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Gabbioneta

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Gabbioneta
frazione di Gabbioneta Binanuova
Municipio
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Gabbioneta
Gabbioneta

Gabbioneta è un centro della Lombardia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Nella campagna cremonese della bassa Lombardia, poco lontano dalla sponda destra del fiume Oglio, dista 20 km. da Cremona, 35 da Casalmaggiore, 48 da Brescia. Con il vicino centro di Binanuova costituisce un unico Ente Comunale che prende la duplice denominazione di Gabbioneta Binanuova

Cenni storici[modifica]

Tutta l'area sulle rive dell'Oglio ha prodotto reperti di grande antichità, con la scoperta di siti archeologici anche di età preistorica. Per Gabbioneta la storiografia locale è propensa a considerare più probabile una sua origine in epoca romana, quando la zona fu regolata dalla centuriazione a seguito della fondazione di Cremona. In località San Pedretto è stato scoperto un cippo romano con una iscrizione che attesta la presenza in epoca romana di un collegio di fabbri. Una ipotesi riaguardo all'origine del toponimo del paese fa derivare il nome Gabbioneta da Gabinius, ossia abitante di Gabi, città laziale da cui provenivano i coloni romani mandati a colonizzare l'area.

Nei secoli successivi la storia di Gabbioneta è simile a quella dei centri rivieraschi dell'Oglio. Il fiume segnava il confine fra i Comuni di Cremona e di Brescia, spesso in lotta fra di loro per il controllo del territorio e per mire espansionistiche. Quindi quasi tutti i paesi dell'Oglio ebbero castelli e fortificazioni, spesso contrapposti ad uguali difese nei centri al di là del fiume. Anche Gabbioneta ebbe le sue fortificazioni ed il suo castello, che dal Cinquecento al Settecento fu proprietà della famiglia di mercanti cremonese dei Cannobio e poi dei Pallavicino. Cartografie settecentesche lo collocano sull'attuale lanca, un tempo ansa del fiume Oglio, ora abbandonata.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

  • Aeroporto Verdi di Parma
  • Aeroporto Catullo di Verona
  • Aeroporto D'Annunzio di Montichiari (BS)
  • Aeroporto Caravaggio di Orio al Serio (BG)
  • Aeroporto Marconi di Bologna


In auto[modifica]

Si raggiunge, con una breve deviazione, dalla ex Strada Statale 10 Cremona - Mantova o dalla Strada Provinciale 7 Roccabianca - Seniga (direttrice Brescia - Parma attraverso il ponte sul Po di San Daniele Po - Roccabianca)

Il casello autostradale più vicino è a Pontevico sull'autostrada A21 Torino-Brescia

In treno[modifica]

Italian traffic signs - icona stazione fs.svg



Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Chiesa prepositurale di Sant'Ambrogio
Portichetto ingresso laterale
  • Chiesa Prepositurale di Sant'Ambrogio. Sorge su un preesistente edificio sacro, ed è stata edificata alla fine del Seicento; l'ultimazione della facciata nel 1710 è ricordata da una iscrizione sui pinnacoli della facciata stessa. È ad una sola navata modulata da successive campate, alternatamente piccole e grandi. Il presbiterio è chiuso da una balaustra in marmo di elegante fattura, con decorazioni floreali e motivi geometrici. L'altare in marmo con tarsie colorate, di dimensioni monumentali, venne realizzato da maestranze bresciane molto attive in tutta la zona. Un coro ligneo del 1731 riccamente intagliato riveste l'abside. La chiesa conserva anche un presioso organo Amati del 1860.

Fra la quadreria si trova nella cappella del battistero marmoreo una tela che riproduce il Battesimo di Cristo, opera dei Campi che si trova nella Cattedrale di Cremona;una Deposizione di Cristo con anime purganti e San Rocco e un Sant'Antonio da Padova di autore ignoto, donati nel 1802 dai Marchesi Pallavicino feudatari di Gabbioneta.

La decorazione muraria è opera di risanamento dopo l'incendio che a metà Ottocento annerì e devastò l'interno. La chiesa è in stile Barocco non ridondante, ma pacato. Sul lato destro un portichetto ripara un piccolo ingresso sull'angolo con la torre campanaria; sotto il portico una lapide ricorda don Angelo Grandi, sacerdote a Gabbioneta e insigne studioso di storia civile e religiosa del territorio e della Diocesi cremonese. Il campanile ospita un concerto di 5 campane.

Oratorio della Beata Vergine di Caravaggio
Oratorio della Beata Vergine di Caravaggio
  • Oratorio della Beata Vergine di Caravaggio. Sorge alle porte del paese, addossata al recinto del Camposanto e circondata ed ombreggiata da maestosi alberi. In origine al suo posto sorgeva una edicola votiva fatta costruire in un campo della facoltosa famiglia Cannobbio da don Bernardo Corsi, sacerdote all'epoca amministratore della famiglia.Il giorno di fondazione è ricordato essere il 13 agosto 1624. Con la sua edificazione il sacerdote scioglieva così un voto fatto alla Madonna di Caravaggio.

Subito il piccolo edificio sacro divenne oggetto di venerazione da parte del popolo, e si diffuse ben presto la notizia di miracoli avvenuti per intercessione della Madonna raffigurata nella cappelletta. Con decreto episcopale l'edificio venne riconosciuto luogo di culto, e la devozione nei suoi confronti portò ad una sua riedificazione nel 1666 nelle forme attuali. Ad una sola navata, è resa luminosa da alcune finestre. Il presbiterio è leggermente sopraelevato e conserva nell'altare maggiore l'immagine della Beata Vergine di Caravaggio, dipinta su un muro e riparata da un vetro; si tratta sicuramente della antica immagine della Madonna coeva alla prima edificazione.

La costruzione del nuovo più grande tempio fu possibile grazie alle offerte dei fedeli e soprattutto all'ingente intervento economico della famiglia Cannobbio, che la dotarono di rendite e ne fecero in pratica un monumento celebrativo della famiglia. La chiesa passò per successione ereditaria ai Cannobbio Pallavicino e ai Pallavicino Clavello.

Alla fine del Settecento adiacente alla chiesa venne costruito il Cimitero; in questa occasione i Pallavicino ottennero la facoltà di adibire la chiesa a sepolcro della famiglia; le inumazioni sono ancora ricordate da numerose lapidi sepolcrali. A maggior decoro del mausoleo di famiglia i Pallavicino fecero erigere un altare in marmi policromi con balaustra marmorea. Nel corso del tempo dall'oratorio sono stati trafugati parecchi arredi e gli ex voto, oltre a due statue dell'Ecce Homo e del Bambin Gesù.

Sulla volta due affreschi rappresentano l'Annunciazione e l'Assunzione.

Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Torre de' Picenardi — La villa Sommi Picenardi si è sviluppata da un preesistente nucleo castellano; a partire dal Cinquecento fu trasformata nei secoli successivi fino all'aspetto attuale. Un corpo della villa, di gusto neoclassico, prospetta sulla piazza del paese. Una seconda fabbrica si sviluppa all'interno e si raccorda all'antico corpo del primitivo castello. Un vasto giardino circonda il complesso della villa, attorniato da un ampio fossato con acqua.
  • Cicognolo — Cotto a vista e marmo rendono pregevole e vario l'aspetto dell’imponente castello Manfredi,, scenografico nel verde del prato che ne abbellisce il terreno davanti alla facciata principale, con retrostante giardino di gusto romantico e con fossato.
  • San Lorenzo de' Picenardi — Il suo Castello , sorto nel Quattrocento fu ampliato nel tempo per approdare poi alla forma attuale, maestosa e decisamente castellana, nell’Ottocento, opera dell’architetto Luigi Voghera. La vasta costruzione, in perfette condizioni, mostra numerose torri merlate che le conferiscono il caratteristico aspetto medievale mitigato però dal carattere elegante di residenza nobiliare castellana. E circondato da un vasto parco.
  • Cremona — Ha un centro storico monumentale - Duomo, Battistero, Palazzo comunale - fra i più insigni della Lombardia. Fu città romana. Fu potente all'epoca dei Comuni e rivaleggiò con Milano, che infine la sottomise. I suoi violini (Stradivari e Amati), il suo Torrazzo e ancor più il suo torrone, sono noti ovunque.
  • Mantova — Capitale dei Gonzaga, emana ancora il suo sottile fascino di grande città d'arte per la quale la nomina a Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO è stata non tanto un riconoscimento, quanto una doverosa presa d'atto. Ineguagliabili le sue atmosfere antiche, i profili dei palazzi e delle cupole che si stagliano nella foschia padana avvolti dallo specchio dei suoi laghi, la sua sterminata reggia gonzaghesca che ingloba numerosi edifici nel centro città.
  • Il Parco Oglio Nord è un parco fluviale della regione Lombardia istituito con legge regionale del 1988; comprende i territori della sponda destra e della sponda sinistra del fiume Oglio nel tratto fluviale tra l'uscita dal Lago d'Iseo e Seniga sulla sponda sinistra, mentre sulla sponda destra arriva fino a Gabbioneta Binanuova. Occupa una superficie di 14.170 ettari e comprende i terreni rivieraschi dei territori di 34 Comuni del Bergamasco, del bresciano e del Cremonese: Alfianello, Azzanello, Bordolano, Borgo San Giacomo, Calcio, Capriolo, Castelli Calepio, Castelvisconti, Chiari, Cividate al Piano, Corte de' Cortesi, Corte de' Frati, Credaro, Gabbioneta Binanuova, Genivolta, Orzinuovi, Palazzolo sull'Oglio, Palosco, Paratico, Pontevico, Pontoglio,Pumenengo, Quinzano d'Oglio, Robecco d'Oglio, Roccafranca, Rudiano, Sarnico, Scandolara Ripa d'Oglio, Seniga, Soncino, Torre Pallavicina, Urago d'Oglio, Verolavecchia, Villachiara, Villongo. La sede amministrativa del Parco Oglio Nord è a Orzinuovi, mentre quella culturale è a Soncino. Il tratto di fiume a valle di Seniga e di Gabbioneta Binanuova fino alla sua immissione nel fiume Po costituisce il Parco dell'Oglio Sud.


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