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Santa Maria di Leuca

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Santa Maria di Leuca
Panorama di Santa Maria di Leuca
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Santa Maria di Leuca
Santa Maria di Leuca
Sito istituzionale

Santa Maria di Leuca (Lèviche in dialetto salentino) è una frazione di 1.263 abitanti del comune di Castrignano del Capo, in provincia di Lecce. Rinomata località turistica, è il centro abitato più a Sud dell'intera provincia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Per Santa Maria di Leuca la zona sopra il promontorio su cui si trovano la Basilica e il faro (che con la sua altezza di 48,60 metri e la sua collocazione a 102 metri sul livello del mare è uno dei più importanti d'Italia), mentre la Marina di Leuca è situata più in basso ed è compresa tra Punta Mèliso a est, posta ai piedi del promontorio, e Punta Ristola a ovest, estremo lembo meridionale del Salento.

Panorama del porto di Leuca

Nonostante l'estremo tacco d'Italia sia identificabile con Punta Ristola, Punta Mèliso (probabilmente per l'importanza che le deriva dal sovrastante faro) chiude convenzionalmente, insieme a Punta Alice in Calabria, il Golfo di Taranto.

Sempre a punta Mèliso viene posto, secondo una convenzione nautica, il punto di separazione fra la costa adriatica (a est) e la costa ionica (a ovest). Si tratta comunque di semplificazioni di comodo che prevedono, quale linea di demarcazione fra le acque del Mar Adriatico e del Mar Ionio, un determinato parallelo: in questo caso il parallelo 39°47'N (che passa al largo di punta Mèliso), ma un'altra convenzione nautica, ad esempio, utilizza il parallelo 40°N.

Ma, al di là delle convenzioni, il fatto che da Santa Maria di Leuca sia talora visibile, in determinate condizioni, una linea di separazione longitudinale, ben distinguibile cromaticamente (dovuta in realtà all'incontro fra le correnti provenienti dal Golfo di Taranto e quelle dal Canale d'Otranto), ha da sempre suggerito alla fantasia popolare un confine fisico fra i due mari.

Dall'ottobre 2006 il territorio di Santa Maria di Leuca rientra nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.

Quando andare[modifica]

Il clima è temperato mediterraneo, ancor più mitigato dalla presenza del mare. Gli inverni sono freschi e abbastanza piovosi, le temperature medie giornaliere di gennaio e febbraio si mantengono attorno ai +10°C, con minime medie sui +7/+8°C e massime comprese tra +12 e +13°C. Le gelate sono possibili ma sono molto sporadiche e quasi sempre di lieve intensità, le nevicate sono del tutto inusuali e in genere prive di accumuli. D'estate la temperatura aumenta notevolmente fino a raggiungere valori medi di +24/+25°C tra luglio ed agosto, con minime medie di circa +20°C e massime di +28/+29°C, spesso abbinate a tassi di umidità medio/alti che possono provocare lievi condizioni di afa, quasi sempre stemperate dalle brezze diurne. Temperature più alte, fino a +34/+35°C e talvolta oltre, sono possibili in occasioni di forti ondate di calore che, se abbinate a venti di scirocco, portano condizioni di afa intensa. Il clima di Leuca è comunque ventilato, gradevole, con scarse precipitazioni e cieli quasi sempre sereni per gran parte dell'estate. D'inverno è quasi deserta, d'estate invece è parecchio frequentata.

Cenni storici[modifica]

Una famosa leggenda narra che Santa Maria di Leuca (o forse Porto Badisco, ma più probabilmente Castro) sarebbe stata il primo approdo di Enea. Successivamente sarebbe qui approdato San Pietro, il quale, arrivato dalla Palestina, iniziò la sua opera di evangelizzazione, per poi giungere a Roma. Il passaggio di San Pietro è anche celebrato dalla colonna corinzia del 1694 eretta sul piazzale della Basilica, recentemente ristrutturata.

Come orientarsi[modifica]

  • Promontorio su cui si trovano la Basilica e il faro
  • Punta Mèliso estremità a est (sotto il promontorio)
  • Marina di Leuca si trova tra le due punte, il Lungomare Cristoforo Colombo è la via principale.
  • Punta Ristola estremità a ovest


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

  • aeroporto 1 Aeroporto del Salento (BDS), Contrada Baroncino, 72100 Brindisi (BR). Aeroporto internazionale distante circa 120 km da Santa Maria di Leuca.

In auto[modifica]

Rete Ferrovie Sud Est

Dista 87 km da Lecce, se lo si raggiunge tramite la SS 274 che continua nella SS 101, oppure 73 km percorrendo la SS 275 di Santa Maria di Leuca che prosegue nella SS 16.

In treno[modifica]

La città non è servita dalla ferrovia, la stazione più vicina è la Stazione di Gagliano Leuca posta a Gagliano del Capo sulla linee Maglie-Gagliano del Capo e Casarano-Gagliano del Capo delle Ferrovie del Sud Est. La Stazione di [[Lecce è la più vicina (a circa 70 km) fra quelle che fanno servizio nazionale con Trenitalia, da questa si può arrivare a Gagliano del Capo in treno con le FSE oppure in autobus.

  • stazione 2 Stazione di Gagliano Leuca. Stazione FSE di Gagliano del Capo a circa 6 km da Santa Maria di Leuca. Stazione di Gagliano Leuca su Wikipedia stazione di Gagliano Leuca (Q16609222) su Wikidata
  • stazione 3 Stazione di Lecce. Stazione Trenitalia e FSE a circa 70 km da Santa Maria di Leuca Stazione di Lecce su Wikipedia stazione di Lecce (Q3969938) su Wikidata


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Poco fuori Punta Ristola, a 85 metri sotto il livello del mare, giace lo scafo del sommergibile oceanico italiano Pietro Micca, affondato durante la seconda guerra mondiale col suo equipaggio di 58 marinai.
  • 1 Scalinata e cascata Monumentale. Una scalinata di 296 gradini collega la Basilica al sottostante porto facendo da cornice alla cascata monumentale dell'Acquedotto Pugliese che, terminando a Leuca, sfocia in mare.

Chiese[modifica]

La basilica di Santa Maria de finibus terrae
  • 2 Basilica di Santa Maria de finibus terrae. Si tramanda che San Pietro in viaggio per Roma fece tappa a Leuca e da allora il tempio dedicato alla dea Minerva, posto sul promontorio japigeo, diventò un luogo di culto cristiano e uno dei principali centri di pellegrinaggio dell'età antica e medievale. La devozione dei fedeli verso la Madonna di Leuca ha origine antica: si parla di un grande miracolo che avrebbe salvato i pescatori il 13 aprile del 365 da una burrasca. L'attuale struttura fortificata della chiesa venne costruita tra il 1720 e il 1755 da monsignor Giovanni Giannelli, per resistere ai numerosi e ripetuti attacchi da parte di invasori turchi e saraceni. Basilica santuario di Santa Maria de Finibus Terrae su Wikipedia basilica santuario di Santa Maria de Finibus Terrae (Q17494326) su Wikidata
Chiesa di Cristo Re
  • Chiesa di Cristo Re. Si trova nel centro della marina di Leuca. I lavori di costruzione iniziarono nel 1896 su progetto dell'ingegnere Pasquale Ruggeri. L'apertura ai fedeli e al pubblico avvenne però, solo 40 anni dopo nel 1935. Realizzata in carparo, è in stile romanico e gotico. L'interno si divide in tre navate. Molto bello il pavimento in mosaico, completato nel 1934, e il rosone della facciata principale. I grandi finestroni delle navate laterali recano i nomi e gli stemmi delle famiglie nobili che parteciparono alla costruzione della chiesa.

Ville ottocentesche[modifica]

Alcune ville

Leuca è una località turistica famosa soprattutto per le ville ottocentesche, costruite secondo vari stili per la maggior parte dagli architetti Ruggeri e Rossi. Verso la fine del XIX secolo si contavano per la precisione 43 ville, molte delle quali oggi sono in disuso o appaiono profondamente trasformate rispetto al passato.

Infatti, durante la II guerra mondiale, a molte ville furono sottratti gli elementi decorativi metallici (balaustre, ringhiere, ecc.) necessari per la produzione di armi; inoltre nello stesso periodo quasi tutte le ville furono requisite ai proprietari e utilizzate per l'accoglienza agli sfollati. Alcune subirono gravi danni e, alla fine della guerra, furono ristrutturate in maniera tanto radicale da essere spesso rovinate. Altre ville sono andate in disuso, mentre solo alcune conservano ancora l'aspetto originario, sia esterno sia interno.

  • 3 Villa Daniele.
  • 4 Villa Gioacchino Fuortes, Lungomare Cristoforo Colombo 53. sede della locale Pro Loco
  • 5 Villa Mellacqua.
  • 6 Villa La Meridiana (già Villa Ruggeri), Lungomare Cristoforo Colombo 61. Hotel
  • 7 Villa Tamborino-Cezzi.
  • Villa Loreta Stefanachi.
  • 8 Villa Episcopo.
  • Villa Colosso.
  • 9 Villa Arditi.
  • Villa De Francesco.
  • Villa Seracca.
  • 10 Villa Ramirez-De Castro.
  • 11 Villa Maruccia (già Villa Sangiovanni), Via Cavaliere Tommaso Fuortes 17.

Torri[modifica]

  • 12 Torre dell'Omomorto (Torre dell'Uomo Morto). Una delle centinaia di torri che si trovano con cadenza regolare lungo tutta la fascia costiera salentina. Oltre che come elementi di difesa, tali torri servivano soprattutto ad avvistare l'eventuale presenza e avvicinamento delle navi dei Turchi, che per lungo tempo hanno invaso Otranto e altre aree della penisola salentina, e a dare l'allarme verso l'entroterra attraverso segnali luminosi che venivano immediatamente trasmessi da una torre a quella successiva. Torre dell'Omomorto su Wikipedia Torre dell'Omomorto (Q3995466) su Wikidata
Il faro di Santa Maria di Leuca
  • 13 Il faro di Leuca. Il faro di Santa Maria di Leuca è situato sulla Punta Meliso. Fu progettato dall'ingegner Achille Rossi su commissione del Genio civile, con macchina a luce fissa variata a splendori 30cm in 30 secondi. Fu attivato per la prima volta il 6 settembre 1866. È alto 48,60 m dalla base e si trova a 102 m sul livello del mare. Emette tre fasci di luce che sono visibili, in particolari condizioni meteorologiche, a oltre 40 km. Con una scala a chiocciola di 254 gradini si può salire alla gabbia dell'apparato di proiezione.

Grotte[modifica]

  • 14 Grotta del Diavolo. La grotta "del Diavolo" si trova su Punta Ristola, misura quaranta metri in lunghezza e diciassette in larghezza e conduce direttamente a mare. Nel 1871, Ulderico Botti compì i primi scavi trovando interessanti ed unici reperti, rappresentati da ossa, valve, armi e utensili, che fanno pensare ad una frequentazione della grotta sin dal Neolitico. Tali reperti sono oggi conservati nei musei di Lecce e Maglie. Il suo nome deriva da un'antica superstizione popolare, che attribuiva alla presenza di Diavoli i lugubri e poderosi rimbombi che si potevano udire nella grotta la quale, tra l'altro, è accessibile via terra attraverso un'apertura che si trova sul suo dorso.
  • Grotta Porcinara (Grotta Portinaia). Nei pressi di Punta Ristola si incontra la cosiddetta grotta ‘Porcinara' o ‘Portinaia', di notevole importanza storica, in quanto gli archeologi nella zona hanno rinvenuto una struttura in doppia cortina muraria, l'eschera. Essa è situata a circa 20 metri sul livello del mare, e il suo nome pare sia dovuto ad una deformazione del nome ‘Portinara', che forse fa riferimento alla collocazione nelle vicinanze del porto. La grotta è stata scavata in tre ambienti, sulle pareti sono incise le iscrizioni a Giove e si possono leggere nomi di navi e di personaggi mitologici come Madaraus, Rhedon, Afrodite.


Eventi e feste[modifica]

  • Festa della Madonna di Santa Maria di Leuca. Simple icon time.svg 15 agosto. Festa patronale
  • Ville in festa. Simple icon time.svg Una domenica di maggio. Manifestazione in cui le ville ottocentesche vengono aperte al pubblico e ne vengono illustrate le caratteristiche storiche ed architettoniche ai visitatori.


Cosa fare[modifica]

  • Escursione fra le varie grotte presenti sulla costa.
  • Solsalento, Lungomare Cristoforo Colombo (Molo H), +39 329 6186060, @ . Ecb copyright.svg Da 10 €/pax. Escursioni alle grotte di Leuca.
  • Ammirare la linea di scontro tra le correnti provenienti dal Golfo di Taranto e quelle dal Canale d'Otranto.
  • Porto Turistico Marina di Leuca, Lungomare Colombo 26, +39 0833 758687.


Acquisti[modifica]

  • La maggior parte dei negozi si trova sul lungomare Cristoforo Colombo.


Come divertirsi[modifica]

  • Gibò, Litoranea Santa Maria di Leuca Otranto, km 5 (A Gagliano del Capo, località Ciolo). Discoteca di lusso a picco sul mare.


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Tenersi informati[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Canalone del Ciolo
  • Canalone del Ciolo s'incontra poco dopo andando verso est, è una profonda gola prodotta dall'azione erosiva dell'acqua nel suo percorso verso il mare. Il nome deriva dalle gazze ladre, dette Giole o Ciole nel dialetto salentino, che abitavano il canale. Si presenta come un profondo canyon, delimitato da alte e ripide pareti calcaree ricche di grotte, che delimita una piccola spiaggia ghiaiosa e una stretta insenatura. L'alto costone roccioso è ricoperto dalla vegetazione sempreverde della macchia mediterranea e da piante autoctone come il fiordaliso di Leuca e alcune specie di orchidee selvatiche. Sui costoni del canalone vi è la presenza di numerose grotte, protagoniste di ritrovamenti fossili e ceramici risalenti al Neolitico e al Paleolitico. La Grotta delle Prazziche, lunga 42 metri e larga circa 6, ne è un esempio. In essa i numerosi rinvenimenti hanno riportato alla luce pezzi di ceramica, manufatti del periodo litico e resti di fauna comprendente anche rinoceronti.

Itinerari[modifica]


Altri progetti

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