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Caldarola

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Caldarola
Caldarola (MC)
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Caldarola
Caldarola
Sito istituzionale

Caldarola è una città della Marche.

Da sapere[modifica]

E’ un comune italiano di 1.780 abitanti della provincia di Macerata nelle Marche. Il paese è risultato fortemente danneggiato dalla sequenza sismica del 2016/17 "Amatrice - Norcia - Visso", soprattutto dalle scosse del 26 ottobre e del 30 ottobre 2016, che hanno rovinato in maniera irreparabile gran parte del patrimonio storico e gli edifici scolastici.

Cenni geografici[modifica]

Il comune di Caldarola, insieme con i comuni di Belforte del Chienti, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona, fa parte dei cosiddetti "Cinque comuni". Essi sono compresi nella Comunità montana dei Monti Azzurri che ha sede a San Ginesio, gli altri comuni che ne fanno parte sono: Colmurano, Gualdo, Loro Piceno, Monte San Martino, Penna San Giovanni, Ripe San Ginesio, Sant'Angelo in Pontano, San Ginesio, Sarnano e Tolentino. Il reticolo idrografico del maceratese si articola in numerosi corsi d'acqua abbastanza brevi ed a regime torrentizio, sui quali insistono bacini di limitata estensione territoriale, la cui presenza è però fondamentale per l'organizzazione del territorio. Il principale fiume che attraversa il territorio comunale è il Chienti nel suo medio corso. Fiume che nasce dalla confluenza di due corsi d'acqua equivalenti (il Chienti di Gelagna e il Chienti di Pieve Torina) a monte del Lago di Polverina. Dopo aver costeggiato lo sperone di roccia sul quale si ergono i ruderi della Rocca dei Varano, scorre nella gola profondamente incisa fra Monte Letegge e Monte Fiungo, e quasi all'uscita della gola, nel territorio di Caldarola, un altro sbarramento interessa il corso del Chienti e origina il lago artificiale di Caccamo (detto anche di Borgiano), al quale a breve distanza fa seguito quello di Belforte. Da questo punto il fiume lascia la zona più rilevata ed inizia il suo percorso nel paesaggio collinare. Il Chienti segna in alcuni punti il confine fra i Comuni di Caldarola e di Serrapetrona. La costruzione e la presenza degli invasi artificiali hanno modificato in modo abbastanza vistoso sia il corso del fiume che l'assetto del bacino idrografico.

Quando andare[modifica]

I mesi consigliati sono marzo, aprile, maggio e nei periodi degli eventi come la Giostra de la Castela, la via Crucis e la festa del patrono.

Cenni storici[modifica]

Caldarola deve probabilmente il suo nome al termine latino “CALIDARIUM”, con cui s’indicava la stanza con la “vasca di acqua calda” delle terme. La tradizione locale fa risalire le origini del paese al IV sec d.C., quando un gruppo di Cristiani, sfuggiti alle persecuzioni, giunto sul “colle del cuculo” (Colcù), edificò un primitivo nucleo urbano. Tuttavia, con maggiore probabilità il centro caldarolese è sorto, come villaggio rurale, ai piedi di una torre di difesa Longobarda o Bizantina in epoca precedente al IX-X secolo. Al termine del XII secolo, la storia medievale vede il territorio di Caldarola coinvolto nella lotta tra Papato e Impero: i pontefici, per assicurarsi la fedeltà di Camerino, lo concessero in feudo allo Stato Camerte. Solo agli inizi del ‘400, il paese riuscì ad ottenere l’indipendenza sancita dalla bolla di emancipazione di Eugenio IV (1434). Nello stesso periodo emerge la figura del Beato Francesco Piani, che nacque a Caldarola nel 1424, le cui opere fondamentali, ispirate dal francescanesimo, furono: la Compagnia di Santa Maria, l’Ospedale e il Monte di Pietà. Predicatore e pacificatore di genti morì in odore di santità nel 1507, fu beatificato da Papa Urbano VII nel 1634. La massima fioritura di Caldarola, comunque, si ebbe nel pieno 500 ad opera della nobile famiglia Pallotta che la trasformò in una preziosa cittadina rinascimentale. La diretta soggezione alla Chiesa, del comune di Caldarola, perdurò fino al 1799, anno in cui il dominio pontificio fu abbattuto dalla rivoluzione francese. Terminata la parentesi “napoleonica”, il paese ritornò allo Stato Pontificio fino al 1861, quando la terra marchigiana venne annessa al Regno d’Italia.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

L'aeroporto più vicino è l'Aereoporto Internazionale "Raffaello Sanzio" di Ancona - Falconara a circa 90 Km.

In auto[modifica]

Arrivo dalla A14 Bologna-Bari: uscire al casello di Civitanova Marche, proseguire con la superstrada 77 (superstrada Val di Chienti) e uscire a Caldarola. Arrivo da Roma, Firenze, Napoli Autostrada A1: uscire al casello di Orte, proseguire per Terni-Spoleto-Foligno per immettersi sulla Strada Statale 77 transitando per Colfiorito e Muccia da dove si prende la Superstrada 77 uscita Caldarola.

In treno[modifica]

Linea Roma-Ancona fino a Fabriano, si prosegue con il treno locale per Tolentino-Macerata. Da li si può prendere la linea Contram direzione Camerino.

In autobus[modifica]

Caldarola è collegata quotidianamente (esclusi i festivi) dalle linee Contram.


Come spostarsi[modifica]

Viste le dimensioni del paese non ci sono i mezzi pubblici.

Caldarola (MC)

Cosa vedere[modifica]

  • Collegiata di San Martino (gravemente danneggiata dal sisma del 2016). La Collegiata di San Martino sorge al centro del lato est dell'attuale piazza Vittorio Emanuele II di Caldarola e si presenta, all'interno, come un edificio a tre navate con coro, cappelle laterali e navata centrale dalla forma leggermente trapezoidale. Sulla parete di fondo del Coro si erge il complesso monumentale dell'Altare Maggiore, incorniciato da due imponenti colonne scanalate con capitello corinzio che, secondo la leggenda sono state portate a Roma dal tempio di Gerusalemme e quindi fatte trasportare a Caldarola dal cardinale; al centro la grande tela incorniciata, opera di Simone De Magistris, che decorò internamente la chiesa, ma di questi lavori, probabilmente a causa del terremoto del 1799, non si hanno tracce.
  • Santuario di Santa Maria del Monte (gravemente danneggiato dal sisma del 2016). Il santuario di Santa Maria del Monte si trova nella piazza Vittorio Emanuele II di Caldarola. Il santuario si presenta con un'architettura particolarmente elaborata, in virtù di un'accurata espressione linguistica, tutta la composizione esprime al meglio la cultura architettonica di fine settecento della quale è frutto. Fu realizzata mediante l'uso di tecniche costruttive importanti quali volte a botte dotate di costoloni, pennacchi, cupola alla lombarda (ovvero dotata di tiburio), lanterna ed è internamente arricchita da innumerevoli stucchi, per conservare e consentire la venerazione della prodigiosa immagine della Madonna del Monte opera del pittore sanseverinate Lorenzo d'Alessandro dipinta nel 1491 su commissione del Beato Francesco Piani.
  • Chiesa dei Santi Gregorio e Valentino (gravemente danneggiata dal sisma del 2016). La chiesa dei Santi Gregorio e Valentino si trova in via Pallotta a Caldarola, provincia di Macerata. È un edificio a navata unica con cappelle laterali e presbiterio; l'aula è interamente intonacata e tinteggiata; sulle pareti laterali scorre il cornicione interno con modanature in stucco e con decorazioni dipinte. L'altare maggiore è in legno policromo con dorature e contiene la tela raffigurante i santi Gregorio e Valentino. Fu fatta costruire dal cardinale Evangelista Pallotta nei primi anni del XVII secolo forse sulle stesse rovine della chiesa di San Gregorio della Vigna fondata dai Longobardi verso la fine dell'VIII secolo.
  • Monastero delle Canonichesse Regolari Lateranensi (gravemente danneggiata dal sisma del 2016). Il monastero delle Canonichesse Regolari Lateranensi di Caldarola sorge nella parte alta del centro storico, nelle strette vicinanze del castello Pallotta. Il monastero delle canonichesse regolari lateranensi è dedicato a santa Caterina e fu fatto edificare dal cardinale Evangelista Pallotta con lo scopo di ospitare a sue spese oltre a 15 suore anche 10 zitelle della terra di Caldarola. Accanto al monastero il cardinale edificò, al posto di San Martino in castrum vetus, la chiesa di Santa Caterina, ponendola sotto la gestione dello stesso monastero.
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Borgo Piandebussi (gravemente danneggiata dal sisma del 2016). La chiesa di Santa Maria delle Grazie a Borgo Piandebussi, a Caldarola è una piccola chiesa pressoché sconosciuta anche agli stessi Caldarolesi, è chiusa per gran parte dell'anno e se ne hanno scarse notizie. L'edificio è a navata unica, la riduzione e l'accorciamento dello stesso risale ai primi anni del Novecento quando la costruzione veniva definita pericolante. La motivazione d'interesse è data, esclusivamente, dalla presenza nell'altar maggiore di quello che rimane di un pregevolissimo affresco sconosciuto ai più che, invece, risulta di qualità ed importanza per la storia locale; infatti, nella raffigurazione iconografica si vede raffigurata una splendida Madonna col Bambino con ai lati i protettori della Terra di Caldarola i Santi Martino e Gregorio.
  • Chiesa della Madonna della Valle. La chiesa della Madonna della Valle a Caldarola si trova nella località Valle, vicina al Castello di Montaldo ma è da sempre assegnata a Vestignano. La chiesa planimetricamente si presenta come un'aula a navata unica, di dimensioni interne piuttosto modeste e in cui ad est si apre il portale principale con cornice modanata in mattoni. Le pareti perimetrali sono in muratura di pietra di calcare bianco. Sulla facciata principale, al di sopra del portale si apre una bifora in laterizio dalla fattura tipicamente neogotica. Questa chiesa dallo schema d'impianto molto semplice è coperta con un solaio di copertura in legno con capriate arricchite da sotto mensole sagomate.
  • Valcimarra e Chiesa dei Santi Pietro e Biagio (gravemente danneggiata dal sisma del 2016). La chiesa dei Santi Pietro e Biagio è un edificio di culto ubicato nel comune di Caldarola. Nella frazione Colle si trova la chiesa parrocchiale di Valcimarra, dove si venera S. Biagio dipinto nella tela della Deposizione insieme a S. Pietro. L'edificio dallo schema d'impianto romanico, ha subito nel corso della sua storia notevoli mutazioni, fino a giungere all'attuale sistemazione agli inizi del secolo scorso, ovvero al 1908. Il fonte battesimale risale al 1630. La fabbrica planimetricamente si presenta come un'aula a navata unica in cui si apre la piccola abside a pianta semicircolare coperta da una semi cupola in muratura di pietra mentre l'aula è coperta da una volta a botte in canna e gesso dipinta con lunette in corrispondenza delle finestre situate sulla sommità delle pareti laterali. Nel 1906 è al pittore tolentinate Francesco Ferranti che si deve la decorazione interna.
  • Santuario della Madonna del Sasso (gravemente danneggiata dal sisma del 2016). Il santuario della Madonna del Sasso è un edificio di culto ubicato nel comune di Caldarola. L'edificio sorge alle pendici del Monte Fiegni, incastonato nella roccia, in un piccolo slargo delimitato a valle da un muro di sostegno in muratura di pietra.
  • Palazzo dei cardinali Pallotta (gravemente danneggiata dal sisma del 2016). Il Palazzo dei cardinali Pallotta si trova in piazza Vittorio Emanuele, nel centro di Caldarola, all'interno, al secondo piano si trova la sede comunale mentre il piano nobile è sede di esposizioni temporanee. Il Palazzo fu fatto edificare dal Cardinale Evangelista Pallotta alla fine del Cinquecento e successivamente fu fatto decorare dai seguaci di Simone De Magistris per disporre una residenza adeguata al proprio rango: uno spazio di straordinario fascino nel cui impianto architettonico è disegnata la stessa piazza antistante, in un ideale composizione armonica ed unitaria.
  • Chiesa dei Santi Martino e Giorgio. La chiesa dei Santi Martino e Giorgio è un luogo di culto ubicato nel comune di Caldarola. Del primitivo edificio sacro è rimasta l'abside orientata ad est come da consuetudine medievale (ovvero verso Gerusalemme) e da tale elemento è possibile capire come la chiesa fosse a due cappelle sovrapposte; l'ambiente inferiore doveva essere molto più spazioso di quello sovrastante e sicuramente destinato al culto.
  • Castello Pallotta (gravemente danneggiata dal sisma del 2016). Il castello dei Conti Pallotta, si trova a Caldarola. Edificato intorno alla seconda metà del IX secolo sulle pendici del colle Colcù, è stato modificato verso la fine del Cinquecento grazie alle intenzioni del cardinale evangelista Pallotta di volerla adibire a propria residenza estiva apportandone migliorie in stile rinascimentale per celebrare il prestigio dei Pallotta.
  • Castello di Vestignano. Vestignano è una frazione del comune di Caldarola, in provincia di Macerata. Vi sorge l'antico castello appartenente dal IX secolo all'abbazia di San Clemente a Casauria in Abruzzo. Rimangono a Vestignano consistenti resti dell'impianto urbanistico medievale, quali un torrione cilindrico angolare e la cinta muraria in pietra, risalente al secolo XIV.
  • Castello di Croce. Croce è una frazione del comune di Caldarola in provincia di Macerata. È uno dei castelli che si trovano compresi nel territorio comunale e vede la sua origine in epoca medievale. Fece parte del sistema di difesa dell'antico Ducato dei Da Varano. Il castello di Croce del XIV secolo mantiene intatta la struttura di un notevole sistema di fortificazioni realizzate con grosse pietre squadrate. Dell'antica fortezza rimane la torre poligonale, oggi campanile della chiesa parrocchiale.
  • Teatro comunale (gravemente danneggiata dal sisma del 2016). Il teatro comunale di Caldarola fu costruito agli inizi dell'Ottocento all'interno del cinquecentesco Palazzo del Podestà con una struttura in legno di 22 palchetti, venne completamente ristrutturato ed allargato nel 1906 secondo i canoni artistici di quegli anni.
  • Palazzo Sparapani. Il Palazzo Sparapani si trova all'ingresso del Castello di Pievefavera, nel comune di Caldarola; affacciato sulla valle del Chienti, verso nord-ovest. Il Palazzo Sparapani è composto da un complesso di edifici che comprendono: il Palazzo, la Cappella privata, il Torrione, l'edificio con le stanze per la servitù e con sottostanti ex-stalle, depositi e l'antico frantoio oleario. Si trova all'interno del terzo girone delle mura del Castello.
  • Antiquarium di Pievefavera, museo archeologico comunale. L’Antiquarium di Pievefavera è un museo archeologico del comune di Caldarola. Fu realizzato a metà degli anni novanta all'interno del torrione sud-est del Castello, per soddisfare la duplice esigenza di esporre e di conservare in un luogo sicuro alcuni reperti già in parte precedentemente situati sul sagrato della chiesa.

Eventi e feste[modifica]

  • Il Gusto del Teatro.
  • Dialettiamoci.
  • Borghi & Castelli Sport Fest.
  • Giostra de la Castella.
  • Via Crucis.
  • Cinque Castelli in Festa.
  • Festa di San Martino.
  • Pasquetta.
  • Pizza e boccali.
  • Sagra della Polenta.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]

La città più vicina con locali notturni, pub e luoghi per l'intrattenimento è Tolentino, raggiungibile in 20 minuti.


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

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