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Ragusa

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Ragusa
Ragusa.JPG
Appellativi
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Ragusa
Ragusa
Sito istituzionale

Ragusa è una città della Sicilia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Ragusa, capoluogo dell'omonima provincia siciliana, ha più di settantatremila abitanti. Situata nell'altopiano Ibleo, nella parte sud-orientale della Sicilia, in un angolo delimitato dai fiumi Ispica, Dirillo e dal Mar d'Africa, sorge su tre alture separate dalle cave di San Leonardo e Santa Domenica nell'area fra i fiumi Irminio e Ippari a sud del lago di Santa Rosalia. È il capoluogo di provincia più meridionale d'Italia. La parte più antica della città è Ibla, che sorge su una collina situata a ovest, e affiancata su un monte, si estende Ragusa.

Quando andare[modifica]

Ragusa è situata nella parte meridionale dei monti Iblei e gode di un clima mediterraneo di tipo collinare. La sua altitudine determina temperature medie più fredde rispetto a quelle della zona costiera. L'inverno si presenta molto piovoso, con un periodo di piovosità che va da ottobre a tutto marzo. Il periodo migliore per visitarla è sicuramente da aprile ad ottobre, così da poter godere a pieno del suo clima estivo e soleggiato e dei suoi splendidi colori.

Cenni storici[modifica]

Ragusa vanta origini antiche, la collina di Ibla fu infatti abitata fin dal XIV sec. A. C. dai Siculi. Di questi antichi abitanti abbiamo delle significative tracce nelle necropoli attorno a Ragusa.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

  • Ragusa Centro
  • Ragusa Sud
  • Ragusa Ovest
  • Ragusa Ibla (centro storico)
  • Marina di Ragusa (frazione marinara)
  • San Giacomo Bellocozzo (frazione montana)

Frazioni[modifica]

  • 1 Frigintini
  • 2 Marina di Ragusa
  • 3 Punta Braccetto
  • 4 Puntarazzi
  • 5 San Giacomo Bellocozzo


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

  • 6 Aeroporto di Comiso (Aeroporto Pio La Torre, IATA: CIY) (a circa 20 chilometri), +39 0932 961467, @ . Aeroporto inaugurato nel 2007. Effettua per lo più voli stagionali e charter. Aeroporto di Comiso su Wikipedia Aeroporto di Comiso (Q1431127) su Wikidata
  • 7 Aeroporto di Catania (Aeroporto di Catania Fontanarossa "Vincenzo Bellini". IATA: CTA), Via Fontanarossa, 20, Fontanarossa (a circa 90 chilometri), +39 0957239111. Simple icon time.svg 00:00-24:00. Aeroporto per voli nazionali e internazionali. Aeroporto di Catania-Fontanarossa su Wikipedia Aeroporto di Catania-Fontanarossa (Q540273) su Wikidata

In auto[modifica]

  • Da Catania, prendere la SS114 e svoltare per Lentini per la SS194. Da lì seguire le indicazioni per Ragusa sulla SS514.
  • Da Siracusa, prendere l'autostrada A18 e poi la SS115.
  • Da Agrigento e Gela, seguire la SS115.

In nave[modifica]

  • 8 Porto di Pozzallo. Il Porto di Pozzallo viene utilizzato perlopiù per scopi commerciali, ma effettua anche collegamenti giornalieri con Malta tramite traghetto della Virtu Ferries Limited. Le tariffe subiscono variazioni stagionali ed è previsto anche il trasporto auto.
  • 9 Porto di Marina di Ragusa. Porto di Marina di Ragusa su Wikipedia porto di Marina di Ragusa (Q15141446) su Wikidata

In treno[modifica]

Stazione di Ragusa
  • 10 Stazione di Ragusa, Piazza Gramsci. La città ha una stazione delle Ferrovie dello Stato posta sulla linea Siracusa-Gela-Canicattì.
La posizione centrale della stazione permette di raggiungere facilmente a piedi il centro storico. Inoltre nel piazzale esterno della stazione è presente il servizio urbano dell'Azienda Siciliana Trasporti. Per chi volesse raggiungere la città in treno consultare il sito di Trenitalia o chiamare il numero 89 20 21. Stazione di Ragusa su Wikipedia stazione di Ragusa (Q3970632) su Wikidata

In autobus[modifica]

Dall'Aeroporto Falcone-Borsellino di Punta Raisi Palermo, e da altre città sicule (Siracusa, Modica, Avola, Rosolini, Ispica, Noto, Pozzallo, Scicli, Gela, Acate e Chiaramonte) partono quotidianamente Autobus che portano direttamente alla città. Il servizio è fornito da "Azienda Siciliana Trasporti" (AST) Mentre l'azienda "ETNA Trasporti" organizza altre linee di collegamenti per la Sicilia sud-orientale, e tramite 2 di queste linee si può raggiungere comodamente Ragusa.

Linea Percorso
Marina di Ragusa-Catania Marina di Ragusa, S. Croce Camerina, Ragusa, Coffa, Aeroporto di Catania, Catania
Ragusa-Catania Ragusa, Giarratana, Monterosso Almo, Vizzini, Francofonte, Lentini, Catania

Il gruppo Autolinee Sena organizza settimanalmente una linea che collega la città di Bologna a Ragusa. Solitamente i viaggi avvengono il venerdì e la domenica con partenza alle ore 19.45.

Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

Gli autobus sono mezzi comodi e veloci per spostarsi in città e permettono di ammirare le attrazioni turistiche sul percorso. La linea urbana ha degli orari feriali differenti da quelli festivi.

In taxi[modifica]

A Ragusa ci sono differenti compagnie che forniscono il servizio Taxi. Le varie compagnie con i recapiti telefonici sono disponibili sul sito della città.

In auto[modifica]

Le ditte che forniscono il servizio noleggio con conducente sono disponibili sul sito della città.


Cosa vedere[modifica]

Ragusa Ibla[modifica]

Cupola del Duomo
Duomo di San Giorgio
Duomo di San Giorgio da lontano
  • unesco 1 Duomo di San Giorgio (Insigne collegiata di San Giorgio), Salita Duomo, 13, +39 0932 220085. È una delle massime espressioni dell'architettura sacra barocca. La chiesa antica sorgeva all'estremità est dell'abitato, dove si trova ancora l'antico portale. Fu riedificata al posto della chiesa di San Nicola, che fino al XVI secolo era stata di rito greco. Del progetto venne incaricato il grande architetto Rosario Gagliardi, esso è caratterizzato dalla monumentale facciata a torre che ingloba anche il campanile nel prospetto e termina con una cuspide a bulbo. La sua collocazione al termine di un'alta scalinata e la sua posizione obliqua rispetto alla piazza sottostante ne accentuano l'imponenza e gli effetti plastici.
La cupola di gusto neoclassico a doppia calotta, poggiante su due fila di colonne sarebbe stata progettata dal capomastro ragusano Carmelo Cultraro, ispirandosi alla cupola del Pantheon di Parigi. All'interno si trovano le statue del Gagini e si trova inoltre il capolavoro della ditta Serassi che lo volle chiamare Organum maximum in quanto sintesi della migliore arte organaria all'epoca esistente e composto da 3368 canne. Nelle cappelle delle navate laterali si trovano tele del settecento siciliano.
Sopra le porte laterali sono conservati i due simulacri che vengono portati in processione per le strade, durante la festa patronale di San Giorgio: la statua del Santo a cavallo opera dello scultore palermitano Bagnasco, che la realizzò nel 1874, e la grande cassa-reliquiario in lamina d'argento sbalzata, opera del 1818 dell'argentiere palermitano Domenico La Villa. Le finestre della navata centrale sono chiuse da vetri colorati, artisticamente istoriati: in tutta la chiesa ve ne sono ben 33, raffiguranti 13 episodi del Martirio di San Giorgio, 6 figure di Santi, 14 simboli vari, realizzati su disegni di Amalia Panigati. L'architettura trova corrispondenza non tanto nelle Chiese italiane, ma è molto più simile ai modelli dell'Europa del nord, come le chiese londinesi di Hawksmoor o quelle di Neumann in Franconia, che sviluppano in facciata il tema del partito centrale a torre. Duomo di San Giorgio (Ragusa) su Wikipedia duomo di San Giorgio (Q752501) su Wikidata
Portale di San Giorgio
Chiesa S. Filippo Neri
  • 2 Portale di San Giorgio, Via dei Normanni. È il monumento simbolo della città, fu edificato in stile gotico nella prima metà del XII secolo come parte della chiesa di San Giorgio ora scomparsa. Costruito con blocchi di calcare tenero, dal tenue colore rosato. La lunetta sopra l'architrave rappresenta il santo cavaliere che trafigge il drago, con la regina di Berito, inginocchiata che assiste alla scena. L'arco è contenuto tra due lesene scanalate e lo spazio superiore è arricchito da due grandi losanghe, all'interno delle quali alloggia l'aquila ragusana. Gli interstizi tra le colonne dell'arco sono ornate da figure che rappresentano le arti e i mestieri e lungo tutta la superficie da una teoria di figure mostruose e immaginarie, tra fiori e foglie, eredità dei bestiari medievali. Nelle strombature ha eleganti colonnine a fascio, che si uniscono formando un armonioso arco; l'ultima colonna dei nove fasci non segue l'arco ma si restringe, si alza sugli altri otto per formare un grande fiore. Portale di San Giorgio su Wikipedia Portale di San Giorgio (Q3908959) su Wikidata
  • 3 Chiesa di San Filippo Neri, Via Giusti. Sorta intorno al XVII secolo grazie alla confraternita devota al santo, il prospetto molto semplice si affaccia su un piccolo sagrato ed è impreziosito dal portone d'ingresso. L'interno, ad aula, con una cappella sul lato destro, fu rimaneggiato alla fine dell'Ottocento.
Chiesa S.Maria delle Scale
  • unesco 4 Chiesa di Santa Maria delle Scale, Discesa Santa Maria. Costruita nel XV secolo del cui periodo rimangono avanzi di un portale e di un pregevole pulpito in pietra in stile gotico. La chiesa si trova accanto a delle scale che collegano Ibla a Ragusa centro. Chiesa di Santa Maria delle Scale su Wikipedia chiesa di Santa Maria delle Scale (Q1256359) su Wikidata
Chiesa S. Maria dei miracoli
  • unesco 5 Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, Via Avvocato Giovanni Ottaviano. Venne edificata intorno alla metà del XVII secolo dopo il rinvenimento di una immagine della Madonna col Bambino, di origine bizantina. Ha una pianta ottagonale allungata e rappresenta dunque un unicum nel contesto ibleo, il dipinto sacro, presenta caratteri cirillici preslavi, tuttora avvolta nel mistero, anche se secondo la leggenda fu portata da Isacco Comneno dove qui fu sepolto. Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Ragusa) su Wikipedia chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Q1256260) su Wikidata
Chiesa del Purgatorio
  • unesco 6 Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio, Piazza della Repubblica, 2. Ricostruita completamente nel XVIII secolo a tre navate e con facciata tripartita. Vi si conservano pregevoli tele e la statua in argento del XVII secolo del santo. Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio su Wikipedia chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio (Q679717) su Wikidata
S. Giuseppe
  • unesco 7 Chiesa di San Giuseppe, Via Valverde, 9. Edificata nel 1756 per iniziativa delle monache benedettine, progettata dal Gagliardi, la facciata a tre ordini, ricca di intagli e sculture. L'interno è caratterizzato da una pianta ovale, la copertura è costituita da una grande cupola. Chiesa di San Giuseppe (Ragusa Ibla) su Wikipedia chiesa di San Giuseppe (Q1255764) su Wikidata
  • 8 Convento e chiesa di San Francesco all'Immacolata, Via Chiaramonte, 3/77. La chiesa sorse probabilmente nel XIII secolo, i frati francescani la vollero allocare all'estremità dell'abitato per poter svolgere l'accoglienza e la cura dei malati. La torre campanaria è tra le più antiche della Sicilia, databile infatti al periodo svevo.
  • 9 Chiesa di Santa Maria Maddalena, Corso XXV Aprile, 35/47. Venne menzionata per la prima volta nel 1542 in occasione della visita di Monsignor Platamone; dallo stesso atto si viene a sapere che presso la chiesa era già esistente la Confraternita della Maddalena, di cui ancora oggi si conserva uno stendardo in seta con antichi ricami. Non essendo stata danneggiata dal terremoto del 1693, ospitò la parrocchia di San Tommaso.
Chiesa S. Maria del Gesù
Chiesa di San Vincenzo Ferreri
  • unesco 10 Convento e chiesa di Santa Maria di Gesù, Via Torrenuova, 35. Costruita intorno al 1636 per volere dei frati minori riformati, il prospetto ha una caratteristica forma a capanna e ha come unico ornamento il portale scandito da due semicolonne che reggono un timpano spezzato. Vi è un piccolo campanile posto sul lato sinistro della chiesa. L'interno è riccamente adornato da stucchi e affreschi. Chiesa di Santa Maria di Gesù (Ragusa) su Wikipedia chiesa di Santa Maria di Gesù (Q1256272) su Wikidata
  • 11 Chiesa di San Vincenzo Ferreri, Via Giardino, 8. La chiesa venne costruita agli inizi del XVI secolo, non fu particolarmente danneggiata dal terremoto, però probabilmente subì qualche modifica. Ha un prospetto lineare molto semplice che presenta due colonne con capitelli corinzi e un timpano, spezzato da un finestrone. Particolare è il campanile impreziosito da fasci di pietre policrome. L'interno è affrescato con pitture murali che rappresentano la Ragusa medioevale, all'esterno è presente un'antica meridiana risalente ai primi del XVI secolo. La chiesa è stata oggetto di un importante restauro terminato nel 2010; l'edificio è attualmente adibito ad auditorium pubblico. Chiesa di San Vincenzo Ferreri (Ragusa) su Wikipedia chiesa di San Vincenzo Ferreri (Q3672168) su Wikidata
Chiesa di Santa Maria dell'Itria
  • 12 Chiesa di Santa Petronilla, Salita S. Petronilla. Indicata la prima volta nel 1654 nella Sacra Visita di Monsignor Capobianco, fu distrutta dal terremoto del 1693 e venne ricostruita tra il 1770 ed il 1776. Oggi appartiene a privati che la usano come laboratorio per il restauro della carta.
  • unesco 13 Chiesa di Santa Maria dell'Itria, Salita Commendatore. La chiesa di Maria Santissima dell'Itria è la chiesa commendale del Sovrano militare dell’ordine di Malta, fondata dal barone Blandano Arezzi nel 1626, vicino all'ospedale col medesimo nome. Il nome deriva dal greco Odygitria (ovvero colei che indica il cammino). La chiesa, che è situata al centro dell'antico quartiere ebraico di "Cartellone", non fu particolarmente colpita dal sisma, essa però venne ugualmente ampliata e modifica in stile barocco, diventando uno dei luoghi di culto più importanti del quartiere. Chiesa di Santa Maria dell'Itria (Ragusa) su Wikipedia chiesa di Santa Maria dell'Itria (Q1256368) su Wikidata
  • 14 Chiesa di San Bartolomeo. Costruita nel XVII secolo, venne menzionata per la prima volta nella visita pastorale di Monsignor Platamone del 1642. La tradizione dice che sorse sul tempio pagano di Ercole Melkarte.
Palazzo Sortino Trono
  • unesco 15 Palazzo Sortino-Trono, Via del Mercato. Il palazzo fu edificato nel 1778 su parte delle mura dell'antico castello. L'imponente prospetto sovrasta la piazza degli archi e si affaccia sulla balconata. Vi è un ampio portale d'ingresso, lievemente convesso, che regge un balcone dalla cornice alquanto lineare realizzata in pietra calcarea con intarsi in pietra pece. I tre balconi laterali hanno grandi mensole in pietra pece scolpite a motivi vegetali e nelle aperture cornici in pietra calcarea, con un caratteristico fregio a lambrecchini di gusto rococò. Ai lati del portone d'ingresso due piccole aperture di forma ovale e nei tre partiti, grandi finestroni dalla cornice mistilinea sormontata da un fregio a conchiglia.
Balcone di Palazzo Cosentini
  • 16 Palazzo Nicastro (Palazzo Della Cancelleria), Salita Commendatore. Edificato nella prima metà del XVIII secolo, divenne sede della cancelleria comunale, il prospetto principale si affaccia su una piazzetta che anticamente era l'unica via d'accesso al quartiere superiore della città. Due alte lesene racchiudono lo spazio in cui troneggia la grande tribuna, l'elemento di maggior pregio della costruzione.
  • unesco 17 Palazzo Cosentini, Corso Mazzini. Edificato nel terzo quarto del XVIII secolo per iniziativa del barone Raffaele Cosentini. I tre balconi presenti, si caratterizzano per la ricchezza di decorazioni delle mensole con mascheroni dai volti grotteschi e deformi sormontati da figure di musicisti, in quello centrale, figure alludenti all'abbondanza e in quello a destra, personaggi del popolo. Il prospetto è laterale, delineato da due alte paraste.
Palazzo Battaglia
  • unesco 18 Palazzo La Rocca, Via Capitano Bocchieri. Costruito intorno al 1765 dal barone La Rocca di S. Ippolito. Il prospetto, ad un piano, sobrio ed elegante, è caratterizzato da sette balconi sorretti ognuno da tre mensole in pietra pece. Vi sono raffigurate delle figure antropomorfe tra cui particolarmente interessante il flautista, il suonatore di liuto, la popolana col bimbo e le due figure unite in un abbraccio, ripetuto dai puttini nelle mensole piccole laterali.
  • 19 Palazzo Battaglia, Via Chiaramonte, 40. La costruzione fu iniziata nel 1724 probabilmente dal Gagliardi. La facciata principale, rivolta verso la chiesa della SS. Annunziata, è costituita da un pianterreno ed un primo piano separati da una semplice fascia di pietra, nel sovrastante piano nobile troviamo tre balconi dalle sobrie cornici; quello centrale è sormontato dal grande scudo araldico con gli stemmi della casa nobiliare delle famiglie Battaglia e Giampiccolo. Palazzo Battaglia su Wikipedia Palazzo Battaglia (Q1228157) su Wikidata
Circolo di conversazione
  • 20 Circolo di conversazione, Via Alloro, 5. L'aristocrazia ragusana decise di costruire un proprio circolo di conversazione, raro esempio di stabile costruito appositamente a tale scopo. È chiamato anche “Caffè dei cavalieri”. Costruito nel 1850 in stile neoclassico è una delle poche strutture ricreative che si è conservata intatta. Il prospetto ad un piano, si presenta elegante e sobrio lungo circa 10 metri, in stile neoclassico. Ha tre porte divise da sei paraste scanalate con capitelli di stile dorico, il cornicione ornato da triglifi, in corrispondenza delle porte presenta tre bassorilievi con due donne alate che sorreggono una lampada e due sfingi ai lati. Sul cornicione, lo stemma della città affiancato da due leoni antropomorfi circondati da una ghirlanda di fiori. Il fastoso salone delle feste mostra un soffitto affrescato dal ragusano Tino Del Campo alla fine del XIX secolo con un'allegoria delle arti e delle scienze e quattro medaglioni agli angoli. Trattandosi di un locale privato non è aperto al pubblico, ma la disponibilità dei soci ne permette spesso la visita. Circolo di conversazione su Wikipedia Circolo di conversazione (Q3677583) su Wikidata
Porta Walter
Giardino ibleo
  • 21 Porta Walter (porta Vattiri), Via Porta Walter. È l'unica delle cinque porte d'ingresso alla città antica che ha resistito ai secoli e rappresenta uno dei pochi resti della cinta muraria. Fu edificata nel 1643 in occasione della visita del Viceré di Sicilia Giovanni Alfonso Enriquez de Cabrera. La porta, alta 5 metri e larga 3, sopra l'arco a sesto ribassato ha un'iscrizione in latino su due file di blocchi intagliati di calcare. Purtroppo le sei righe di caratteri latini sono ormai quasi illeggibili. Da Porta Walter scende una stradina che porta alla vallata Santa Domenica e alla strada per Modica.
  • 22 Giardino Ibleo. Il giardino è stato realizzato nel 1858, e sorge sull'estremità est di Ibla. All'interno si trovano l'imponente monumento ai caduti della grande guerra, la chiesa di San Vincenzo Ferreri, la chiesa di San Giacomo e la chiesa dei Cappuccini. Vicino al giardino si trovano pure gli scavi archeologici di Ragusa Ibla, che hanno portato alla luce molti reperti dell'antica Hybla. Giardino Ibleo su Wikipedia Giardino Ibleo (Q3763861) su Wikidata
  • Mura bizantine. Accanto alla chiesa del santissimo Signore Trovato che si trova alla periferia orientale di Ragusa Ibla e dietro la chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio nel quartiere degli Archi si trovano i resti di mura bizantine dell'VIII secolo che facevano parte della cinta muraria difensiva del castello di Ragusa costruite dai bizantini e poi ingrandite dai normanni.

Ragusa centro[modifica]

Interni della Cattedrale
Cattedrale di San Giovanni Battista
  • unesco 23 Cattedrale di San Giovanni Battista, Piazza S. Giovanni, +39 0932 621599. Edificio barocco a 3 navate fu costruita tra il 1706 e il 1760. L'edificio si erge su un ampio sagrato soprastante l'omonima piazza. Prima del terremoto sorgeva nella parte ovest della città, sotto le mura del castello. Possiede una maestosa facciata, ricca di intagli e sculture, è divisa in cinque parti da grandi colonne, sul lato sinistro svetta il campanile che si innalza per oltre 50 metri. L'interno è a croce latina, con presbiterio absidato, è diviso da tre ampie navate e quattordici colonne in pietra pece ragusana come anche il pavimento, costituita anche da intarsi in calcare bianco, mentre nel 1858 fu costruito il grande organo Serassi con l'ampia cantoria in legno scolpito e dorato. Dal 1950 la chiesa è sede della cattedra del vescovo e madre di tutte le chiese della diocesi.
All'incrocio del transetto con la navata centrale, nel 1783, venne innalzata la cupola che, nei primi anni del secolo XX, fu rivestita con una copertura di lastre di rame, per eliminare le nocive infiltrazioni d'acqua piovana che ne stavano compromettendo la struttura. Nella prima metà del XIX secolo gli altari delle navate laterali originariamente in pietra calcarea riccamente scolpita e dorata, opera degli intagliatori ragusani della famiglia Cultraro, sono stati demoliti e trasformati in piccole cappelle, in cui vennero posti dei sobri altari in marmi policromi. Cattedrale di San Giovanni Battista (Ragusa) su Wikipedia cattedrale di San Giovanni Battista (Q251201) su Wikidata
Decoro di Palazzo Bertini
  • unesco 24 Palazzo Bertini, Corso Italia, 22. Edificato alla fine del Settecento, caratteristiche sono le sculture presenti, tre grandi teste, dette "mascheroni" che raffigurano tre personaggi della cultura barocca: il mendicante, il nobile e il mercante. Il primo è coperto di stracci e mostra un viso deforme con un grande naso e la bocca senza denti, il nobile, dallo sguardo fiero, ha un elegante cappello piumato da cui fuoriesce la capigliatura a boccoli, mentre il mercante ha il viso paffuto con un grande turbante ed un orecchino con una grande perla, segno di ricchezza e opulenza.
  • unesco 25 Palazzo Vescovile Schininà di Sant'Elia, Via Roma, 109. Fu costruito alla fine del XVIII secolo dal barone Mario Leggio Schininà, marchese di Sant'Elia e primo sindaco di Ragusa superiore. Si estende per un intero isolato; dal 1950 la parte nord è stata regalata alla diocesi e successivamente vi furono trasferiti la sede del vescovado e alcuni uffici amministrativi. Del lunghissimo prospetto è completo solo il piano terra su cui si aprono i due portoni. La facciata dell'ala nord ha sette balconi al primo piano: nel mezzo si trova il portone centrale, delimitato da due paraste su alti plinti, arricchite da ghirlande, con capitelli rococò. Dal portone si accede a un cortile interno da cui si diparte il sontuoso scalone che porta ai portici del piano nobile I sei balconi sono sorretti da grandi mensoloni con finissimi motivi fogliacei; gli ornamenti degli stipiti ripetono il motivo del balcone centrale e culminano con una classica conchiglia barocca. È la più grande costruzione del tardo settecentesco di Ragusa.
  • unesco 26 Palazzo Zacco, Via S. Vito. Il palazzo, tra i più belli di Ragusa superiore, fu costruito dal barone Melfi. Si presenta con due prospetti, in ognuno dei quali si aprono tre balconi nel piano nobile. Il portone d'ingresso è fiancheggiato da due colonne su alti plinti in pietra pece, con capitelli corinzi sui quali poggia il balcone centrale con una ringhiera mistilinea in ferro battuto. Gli stipiti dei balconi sono sorretti da mensoloni con due registri: in quello inferiore mascheroni grotteschi, in quello superiore figure fantastiche che ricalcano quelli di altri palazzi nobiliari coevi o realizzati nei decenni precedenti. Nella testata ad angolo tra le due strade l'enorme scudo araldico dei Melfi di S. Antonio. Con questo palazzo entra a Ragusa lo stile rococò più sfrenato che ha riscontro solo in pochi altri edifici. Il palazzo diverrà la sede del museo delle tradizioni ragusane.
Palazzo delle Poste
Museo Archeologico Ibleo
  • 27 Palazzo delle Poste, Piazza Giacomo Matteotti. Edificio di epoca fascista sormontato da una fila di statue e posto davanti alla piazza che commemora proprio il primo martire fascista.
  • 28 Museo Archeologico Ibleo di Ragusa, Via Natalelli, 11, +39 0932 622963. È situato al primo piano del palazzo Mediterraneo, realizzato alla fine degli anni cinquanta. Il museo ospita l'archeologia e la storia antica del territorio della provincia di Ragusa, dal neolitico fino alla tarda antichità. Di particolare prestigio sono il "Guerriero di Castiglione" esposto nella sezione degli abitati siculi, parte di una necropoli di Kamarina e una delle fornaci per la cottura dell'argilla prelevata dal sito di Scornavacche e rimontata fedelmente all'interno del museo. Ma sono presenti anche reperti di altri siti locali. Museo archeologico ibleo su Wikipedia Museo archeologico ibleo (Q3867698) su Wikidata
  • Vecchio Mercato di Ibla.

Ponti[modifica]

Ponte Vecchio
  • 29 Ponte Vecchio (Ponte dei Cappuccini o Ponte Padre Scopetta). Nel 1843 con la costruzione del Ponte Vecchio la città si poté sviluppare pure verso sud, il ponte infatti permetteva di superare l'ostacolo naturale della vallata S. Domenica. Il ponte in stile architettonico romano detto anche dei Cappuccini, fu voluto dal Padre cappuccino Gianbattista Occhipinti Scopetta (1770-1836), dell'omonima famiglia Occhipinti di cui deriva lo pseudonimo di "Scopetta" molto conosciuto a Ragusa, costruito come collegamento tra il centro abitato ed il convento di S. Francesco di Paola oggi d'Assisi edificato al di là della vallata e voluto sempre dallo stesso Padre Scopetta, sul colle in cui vi erano numerose attività industriali per l'estrazione della pietra pece, e aprendo così in un certo modo la strada verso il mare. Ponte Vecchio (Ragusa) su Wikipedia Ponte Vecchio (Q3908046) su Wikidata
Ponte Nuovo
Ponte Papa Giovanni XXIII
  • 30 Ponte Nuovo. Nel 1937 fu inaugurato il secondo ponte, chiamato Ponte del Littorio, comunemente chiamato dai cittadini Ponte Nuovo o Ponte di Via Roma. Venne edificato durante il ventennio fascista, insieme all'adiacente Piazza Libertà, un tempo Piazza Impero, grazie all'influenza di Filippo Pennavaria. Nel punto più alto misura quaranta metri, è lungo circa centotrentadue metri e largo circa dieci, oltre i marciapiedi larghi due metri ciascuno. Presenta quattro pilastri in cemento armato ricoperti di calcare duro (pietra viva) e quattro arcate. Ponte Nuovo (Ragusa) su Wikipedia Ponte Nuovo (Q3908002) su Wikidata
  • 31 Ponte Papa Giovanni XXIII (Ponte Nuovissimo o Ponte San Vito). Nel 1964, a causa dell'intenso sviluppo cittadino, si realizzò un terzo ponte, il Ponte Papa Giovanni XXIII a campata unica che unisce il quartiere del Carmine con il quartiere dei Cappuccini. Ponte Papa Giovanni XXIII su Wikipedia Ponte Papa Giovanni XXIII (Q3908008) su Wikidata

Parchi[modifica]

  • 32 Villa Margherita, Via Palermo, 3, +39 0932 652375. La villa ricopre un'area di circa 19 000 m² con due accessi principali, uno su Via Palermo ed uno su Viale del Fante. Composta da un viale centrale che unisce i due ingressi oltre alle aree destinate a verde ha anche una bambinopoli ed un piccolo laghetto. Villa Margherita (Ragusa) su Wikipedia Villa Margherita (Q4012268) su Wikidata
  • 33 Villa Santa Domenica, Via Archimede, 436.
  • Parco Giovanni Paolo II.
  • Parco Robert Baden-Powell.


Eventi e feste[modifica]

  • San Giorgio martire (Patrono di Ragusa). Simple icon time.svg 23 aprile. Festa liturgica.
  • San Giovanni Battista. Simple icon time.svg 24 giugno. Festa liturgica.
  • A tutto volume. Simple icon time.svg Metà giugno. Un weekend denso di eventi, conferenze e presentazioni di libri con scrittori di livello nazionale. Un evento molto seguito a Ragusa.


Cosa fare[modifica]

  • 1 Stadio Aldo Campo, Contrada Selvaggio. Stadio Aldo Campo su Wikipedia stadio Aldo Campo (Q3967733) su Wikidata
  • 2 Stadio Giovanni Biazzo, Via Archimede. Stadio Giovanni Biazzo su Wikipedia stadio Giovanni Biazzo (Q3967805) su Wikidata
  • 3 Stadio del Ragusa Rugby, Via Forlanini.
  • 4 Campo Petrulli. Campo Petrulli su Wikipedia Campo Petrulli (Q65127662) su Wikidata
  • 5 PalaMinardi, Via Psaumida. PalaMinardi su Wikipedia PalaMinardi (Q3889138) su Wikidata
  • 6 PalaPadua, Via Zama, 11. PalaPadua su Wikipedia PalaPadua (Q3889140) su Wikidata
  • 7 Piscina comunale, C.da Selvaggio.


Acquisti[modifica]

  • Biancheria da casa (sfilato siciliano). Quali centrini, asciugamani, lenzuola, in tessuto di lino sfilati a mano e ricamati con la tecnica denominata a "400", "500" o "700". Trattasi di un tipo di ricamo,simile al filet, effettuato su un tessuto sfilato a rete su cui si susseguono impalpabili fiori, arabeschi in un alternarsi di trasparenze e pieni.


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

scacce e pane di casa

I numerosissimi agriturismi dell'altopiano ibleo offrono la possibilità di assaggiare, a prezzi che vanno dai 12 ai 18 euro, i prodotti tipici della gastronomia iblea, quali ricotta calda, scacce nelle sue numerose varianti (pomodoro e caciocavallo, melanzana, broccoli, spinaci, ricotta), formaggi tipici , ravioli di ricotta dolce con sugo di maiale e altro.

Prezzi modici[modifica]

  • 1 Dolce Arte, Via Sant'Angelo, 30/4, Frigintini, +39 0932 908173. Simple icon time.svg Mar-Dom 6:00-21:30, Lun 6:00-13:30. Bar, pasticceria molto fornito ed elegante, poco fuori Frigintini.

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Giardino sul Duomo, Via Capitano Bocchieri 24 (Nel cuore di Ragusa Ibla a 2 minuti a piedi dal Duomo di San Giorgio.), +39 3665794027, @ . Check-in: 14:00, check-out: 23:00. La struttura è dotata di un ampio giardino panoramico.
  • 2 Terra del sole Ibla b&b, Corso Giuseppe Mazzini 218b (Sul corso che collega Ragusa Superiore a Ragusa Ibla, a 200 mt dai Carabinieri.), +39 3336821202, @ . Ecb copyright.svg da 35 a 60€. Check-in: 14:00, check-out: 11:00. Camere ampie e luminose con bagno in camera, tv lcd, wifi gratuita ed un fantastico panorama.


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Tenersi informati[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Castello di Donnafugata
  • 11 Castello di Donnafugata, Contrada Donnafugata (A 400 metri vi è la stazione ferroviaria che permette di raggiungere il sito anche da Modica o Ragusa. In bus tramite la compagnia Tumino, gli orari sono consultabili qui. In auto è presente anche un parcheggio a pagamento antistante l'ingresso.), +39 0932 619333, @ . Ecb copyright.svg 6€ intero, 3€ ridotto. Simple icon time.svg Mar-Dom 9:00-13:00 e 14:00-17:00 (in estate l'orario si prolunga). Definito impropriamente castello in realtà questo edificio ottocentesco è una sontuosa dimora appartenuta alla ricca famiglia di Arezzo De Spuches. Gli ambienti interni, sono ben decorati e arredati e ricostruiscono al meglio l’atmosfera della nobiltà siciliana il cui richiamo al “Gattopardo” sembra inevitabile. All’esterno si può visitare anche il giardino con un labirinto in muratura. Il Castello di Donnafugata è stato spesso utilizzato come set cinematografico sia per la serie del Commissario Montalbano che per altri film ed è certamente una delle attrattive da non perdere. Castello di Donnafugata su Wikipedia castello di Donnafugata (Q1048852) su Wikidata
  • Modica
  • Scicli

Siti archeologici[modifica]

  • 12 Castiglione. Sito archeologico siculo-greco del VII secolo a.C. Castiglione (Ragusa) su Wikipedia Castiglione (Q3663052) su Wikidata
  • 13 Camarina (Kamarina). Kamarina su Wikipedia Kamarina (Q854843) su Wikidata
  • 14 Kaukana. Kaukana su Wikipedia Kaukana (Q3814022) su Wikidata
  • 15 Grotta delle Trabacche, +39 0932 676111.
  • 16 catacombe di Cava Celone.

Itinerari[modifica]


Altri progetti

2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).