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Transacqua

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Transacqua
frazione di Primiero San Martino di Castrozza
Veduta di Transacqua
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Transacqua
Transacqua
Sito istituzionale

Transacqua è un centro del Trentino-Alto Adige.

Da sapere[modifica]

Transacqua dal 1 gennaio 2016 ha cessato di essere un comune autonomo ed è confluito nel nuovo Ente comunale di Primiero San Martino di Castrozza, centro principale del Primiero.

Cenni geografici[modifica]

L'abitato si distende su un pendio soleggiato ai piedi del Cimon di Fradusta (1867 m s.l.m.), estremità occidentale delle Pale Alte del Palughet, prevalentemente alla sinistra dei torrenti Cismon e Canali che confluiscono proprio in corrispondenza del paese nella valle di Primiero, in vicinanza delle Pale di San Martino. Nonostante l'urbanizzazione e l'avvicinamento del limite del bosco, l'area è ancora caratterizzata da un'impronta rurale con vaste distese prative.

Cenni storici[modifica]

La storia di Transacqua è intimamente legata a quella del resto del Primiero. Un primo popolamento stabile si ebbe solo tra il V e l'VIII secolo da parte di profughi veneti in fuga dalle invasioni barbariche, ma ciò non esclude l'esistenza di più antichi insediamenti celti. Nel medioevo la regione fu sottoposta al dominio dei vescovi di Feltre, tuttavia già dal Duecento la loro potenza cominciò a declinare. Nei secoli successivi si avvicendarono gli Scaligeri, Carlo di Lussemburgo, Giovanni di Carinzia, i Carraresi e i conti del Tirolo. Nel 1401 Leopoldo IV d'Asburgo concesse il Primiero in feudo a Giorgio di Welsperg, i cui discendenti continuarono ad amministrarlo sino al XIX secolo.

Ciononostante la comunità ebbe larga autonomia potendo eleggere dei propri delegati da inviare presso il governo del Tirolo. Transacqua, in particolare, fu sede di uno dei quattro columelli della valle con giurisdizione anche sulla vicina Siror. Quanto ai vescovi di Feltre, continuavano ad esercitare il loro potere solo a livello ecclesiastico.

Un primo comune di Transacqua fu istituito all'inizio dell'Ottocento, quando la legislazione napoleonica abolì l'antico sistema dei columelli. Quest'ultimo fu ristabilito nel giro di qualche anno con il congresso di Vienna, quando il Primiero tornò all'Austria e ai conti Welsperg. Solo dopo la prima guerra mondiale la zona entrò a far parte del Regno d'Italia.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

  • 1 Aeroporto di Bolzano-Dolomiti (IATA: BZO, ICAO: LIPB) (6 km dal centro di Bolzano), +39 0471 255 255, fax: +39 0471 255 202. Simple icon time.svg apertura al pubblico: 05:30–23:00; apertura biglietteria: 06:00-19:00; il check-in per voli da Bolzano è possibile solo da 1 ora ad un massimo di 20 minuti prima della partenza. Piccolo scalo regionale con voli di linea da e per Lugano e Roma con Etihad Regional (by Darwin Air). In alcuni periodi dell'anno, la compagnia Lauda Air collega la città con Vienna una volta a settimana. Più numerosi invece i voli charter.
  • 2 Aeroporto di Verona (Catullo), Caselle di Sommacampagna, +39 045 8095666, @ .
  • 3 Aeroporto di Brescia (D'Annunzio), Via Aeroporto 34, Montichiari (I collegamenti con l'aeroporto di Brescia sono garantiti dai trasporti pubblici tramite il bus/navetta. La fermata a Brescia città è situata alla stazione dei pullman (numero 23), mentre quella dell'aeroporto è al fronte terminale. Sono inoltre previsti collegamenti per la città di Verona attraverso la linea bus/navetta 1), +39 045 8095666, @ . Solo Charter

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Collegamenti tramite le linee di pullman della Trentino Trasporti [1].


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Chiesa parrocchiale di San Marco. La parrocchiale di San Marco (nota per la celebre canzone adottata dagli Alpini La ceseta de Transacqua) è stata edificata nel Settecento e ampliata nel 1970. All'interno della chiesa si nota un'importante pala di San Marco, in cui la testa e le mani vengono attribuite dalla tradizione a Tiziano Vecellio, mentre l'opera sarebbe stata in seguito completata dalla sua bottega.
  • Palazzo Someda. Il Palazzo Someda è ciò che rimane del castello costruito dalla famiglia Someda alla fine del Cinquecento in località Tressane; sorgeva sull'isola di Clarofonte posta alla confluenza del fiume Canali con il fiume Cismon. Il castello era dotato di una cinta muraria merlata, torretta di guardia e ampie scuderie con annessi gli appartamenti della servitù. La cinta muraria è stata parzialmente abbattuta già alla fine dell'ottocento. Attualmente ne rimane solo una piccola porzione con la torretta di guardia che vanno a costituire il cosiddetto "Giardino delle rose" di proprietà comunale e aperto al pubblico. Le scuderie furono abbattute alla fine degli anni trenta per straordinaria insipienza umana. Rimane pertanto solo il corpo centrale denominato di conseguenza "Palazzo Someda".
L'isola di Clarofonte nei secoli è stata via via collegata alla terraferma in seguito all'imbrigliamento dei fiumi che la circondavano perdendo completamente le sue caratteristiche di difesa, ma ampliandone le dimensioni.
La costruzione del Palazzo Someda risale al 1590 da parte di Giovanni Someda, agiato commerciante di stirpe nobiliare con ampi scambi con la Repubblica Veneta che ne avevano determinato la fortuna e che voleva per la propria famiglia una magione più consona al proprio censo.
Il palazzo occupa un'area di 500 metri quadrati ed è a pianta quadrangolare con alcuni corpi aggiunti tra la fine dell'ottocento e i primi del Novecento.
Alla fine del Settecento subì un'ampia ristrutturazione con trasformazione da palazzo fortificato a pregevole villa veneta. A questo periodo risalgono l'aggiunta di poggiolini con ringhiere in ferro battuto del Primiero di notevole fattura.
Dispone di una cappella al pianterreno decorata con stucchi in foglia d'oro e con una pala settecentesca posta sopra il tabernacolo raffigurante San Vincenzo da Paola protettore della famiglia Bosio che nel Settecento acquisì il palazzo e ne operò la trasformazione. La pala originale è stata però trafugata nel 1973 e non è stata mai più ritrovata. Attualmente è sostituita da una copia ricostruita da immagini fotografiche e quindi molto simile all'originale.
Il palazzo dispone di ampie sale ad archi e in particolare di una stanza dei ricevimenti detta Stanza degli stucchi posta al primo piano, ampiamente e mirabilmente decorata con stucchi settecenteschi. Dispone ancora di alcune pavimentazioni originali in terrazzo alla veneziana ugualmente decorate.
Purtroppo le sue condizioni non sono ancora al meglio, nonostante il valore storico, anche se da alcuni anni è iniziato il recupero per iniziativa privata. Saltuariamente è sede di concerti e di mostre artistiche.

Ambiente[modifica]

  • Bivacco Cogolate. È il punto di arrivo o di partenza di molte escursioni; dal centro di Transacqua vi sale la strada che conduce ai prati di Caltena e nella selvaggia Val Giasinozza.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


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