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Lecce
Collage di Lecce
Appellativi
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Lecce
Lecce
Sito del turismo
Sito istituzionale

Lecce è una città della Puglia.

Da sapere[modifica]

Lecce è stata nominata Capitale italiana della cultura per il 2015, assieme a Ravenna, Cagliari, Perugia e Siena.

Cenni geografici[modifica]

Situata nel tacco d'Italia, nella parte meridionale della Puglia denominata Salento, di cui è la capitale storica e culturale, Lecce sorge al centro di una zona prevalentemente pianeggiante, a circa 10 km dalla costa adriatica e 30 km da quella Ionica.

La città presenta un originale tessuto urbano che le hanno meritato l'appellativo di "Firenze del Sud" o "la Signora del Barocco". All'interno del circuito murario cinquecentesco, la città racchiude testimonianze del periodo messapico, romano, medievale e soprattutto barocco che ne fanno una delle città d'arte più apprezzate e visitate dell'intero sud Italia.

Quando andare[modifica]

La città presenta un clima mediterraneo che ne consente la visita durante tutto l'anno, con temperature medie di +10° in inverno e +30° in estate. La sua posizione centrale nel Salento e la vicinanza delle principali stazioni balneari salentine la rendono inoltre un ottimo punto d'appoggio verso le mete turistiche estive.

Cenni storici[modifica]

Il barocco leccese
Rosone della basilica di Santa Croce di Lecce

Il barocco leccese si distingue rispetto al barocco italiano per alcune caratteristiche tipiche che si ritrovano in tutto il Salento. La caratteristica più evidente è la sovrabbondanza decorativa degli edifici unita ad un elemento distintivo, l'uso della pietra leccese che dona questa colorazione chiara. Tra gli architetti di spicco troviamo: Giuseppe e Francesco Antonio Zimbalo, Giuseppe Cino, Gabriele Ricciardi e Cesare Penna. Il barocco leccese è attualmente iscritto nella Tentative list Unesco in attesa di poter essere riconosciuto come Patrimonio Mondiale.

Il primo insediamento fu fondato dalle popolazioni provenienti dall'Illiria durante le migrazioni del III millennio a.C. Nel III secolo a.C. Roma conquistò tutto il Salento latinizzando il nome della città in "Lupiae", Lecce così conobbe un periodo dorato sotto gli imperatori Marc'Aurelio e Adriano (durante il quale la città venne dotata di un teatro e un anfiteatro tuttora visibili).

Dopo una breve parentesi di dominazione greca, fu saccheggiata da Totila, re ostrogoto, nel 542 e nel 549 e rimase sotto il dominio dell'Impero Romano d'Oriente per cinque secoli. Successivamente, dal VI secolo in poi, si avvicendarono i Saraceni, i Bizantini, i Longobardi, gli Ungari e gli Slavi.

Fu la conquista normanna a far rinascere Lecce, quale centro commerciale, ed estese il suo territorio sino a diventare capoluogo del Salento. Ai Normanni seguirono gli Svevi di Federico II e gli Angioini. Il periodo storico compreso tra 1055 e 1463 va sotto il nome di Contea di Lecce.

Dal 1463 Lecce fu soggetta direttamente al Regno di Napoli sotto la monarchia di Ferrante d'Aragona. La città acquistò sempre più valore fino a divenire una delle più ricche e culturalmente vive città mediterranee, tanto da essere considerata la seconda città più importante del Regno di Napoli dopo la capitale.

Nei due secoli seguenti il Salento fu a più riprese minacciato dalle incursioni turche, tanto che sotto il regno di Carlo V la città fu dotata di una nuova cinta muraria e di un Castello e dell'attuale Porta Napoli. Il 1630 fu l'anno in cui si diede il via alla costruzione di moltissime strutture religiose. In epoca spagnola la città si trasformò in un vero e proprio cantiere a cielo aperto.

Nel 1821 Lecce partecipò al moto carbonaro e mandò un esercito di resistenza alle truppe austriache. Nel 1848 si formò un governo provvisorio e fu fondato il partito Liberale: durante questi anni partecipò al moto liberale del Meridione.

Dopo l'Unità d'Italia, in particolare tra il 1895 e il 1915, la città conobbe una notevole attività edilizia con la realizzazione di numerose opere pubbliche e la prima espansione fuori dalle mura. Vengono creati nuovi quartieri in stile neoclassico, neomoresco e neogotico.

Come orientarsi[modifica]

Il feudo di Lecce è piuttosto ampio e buona parte dei Comuni confinanti possono ritenersi quasi parte di esso, l'estensione del comune di Surbo è interamente annidata nel territorio leccese.

Quartieri[modifica]

  • Borgo San Nicola
  • Casermette
  • Castromediano (però frazione di Cavallino)
  • Leuca
  • Rudiae
  • San Massimiliano Kolbe
  • San Giovanni Battista
  • San Pio
  • San Sabino
  • Santa Rosa

Frazioni[modifica]

  • 1 Frigole
  • 2 San Cataldo
  • 3 San Ligorio
  • 4 Torre Chianca
  • 5 Torre Rinalda
  • 6 Villa Convento


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

  • aeroporto 7 Aeroporto del Salento (Aeroporto di Brindisi-Casale), Contrada Baroncino, 72100 Brindisi (BR). Aeroporto internazionale distante circa 45 km da Lecce.

I collegamenti per arrivare a Lecce dall'Aeroporto del Salento sono garantiti da:

  • Shuttle Bus Gestito da SITA con destinazione Airport City Terminal Lecce (Viale Porta d'Europa, ingresso Nord Città di Lecce, a 100 m dall'Hotel Tiziano) con nove corse giornaliere e costo del biglietto di € 6 (a luglio 2013). È possibile acquistarlo a bordo senza alcun sovrapprezzo.
  • Il servizio ferroviario che collega la Stazione di Brindisi con la Stazione di Lecce (operato da Trenitalia) ha un tempo di percorrenza medio di 31 minuti, con partenze ogni mezz'ora circa (il servizio è spesso garantito anche in caso di sciopero). Il biglietto di corsa singola ha costi diversi, in funzione del tipo di treno utilizzato, ed è acquistabile online sul sito di Trenitalia, o presso la biglietteria e le emettitrici self service (ha una validità di 90 minuti dopo la convalida).
I costi indicativi (al 25/07/2013) sono:
Biglietti ferroviari Brindisi - Lecce
Regionale/Reg. veloce Intercity Frecciabianca Frecciargento
€ (Euro) 2,60 8,00 10,50 14,00
Per arrivare alla stazione di Brindisi sono presenti (oltre ai taxi) i bus della compagnia STP Brindisi. La linea è una circolare con capolinea presso l'aeroporto, attiva tutti i giorni dell'anno. Le corse vengono effettuate a partire dalle ore 5:30 (da via Cristoforo Colombo - Porta Mesagne) fino alle ore alle 23.45 (ultima partenza), ogni 30 minuti. In base alle condizioni del traffico, per raggiungere il centro città sono necessari dai 10 ai 15 minuti. Costo del biglietto di corsa semplice: € 0,90 presso le rivendite (in aeroporto presso la Libreria Giunti), a bordo (con sovrapprezzo) € 1,50.
  • Autonoleggio: è possibile noleggiare un'auto dall'aeroporto (sono presenti diversi operatori) ed in soli 25 minuti si arriva a Lecce tramite la SS613 (gratuita, due corsie per senso di marcia, limite velocità 110 km/h)

In auto[modifica]

  • Da Bari (direzione nord), al termine della rete autostradale, proseguire sulla SS16. All'altezza di Fasano è consigliabile proseguire sulla SS379 fino a Brindisi, infine imboccare la SS613 fino a Lecce. La città è circondata da un anello di superstrada (la tangenziale di Lecce) che consente di bypassare il centro con facilità.
  • Da Taranto (direzione est) è consigliabile immettersi sulla SS7 (Via Appia) e una volta giunti a Brindisi imboccare la SS613 per Lecce.

In nave[modifica]

Il porto più vicino è il Porto di Brindisi, a circa 35 km.

In treno[modifica]

Stazione di Lecce
  • stazione 8 Stazione di Lecce. La stazione ferroviaria di Lecce è la terminale di numerosi collegamenti diretti con il centro e nord Italia, gestiti dalle Ferrovie dello Stato e Trenitalia. Esiste anche la compagnia regionale delle Ferrovie Sud Est, che consente un collegamento della città con tutte le principali località del Salento. Stazione di Lecce su Wikipedia stazione di Lecce (Q3969938) su Wikidata

In autobus[modifica]

Le principali autolinee extraurbane sono:

  • Elios (per Bari).
  • Marino (Ancona, Pesaro, Urbino, Milano, Torino, Reggio Emilia, Parma, Cremona, Brescia, Bologna, Modena, Mantova, Verona, Vicenza, Varese, Como, Perugia, Svizzera, Lussemburgo, Germania, Francia).
  • Marozzi (Roma, Padova, Pisa, Siena, Firenze).
  • Miccolis (Basilicata e Campania).

Nel periodo estivo, da giugno a settembre, è attivo un servizio di autobus turistici gestito dalla provincia di Lecce, chiamato Salentoinbus che permette il collegamento della città con i principali centri balneari della provincia.

Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

Le linee urbane sono gestite dalla compagnia SGM, con 20 linee regolari e 4 filobus.

In città è presente un servizio di monopattini pubblico con attivazione tramite app.

In taxi[modifica]

Il servizio LecceTaxi permette spostamenti in città e nel Salento.

In auto[modifica]

Il centro di Lecce è area pedonale a traffico limitato ai soli residenti. È possibile parcheggiare lungo il perimetro della cinta urbana antica con prezzi che vanno dai 0,60 € ai 1,50 € all'ora (Luglio 2020). È pertanto consigliabile lasciare l'auto in uno dei vari parcheggi custoditi a ridosso del centro.

  • 9 Parcheggio Piazza Carmelo Bene (Foro Boario) (accanto all'Hotel Tiziano). Ecb copyright.svg 0,60€/ora, €2,00/giorno (lug 2020). Simple icon time.svg Lun-Dom 9:00-14:00 e 16:00-21:00.
  • 10 Parcheggio di viale dell'università (a 300 metri da Porta Napoli). Il parcheggio si trova anche all'ingresso nord di Lecce venendo da Brindisi e costituisce un ottimo sistema per lasciare l'auto vicino al centro ma senza addentrarvisi. L'area è attrezzata anche a parcheggio camper, con prezzi modici (1,50€ per l'intera giornata) e con sistema di bike sharing.
  • 11 Parcheggio largo cimitero. Ecb copyright.svg 0,60€/ora, €2,00/giorno (lug 2020). Simple icon time.svg Lun-Dom 9:00-14:00 e 16:00-21:00.

In bici[modifica]

Estese parti del nucleo urbano di Lecce sono aree pedonali che la rendono pertanto adatta a essere percorsa in bicicletta. È dotata di piste ciclabili e di un servizio di bike sharing con tariffe agevolate anche per turisti. In Piazza Sant'Oronzo è anche possibile noleggiare tandem a quattro ruote per due e quattro persone.

Cosa vedere[modifica]

Architetture religiose[modifica]

I biglietti per le chiese di Lecce

Alcune chiese di Lecce prevedono l'ingresso con biglietto, più precisamente: la Cattedrale di Santissima Maria Assunta, l'Antico Seminario, il Museo Diocesano, la Basilica di Santa Croce, la Chiesa di San Matteo e Chiesa di Santa Chiara.

  • Ticket completo — 9€ e comprende tutte le chiese in elenco
  • Ticket completo famiglia —19 € e comprende tutte le chiese in elenco
  • Duomo + Santa Croce + Seminario — 6,50 € e comprende Cattedrale di Santissima, Antico Seminario, Museo Diocesano e Basilica di Santa Croce
  • Duomo + Seminario — 5€ e comprende Cattedrale di Santissima Maria Assunta, Antico Seminario e Museo Diocesano
  • Santa Croce + Seminario — 5 € e comprende Antico Seminario, Museo Diocesano e Basilica di Santa Croce
  • Santa Chiara + Seminario — 3 € e comprende Antico Seminario, Museo Diocesano e Chiesa di Santa Chiara
  • San Matteo + Seminario — 3 € e comprende Antico Seminario, Museo Diocesano e Chiesa di San Matteo
  • Seminario + Museo Diocesano — 3 € e comprende Antico Seminario e Museo Diocesano

Tutti i dettagli possono essere letti qui. (luglio 2020)

Chiese[modifica]

Duomo
Basilica di Santa Croce
  • Attrazione principale 1 Duomo (Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta), Piazza del Duomo, +390832308557. Ecb copyright.svg vedi riquadro. Simple icon time.svg Aprile-ottobre: Lun-Dom 9:00-21:00, novembre-marzo: Lun-Dom 9:00-18:00. Costruita dal 1659 al 1670. Mirabile esempio dell'arte barocca porta la firma dello Zimbalo, che la costruì sui resti dell'antica cattedrale dell'Assunta (XII sec.). Suo anche l'alto Campanile a cinque piani (1682). A croce latina a tre navate, conserva all'interno fastosi altari e pregiati dipinti. Splendida la piazza, la cui forma attuale risale al 1761. Duomo di Lecce su Wikipedia duomo di Lecce (Q843722) su Wikidata
Chiesa di Santa Chiara
Chiesa di San Matteo
  • Attrazione principale 2 Basilica di Santa Croce, Via Umberto I, 1, +390832245035, @ . Ecb copyright.svg vedi riquadro. Simple icon time.svg Aprile-ottobre: Lun-Dom 9:00-21:00, novembre-marzo: Lun-Dom 9:00-18:00. Simbolo del barocco leccese, alla sua costruzione (1646) attesero tre grandi architetti: G Riccardi pose mano alla struttura generale e alla parte inferiore della facciata, lo Zimablo al protiro a colonne binate e ai portali laterali, C. Penna alla parte alta del prospetto. Il grande rosone centrale di ispirazione romanica, la ricca cornice, le quattro colonne e le nicchie rendono, unitamente ai telamoni, alle creature fantastiche, agli animali, ai personaggi mitologici e storici presenti in facciata rendono questa chiesa un unicum conosciuto in tutto il mondo. Basilica di Santa Croce (Lecce) su Wikipedia basilica di Santa Croce (Q844111) su Wikidata
  • 3 Chiesa di Santa Chiara, Via Vittorio Emanuele II, +390832241915. Ecb copyright.svg vedi riquadro. Simple icon time.svg Aprile-ottobre: Lun-Dom 9:00-21:00, novembre-marzo: Lun-Dom 9:00-18:00. Ricostruita nel 1687, un tempo era annessa a un convento di clausura. Opera del Cino, la chiesa ha navata ottagonale con soffitto rivestito di cartapesta e altari lignei della fine del ' 600, attribuiti agli scultori napoletani Fumo e Catalano. Chiesa di Santa Chiara (Lecce) su Wikipedia chiesa di Santa Chiara (Q1256154) su Wikidata
Chiesa di Sant'Irene
  • 4 Chiesa di San Matteo. Ecb copyright.svg vedi riquadro. Simple icon time.svg Aprile-ottobre: Lun-Dom 9:00-21:00, novembre-marzo: Lun-Dom 9:00-18:00. Costruita dal 1667 al 1700. Del tutto estraneo alle architetture locali. Il modello è autentica rielaborazione della chiesa borrominiana di S. Carlo delle Quattro Fontane. Caratteristico il gioco della parte convessa del primo ordine con la parete concava del secondo. Elittico l'interno con di pinti settecenteschi e lo splendido altare maggiore. Chiesa di San Matteo (Lecce) su Wikipedia chiesa di San Matteo (Q1255885) su Wikidata
Chiesa di Sant'Anna
  • 5 Chiesa di Sant'Irene dei Teatini, Via degli Antoglietta, +390832308107. Costruita dal 1591 al 1639. Progettata dal Grimaldi, fu dedicata dai Pp. Teatini alla Vergine di Tessalonica un tempo protettrice della città; reca per questo sull'alto frontone lo stemma civico, con la lupa che passa sotto un leccio coronato. Recentemente è stato restaurato l'annesso chiostro, ora sede di esposizioni ed eventi culturali. Chiesa di Sant'Irene (Lecce) su Wikipedia chiesa di Sant'Irene (Q511193) su Wikidata
Basilica di San Giovanni Battista al Rosario
  • 6 Chiesa di Sant'Anna, Via Giuseppe Libertini, 13. Con ex-conservatorio. Di epoca seicentesca con alto prospetto a due ordini e fastigio triangolare, fu disegnata dallo Zimbalo. Accanto il Conservatorio realizzato nel 1868 sulle vestigia di un asilo settecentesco per donne di nobile famiglia. Chiesa di Sant'Anna (Lecce) su Wikipedia chiesa di Sant'Anna (Q257583) su Wikidata
  • 7 Basilica di San Giovanni Battista al Rosario (Chiesa del Rosario), Via Giuseppe Libertini, 5, +390832308540. Fu costruita per i domenicani dall'architetto Giuseppe Zimbalo tra il 1691 e il 1728. L'esuberante prospetto si presenta diviso in due ordini da una balaustra decorata con trofei di fiori e da statue poste su piedistalli sferici che raffigurano le visioni del profeta Ezechiele. All'interno cesellato con la scena della visione dell'Apocalisse è da notare l'unico pulpito della città in pietra leccese. Chiesa di San Giovanni Battista (Lecce) su Wikipedia chiesa di San Giovanni Battista (Q1255737) su Wikidata
Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo
  • 8 Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo, Via Cimitero (Accanto al cimitero). Situata fuori le mura, fu voluta da Tancredi D'Altavilla nel 1180, ma fu abbandonata fino alla fine del XV sec. Medievali il rosone e il portale, mentre a G. Cino si deve la facciata ricostruita nel 1716. Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo su Wikipedia chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo (Q1256448) su Wikidata
Chiesa del Gesù
  • 9 Chiesa del Gesù (Madonna del Buon Consiglio), Piazzetta Castromediano, +390832243131. La chiesa fu costruita a partire dal 1575 per accogliere i Gesuiti che giunsero in città l'anno precedente al seguito di Bernardino Realino da Carpi, morto a Lecce nel 1616 e successivamente canonizzato. L'edificazione della struttura venne eseguita utilizzando i disegni del gesuita comasco Giovanni De Rosis. Fu aperta al culto già nel 1577 ma i lavori si protrassero ancora per qualche decennio. L'intero edificio si ispira alla Chiesa del Gesù di Roma, considerata la Madre delle chiese dell'ordine dei Gesuiti. Chiesa del Gesù (Lecce) su Wikipedia chiesa del Gesù (Q1096334) su Wikidata
Chiesa del Carmine
Chiesa di Sant'Angelo
  • 10 Chiesa del Carmine, Piazza Tancredi, 2. La chiesa fu realizzata su disegno dell'architetto Giuseppe Cino che vi lavorò sino al 1722, anno della morte. Fu portata a termine nel 1737 grazie all'intervento di Mauro Manieri. La facciata è divisa in tre ordini sovrapposti e presenta una grande ricchezza di fregi e decori. Chiesa del Carmine (Lecce) su Wikipedia chiesa del Carmine (Q3668510) su Wikidata
  • 11 Chiesa di Sant'Angelo (Santa Maria di Costantinopoli), Piazzetta SS. Addolorata, +39 0832 241853. È una delle chiese più antiche della città. Edificata nel 1061 per gli agostiniani, venne ristrutturata nel XIV secolo. Nel 1663 le pessime condizioni strutturali spinsero a un rifacimento totale del complesso. Il prospetto, rimasto incompiuto nella parte superiore, presenta nella parte inferiore una ripartizione in cinque parti, mediante lesene doppie e colonne addossate al centro, con fusti scanalati decorati da puttini e fregi tra i capitelli. Gli spazi intermedi sono occupati da nicchie vuote incorniciate. Chiesa di Sant'Angelo (Lecce) su Wikipedia chiesa di Sant'Angelo (Q944172) su Wikidata
Chiesa di Santa Maria degli Angeli
  • 12 Chiesa di Santa Maria degli Angeli, Piazzetta dei Peruzzi. Fu realizzata a partire dal 1524 per volontà testamentaria del nobile fiorentino Bernando Peruzzi. Subì, nel corso dei secoli, vari rifacimenti che ne modificarono parzialmente l'aspetto originario. Vi si celebra la Santa Messa in Rito Romano tradizionale in Latino nella mattina di ogni giorno festivo. Chiesa di Santa Maria degli Angeli (Lecce) su Wikipedia chiesa di Santa Maria degli Angeli (Q974579) su Wikidata
Chiesa di Santa Teresa
  • 13 Chiesa di Santa Teresa, Via Giuseppe Libertini, 41, +39 0832 332699. La chiesa venne realizzata da Giuseppe Zimbalo e fu ultimata nel 1630. La facciata, rimasta incompiuta, si articola in due ordini ed è caratterizzata da un interessante impegno volumetrico esaltato dall'esuberanza decorativa delle colonne corinzie e dei festoni. Chiesa di Santa Teresa (Lecce) su Wikipedia chiesa di Santa Teresa (Q1256416) su Wikidata
Chiesa di Santa Elisabetta
  • 14 Chiesa di Santa Elisabetta (Chiesa Nova), Via Giuseppe Libertini, 44. La sua edificazione risale al 1519 e fu voluta dai canonici Lateranensi. Il prospetto si presenta semplice e lineare, con un piccolo portale rinascimentale sormontato da un rosone rifatto nel XIX secolo. Chiesa di Santa Elisabetta (Lecce) su Wikipedia chiesa di Santa Elisabetta (Q338276) su Wikidata
Chiesa delle Alcantarine
Chiesa di San Francesco della Scarpa
  • 15 Chiesa delle Alcantarine (chiesa di Santa Maria della Provvidenza), Piazzetta Giorgio Baglivi, 20, +39 0832 308160. Venne realizzata nei primi anni del Settecento dall'architetto Giuseppe Cino. In seguito, nel 1724, per volontà del committente Giuseppe Angrisani, barone di Torchiarolo, il progetto fu modificato e seguito dall'architetto Mauro Manieri. La chiesa è una delle architetture religiose più semplici della città. La sua facciata, formata da tre ordini sovrapposti, presenta elementi decorativi formalmente semplici. Nella parte inferiore, la superficie è scandita dall'alternanza di paraste doppie, con il fusto in parte scanalato e in parte liscio, e da nicchie che ospitano le statue in pietra leccese di san Raffaele Arcangelo, sant'Antonio da Padova, san Francesco d'Assisi e san Michele Arcangelo. Chiesa delle Alcantarine su Wikipedia chiesa delle Alcantarine (Q1256332) su Wikidata
Chiesa della Madre di Dio
  • 16 Chiesa di San Francesco della Scarpa, Via Benedetto Cairoli, 15. La chiesa venne eretta nel XII secolo sul sito di un palazzo appartenente alla famiglia Guarini, a testimonianza di ciò vi sono alcune scritte sui muri interni ed alcune epigrafi di cui di una tomba medievale. Venne ricostruita quasi del tutto tra il 1699 e il 1714, col mecenato della stessa famiglia dei Guarini, il cui stemma si ritrova in triplice esemplare al centro della chiesa. A differenza delle altre chiese della città, caratterizzate dalle sfarzose facciate barocche, la chiesa di San Francesco della Scarpa si presenta priva del prospetto, (viene infatti anche denominata la "chiesa senza facciata"), a causa di lavori ottocenteschi che inglobarono buona parte della chiesa nel colonnato dell'ex convitto Palmieri. Chiesa di San Francesco della Scarpa su Wikipedia chiesa di San Francesco della Scarpa (Q267560) su Wikidata
Chiesa di Sant'Antonio della Piazza
  • 17 Chiesa della Madre di Dio (chiesa delle Scalze), Via Carlo Russi. La chiesa ha un semplice quanto leggiadro prospetto animato da un decoratissimo portale a colonne, opera di Cesare Penna il quale scolpì anche il rilievo del fregio figurante il Duello tra David e Golia e la statua dell'Arcangelo Michele che atterra il demonio. In questa chiesa riposano le spoglie di San Filippo Smaldone, trasferite dal cimitero cittadino nel 1942. San Filippo Smaldone fondò, nell'attiguo monastero, la congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori e progettò un'istituzione dedicata alla cura e all'istruzione dei sordomuti. Chiesa della Madre di Dio su Wikipedia chiesa della Madre di Dio (Q3669068) su Wikidata
San Giovanni di Dio
  • 18 Chiesa di Sant'Antonio della Piazza (chiesa di San Giuseppe), Via degli Acaya, 7. La chiesa, eretta nel 1584, faceva parte del complesso conventuale voluto da Gian Giacomo dell'Acaya intorno al 1557 e affidato ai frati minori osservanti. Il convento in funzione fino al 1807, venne adibito ad abitazione civile e demolito nei primi anni del Novecento. Le forme attuali dell'edificio non sono quelle originarie: infatti nel 1765 i frati decisero di ingrandire la chiesa la cui navata principale corrispondeva all'attuale transetto. Sul fianco laterale della chiesa è possibile ancora vedere l'originario portale cinquecentesco, che costituiva l'ingresso principale, e il rosone. Chiesa di Sant'Antonio della Piazza su Wikipedia chiesa di Sant'Antonio della Piazza (Q1256609) su Wikidata
Chiesa della Natività della Vergine
  • 19 Chiesa di San Giovanni di Dio (Santa Maria della Pace), Via Giuseppe Palmieri, 52. La chiesa ha un prospetto sobrio, caratterizzato dal movimento della superficie muraria generato dall'arretramento dei due corpi laterali e dall'articolazione in due ordini sovrapposti, suddivisi da una robusta cornice marcapiano e conclusi da una terminazione mistilinea ad archi inflessi. Chiesa di San Giovanni di Dio (Lecce) su Wikipedia chiesa di San Giovanni di Dio (Q1255757) su Wikidata
Chiesa San Giovanni Evangelista
  • 20 Chiesa della Natività della Vergine (Santa Maria della Nova), Via Idomeneo. La facciata è a forma poligonale ed è spartita in due ordini da una cornice dentellata che poggia su quattro lesene corinzie, sormontate da pinnacoli a forma di vasi fiammeggianti e raccordate tre loro da quattro festoni. L'interno possiede una pianta ellittica ad aula unica con abside. Il soffitto, ricoperto da una volta carenata, è ricco di stucchi. Sono presenti cinque altari posizionati in brevi nicchie adorne di falsi lacunari. Chiesa della Natività della Vergine (Lecce) su Wikipedia chiesa della Nova (Q3669111) su Wikidata
  • 21 Chiesa di San Giovanni Evangelista, Via Conte Accardo, 7. Nonostante la fondazione del complesso risale al XII secolo, ben poco rimane della originaria struttura. La sua fondazione fu voluta dal conte normanno Accardo II, nel 1133, il quale donò il casale di Cisterno alle Benedettine. Chiesa di San Giovanni Evangelista (Lecce) su Wikipedia chiesa di San Giovanni Evangelista (Q1255743) su Wikidata
Chiesa di Santa Maria della Grazia
Chiesa di Santa Maria della Porta
  • 22 Chiesa di Santa Maria della Grazia, Piazza Sant'Oronzo (di fronte all'Anfiteatro romano). La chiesa venne innalzata in seguito al ritrovamento di un affresco della Madonna, databile al XIV secolo. Venne edificata negli ultimi decenni del Cinquecento su disegno del teatino Michele Coluccio da Rossano Veneto, nelle forme care al gusto della Controriforma. Fu parrocchia dal 1606 al 1958. Il prospetto si presenta elegante e risulta spartito da una trabeazione, dominata da un profondo timpano ad arco, in due ordini. A loro volta gli ordini sono divisi in tre zone da colonne e paraste corinzie. Chiesa di Santa Maria della Grazia (Lecce) su Wikipedia chiesa di Santa Maria della Grazia (Q786137) su Wikidata
  • 23 Chiesa di Santa Maria della Porta o di San Luigi, Via Giuseppe Palmieri, 52 (nelle vicinanze di Porta Napoli), +390832240439. La Chiesa, a pianta centrale ottagonale, si presenta all'esterno con una volumetria compatta e geometrica. Il prospetto principale presenta un portale architravato affiancato da alte lesene, con capitelli in stile ionico, sulle quali si imposta l'architrave e il frontone triangolare. L'ambiente ottagonale è coperto da una cupola rivestita all'esterno da mattonelle maiolicate policrome e decorata all'interno a lacunari con motivi floreali rastremati verso l'alto. Chiesa di Santa Maria della Porta o di San Luigi su Wikipedia chiesa di Santa Maria della Porta (Q3673893) su Wikidata
Chiesa di San Niccolò dei Greci
  • 24 Chiesa di San Niccolò dei Greci (San Nicola di Mira o Klisha e Shën Kollit), Piazzetta Chiesa Greca, 15, +390832241016. È sede della parrocchia di San Nicola di Mira appartenente all'Eparchia di Lungro; al suo interno si svolgono funzioni di Rito bizantino. La semplice facciata risulta tripartita da un doppio ordine di paraste, scandite orizzontalmente da una trabeazione. L'articolazione dello spazio liturgico riflette la funzionalità di chiesa bizantina. L'aula destinata ai fedeli è, infatti, separata dalla zona dell'altare (bema) tramite l'iconostasi in pietra leccese che, dotata di tre ingressi, accoglie tavole dipinte. Chiesa di San Niccolò dei Greci su Wikipedia chiesa di San Niccolò dei Greci (Q3671423) su Wikidata
Chiesa di Santa Maria dell'Idria
  • 25 Chiesa di Santa Maria dell'Idria, Via Santa Maria Dell'Idria, 1, +390832309809. La chiesa fu costruita alla fine del Cinquecento; nel XVIII secolo fu quasi del tutto rifatta lasciando intatto solo l'esterno. Dal 1608 il convento fu tenuto dai padri osservanti fino al 1809, anno in cui l'ordine fu soppresso. Nello stesso anno la chiesa fu sconsacrata e diventò deposito. Dopo quasi cento anni, nel 1901 la chiesa fu riconsacrata e riaperta al culto, e da allora è officiata dai padri vincenziani. Chiesa di Santa Maria dell'Idria su Wikipedia chiesa di Santa Maria dell'Idria (Q1256363) su Wikidata
Chiesa di San Lazzaro
  • 26 Chiesa di San Lazzaro, Via S. Lazzaro, 42, +390832343523. La chiesa fu eretta la prima volta nel Quattrocento come attesta un documento del Re Ferdinando I di Napoli che rivela la sua esistenza già prima del 1468. Fu riedificata sulle rovine della precedente nel 1763 e ampliata nel 1789. Di fronte alla chiesa si innalza la colonna di san Lazzaro edificata nel 1689. Chiesa di San Lazzaro (Lecce) su Wikipedia chiesa di San Lazzaro (Q1255796) su Wikidata
Chiesa della Trinità dei Pellegrini
Chiesa di San Giacomo
  • 27 Chiesa della Trinità dei Pellegrini, Via Ludovico Maremonti, 18. La chiesa è quanto rimane dell'Ospedale dei Pellegrini, costruito nel 1589 e poi affidato alla Confraternita della SS. Trinità dei Pellegrini che vi svolse per lungo tempo le sue attività di assistenza. Nel corso dell'800 l'ospedale, perduta la sua originaria funzione, venne chiuso e trasformato in palazzo civile. Attualmente la chiesa è intitolata a San Nicola ed è concessa alla comunità di ortodossi della Sacra Arcidiocesi ortodossa d'Italia e Malta dipendente direttamente dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Chiesa della Trinità dei Pellegrini su Wikipedia chiesa della Trinità dei Pellegrini (Q3669241) su Wikidata
  • 28 Chiesa di San Giacomo, Via Antonio Miglietta, 36 (in prossimità della torre del Parco). L'origine della chiesa risale alla fine del XIV secolo, quando Raimondo Orsini Del Balzo edificò una piccola cappella dedicata a san Giacomo apostolo. La sobria facciata in pietra leccese è divisa in tre ordini. L'interno, con un semplice impianto planimetrico a navata unica e a croce latina, presenta quattro altari seicenteschi ai lati. Chiesa di San Giacomo (Lecce) su Wikipedia chiesa di San Giacomo (Q1255720) su Wikidata
Santa Maria di Pozzuolo
  • Chiesa di Santa Maria di Pozzuolo (chiesetta Balsamo). È una piccola chiesa eretta nel 1572 per volere del cavaliere don Giovanni Francesco Raynò. Il termine "Pozzuolo" deriva dalla latinizzazione di puteolu del leccese puzzulo cioè, pozzo. In seguito al matrimonio tra il Marchese gallipolino Giuseppe Balsamo e la marchesa Leonarda Cicala, la chiesetta divenne proprietà dei Balsamo ed alcuni indizi portano a ritenere che fu usata da questa famiglia anche come luogo di ritrovo della massoneria. Chiesa di Santa Maria di Pozzuolo su Wikipedia chiesa di Santa Maria di Pozzuolo (Q3674082) su Wikidata
Chiesa di San Sebastiano
  • 29 Chiesa di San Sebastiano, vice dei Sotterranei. Venne edificata nel 1520 in onore di san Sebastiano, protettore degli appestati. La chiesetta sorse sul luogo di una preesistente chiesa rupestre dedicata ai SS. Leonardo, Rocco e Sebastiano, riportata alla luce nel 1762, occasione in cui si credette di aver ritrovato le spoglie dei santi Oronzo, Giusto e Fortunato. Chiesa di San Sebastiano (Lecce) su Wikipedia chiesa di San Sebastiano (Q3672016) su Wikidata
  • 30 Chiesa di San Leucio, Via Francesco Antonio D'Amelio, 5. Il piccolo edificio è in realtà una cappella gentilizia, la cui originaria edificazione avvenne per volontà dell'abate Bartolomeo Cafaro a cavallo fra i secoli XI e XII. Risulta essere una delle prime chiese costruite nella città di Lecce. L'aspetto attuale dell'edificio risale agli ultimi anni dell'Ottocento. Chiesa di San Leucio su Wikipedia chiesa di San Leucio (Q3670805) su Wikidata


Conventi[modifica]

Convento degli Agostiniani
  • 31 Convento degli Agostiniani, Viale Michele de Pietro, 10. Il complesso architettonico è costituito da una parte storicamente rilevante, corrispondente all'antico monastero degli Agostiniani scalzi e da un'area recintata del giardino nel quale sono ubicate le strutture dei vecchi ambienti militari di servizio già adibite a depositi. Attigua al convento è la chiesa barocca, conosciuta anche come "Santa Maria di Ognibene", a due ordini e con ancora quattro statue nelle loro nicchie.
L'intero complesso architettonico è stato restaurato ed aperto al pubblico nel maggio del 2017 con il completamento degli spazi esterni e del Giardino di Ogni Bene, il giardino produttivo con frutteto caratterizzato da specie arboree autoctone e tipiche del paesaggio agrario salentino (querce, cipressi e specie da frutto) ed orti ornamentali con specie erbacee perenni aromatiche e da fiore. Convento degli Agostiniani (Lecce) su Wikipedia convento degli Agostiniani (Q3689426) su Wikidata
Monastero Olivetani
  • 32 Monastero degli Olivetani, Viale S. Nicola. La sua fondazione risale alla fine del XII secolo per volontà di Tancredi d'Altavilla. L'Ottocento fu il secolo della soppressione di molti ordini religiosi e il monastero venne acquisito dal Comune che lo utilizzò come sede di uffici pubblici e successivamente come ospizio per i mendicanti. Nel 1985 l'edificio venne affidato all'Università di Lecce, la quale lo restaurò e ne fece un centro culturale. Attualmente è sede del Dipartimento degli Studi storici dell'Università del Salento. Monastero degli Olivetani (Lecce) su Wikipedia monastero degli Olivetani di Lecce (Q3860412) su Wikidata
Palazzo dei Celestini
  • 33 Palazzo dei Celestini (Palazzo Adorno), Via Umberto I. Risalente al 1549. Il prospetto a bugne (1659-1695), reca la chiara firma dello Zimbalo nel motivo della punta lanceolata. Il disegno cinquecentesco del cortile è attribuito invece al Riccardi. Un tempo sede del convento dei Celestini, il palazzo è sede del Palazzo del Governo (Prefettura) e dell'Amministrazione Provinciale. Palazzo dei Celestini su Wikipedia Palazzo dei Celestini (Q3891191) su Wikidata
  • 34 Monastero dei Teatini, Via Vittorio Emanuele II, 25 (attiguo alla Chiesa di Santa Irene). Simple icon time.svg Lun-Sab 9:00-20:00. È un edificio barocco, sede, per diversi secoli, dei Padri Teatini. Con la soppressione degli ordini religiosi, la chiesa e il monastero furono ceduti al Comune di Lecce che si preoccupò di conservare l'apertura al culto della Chiesa affidandola a due padri teatini leccesi. Il monastero venne adibito dapprima a caserma, poi a scuola e infine ospitò alcuni uffici municipali. Dopo un accurato restauro, è utilizzato come contenitore culturale, per mostre e fiere. Famosa è la mostra dei presepi che si tiene ogni anno nel mese di dicembre. Monastero dei Teatini su Wikipedia monastero dei Teatini (Q3860421) su Wikidata
Monastero dei Carmelitani
  • 35 Monastero dei Carmelitani, Piazza Tancredi (attiguo alla Chiesa del Carmine). È un edificio costruito a cavallo dei secoli XVI e XVII, per i Padri Carmelitani, giunti in città nel 1481. Gli ambienti del convento sono organizzati intorno a un chiostro quadrangolare i cui prospetti interni mostrano i segni degli interventi ottocenteschi; ospita il Rettorato dell'Università del Salento. Monastero dei Carmelitani su Wikipedia monastero dei Carmelitani (Q3860416) su Wikidata
Convento domenicano di San Giovanni D'Aymo
  • 36 Convento domenicano di San Giovanni D'Aymo, Via Giuseppe Libertini, 2. Fu fondato nella seconda metà del XIV secolo da Giovanni d'Aymo, il quale lo affidò ai domenicani. I Domenicani lasciarono la struttura nel 1814, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi, e pochi decenni dopo divenne la sede della Manifattura Tabacchi. Dopo attenti restauri è divenuto sede dell'Accademia di belle arti. Convento domenicano di San Giovanni D'Aymo su Wikipedia convento domenicano di San Giovanni D'Aymo (Q3689633) su Wikidata
Ex Conservatorio di S.Anna
  • Palazzo dei Gesuiti. È una costruzione cinquecentesca, iniziata nel 1574 dopo l'arrivo dei religiosi in città. L'edificio, caratterizzato da un ampio chiostro e dalla maestosità degli ambienti interni, subì numerosi rimaneggiamenti dopo il 1767, anno in cui fu soppresso l'ordine. Il palazzo fu sede nel corso dei decenni di un collegio-convitto di livello universitario con cattedre di medicina e di diritto e degli Uffici Giudiziari così come voluto da Giuseppe Bonaparte. Palazzo dei Gesuiti su Wikipedia Palazzo dei Gesuiti (Q3891208) su Wikidata
  • 37 Ex Conservatorio di Sant'Anna, Via Santa Maria del Paradiso, 8 (attiguo alla Chiesa di Sant'Anna). Fu fondato nel 1679, per volontà del nobile leccese Bernardino Verardi. Il Conservatorio aveva la propria sede nell'antico palazzo Verardi. Nel 1764 l'edificio venne ristrutturato dall'architetto Emanuele Manieri che ne ampliò la fabbrica. Il Conservatorio venne realizzato affinché vi trovassero asilo le donne dell'aristocrazia salentina, le uniche ad avere libero accesso. Ex Conservatorio di Sant'Anna su Wikipedia ex Conservatorio di Sant'Anna (Q3735787) su Wikidata

Architetture militari[modifica]

Castello di Carlo V
  • 38 Castello Carlo V (Castello di Lecce), Viale Felice Cavallotti, +39 0832 246517. Simple icon time.svg Lun-Ven 9:00-21:00, Sab-Dom 9:30-21:00. Costruito dal 1539 al 1549. Vera e propria fortezza, fu realizzata fu progetto di G.G. Dell'Acaya per ordine di Carlo V a difesa della città. L'interno è stato ampiamente rimaneggiato nel corso degli anni. La parte più antica è un mastio quadrangolare di epoca angioina. Castello di Lecce su Wikipedia castello di Lecce (Q3662651) su Wikidata
Porta Napoli
  • 39 Porta Napoli, Piazzetta Arco di Trionfo. Conosciuto anche come Arco di Trionfo fu eretto nel 1548 in onore dell'imperatore Carlo V come ringraziamento per le fortificazioni che realizzò a difesa della città. Sorge dove un tempo era l'antica porta di S. Giusto. Vacanze in tour Porta Napoli (Lecce) su Wikipedia Porta Napoli (Q22100579) su Wikidata
Porta Rudiae
  • 40 Porta Rudiae, Via Gorizia, 18. Risalente al 1703. L'epigrafe dedicatoria racconta la leggendaria origine della città ed è sormontata dalla statua di S.Oronzo, con ai lati i S.sIrene e Domenico. Sull'architrave i busti dei mitici fondatori di Lecce: Euippa, sposa di Idomeneo, Malennio, re dei salentini, Dauno, suo figlio e Idomeneo, che avrebbe dato il nome della città. Porta Rudiae su Wikipedia Porta Rudiae (Q3908775) su Wikidata
Porta San Biagio
  • 41 Porta San Biagio, Piazza D'Italia, 8. Risalente al 1774. Segnava l'ingresso meridionale della città e prende il nome dalla statua di S. Biagio, vescovo di Sebaste, posta sulla sua sommità. Porta San Biagio (Lecce) su Wikipedia Porta San Biagio (Q3908777) su Wikidata
Torre di Belloluogo
  • 42 Torre di Belloluogo, Via Vecchia Surbo, 48. La torre di Belloluogo è una torre medievale costruita nel XIV secolo. Voluta da Gualtiero di Brienne, è un importante esempio di architettura militare angioina. La torre di forma cilindrica è ancora circondata dal fossato originario pieno d'acqua. Fu dimora di Maria d'Enghien, nella quale vi trascorse gli ultimi anni della vita. Di particolare interesse è una piccola cappella affrescata con scene della vita di Santa Maria Maddalena. Torre di Belloluogo su Wikipedia torre di Belloluogo (Q3995529) su Wikidata
  • 43 Torre del Parco (Turris Prati Magni), Viale Torre del Parco, 1. Rappresenta uno dei monumenti simbolo della città del periodo medioevale e rinascimentale. Il complesso monumentale fu edificato nel 1419. La Torre, alta più di 23 metri e costruita su tre livelli, è circondata da un fossato nel quale erano allevati gli orsi, simbolo araldico della famiglia Orsini del Balzo. Il parco intorno alla Torre aveva un'estensione di oltre 40 ettari ed era ripartito in una zona pubblica e in una privata. Dopo la morte di Giovanni Antonio il complesso divenne dimora dei vari viceré spagnoli che si alternarono nel dominio di Lecce: da Ferrante Loffredo a Ferrante Caracciolo. Torre del Parco su Wikipedia Torre del Parco (Q3995432) su Wikidata
  • 44 Mura Urbiche.

Musei[modifica]

Museo archeologico provinciale Sigismondo Castromediano
  • 45 Museo archeologico provinciale Sigismondo Castromediano, viale Gallipoli, 28, +39 0832 683503, @ . Simple icon time.svg Mar-Dom 10:00-18:00. È il più antico museo di tutta la Puglia, fondato nel 1868 da Sigismondo Castromediano duca di Cavallino. Conserva numerose testimonianze della civiltà messapica e degli insediamenti romani. Nella sezione preistorica è stata ricostruita la Grotta dei Cervi di Porto Badisco, con interessanti pitture rupestri. L’intero museo è stato riallestito di recente e impostato secondo aree tematiche. Ampio supporto di video esplicativi. Museo archeologico provinciale Sigismondo Castromediano su Wikipedia Museo archeologico provinciale Sigismondo Castromediano (Q3867728) su Wikidata
  • 46 Museo archeologico Faggiano, Via Ascanio Grandi, 56. Ecb copyright.svg € 5. Simple icon time.svg Lun-Dom 9:30-20:00.
Seminario di Lecce
  • 47 Seminario di Lecce (Museo di Arte Sacra), Piazza del Duomo. Ecb copyright.svg vedi riquadro. Simple icon time.svg Aprile-ottobre: Lun-Dom 9:00-21:00, novembre-marzo: Lun-Dom 9:00-18:00. Costruito tra il 1694 e il 1709 in stile barocco leccese. Fu commissionato dal vescovo Michele Pignatelli all'architetto Giuseppe Cino. Il progettista, nel disegnare il prospetto del Seminario, si rifece alla facciata del Palazzo dei Celestini. Il prospetto monumentale è costituito da una struttura inferiore a due piani, con un'articolata elaborazione decorativa, e da un terzo piano superiore, progettato dall'architetto Manieri, più semplice e lineare. Al primo piano ospita il Museo di Arte Sacra. Seminario (Lecce) su Wikipedia Palazzo del Seminario di Lecce (Q929598) su Wikidata
MUST
  • 48 Pinacoteca d'arte francescana Roberto Caracciolo, via Imperatore Adriano,79, @ . La Pinacoteca, di proprietà dei frati francescani, è allestita nel palazzo Fulgenzio del XVI secolo. Strutturata in nove sale espositive, disposta su oltre 400 m² di superficie museale, raccoglie dipinti cinquecenteschi, seicenteschi e settecenteschi, per la maggior parte di derivazione da Luca Giordano e dal Solimena e provenienti da conventi francescani pugliesi. Al piano inferiore si trova l'ala della statuaria sacra che conserva opere in cartapesta leccese del XIX secolo e una sacra conversazione attribuita a Stefano da Putignano. Il palazzo cinquecentesco ospita anche il Ninfeo di Fulgenzio, luogo costruito per rinfrescarsi nelle giornate afose e torride dell'estate salentina, in quanto refrigerato dalle acque zampillanti delle fontane. Pinacoteca d'arte francescana su Wikipedia Pinacoteca "R. Caracciolo" (Q3905113) su Wikidata
Museo Ferroviario

Altro[modifica]

Piazza Sant'Oronzo
  • 53 Obelisco. Fu eretto nel 1822 da V. Carluccio in occasione della visita a Lecce di Ferdinando I di Borbone. Le Quattro facce sono decorate con i rilievi simbolici dei quattro capoluoghi di Terra d'Otranto.
Anfiteatro romano
  • 54 Piazza Sant'Oronzo. Prende il nome dalla statua del Santo protettore che svetta da una colonna, che segnava la fine della via Appia, eretta nel 1666 come ringraziamento allo scampato pericolo della peste. Piazza Sant'Oronzo (Q51879706) su Wikidata
  • Attrazione principale 55 Anfiteatro romano, Via XXV Luglio, 51. Simple icon time.svg non visitabile. Di età augustea (I sec), è scavato in parte nel tufo e in parte su imponenti arcate; fu riportato alla luce nel 1938. Più della metà dell'impianto, che poteva contenere 20.000 spettatori, è ancora sepolto. Anfiteatro romano di Lecce su Wikipedia anfiteatro romano di Lecce (Q2844410) su Wikidata
Teatro Romano
Palazzo Adorno
  • 56 Teatro romano, Via Arte della Cartapesta, 10. È l'unico finora scoperto in Puglia. Di età Augustea, fu rinvenuto nel 1929. Aveva grandi dimensioni: le gradinate destinate a ospitare il pubblico erano molto più numerose delle 12 preservatesi. Al suo interno sono venute alla luce statue di età antoniana, copie di originali greci. Teatro romano di Lecce su Wikipedia teatro romano di Lecce (Q3982369) su Wikidata
  • 57 Palazzo Adorno, Via Umberto I, 8. È l'unico Palazzo cinquecentesco leccese con esterno in bugnato liscio, sfaccettato nell'androne esterno. Sontuosa l'ornamentazione tardo rinascimentale, probabilmente del Riccardi. Nel palazzo è possibile vedere anche la falda acquifera che scorre tra le fondamenta.
Il Sedile
  • 58 Parco archeologico di Rudiae, Via San Pietro in Lama, traversa Via A. Mazzotta (a circa 3 chilometri dal centro abitato, in direzione sud-ovest), +39 349 118 6667, +39 349 590 7685, @ . Ecb copyright.svg € 4. Simple icon time.svg Sab-Dom 10:00-16:00. È il sito archeologico di un'antica città messapica, nell'area di influenza della colonia dorica di Taranto. La città è nota soprattutto per aver dato i natali allo scrittore latino Quinto Ennio. Nel sito sono visibili le tracce di un anfiteatro, una necropoli e due cinte murarie in blocchi di pietra calcarenitica (tufo). Rudiae su Wikipedia Rudiae (Q3942250) su Wikidata
  • 59 Il Sedile (Palazzo del Seggio), Piazza Sant'Oronzo. L'edificio fu costruito nel 1592 su incarico dell'allora doge veneziano Pietro Mocenigo, in sostituzione del vecchio abbattuto nel 1588. La struttura, un'interessante mescolanza di spirito gotico e rinascimentale, è caratterizzata da quattro pilastri forati da ovuli che lasciano intravedere una colonna, fra cui si aprono grandi arcate a sesto acuto sormontate da logge e decorate da trofei. Il tipo di pilastro angolare richiama il modello ideato con molta probabilità da Gabriele Riccardi: lo stesso pilastro si può vedere, infatti, anche all'angolo della fiancata destra della Basilica di Santa Croce. Anticamente, come si osserva in stampe d'epoca della piazza, l'edificio era completato anche da un orologio sormontato da due statue. Il Sedile fu utilizzato in passato per vari usi istituzionali e come luogo d'esposizione. Fino al 1851 è stato sede del Municipio della città, mentre oggi è destinato nuovamente a mostre d'arte ed esposizioni. Sedile (Lecce) su Wikipedia Sedile (Q638743) su Wikidata


Eventi e feste[modifica]

  • Mercatino dell'antiquariato, via XX Settembre. Simple icon time.svg ogni ultima domenica del mese.
  • Festival del cinema europeo. Simple icon time.svg aprile.
  • Casermette in festa. Simple icon time.svg giugno.
  • Festa dei santi patroni Oronzo, Giusto e Fortunato. Simple icon time.svg dal 24 al 26 agosto. La festa patronale di Lecce è quella di Sant'Oronzo, che si festeggia il 26 agosto, quando la città si riempie di luminarie, bancarelle e artisti di strada, oltre che musica e concerti.
  • Fiera di Sant'Oronzo, a Frigole. Simple icon time.svg 26 agosto.
  • Sagra te la cecora resta. Simple icon time.svg settembre.
  • Fiera dei presepi e dei pupi. Simple icon time.svg dicembre.
  • Piano Festival di Miami in Lecce.
  • Premio Internazionale Mediterranea.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

  • Mercato Settelacquare, Largo Settelacquare.
  • Parco Commerciale Conad (A Cavallino).
  • Centro Commerciale Mongolfiera (A Surbo).


Come divertirsi[modifica]

A Lecce nel corso degli anni si sono create varie vie della movida, il corso principale parte da Porta Rudiae, continua su via Libertini, passa per piazza Sant'Oronzo, continua su via Trinchese e termina in piazza Mazzini, su questa via (e negli immediati dintorni) vi è una grande varietà di pizzerie, ristoranti e rosticcerie. Sulle traverse del corso si sono create spontaneamente altre aree, c'è piazzetta Santa Chiara dove prevalgono i bar e i lounge bar ed è il posto preferito dei giovani. C'è via Federico d'Aragona dove vi è predominanza di pizzerie e pub. C'è via Umberto I dove vi è invece predominanza di enoteche e dove l'età media è più adulta. Esistono altri locali soprattutto di lounge bar su via Paladini.

Spettacoli[modifica]

Locali notturni[modifica]

Discoteche[modifica]

  • Womb (sulla Castromediano - Cavallino). Discoteca
  • Boogaloo (all'ingresso di Surbo). Discoteca latina.
  • Outline. Discoteca estiva

Bar[modifica]

  • QuarantaCinque, Via Marco Basseo, 24. ottimi cocktail
  • Twin Towers, Viale Japigia, 63.
  • Bar Royal, Via Lupiae, 5 (di fronte ai carabinieri). Simple icon time.svg Sempre aperto.
  • Nando's bieretheque, Via Benedetto Cairoli 19. Vasta scelta di birre
  • 4 Verso Sud, Piazza Vittorio Emanuele 8. Cocktail di qualità.


Dove mangiare[modifica]

Rustico leccese

La cucina salentina è caratterizzata dalla presenza di pesce, cereali, verdure e legumi nei vari piatti. La carne quindi ha un ruolo più marginale. Un prodotto tipico (di origine più recente) è il rustico leccese: è un disco di pasta sfoglia ripieno di besciamella, pomodoro, mozzarella e pepe.

  • Dolce Lecce. Le crepes leccesi sono diverse da quelle delle altre parti d'Italia, qui sono croccanti quasi come un biscotto e non c'è bisogno di mangiarle su un vassoio.
  • Zenzero. Gastronomia vegana e vegetariana
  • Piadina Salentina. La piadina non è un piatto tipico salentino, in questo posto però hanno sostituito il classico strutto dell'originale romagnolo con dell'olio extravergine d'oliva. Inoltre qui è presente il vegan kebab dove la carne viene sostituita dal seitan
  • Caffé leccese. Caffè ghiacciato con latte di mandorla.

Prezzi modici[modifica]

  • 1 Bar Alvino, piazza Sant'Oronzo. Storico bar leccese.
  • 2 Profumo di Pane, Piazza Vittorio Emanule angolo Via Federico D'Aragona, +39 0832 242424. Questo forno prepara rosticceria leccese. In estate predispone tavoli all’aperto.

Prezzi medi[modifica]

Prezzi elevati[modifica]

  • 5 Le Quattro Spezierie (Gourmet Restaurant & Roof Garden), Via Augusto Imperatore 27, +39 0832246311, fax: +39 0832245976, @ . Ecb copyright.svg 30€ - 80€. Simple icon time.svg 12:30-14:30 e 19:30-22:30. La cucina gourmet d'autore offre al palato prodotti, sapori e colori del Salento. A pranzo e a cena in un ambiente elegante e accogliente, i piatti sono preparati con ingredienti chilometro zero del territorio. Tra i primi, da provare: tagliolini di grano arso con pere, tartufo, porcini e scaglie di canestrato; tra i secondi: filetto di manzo Fassone affogato al primitivo di Manduria con carciofi al pecorino e menta. Carta dei vini di 250 etichette italiane e internazionali. In estate, potrai godere della vista sulla città al panoramico Roof Garden.
  • 6 Bros', via degli Acaja 2, +39 0832 092601. Il ristorante dello chef stellato Floriano Pellegrino e di Isabella Potì.
  • 7 Alex, Via Vito Fazzi 15/23, +39 320 803 4258. Ristorante dello chef Alessandra Civilla. Effettua anche servizio da asporto a domicilio.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 2 Risorgimento Resort, Via Augusto Imperatore 19, +39 0832246311, fax: +39 0832245976, @ . Check-in: 14.00, check-out: 12.00. Nel centro storico di Lecce, la dimora di lusso hotel 5 stelle, con camere e suite di design contemporaneo d'autore. A pranzo e cena, il ristorante à la carte Le Quattro Spezierie Gourmet Restaurant & Roof Garden offre i sapori della tradizione culinaria del Salento rivisitati dallo Chef. Per il relax intimo e riservato, offre una spa con zona umida, hammam, doccia emozionale, area fitness, area trattamenti olistici e vasca nuvola.
  • 3 Hotel President, Via Antonio Salandra 6, +39 0832456111, fax: + 39 0832456632, @ . Check-in: 14.00, check-out: 12.00. Nel centro di Lecce, hotel 4 stelle con camere di arredamento classico ed istituzionale, coniuga eleganza e tradizione all'efficienza dei servizi. Comfort, qualità, accoglienza, professionalità, a pochi passi da Piazza Mazzini. Al Ristorante Myosotis, piatti della antica tradizione di Puglia e del Salento dai sapori di stagione a base di carne, pesce e terra.
  • 4 Eos Hotel, Viale Vittorio Alfieri 11, +39 0832230030, fax: + 39 0832347840, @ . Check-in: 14.00, check-out: 12.00. Nato nel 2008 dalla design competition Viaggio Nel Salento, offre ospitalità a Lecce, a soli 10 minuti a piedi dal centro storico in camere di design ispirate al territorio salentino: la pietra bianca, intimo dna del Barocco di Lecce, il verde bruno delle distese di ulivi, l'azzurro del mare e i colori caldi del tramonto. A colazione, le tipicità del Salento sono dolci e salate, fatte in casa e servite al lounge bar Espere, un ambiente moderno e giovane.
  • Perla del Salento, Torre Pali Marina di Salve (Marine di Salve (LE)), +39 08331858000, @ . Ecb copyright.svg 30€. Salve a soli 5 km, dalla spiaggia di Pescoluse struttura di nuova costruzione, composta da 5 spaziose camere al piano terra, e 7 al piano ribassato. tutte accessoriate con aria condizionata, tv-color lcd, bagno con box doccia, frigo-bar.
  • 5 Villa Papaleo, via V. Papaleo 52, +393473450956, @ . Dimora storica di notevole pregio artistico e architettonico è situata a poca distanza da Otranto e dalle spiagge degli Alimini. La Villa Papaleo offre ai suoi ospiti splendide camere dotate di tutti i comfort con ingresso indipendente e affaccio del giardino.
  • 6 Residence I Giardini di Atena, Via Montenegro 181 Lizzanello (Seguire direzione Merine, dopo 4 km il Residence è sulla destra), +390832623197, fax: +390832626126, @ . Ecb copyright.svg € 39. Check-in: 14:00, check-out: 10:00. City Resort alle porte di Lecce, immerso nel verde, dotato di comodi appartamenti monolocali e bilocali. Servizi offerti: ristorante, piscine, impianti sportivi, bar, market, sala congressi, palestra, anfiteatro, guardiania, navetta.
  • Tracce di Salento, via E. Toti 15 (Alle porte del centro storico), +39 3479387994, @ . Struttura confortevole, composta da due camere matrimoniali con bagno privato e terrazzino riservato.
  • 7 Hotel Zenit, Via Adriatica, 141, +39 0832 493421, @ . Accogliente e curato albergo 3 stelle, ristrutturato per soddisfare le aspettative degli ospiti, sia per soggiorni di piacere che per soggiorni di lavoro.

Prezzi elevati[modifica]

  • 8 Patria Palace Hotel, Piazzetta Riccardi Gabriele.
  • 9 La Fiermontina, Piazzetta De Summa Scipione 4.


Sicurezza[modifica]

Lecce è una città sostanzialmente sicura. Non sono presenti particolari prescrizioni.

Come restare in contatto[modifica]

Tenersi informati[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Abbazia di Santa Maria a Cerrate
  • 12 Abbazia di Santa Maria a Cerrate (Museo provinciale delle tradizioni popolari "Abbazia di Cerrate"), SP100 km 5.900, (in località Casalabate a circa 7 km da Lecce), +39 0832 361176, @ . Ecb copyright.svg Intero € 7, ridotto (6-18 anni), € 3 studenti fino ai 25 anni € 3, famiglia € 17. Simple icon time.svg Gio-dom 10:00-13:00 e 16:00-20:00. L'abbazia fu fondata, secondo leggenda, alla fine del XII secolo da Tancredi d'Altavilla, conte di Lecce. La leggenda vuole che in questo luogo a Tancredi sia apparsa la Madonna, fra le corna di un cervo, da cui il toponimo (Cerrate o Cervate). Nel 1711 l'abbazia venne saccheggiata dai pirati turchi e cadde in uno stato di abbandono, proseguito fino al restauro del 1965 curato dalla Provincia di Lecce. L'abbazia è in stile di romanico e presenta in facciata un portale sormontato da un'arcata con altorilievi di eccezionale qualità che riproducono scene del Nuovo Testamento e un monaco in preghiera. L'interno dell'edificio era completamente decorato con affreschi databili a partire dal XIII secolo, oggi conservati nel museo attiguo. Il complesso è attualmente gestito dal Fondo Ambiente Italiano, che nel 2012 ne ha acquisito la proprietà, tramite una concessione trentennale. Abbazia di Santa Maria a Cerrate su Wikipedia abbazia di Santa Maria a Cerrate (Q520899) su Wikidata
  • 13 Chiesa di Santa Maria d'Aurio, Via Giorgio La Pira, Surbo (nelle campagne di Lecce, al confine con il comune di Surbo). L'edificio, in stile romanico, presenta una facciata a capanna, decorata con un motivo ad archetti pensili che si ripetono anche lateralmente. Il portale è sormontato da una lunetta ed è fiancheggiato da due leoni stilofori, probabile basamento di un piccolo protiro. Di fronte alla chiesa sorge la Torre dei Cavallari. Fu realizzata nel XVI secolo e faceva parte del sistema difensivo che comprendeva le torri costiere e le masserie fortificate. Chiesa di Santa Maria d'Aurio su Wikipedia chiesa di Santa Maria d'Aurio (Q3673637) su Wikidata
  • 14 Santuario di Sant'Oronzo fuori le mura, Strada Provinciale Lecce Torre Chianca, 299. Santuario di Sant'Oronzo fuori le mura su Wikipedia santuario di Sant'Oronzo fuori le mura (Q16600483) su Wikidata
  • Gallipoli
  • Otranto
  • Santa Maria di Leuca
  • Porto Cesareo
  • Melendugno
  • Galatina — La città di Galatina ha una storia ricca che inizia con la fondazione da parte dei greci. Qui si trova la basilica di Santa Caterina d'Alessandria, caratteristica per la Bibbia affrescata dagli allievi del pittore Giotto.
  • Giurdignano — Definito il Giardino megalitico d'Italia per la presenza di un'incredibile quantità di siti megalitici.

Itinerari[modifica]

Informazioni utili[modifica]

  • informazioni Ufficio informazioni turistiche, Via Vittorio Emanuele 24.


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