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Cuglieri

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Cuglieri
Veduta
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Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
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Cuglieri
Sito del turismo
Sito istituzionale

Cuglieri è un centro della Sardegna occidentale in provincia di Oristano.

Da sapere[modifica]

Cuglieri è famoso per le panadas e per la produzione di olio.

Cenni geografici[modifica]

Cuglieri sorge ai piedi del versante occidentale del massiccio del Montiferru, complesso vulcanico la cui ultima eruzione è datata a 1,6 milioni di anni fa. Il centro abitato è dislocato ad anfiteatro attorno al colle "Bardosu", orientato prevalentemente verso Sud Ovest, ed è ricompreso fra i 507 metri sul livello del mare (la soglia d'ingresso del serbatoio di Bardosu) ed i 377 metri (la soglia d'ingresso dell'ex-caserma dei Vigili del Fuoco, sita in località "Sa Serra"). I confini naturali del territorio sono individuati a nord dal rio Mannu, a sud dal rio Pischinappiu, ad est del massiccio del Montiferru e ad ovest dal mare di Sardegna; quelli geografici dai comuni di Tresnuraghes, Sennariolo, Scano di Montiferro, Santu Lussurgiu, Seneghe e Narbolia.

Il territorio ha una costa particolare, frastagliata e aspra. La morfologia costiera mette in evidenza i bianchi calcari marnosi di Santa Caterina, sopra i quali si distinguono i resti delle colate basaltiche, stratificate nelle falesie di Cabu Nieddu fino alla foce (foghe) del rio Mannu. Il punto più elevato nel territorio di Cuglieri è la cresta del Monte Ferru (1.035 m) - che si affaccia dall'altopiano di "Istraderis" verso la Rocca Sa Chidonza (963 m) - sulla cui sommità è installato un ponte ripetitore VHF-UHF orientato proprio verso il centro abitato di Cuglieri. Altro rilievo caratteristico è il Monte Entu (1.024 m) la cui cima, incessantemente battuta dal vento, è poco distante dal Monte Urtigu (1050 m) quest'ultimo ricadente in territorio di Santu Lussurgiu. Numerosi i nuraghi, tra i più importanti: Oragiana, Oratanda, Orakeris e Maggiore.

Quando andare[modifica]

Il clima mite durante l'anno è tipico dei paesi mediterranei. Inverno tra i 5-15 gradi e estate tra i 25-35 gradi.

Cenni storici[modifica]

Origini del nome[modifica]

La forma attuale del nome pare abbia origini medievali, sebbene i Canonici Giampalolo Nurra e Giovanni Spano parlino di una radice fenicia: GUR, mentre il prof. Pietro Pes fa riferimento ad un sito dell'agro di Cuglieri dal nome del quale deriverebbe quello attuale del paese. La tesi più accreditata farebbe invece risalire il toponimo da un insediamento: Gurulis Nova, la cui genesi si colloca nel tardo periodo repubblicano di Roma. Un'altra Gurulis, l'attuale Padria, assunse allora l'appellativo di Vetus.

Periodo nuragico[modifica]

I primi insediamenti nel territorio di Cuglieri risalgono al Neolitico antico (5700-5300 a.C.). I ritrovamenti dell'archeologo Pietro Pes riguardano elementi litici in selce e ossidiana nelle attuali zone costiere di Santa Caterina e Torre del Pozzo. Sono stati censiti 64 Nuraghi, prevalentemente monotorre e dodici tombe dei giganti, una delle quali con 4 bètili.

Il limes tra popolazioni nuragiche e territori controllati dai Punici

Cornus[modifica]

La città di Cornus venne fondata dai cartaginesi nell'altopiano di Corchinas, tra Santa Caterina di Pittinuri e S'Archittu, subito dopo la conquista della Sardegna (VI secolo a.C.).

Posta sulla strada a Tibula Sulcos, Cornus distava 18 miglia da Bosa e da Tharros; per quest'ultimo tratto una pietra miliare ricorda i lavori di restauro sotto Filippo l'Arabo nel 244-246 d.C. L'intera area tra le borgate di Santa Caterina e S'Archittu era occupata dalla città punico-romana di Cornus, la cui Acropoli sorgeva sul colle di Corchinas, protetta da una cinta muraria solo in parte conservata. Sull'altopiano di Campu 'e Corra invece dovevano sorgere gli edifici più importanti: il nucleo urbano più recente sarebbe invece da individuarsi nelle tre colline di Sisiddu, Mont'Albu e Columbaris. Mentre il porto doveva trovarsi nei pressi di cala su pallosu. Cornus fu la protagonista della lotta decisiva che si svolse nel 215 a.C. tra i sardo-punici guidati da Ampsicora e dal figlio Josto contro il console romano Tito Manlio Torquato.

La rivolta di Ampsicora[modifica]

Le fonti descrivono Ampsicora come il più ricco tra i proprietari terrieri della Sardegna era il magistrato supremo di Cornus. Ampsicora fu animatore, insieme ad Annone di Tharros, della rivolta delle città costiere della Sardegna contro i romani durante la Seconda guerra punica, riuscendo ad ottenere l'appoggio dei sardi pelliti. Inoltre i senatori di Cornus, inviarono degli ambasciatori a Cartagine perché intervenisse in soccorso dei sardi. Cartagine inviò allora Asdrubale, con un'armata di circa diecimila soldati. Tuttavia le navi cartaginesi, giunte ormai in vista di Cornus, furono spinte dai venti verso le Baleari. Nel frattempo Manlio, console romano, radunò a Cagliari quattro legioni e si avviò verso Cornus. Manlio sorprese le poche truppe di Cornus, guidate da Josto, che fu sconfitto e perse la vita nella battaglia, quando il padre sopraggiunse, ricongiungendosi alle truppe cartaginesi sbarcate con ritardo, affrontò anch'egli il nemico, ma fu sconfitto anche perché i Cartaginesi si arresero. Egli successivamente si portò in salvo, rifugiandosi presso le tribù dell'interno. Tuttavia addolorato per la morte del figlio Josto e desideroso di non cadere nelle mani dei romani, si tolse la vita.

Cornus passò quindi sotto il dominio romano e continuò probabilmente ad essere un centro commerciale importante, in posizione centrale sulla strada litoranea che collegava Othoca, Tharros, Bosa, Turris Libisonis.

Il fonte battesimale di Cornus
Cornus in età Vandalica e Bizantina[modifica]

In questo periodo Cornus potrebbe essere diventata sede vescovile, infatti nel Concilio di Cartagine del 484 è presente il vescovo cornuense (detto di Senafer) Bonifacio. Nello stesso periodo risalgono i resti di 2 Basiliche presenti nella zona di Columbaris sede di un importante complesso paleocristiano, di cui resta uno dei pochi esempi sardi di battistero paleocristiano, nelle vicinanze è stata riportata alla luce un'arca cimiteriale cristiana. Cornus subì pesantemente le conseguenze delle invasioni dei musulmani del nord Africa (berberi) all'inizio del Medio Evo, e dovette essere abbandonata come avvenne anche per altre città costiere dell'isola. Gli ultimi reperti infatti sul colle di Corchinas risalgono all'età bizantina, mentre gli abitanti dovettero ritirarsi verso Cuglieri. Su questo periodo le notizie si fanno rare anche per la stessa Cuglieri.

Cuglieri[modifica]

Gurulis Nova[modifica]

L'origine di Gurulis Nova dovrebbe risalire intorno al II secolo a.C., e pare sia stata fondata dagli abitanti di Gurulis Vetus (l'attuale Padria). Il centro viene menzionato da Tolomeo nel II secolo d.C. L'insediamento romano si dislocava nel settore settentrionale dell'odierna Cuglieri, presso la Chiesa di Santa Croce.

Si ricordano anche i popoli degli Euthiciani e degli Uddadhas Numisiarum, che dovevano occupare rispettivamente le sedi verso Santa Caterina e Cuglieri, sono ricordati da alcuni cipi terminali datati al I secolo a.C., a sud del Rio Mannu che li divideva dai Cittilitani stanziati a nord di Foghe presso l'attuale Tresnuraghes.

Capoluogo di Curatoria[modifica]

La documentazione altomedievale di Gurulis è concentrata nell'ambito del colle di Sant'Imbenia, a un 1,5 km dal paese. La città è nominata nel condaghe di S. Nicola di Trullas (1113 - 1120) nel documento nº 289, che tratta di una donazione fatta al convento di San Nicola.

Rovine di "Casteddu Etzu"

Cuglieri fece parte del Giudicato di Torres dove fu anche capitale della curatoria del montiferru, nel 1160 Ottocorre, fratello del giudice Barisone di Torres, fece costruire il Castello del Montiferru (in seguito Casteddu Ezzu) Barisone di Torres allo scopo di proteggere il confine del giudicato dagli attacchi del vicino Giudicato di Arborea. Nel 1259 con la fine dal Giudicato di Torres, Cuglieri passa agli Arborea. Con la resa di san Martino fuori le mure nel 1410, Cuglieri col suo castello passa al regno di Sardegna e Corsica, il castello perse la sua funzione difensiva e subì diversi passaggi di proprietà.

Nel 1417 Cuglieri diventa feudo.

Il feudo del Montiferru[modifica]

Nel 1417 Guglielmo di Montañans diventa il primo feudatario di Cuglieri (composta dai villaggi di Sennariolo, Santu Lussurgiu, Cuglieri, Scano, Flussio e Sietefuentes), ma nel 1421 cederà il feudo a Raimondo Zatrillas. Gli Zatrillas terranno il feudo per 248 anni, fino al 1669. Ebbero una cura particolare per il feudo cuglieritano svilupparono ampiamente la olivocultura, offrendo alla campagna intorno a Cuglieri quel paesaggio di foglie argentate d'ulivo che ancora la caratterizzano. I Serviti diffusero il culto della Vergine e furono ancora gli Zatrillas a costruire e ad ampliare la chiesa della Madonna della Neve. Nel 1548, per la generosità della beata Lucia Zatrillas, fu costruito anche il convento dei Servi di Maria, annesso alla Chiesa delle Grazie. Molto importante fu la storia di Francesca Zatrillas, ultima feudataria per gli Zatrillas del feudo. Nacque a Cuglieri nel 1642. Donna Francesca fu la 5ª contessa di Cuglieri, 4ª marchesa di Siefuentes. Nel 1668 rimase coinvolta nell'omicidio del marito e del Viceré. Ritenuta colpevole, si rifugio nel suo feudo, prima nel castello del Montiferru. Avuta notizia dell'arrivo ad Oristano di un gruppo di cavalieri, con a capo un commissario, che doveva perseguirla, di notte fuggì nella montagna, rifugiandosi nella chiesa campestre di San Lorenzo (distrutta e riedificata pochi anni fa per iniziativa e col lavoro volontario di un gruppo di giovani cuglieritani). Poi avventurosamente giunse alla cala di Foghe, da dove si imbarcò alla volta di Livorno. Il feudo fu quindi recuperato dalla Corona, ma il castello, dal 1670, fu abbandonato prima di fuggire verso la Francia con cugino e amante Silvestro Aymerich, figlio del conte di Villamar, e altre persone. Francesca Zatrillas, si chiuse nel convento di Santa Maria a Nizza, in compagnia della suocera Donna Anna Aymerich. Il feudo fu quindi recuperato dalla Corona, ma il castello, dal 1670, fu abbandonato. Sempre nel 1670 Cuglieri e Scano sono vendute a don Francesco Brunengo per 62227 scudi.

Nel 1670 fu costruito il convento dei Cappuccini con la Chiesa dedicata ai santi Antonio ed Edoardo.

Le torri costiere[modifica]
Torre di Pittinuri a Santa Caterina

Lungo la costa del territorio che si considera, in cui si aprono diverse cale, frequentati punti d'approdo per piccole imbarcazioni che praticavano la pesca ed in cui, fino al 1744, si trovava, a Pittinurì, una tonnara, vennero erette 3 torri costiere. La torre di Capo Nieddu, crollata pressoché completamente, si conserva per soli cinque metri d'elevato. La torre di Pittinuri, già in funzione nel 1599, era, nel 1729, sede di un Alcaide e due soldati a carico del marchese di Siete Fuentes. La torre di Su Puttu, o "del pozzo", detta anche di Orfano Puddu, era in funzione dal 1596 a controllo del litorale di Sas Renas (Is Arenas) e dell'insenatura di S'Archittu; si conserva in pessimo stato.

Capoluogo di provincia[modifica]
Stemma araldico della Provincia di Cuglieri (1821)

Nel 1821 Cuglieri divenne capoluogo di provincia in sostituzione di Bosa, la provincia comprendeva 25 comuni (Sennariolo, Scano di Montiferro, Tresnuraghes, Flussio, Tinnura, Magomadas, Sagama, Modolo, Bosa, Montresta, Sindia, Suni, Bortigali, Birori, Borore, Dualchi, Lei, Macomer, Mulargia, Noragugume, Silanus, Santu Lussurgiu, Bonarcado e Seneghe) per un totale di circa 35000 abitanti, distribuiti in 4 distretti (Cuglieri, Bosa, Bortigali, Santu Lussurgiu).

Nel 1859 con il decreto Rattazzi tutte le province della Sardegna furono abolite, tranne quelle di Sassari e di Cagliari, Cuglieri entrò a far parte proprio di quest'ultima, nel Circondario di Oristano.

Nel 1861, due anni dopo l'abolizione della provincia, ci fu il primo censimento del neonato Regno d'Italia, Cuglieri con i suoi 4305 abitanti, risultava essere il 19º centro abitato della Sardegna.

Tra Ottocento e Novecento[modifica]

Il 17 maggio 1843 soggiornò per una notte, nel palazzo signorile appartenuto ai marchesi Zatrillas Borro Pagliaccio Cugia, il Re di Sardegna Carlo Alberto con il figlio Ferdinando.

Il 27 agosto 1865 scoppio un violento incendio, che durò tre giorni e distrusse la zona di "Sa Pattada" fra Scano e Cuglieri. Si dice che le fiamme fossero tanto alte che si poteva leggere durante la notte come di giorno. Un altro terribile incendio circondò Cuglieri il 23 agosto 1877: i Cuglieritani, prostrati dagli inutili sforzi per spegnere il rogo, stavano per arrendersi, quando il parroco suonò le campane di Santa Maria rincuorando gli animi: l'incendio fu così spento in meno di due ore.

Agli inizi del Novecento Cuglieri, pur avendo perso il ruolo di capoluogo di provincia, rimase un paese fiorente e prospero. Infatti godeva di servizi pubblici che altri comuni non avevano come l'ufficio postale telegrafico, la banca (Credito Cooperativo Agrario) la prima dell'isola, la società operaia ed era anche sede della Tenenza dei Carabinieri con la loro stazione di Monta Equina. Tutto il paese era servito dalla rete idraulica e fognaria, oltre alla illuminazione, e inoltre il Comune garantiva l'assistenza medica gratuita a 257 poveri. Diversi gli esercizi commerciali, due caseifici, molti mulini idraulici per cereali, e tre concerie. C'era anche un noleggio di carrozze e un albergo-trattoria. I dintorni di Cuglieri erano coronati di ulivi che occupavano più di 500 ettari di terreno. I pascoli erano ricchi: si allevavano bovini, ovini e caprini.

Nel 1924 Cuglieri fu scelta per ospitare la Pontificia facoltà teologica della Sardegna, (la prima facoltà teologica italiana extra urbem, cioè fuori di Roma), con il compito di formare il futuro clero sardo.

Nel 1927 fu aggregata alla neonata provincia di Nuoro e nel 1928 Cuglieri fu scelta per ospitare un'altra grande opera in Sardegna, ovvero la prima colonia antimalarica dell'isola (Il Sanatorio Vittorio Emanuele III di Cuglieri per i bambini malarici). La colonia rimase aperta fino al 1948, e fu l'unica nel suo genere in tutta la Sardegna. Successivamente è diventata una casa di riposo per anziani gestita dalle suore (la casa di riposo Maria Orazia de Magistris). Al giorno d'oggi questa è chiamata dai cittadini di Cuglieri Sa Colonia. Nel 1974 con la creazione della provincia di Oristano Cuglieri entro nel nuovo ente.

L'ex Seminario regionale[modifica]

Nel 1924 il Papa accolse la preghiera dei vescovi e decise di costruire a spese del Vaticano un Seminario centrale per gli studi filosofici e teologici, e di affidarlo alla Compagnia di Gesù. Lasciò loro la scelta della località nella quale dovesse sorgere: né Cagliari, né Sassari, ma un luogo al centro dell'isola. Si pensò in un primo momento a Macomer, poi si preferì una località che godesse di un clima più salubre, e si decise per Cuglieri, anche perché il terreno per l'edificazione del fabbricato era stato donato dal Sindaco, Don Eraldo Sanna, ricco possedente del luogo. Il progetto dell'edificio, che doveva essere grandioso, fu studiato dall'ing. Momo: fu scelto uno stile semplice quale quello Pisano del 1300. Si scelse questo stile perché il Seminario aveva tanti punti di somiglianza con gli antichi monasteri, e inoltre questo stile si integrava meglio con l'architettura del paese, dove le case erano semplici e severe, in un paesaggio dominato dai boschi e dai monti del Montiferru. Fu inaugurato il 5 agosto del 1927, il seminario regionale fu affidato alla Compagnia di Gesù, erigeva in Cuglieri le due facoltà di teologia e filosofia che dovevano continuare l'attività già avviata nelle università di Cagliari e di Sassari. Pochi anni dopo, a causa della scarsità delle risorse, si rinunciò alla facoltà di filosofia per mantenere solo quella di teologia. Il seminario a Cuglieri rimase aperto fino al 1970, quando fu trasferita a Cagliari. Tra i suoi allievi si ricordano il cardinale Mario Francesco Pompedda, il vescovo emerito di Ozieri Sergio Pintor, il vescovo di Tempio-Ampurias Sebastiano Sanguinetti, il vescovo emerito di Lanusei Antioco Piseddu.

Come orientarsi[modifica]

Frazioni[modifica]

  • Santa Caterina di Pittinuri – Dista 12 km da Cuglieri, è la più grande delle borgate, ha come santo patrono Santa Caterina. La borgata, è divisa in due parti dal rio Santa Caterina che l'attraversa perpendicolarmente alla costa e sfocia al centro della baia. A nord troviamo soprattutto abitazioni di recente costruzione, visibile dalla disposizione lineare; a sud invece troviamo le prime abitazioni costruite attorno alla chiesa.
  • S'Archittu – Dista 15 km da Cuglieri, prende il nome dall'arco di roccia naturale (in sardo appunto s'archìttu), l'Arco è alto circa 15 metri, è il risultato dell'erosione marina di un'antica grotta formata da calcare, marne e depositi fossiliferi.
  • Torre del Pozzo – Dista 16 km dal capoluogo comunale, il suo nome deriva dalla presenza della caratteristica torre e da un pozzo naturale scavato dall'erosione all'interno della torre.

Quartieri[modifica]

Fonti di Tiu Memmere

I rioni del paese sono:

  • Sa Serra
  • Pirasarbas
  • Bonàtile
  • Accutadorzu
  • Santa Rughe
  • Cuventu
  • Crabola
  • Su Carmine
  • Santu Mizzànu
  • Santu Chìrigu
  • Romana
  • Su Cursu
  • Sa Pala Fritta
  • Bardosu
  • Marruggiu
  • Zia Maria Ispana
  • Corte
  • Sant'Anna
  • Santu Zuànne
  • Capputzìnos
  • Sciànu
  • Pubulièmene
  • Terra Padeddas
  • Fidine


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Dai precedenti aeroporti è possibile, grazie a diverse compagnie di autonoleggio presenti, noleggiare un'auto per raggiungere Cuglieri.

In auto[modifica]

Basilica Santa Maria della Neve
  • Da Cagliari percorrere la Strada Statale 131 Carlo Felice fino all'uscita "Oristano Sud", attraversare Santa Giusta e Oristano, poi, uscendo da Oristano nord, seguire le indicazioni per Cuglieri, percorrere la Strada Statale 292 Nord Occidentale Sarda che attraversa la frazione oristanese di Donigala Fenughedu, i comuni di Nurachi e Riola Sardo, le borgate marine di Torre del Pozzo, S'Archittu e Santa Caterina di Pittinuri per arrivare infine a Cuglieri entrando attraverso una rotonda.
  • Da Golfo Aranci, Olbia, Siniscola e Nuoro percorrere la Strada Statale 131 d.c.n. in direzione "Abbasanta-Cagliari". Continuare fino al bivio "Macomer-Sassari" per poi immettersi sulla Strada Statale 129 Trasversale Sarda, continuare fino a Macomer, poi, seguire le indicazioni per Santu Lussurgiu e Cuglieri e successivamente prendere la SP 43. Continuare per 5 km fino al bivio per Cuglieri e Scano di Montiferro, quindi girare a destra sulla SP 70 (diventa SP 78 nel tratto della provincia di Oristano). Successivamente immettersi sulla SP 21 in direzione Scano di Montiferro per poi arrivare successivamente a Cuglieri.
  • Da Abbasanta percorrere la SP 15 fino a Santu Lussurgiu, arrivati all'ingresso del paese, svoltare a destra sulla SP 19 Santu Lussurgiu-Cuglieri e percorrerla fino alla destinazione finale, Cuglieri.
  • Da Sassari e Porto Torres percorrere la Strada Statale 131 Carlo Felice fino al bivio "Macomer-Bosa", poi, entrati a Macomer, seguire le indicazioni per Santu Lussurgiu e Cuglieri e percorrere la SP 43, continuare per 5 km fino al bivio per Cuglieri e Scano di Montiferro, quindi girare a destra sulla SP 70 (diventa SP 78 nel tratto della provincia di Oristano). Successivamente immettersi sulla SP 21 in direzione Scano di Montiferro per poi arrivare successivamente a Cuglieri.
  • Da Alghero percorrendo la litoranea Alghero-Bosa, poi, arrivati a Bosa, seguire le indicazioni per Oristano transitando da Bosa Marina e successivamente le indicazioni per Cuglieri per arrivare dopo alcuni km a Magomadas. Seguire sempre le indicazioni per Cuglieri immettendosi sulla Strada Statale 292 Nord Occidentale Sarda passando per i comuni di Tresnuraghes e Sennariolo per poi arrivare successivamente a Cuglieri entrando attraverso una rotonda.
  • Da Tortolì percorrere la Strada Statale 198 di Seui e Lanusei, poi, dopo 2 km, seguire le indicazioni per Nuoro e svoltare a destra sulla strada provinciale 27, arrivati a Villagrande Strisaili, girare a sinistra seguendo sempre le indicazioni per Nuoro, poi immettersi sulla strada Statale 389 Var Nuoro-Lanusei e percorrerla fino a Nuoro. Arrivati qui non entrare in città ma seguire le indicazioni per Cagliari e immettersi sulla Strada Statale 131 d.c.n. Continuare in direzione "Abbasanta-Cagliari" fino al bivio "Macomer-Sassari" per poi immettersi sulla Strada Statale 129 Trasversale Sarda, continuare fino a Macomer, poi, seguire le indicazioni per Santu Lussurgiu e Cuglieri e successivamente prendere la SP 43. Continuare per 5 km fino al bivio per Cuglieri e Scano di Montiferro, quindi girare a destra sulla SP 70 (diventa SP 78 nel tratto della provincia di Oristano). Successivamente immettersi sulla SP 21 in direzione Scano di Montiferro per poi arrivare successivamente a Cuglieri. * Da Abbasanta percorrere la SP 15 fino a Santu Lussurgiu, arrivati all'ingresso del paese, svoltare a destra sulla SP 19 Santu Lussurgiu-Cuglieri e percorrerla fino alla destinazione finale, Cuglieri.
  • Da Lanusei percorrere la Strada Statale 198 di Seui e Lanusei, poi seguire le indicazioni per Nuoro e svoltare a destra sulla Strada Statale 389 di Buddusò e del Correboi che dopo circa 10 diventa Strada Statale 389 var Nuoro-Lanusei, percorrere quest'ultima fino a Nuoro. Arrivati qui non entrare in città ma seguire le indicazioni per Cagliari e immettersi sulla Strada Statale 131 d.c.n. Continuare in direzione "Abbasanta-Cagliari" fino al bivio "Macomer-Sassari" per poi immettersi sulla Strada Statale 129 Trasversale Sarda, continuare fino a Macomer, poi, seguire le indicazioni per Santu Lussurgiu e Cuglieri e successivamente prendere la SP 43. Continuare per 5 km fino al bivio per Cuglieri e Scano di Montiferro, quindi girare a destra sulla SP 70 (diventa SP 78 nel tratto della provincia di Oristano). Successivamente immettersi sulla SP 21 in direzione Scano di Montiferro per poi arrivare successivamente a Cuglieri. * Da Abbasanta percorrere la SP 15 fino a Santu Lussurgiu, arrivati all'ingresso del paese, svoltare a destra sulla SP 19 Santu Lussurgiu-Cuglieri e percorrerla fino alla destinazione finale, Cuglieri.

In nave[modifica]

Dal porto di Porto Torres oppure dai porti di Olbia-Isola Bianca, Golfo Aranci, Cagliari e Tortolì-Arbatax.


In autobus[modifica]

Con la linea ARST 703 Bosa-Oristano è possibile raggiungere Cuglieri. Ci sono tre fermate dell'autobus lungo il Corso Umberto I (SS 292 Nord Occidentale Sarda): 40.18978.56791 quella in centro con sala d'attesa al chiuso, a metà strada tra la farmacia e l'edicola del paese, 40.186838.565872 quella dotata di pensilina a pochi metri dalla "Pizzeria 2000 da Michele" e 40.187538.564893 quella di fronte al chiosco-bar "L'Oasi".

Come spostarsi[modifica]

Il centro storico di Cuglieri si può facilmente girare a piedi.

In auto[modifica]

Alcuni parcheggi del corso Umberto sono a disco orario, altri sono liberi. Tuttavia a causa di molte auto parcheggiate in divieto di sosta e del mancato rispetto delle precedenze sui sensi unici alternati, soprattutto nel corso Umberto, la circolazione in auto è spesso difficoltosa. Salvo alcuni casi, come ad esempio il trasporto di disabili in sedia a rotelle e/o di persone che hanno difficoltà a camminare e/o ad affrontare le scale e le salite a piedi verso la Basilica di Santa Maria della Neve, se possibile, per non correre il rischio di rimanere bloccati con il proprio veicolo nelle strade del centro storico, bisogna evitare di circolare in queste strade con l'auto in quanto spesso sono strette, soprattutto per le auto grosse e i camper; inoltre in queste strade del centro storico spesso ci sono molte auto dei residenti parcheggiate male che creano problemi alla circolazione. Durante i concerti e altri eventi, alcune zone del centro storico vengono chiuse al traffico, mentre durante il passaggio delle processioni, il traffico viene bloccato al momento del passaggio di queste e riaperto subito dopo.

Cosa vedere[modifica]

Chiesa di San Giovanni
Cappella de "La Madonnina", lungo la SP 19 Cuglieri-Santu Lussurgiu

Architetture religiose[modifica]

  • 40.198.5705561 Basilica di Santa Maria della Neve (Si trova nella parte alta del paese, più precisamente nel colle Bardosu). Principale chiesa del paese. Basilica di Santa Maria della Neve su Wikipedia basilica di Santa Maria della Neve (Q3635766) su Wikidata
  • Le seguenti chiese elencate qui sotto sono aperte per le feste patronali e in particolari occasioni:
    • 40.1897788.5664812 Chiesa di Santa Croce (Si trova nei pressi di Piazza Ampsicora). Chiesa di Santa Croce (Cuglieri) su Wikipedia chiesa di Santa Croce (Q19984429) su Wikidata
    • 40.1903618.5659783 Chiesa della Madonna delle Grazie (Si trova nei pressi di Piazza Ampsicora). Simple icon time.svg Visitabile durante i festeggiamenti della Madonna delle Grazie dal 6 all'8 settembre e in particolari occasioni. Chiesa della Madonna delle Grazie (Cuglieri) su Wikipedia chiesa della Madonna delle Grazie (Q21187574) su Wikidata
    • 40.19128.567754 Chiesa del Carmelo (Si trova nel centro storico di Cuglieri). Simple icon time.svg Visitabile in particolari occasioni e per i festeggiamenti del 16 luglio. Chiesa della Madonna delle Grazie (Cuglieri) su Wikipedia chiesa della Madonna delle Grazie (Q21187574) su Wikidata
    • 40.1916678.566255 Chiesa di Sant'Antioco (Si trova nel rione di Crabola). Simple icon time.svg Visitabile in particolari occasioni e per i festeggiamenti il 28 e 29 aprile.
    • 40.1913338.5696946 Chiesa di San Quirico (Si trova nel Corso Umberto). Simple icon time.svg Visitabile in particolari occasioni e durante i festeggiamenti del 15 luglio.
    • 40.186318.568577 Chiesa di Sant'Antonio da Padova (Si trova in Viale Regina Margherita). Simple icon time.svg Visitabile durante i festeggiamenti del 13 giugno e in particolari occasioni.
    • 40.1873618.5681118 Chiesa di San Giovanni (Si trova in via Vittorio Emanuele II, salendo una scalinata di fronte a un negozio di frutta e verdura ed entrando da un cancello che porta all'interno di un cortile.). Simple icon time.svg Visitabile durante i festeggiamenti del 23 e 24 giugno e in particolari occasioni.
    • 40.2033338.5659 Chiesa di Sant'Imbenia (All'interno di un terreno lungo la SS 292 tra Sennariolo e Cuglieri). Simple icon time.svg Visitabile durante i festeggiamenti del 29 e 30 aprile. Chiesa campestre.
    • 40.1511118.557510 Chiesa di San Lorenzo (Dista 8 km da Cuglieri. Prendere la SS 292 per Santa Caterina di Pittinuri, arrivati a un 40.170348.531734 bivio, girare a sinistra e continuare per 3,5 km). Simple icon time.svg Visitabile durante la sagra campestre del 9 e 10 agosto. Chiesa campestre.
    • 40.135128.4900811 Chiesa di San Giuseppe Lavoratore (Nella borgata dell'ETFAS). Simple icon time.svg Visitabile durante i festeggiamenti di San Giuseppe Lavoratore del 1° maggio. Chiesa campestre.
  • 40.1619448.61583312 La Madonnina (Lungo la SP19 Cuglieri-Santu Lussurgiu a circa 8-9 km da Cuglieri, al confine con il comune di Santu Lussurgiu. Parcheggiate l'auto nella piazzola di sosta sottostante e salite le scale a piedi). Cappella.

Murales[modifica]

In alcune zone del paese è possibile ammirare i murales.

Musei[modifica]

Monumenti[modifica]

  • 40.187368.5695215 Monumento ai Caduti.

Architetture civili[modifica]

Statua del Redentore, all'interno del parco del seminario
Cappella ex seminario regionale
  • 40.1872228.57055616 Ex seminario regionale sardo (Via Vittorio Emanuele II, 61). Simple icon time.svg Aperto durante lo svolgimento di eventi pubblici e in particolari occasioni. Oltre al chiostro e alla sala teatro, in alcune occasioni potete visitare i 40.187188.571717 giardini del seminario, dove potete ammirare la 40.188438.5718818 Statua del Redentore, situata in cima ai giardini del seminario e dal quale si può ammirare il panorama del paese e il mare in lontananza. Quest'ultima si raggiunge salendo diversi gradini di scale attraverso i giardini. In particolari occasioni viene aperta al pubblico la 40.18758.5703119 cappella, alla quale si accede tramite il chiostro. Qui è possibile ammirare anche diversi dipinti ma per motivi di sicurezza è possibile vedere la cappella solo dall'ingresso e non si può andare oltre i nastri delimitatori in quanto è pericolante. Inoltre all'interno del seminario è presente anche una sala dove vengono allestite mostre temporanee. Infine vengono organizzati anche concerti ed eventi (per maggiori informazioni, vedere la sezione Spettacoli). Ex Pontificio seminario regionale sardo su Wikipedia Ex Pontificio seminario regionale sardo (Q20009181) su Wikidata

Architetture militari[modifica]

Fontane[modifica]

Fonte di Romanedda
  • 40.1808338.57638922 Fonti di Tiu Memmere (Per arrivarci partire dal seminario e percorrere tutto Viale delle Rimembranze). Fontana antica del paese. L'acqua è potabile, potete berla.
  • 40.194318.5717923 Fonte di Romanedda.
  • 40.171928.6076424 Su Monte Sotzu.

Luoghi di interesse naturalistico[modifica]

Resti dell'Albero millenario, distrutto dall'incendio che ha colpito il Montiferru nella notte tra il 24 e il 25 luglio 2021
Cascata "S'Istrampu de Massabari"
  • 40.1973258.54908925 Resti dell'Albero millenario (Olivastro di Sa Tanca Manna) (Raggiungibile attraverso via Littorio intersecando la circonvallazione e proseguendo dritto in direzione Albero millenario prendendo una strada di campagna asfalta. Arrivati a uno svincolo, seguire le indicazioni per l'albero millenario, poi, parcheggiare l'auto in uno slargo e proseguire a piedi). Albero secolare. Era alto 16 metri e mezzo ed è stato quasi totalmente distrutto dall'incendio che ha interessato il Montiferru tra il 24 e il 25 luglio 2021. Oggi è possibile osservare a distanza i resti dell'albero e i polloni in crescita. Non entrate all'interno dell'area, l'accesso è vietato ed è sorvegliata da telecamere. olivastro (Q55742666) su Wikidata
  • Cascata "S'Istrampu de Massabari"
  • Cascata a mare di Cabu Nieddu (Istrampu de Cabu Nieddu) – Cascata a mare attiva nella stagione invernale.

Siti archeologici[modifica]

  • Cornus
  • Nelle campagne circostanti sono presenti diversi nuraghi tra cui:
    • 40.135458.4906626 Nuraghe Oratiddo (Nella borgata dell'ETFAS, di fronte alla chiesa di San Giuseppe Lavoratore).

Itinerari[modifica]


Eventi e feste[modifica]

L'ex Seminario regionale
  • Fuochi di Sant'Antonio e San Sebastiano. Il falò principale di Sant'Antonio si svolge in piazza Santa Croce, ma altri falò vengono accesi anche in altre zone del paese. Pochi giorni dopo, in piazza Cappuccini avviene il falò in onore di San Sebastiano.
    • Fuoco in onore di Sant'Antonio Abate (Piazza Santa Croce). Simple icon time.svg 17 gennaio. Accensione del fuoco.
    • Fuoco in onore di San Sebastiano (Piazza Cappuccini). Simple icon time.svg 19 gennaio. Accensione del fuoco.
Un momento della deposizione
  • Riti della Settimana Santa: a Marzo o Aprile. Il Giovedì Santo Santa Messa in Coena Domini. Nella Basilica iniziano le liturgie della Settimana Santa. Segue la Processione de Sas Chilcas, la ricerca di Gesù per le vie del paese e nelle chiese dove sono stati allestiti i Sepolcri.

La mattina del Venerdì Santo, attorno alle 10, si assiste a S'Ingravamentu nella Chiesa del Convento, seguito dalla Processione del Penitente o de Sa Rughe. A mezzogiorno in Basilica avviene la Processione del Cristo Crocifisso e l'Innalzamento della Croce. Infine, in serata verso le 19, inizia la Processione dell'Addolorata e il trasporto della lettiga dal Convento alla Basilica.

Il sabato che precede la Pasqua inizia la mattina presto con la Processione de Sas Chilcas e si conclude in tarda serata con la Veglia Pasquale e la Messa di Resurrezione.

La Domenica di Pasqua, alle 9:30, avviene S'Incontru, la processione con la statua del Cristo Risorto (Jesu) e della Madonna da S. Croce alla Basilica.

La Madonna dei Dolori
    • Quaresima. Le celebrazioni iniziano durante la Quaresima con una processione della Via crucis (o sas Rughes) per ciascuno dei sei venerdì del periodo: a turno le confraternite del paese accompagnano la processione condotta dal parroco. Le confraternite sono oggi cinque, ma in origine erano sei: la confraternita della Madonna delle Grazie sostituisce con una seconda uscita quella della Misericordia, oggi estinta.
      La processione parte dalla basilica di Santa Maria della Neve, sede della confraternita del Santo Rosario, e percorre le vie del paese con soste alle diverse croci dipinte sui muri, fino alla chiesa di Sant'Antonio da Padova, un tempo sede della confraternita della Misericordia dei padri cappuccini. La processione ritorna quindi alla basilica per una solenne benedizione eucaristica.
      Per il sesto venerdì, al seguito della statua della Vergine dei Sette Dolori si trovano i cantori cantano lo Stabat Mater. Al rientro nella basilica si assiste ad un'omelia e in seguito una seconda solenne processione accompagna la statua della Madonna nella sua sede della chiesa della Madonna delle Grazie, presso l'ex convento dei frati Servi di Maria, dove si conclude lo Stabat Mater ed il parroco celebra la benedizione eucaristica.
      Per il periodo quaresimale si invitano, inoltre, i cosiddetti "quaresimalisti", cioè noti predicatori, che dal pulpito della basilica tengono delle omelie solenni, invitando i fedeli al digiuno ed alle altre pratiche pie in preparazione della Pasqua.
      La domenica che segue il quinto venerdì di quaresima ha luogo, in basilica, la cosiddetta "predica delle Anime": il parroco, dopo aver recitato i sette salmi penitenziali e le litanie di tutti i santi, tiene un'omelia solenne, al termine della quale ha luogo, invece della consueta benedizione eucaristica, la benedizione ed il bacio della "Vera Croce". Al termine della celebrazione, i cori cantano dietro l'altare maggiore Su mesu Miserere, ovvero la prima parte del salmo 51, noto come "Miserere".
    • Domenica delle palme. Presso tutte le confraternite, la domenica delle Palme si celebra la messa e la processione delle Palme. Il parroco celebra la prima parte di una messa cantata nella chiesa di San Quirico con la confraternita del Santo Rosario e dopo il rito della benedizione delle palme si trasferisce in processione alla basilica, dove la messa termina. Nel pomeriggio ha luogo la "predica del Giudizio", e i cantori terminano il canto del Miserere iniziato la domenica precedente.
    • Mercoledì Santo. Presso gli oratori delle confraternite all'interno delle chiese, vengono allestiti i cosiddetti "sepolcri": una cappella viene ornata con fronde, fiori e piatti di "nènnere" ed al centro viene riposta un'urna destinata a contenere il Santissimo Sacramento. Anticamente, innanzi a questa cappella veniva montata una grande cortina di tela, sulla quale erano dipinte alcune scene della Passione.
      Le "nènnere" sono dei piatti con germogli di grano che sono stati fatti crescere in una stanza buia e chiusi dentro un sacco perché non diventassero verdi. Spesso la parte centrale del piatto viene lasciata vuota per potervi mettere un lumicino. L'uso risale ad epoche remote ed ha una forte valenza simbolica: il germoglio è un simbolo di rinascita e il seme che "rinasce" dopo lo stato di "morte apparente", dovuto alla quiescenza all'interno del terreno, simboleggia la resurrezione di Gesù.
La Confraternita del Santo Rosario
    • Giovedì Santo. Nella mattinata nelle chiese delle confraternite vengono celebrate delle messe e le ostie consacrate vengono trasportate in processione fino alle cappelle dei "sepolcri", dove vengono deposte all'interno delle urne, per essere esposte alla venerazione dei fedeli. Al termine della celebrazione il sacerdote sveste la pianeta e, indossata la stola recita il Miserere, mentre i priori e le prioresse spogliano gli altari da tutti gli addobbi e rovesciano sugli stessi i candelabri ed i Crocefissi, in segno di lutto.
      Nel pomeriggio le confraternite, ognuna con le proprie statue e le proprie croci nere (simbolo di lutto e di penitenza), e dodici confratelli della Misericordia che rappresentavano i dodici Apostoli, ciascuno con in mano una fiaccola ("atza"), si incontrano per le vie del paese e formano un corteo che si reca alla basilica, dove li attende il parroco e la confraternita del Rosario con l'effigie di Santa Maria Cleofe. Nella basilica si svolge la messa "in coena Domini", durante la quale si svolge la cerimonia della lavanda dei piedi a dodici confratelli (anticamente dodici membri della confraternita della Misericordia): il sacerdote lava il loro piede destro con un mazzetto di lavanda profumata intinta nell'acqua, lo asciuga con un panno di lino e lo bacia.
      Subito dopo avviene la benedizione delle ceste ripiene di pani; sulla tavola dove sono riposte le ceste, si trovano anche dodici pesci, che, benedetti a loro volta, vengono offerti ai confratelli che si prestano al rito della lavanda dei piedi. Anticamente la benedizione e la distribuzione del "Pane dei poveri" si svolgeva la mattina nella chiesa di Sant'Antonio da Padova, ad opera dei confratelli della Vergine della Misericordia.
      Dopo la messa e i riti connessi si svolge la processione detta "de sas chilcas", nella quale il sacerdote e le diverse confraternite visitano i diversi "sepolcri" fino a notte inoltrata. I cantori cantano lo Stabat mater. Ciascuna confraternita aspetta all'esterno della propria chiesa che le altre abbiano terminato la visita. Alla fine del percorso, quando la confraternita dell'Addolorata esce dalla chiesa di Santa Croce per terminare il percorso nella sua chiesa e deporvi la statua della Madonna, tutte le altre le fanno ala e si genuflettono al passaggio della statua della Vergine.
    • Venerdì Santo. Nella mattinata si svolge la rappresentazione "de s'ingravamentu" (crocifissione).
      Nella chiesa della Vergine delle Grazie, il sacerdote recita il Miserere; il Crocifisso snodato viene portato nella cappella di San Domenico, dove si trova il "sepolcro", e affisso alla croce detta sa rughe maistra e quindi portato nella cappella del Santo Crocifisso, per essere esposto alla venerazione dei fedeli. Quindi un penitente che ha fatto questo voto, e indossa l'abito della confraternita dell'Addolorata viene caricato con una seconda croce (sa cuntrarughe), che dovrà portare in processione dalla chiesa della Vergine delle Grazie, ai piedi del monte Bardosu, alla basilica della Madonna della Neve, sulla sommità del monte. La processione è accompagnata dalle donne che nell'anno precedente abbiano subito un lutto in famiglia: ciascuna di esse segue la croce portando un lume ad olio che dovrà deporre attorno alla fossa dove dovrà essere tirata in piedi la croce, prima che l'operazione sia completata. Per questo motivo la processione si svolge quasi come una corsa.
      Una seconda processione parte quindi con tutte le confraternite dalla chiesa della Vergine delle Grazie per portare alla basilica il Crocifisso, coperto dalle prioresse della confraternita della Santa Croce con un lungo telo di lino decorato ("su velu"). Il Crocifisso segue la statua della Vergine dei Sette Dolori ed è sorretto da un confratello del Carmelo, che regge il piede della croce, da un confratello del Rosario, che sostiene il braccio destro, e da un confratello di Santa Croce, che sostiene il braccio sinistro, mentre la scorta ai lati è costituita da due membri della confraternita di San Giovanni. Dietro sta il sacerdote ed i cantori che cantano camminando (una particolarità che avviene solo a Cuglieri, mentre negli altri centri della Sardegna il canto avviene stando fermi, disposti a croce) il Miserere.
      All'arrivo si svolge la predica solenne e il Crocifisso viene scoperto dal velo e issato sulla seconda croce già in piedi, per mezzo di corde che vengono fatte passare per un apposito foro, fino a farle combaciare perfettamente.
      Nel pomeriggio, le confraternite si riuniscono nuovamente nella chiesa della Madonna delle Grazie: due confratelli, uno di Santa Croce ed uno dell'Addolorata, impersonano Nicodemo e Giuseppe di Arimatea, portando su due vassoi gli strumenti della Deposizione e una lunga striscia di lino bianca come sudario; altri otto membri delle confraternite sono scelti per portare due lunghe scale e il feretro su cui sarà deposto il Cristo morto (sa littera). Nicodemo, Giuseppe di Arimatea e i portatori del feretro scelgono degli accompagnatori all'interno delle proprie confraternite. Si svolge quindi la processione dalla chiesa delle Grazie, con le confraternite che portano le loro croci nell'ordine consueto, la statua dell'Addolorata, Giuseppe di Arimatea, Nicodemo, il portatore della seconda croce con il suo cuscino e il feretro, coperto dallo stesso velo che alla mattina aveva coperto il Crocifisso. Da ultimi vengono il parroco e i cantori che cantano camminando lo Stabat Mater, che termina quando la statua della Vergine si ferma davanti al Crocifisso issato la mattina.
      Si svolge quindi la predica e il rito della deposizione ("s'isgravamentu"): Nicodemo e Giuseppe di Arimatea si avvicinano alla statua della Madonna, quasi a chiederle il permesso, quindi si inginocchiano di fronte alla Croce. Quindi salgano sulle scale, tolgono la corona di spine dal capo del Crocefisso e ridiscendono per porla sul capo della statua della Madonna. Risalgono quindi sulla Croce con il panno di lino, che viene passato fra le braccia e la nuca del Crocefisso, e tolgono i chiodi, che vengono deposti sul vassoio e presentati alla statua della Madonna. Infine la statua del Crocefisso viene fatta scendere dalla Croce e riposta sul feretro, coperta dal velo. I cantori cantano il Miserere e la processione con il corpo rientra alla chiesa delle Grazie, dove il Cristo morto viene deposto nel sepolcro.
    • Sabato Santo. Nella prima mattina di sabato tutte le confraternite, con le rispettive statue delle pie donne, si riuniscono nella basilica. Da qui parte una processione con la statua della Vergine dei Sette Dolori, guidata dal parroco a dai cantori che cantano lo Stabat Mater, che percorre nuovamente i "sepolcri" e le croci delle vie cittadine. L'ultimo dei "sepolcri" a venire visitato è quello della chiesa delle Grazie, dove si trova la statua del Cristo morto.
      Le confraternite si riuniscono nuovamente nelle proprie sedi per preparare dei mazzi di viole selvatiche e foglie d'arancio per decorare i Crocifissi processionali delle confraternite nella processione della domenica.
    • Domenica di Pasqua. Le celebrazioni della domenica di Pasqua sono organizzate dalla confraternita della Santa Croce. Le confraternite si riuniscono nella chiesa della Santa Croce. I membri delle confraternite depongono i cappucci bianchi che erano segni di lutto e portano i Crocefissi adornati a festa (su santu Cristu) invece dei crocefissi neri. Secondo la tradizione, appena giunti alla chiesa i confratelli, il sacerdote passa con l'acqua santa per benedire i mazzi di violette, che ornano i crocifissi e gli stemmi delle confraternite.
      Fra le confraternite di Santa Croce, dell'Addolorata, del Rosario e del Carmelo, vengono scelti otto membri per portare in spalla le statue del Cristo risorto (su Jesu) e della Vergine vestita a festa (sa Maria e Pasca), accompagnate dalla confraternita di San Giovanni. La processione, con al primo posto la confraternita della Santa Croce, si dirige verso la basilica della Madonna della Neve, dove si celebra la messa cantata.
      Appena arrivati in chiesa, le due statue vengono deposte su due mensole, in modo tale che quella della Madonna volti le spalle a quella del Cristo. Durante la messa si svolge il rito de s'incontru ("l'incontro"), che solitamente invece consiste in una rappresentazione fuori dalla chiesa. Quando il sacerdote intona il Gloria, le campane vengono fatte suonare a festa e la statua della Madonna viene fatta girare per trovarsi di fronte a quella del Cristo risorto.
      Finita la messa, le statue vengono fatte ritornare in processione alla chiesa di Santa Croce. Un confratello di Santa Croce, porta la cosiddetta "croce parrocchiale" (sa rughe 'e pratta), in argento sbalzato, che reca incisa da una parte l'immagine del Crocifisso, e dall'altra l'immagine della Vergine Immacolata, la consegnerà poi, a processione conclusa, al priore della Confraternita del Rosario che la riporterà in Basilica. A rientro avvenuto, la confraternita di Santa Croce offre vino e di dolci tipici, presso la sagrestia. Infine nelle sedi delle confraternite avviene la distribuzione dei mazzetti di viole benedette.
  • Festa di Sant'Antioco. Simple icon time.svg 28-29 aprile.
  • Festa di Sant'Imbenia. Simple icon time.svg 29-30 aprile. Il 29 aprile si svolge la processione con i pellegrini in partenza da Cuglieri, arrivo dopo circa 4 km alla chiesa di Sant'Imbenia.
  • Festa di San Giuseppe Lavoratore (Presso l'omonima chiesa campestre nella borgata dell'ETFAS). Simple icon time.svg 1° maggio.
  • Festa in onore di Santa Caterina di Alessandria. Simple icon time.svg Seconda domenica di maggio. Pellegrinaggio da Cuglieri a Santa Caterina di Pittinuri di circa 12 km, il giorno dopo rientro a Cuglieri. Ai riti religiosi seguono i festeggiamenti civili.
  • Monumenti aperti. Ecb copyright.svg Visite gratuite. Simple icon time.svg A maggio o a inizio giugno. Apertura al pubblico delle chiese, dei musei, dei siti archeologici e dell'ex Seminario regionale di Cuglieri. Il programma prevede inoltre visite guidate, l'allestimento di mostre temporanee e concerti musicali.
  • Sant'Antonio da Padova. Simple icon time.svg 13 giugno.
  • San Giovanni Battista. Simple icon time.svg 23-24 giugno. Il 23 giugno sera si svolge il rito de S'abba muda nel quale si parte a piedi dalla chiesa di San Giovanni e si rimane in silenzio e senza mai voltarsi indietro per tutto il percorso. Arrivati alle fonti di Tiu Memmere (illuminate per l'occasione dalle candele), si tocca l'acqua, poi, si fa ritorno in chiesa sempre in silenzio. Il 24 giugno processione dalla chiesa per le vie del centro storico con i cavalli per poi fare ritorno in chiesa.
  • Festa della Madonna del Carmelo. Simple icon time.svg 15-16 luglio.
  • Festa in onore di Santa Maria della Neve. Simple icon time.svg 4-7 agosto. Festa patronale. Ai riti religiosi seguono i festeggiamenti civili. Dal 4 al 6 agosto ci sono concerti dal vivo in Piazza Fra Paolo Perria oppure al chiostro dell'ex seminario regionale, il 5 agosto invece ci sono i fuochi d'artificio visibili da tutta Cuglieri e dintorni. Il 7 agosto di mattina la statua della Madonna viene portata in processione fino alla cappella de "La Madonnina" sopra un carro trainato da una coppia di buoi, dove viene celebrata la messa, poi c'è un rinfresco offerto dagli organizzatori dei festeggiamenti, la sera invece la statua torna giù sempre in processione e sempre sopra un carro trainato da una coppia di buoi. All'arrivo in Basilica si svolge la cascata di fuochi d'artificio, al termine la messa in Basilica.
  • San Lorenzo. Simple icon time.svg 10 agosto. Sagra campestre con musica dal vivo e cena a buffet offerta dagli organizzatori dei festeggiamenti.
  • Mandigos in Carrela. Simple icon time.svg prima o seconda settimana di Agosto. Esposizione di prodotti tipici e di artigianato nel rione di Crabola. Si svolge dal 2017.
  • Sagra delle panadas. Simple icon time.svg Seconda domenica di agosto. Esposizione di artigianato e degustazione delle panadas e di prodotti tipici sardi dalla mattina alla sera. La sera concerto musicale. Si svolge la seconda domenica di agosto in via Eleonora d'Arborea.
  • Festa del Cacciatore. Simple icon time.svg 14 agosto.
  • San Filippo Benizi. Simple icon time.svg 23 agosto. Il pane de Santu Tilippu è un pane azzimo di piccole dimensioni, viene preparato il 23 agosto per la festa di San Filippo Benizi, un frate vissuto nel '200 in Toscana ed appartenente all'ordine dei Servi di Maria; il culto di San Filippo giunse a Cuglieri nella prima metà del Cinquecento.
  • Festa della Madonna delle Grazie. Simple icon time.svg 7-9 settembre. Ai riti religiosi seguono i festeggiamenti civili con concerti dal vivo in Piazza Ampsicora.
  • Pellegrinaggio per Nostra Signora di Bonacatu (Partenza della processione da Piazza Seminario, si percorre la SP 19 Cuglieri-Santu Lussurgiu, poi, arrivati a Santu Lussurgiu, si percorre la SP 15 per Bonarcado per poi arrivare al Santuario di Nostra Signora di Bonacatu. Circa 30 km. All'arrivo, accoglienza dei pellegrini in chiesa). Simple icon time.svg 18 Settembre, nel corso dei festeggiamenti di Nostra Signora di Bonacatu, a Bonarcado. Partenza da Piazza Seminario alle 24:00, arrivo a Bonarcado alle 6:00.
  • San Francesco d'Assisi. Simple icon time.svg 4 ottobre.
  • Celebrazioni per il 4 Novembre (Presso il Monumento ai Caduti). Simple icon time.svg 4 Novembre.
  • Sardinia Anima Mundi. Simple icon time.svg A settembre oppure a dicembre. Festival di cultura, arte, cibo e musica. Si svolge dal 2016.


Cosa fare[modifica]

Centro Spiritualità Giovani
Campo sportivo di Cuglieri

Impianti sportivi[modifica]

  • 40.18798.56181 Campo sportivo comunale Bastiano Perria, Via Littorio. Il complesso sportivo comprende, oltre al campo principale ristrutturato recentemente con la posa del manto in erba sintetica, anche due campi di calcetto e da tennis.

Altre attività[modifica]

  • Aree giochi per bambini: Ce ne sono due: una 40.187458.569712 di fronte al Monumento ai caduti e l'altra in via dell'Orzo, 40.18758.565163 all'interno della piazza situata di fronte alla pizzeria Da Michele.
  • 40.171288.607374 Centro Spiritualità Giovani (Casa SS. Annunziata), Località "Funtana 'e S'ozzu" (Lungo la SP 19 Cuglieri-Santu Lussurgiu, a 7 km da Cuglieri), +39 0785 950007, +39 06 58330750, . Il Centro Spiritualità Giovani propone attività ed iniziative per la formazione umana e cristiana di giovani e ragazzi come incontri con diverse tematiche, campi-scuola, missioni giovanili, ecc. È presente una cappella, una sala riunioni e un cortile.


Acquisti[modifica]

Azienda Olearia Peddio, punto vendita di Corso Umberto
Laboratorio di dolci tradizionali sardi e Panadas di Cuglieri "Oros de Domo"

Tutti i negozi e i supermercati lavorano fino al sabato, mentre la domenica e i festivi (tranne nel periodo natalizio) sono chiusi. Alcuni negozi restano chiusi anche il mercoledì pomeriggio.

Prodotti tipici locali[modifica]

  • Azienda Olearia Peddio (Dispone di due punti vendita), +39 0785 369254, . Vendita olio di Cuglieri DOP, biologico, fruttato e classico, olive e conserve, e tisane. È possibile anche degustare l'olio con pane Carasau e bruschette. Si vendono anche prodotti cosmetici quali latte detergente, creme di vario tipo (creme contorno occhi, creme viso idratanti e per pelli sensibili, creme rughe, creme corpo, creme mani e creme piedi), emulsioni dopobarba, lip balm, olii massaggio, bagno doccia, shampoo, balsamo, saponette vegetali, latte solare e solari doposole.
    • 40.1902228.5681671 Punto vendita e sede aziendale di Corso Umberto, Corso Umberto I° 87.
    • 40.1868.559912 Frantoio e oleificio Cocco, Località Barones, Zona PIP (Dalla SS 292, quando arrivate a una delle rotatorie, non entrate a Cuglieri ma prendete la circonvallazione. Arrivati a 40.186998.558345 un bivio, prendete una strada di penetrazione agraria e, dopo poche centinaia di metri, l'oleificio è di fronte a voi. All'40.186478.558823 oliveto invece potete accedere dalla strada di penetrazione agraria. Se invece siete a Cuglieri scendete alla zona PIP). Qui si organizzano anche visite guidate alla scoperta dell'intera filiera di produzione. È possibile anche degustare l'olio.
  • 40.19038.56844 Oros de Domo, Via Carlo Alberto 7, +39 0785 39963, +39 320 7251861. Simple icon time.svg Aperto su prenotazione e previo appuntamento per il ritiro. Per informazioni e per prenotare chiamare i numeri qua sopra o suonare al civico 9 di fianco. Laboratorio di dolci tradizionali sardi e Panadas di Cuglieri.

Cioccolaterie[modifica]

Cioccolateria Masala, nel rione Crabola
  • 40.1905838.5645835 Cioccolateria Masala, Via Lamarmora 58 (Nel rione Crabola), +39 342 50 49 548, . Simple icon time.svg Lun-Ven 9:00-12:30 e 17:00-19:30; Sab 9:00-12:00. Si vendono vari tipi di cioccolato ma anche semifreddi e gelati artigianali: vassoi di cioccolatini ripieni, scatolette regalo di di cioccolatini artigianali classici e dai gusti vari, scatole da 30 o 12 cioccolatini assortiti San Valentino, tavolette di cioccolato dai gusti vari, tavolette rotonde di cioccolato tempestate di smarties, cereali al caramello salato e cioccolato, creme di cioccolato spalmabili dai gusti vari, dischi di nocciolato con nocciole piemontesi, sacchetti prelibati di vari gusti (tartufi al cacao o al cocco, gelatine dai gusti vari, scorze d'arancia candite ricoperte di cioccolato), sacchetti contenenti ovetti di cioccolato, uova di cioccolato con decorazioni varie, pulcini, coniglietti, campane e galline di cioccolato al latte o fondente, torte e dolci semifreddi, e si preparano gelati artigianali da gustare in giro. Si vendono inoltre tazze e pupazzi con cioccolatini.

Mercato settimanale[modifica]

Ogni sabato in 40.187138.568546 Piazza Fra Paolo Perria si svolge il mercato settimanale, dove è possibile acquistare prodotti alimentari e altra merce varia.

Supermercati e negozi di alimentari[modifica]

  • 40.191118.571147 Crai, Corso Umberto 10, +39 0785 39160, . Simple icon time.svg Inverno: Lun-Mar e Gio-Sab 8:00-13:00 e 16:30-19:30, Mer 8:00-13:00; Estate: Lun-Sab 8:00-13:00 e 17:00-20:00.
  • 40.191268.569038 Market Chessa Andreina, Corso Umberto 56, +39 0785 39888. Simple icon time.svg Lun-Mar e Gio-Sab 8:00-20:00; Mer 8:00-13:00.
  • 40.188478.567269 Panetteria Da Donatella, Corso Umberto 130.
  • 40.186418.5662710 Market Sidis, Corso Umberto 195-197. Simple icon time.svg Lun-Sab 7:30-20:00.
  • 40.186888.565111 Market Da Paola, Corso Umberto I 205, +39 0785 39124, +39 348 6129396, .
  • 40.1872788.56469412 Pievi Srl, Corso Umberto 172, +39 0785 36147. Negozio di formaggi.
  • 40.190428.5673113 Minimarket Sa Buttega, Via delle Grazie 1. Simple icon time.svg Lun-Mar e Gio-Sab 7:30-13:00 e 17:00-20:10; Mer 7:30-13:00.
  • 40.18738.5684614 Il Galeone, Piazza Fra Paolo Perria 6, +39 346 3178747. Gastronomia e rosticceria.

Macellerie[modifica]

  • 40.190258.5672715 Macelleria Da Andrea, Piazza Amsicora 1, +39 0785 36075. Simple icon time.svg Lun-Mar 8:00-13:00; Mer-Sab 8:00-13:00 e 17:00-20:00.

Negozi di frutta e verdura[modifica]

Souvenir[modifica]

  • 40.189198.567717 Sechi, Corso Umberto 127. Negozio di artigianato sardo, souvenir e giocattoli. Qui è inoltre possibile fare fotocopie e foto tessere.

Edicole[modifica]

Gioiellerie[modifica]

Negozi all'ingrosso[modifica]

  • 40.185588.5619220 Mondial Birre, Località Barones 14 (All'interno di un capannone nella zona artigianale di Cuglieri), +39 0785 39086, +39 339 4397418, . Qui troverete un'ampia selezione di birre, vini bianchi e rossi, spumanti e liquori di tutti i tipi. Il capannone è andato distrutto a causa dell'incendio che ha colpito Cuglieri e il Montiferru tra il 24 e il 25 luglio 2021, e il negozio ha dovuto chiudere per diversi mesi. Dopo questo drammatico evento il capannone è stato ricostruito e il negozio riaprirà a breve.

Banche[modifica]


Come divertirsi[modifica]

Sala teatro ex seminario regionale, dove si fanno concerti, spettacoli, presentazioni di libri e convegni
Nel periodo estivo viene utilizzato anche il chiostro dell'ex seminario regionale per i concerti
Raramente anche la sala conferenze dell'ex comunità montana del Montiferru viene utilizzata per concerti e quant'altro

Spettacoli[modifica]

Oltre che nei mesi estivi, anche durante l'anno ci sono degli spettacoli, degli eventi e dei concenti di artisti locali, sardi e non. La 40.187558.570111 sala teatro dell'ex seminario regionale e, nel periodo estivo, anche il 40.187458.570842 chiostro dell'ex seminario regionale, sono i luoghi dove si svolgono concerti e spettacoli. Anche nelle chiese di Cuglieri e, raramente, nella 40.187668.56983 sala conferenza dell'ex comunità montana del Montiferru, vengono organizzati concerti musicali.

Locali notturni[modifica]

Bar caffetteria Le Dolci Note

Bar e caffetterie[modifica]

  • 40.189488.567864 Bar Caffè Antonello, Corso Umberto 117, +39 0785 36088. Simple icon time.svg Mar-Dom 6:30-22:00.
  • 40.189328.567985 Bar Zodiak, Piazza Carlo Alberto 16, +39 0785 605757.
  • 40.18788.567846 Le dolci note, Via Vittorio Emanuele 21, +39 347 7319103, . Simple icon time.svg Lun-Mar e Gio-Ven 7:00-14:00 e 16:30-23:00; Mer 7:00-14:00; Sab-Dom 7:00-22:30. Bar, caffetteria, pasticceria e panaderia.
  • 40.187258.569797 Chiosco bar gelateria artigianale, Via Vittorio Emanuele 60 (Di fronte all'ex seminario regionale e al Monumento ai Caduti). Simple icon time.svg Aperto solo nel periodo estivo. Gelati artigianali, snack bar e caffetteria.
  • 40.18698.570848 Mr. Bridge (Bridge), Via Vittorio Emanuele 64 (Di fronte all'ex seminario regionale), +39 340 7697347. Caffetteria e snack bar. Dispone di un giardino esterno alberato ed è possibile seguire le partite di calcio.
  • 40.187548.564749 Chiosco Bar L'Oasi, +39 340 3743364. Simple icon time.svg Lun-Sab 5:30-21:00.
  • 40.189538.5675510 Ghibli Pub, Via Carchero 28/30. Simple icon time.svg Lun-Ven 17:00-2:00; Sab-Dom 12:00-3:00.


Dove mangiare[modifica]

Trattoria Desogos
Ristorante Meridiana
Pizzeria 2000 Da Michele

La Panada Cuglieritana è un tipico piatto locale che consiste in un calzone di pasta sfoglia fatto cuocere in forno e ripieno di carni miste, carciofi, favette fresche, piselli, olive in salamoia snocciolate e pomodori secchi.

Prezzi modici[modifica]

  • 40.1895288.5678331 L'Eden dei Sapori, Corso Umberto 115, +39 347 8953222. Simple icon time.svg Mar-Dom 9:00-15:00 e 17:00-22:00. Pizzeria.
  • 40.1878.5655282 2000 (Da Michele), Via dell'Orzo 1, +39 338 1060846. Simple icon time.svg Estate Lun-Dom 17:00-24:00; inverno Ven-Dom 17:00-24:00. Pizzeria.
  • Area pic-nic (Su Monte Sotzu). Dispone di diversi tavoli.

Prezzi medi[modifica]

  • 40.190758.5679173 Meridiana, Via Giovanni Maria Angioy 11, +39 0785 39501. Simple icon time.svg Lun-Dom 12:00-15:00 e 19:30-23:30. Ristorante di pesce.
  • 40.189758.5686674 Desogos, Vico Cugia 6, +39 0785 39660. Simple icon time.svg Lun-Dom 12:30-15:00 e 19:30-22:00. Trattoria. Qui viene servita cucina locale.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 40.1907788.5654178 Casa Orosei, Via Azuni 22. Check-in: 17:00, check-out: Entro le 10:00.
  • 40.1841398.5718339 Stella del Sud, Via Terra Padeddas 9, +39 377 1103213, . Appartamenti vacanza.
  • 40.149778.5224110 S'Ispiga, Km 97+400, località Tega, Strada Statale 292 Nord Occidentale Sarda, +39 347 9392278, . In questo agriturismo vengono serviti prodotti tipici locali di produzione propria. L'agriturismo dispone di camere con bagno privato, aria condizionata e riscaldamento, e miniappartamenti con angolo cottura e camere separate. Tutti dispongono di terrazzo o area privata con tavolo, sedie e ombrellone per poter osservare il mare all'orizzonte e immergersi nella natura. All'esterno inoltre ci sono aree giochi per bambini.

Prezzi elevati[modifica]


Sicurezza[modifica]

Cuglieri è un paese tranquillo e sicuro.

Numeri utili[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Informazioni turistiche[modifica]

  • 40.191048.5687410 Ufficio informativo turistico, Corso Umberto 51 B (Presso i locali della cooperativa "La Famiglia"). Simple icon time.svg Lun-Ven 9:00-13:00.

Poste[modifica]



Nei dintorni[modifica]

Nel Montiferru[modifica]

Cascata di Sos Molinos
  • 40.2122448.55641912 Sennariolo
    • 40.2018338.50305613 Chiesa di Santa Vittoria, situata nella montagnola omonima e raggiungibile da Sennariolo.
  • 40.2151288.58731914 Scano di Montiferro
    • 40.2308338.58319415 Parco degli Uccelli (Località Codiles), +39 0785 32582, +39 340 4970705. Simple icon time.svg Mar-Dom 9:30-13:00 e 16:30-20:00.
    • 40.2363618.6122516 Sorgenti di Sant'Antioco (A 15,5 km da Cuglieri. Arrivare a Scano di Montiferro, poi, continuare sulla SP 21 in direzione "Sagama-Sindia-Sorgenti di Sant'Antioco". Continuare fino al bivio per Sindia, quindi girare a destra. Continuare per 3 km fino al bivio di Sant'Antioco, quindi girare a destra per poi arrivare a destinazione. Situate all'interno di un parco). In questo parco dove sono situate le sorgenti, è presente l'40.2362788.61363917 omonima chiesa campestre e un'area pic-nic.
    • 40.1945288.63794418 Monumento naturale Sa Roda Manna (A 18,5 km da Cuglieri. Arrivare a Scano di Montiferro, poi, continuare sulla SP 21 fino al bivio per Macomer, quindi girare a destra. Continuare per circa 5 km fino a un bivio in cui è presente un cartello che indica "Sa Roda Manna" quindi girare a destra. Situato in un'area boschiva).
  • 40.135418.5791519 Cascate di Predas Rujas, a 15 km da Cuglieri, sui monti nel comune di Santu Lussurgiu – Prendete la SS 292 in direzione Santa Caterina di Pittinuri. Arrivati all'altezza dell'agriturismo S'Ispiga (sulla destra), girate 40.14778.524226 a sinistra e percorrete una strada comunale. Dopo circa 6 km, girate 40.13438.529377 a sinistra e continuate per 1,6 km fino al 40.130638.544748 rifugio dell'ex comunità montana "Massa 'e Loi". Arrivati lì parcheggiate l'auto, poi, proseguite a piedi verso le montagne per circa 3,5 per poter arrivare a destinazione. Bisogna essere in buona salute per poter affrontare la salita. Se invece avete un fuoristrada potete proseguire fin lì con quello.
  • Cime del Montiferru, tra i comuni di Santu Lussurgiu e Cuglieri. Arrivate con l'auto fino alle antenne di Badde Urbara, parcheggiate l'auto lì, poi proseguite a piedi verso i monti da dove potete osservare dei bei panorami:
    • 40.1427778.60722220 Monte Urtigu
      • 40.143838.6078521 Punto trigonometrico di Su Mullone (Monte Urtigu). Il punto più alto del Montiferru.
    • 40.1333338.58333322 Monte Entu
    • 40.139558.6052523 Sorgente di Elighes Uttiosos.
  • 40.1786118.66416724 San Leonardo de Siete Fuentes
  • 40.1419448.65194425 Santu Lussurgiu
    • 40.1306118.64463926 Cascate di Sos Molinos, situate lungo la SP 15 Bonarcado-Santu Lussurgiu, a 22 km da Cuglieri. Prendere la SP 19 per Santu Lussurgiu, poi, una volta arrivati qua, continuare in direzione Bonarcado. Usciti da Santu Lussurgiu, continuare sulla SP 15 per 3,6 km fino a una 40.129918.646379 piazzola di sosta che troverete alla vostra sinistra, quindi parcheggiare l'auto, poi, scendere le scale a piedi per poter raggiungere la cascata che si trova in basso.
  • 40.18.6527 Bonarcado

In Planargia[modifica]

  • 40.2528868.52075628 Tresnuraghes
    • 40.1966678.48583329 Santuario di San Marco, situato su una collina in località Contrada Su Furrighesu, nel territorio comunale di Tresnuraghes. È raggiungibile sia dalla strada che da Sennariolo porta a Santa Vittoria (arrivati al bivio per Santa Vittoria proseguire a sinistra), che da Tresnuraghes.
    • 40.1775288.45847230 Torre Punta Foghe, situata in località Strada Torre Foghe, nel territorio comunale di Tresnuraghes.
    • 40.2489398.47646931 Porto Alabe
  • 40.2654978.52077832 Magomadas
  • 40.275358.53001934 Modolo
  • 40.2671178.53920835 Flussio
  • 40.2690648.54817836 Tinnura
  • 40.2948478.65739737 Sindia
  • 40.2991678.49805638 Bosa

Nel territorio comunale di Macomer[modifica]

  • 40.23678.679239 Monte Sant'Antonio – Arrivare a Scano di Montiferro, poi, prendere la SP 78 per Macomer. Subito dopo aver superato il confine tra la provincia di Oristano e quella di Nuoro, girare a sinistra per poter arrivare a destinazione.
  • 40.2608338.71777840 Complesso archeologico di Tamuli – Arrivare a Scano di Montiferro, poi, prendere la SP 78 per Macomer. Successivamente immettersi sulla SP 43 in direzione Macomer e continuare fino allo svincolo per il Monte Sant'Antonio, quindi girare a sinistra. Arrivati a un bivio, continuare a destra seguendo le indicazioni per Tamuli per poter raggiungere il sito.

Tra Sinis e Campidano di Oristano[modifica]

Colonne nel sito di Tharros

Itinerari[modifica]

Per altri itinerari vedere l'articolo sul Montiferru.

Informazioni utili[modifica]


Altri progetti

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