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Caserta
Panorama dell'immenso giardino centrale della reggia di Caserta
Stemma e Bandiera
Caserta - Stemma
Caserta - Stemma
Caserta - Bandiera
Caserta - Bandiera
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Mappa dell'Italia
Caserta
Sito istituzionale

Caserta è una città della Campania.

Da sapere

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La città di Caserta è rinomata soprattutto per la sua grandiosa Reggia, fatta costuire dal Re Carlo di Borbone, sovrano dei Regni di Napoli e di Sicilia, a partire dal 1752, su progetto dell'architetto Luigi Vanvitelli, per rivaleggiare con quella di Versailles. Il Palazzo Reale, insieme al Belvedere Reale di San Leucio e all'Acquedotto Carolino, è inserito dal 1997 nel patrimonio dell'umanità dell'UNESCOUNESCO.

Cenni geografici

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Il comune di Caserta è situato nella piana alluvionale del fiume Volturno, nella parte nord della Regione Campania, ai piedi dei Colli Tifatini e a qualche decina di chilometri da Napoli. Comprende, oltre al capoluogo, anche ben 23 frazioni, alcune delle quali sorgono sui colli che fanno da cornice alla città, per una superficie totale di 56 km². Tra queste vanno ricordate San Leucio, famosa per il Real Belvedere e i setifici, e Casertavecchia, con il suo borgo medievale, il castello e il Duomo del 1100 in stile arabo-romanico.

Quando andare

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Il periodo migliore per visitare Caserta è la primavera, in particolare i mesi di maggio e giugno, quando il clima non è troppo caldo e le precipitazioni sono scarse. Anche il mese di settembre può essere una valida alternativa soprattutto in concomitanza con il festival "Settembre al Borgo" che si svolge solitamente nella frazione medioevale di Casertavecchia nelle prima decade del mese. Il clima abbastanza mite consente in ogni caso di visitare la città in ogni periodo dell'anno.

Cenni storici

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Le origini della città si fanno risalire agli Osci e ai Sanniti. Nonostante tutto, dai reperti che sono stati ritrovati, persino nelle varie frazioni della cittadina, vi è una testimonianza di un passato insediamento ancor più retrodatabile, inoltre nel 1990 furono ritrovate, nei sotterranei della Reggia, alcune tombe di epoca Sannita; si trattò dunque di una necropoli del V secolo a.C.. Intorno al 423 a.C. venne completamente popolata dai Sanniti che le diedero il nome di Calatia. Nel 211 a.C. si schierò contro i Romani e a favore di Annibale. Venne condannata all'esproprio e alla centuriazione, il che significa frammentazione del territorio in grandi appezzamenti.

Lo sviluppo medievale

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Il monaco Erchemperto, nell'Historia Langobardorum Beneventanorum, parla di Caserta come di una realtà già esistente quando, nel IX secolo, gli abitanti di Calatia sono costretti a scappare per la distruzione di Pandone il Rapace, a capo dei Longobardi di Capua. Lo stesso Pandone fece costruire, nell'863, una torre come simbolo di conquista. Durante il regno longobardo, il nucleo urbano si formò attorno alla torre di avvistamento e di difesa; l'attuale centro cittadino, situato intorno a piazza Vanvitelli, allora piazza del mercato, era chiamato Torre, proprio per la presenza della costruzione longobarda che si situa nell'angolo nord-occidentale della stessa, e la città era inoltre sede di cattedra vescovile.

Il nucleo cittadino si era ivi trasferito nel XVI secolo, in quello che era chiamato la Torre, spostandosi da Casertavecchia; dopo qualche secolo seguì l'esempio anche il vescovo, che prese dimora nel borgo di Falciano, in un edificio poi adibito a caserma. Dal 1407 iniziò a svolgersi il mercato cittadino in pianura nella piazza omonima. Sulla piazza ancora oggi è il palazzo vecchio, già dei della Ratta poi degli Acquaviva, conti di Caserta. Gli Acquaviva ampliarono e decorarono l'edificio e il suo giardino in età rinascimentale.

La città fu a lungo contesa dai principati vicini di Napoli, Salerno e Capua, restando a quest'ultima nell'879, sotto Pandulfo di Capua che ne fu il primo conte. Fino al IX secolo Casertavecchia vide un notevole incremento della sua popolazione: l'inizio delle incursioni saracene spingeva, infatti, gli abitanti della pianura a cercare rifugio in luoghi montani più sicuri e difendibili, il che portò al trasferimento della sede vescovile nel borgo montano. Fino al XII secolo la storia di Casa Hirta si confonde con quella della contea di Capua, inserendosi nelle lotte interne tra i signori Longobardi, Bizantini e Napoletani. Quando i Normanni la conquistarono nel 1057, Riccardo I, conte di Aversa, la eresse in contea per Roberto di Lauro nel 1062. Passò nel 1183 al figlio Guglielmo ed alla sua morte, nel 1199, al figlio Roberto.

I nuovi conquistatori, pur nella loro durezza, portarono un po' d'ordine e di autorità. Accanto ad un maggiore sviluppo della popolazione e della vita urbana, sorsero la cattedrale, voluta dal vescovo Rainulfo, il palazzo vescovile ed altri importanti edifici pubblici. Il borgo, passato agli Svevi, conobbe il suo momento di maggiore importanza, anche nel campo politico, sotto il conte Riccardo di Lauro, del casato dei Sanseverino, valido consigliere e fiduciario di Federico II di Svevia. In questo periodo iniziarono i lavori del campanile e si aggiunse al castello la grande torre cilindrica, detta «Maschio», coeva delle architetture federiciane di Capua (1224-1239).

Con la conquista angioina (1266) la contea fu affidata temporaneamente a Federico di Laisalto. Successivamente, re Carlo D'Angiò la confiscò per assegnarla a Guglielmo de Beaumont (italianizzato in Belmonte), l'ammiraglio francese che lo aveva salvato con la sua nave. Nel 1269, alla morte di Belmonte, la contea venne affidata a Bertrando del Balzo e nel 1283 passò a Ludovico Roheriis, già giustiziere di Calabria e poi di Terra di Lavoro. Nel 1294 la città ebbe un nuovo feudatario, Goffredo Caetani di Sermoneta, fratello del papa Bonifacio VIII. Quindi, nel 1310 passò al catalano Diego de Lahart (italianizzato in Della Ratta), di cui parla il Boccaccio nella sesta giornata del Decameron, giunto in Italia al seguito di donna Violante d'Aragona. Il più famoso dei conti Della Ratta fu Francesco, il cui mausoleo venne situato nel duomo di Casertavecchia.

L'età moderna e la reggia borbonica

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Nel 1508 Caterina della Ratta, andò in sposa ad Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona, da cui attraverso il ramo primogenito, la contea divenuta principato giunse in eredità ad Anna, ultima erede degli Acquaviva, la quale sposando nel 1618 Francesco Caetani 8º duca di Sermoneta, lo stato di Caserta rimase in questa famiglia fino a quando, indebitatisi enormemente, furono costretti a vendere i possedimenti ai Borbone di Napoli. Questi, in particolare il suo re Carlo di Borbone, pensarono di costruirvi la reggia borbonica, a partire dal 1750.

L'esigenza del re di Napoli di costruirsi una nuova reggia aveva un triplice motivo. In primis il re aveva la necessità di costruirsi una residenza che fosse più lontana dal mare rispetto al Palazzo Reale di Napoli, per mettersi in salvo in caso di attacco da parte della flotta francese. In secondo luogo, il re coltivava da tempo il desiderio di costruirsi una residenza estiva per il riposo. Inoltre, come terza motivazione, era mosso da un impeto di orgoglio e infatti ordinò al Vanvitelli di costruirgli una residenza che per bellezza, imponenza e maestosità, fosse superiore a tutte le altre europee. Il vecchio giardino degli Acquaviva diventò poi il nucleo principale dell'attuale parco della Reggia.

Sul finire del XVIII secolo, il re Ferdinando IV fece costruire in località San Leucio una residenza reale con annessa una fabbrica adibita alla produzione della seta. Accanto al Palazzo del Belvedere, con sul retro un affascinante giardino all'italiana e con davanti la vista sulla piana di Caserta e sul golfo di Napoli, il re fece costruire i quartieri San Carlo e San Ferdinando, destinati agli operai della fabbrica della seta. Il re emise anche un editto nel quale in pratica sanciva la costituzione (da qui l'utopia ferdinandesca) di una sorta di società perfetta, chiedendo ai cittadini di San Leucio l'abolizione di ogni forma di lusso e assoluta uguaglianza economica. Una società che, nella mente del monarca, avrebbe dovuto essere autosufficiente, vivendo della produzione di seta.

Dal XIX secolo ad oggi

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Dopo la proclamazione del Regno d'Italia divenne sede amministrativa del circondario di Caserta della provincia di Terra di Lavoro, quest'ultima soppressa nel 1927 dal governo Mussolini ed il territorio suddiviso nelle province limitrofe. Dopo la resa di Caserta e la fine campagna d'Italia della seconda guerra mondiale nel 1945 divenne di nuovo capoluogo di provincia, ma risultò parecchio devastata; con il boom edilizio soprattutto negli anni 1980 nacquero i quartieri residenziali con grazie ad una edificazione di tipo estensivo, ma al contempo vennero create zone eccessivamente abitate e con pochi spazi verdi, come nel caso dell'ex area Macrico, area utilizzata dall'esercito italiano e dismessa nel 1984.

All'inizio degli anni 1990 divenne sede della Seconda Università degli Studi di Napoli, e nel luglio del 1994 la città fu sede della cena di gala in occasione del G7; parallelamente durante la crisi dei rifiuti in Campania ospitò una discarica in località Lo Uttaro. A gennaio del 2007 si svolse presso la sede della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione cittadina ed in particolare nei cortili della reggia borbonica, per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, un Consiglio dei ministri lontano da Roma.


Come orientarsi

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Caserta Centro

Condizionato dalla presenza della Reggia e del suo maestoso Parco il centro città si sviluppa quasi esclusivamente ad est del complesso vanvitelliano. Il principale asse viario, il Corso Trieste, si estende per circa un chilometro a partire dall'angolo est della facciata principale del Palazzo Reale. A circa un centinaio di metri dal suo inizio la strada si apre su una piazza delimitata da quattro palazzi uguali, piazza Dante (chiamata anche dai casertani con il vecchio nome di Piazza Margherita). Da qui si diparte, sulla sinistra, un altro dei principali assi viari del centro, via Mazzini, dove ha sede il Teatro Comunale. Dopo aver attraversato Piazza Vanvitelli, che ospita il Palazzo del Municipio, quello della Prefettura (già Palazzo Vecchio dei Principi Acquaviva) e della Banca d'Italia, la via prosegue diritto lungo il Corso Giannone che, costeggiando il Parco della Reggia, consente di raggiungere la strada che porta ai borghi settecenteschi di San Leucio e della Vaccheria e da lì anche a quello medioevale di Casertavecchia. Sempre dalla Piazza Vanvitelli, imboccando sulla destra via Pollio, si giunge in Piazza Duomo dove sorge l'ottocentesca cattedrale dedicata a San Michele Arcangelo. Da piazza Duomo si dipartono sia via San Giovanni che conduce nuovamente al Corso Trieste, che via San Carlo, lunga arteria del centro nella cui parte finale si trova Palazzo Paternò, interessante esempio di palazzo nobiliare settecentesco.

  • 41.070314.32691 Piazza Carlo di Borbone Piazza Carlo di Borbone su Wikipedia: situata all'ingresso della città, provenendo dalla via Nazionale Appia, è intitolata al re di Napoli che fece costruire la Reggia. In virtù delle sue imponenti dimensioni (ca. 130.000 m²), la piazza è ritenuta la più estesa in Italia e fra le più grandi del mondo, per quanto sia dibattuto se possa essere considerata o meno una piazza propriamente detta o un giardino[16][17]. È costituita infatti da un'immensa area verde situata dinnanzi alla Reggia, con ai lati due edifici ed emiciclo, destinati alla servitù. Agli inizi del XXI secolo la piazza, che in precedenza era intersecata da strade aperte alla circolazione veicolare, è stata sottoposta ad un lungo restauro allo scopo di farla tornare al progetto del Vanvitelli: si è avuta una risistemazione del verde, dell'impianto di illuminazione, la piantumazione di decine di arbusti e alberi e la completa pedonalizzazione. Alla fine del 2009, con una solenne cerimonia, è stata inaugurata nella sua nuova veste.
  • Piazza Matteotti (o piazza Mercato): una delle principali e più antiche piazze cittadine
  • Piazza Vanvitelli: è una delle principali piazze della città, dove si trovava il palazzo Castropignano, sostituito nei primi anni sessanta da un anonimo palazzo moderno, e dove oggi si trovano l'attuale sede del comune di Caserta, il cinquecentesco Palazzo Acquaviva che ospita gli uffici di questura e prefettura, e il Palazzo della Banca d'Italia. Sono presenti nella piazza anche negozi, caffetterie, chalet, alberghi e banche. È una piazza costituita per lo più da una grande villa comunale con al centro di essa un monumento a Luigi Vanvitelli e una grande fontana. Fino a due secoli fa era la piazza del Mercato, poi trasformata in giardino pubblico.
  • Piazza Dante: una delle piazze più antiche di Caserta. Ha una forma simmetrica ed è costituita da quattro palazzi con bei porticati tutti uguali che ospitano un antico caffè e le sedi del Circolo Sociale e del Circolo Nazionale. In passato si è chiamata prima piazza dei Quattro Canti, in riferimento appunto ai quattro palazzi che la perimetrano e poi piazza Margherita. Congiunge il primo tratto di corso Trieste con gli ultimi trecento metri dello stesso, quelli che conducono prima a piazza Gramsci, sede dei Giardini della Flora e poi a piazza Carlo Terzo, ovvero davanti alla Reggia di Caserta.
  • Piazza Duomo: una delle piazze principali del centro storico della città. Ha una forma irregolare ed è caratterizzata dalla imponente mole della cattedrale. La chiesa, che è in stile tardo barocco-neoclassico, è a tre navate e conserva al suo interno diverse tele del Seicento. Nella stessa piazza Duomo si trova anche la chiesetta di San Giovanni, con un prezioso altare in marmo di Carrara del Seicento. Nella piazza affaccia poi il Palazzo delle Poste, costruito ad inizio del Novecento in stile neoclassico.
  • Piazza Sant'Anna: segna il confine tra il centro storico e la zona sud della città, è così chiamata per via della presenza del santuario di Sant'Anna (patrona della città). Il santuario ha la facciata risalente al 1600 e gli interni divisi tra il barocco-neoclassico dell'ingresso e il moderno del resto della struttura, e fu colpita dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale. Nella stessa piazza, di forma rettangolare, è presente l'ex ospedale di Caserta. Dalla parte opposta del santuario si trova il monumento alla Madonna, eretto nell'anno mariano 1956, costruito in pietra e marmo su una base di piccola scalinata.
  • Piazza della Seta: si trova nella frazione di San Leucio ed è la via principale d'ingresso al Reale Belvedere. Il suo nome fa proprio riferimento all'attività serica che si svolgeva nel Belvedere. Dalla piazza si accede alla residenza reale attraverso l'Arco Borbonico risalente al 1600 circa.
  • 41.07176314.338442 Corso Trieste Corso Trieste (Caserta) su Wikipedia

Frazioni

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  • Acquaviva
  • Aldifreda è nota per l'antica chiesa di San Pietro Apostolo, in cui sono stati ritrovati reperti storici antecedenti all'anno 1000.
  • 41.16666714.2166671 Briano Briano su Wikipedia
  • 41.09666714.3663892 Casertavecchia Da vedere l'intero piccolo borgo che ha in buona parte conservato la struttura urbanistica, l'atmosfera e l'architettura medioevale. Di particolare interesse i resti del Castello con il Mastio (considerato uno dei più antichi d'Europa), la chiesa dell'Annunziata con portale gotico e la Piazza Vescovado con la bella cattedrale arabo-romanica di San Michele, il campanile, l'ex Palazzo Vescovile e l'ex Seminario. Vale la pena anche fare un piccolo giro tra le viuzze del borgo (dove negli anni '70 Pier Paolo Pasolini ambientò alcune novelle del Decamerone) alla ricerca di portali medioevali, bifore e resti di architetture romanico-gotiche.
  • 41.09513114.3817193 Casola
  • Casolla ai piedi dei Colli Tifatini, una delle più grandi e antiche Frazioni della Città di Caserta, caratterizzata dalla presenza delle "Collère", edifici alti e sfinestrati atti alla produzione e all'essiccazione della colla animale; le prime costruzioni nascono già nel 1500, la massima diffusione l'abbiamo nel 1700, fino ad arrivare alla seconda metà del 1900 quando la produzione di colla termina a causa della produzione di colla chimica. Sempre nel borgo di Casolla troviamo la Chiesa Arcipretura di San Lorenzo Martire (sec. XI) e diversi Palazzi (D'Errico, Duca Catemario) di una certa rilevanza storico-artistica con annesse cappelle gentilizie.
  • 41.07416714.3608334 Centurano
  • Ercole
  • Falciano antica sede vescovile dal XVIII secolo e di un palazzo della cavallerizza nel XVI secolo.
  • Garzano
  • Lo Uttaro
  • Mezzano
  • 41.09555614.3569445 Piedimonte di Caserta (Piedimonte di Casolla) ai piedi dei Colli Tifatini, sede di antichissime architetture: l'Abbazia benedettina di San Pietro ad Montes (sec. XI), originariamente vi era un tempo tempio romano dedicato a Giove Tifatino; la Chiesa di San Rufo Martire (sec. XI); il Palazzo Marchesi Cocozza di Montanara (sec. XIV), nel quale nel 1970 Pier Paolo Pasolini girò alcune scene del Decameron, il Palazzo Orfitelli (sec. XV) e le "Collère", ambienti alti e sfinestrati che un tempo servivano come luogo di essiccazione della colla, presenti in numero maggiore nel Borgo di Casolla.
  • Pozzovetere
  • 41.09356714.334466 Puccianiello Puccianiello su Wikipedia
  • San Benedetto
  • Sala
  • San Clemente nata dall'antico villaggio di Macerata citato dalle fonti già intorno all'anno Mille, ma esistente in epoca longobarda e che comprendeva tre villaggi di capanne con al centro rispettivamente la chiesa di San Clemente, di Santa Maria e di Santo Stefano.
San Leucio
  • Unesco 41.10097514.3164077 San Leucio San Leucio (Caserta) su Wikipedia Voluta anch'essa dal Re Carlo di Borbone, la colonia di San Leucio è famosa nel mondo fin dal settecento per la produzione della seta. Ancora oggi le produzioni di San Leucio si possono trovare al Quirinale, in Vaticano, alla Casa Bianca e a Buckingham Palace. La struttura urbanistica del borgo è frutto delle trasformazioni volute prima dal Re Carlo, che vi istituì le seterie, e poi dal figlio Ferdinando IV che aveva in animo di realizzarvi una città a pianta stellare, Ferdinandopoli, della quale sono stati realizzati solo i quartieri di San Carlo e San Ferdinando. Vale la pena visitare il Palazzo del Belvedere, le Reali Seterie e la Casa del Tessitore, interessante esempio di abitazione destinata alle famiglie di operai che abitavano il borgo. Nei dintorni anche la Reale Vaccheria con la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e la riserva WWF del Bosco di San Silvestro, un tempo territorio di caccia del Re.
  • Santa Barbara
  • Sommana
  • Staturano
  • Tredici
  • Tuoro
  • Vaccheria sede delle vaccherie reali per la produzione di cuoio e di mucche da latte.


Come arrivare

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In aereo

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  • 40.88444414.2908331 aeroporto di Napoli-Capodichino (IATA: NAP) L'Aeroporto più vicino dove atterrano voli diretti dai principali aeroporti italiani ed europei. Lo scalo dista circa 25 chilometri dalla città con la quale è collegato tramite la Tangenziale di Napoli e l'Autostrada A1 fino al casello di Caserta Sud.

In auto

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La città è dotata di due caselli autostradali entrambi posizionati sull'autostrada A1 Milano-Napoli ma raggiungibili anche dalla A30 Caserta - Salerno.

La Reggia dista appena un paio di chilometri dal casello di Caserta Nord. Un po' più lungo, ma egualmente semplice, il percorso dal casello di Caserta Sud.

Sempre dal casello di Caserta Nord si può raggiungere in un quarto d'ora circa il borgo settecentesco di San Leucio (oggi frazione della città) e da lì il borgo medioevale di Casertavecchia.

In nave

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Il porto più vicino è quello di Napoli che dista dalla città circa una trentina di chilometri, gran parte dei quali percorribili su rete autostradale.

In treno

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Stazione di Caserta
  • 41.06888914.3277782 Stazione di Caserta. La stazione è situata sulla linea che collega Roma con Napoli passando per Cassino. La città è quindi facilmente raggiungibile sia dalla capitale (circa un'ora e un quarto di percorrenza con i treni Alta Velocità) che dalla città partenopea (circa tre quarti d'ora con i treni regionali). Per Caserta transita anche la linea ferroviaria proveniente dalla Puglia attraverso Benevento. Diretto anche il collegamento ferroviario con la città di Salerno (un'ora circa la percorrenza). La stazione è localizzata nella piazza antistante la famosa Reggia vanvitelliana, raggiungibile dallo scalo ferroviario con una breve passeggiata a piedi. Per gli orari dei treni si può far riferimento al sito delle Ferrovie dello Stato. Stazione di Caserta su Wikipedia stazione di Caserta (Q3969276) su Wikidata


Come spostarsi

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Il centro urbano è relativamente poco esteso e quindi è facilmente percorribile a piedi. È necessario servirsi di mezzi di trasporto invece per raggiungere le frazioni settecentesche di San Leucio (3 km circa dal centro) e Vaccheria (5 km circa dal centro) e quella medioevale di Casertavecchia (circa 10 km dal centro).

Con mezzi pubblici

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Il trasporto pubblico su gomma è affidato alla società C.L.P. e consta di 11 linee urbane. Per raggiungere le frazioni settecentesche di San Leucio e Vaccheria si possono utilizzare le linee urbane 106 (con partenza da Piazza Vanvitelli i giorni feriali alle 5.35, alle 6.30, alle 7.10, alle 8.05, ogni ora dalle ore 9.00 alle ore 13.00, alle 14.15, alle 15.15, alle 16.10 e ogni ora dalle 17.00 alle 21.00 e i giorni festivi alle 8.05, ogni ora dalle 9.00 alle 13.00, alle 16.10 e ogni ora dalle 17.00 alle 21.00) e 108 (con partenza dalla Reggia i giorni feriali alle 8.30, alle 10.00, alle 11.30, alle 13.00, alle 16.00 alle 17.30 e alle 19.00). Per raggiungere la frazione medioevale di Casertavecchia si possono invece utilizzare le linee urbane 103 (con partenza dalla stazione ferroviaria i giorni feriali alle 6.35 e ogni ora dalle ore 8.20 alle ore 20.20 e i giorni festivi alle 8.20, 10.20, 12.20, 16.20, 18.20 e 20.20) e 108 (con partenza dalla Reggia i giorni feriali alle 8.30, alle 10.00, alle 11.30, alle 13.00, alle 16.00 alle 17.30 e alle 19.00)

In taxi

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Lo stazionamento taxi è in Piazza G. Garibaldi, dinnanzi alla Stazione Ferroviaria della città.

In auto

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Parcheggi

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Per visitare il Palazzo Reale o anche il centro cittadino è possibile sostare nel parcheggio interrato Carlo III (€ 1 ogni ora o frazione) situato sotto la grande piazza antistante la Reggia o nel vicino parcheggio scoperto dell'ex Caserma Pollio in Via Roma (€ 1 ogni ora o frazione).

Noleggio

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L'automobile può essere prenotata tramite il servizio Rentalcars o direttamente presso le principali società di autonoleggio:

  • Hertz, Via dei Vecchi Pini, 5, +39 0823 341 599, fax: +39 0823 341 990. Lun-Ven 08:30-13:00 e 15:30-19:30, Sab 09:00-12:00.
  • Avis autonolegggio, Via Verdi 24, +39 0823 443 756. Lun-Ven 08:30-13:00 e 15:00-19:30, Sab 08:30-12:00.
  • Maggiore Rent, P.zza Garibaldi 2/5 (c/o Stazione FFSS), +39 0823 444 729, fax: +39 0823 444 729. Lun-Ven 08:30-19:00, Sab 08:30-13:00.


Cosa vedere

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Chiese

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Duomo di Caserta
  • 41.0739214.333721 Cattedrale di San Michele Arcangelo (Duomo). L'attuale edificio della cattedrale di San Michele Arcangelo si trova su di una precedente chiesa dedicata all'Annunziata (1300), facente parte del convento del Carmine, nell'attuale irregolare piazza del Duomo. La ristrutturazione si era resa necessaria in quanto la costruzione era stata invasa dall'ampliamento delle cappelle della vicina chiesa dell'Annunziata (XIV secolo) avvenuto nel corso del Settecento. La maggiore ristrutturazione risale al 1820 circa. Lo stile degli interni è puro barocco. La chiesa a tre navate è impreziosita dalla presenza di diverse tele del Seicento. E' il principale luogo di culto cattolico della città di Caserta. Cattedrale di San Michele Arcangelo (Caserta) su Wikipedia cattedrale di San Michele Arcangelo (Q3663711) su Wikidata
  • 41.07396614.3335082 Cappella di San Giovanni, piazza Duomo (alla destra della cattedrale). Tra le più antiche della città, poiché venne fondata e costruita nel 1310. È di notevole interesse per il pregevolissimo altare di marmo del 1770, tra i più belli della scuola vanvitelliana e costituito da marmi di Carrara e di origine africana.La cappella, già nel 1498, era sede della confraternita di San Giovanni Battista. La confraternita venne aggregata, con bolla pontificia, al gonfalone di Roma nel 1622. Ulteriori notizie sulla cappella risalgono al 1752 quando, con regio decreto di Carlo di Borbone, venne concessa la sanatoria sulla fondazione e venne approvato lo statuto. La cappella venne ricostruita nel 1760 a causa dell'ampliamento della vicina chiesa dell'Annunziata (attuale cattedrale di San Michele Arcangelo), che ne aveva ridotto lo spazio, non più funzionale alle esigenze del culto. Data la situazione, i confratelli decisero di ricostruirla radicalmente per renderla nuovamente operativa. Il progetto e la direzione dei lavori furono affidati all’architetto Leonardo Pinto, capomastro nelle Reali Fabbriche della Reggia di Caserta. Nel 1762 vennero realizzati, da Vincenzo Farinaro, i lavori di stucco e l’altare maggiore. L’altare maggiore fu sostituito nel 1770 da un altare marmoreo, costruito su disegno dell’architetto Francesco Collecini, allievo e collaboratore dell’architetto Luigi Vanvitelli. Il 6 ottobre 1770 venne stipulato l’atto di convenzione con il marmoraio Filippo Pecorella, che si impegnò, dietro il pagamento di 200 ducati, a realizzare l’altare che ancora oggi si trova nella cappella. La confraternita di San Giovanni Battista, con decreto del 1852, venne elevata ad arciconfraternita. L’evento venne celebrato con una lapide commemorativa che, ancora oggi, si trova sulla facciata della cappella.La cappella dell’arciconfraternita di San Giovanni Battista confina ad ovest con la cattedrale di San Michele Arcangelo, a nord con la piazza Vescovado e ad est con via San Giovanni. La cappella presenta un piccolo campanile sul lato sinistro con una serie di stucchi in fasce che si alternano al rosa della facciata. La facciata è coronata da un timpano sopra il quale vi è una croce in ferro. Al disotto del timpano si trova una trabeazione sul quale è riportata la dedicazione dell’arciconfraternita. Proseguendo verso il basso si trova una finestra quadrata sotto la quale è presente una lapide in marmo. Si accede alla cappella attraverso un portale in legno decorato ai lati con lesene scanalate a capitelli ionici. L'interno della cappella è costituito da una navata unica affiancata da un vano laterale (sacrestia), con ipogeo sottostante precedentemente destinato a chiesa funeraria. La navata è coperta da una volta a botte, sopra il vano d'accesso si trova una cantoria mentre l’abside è coronata da una cupola. Sulle pareti laterali si trovano due nicchie con due gruppi scultorei, dono di Ferdinando II di Borbone, che rappresentano L'incredulità di San Tommaso e L'apparizione di Gesù alla Maddalena. Inoltre ci sono due altari in marmo, uno dedicato a santa Rita da Cascia e l’altro a Gesù Crocifisso. Le volte della navata sono decorate con pitture che hanno come oggetto il Battesimo di Gesù Cristo, la Decollazione di S. Giovanni Battista. La cupola absidale presenta pitture che hanno come oggetto i quattro evangelisti ed un Gesù. All’interno della cappella si trova un altare marmoreo la cui realizzazione risale agli anni 1770-1771 su disegno e direzione dell’architetto Francesco Collecini. L’altare presenta una composizione lineare, geometricamente definita, con elementi decorativi misurati. L’altare è stato realizzato con marmi preziosi come il bianco di Carrara (per gli scorniciati e gli intagli), marmo africano (per lo zoccolo), bardiglio (per i sottogradi), breccia di Dragoni (per lo sfondo del paliotto), giallo antico (per i pilastri) e verde antico (per lo sfondo della croce). Questa varietà di marmi produce forti contrasti cromatici che richiamano gli altari dell’architettura barocca. L’altare occupa interamente il ridotto spazio in cui è inserito, per cui ne risultano accentuati i più minuti particolari, come i piccoli elementi, festoni e volute, in marmo bianco.
Sacrario dei Caduti dell'Aeronautica
  • 41.07262414.3295873 Sacrario dei Caduti dell'Aeronautica (all'ingresso dei Giardini della Flora a pochi passi dall'entrata del palazzo reale della Reggia di Caserta). L’edificazione della cappella si deve alla devozione nei confronti di una antica immagine della Madonna del Carmelo posta all’imboccatura della strada detta la Santella. Per l’alto numero di devoti si decise di costruire una cappella più dignitosa per ospitare l’immagine sacra. In funzione di ciò venne chiesto al re Ferdinando I di Borbone del terreno adiacente al giardino della “Flora”. Gennaro Mitascio, in rappresentanza dei devoti, ottenne il terreno e nel 1805 ebbe inizio la costruzione della cappella. L’architetto Carlo Vanvitelli, nel relazionare sulla misurazione del terreno da adibire alla costruzione della cappella scrisse che «(…) egli stesso per sua divozione, ha fatto un piccolo disegno in abbozzo affinché approvandolo possano darsi gli ordini corrispondenti (…)». Da tale documento nasce l’ipotesi della paternità di Carlo Vanvitelli, del quale, però, non esistono disegni progettuali. Alla fine del 1806, a lavori iniziati, il Mitascio richiese all’amministrazione un altare idoneo. Quattro anni dopo fu concesso, da Gioacchino Murat, il trasferimento nella cappella dell’altare di un'altra piccola cappella, detta “dei pescatori”. Inizialmente dedicata alla Madonna del Carmine (per la quale continuano negli anni le rituali onoranze), poi intitolata all’Assunta in cielo (dal dipinto posto sull’altare maggiore), la cappella conservò la dedicazione fino al 1836, anno in cui i fedeli acquistarono una statua di santa Filomena, il cui culto, molto sentito in quegli anni, determinò la dedicazione a santa Filomena. L’edificio ecclesiastico, in data 19 giugno 1939, passò con decreto vescovile alla competenza della parrocchia di San Sebastiano. La struttura versò in stato di abbandono fino al 1959 quando l’Associazione nazionale famiglie caduti e mutilati dell’Aeronautica (ANFCMA) chiese l’uso della cappella. Dopo il decreto vescovile del 17 dicembre 1959, il Municipio di Caserta, proprietario dell’edificio, consegnò la cappella all’ ANFCMA il 9 agosto 1960.Il sacrario presenta una pianta circolare, con diametro esterno di m. 10 e di m. 8 all’interno. Esso è coperto da una bassa cupola a sesto ribassato suddivisa in quattro parti. Sono ancora conservati i tre altari originari, due più piccoli, a destra e sinistra, e il più grande al centro. Al di sopra dell’altare maggiore è presente un dipinto circondato da una cornice lignea dorata che raffigura la Madonna Assunta in cielo di Heinrich Schmidt. Sopra l’altare maggiore, e precisamente sopra il quadro, vi è un timpano e sulle falde sono collocati due angeli, a figura intera. Al di sotto del quadro della Madonna Assunta in cielo, si trova una piccola statua della Madonna di Loreto, protettrice dell’Aeronautica, in ceramica, posta su di un piedistallo. I due dipinti posti al di sopra degli altari laterali rappresentano la Madonna del Carmine a sinistra e San Raffaele con Tobiolo e il cane a destra. Di quest’ultimo quadro il pittore rimane sconosciuto, mentre del dipinto della Madonna del Carmine è autore Franz Hill.
Cappella dell'Immacolata Concezione
  • 41.07358114.3380664 Cappella dell'Immacolata Concezione, via San Carlo. La cappella venne eretta negli anni '40 dell’800, per volere di Irene Morrone, moglie di Onofrio Colella, esponente di spicco della borghesia casertana. La costruzione della cappella avvenne in concomitanza con l’espansione urbanistica della città, promossa dai Borbone, durante la quale la borghesia locale arricchì la città di nuove cappelle religiose. Il primo documento noto risale al 4 ottobre 1831 nel quale Irene Morrone dichiarò di voler edificare una cappella all’interno del suo palazzo di San Carlo, dedicandola alla Beata Vergine Immacolata Concezione. È del 19 giugno 1848, invece, l’autorizzazione a celebrare la messa, concessa da don Giuseppe Giaquinto, primicerio della cattedrale e vicario vescovile della curia di Caserta. Dopo anni di controversie riguardanti i diritti di proprietà sulla cappella, in data 22 gennaio 1905, con atto notarile, la cappella venne ceduta alla curia di Caserta. Palazzo Morrone, del quale la cappella è parte integrante, passò alla famiglia Alois nel 1911 e venne ristrutturato nel 1915. La Cappella è anche detta di Santa Lucia per il particolare culto in essa introdotto probabilmente grazie al fatto di trovarsi sull’unico percorso che dalla città portava al santuario di Santa Lucia sulla collina di Garzano. I devoti vi passavano e vi sostavano a pregare. Da qui forse è nato il culto di santa Lucia. Fin dalla sua costituzione la cappella è diventata un punto di riferimento per gli abitanti di via San Carlo ed è ad oggi soggetta al vincolo di conservazione dalla Soprintendenza alle Belle Arti.La facciata, annessa a palazzo Alois, sito in via San Carlo, è composta da un portone con cornice orizzontale, e da un timpano triangolare al di sotto del quale è riportata la scritta che indica la dedica all’Immacolata Concezione. L’interno è composto da un'unica navata ai lati della quale si trovano due altari marmorei. La navata termina con una profonda abside coronata da cupola. La volta della navata è affrescata da Francesco Lauritano con L'Annunciazione sul lato sinistro, La Natività di Gesù Bambino sul lato destro e al centro L'Immacolata Concezione, che il pittore firma e data 1945. Sul lato destro si osservano le statue di Santa Lucia, di Gesù Cristo e di Santa Rosa da Lima custodite in teche di fattura recente. Sul piccolo altare di manifattura locale è custodita una tela raffigurante Sant’Alfonso, di autore ignoto. Sul lato sinistro sono custodite le statue di Sant’Aniello e di Gesù Cristo, sull’altare in marmo è posta la tela raffigurante San Francesco; tutte le suddette opere sono di autori ignoti. La cupola con decorazioni a lacunari culmina nel rosone centrale, mentre nei peducci sono affrescati quattro putti recanti alcuni dei simboli dell’Immacolata Concezione: la rosa mystica, la turris davidica, la domus aurea, la stella mattutina.
Chiesa del Redentore
  • 41.07411414.3321595 Chiesa del Redentore. La costruzione di questa chiesa risale nel 1113. Ha tre navate e due archi della navata sinistra immettevano nei cappelloni del Sacramento e del Rosario (ancora oggi superstiti anche se modificati): ciò lascia ipotizzare una pianta allungata nella direzione dell'asse della strada attuale, con facciata ad ovest. Nel 1783 un incendio distrusse l'antico edificio. Si salvarono appena la statua del titolare e forse la tavola rinascimentale nella cappella alla testata della navata sinistra dell'attuale cattedrale. La cura parrocchiale fu trasferita nell'Annunziata (dal 1498 sede dei carmelitani, poi ricostruita, oggi cattedrale).
  • 41.06959414.3331566 Santuario di Sant'Anna, Piazza Sant'Anna. La chiesa, divenuta santuario proprio per la venerazione di sant'Anna, fu in parte distrutta durante la Seconda guerra mondiale. Resta la parte iniziale di stile ottocentesco e un'imponente facciata, mentre il resto della costruzione interna è in chiave moderna. La prima domenica successiva al giorno 26, giorno della santa, si effettua una processione, la cui statua si trova nel santuario stesso.
Chiesa di Montevergine
  • 41.07332814.3412497 Chiesa di Montevergine. Piccolo gioiello nel cuore di Caserta datato anno 1636, come si legge all'ingresso. La chiesa ha anche un valore storico in quanto nelle sue adiacenze, il 1º ottobre 1860, vi fu uno scontro tra le forze borboniche ed i garibaldini.
Santuario Cuore Immacolato di Maria
  • 41.07060614.3355568 Santuario del Cuore Immacolato di Maria, via Don Bosco. Centro e cuore dell'Opera salesiana di Caserta è la chiesa intitolata al Cuore Immacolato di Maria. La sua costruzione, come quella di tutta l'Opera, fu finanziata dalla signorina francese Marie Lassere. Questa voleva onorare la principessa Maria Immacolata di Borbone, figlia di Ferdinando II, re delle Due Sicilie, alla quale era legata da affetto materno. Quest'opera la volle in favore dei giovani di Caserta, dove la principessa era nata.La chiesa fu inaugurata il 15 dicembre 1898 dal vescovo di Caserta mons. Gennaro Cosenza, alla presenza del beato Michele Rua, successore di san Giovanni Bosco. La Chiesa ha dignità di santuario, in quanto aggregata alla basilica vaticana con decreto del 18 luglio 1922. Sull'altare maggiore è collocato l'imponente dipinto che don Bosco commissionò al pittore Bonetti nel 1869 per il santuario di Maria Ausiliatrice di Torino e poi donato a Caserta dal suo fedele don Rua. Santuario del Cuore Immacolato di Maria (Q118764111) su Wikidata
Chiesa di Sant'Antonio di Padova
Chiesa di Sant'Elena
  • 41.07872214.3315569 Chiesa di Sant'Antonio di Padova. Il complesso fu ampliato e trasformato nel corso dei secoli prima dai conventuali (XVII secolo) e poi dai carmelitani (XVIII secolo) fino a che, soppresso nel decennio francese, fu incamerato nei beni della Reale Amministrazione del Sito di Caserta ed affidato ai padri liguorini con decreto regio del 30 luglio 1823. chiesa di Sant'Antonio di Padova (Q118765008) su Wikidata
  • 41.07253914.3297510 Chiesa di Sant'Elena, via Ferrante (A poche centinaia di metri dalla Reggia, nel pieno del quartiere storico della Santella). Risalente al tardo Seicento. Pregevoli gli interni nei quali ancora si intravedono affreschi dell'epoca. Era la preferita del Vanvitelli, tanto che l'insigne architetto, che abitava in un palazzo con una parete comunicante con la chiesa, si fece costruire un piccolo balconcino che affacciasse all'interno di Sant'Elena, in modo da seguire la messa dal suo stesso appartamento. chiesa di Sant'Elena (Q118764086) su Wikidata
  • 41.07527214.31986111 Chiesa di San Francesco di Paola, Via San Francesco di Paola. È il luogo di sepoltura dell'architetto Luigi Vanvitelli, progettista della famosa Reggia. La chiesa e il convento furono fondati nel 1606 da parte dei padri dell'ordine dei Minimi, grazie alla generosità del principe Andrea Matteo Acquaviva che concesse terreni e rendite. L'importanza del convento accrebbe in occasione della visita di papa Benedetto XIII nell'anno 1729; il pontefice soggiornò in quel luogo per due giorni. L'altro episodio che conferì notorietà al luogo in questione fu la sepoltura dell'insigne architetto nel 1773, ma solo nel 1879, grazie all'iniziativa del presidente del Collegio degli Ingegneri, fu apposta una lapide che ricordasse l'evento. Dal 1813 al 1816 i locali del convento furono utilizzati come sede di gendarmeria, nel 1821 Ferdinando I decise di utilizzarlo come ospedale per gli abitanti della vicina colonia di San Leucio, nel 1830 però il re cedette completamente l'ospedale ai gendarmi. Nel 1835 quel luogo divenne sede dei lancieri e di una fabbrica di scialli di lana, e questa destinazione fu mantenuta sino al 1840. In quell'anno ci fu un nuovo ed ultimo riutilizzo, come ospedale militare per conto del Ramo di Guerra. Chiesa di San Francesco di Paola (Caserta) su Wikipedia chiesa di San Francesco di Paola (Q3670159) su Wikidata

Edifici civili

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Caserta: Lo scalone reale della Reggia
Sala del trono
  • Attrazione principale Unesco 41.0714.32583312 Reggia di Caserta (Palazzo Reale di Caserta), Piazza Carlo di Borbone (per chi arriva in treno o con i mezzi pubblici è giusto di fronte alla stazione ferroviaria e allo stazionamento degli autobus, per chi arriva in auto si consiglia di utilizzare l'uscita autostradale di Caserta Nord), +39 0823 448084, . Biglietto intero 14 €, ridotto 7 €. Appartamenti storici: Mer-Lun 8:30-19:30 (ultimo ingresso 19:00). Parco: Mer-Lun 8:30-un'ora prima del tramonto. Giardino inglese: Mer-Lun 8:30-un'ora prima della chiusura del Parco. Chiusure: 1 Gennaio, Lunedì in Albis, 1 Maggio, 25 Dicembre.. La Reggia di Caserta, è una dimora storica appartenuta alla famiglia reale della dinastia Borbone di Napoli, proclamata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. È circondata da un vasto parco nel quale si individuano due settori: il giardino all'italiana ed il giardino all'inglese. Il complesso del palazzo reale, con i suoi giardini lunghi circa 2,5 km, è uno dei più grandi d'Europa, ed ha conseguito il titolo di Parco più bello d'Italia nel 2009. Sul lato ovest della reggia sorge la chiesa di San Francesco di Paola che fa parte di un complesso un tempo convento dei Frati Minimi, fondato nel 1605 da Andrea Matteo Acquaviva, fino al 2013 ospedale militare di Caserta.
    Ovviamente non può mancare una visita al maestoso Palazzo Reale con gli Appartamenti Reali, la Sala del Trono, la Cappella e il Teatro di Corte e al grande Parco con giardino all'italiana e cascate d'acqua. Assolutamente da non perdere, nella parte alta del Parco Reale, il romantico giardino all'inglese con il bagno di Venere.
    All'interno del parco vi è la Peschiera Grande della Reggia di Caserta. Si tratta di un lago artificiale costruito nel Parco della Reggia nell'anno 1769 dall'architetto Collecini. Il lago, con un isolotto al centro, è lungo 270 metri, largo 105 e profondo 3,50. Tra il 1769 e il 1773, progettato per il divertimento del re Ferdinando IV, vi si svolgevano finte battaglie terrestri e marittime con modelli di navi in scala ridotta. Vennero anche insediati in alcune abitazioni nei pressi della vasca dei marinai con le loro famiglie; "Liparoti" per poter organizzare i giochi nautici.
    Reggia di Caserta su Wikipedia reggia di Caserta (Q327983) su Wikidata
Palazzo Paternò
  • 41.07348414.3393913 Palazzo Paternò, Via San Carlo, 142, . È stato costruito a partire dal 1765, e terminato nel 1775, su committenza di un membro della Casa siciliana dei Paternò, e precisamente del marchese Lorenzo Paternò per il figlio Vincenzo in quanto questi era stato nominato ministro della Guerra e, dalla Sicilia, si era trasferito in Campania. Il progettista fu l'architetto Gaetano Barba cui, questo ramo della Casa Paternò, venuto a Napoli, aveva commissionato contemporaneamente anche una villa a Capodimonte (nei pressi dell'attuale reggia di Capodimonte, oggi museo) e un precedente palazzo sempre a Caserta. Palazzo Paternò (Caserta) su Wikipedia Palazzo Paternò (Q3890620) su Wikidata
Palazzo vecchio
  • 41.07528614.33044114 Palazzo vecchio, piazza Vanvitelli. Fu la residenza dei conti e principi di Caserta degli Acquaviva, dal Medioevo al 1749. Poi ospitò saltuariamente la corte borbonica fino alla realizzazione dei primi appartamenti abitabili nella reggia di Caserta, nel 1780. Oggi è sede della Prefettura e della Questura di Caserta. Palazzo vecchio (Caserta) su Wikipedia Palazzo vecchio (Q112044495) su Wikidata
  • 41.0758514.3210515 Palazzo del Boschetto, via Passionisti. Fu una residenza secondaria degli Acquaviva di Caserta. È di grande interesse storico-artistico per l'architettura e le decorazioni che sono una rara e preziosa testimonianza della Caserta preborbonica. Palazzo del Boschetto su Wikipedia Palazzo del Boschetto (Q3891244) su Wikidata
  • 41.069914.33288416 Palazzo del Feudo Vico, Via Vico. Si tratta di un edificio del XVII secolo appartenuto a Pompeo delli Monti, condannato al rogo per eresia. Oggi è sede della Guardia di Finanza.
  • 41.07222814.33037917 Palazzo delle Quattro Colonne (presunta casa di Vanvitelli), corso Trieste (nel tratto che collega piazza Dante ai giardini della Flora). Chiamato così perché la sua facciata presenta quattro colonne, due per ogni lato. Per molto tempo si è ritenuto fosse stata la residenza dell'architetto Vanvitelli dal 1752 al 1773, fino alla sua morte. Una lapide all'ingresso, tuttora presente, ne ricordava l'illustre ospite.
Palazzo della Banca d'Italia
  • 41.07583614.33156718 Palazzo della Banca d'Italia, Piazza Vanvivitelli. Anticamente prendeva il nome di palazzo dei Granili (nel XVII secolo); sede comunale ora in via Municipio. Successivamente venne nominato palazzo del Forno e dal 1870 è sede della Banca d'Italia a Caserta. L'edificio, dalla facciata che si sviluppa in lunghezza più che in altezza, ha un grande ingresso principale mentre la parte superiore si conclude con un timpano triangolare all'interno della quale vi è un orologio.
Palazzo Leonetti
  • 41.075814.33315319 Palazzo Leonetti, piazza Vanvitelli. Fatto costruire da Raffaele Leonetti nel 1796. Il primo architetto fu Carlo Vanvitelli, ma il palazzo fu modificato nel 1857 da Domenico Ferrara, per incarico di Tommaso Leonetti. La facciata principale è in stile neoclassico. L'ingresso al giardino è caratterizzato da due bei padiglioni cinesi. La corte interna del palazzo è tipica delle costruzioni padronali del XVIII secolo; in fondo al cortile, in corrispondenza del portone d'ingresso, si accede al giardino sopraelevato, a cui seguiva un'ampia campagna di proprietà della casata. Palazzo Leonetti (Q123680520) su Wikidata
Palazzo delle poste
  • 41.07410614.33296920 Palazzo delle poste e dei Telegrafi, piazza Duomo. Il palazzo è stato ideato dall'architetto Vincenzo Memma e costituisce un importante esempio di architettura neoclassica di fine Ottocento e di inizio Novecento. Il palazzo è una delle testimonianze architettoniche della rapida crescita della città nel corso del XIX secolo.Nel 1914, in seguito a una convenzione stipulata tra il Comune e il Ministero delle poste, l'architetto Vincenzo Memma (1868–1949) ebbe l'incarico di progettare il nuovo palazzo delle Poste e Telegrafi di Caserta. Nel 1916 iniziarono i lavori che finirono soltanto il 5 settembre del 1926, data dell'inaugurazione. La realizzazione dell'edificio si accompagnò a un consistente intervento di ristrutturazione urbanistica. Infatti, per costruire il palazzo, vennero abbattuti un edificio annesso alla chiesa del Redentore e più tardi, nel 1925, parte della chiesa settecentesca per creare un allineamento con il resto di via Redentore.L'edificio presenta un impianto a "H" con due ali connesse a un corpo centrale e si distribuisce su due livelli oltre al piano terra. Il piano terra ospita, nella prima parte, il salone postale aperto al pubblico mentre nell'ala sinistra si trovano gli uffici dell'economato e nell'ala destra due saloni per utenze di telefonia e telegrafia.Il primo piano è formato da un corridoio centrale sul quale si trovano gli uffici della direzione, segreteria e ragioneria, mentre la seconda parte è destinata alla cassa. Il secondo piano si compone di un corridoio con ai lati degli uffici mentre la seconda parte ospita il deposito.In elevato l'edificio presenta tre livelli: il piano terra è caratterizzato da un bugnato liscio che incorpora i pilastri adiacenti dell'ingresso ad arco. Il primo piano presenta delle finestre che si chiudono alternativamente con un timpano triangolare e uno ad arco, mentre, al secondo sono decorate da cornici sagomate. L'ordine delle finestre è scandito da lesene giganti con capitelli compositi. L'edificio è concluso da un parapetto sagomato in corrispondenza delle ali laterali. palazzo delle poste e dei Telegrafi (Q123680686) su Wikidata
Palazzo dei Commestibili
Casa del fascio
  • 41.07508914.33465821 Palazzo dei Commestibili, piazza Matteotti. La costruzione, a ferro di cavallo, è dotata di un lungo porticato in stile neoclassico. Meglio conosciuta dai casertani come piazza Mercato. La struttura in origine è quella di una piazza chiusa con tre maestosi accessi sulla strada esterna. Palazzo dei Commestibili (Q123693946) su Wikidata
  • 41.07587914.33553622 Casa del Fascio, piazza Matteotti. Una costruzione imponente costruita in epoca fascista per ospitare gli uffici del regime e che dopo la fine del secondo conflitto mondiale è caduta in decadenza. È una struttura alta 23 metri con una torre centrale e due corpi ai lati della torre stessa. Da poco è stata conclusa l'opera di restyling della costruzione che oggi ospita al piano terra un ristorante, un centro di bellezza e un centro di design mentre ai piani superiori sono ospitati alcuni uffici privati. Casa del Fascio (Q123702116) su Wikidata
  • 41.07012414.33638223 Palazzo della Camera di commercio, via Roma. Imponente costruzione datata anno 1926 e costruita dall'ingegnere Luigi Fabricat. L'edificio, con prospetto simmetrico severo, è costruito secondo lo stile in voga tra le due grandi guerre. L'ingresso è evidenziato da un ampio balcone che poggia su colonne binate.
  • 41.08206714.32256424 Ex abitazione di Fausto Coppi, via S. Vito. Fu la casa del ciclista Fausto Coppi tra l’1 febbraio e 29 aprile 1945, dove liberato dalla prigionia lavorò per un ufficiale inglese prima di diventare un campione.

Monumenti

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Monumento ai Caduti
  • 41.07159914.34158925 Monumento ai caduti in guerra (Arco di Trionfo) (Alla fine di corso Trieste). È un arco di trionfo in marmo bianco fatto costruire in epoca fascista per celebrare gli eroi della prima guerra mondiale. Sulla cima è presente una statua che rappresenta la Libertà e la Vittoria.
Monumento a Luigi Vanvitelli
  • 41.07534714.33223726 Monumento a Luigi Vanvitelli, piazza Vanvitelli. raffigurante l'architetto Luigi Vanvitelli, progettista della Reggia di Caserta. Il Vanvitelli è raffigurato con la mano destra ad indicare il Palazzo Reale e con la sinistra a stringere i suoi progetti. È stata fatta costruire dallo scultore Onofrio Buccini ed inaugurata nel 1879. Monumento a Luigi Vanvitelli (Q125775107) su Wikidata
  • 41.0724214.32924227 Statua dell'Agricoltura, Piazza Gramsci (davanti all'ingresso dei Giardini della Flora). Posta su una base di pietra rappresentante l'agricoltura, per secoli la principale attività di quella che una volta veniva chiamata la Campania Felix.
  • Monumento ai Caduti sul Lavoro, piazzale Maiorana. una scultura in pietra inaugurata pochi anni fa e realizzata dall'INAIL proprio di fronte alla sede stessa ed è dedicata a tutte le persone che hanno perso la vita sul posto di lavoro.

Parchi

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Parco del Corso
  • 41.072414.33781428 Villa Giaquinto. Spazio recuperato e gestito da un gruppo di cittadini volontari.
  • 41.07137514.3374729 Parco del Corso, Corso Trieste. Un parco urbano lungo un tratto di Corso Trieste.
  • 41.0977214.33113230 Giardino inglese. Confinante con piazza Carlo di Borbone e ubicato di fronte alla sede delle facoltà di Psicologia e Studi politici della Università degli Studi della Campania 'Luigi Vanvitelli'. L'area, prima di proprietà dell'Aeronautica Militare, è stata acquisita dal comune di Caserta, che l'ha trasformata in un grande parco verde. È stato intitolato a Maria Carolina d'Asburgo, che volle la realizzazione del Giardino Inglese della Reggia e scrisse il codice delle leggi leuciane.Alimentato dall'Acquedotto Carolino, il Giardino Inglese è un fenomeno che ebbe inizio attorno al XVIII secolo, conducendo al superamento dei vecchi schemi geometrici (giardino all'italiana) all'interno dei nuovi giardini nobiliari. Fu realizzato da John Andrea Graefer e voluto dalla regina Maria Carolina d'Asburgo-Lorena, moglie di Ferdinando IV, secondo i dettami dell'epoca che videro prevalere il giardino detto "di paesaggio" o "all'inglese", sottolineatura dell'origine britannica di spazi il più possibile fedeli alla natura. L'opera di John Andrea Graefer cominciò nel 1786 e consentì al giardino di formarsi, di anno in anno. Tra scorci selvaggi e architetture oniriche, ospita un'eccezionale varietà di piante esotiche e sementi individuate a Capri, Maiori, Vietri, Salerno, Cava de' Tirreni, Agnano, Solfatara, Gaeta. Successivamente fu seguito dai suoi figli – che si occuparono della proprietà negli anni dell'occupazione francese – Graefer si fece personalmente carico della selezione delle specie botaniche, effettuando numerosi sopralluoghi sulle coste campane, e attivando una fiorente attività d'importazione: le prime specie estere arrivarono dall'Olanda nel 1793.

Musei

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Museo diocesano
  • 41.07404314.33231131 Museo diocesano, Piazza Duomo 11, . Istituito nel corso del 1996, documenta la tradizione artistico - religiosa del Casertano. Gli oggetti esposti sono in prevalenza paramenti sacri, arredi liturgici, dipinti, ex voto e sculture provenienti dalle varie chiese della diocesi, raccolti nei depositi della Curia dopo l'evento sismico del novembre 1980 per preservarli dall'incuria e tutelarli dai furti: circa duecento opere tra dipinti, sculture, apparati liturgici, reliquari ed ex voto, che coprono un arco di tempo che va dal XIV al XIX secolo. Tra i pezzi più antichi vanno collocati alcuni manufatti lapidei: reperti archeologici, frammenti scultorei dell'XI e XII secolo, lapidi del XV e del XVII secolo. Museo diocesano (Caserta) su Wikipedia museo diocesano di Caserta (Q21188687) su Wikidata
Museo Michelangelo
  • 41.0782114.34313832 Museo "Michelangelo", . È stato istituito nel 2004 e aperto al pubblico il 24 maggio del 2004, in occasione della sesta Settimana della Cultura grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza di Caserta e Benevento e l'Archivio di Stato di Caserta. È collocato all'interno dell'Istituto Tecnico Statale "M. Buonarroti". Il Museo offre in esposizione strumenti topografici dell'Ottocento e del Novecento, macchine di calcolo e modelli didattico-scientifici per la topografia costruiti tra la metà dell'Ottocento e gli anni settanta del Novecento (sono presenti strumenti di Giuseppe Spano e del figlio Gaetano, prodotti a Napoli nella seconda metà del XIX secolo, strumenti Brunner, Galileo, Filotecnica - Salmoiraghi). La sezione di storia della misura (De Arte Mensoria) espone riproduzioni moderne in copia degli strumenti di misura del terreno (distanze e angoli) dall'antichità romana al Seicento. Il museo ha anche: una sezione di mineralogia che comprende oltre 300 esemplari di rocce (sedimentarie, metamorfiche, magmatiche) e minerali e documenta i principali sistemi geologici della provincia di Caserta e del resto d'Italia; una sezione di storia del disegno (tecniche, strumenti ed elaborati grafici che illustrano l'evoluzione del disegno fino alle attuali elaborazioni al calcolatore CAD); una vasta sezione di modelli didattici e scientifici (per l'architettura e l'edilizia, la topografia e le costruzioni stradali, la storia dell'arte, l'agraria, le lavorazioni viti-vinicole, casearie, l'allevamento del bestiame, etc.); una sezione di scienze pure (chimica, fisica, scienze naturali) con strumenti, attrezzi e materiali didattici dalla metà dell'Ottocento alla metà del Novecento. Museo Michelangelo (Q21552003) su Wikidata
  • 41.07266114.33166133 Convento di Sant'Agostino (Museo d'Arte Contemporanea "Mac 3"), via Mazzini. Il complesso conventuale, costruito nel 1441, ad opera dei Padri agostiniani, risale ad una donazione del principe Andrea Matteo Acquaviva nel 1623. Comprende un chiostro cinquecentesco, con annesso convento, e la chiesa di Sant'Agostino (XII secolo) che conserva pitture del Seicento, il Museo d'Arte Contemporanea e il Museo delle tradizioni, entrambi dichiarati di interesse regionale. La costruzione risale al XIII secolo e venne abitata dai carmelitani scalzi. In seguito, il convento venne ricostruito nel 1441, ad opera dei Padri agostiniani. Comprende un chiostro, con annesso convento, la chiesa di Sant'Agostino (attuale chiesa di San Sebastiano, compatrono della città) e l'annesso museo delle cere. Convento di Sant'Agostino (Caserta) su Wikipedia convento di Sant'Agostino (Q3689589) su Wikidata
Planetario di Caserta
  • 41.06993914.35360834 Planetario di Caserta, Piazza Ungaretti, 1. Il Planetario di Caserta è una struttura museale di proprietà del Comune di Caserta, per la divulgazione dell'astronomia e della storia della scienza. La cupola di proiezione è gestita in modo completamente digitale. Offre anche un piccolo percorso museale (strumenti in originale e in copia, libri del 1800, postazioni interattive, rocce e minerali, modelli). Planetario di Caserta su Wikipedia Planetario di Caserta (Q112045569) su Wikidata
  • 41.0688314.33920335 Museo Dinamico della Tecnologia Adriano Olivetti (Villa Vitrone), via Fulvio Renella (già via Napoli). È una villa in stile Liberty, eclettica nella forma e particolare nella costruzione nel centro della città. È stata edificata dalla famiglia Vitrone nei primi del Novecento. In seguito alcuni membri della famiglia emigrarono in Brasile e ne costruirono altre tre; infatti a San Paolo esistono alcune ville gemelle.Scendendo per via Fulvio Renella, la strada che dalla stazione conduce verso il Monumento ai caduti di via Unità Italia, d'un tratto sulla destra ci si imbatte in magnifico palazzo in stile Liberty, che ha poche affinità stilistiche con il contesto circostante. Si tratta di Villa Vitrone, un magnifico palazzo ora di proprietà della provincia di Caserta. Ubicata in via Fulvio Renella, si deve a Giuseppe Vitrone, un casertano della metà dell'Ottocento che volle omaggiare la madre Caterina che, quando Giuseppe era giovane e malato, vendette molte proprietà in zona Acquaviva per curarlo. Il ragazzo, infatti, si ammalò in giovane età di una grave malattia agli occhi, che lo rese cieco per circa un anno. Quando grazie alle cure derivate dai sacrifici di Caterina riuscì a guarire, Giuseppe partì per il Brasile in cerca di fortuna. Fondamentale per lui fu la loggia massonica, cui era iscritto sin da ragazzo. Una volta giunto in Sudamerica, infatti, riuscì a frequentare persone di alto lignaggio e stringere preziose amicizie grazie alle quali, pian piano, Vitrone si creò una posizione.Egli, infatti, strinse un importante legame con l'imperatore Pietro II, che gli fece avere molti incarichi nel campo dell'edilizia. Vitrone diventò, inoltre, ben presto un'istituzione nel campo del cemento armato. Questo materiale all'epoca non era ancora conosciuto in Brasile e fu lui a esportarlo per primo oltreoceano. Quando la repubblica sostituì la monarchia nel paese sudamericano, Vitrone decise di rientrare a Caserta, anche per raggiungere l'amatissima madre. Tornato nella città d'origine, Giuseppe Vitrone volle ripagare la sua famiglia comprando un appartamento sul Corso, vicino a quello della Provincia. L'abitazione, tuttavia, non soddisfaceva il nuovo proprietario, abituato alla ricchezza e lo sfarzo delle dimore signorili brasiliane. Così nel 1922 decide di costruire una lussuosa villa a via Napoli, attuale via Renella, denominandola Villa Caterina in onore della madre. La costruì con i suoi due figli: l'ing. Giovanni Vitrone e l'ing. Vincenzo Vitrone. La residenza è in un magnifico stile Liberty, con un ampio giardino, una stalla per i cavalli e tre pozzi, sul modello delle case coloniali brasiliane. Di fronte alla villa fece costruire una bellissima fontana alimentata da un altro pozzo. Villa Caterina rimase nel patrimonio dei Vitrone fino alla seconda guerra mondiale, quando gli americani la requisirono.In seguito la famiglia, che ha contribuito con la sua ditta di costruzioni alla costruzione di importanti edifici pubblici casertani come il campo sportivo, il palazzo delle Poste, quello della Camera di Commercio e palazzo Commestibili, si riappropriò della residenza, che fu divisa dai discendenti. La famiglia Vitrone, sempre nel Novecento, ha costruito anche due dimore gemelle a San Paolo in Brasile. Le tre costruzioni costituiscono un legame indissolubile che segna la storia di questo cognome.Attualmente la struttura ospita il Polo Culturale della Provincia di Caserta. Al suo interno si trovano la biblioteca provinciale intitolata al giornalista marcianisano Federico Scialla e il Museo dinamico della tecnologia Adriano Olivetti. In particolare quest'ultima istituzione è stata fondata per avvicinare i giovani casertani alle nuove tecnologie e ai nuovi metodi di comunicazione e diffusione delle informazioni, andando a costituire una vera e propria mediateca. L'esposizione di antiche macchine per scrivere è una collezione di valore inestimabile. Nella villa, nella quale è stato avviato il progetto per allestire una biblioteca di Storia Patria si organizzano spesso convegni, letture e presentazioni di libri.

Fuori dal centro abitato

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Chiesa Maria Santissima delle Grazie
  • 41.11179814.30554136 Chiesa Maria Santissima delle Grazie (nel quartiere Vaccheria adiacente a San Leucio). Chiesa fatta costruire dal re Ferdinando IV che attinse ai suoi fondi personali. I lavori iniziati nel 1803 dall'architetto Francesco Collecini, furono terminati due anni dopo, nel 1805 dall'architetto Giovanni Patturelli a causa della morte del Collecini. La facciata è in stile gotico in tufo piperno con due campanili ai lati. L'interno è in stile neoclassico, a croce latina e con tre altari di pregiatissimo marmo.
  • 41.09404614.38359937 Chiesa di San Marco Evangelista (Casola di Caserta). Fu consacrata nell'anno 1220 dal vescovo di Capua. Nel corso dei secoli ha subito diverse modifiche tra cui l'aggiunta della navata destra nel 1800. Restaurata in distinte occasioni (1960, 1980 - 1989, 2014 - 2015), la Chiesa di San Marco Evangelista ha una pianta pressoché rettangolare di circa 20 m x 14 m. Possiede tre navate, di cui quella centrale più grande, divise tra di loro da pilastri in muratura di tufo. La navata centrale ha una copertura a volta a botte ed è affrescata con immagini sacre di San Michele Arcangelo (nei pressi dell'ingresso), di San Marco Evangelista (nella parte centrale), e di San Vitaliano (nei pressi del presbitero). Le navate laterali con copertura a volte a crociera sono affrescate con dipinti realizzati da pittori della scuola di Lecce. Possiede una fonte battesimale databile al XIII secolo.Davanti alla chiesa è presente un tiglio plurisecolare riconosciuto come albero monumentale della Campania.
Eremo di San Vitaliano
  • 41.09414814.40617838 Eremo di San Vitaliano (Casola di Caserta). Il primo riferimento della sua esistenza è nella Bolla dell'Arcivescovo Sennete, metropolita di Capua, risalente all'anno 1113. Fu poi citato da Michele Monaco in Sanctuarium Capuanum (1360) e da Crescenzo Esperti in Memorie istoriche ed ecclesiastiche della città di Caserta (1775). Inoltre, è citato più volte nelle visite pastorali dei vescovi della Diocesi di Caserta dal 1627 al 1812. Secondo la tradizione, l'Eremo fu costruito dal proprio San Vitaliano (nato a Capua nell'VIII secolo) durante il suo romitaggio in Miliarum (o Maltanum), località del territorio di Caserta, dove visse alcuni anni compiendo miracoli.La struttura è stata più volte rimaneggiata e pertanto, l'autenticità delle origini è alterata. L'ultimo restauro, risalente al 2001, ha ripristinato la copertura a capriata, tipica dell'Alto Medioevo ed ha eliminato superfetazioni ornamentali riportando alla luce l'essenzialità delle linee architettoniche primitive.
Chiesa di San Lorenzo
  • 41.09454714.3525439 Chiesa di San Lorenzo Martire (Casolla). Chiesa di fondazione medievale, nota dal 1113, ricostruita nel 1620, nel 1720, nel 1859-61, ricca di opere d'arte. Chiesa di San Lorenzo Martire (Caserta) su Wikipedia chiesa di San Lorenzo Martire (Q107031750) su Wikidata
  • 41.08169714.3302540 Chiesa di San Pietro Apostolo (Aldifreda). Chiesa di fondazione medievale, nota dal 1113, ricostruita tra il 1703 e il 1722, rimodernata e modificata nel 1807, nel 1858-59 e ancora nel 1872-73 e tra il 1919 e il 1932. Il restauro del 2005-2019 ha messo in luce frammenti di affreschi medievali e rinascimentali e un paramento murario in tufi squadrati a vista di età normanna. Chiesa di San Pietro Apostolo (Caserta) su Wikipedia chiesa di San Pietro Apostolo (Q107273502) su Wikidata
  • 41.09251514.3413441 Convento dei Cappuccini e Chiesa di San Francesco (Puccianiello). Risale al 1600 circa l'edificazione di un convento dei frati cappuccini in località Puccianiello, oggi altra frazione di Caserta. La costruzione si deve ad un principe Acquaviva e consisteva di 36 celle, una famosa biblioteca e un orto-giardino. Oggi resta la struttura in gran parte conservata anche se si è in attesa di un recupero dell'intero stabile per farne un centro culturale. Annessa la chiesetta dedicata a san Francesco d'Assisi.
Chiesa di Maria Santissima del Carmine e San Giovanni Bosco
  • 41.06973314.35644442 Chiesa Maria Santissima del Carmine e San Giovanni Bosco (all'interno del Parco degli Aranci, nella zona Nord-Est di Caserta). È stata fondata ed eretta nel 2004 sotto la guida di don Giorgio Quici, suo primo parroco. La chiesa, che ha una linea moderna, con una pianta a due emicicli contrapposti, di cui uno sovrastato da un tetto a capriate in legno disposte a raggiera, vanta otto splendide tavole lignee finemente decorate e firmate KK, la sigla di Francisco Kiko Arguello, fondatore del Cammino neocatecumenale, che sintetizzano i momenti salienti della vita di Gesù. chiesa di Maria Santissima del Carmine e San Giovanni Bosco (Q118764064) su Wikidata
  • 41.09541514.32521843 Chiesa di San Vincenzo Martire (Briano). Presenta una facciata settecentesca a tre portali con un imponente campanile. La chiesa a tre navate è interamente ricoperta di affreschi e contiene quattro altari pregiati; uno dedicato a sant'Anna (copatrona insieme a san Vincenzo), uno al Sacro Cuore di Gesù, uno sovrastato da un grande quadro raffigurante la Madonna del Rosario (risalente ai primi del '700) e l'altare maggiore con l'effigie di san Vincenzo patrono della borgata. Di notevole pregio artistico è la cupola dedicata a sant'Anna interamente ricoperta di stucchi.
Chiesa di Sant'Angelo ad Pinos
  • Chiesa di Sant'Angelo ad Pinos (Sant'Angiulillo) (tra le frazioni di Mezzano e Puccianiello). Nota dal 1113, rimasta in uso almeno fino al 1866, sorge sul colle alle spalle del convento dei Cappuccini. Oggi è allo stato di rudere. Chiesa di Sant'Angelo ad Pinos su Wikipedia chiesa di Sant'Angelo ad Pinos (Q107301290) su Wikidata
  • 41.08173214.33140544 Palazzo De Gregorio (Aldifreda). Edificato tra il 1754 e il 1755 per volontà di Carlo di Borbone, era destinato al ministro della segreteria d'azienda Leopoldo de Gregorio. Il progetto prevede una piccola corte comunicante con un grazioso giardino. Venne poi trasformato in fabbrica di fiandre.

San Leucio

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Real Belvedere di San Leucio
  • Unesco 41.1008614.31645 Real Belvedere di San Leucio, Via dell'Antica Filanda (Frazione San Leucio), +39 0823 301817, +39 0823 273151, +39 800 41 15 15, fax: +39 0823 273182, . Biglietto Intero (Appartamenti storici, sezione di Archeologia Industriale e Giardini) 6€, Ridotto (tra i 6 e i 18 anni e oltre i 60 anni, gruppi, ecc.) 3€, Biglietto Casa del Tessitore 1€, Gratuito per portatori di handicap ed ai loro accompagnatori, e ai minori di 5 anni di età. Visite guidate su prenotazione 15€ fino a 15 persone. Un Euro in più per ogni persona eccedente i 15. Inverno con accompagnatore: Lun, Mer-Ven 9:00-18:00 (l'ultima visita parte alle ore 16:30), Sab-Dom e festivi, le visite partono alle ore: 9:30, 10:45, 12:00, 15:00, 16:30. Estate con accompagnatore: Lun, Mer-Dom 9:30-18:00 (l'ultima visita parte alle ore 17:00), Sab-Dom e festivi, le visite partono alle ore: 9:30, 10:45, 12:00, 15:00, 17:00. Chiusure: 1 gennaio, Pasqua (pomeriggio), Lunedì dell'Angelo, Ferragosto, 24 dicembre (pomeriggio), 25 dicembre, 31 dicembre (pomeriggio). L'utopia di re Ferdinando di dar vita ad una comunità autonoma (chiamata appunto Ferdinandopoli) lascia a Caserta il Belvedere di San Leucio, i suoi appartamenti reali, il giardino all'italiana e l'annesso Museo della Seta, dov'è possibile visitare i macchinari del Settecento con cui si tesseva la seta diventata famosa in tutto il mondo, tanto da arrivare ad arredare la Casa Bianca, Buckingham Palace e il Palazzo del Quirinale. Il percorso degli appartamenti storici reali è nel corpo di fabbrica principale e più antico: spiccano per importanza l'affresco di Fedele Fischetti nella sala da pranzo e i dipinti di Jakob Philipp Hackert nel bagno (dalla singolare enorme piscina gradonata). La sezione "Museo della seta" offre un percorso attraverso attrezzi e manufatti dell'Ottocento e del Novecento destinati alla lavorazione della seta, recuperati a San Leucio. La terza è la ricostruzione di una casa operaia, con arredi, abiti e tessuti. Per alcuni anni ha ospitato mostre di opere di arte contemporanea a cura del Museo d'Arte Contemporanea. Belvedere di San Leucio su Wikipedia Belvedere di San Leucio (Q16531852) su Wikidata
Arco Borbonico
  • 41.09939814.31592646 Arco Borbonico (Porta del Belvedere). Risale al 1600 circa quando era l'ingresso della proprietà feudale dei principi Acquaviva, ed è alto 13 metri e largo 9, caratterizzato da un unico fornice, scandito dal bugnato rettangolare in travertino e sottolineato da due paraste. L'architrave è sormontato dallo stemma borbonico che troneggia con ai lati due leoni dello scultore Brunelli.
Oasi WWF del Bosco di San Silvestro
  • 41.10098614.32918247 Oasi WWF del Bosco di San Silvestro, Via Giardini Reali 1/bis (San Leucio), +39 0823 361300, +39 320 3298775, +39 333 5393043, fax: +39 0823 446110, . Per il pubblico: con visita guidata 8€ a persona, gratuito per i bambini minori di sei anni. Per i soci WWF: gratuito e senza guida. Maggiorazione di 2€ a persona per l'utilizzo dell'area picnic. Visite guidate Sab-Dom e festivi 11:00-15:00 dal 1 Marzo al 31 Marzo e dal 1 Ottobre al 9 Novembre e 10:30-17:00 dal 1 Aprile al 30 Luglio e dal 1 Settembre al 30 Settembre. Dal 10 Novembre al 29 Febbraio solo a gruppi di minimo 10 persone e con prenotazione entro il venerdì. Chiuso ad agosto. Per le Scuole o gruppi organizzati tutti i giorni in orari da concordare al momento della prenotazione. La Reale Tenuta di San Silvestro faceva parte, insieme a San Leucio, al Parco Reale ed al Giardino all'Inglese delle "Reali Delizie" annesse alla Reggia di Caserta. Situata a nord del complesso monumentale, si estende sulle due colline contigue di Montemaiulo e Montebriano. L'area, di circa 76 ettari, venne scelta in quanto particolarmente idonea a creare una naturale scenografia alla cascata che anima, con le sue acque, le fontane del parco vanvitelliano. I territori che la compongono furono acquistati dopo il 1750 in momenti diversi e riuniti poi in un unico tenimento che venne delimitato con un muro perimetrale.La tenuta di San Silvestro, così come gli altri siti reali, fu destinata ad attività agricole e venatorie sull'esempio delle nuove mode di vita agreste diffuse nelle altri corti europee. In quest'area furono conservate, e in alcuni casi incrementate, le coltivazioni già esistenti come vigne, uliveti, frutteti, orti e giardini. Tra il 1797 e il 1801, in località "Parito", venne costruito, sotto la direzione del Collecini, già collaboratore di Luigi Vanvitelli, il Real Casino per dar ristoro al Re ed al suo seguito durante la caccia nei boschi vicini e per disporre di locali idonei alle diverse necessità dell'azienda agricola.Il 13 maggio 1922 la tenuta di San Silvestro, che faceva parte dei beni immobili della Corona, passò al demanio dello Stato e fu consegnata al Ministero della Pubblica Istruzione. Nel dopoguerra, fino al 1970, il Real Casino ospitò una colonia antitracomatosa e nel 1983 l'intero sito, gestito dall'Amministrazione provinciale, passò per competenza alla Soprintendenza ai Beni AA.AAAA.SS. per le province di Caserta (CE) e Benevento (BN). In quest'ultimo ventennio il Real Casino, che già in passato era stato sottoposto a varie trasformazioni e interventi di "abbellimento", ha subito continui atti vandalici; sono state rubate statue, divelti e trafugati marmi del caminetto, asportati parati, distrutti servizi, ecc.Il 6 febbraio 1993 il WWF Italia, dopo un lungo periodo di collaborazione con la Soprintendenza per la salvaguardia del sito, ha ottenuto dal Ministero per i Beni Culturali e dal Ministero delle Finanze la gestione del "bosco di San Silvestro" che è così diventato la prima "oasi del WWF" della provincia di Caserta. Il 10 aprile 1994 l'oasi è stata inaugurata ed il giorno successivo aperta al pubblico mediante visite guidate. Oasi Bosco di San Silvestro su Wikipedia Oasi Bosco di San Silvestro (Q3880380) su Wikidata
  • Monumento a Ferdinando II (all'ingresso della frazione di San Leucio). si tratta di una statua di bronzo, realizzata dallo scultore Battista Marello, dedicata al re Ferdinando che proprio a San Leucio ebbe la sua dimora e il suo trono.

Centurano

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  • 41.07430414.36096248 Chiesa di San Bartolomeo (Centurano). È una costruzione risalente al XII secolo, come riferisce la bolla di Papa Alessandro III del 1178. La facciata della chiesa è caratterizzata da un impaginato molto semplice, sul quale vi sono un grande portale in pietra chiara e un timpano triangolare con all'interno un bassorilievo in stucco oltre ad un finestrone sovrastante. La torre campanaria, che termina con una bifora, è suddivisa in tre registri. L'interno della chiesa è a navata unica con un pregevole paliotto e la mensa in marmo su colonnine. Centurano su Wikipedia Centurano (Q124101875) su Wikidata
  • Santuario della Divina Misericordia (Centurano). È un santuario risalente al 1500 circa con la facciata rifatta sul progetto del Vanvitelli sul finire del Settecento.È noto per la devozione a santa Lucia, la cui statua si trova nel santuario stesso.
  • 41.0727314.3619849 Chiesa di San Giuseppe (Centurano). È stata eretta tra il 1780 e il 1796 per richiesta esplicita degli abitanti del luogo a re Ferdinando IV di Napoli. Chiesa di San Giuseppe (Caserta) su Wikipedia chiesa di San Giuseppe (Q3670607) su Wikidata

Piedimonte di Caserta

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Abbazia di San Pietro ad Montes
  • 41.0956614.3596850 Abbazia di San Pietro ad Montes (Piedimonte di Caserta). Abbazia di San Pietro ad Montes su Wikipedia abbazia di San Pietro ad Montes (Q3603236) su Wikidata
Palazzo Orfitelli
  • 41.09347314.35711851 Palazzo Orfitelli (Piedimonte di Caserta). È una preziosa testimonianza di grande casa medievale a Caserta. Il nome è stato attribuito perché fino al 1862 il palazzo risulta di proprietà della famiglia Orfitelli. Ignoti restano i proprietari originari e l'epoca di costruzione. La datazione proposta oscilla tra il secolo 1200 e il secolo 1400. Le dimensioni del palazzo e alcuni particolari decorativi sono stati riconosciuti indizi di una committenza ricca e colta. Palazzo Orfitelli su Wikipedia Palazzo Orfitelli (Q112044476) su Wikidata
  • 41.09448314.35259252 Chiesa di San Rufo (Piedimonte di Caserta). Chiesa di fondazione medievale, nota dal 1113, con resti di affreschi medievali, opere d'arte manieristiche (in deposito), arredi degli anni 1772 - 1788. Chiesa di San Rufo (Caserta) su Wikipedia chiesa di San Rufo (Q110473873) su Wikidata


Eventi e feste

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Un buon sito per sapere tutto o quasi quello che accade a Caserta in tema di manifestazioni culturali, musicali, teatrali, eventi e feste è Casertamusica.

  • 41.0962414.368221 Settembre al Borgo (Casertavecchia), +39 347 9355623. Ogni anno, la prima decade di Settembre. Rassegna di spettacoli musicali, rappresentazioni teatrali ed eventi culturali con artisti di rilievo nazionale o internazionale.
  • Stagione Teatrale Città di Caserta. ottobre-maggio.
  • Torneo Internazionale Femminile di Tennis (Tennis Club Caserta). maggio.
  • Festival del Cinema Indipendente. maggio.


Cosa fare

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Acquisti

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  • Enogastronomia Leuci, Via G. M. Bosco, 168, +39 0823 353 184. Mozzarella di bufala campana, formaggi, gastronomia.
  • Pasticceria Cirillo, Via San Giovanni, 19, +39 0823 326347.


Come divertirsi

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Spettacoli

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  • Teatro Comunale "Costantino Parravano", via Mazzini. Si tratta di un teatro moderno dislocato su due piani con circa 500 posti: vi si svolge la stagione principale della città con spettacoli di livello nazionale oltre ad una serie di rassegne di musica da camera e concerti di musica classica.
  • Teatro "Civico 14" (Spazio X), via Petrarca. Era uno spazio di circa sessanta posti, con una stagione teatrale ricca di nomi nazionali e compagnie emergenti, caratterizzato dal forte e costante impegno rivolto alle tematiche sociali e civili, e quindi civiche. Attualmente è ospitato da un nuovo spazio, di circa 80 posti.
  • Teatro "Don Bosco". Di proprietà dei Salesiani di Caserta, un teatro di 400 posti tutto in marmo con una stagione nazionale grazie alla collaborazione con alcuni teatri di Roma.
  • Teatro "Izzo" (Nella zona sud della città, precisamente nel rione Acquaviva). Vero e proprio teatro di quartiere, 350 posti per una stagione soprattutto basata su spettacoli comici ispirati alla commedia napoletana.
  • Teatro "Caserta Città di Pace" (Nel quartiere Puccianiello vicino all'Ospedale Civile,). offre il proprio palco e la propria platea di quasi 400 posti a tutte le compagnie amatoriali ma spesso vi si tengono anche spettacoli di livello nazionale.Officina Teatro. A San Leucio nei locali di una vecchia fabbrica l'Officina Teatro, con una platea di cento posti circa, offre una stagione di teatro singolare e diversa dalle solite con una grande attenzione ai temi sociali che vengono spesso affrontati in commedie quasi di nicchia, riservate ad un pubblico particolare.
  • Teatro di Corte della Reggia di Caserta.
  • Centro Teatro Studi (C.T.S.). ospita gruppi di teatro amatoriali che coltivano il sogno di calcare i palchi più importanti d'Italia.
  • Bottega del Teatro (nel quartiere Acquaviva, zona sud della città). spazio all'avanspettacolo e al teatro comico con grande spazio per le compagnie amatoriali.
  • Teatro Fabbrica Wojtyla. Unico e particolare nel suo genere resta il Teatro Fabbrica Wojtyla, vera fucina di giovanissimi artisti casertani che produce spettacoli originali con finalità altamente sociali.
  • Teatro dei Serici (Belvedere di San Leucio). ospita gli spettacoli del Leuciana Festival.
  • Teatro della Torre (All'interno dei resti del castello Medioevale di Casertavecchia). ospita alcuni spettacoli del settembre al Borgo.
  • Duel Village. inaugurato nel 2000, è stato il primo multisala della Campania. Possiede 6 sale per un totale di 1.300 posti.

Locali notturni

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Dove mangiare

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La cucina casertana è caratterizzata da piatti tradizionali come le "salsicce di polmone", condite con i piccanti peperoncini locali. Molto buone sono le acciughe sotto sale, dissalate, in vasetto sott'olio, i fagioli "alla carrettiera" e le zite ripiene. Tipica è anche la mozzarella di bufala, visto che la provincia di Caserta è la zona dove è presente il maggior numero di bufale d'Italia. Tra i dolci c'è il casatiello dolce chiamato pigna, immancabile sulle tavole dei casertani nel periodo pasquale. Tra i vini cittadini vi sono il casavecchia, il falerno e il pallagrello.

Prezzi medi

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Prezzi elevati

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Dove alloggiare

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Prezzi medi

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Sicurezza

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A Caserta è presente l' Azienda Ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano, Via Ferdinando Palasciano.

Il centro storico della città è abbastanza sicuro. Ovviamente bisogna essere sempre prudenti e non imbattersi in zone periferiche dove cè scarsa vigilanza e si può essere facilmente vittime di furti.

Come restare in contatto

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Internet

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Il Comune ha messo a disposizione un accesso Wifi gratuito alla rete internet in alcuni punti della città. Al momento il servizio è disponibile solo in Piazza Ruggiero, nelle immediate vicinanze del Municipio.


Nei dintorni

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Seguendo la via Appia in direzione nord si possono visitare Santa Maria Capua Vetere (che sorge nel luogo in cui fino all'VIII secolo sorgeva l'antica città di Capua), con l'Anfiteatro campano, il Mitreo e diversi resti di edifici di epoca romana e l'odierna Capua (che sorge sul luogo dell'antica Casilinum), con il centro storico di impostazione medioevale, il Duomo, il Castello delle Pietre (realizzato con le pietre di spoglio dell'anfiteatro campano) e un'imponente cinta muraria rinascimentale. Nei dintorni di Capua vale la pena di visitare anche la Basilica romanica di Sant'Angelo in formis con un interessante ciclo di affreschi medioevali.

Informazioni utili

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Nonostante la speculazione edilizia, per le aree verdi Caserta risulta, con 13,06 m²/ab., al 21º posto (su 45) nella classifica dei capoluoghi di provincia italiani con meno di 80.000 abitanti per verde urbano fruibile, secondo il Rapporto 2013 sull'Ecosistema Urbano stilato da Legambiente. Ciò è dovuto principalmente all'enorme Parco della Reggia, lungo 2,5 km.

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