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Mal di Ventre
Veduta dell'isola
Stato
Regione
Superficie

Mal di Ventre è un'isola della Sardegna occidentale.

Da sapere[modifica]

Fa parte dell'Area marina protetta Penisola del Sinis - Isola Mal di Ventre.

Flora

La vegetazione è rappresentata dalla macchia mediterranea bassa costituita da essenze quali il lentisco (Pistacia lentiscus), il cisto, il rosmarino (Rosmarinus officinalis) e la palma nana (Chamaerops humilis) oltre che dalle erbe basse. I cespugli vengono scolpiti e modellati dall'azione costante del vento di maestrale.

Fauna

Le acque circostanti l'isola sono popolate da tartarughe marine della specie Caretta caretta e da cetacei. Secondo quanto riferito dall'esploratore Alberto La Marmora un tempo erano presenti anche le foche monache (Monachus monachus). Fra gli unici mammiferi presenti sull'isola vi sono: i conigli selvatici (Oryctolagus cuniculus) e dei piccoli topi bianchi (Mus musculus) o topo domestico. L'avifauna è invece rappresentata da diverse specie di uccelli marini tra i quali i cormorani (Phalacrocorax carbo), la berta maggiore (Calonectris diomedea), la berta minore (Puffinus puffinus), il gabbiano reale (Larus michahellis), il gabbiano corso (Ichthyaetus audouinii) ed il falco della regina (Falco eleonorae). I rettili comuni sull'isola sono le testuggini. Sembra inoltre essere presente, la vedova nera mediterranea o malmignatta (Latrodectus tredecimguttatus), uno dei pochi ragni presenti in Italia temibili per il morso.

La storia umana di questa antica isola risale al neolitico (6000/2700 a.C.) quando sull'isola, forse collegata alla penisola di Capo Mannu si praticava la caccia. Infatti sono stati ritrovati numerosi frammenti e pezzi di punta di freccia di ossidiana nonché frammenti di macine dell'epoca nuragica. Fra l'altro su questa isola, proprio a lato della cala dei pastori, vi è la presenza di un nuraghe bilobato, in parte franato in mare.

La frequentazione umana si è consolidata prima in epoca fenico-punica e successivamente in epoca romana, così come appare dalle numerose testimonianze abitative ritrovate sull'isola. In particolare si segnala la presenza di una villa romana assai estesa (forse sede di un nobile esiliato da Roma nel I o II secolo d.C.) nella quale vi erano anche delle colonne di calcare che nel corso di questi ultimi anni sono state rubate. Tale testimonianza è avallata non solo dal Generale Alberto della Marmora ma anche dal Canonico Giovanni Spano che parlarono in diverse occasioni dell'isola. Per la verità ancora oggi, proprio dietro la capanna chiamata dei pescatori, è possibile vedere tra gli arbusti di Lentischio e di Fillirea centinaia di massi frammisti a pezzi di embrici e cocciame appartenenti a manufatti di varia epoca e funzione.

Cenni geografici[modifica]

Vista del mare dall'Isola

L'isola di Mal di Ventre appartiene al comune di Cabras e ha una superficie di 0,80 km² e presenta un aspetto pianeggiante, con l'altitudine massima di appena 18 m s.l.m. È presente una pozza di acqua sorgiva che permette la sopravvivenza di alcune specie di piccoli mammiferi, rettili e di volatili. La sua origine geologica è molto antica e risale al tardo Carbonifero; le formazioni rocciose dell'isola sono infatti costituite da monzograniti equigranulari, relitto delle inclusioni plutoniche tardo-erciniche che si rinvengono in alcuni siti della Sardegna e della Corsica. L'affioramento dell'isola fa parte di un complesso granitico, in gran parte sommerso, che si estende da sud a nord davanti alle coste della Penisola del Sinis e rappresenta l'unica formazione paleozoica della zona. Le formazioni geologiche del Sinis, infatti, hanno origine più recente, in quanto costituite dall'affioramento di depositi calcarei e lave andesitiche del Miocene e da lave basaltiche e depositi di arenarie calcaree del Pliocene.

La costa orientale che si rivolge alla Sardegna si presenta per lo più sabbiosa, con alcune piccole calette che facilitano l'approdo. La costa occidentale invece si presenta relativamente alta e rocciosa e non offre approdi sicuri essendo esposta al vento di maestrale, che in questa parte dell'isola soffia particolarmente intenso. I fondali marini intorno all'isola si presentano rocciosi.

Cenni storici[modifica]

L'accampamento di indipendentisti sull'isola di Mal di Ventre

L'isola fu frequentata fin dal periodo neolitico. Lo attestano le numerose punte di freccia e raschiatoi in ossidiana ritrovati sull'isola. In questo periodo storico l'isola doveva essere ben più grande e assai più vicina a Mari Ermi da cui dista circa 5 miglia. Inoltre Malu Entu è l'unica isola minore della Sardegna dove è presente un nuraghe bilobato con un piccolo mastio, già rilevato da Atzori degli anni '60 e da Copparoni negli anni' 90 che ha anche segnalato la presenza di alcuni pozzi di cui uno con acqua sorgiva perenne ubicato nella parte centro meridionale dell'isola. Altra particolarità di questa misteriosa isola è la presenza di una grande casa romana realizzata fra il I e il II secolo d.C. di cui hanno scritto anche il Canonico Giovanni Spano e il Generale Alberto Ferrero della Marmora che segnalarono entrambi questa imponente costruzione dotata anche di vasche e una fontana con acqua. In questi anni la struttura è stata più volte saccheggiata e sono stati asportati anche elementi architettonici come pezzi di colonne e architravi in arenaria. A seguito delle numerose denunce presentate soprattutto dall'Associazione Amici di Sardegna il giornalista Oliviero Beha conduttore di Radio a Colori, inviò sull'isola una troupe di Radio Rai che in diretta intervistò l'allora Soprindendente archeologico di Cagliari e Oristano Dott. Vincenzo Santoni. La troupe di Radio Rai fu accompagnata sull'isola dal Prof. Roberto Copparoni in qualità di Ispettore Onorario della Soprintendenza archeologica che da anni segnalava l'abbandono dell'isola di Malu Entu. Da alcune segnalazioni ricevute e raccolte dallo studioso Marco Porcu, recentemente scomparso, appare verosimile che sull'isola vi fosse anche un piccolo insediamento monastico, così come da alcune tracce murarie con sviluppo absidale rinvenute nella parte sud orientale dell'isola, oggi ricoperte dalla rigogliosa vegetazione di Lentischio.

Altro aspetto di grande interesse sono i numerosi relitti di imbarcazioni di varie epoche che si trovano sui fondali attorno all'isola e di cui solo in parte se ne è curato lo studio e il recupero dei manufatti e delle merci trasportate.

L'Isola di Mal di Ventre finì all'attenzione della cronaca soprattutto durante il processo per il presunto "complotto separatista" svoltosi agli inizi degli anni ottanta del XX secolo, che avrebbe visto implicati diversi attivisti di movimenti indipendentisti sardi e che, a detta di alcune ricostruzioni, fu una macchinazione dei servizi segreti italiani per screditare il vento sardista allora sorto; l'isola sarebbe stata prescelta, secondo l'accusa, quale luogo dal quale gli insorti avrebbero comunicato al mondo mediante potenti apparati radioamatoriali la nascita della Repubblica Socialista di Sardegna.

Il quotidiano italiano La Repubblica ha riportato, nell'agosto del 2008, la notizia dell'iniziativa di un indipendentista sardo che mira al riconoscimento internazionale dell'isola di Mal di Ventre, quale "Repubblica Indipendente di Malu Entu", rifacendosi ai principi di autodeterminazione dei popoli sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. Salvatore Meloni, protagonista di altre storiche battaglie per l'indipendenza della Sardegna, ha provveduto a inviare il progetto sia alle Nazioni Unite ed ai suoi membri che al presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi. Salvatore Meloni, che da più di vent'anni trascorre gran parte delle sue giornate sull'isoletta assieme ad altri indipendentisti, nel febbraio 2009 ha avviato una causa civile per l'usucapione dell'isola di Mal di Ventre che, dal 1972, appartiene alla società napoletana "Turistica Cabras srl"; inoltre il Meloni ha richiesto al Comune di Cabras la residenza anagrafica sull'isola per rafforzare la sua iniziativa. Meloni ha pure fatto stampare banconote con la sua faccia, i "Soddus Sardos".

Nel gennaio del 2009, dopo 5 mesi dalla data di autoproclamazione della Repubblica, un blitz del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e della Capitaneria di porto ha sgomberato gli indipendentisti. Questi ultimi sono stati accusati, tra le altre cose, di aver danneggiato l'ambiente e di aver smaltito illecitamente i rifiuti prodotti durante la loro permanenza sull'isola. In seguito, Salvatore Meloni, sebbene allontanato, è ritornato sull'isola, prima del suo incarceramento a seguito di una condanna per frode fiscale.


Territori e mete turistiche[modifica]

Cale[modifica]

  • Cala Maestra
  • Cala Nuraghe
  • Cala Pastori
  • Cala Saline
  • Cala Valdaro


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]


In nave[modifica]

Dal lungomare di Putzu Idu partono i battelli per le escursioni nell'isola, servizio espletato dal 1° Giugno al 30 Settembre dalla cooperativa Mare Mania Uno .


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • 1 Spiaggia Le Saline.
  • 2 Faro (Si trova al centro dell'isola).
  • Antico faro (Si trova sulle coste dell'isola).
  • Relitto vaporetto.
  • Relitto olandese.


Cosa fare[modifica]


A tavola[modifica]


Sicurezza[modifica]


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