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Este (Italia)

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Este
Mura del castello carrarese di Este e scorcio della città
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
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Este (Italia)
Este
Sito del turismo
Sito istituzionale

Este è una città del Veneto.

Da sapere[modifica]

Per due secoli la città ospitò la dinastia degli Este, potente famiglia che acquistò in seguito fama imperitura alla guida del Ducato di Ferrara e di quello di Modena, regnando fino all'Unità italiana.

Cenni geografici[modifica]

Nella parte centrale della pianura veneta, la città dista 8 km da Monselice, 16 da Montagnana, 23 da Rovigo, 35 da Padova, 39 da Fratta Polesine.

Cenni storici[modifica]

Il toponimo "Este" (in epoca romana Ateste) pare derivare dal nome in latino e in greco antico del fiume Adige (Athesis, 'Αθησις); sembra infatti che un ramo del fiume (Bisatto) abbia attraversato l'abitato fino alla cosiddetta rotta della Cucca (tradizionalmente posta nel 589 d. C.), quando l'Adige cambiò completamente corso e quindi anche questo ramo si estinse.

La città di Este è abitata da tempi molto antichi: già nell'età del ferro, infatti, era il principale insediamento degli antichi Veneti o Paleoveneti, i quali svilupparono la città, facendo fiorire l'economia grazie agli scambi con le civiltà limitrofe, ma anche con i Greci e i Romani. In seguito nel III-II secolo a.C. Este fu riconosciuta colonia romana, mentre il Veneto divenne alleato di Roma. Reperti di questi periodi sono conservati nel Museo Nazionale Atestino. In seguito alla battaglia di Azio, Augusto affida ai soldati della V e XI legione i territori dell'agro di Este (formato dai territori di Galzignano, Teolo, Lonigo, Noventa Vicentina, Trecenta, Pernumia, Monselice, e Cinto Euganeo). In seguito alle invasioni barbariche e alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, Este si spopolò, riducendosi a villaggio rurale: secondo alcuni, ciò accadde a causa dell'opposizione ad Attila, poiché quest'ultimo era solito distruggere ogni città che gli si mostrava ostile. Este cadde quindi sotto la mano degli Unni e successivamente sotto quella degli Ostrogoti, che decretarono la fine dell'Impero Romano.

All'inizio dell'Alto Medioevo, Este era inclusa nel regno degli Ostrogoti (secoli V-VI d. C.). In seguito il villaggio fu annesso all'Impero Bizantino, il quale detenne il potere sui territori veneti soltanto per pochi decenni, poiché già alla fine del VI secolo fu soppiantato in loco dai Longobardi, sconfitti poi dal Sacro Romano Impero di Carlo Magno. Nell'XI secolo la casata degli Este s'impossessò dell'area e contribuì alla sua rinascita: dopo l'anno Mille infatti la città si ripopolò attorno al castello fatto costruire dal marchese Alberto Azzo II d'Este attorno al 1056. Tra l'XI e il XIII secolo Este divenne una delle numerose proprietà dei vari componenti della famiglia degli Ezzelini, tra cui il più celebre fu Ezzelino III da Romano; la famiglia d'Este frattanto aveva trasferito la sua residenza a Ferrara (1239), città che sarebbe divenuta la loro nuova capitale. Dopo la morte di Ezzelino, in un panorama regionale che vedeva contrapposti Scaligeri, Carraresi e Visconti, apparve sulla scena atestina Cangrande della Scala (sempre ghibellino), il quale distrusse il castello nel 1317. Nel 1339, Ubertino da Carrara, signore di Padova, fece ricostruire il castello così com'è tuttora. Nel 1405 Este si sottomise spontaneamente alla Repubblica Veneziana per sfuggire al controllo dei padovani e agli scontri di questi con i veronesi. Sotto il dominio veneziano, Este conobbe un periodo di grande prosperità, fiorendo nell'ambito dell'economia, della cultura e dell'arte, in un processo che venne interrotto solo dalla peste del 1630.

In seguito la Repubblica venne conquistata da Napoleone Bonaparte, che cedette tutti i suoi territori all'Impero Asburgico. Nel 1866 Este e il Veneto furono annessi al Regno d'Italia. Dopo l'annessione, ad Este, come in tutta la regione, crebbe esponenzialmente l'emigrazione. Tra il Settecento e l'Ottocento, molti poeti fecero visita alla città atestina: tra loro spiccano i nomi di George Byron, Percy Shelley ed Ugo Foscolo.


Durante la Seconda guerra mondiale la città ospitò le truppe tedesche, le quali si scontrarono con i partigiani e le truppe degli Alleati. Vennero deportati dalla città persone di religione ebraica. Il 28 aprile 1945 arrivarono le truppe Alleate, che costrinsero alla ritirata le truppe dell'Asse. Nel 1946 Este diviene parte della neonata Repubblica Italiana.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende, oltre alla città, le frazioni di Deserto, Motta, Prà e Schiavonia.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

In treno[modifica]

  • Italian traffic signs - icona stazione fs.svg 4 Stazione ferroviaria, via Principe Amedeo. Ha stazione propria sulla linea Mantova - Monselice


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Santa Tecla libera la città di Este dalla peste, dettaglio. Este, Duomo - Giambattista Tiepolo
  • 1 Duomo Abbaziale di Santa Tecla, Piazza Santa Tecla. Fu costruito da Antonio Gaspari dopo che la precedente chiesa di origine paleocristiana fu abbattuta dal terremoto del 1688. La facciata è rimasta incompiuta, mentre il campanile fu completato nel 1740 su basamento preesistente dell'VIII secolo.
All'interno del Duomo si può trovare una ricca dotazione artistica: la splendida pala di Giambattista Tiepolo Santa Tecla intercede presso il Padre Eterno per la liberazione della città dalla peste del 1630, olio su tela del 1759 situata nell'abside concava, la pala d'altare dello Zanchi, l'altare-scultura del Sacramento del Corradini. L'organo, opera della casa organaria Fratelli Ruffatti, è uno dei più grandi del Veneto, dispone di quattro tastiere ed è collocato in due corpi separati: quello principale è posto sulla cantoria in controfacciata, il corpo minore si trova invece nella cupola che sovrasta l'abside. "Duomo Abbaziale di Santa Tecla" su Wikidata
  • 2 Basilica di Santa Maria delle Grazie, Via Principe Umberto, 57. Il Santuario fu edificato per disposizioni testamentarie di Taddeo d'Este, che vi fece porre un'icona bizantina del XV secolo considerata miracolosa. Sopra il primo modesto edificio quattrocentesco ne fu costruito un secondo nel 1717. L'interno è a croce latina; tra le opere che vi si conservano spicca la tela del Sant'Antonio da Padova con Bambino ed altri Santi dello Zanchi e le statue di San Matteo e San Bartolomeo scolpite da Bernardo Falconi da Bissone. Nel dicembre del 1923 il santuario è stato elevato da papa Pio XI al rango di basilica minore. "basilica Santa Maria delle Grazie" su Wikidata
  • 3 Chiesa di San Martino. Attestata dall'XI secolo, la chiesa di San Martino è la più antica di Este. L'edificio ha una struttura semplice ed elegante, risalente alla ricostruzione trecentesca e alla successiva ristrutturazione seicentesca. L'interno è a pianta basilicale, a tre navate.
  • 4 Chiesa di Santa Maria delle Consolazioni (degli Zoccoli). L'edificio, cinquecentesco, è a navata unica. All'interno si ammira un pavimento musivo romano riportato nella cappella della Vergine.
  • 5 Chiesa della Beata Vergine della Salute, Via Salute, 49. La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1639 e fu ripresa nel 1640, per un crollo sopraggiunto. L'edificio, a pianta ottagonale, presenta una grande ricchezza di decorazioni pittoriche, commissionate a illustri artisti, tra i quali Antonio Zanchi, autore di tre tele di grande spicco: la Presentazione di Maria al tempio, lo Sposalizio della Vergine e l'Annunciazione. "chiesa della Beata Vergine della Salute" su Wikidata
Le mura del castello
  • 6 Castello Carrarese. La principale attrattiva cittadina è il Castello Carrarese, costruito attorno al 1339 sulle ceneri di quello estense; in cima al colle si trova il mastio, da cui partono le mura, fino a formare un poligono contornato a intervalli regolari da torri e dal restaurato castelletto del Soccorso. Oggi l'interno del castello è adibito a giardino pubblico. "Castello carrarese di Este" su Wikidata
  • 7 Palazzo del Municipio, piazza Maggiore. Il Palazzo è un elegante edificio loggiato risalente al XVII secolo, di recente restaurato; la balconata sopra il portico è un'aggiunta settecentesca. "palazzo municipale" su Wikidata
  • Palazzo degli Scaligeri, Piazza Maggiore, 12. Questa costruzione di origine trecentesca ospita oggi una biblioteca di ben cinquantamila volumi.
  • 8 Torre Civica della Porta Vecchia. La torre attuale è databile alla fine del XVII secolo e sorge sul luogo della precedente porta, andata distrutta. Vi era collocato un orologio, come è attestato dalla distribuzione dei vani all'interno. A otto metri di altezza si trova, infatti, un primo locale contenente due blocchi di trachite, un tempo usati come contrappesi per l'orologio; a dodici metri è collocato l'antico locale "delle aste e dei giunti". Infine, ad un'altezza di venti metri circa, troviamo la cella campanaria, che contiene la struttura di sostegno della campana bronzea fusa nel 1637. "torre civica di Porta Vecchia" su Wikidata
  • Rocca di Ponte di Torre. La rocca è ciò che rimane dei forti staccati che, oltre al castello e alle mura turrite, difendevano Este già dai tempi precedenti all'epoca carrarese. Strutturalmente, è composta di una cinta di mura e di una torre quadrata, alta 24 metri.
  • 9 Villa Mocenigo (Museo Nazionale Atestino) (Museo archeologico di Este), Via Guido Negri, 9/C (Sede del Museo nazionale atestino). Addossata alla cinta muraria si trova la Villa Mocenigo, che fu costruita attorno al 1570 e successivamente distrutta da un incendio nel '700. L'edificio attuale ospita il Museo Nazionale Atestino, suddiviso in varie sezioni tematiche: al primo piano troviamo quella protostorica, che conserva le testimonianze dell'epoca paleoveneta, seguita al pianterreno dalla sezione romana e da una sala dedicata all'epoca medievale e moderna, dove si può ammirare una pregevole Madonna col Bambino su tavola di Cima da Conegliano. Museo nazionale atestino su Wikipedia "Museo nazionale atestino" su Wikidata
  • 10 Palazzo del Principe (Villa Contarini), Via Palazzo del Principe. La costruzione sorge sul colle e fu fatta costruire dai Contarini su progetto di Vincenzo Scamozzi, che la volle a pianta centrale, con sala a croce greca. Deve il nome a un episodio della sua storia: qui infatti Alvise Contarini, durante un soggiorno in villeggiatura, ricevette la comunicazione dell'elezione a doge.
Sorge lungo l'omonima strada (via Palazzo del Principe) e sovrasta la città di Este dalla cima del colle. L'edificio è strutturato in due parti, l'una di forma quadrata con pianta a croce greca e l'altra, addossata alla precedente, di forma rettangolare.
La villa Palazzo del Principe, risalente al periodo delle ville venete, non è visitabile.
Facciata Vigna Contarena
  • 11 Villa Contarini degli Scrigni (Vigna Contarena). Posizionata a ridosso delle mura del castello, là dove il declivio del colle va a confondersi con la pianura, la Vigna Contarena si staglia fra gli alberi secolari del parco ben nascosta dall'esterno. Il nome "Vigna Contarena" pare sia dovuto al fatto che, in origine, la villa era dotata di un parco ricco di alberi da frutta e viti.
La villa è di notevole interesse storico dato che, tra gli artisti che vi hanno lavorato, spiccano lo Scamozzi e i nomi di Pietro Ricchi, artisti della scuola di Giulio Romano, Sebastiano Ricci (sala delle Feste) e Battista Franco detto il "Semolei" (sala dei Fauni).
Il piano nobile ha tutte le stanze che danno sulla facciata, a mezzogiorno, per poter fruire il più possibile del calore solare, anche ad autunno avanzato. A tergo delle stanze, la lunga galleria che le disobbliga e che fungeva da salone da ballo, quando numerosi arrivavano gli ospiti per partecipare alle gioiose feste della vendemmia, alle cacce a cavallo e alle escursioni sui colli.
Vigna Contarena - L'Orto Segreto
L'orto segreto
Dalla testata ovest del salone si accede a un interessante angolo di giardino chiuso da un'alta mura fatta di elementi di cotto traforato, quasi una grata, costituendo un insieme di ispirazione moresca. Voluto nel 1700 da Marco Contarini al suo ritorno dall'Oriente, è conosciuto come "Orto segreto", elemento originalissimo della villa e raro esempio di connubio tra giardino all'italiana e giardino persiano.
Nel parco della villa si trova la tomba dell'importante diplomatico prussiano Christian August Heinrich Kurt Graf von Haugwitz, ministro degli esteri del Re di Prussia durante le guerre napoleoniche, rappresentante del Regno di Prussia al Trattato di Schönbrunn e, in seguito, proprietario di Vigna Contarena.
Dal 1964 la Vigna Contarena è sottoposta a regime di vincolo dalla Soprintendenza alle Belle Arti, in quanto costruzione di particolare pregio storico e artistico; la Villa fa parte dell'Associazione Ville Venete e può essere visitata, su appuntamento.
Barchessa di Vigna Contarena
L'edificio, immerso nel parco di Vigna Contarena e confinante con le mura del Castello Carrarese, è visibile da via dei Cappuccini, la pittoresca stradina così denominata dal convento che si trovava alla fine della salita, in corrispondenza dell'attuale villa Byron; di pianta rettangolare, si fonde perfettamente con l'ombroso parco circostante, in leggero declivio verso l'accesso principale.
La Barchessa non è collegata al corpo della villa, come spesso accade nelle ville venete, non solo per la particolare morfologia del terreno ma anche perché Vigna Contarena non fu mai legata ad attività agricole che necessitavano di grandi spazi coperti, essendo la villa destinata a feste e banchetti e a residenza dei Contarini degli Scrigni ad Este. La Barchessa appare come un elegante edificio posto a sud-est dell’edificio principale, verso la via dei Cappuccini. È molto grande e, dovendo ospitare carrozze, cavalli e con ogni probabilità una cantina, ha circa le dimensioni di un'altra villa. L'edificio di puro stile neoclassico presenta due uguali corpi di fabbrica, uniti al centro da un loggiato con due colonne giganti di ordine dorico. Le aperture della facciata appaiono simmetricamente organizzate rispetto al loggiato e presentano la struttura in pietra di Nanto finemente lavorata. La facciata principale appare delimitata agli estremi da due paraste giganti di ordine dorico, e gli elementi dei capitelli e delle basi delle colonne e delle paraste sono in pietra di Nanto.


Eventi e feste[modifica]

  • Festival Este. manifestazione musicale che nel corso degli anni ha ospitato artisti di fama nazionale.
  • Este in fiore. Simple icon time.svg terzo sabato e domenica del mese di aprile. Viene organizzata per festeggiare il ritorno della primavera: tutta la città viene addobbata da piante e fiori di ogni tipo che sono anche messi in vendita.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

Mercati[modifica]

  • Mercato settimanale del mercoledì e sabato, Via Giacomo Matteotti, piazza Maggiore il mercoledì; via Giacomo Matteotti, piazza Maggiore e vie e piazze adiacenti il sabato (Mercoledì e sabato mattina).


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie

  • 5 Levorato, Via Salute, 49, +39 0429 4225.
  • 6 Mantovanelli, Via Principe Umberto, 2, +39 0429 2240.
  • 7 Pedrazzoli, Via Cavour, 17, +39 0429 2578.
  • 8 Portavecchia, Via Portavecchia, 1, +39 0429 2476.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 9 Poste italiane, via Principe Umberto 34, +39 0429 612911.
  • 10 Poste italiane (Este 1), Campo della Mostra 8, +39 0429 3778.
  • 11 Poste italiane (Este 2), via Deserto 207 C, +39 0429 601597.
  • 12 Poste italiane (Este 3), via Papa Giovanni XXIII, 24, +39 0429 601598.


Nei dintorni[modifica]

  • Monselice — Il nucleo fortificato del castello e il percorso del Santuario delle sette chiese dominano la città dal colle che la fiancheggia. Interessanti il centro storico ed il Duomo Vecchio.
  • Montagnana — Città murata, conserva intatto il quadrilatero di mura e le torri merlate. Ha un suggestivo centro storico che le è valso l'ingresso nel novero dei Borghi più belli d'Italia.
  • Legnago — Fu uno dei caposaldi del quadrilatero di fortezze austriache con Peschiera del Garda, Mantova e Verona. Delle antiche fortificazioni è rimasto solo un torrione. Ha edifici di un certo interesse.
  • Badia Polesine — È il centro di riferimento del Polesine occidentale, sviluppatasi attorno all'antica abbazia della Vangadizza, di cui rimangono alcuni resti; conserva bei palazzi che ne nobilitano il centro.

Itinerari[modifica]


Altri progetti

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