assunse il titolo di San Martino, e pertanto la sua intitolazione è ai Santi Martino e Nicola. La navata laterale sinistra termina con l'altare della Madonna del Rosario. è in legno intagliato e dorato, di stile barocco esuberante, probabilmente recuperato da qualche chiesa scomparsa, e rappresenta sicuramente il punto di maggiore interesse del tempio.

Il presbiterio è delimitato da una balaustra marmorea. Ai lati mostra due tavole ad olio del De Becis che raffigurano San Sebastiano e San Rocco e riportano lo stemma di Binanuova. Nel presbiterio si conservano anche una Natività con adorazione dei pastori e una Vergine con Bambino adorati da San Carlo Borromeo e da un santo eremita.

In quattro lunette cieche sono affrescati i simboli degli Evangelisti. L'organo è un Pedrini.

  • 2 Oratorio della Beata Vergine del Patrocinio. È comunemente chiamata Madonna di San Rocco, e riveste una grande importanza dal punto di vista devozionale. Infatti vi viene venerata una immagine della Vergine scolpita a busto.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]



Nei dintorni[modifica]

  • Cicognolo — Cotto a vista e marmo rendono pregevole e vario l'aspetto dell’imponente castello Manfredi,, scenografico nel verde del prato che ne abbellisce il terreno davanti alla facciata principale, con retrostante giardino di gusto romantico e con fossato.
  • Torre de' Picenardi — La villa Sommi Picenardi si è sviluppata da un preesistente nucleo castellano; a partire dal Cinquecento fu trasformata nei secoli successivi fino all'aspetto attuale. Un corpo della villa, di gusto neoclassico, prospetta sulla piazza del paese. Una seconda fabbrica si sviluppa all'interno e si raccorda all'antico corpo del primitivo castello. Un vasto giardino circonda il complesso della villa, attorniato da un ampio fossato con acqua.
  • San Lorenzo de' Picenardi — Il suo Castello , sorto nel Quattrocento fu ampliato nel tempo per approdare poi alla forma attuale, maestosa e decisamente castellana, nell’Ottocento, opera dell’architetto Luigi Voghera. La vasta costruzione, in perfette condizioni, mostra numerose torri merlate che le conferiscono il caratteristico aspetto medievale mitigato però dal carattere elegante di residenza nobiliare castellana. E circondato da un vasto parco.
  • Cremona — Ha un centro storico monumentale - Duomo, Battistero, Palazzo comunale - fra i più insigni della Lombardia. Fu città romana. Fu potente all'epoca dei Comuni e rivaleggiò con Milano, che infine la sottomise. I suoi violini (Stradivari e Amati), il suo Torrazzo e ancor più il suo torrone, sono noti ovunque.
  • Mantova — Capitale dei Gonzaga, emana ancora il suo sottile fascino di grande città d'arte per la quale la nomina a Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO è stata non tanto un riconoscimento, quanto una doverosa presa d'atto. Ineguagliabili le sue atmosfere antiche, i profili dei palazzi e delle cupole che si stagliano nella foschia padana avvolti dallo specchio dei suoi laghi, la sua sterminata reggia gonzaghesca che ingloba numerosi edifici nel centro città.



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