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Porto Torres

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Porto Torres
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Porto Torres
Porto Torres
Sito istituzionale

Porto Torres è una città costiera situata nel Nord Ovest della Sardegna.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Il nucleo di Porto Torres è situato sulla parte nord-occidentale delle coste sarde, all'interno del golfo dell'Asinara in una posizione strategica considerando che è l'unico porto sardo collegato con la Spagna. Ha un territorio di 10.200 ettari, metà dei quali sono costituiti dall'isola Piana e dall'Asinara, che è sede dell'omonimo parco nazionale; la maggior parte del territorio non isolano è caratterizzato dalla seconda pianura sarda della Nurra, fatta eccezione di alcuni colli, il più alto dei quali è monte Alvaro (342 m), che ospita una «cava a cielo aperto» dove si estrae il calcare.

Il territorio è attraversato da due fiumi: il primo è il Riu Mannu, che sfocia nelle zone del ponte romano e il secondo è il fiume Santo, che delimita i confini del comune a ponente. Nel suo territorio è presente lo stagno di Gennano, situato nella zona industriale di Porto Torres, la più ampia della Sardegna che ha una superficie di 23 km². Presenta una particolare costa: ad est si estende il litorale di Platamona, mentre lungo la città sono presenti molte scogliere di tufo con falesie superiori ai 30 m, interrotte soltanto da graziose spiagge come Balai, lo Scogliolungo e la Renaredda. Il territorio comunale è delimitato a nord dal golfo dell'Asinara e per i restanti punti cardinali confina esclusivamente con Sassari.


Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Dall'aeroporto di Alghero.

In nave[modifica]

Dal porto cittadino.



Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

La basilica di San Gavino

Architetture religiose[modifica]

  • Basilica di San Gavino. Celebre basilica in stile romanico più grande della Sardegna posta nell'antico borgo dei "Bainzini".
  • Chiesette di Balai. Vicino e Lontano: sono state costruite la prima nel luogo dove sorgeva l'antica prigione e la seconda dove sono stati decapitati i santi Gavino, Proto e Gianuario.
  • Chiesa della Beata Vergine della Consolata. Chiesa in stile Neoclassico progettata dall'architetto Giuseppe Cominotti nel 1826.

Architetture militari[modifica]

  • Torre aragonese (o torre del Porto). La sua costruzione è dovuta all'ammiraglio Francesco Carroz nell'anno 1325, naturalmente a scopo difensivo. La torre, imponente e a base ottagonale, si eleva per circa 140 m, ed ha una larghezza di 13. Interamente realizzata in tufo, fuorché gli angoli, realizzati in trachite rossa, più resistente, e con qualche merlatura. Nel Cinquecento abbandona il suo precedente e principale impiego di sbarramento doganale, per entrare a far parte del sistema di difesa costiero e infine della Reale Amministrazione delle torri. In tempi più recenti venne utilizzata come faro, ma ora è sovente sede di mostre.
  • Torre di Abbacurrente. Appartenente al complesso di strutture fortificate che, dall'alto medioevo sino alla metà del diciannovesimo secolo, hanno costituito il sistema difensivo, di avvistamento e comunicazione delle coste della Sardegna, edificata tra il 1571 e il 1578.
  • Rifugio antiaereo ex caserma dei carabinieri. Durante i primi anni della guerra i rifugi venivano utilizzati abbastanza di rado fino a quando, nel maggio del 1943, ad opera dell'aviazione inglese, la città fu scossa dal più grosso bombardamento della sua storia, conosciuto come “bombardamento del giorno delle Palme”, che provocò la distruzione di tre grosse navi merci ormeggiate nel porto.
  • Rifugio antiaereo scuole De Amicis. Si apre al di sotto della scuola elementare edificata nei primi del '900, esso come gli altri rifugi antiaerei della città fu utilizzato durante la seconda guerra mondiale per proteggere i civili dai numerosi bombardamenti di quel periodo che, nella città di Porto Torres, furono 5.
  • Batteria antinavale di Ponte Romano. Vi sono ubicate quattro postazioni militari, funzionanti per tutta la fine dell'Ottocento fino alla seconda guerra mondiale, passando ovviamente per la prima guerra. Il primo impianto, infatti, risale al 1873.

Architetture civili[modifica]

  • Palazzo del Marchese.
  • Antiquarium Turritano.
  • Museo del porto.

Siti archeologici[modifica]

Su Crucifissu Mannu
  • Necropoli di Su Crucifissu Mannu. Si data un ipotetico inizio di costruzione, intorno, al 3200-2800 a.C. quindi nel recente Neolitico, e un utilizzo, di tale sito, perpetrato fino al 1800-1500 a.C. per cui età del Bronzo. Il sito presenta 22 tombe, alcune decorate con bassorilievi, altre camere invece presentano un pilastro al centro, per sorreggere il peso della volta. Peculiarità di questo sito è il ritrovamento di alcuni crani forati.
  • Domus de Janas di Campu Perdu (Asinara). Di notevole importanza storica, in quanto il più antico sito, testimone, della presenza dell'uomo, infatti è databile approssimativamente al IV millennio a.C. L'interno della domus de Janas è suddiviso in due vani, uno centrale contenente 5 vani secondari, ivi si locavano i defunti. Vi sono tracce di una colonna atta a sorreggere il soffitto.
  • Nuraghe Biunisi. Assimilabile ad una modesta collina, ben visibile percorrendo la vecchia strada che da Porto Torres va a Stintino. Con uno sguardo più attento si riconoscono diversi detriti, probabilmente dovuti alla presenza di un piccolo villaggio prospiciente il nuraghe, tale Biunis, e le mura esterne del nuraghe, nonostante la fitta vegetazione. È ben visibile la scalinata d'accesso, probabilmente al corpo principale. Al suo interno presenta diverse ramificazione le quali denotano l'aspetto polilobato del nuraghe.
  • Nuraghe Monte Elva (In cima al colle chiamato Mont'Elva, nei pressi di Fiume Santo). Completamente diroccato in quanto, negli anni cinquanta, la zona fu interessata dalla costruzione di alcuni impianti concernenti l'acquedotto del Bidighinzu, allorché parti del nuraghe vennero utilizzate come materiali da costruzione. Il nuraghe, complesso, era costituito probabilmente da due torri ma oggi è impraticabile per via dell'aspra vegetazione.
  • Nuraghe Margone (Sulla vecchia strada in direzione Stintino). Edificato con particolari pietre calcaree bianche traslucide, giace su di una collinetta, ormai nelle condizioni di rudere.
  • Nuraghe Nieddu (All'interno della zona industriale di Porto Torres). Salvatosi dai piani di regolarizzazione e spianamento degli anni sessanta. Esso è completamente costruito in trachite rossa, proveniente dalla vicina cava (anch'essa inglobata nella zona indistriale), ha un'altezza attestata intorno agli 8 m, ed è uno dei pochi ad avere un piano di mezzana sopra il corridoio d'ingresso.
  • Parco archeologico (Nella zona nord-ovest della città). Ospita l'antica città romana di Turris Libissonis e la maggior parte dei monumenti romani di Porto Torres. Nel biennio 2007-2008 una serie di interventi ha permesso di realizzare un sistema integrato tra il Parco archeologico, dove sorge parte dell’antica città di Turris Libisonis, e il complesso monumentale di San Gavino. Alcuni di questi interventi sono stati realizzati anche grazie ai fondi del Gioco del Lotto.
Il ponte romano
il complesso centrale, palazzo di re Barbaro
Le terme Maetzke
Il mosaico dell'Orfeo nella domus di Orfeo
Mosaico rinvenuto nei pressi delle terme Pallottino
    • Ponte romano. Stato costruito in età Giulio-Claudia esso era la porta di accesso alla vasta e fertile pianura della Nurra, è inoltre il più grande ponte della Sardegna che, con le sue sette arcate, si estende per circa 135&;m sul fiume Riu Mannu. La pavimentazione originale era caratterizzati da lastroni di trachite, ricoperti successivamente con dell'asfalto, visto che il ponte rimase in funzione e trafficato, persino da mezzi pesanti, fino agli anni sessanta.
    • Palazzo di Re Barbaro e domus di Orfeo. Sicuramente l'edificio più imponente dell'intero complesso: ancora oggi rimangono le mura esterne dell'edificio. Questa particolare struttura viene, talvolta, erroneamente identificato come "Palazzo di Re Barbaro", dal nome del Proconsole della Provincia senatoria Sardinia et Corsica al tempo di Diocleziano. Congiunto al complesso centrale v'è un'imponente presenza di mosaici. È il più grande complesso termale della Sardegna dopo quello di Fordongianus. È stato edificato intorno al I secolo d.C. ed è stato in seguito ristrutturato intorno al III secolo d.C., esso era comunque un complesso termale di carattere pubblico, inoltre, durante gli scavi di un terrapieno sono venuti alla luce i resti di una sfarzosa abitazione patrizia, riccamente decorata con affreschi e mosaici, molti dei quali ancora conservati in buono stato, famoso è appunto il mosaico dell'Orfeo, a cui la domus è stata intitolata.
    • Terme Maetzke. Prendono il nome dal loro ritrovatore, costituiscono la parte più orientale del complesso termale, anch'esse sono di carattere pubblico, sono inoltre costruite in sovrapposizione ad un più antico quartiere privato databile al periodo Augusteo.
    • Terme Pallottino. Anch'esse prendono il nome dal loro ritrovatore e rappresentano la parte più settentrionale del complesso termale e anche loro erano di carattere pubblico si suppone fossero costituite da due Calidarium e da un Frigidarium. Di notevole importanza la presenza mosaicale, anticamente si affacciavano sul mare.
    • Domus dei Mosaici. Si tratta di un'abitazione, villa, privata, essa al contrario di molte ville romane dell'epoca a pianta rettangolare, si apre a ventaglio. Il nome è dovuto al fatto che per l'appunto è ricca di mosaici, soprattutto raffiguranti la fauna marina, si suppone, visti i mosaici di alto livello, fosse residenza di un'abbiente famiglia.
    • Tanca Borgona. L'ipogeo romano conta addirittura 32 sepolture, essa si presenta come una camera rettangolare scavata nel calcare, al cui interno si ergono 2 colonne in tufo (anch'esse scavate nella roccia), che hanno funzione strutturale. All'interno sono ancora visibili parti di affreschi e qualche porzione di mosaico.
    • Tombe ad arcosolio del Nautico. Complesso funerario di epoca romana. Esso è costruito sul fianco di una parete calcarea in tufo, ed è costituito di 4 ambienti con arcosoli, si contano 50 sepolture tra sarcofagi e tombe nel pavimento.

Luoghi di interesse naturalistico[modifica]


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


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