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Zibello

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Zibello
SS. Gervaso e Protaso
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Zibello
Zibello
Sito istituzionale

Zibello è un centro dell'Emilia-Romagna noto soprattutto per la sua specialità alimentare: il culatello, il re dei salumi.

Da sapere[modifica]

Dal 1° gennaio 2016 è diventata operativa la fusione del Comune di Zibello con il confinante comune di Polesine Parmense. La denominazione del nuovo ente territoriale è Polesine Zibello e i due ex capoluoghi sono diventati frazione del nuovo Comune. L'area di Polesine Parmense contava 1.432 abitanti al 31.12.2014; Zibello ne contava 1833; il nuovo comune avrà perciò una popolazione fra i 3.200 e i 3.300 abitanti.

Cenni geografici[modifica]

Nella ubertosa pianura padana della Bassa parmigiana, mell'area fidentina, Zibello si trova immerso nella verde campagna della riva destra del Po, a 35 km. da Parma, 27 da Cremona, 30 da Piacenza, 26 da Fidenza

Cenni storici[modifica]

Centro egemone fu Pieve (ora Pieveottoville), che dal IX secolo fino a tutto il XIV secolo riuniva sotto il proprio controllo amministrativo e religioso Zibello, Ragazzola, Santa Croce. Pieve nei secolo X e XI fu infeudata alla famiglia bergamasca dei da Bariano dal Vescovo di Cremona, che controllava questa zona sulla destra del Po. Ai da Bariano succedettero i da Sommo o Sommi, che vi furono signori a lungo e raggiunsero l'apice della loro potenza nella prima metà del XIV secolo, quando con Gregorio Sommi ottennero dal Comune di Cremona il diritto di controllo della sponda destra del Po nell'area fra il Taro e l'Arda.

Quando nel 1333 Giovanni di Boemia fece distruggere il castello di Pieve, che fu assegnata ai Rossi e tolta alla famiglia Sommi, iniziò una irreversibile fase di declino che portò Zibello a prendere pian piano il sopravvento come centro principale. Già dotato di imponenti fortificazioni fra il XII e il XVI secolo, nel 1249 Zibello con Polesine e Busseto fu infeudato al marchese Uberto Pallavicino il Grande dall'Imperatore Federico II.

Il potere dei Pallavicino non venne mai meno; con il marchese Rolando il Magnifico nel secolo XV il feudo di Zibello comprendeva anche Ragazzola, Santa Croce e Pieve Ottoville e venne dotato di un proprio corpo di leggi, lo Statuto Pallavicino. Con il marchese Giovan Francesco Zibello divenne ufficialmente la capitale della signoria. L'antico Oltrepo cremonese nel 1499 entrò nell'orbita di Parma, che ne assunse il controllo politico ed amministrativo, mentre dal punto di vista religioso rimase alla Diocesi di Cremona, fino all'istituzione della Diocesi di Fidenza (allora Borgo San Donnino) nel XVII secolo.

Dal 1530 una lunga contesa fra i Pallavicino e i Rangoni, che tenero Zibello per oltre un secolo, provocò il suo declino; la poderosa rocca, trascurata dai Rangoni come pure dai Pallavicino una volta rientrati in possesso del paese, andò in rovina. Con la soppressione dei feudi in epoca napoleonica Zibello ridusse anche il suo territorio, a cui rimase solo Pieveottoville.


Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Autostrada A1 Italia.svg Casello autostradale sull'autostrada del Sole a Fidenza, direzione Soragna - Busseto - Polesine
  • Autostrada A21 Italia.svg Casello autostradale a Castelvetro Piacentino sull'autostrada TO-PC-BS
  • Strada Provinciale 10 Italia.svg È poco discosto dalla strada provinciale Parma – Cremona
  • Strada Provinciale 33 Italia.svg Il paese è vicino all'incrocio della provinciale 10 Parma - Cremona con la provinciale 33 che collega il ponte sul Po di Isola Pescaroli al bresciano.

In treno[modifica]

In autobus[modifica]

Italian traffic sign - fermata autobus.svg Linee TEP (orari) Collegamenti in pullman con:


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Palazzo Pallavicino
Palazzo Pallavicino
  • 1 Palazzo Pallavicino. Un lato della grande piazza di Zibello è delimitato dal Palazzo Pallavicino, detto anche Palazzo Vecchio. L'edificio è chiaramente composto da due corpi di fabbrica con caratteristiche distinte. La parte a nord est, in stile gotico fiorito, presenta archi più alti e più ampi, con ornamenti in terracotta e in calce anche nelle decorazioni delle finestre. L'altra parte del palazzo, sempre gotico ma già con elementi rinascimentali, ha decorazioni più sobrie, archi di minore altezza ed ampiezza; risale ai primi anni del Cinquecento. Fu infatti Clarice Malaspina, vedova di Federico Pallavicino, a disporne la ristrutturazione.

Nei documenti dell'epoca si inizia a chiamarlo Palazzo Vecchio per distinguerlo dal Palazzo Nuovo, cioè dall'edificio costruito di fronte alla chiesa parrocchiale, oggi casa Gardini-Guatelli. I pilastri ottagonali del Palazzo Vecchio portano ancora in graffito scritte che parlano di eventi da ricordare accaduti nel corso dei secoli.

I portici ospitano come in passato attività commerciali: negozi, bar, ristorazione.

  • 2 Teatro. Al primo piano di Palazzo Pallavicino si trova un piccolo Teatro, aperto al pubblico nel 1804, che ha la caratteristica forma a ferro di cavallo, palcoscenico ben separato dalla sala, palchi. Alla originaria struttura con solo platea e palcoscenico furono aggiunti 13 palchi nel 1827 e il loggione nel 1913.Fu utilizzato per circa un secolo e mezzo. Ora non è agibile e attende il restauro.
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  • 3 Chiesa Parrocchiale dei Santi Gervaso e Protaso. La sua costruzione iniziò negli ultimi decenni del Quattrocento, e si protrasse a lungo, tant'è che la sua consacrazione avvenne solo nel 1620. Subentrò all'antica chiesetta parrocchiale che era situata fuori delle mura del castello, dedicata anch'essa ai due fratelli martiri, e costituisce un notevole esempio di architettura gotico lombarda.

La facciata, di notevole impatto visivo, è in mattoni a vista ed è sormontata da cuspidi che ne sottolineano lo slancio. Dei pilastri a tutta altezza sottolineano la struttura a tre navate. L'ampio portale della navata centrale è sormontato da un rosone. Gli ingressi laterali corrispondenti alle navate hanno sopra le porte un'ampia monofora a sesto acuto. Le nicchie ricavate nell'Ottocento nelle due lesene che racchiudono la parte centrale della facciata custodiscono le statue di San Pio V e di Santa Rosa, provenienti dalla chiesa del Convento dei Domenicani, non più esistente.

L'interno ha un grande slancio verticale sottolineato dalle arcate a sesto acuto e dalle volte a vela rifinite da costoloni, il tutto sorretto da poderosi pilastri. La luminosità è garantita da bifore situate sopra le tre arcate.Le navate laterali sono di dimensioni minori, e la zona absidale è suddivisa in tre cappelle, mentre esternamente ha forma poligonale.

Il campanile fu costruito nel 1677 a carico della comunità e della confraternita del SS. Sacramento. La canonica, del 1673, è stata purtroppo snaturata da modifiche degli anni Cinquanta.

Oratorio della Beata Vergine delle Grazie
Zibello - Oratorio della Beata Vergine delle Grazie 03.JPG
  • 4 Oratorio della Beata Vergine delle Grazie, via Matteotti. È la chiesa e il monumento più antico del paese, situato appena fuori delle antiche mura, sulla strada di circonvallazione. Alcune caratteristiche architettoniche, come ad esempio i finestroni gotici strombati, ci rimandano al Trecento. Tuttavia non si conosce l'epoca esatta di fondazione. Il suo interno conserva pochi resti degli affreschi che lo ricoprivano interamente, che si datano fra Trecento e Quattrocento, di scuola lombarda, riconducibili agli Zavattari, famiglia di pittori attivi nel XV secolo. Di particolare intresse è la Madonna col Bambino riportata alla luce sul finire del Novecento..
Zibello - ex convento dei frati domenicani- ex ospedale - museo della civiltà contadina 04.JPG
  • 5 Ex Convento dei Padri Domenicani. Il Convento venne fondato nel 1494 per impulso del marchese Giovan Francesco Pallavicino; alla sua morte, pochi anni dopo, la moglie Clarice Malaspina subentrò nell'impresa dotando il convento di buone rendite terriere. Nel 1510 i frati Domenicani presero possesso del complesso monastico. Nel convento venne costituita anche una importante Biblioteca; una oculata amministrazione dei beni e delle rendite rese il Convento econoicamente solido.Nel 1769 le riforme del ministro ducale parmense Du Tillot portarono alla soppressione dell'Ordine dei Domenicani ed all'esproprio dei loro beni. Nel 1777 ne ritornarono in possesso, per perderli ancora in epoca napoleonica, quando abbandonarono definitivamente Zibello.

La chiesa conventuale fu abbattuta nella prima metà dell'Ottocento. Il convento fu riconvertito in Ospedale con l'aggiunta di una nuova ala, e tale rimase fino al 1970. Proprietà del Comune di Zibello dal 1972 fu adibito a scuola

Il complesso nei secoli è stato molto rimaneggiato. Il nucleo più antico è sicuramente il chiostro, di cui restano tre lati, con archi a tutto sesto e colonne circolari con capitelli a scudo. Ha soffitto con volte a vela e tracce di affreschi del Seicento con episodi della vita e dei miracoli di San Domenico.Al Settecento è databile la facciata dell'ala che si affaccia alla strada provinciale, con porticato a pilastri quadrati


- Museo della Civiltà contadina Giuseppe Riccardi

Collocato in ambienti dell'ex convento dei Domenicani e dell'ex ospedale, il Museo della civiltà contadina è stato istituito nel 1985 e si articola in quattro settori: la cucina; la porta morta, cioè qul locale che nelle case rurali fungeva da collegamento fra aia, stalla e abitazione; la cantina; le attività artigianali. In un ampio corridoio è ospitata una tipica imbarcazione padana fluviale costruita artigianalmente a Zibello. Il Museo ospita anche una raccolta di ritrovamenti archeologici di varie epoche effettuati in zona durante i lavori nei campi o nelle sabbie del Po o sulle sue sponde, fra cui numerose monete.

  • Villa Bocchi. La villa, un tempo Marchi, nel 1600 apparteneva ai Conti Leni, famiglia parmense trasferitasi a Piacenza. A quest'epoca si fa risalire comunemente la sua costruzione. Tuttavia una recente scoperta (la decorazione di un soffitto che parrebbe databile a due secoli prima) ne ha rimesso in discussione l'origine.

A pianta rettangolare, ha una facciata movimentata da sette finestre; quella centrale, più ampia, ha un balcone bombato in ferro battuto, che si contrappone ad uno medesimo sulla facciata opposta. Un bel parco si estende a sud; il tutto è circondato da un'alta muraglia.

Le sale e i corridoi dell'interno sono affrescati dal professor Girolamo Magnani, che decorò a Parma il Teatro Regio, la Sala del Consiglio comunale e a Fidenza il Teatro che ai nostri giorni ne ha poi preso in suo onore il nome di Teatro Magnani.

  • Villa Negroni. Già Villa Gambara, ha linee semplici e forma massiccia che è un po' variata dalla colombaia quafrata. Si crede sia stata costruita dai Pallavicino nella seconda metà del Quattrocento con il nome di Ca' de' Bodrioli. Ha ospitato il Venerabile Lorenzo Gambara da Zibello, che si raccoglieva in preghiera nella Cappella sistemata in parte del corridoio al piano superiore.

Ora la villa fa parte del complesso industriale della ditta Negroni di Cremona.

  • Villa Rastelli. I proprietari Pallavicino fecero di questa villa la residenza del loro Luogotenente. Iniziata nel Cinquecento, fu completata nella seconda metà del Seicento, ed ha mantenuto esternamente le sue caratteristiche originarie; un fabbricato imponente, articolato su due piani, con colombaia ottagonale. Divenne proprietà dei Marchesi Rangoni, poi della famiglia Frondoni, infine della famiglia Rastelli.

A Pieveottoville[modifica]

Fu il centro più importante del feudo di Zibello, fino alla distruzione del castello. La sua piazza spaziosa, la chiesa, alcuni palazzi signorili, l'impianto urbano parlano di una antica importanza.

Pieveottoville (Zibello) - Chiesa parrocchiale collegiata di San Giovanni Battista 03.JPG
Pieveottoville (Zibello) - Chiesa parrocchiale collegiata di San Giovanni Battista 05.JPG
  • 6 Collegiata di San Giovanni Battista. La precedente chiesa era stata fatta erigere da Matilde di Canossa. Sulle sue vestigia è stata costruita la chiesa attuale.

La Pieve esercitava il suo potere su parecchie chiese della zona: Ragazzola, S.Croce, Stagno, Zibello, Polesine; appartenne alla Diocesi di Cremona fino al 1601, quando passò alla nuova Diocesi di Borgo San Donnino (Fidenza).

L'edificio attuale, di stampo Seicentesco, mostra nel suo interno ricchi altari in marmi policromi, e custodisce arredi liturgici, che indicano lo stato fiorente del clero del paese. La facciata del sei - settecento fu rifatta nel 1859 in stile neoclassico. Il campanile è del 1778; le basi del campanile tuttavia lasciano supporre che sia stato costruito su una precedente struttura romanica. L'interno fu ristrutturato intorno al 1683. Gli stalli del coro, di Giovanni e Vincenzo Biazzi, sono di fine Seicento; le tele di San Carlo e della Pietà sono del Moroni; l'organo è un prezioso Serassi del 1790.

Eventi e feste[modifica]

  • November Porc, @ . Simple icon time.svg nel mese di novembre. Fiera gastronomica durante la quale è possibile degustare i prodotti tipici, ovviamente a base di maiale, come i ciccioli, oltre ad una lunga serie di prelibati - e famosi - salumi della bassa parmense: culatello, prosciutto crudo e cotto, spalla cotta e spalla cruda, salame, coppa. La manifestazione si tiene ogni anno e si alterna, nelle quattro domeniche successive del mese di novembre, nei paesi di Sissa, Roccabianca, Polesine Parmense e Zibello.
  • Festa patronale di San Carlo. Simple icon time.svg 4 novembre.
  • Festa patronale di San Giovanni Battista (a Pieveottoville). Simple icon time.svg 24 giugno.


Cosa fare[modifica]

  • Ciclopista del Po La pista ciclabile, di oltre 50 chilometri, unisce Mezzani a Polesine Parmense; inizia da Polesine Parmense passando per Zibello, Roccabianca, Sissa, Colorno, termina a Mezzani: BiciParmaPo è quindi uno strumento in più per visitare e conoscere la zona cara a Verdi e a Guareschi.Realizzata dalla Provincia di Parma, questa ciclopista consente di muoversi sull'argine destro del Po, attraversando sei Comuni e le loro bellezze naturalistiche e monumentali.È una pista ciclabile asfaltata e debitamente segnalata, adatta sia all'appassionato di mountain bike che alla famiglia intenzionata a passare una giornata di relax in mezzo alla natura, ma anche a chi ama cultura e buona tavola: la pista è, infatti, nella zona della Strada del Culatello di Zibello dove, oltre al Re dei salumi, si trovano Spalla cruda di Palasone, Strolghino, Parmigiano Reggiano e la Fortana. Ogni paese è dotato di una pensilina con 18 biciclette, 14 per adulti e 4 per bambini, così da permettere a chiunque di scoprire sulle due ruote il Grande Fiume Po.
Per visualizzare la cartina del percorso:[1]
Informazioni e richiesta materiale: Parma Turismi, Via Repubblica 45 - 43100 Parma Tel. +39 0521 228152 - fax 0521 223161 info@parmaturismi.it [2].
Noleggio biciclette Per informazioni: +39 0524 92272


Acquisti[modifica]

Culatello di Zibello
Parmigiano reggiano

In tutta la zona della Bassa parmense, da San Secondo a Polesine, i salumi e il parmigiano reggiano sono le punte di diamante della produzione alimentare. A Zibello in particolare è nata e si è nei secoli affermata la produzione del culatello, definito re dei salumi per la sua prelibatezza. La sua preparazione e la sua stagionatura, che hanno precise regole e seguono antiche procedure, non possono prescindere dal clima della bassa, umido e nebbioso d'inverno, afoso ed assolato d'estate, che rende i salumi morbidi e dolci, frutto di una lenta maturazione.

Nel 1999 il culatello di Zibello ha ricevuto il marchio DOP: denominazione di origine protetta, che fissa i criteri di lavorazione e stabilisce i Comuni che fanno parte dell'area geografica di produzione.

A Zibello si producono anche salami, che non sono noti come il rinomato Felino dell'omonima località parmense, ma che racchiudono una secolare abilità norcina. Si differenziano quanto all'impasto e alla speziatura dagli altri salami delle zone confinanti e sono più morbidi. Secondo le varie caratteristiche, anche secondo il tipo di budello usato per l'insaccatura si differenziano in gentile, mariòla, crespone.

Si producono anche pancetta e coppa (la zona confina con il piacentino, patria della rinomata coppa piacentina). Annaffiati da lambrusco, fortana o malvasia, i salumi si accompagnano naturalmente molto bene con corpose scaglie di parmigiano reggiano.

Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Ristorante Pesca Sportiva Oasi, via Rota Ancone, 8, +39 052499349.
  • 2 Ristorante Antica Taverna San Rocco Da Chicco, via Ardola, 3, +39 052499578.
  • 3 Trattoria Leon d'Oro, Piazza Giuseppe Garibaldi 43, +39 0524 99140.
  • 4 Trattoria La Buca, Via Ghizzi 6, +39 052499214.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia

  • 3 Beduschi, Piazza Giuseppe Garibaldi, 18, +39 0524 99236.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 4 Poste italiane, Via Giacomo Matteotti, 1a, +39 0524 99841.



Nei dintorni[modifica]

  • Polesine Parmense — L'antico castello, ora sede di attività di ospitalità e ristorazione, sorge subito al di là dell'argine, verso il fiume; nei suoi paraggi il campanile di una chiesa riproduce fedelmente, in dimensioni ridotte, il più famoso Torrazzo di Cremona, che secoli fa dominava questi paesi.
  • Soragna — La Rocca Meli Lupi, signori del paese per centinaia di anni, si erge al centro di Soragna; non subì mai l'oltraggio della conquista nè dei conseguenti saccheggi. Oltre al castello riveste è interessante anche il centro storico dai tipici tratti padani.
  • Busseto — Fu capitale dello Stato Pallavicino per cinquecento anni, e conserva una struttura urbanistica di una certa eleganza: la Rocca pallavicina, il Duomo, le vie porticate. La sua fama universale è legata tuttavia all'essere la patria di Giuseppe Verdi, che qui campeggia in ogni dove.
  • Fidenza — Il Duomo di San Donnino, cattedrale della diocesi, rientra a pieno diritto nel novero delle grandi Cattedrali romaniche dell'Emilia, ad esempio quelle di Parma e di Modena; vanta una facciata -incompiuta- con statue e bassorilievi di Benedetto Antelami e della sua scuola.
  • Cremona — Ha un centro storico monumentale - Duomo, Battistero, Palazzo comunale - fra i più insigni della Lombardia. Fu città romana. Fu potente all'epoca dei Comuni e rivaleggiò con Milano, che infine la sottomise. I suoi violini (Stradivari e Amati), il suo Torrazzo e ancor più il suo torrone, sono noti ovunque.
  • Parma — Città d'arte fra le maggiori dell'Emilia, mantiene con grande evidenza aspetto, signorilità e modi di vita da Capitale, come lo fu per secoli. La reggia Farnese della Pilotta, la Cattedrale romanica, la chiesa della Steccata sono alcune delle emergenze monumentali che caratterizzano la città; di gran fama il suo Teatro, la sua tradizione musicale (Giuseppe Verdi), la sua scuola di pittura (Correggio, Parmigianino), il suo amore per la buona tavola (prosciutto crudo di Parma, salumi, parmigiano reggiano, lambrusco).

Itinerari[modifica]

Zibello fa parte della Strada del culatello di Zibello, un percorso di promozione turistica enogastronomica nato con delibera regionale numero 390 nel 1999; il percorso si snoda nella bassa parmense toccando i centri di San Secondo, Fontanellato, Soragna, Busseto, Polesine Parmense, Zibello, Roccabianca, Sissa e Colorno.

Il percorso si intreccia con altri itinerari di valenza turistica nella zona: Luoghi Verdiani, Il Mondo Piccolo di Giovannino Guareschi; i Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.

  • Castelli del Ducato di Parma e Piacenza — Disseminati sull’appennino parmense e piacentino, ma presenti anche nella pianura a sorvegliare il confine naturale del Po, i numerosi castelli dell’antico Ducato di Parma e Piacenza caratterizzano tutta l’area. Baluardi militari in origine, molti di essi hanno mantenuto l’aspetto di rocca inaccessibile, molti hanno via via trasformato la loro natura bellica in raffinata dimora nobiliare; tutti perpetuano nel tempo l’atmosfera di avventura, di favola e di leggenda che da sempre è legata ai castelli, in molti dei quali si narra della presenza di spiriti e fantasmi.
  • Borghi storici del Po — L'itinerario, da ovest verso est o viceversa, porta a conoscere alcuni borghi storici che sorgono nei pressi del "grande fiume".


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