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Gallipoli
Vista sulla città vecchia
Stemma
Gallipoli - Stemma
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Posizione
Mappa dell'Italia
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Gallipoli
Sito istituzionale

Gallipoli è una città del Salento, in Puglia.

Da sapere[modifica]

Fa parte dei Borghi Autentici d'Italia.

Cenni geografici[modifica]

La città si trova lungo la costa occidentale della penisola salentina, protesa sul mar Ionio, è divisa in due parti: il borgo e il centro storico, posto su un'isola calcarea collegata alla terraferma con un ponte seicentesco.

Quando andare[modifica]

Gallipoli rientra nel territorio del Salento meridionale che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. Il periodo maggiormente turistico è pertanto quello estivo.

Cenni storici[modifica]

La città fu fondata dai coloni greci che erano giunti nell'Italia meridionale e in Sicilia così come in Magna Grecia, ma la regione era già popolata in epoca preistorica. La città, alleata di Taranto nel 265 a.C., fu in grado di combattere l'impero romano, che si stava espandendo a sud. Ma non resistette troppo a lungo, finché venne incorporata nello stesso impero romano, seppur la lingua e la cultura greca persistettero a lungo in città e nel sud della Puglia. Dopo che i Vandali (428 d.C.) e i Goti (532 d.C.) la conquistarono e la saccheggiarono, la regione fu riconquistata dai bizantini e nel 551 la città era già un vescovato bizantino e apparteneva all'Impero Romano d'Oriente.

Nel 1071 la città fu conquistata dal Normanno Ruggero I e in seguito da Federico II che la fortificò. Intorno al 1268, la città passò sotto il controllo della casa d'Angiò, gli abitanti in gran parte fuggirono dal dominio degli Angioini fino a quando la città fu ripopolata da Taranto dopo la sua incorporazione nel principato. Seguì il dominio della famiglia Aragona e nel 1484 la città resistette a lungo agli attaccanti veneziani.

Nel XVI secolo fu conquistata dai Borbone e integrata nel Regno di Napoli; la lingua e la cultura greca, che potevano durare a lungo, furono sempre più soppresse e l'ultima messa fu letta in greco nel 1513, nel 1540 gli ebrei furono espulsi dal "Quartiere della Giudecca".

Grazie ai bottini, la città visse nel XVII secolo un forte aumento e acquisì una certa importanza economica. Il dominio dei Borbone terminò con l'integrazione del Regno delle due Sicilie nel Regno d'Italia.

Come orientarsi[modifica]

La parte più importante è il Centro Storico che corrisponde all'isola. Vi è poi la parte nuova della città che è attraversata per buona parte da Corso Roma, alla fine di questo c'è il ponte che unisce le due parti.

Il Lungomare Galilei porta verso le zone dei lidi a Sud: Lido San Giovanni, Baia Verde, Punta della Suina, Punta Pizzo.

Andando verso Nord invece s'incontrano Rivabella e Lido Conchiglie.

Frazioni[modifica]

  • 1 Baia Verde — Frazione balneare a sud
  • 2 Lido Conchiglie — Frazione balneare a nord.
  • 3 Rivabella — Frazione balneare a nord.
  • Torre del Pizzo
  • 4 Lido San Giovanni — Località balneare a sud.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Gli aeroporti più vicini sono quelli di Brindisi e Bari.

  • aeroporto 1 Aeroporto del Salento (Aeroporto di Brindisi-Casale, IATA: BDS), Contrada Baroncino (Può essere raggiunto attraverso gli efficienti servizi di autobus o noleggiando un'auto). Aeroporto internazionale distante circa 85 km da Gallipoli. Oltre ad Alitalia, vi atterrano varie compagnie aeree a basso costo, come Ryanair ed EasyJet. Aeroporto di Brindisi-Casale su Wikipedia Aeroporto di Brindisi-Casale (Q849715) su Wikidata
  • Aeroporto Karol Wojtyła (Bari). Aeroporto internazionale distante circa 200 km da Gallipoli.

In auto[modifica]

  • Da Brindisi: prendere SS16 per evitale la città, immettersi sulla SS613 direzione Lecce, e prendere la Tangenziale Ovest e infine la SS101 per Gallipoli. (1 ora)
  • Da Bari: uscita autostrada Bari Nord, quindi prendere la SS16 fino a Fasano e la SS379 raggiungendo Brindisi, quindi seguire il percorso di sopra. (2 ore)
  • Da Taranto: il modo più semplice è raggiungere Brindisi tramite la SS7 seguendo il percorso di sopra (1 ora e mezza). Un'altra possibilità è guidare lungo la costa ionica attraversando alcune città, ma di solito richiede più tempo.
  • Da Santa Maria di Leuca: percorrere la SS274 per 30 minuti.

Il comune è inoltre raggiungibile da una rete di strade provinciali:

In nave[modifica]

A Gallipoli sono presenti 2 porti: uno antico nei pressi della Fontana greca e uno mercantile nella città vecchia. Il porto antico ospita i pescherecci, chiamati paranze mentre il porto mercantile ospita navi di grandi dimensioni.

  • 2 Porto mercantile.
  • 3 Porticciolo San Giorgio.
  • 4 Seno del Cannetto.

In treno[modifica]

Rete Ferrovie Sud Est

Il servizio ferroviario locale ha una reputazione di scarsa affidabilità e le persone potrebbero scoraggiarvi nella scelta, nonostante il recente miglioramento.

  • stazione 5 Stazione di Gallipoli, Via XX Settembre. È la stazione principale della città ed è servita dai treni delle Ferrovie del Sud Est (FSE) posta sulle linee Zollino-Gallipoli e Gallipoli-Casarano. Fornisce un collegamento con Lecce in circa 90 minuti. La stazione fu aperta nel 1885 e si trova nel centro moderno vicino a Corso Roma, a pochi minuti a piedi dal ponte che porta al centro storico. Stazione di Gallipoli su Wikipedia stazione di Gallipoli (Q16609239) su Wikidata
  • stazione 6 Stazione di Lecce. Stazione Trenitalia e FSE a circa 40 km da Gallipoli. Da questa si può arrivare a Gallipoli in treno con le FSE oppure in autobus. Stazione di Lecce su Wikipedia stazione di Lecce (Q3969938) su Wikidata

In autobus[modifica]

Autobus FSE davanti alla stazione

Diverse compagnie di autobus private forniscono collegamenti dalle città di Italia, Francia, Germania e Svizzera fino a Gallipoli:

Le tariffe possono cambiare drasticamente in base al periodo e persino al giorno scelto. Le informazioni sono disponibili sui loro siti Web. Tutti gli autobus fermano alla stazione degli autobus di 7 Piazzale Cimitero, di fronte al cimitero comunale.

Come spostarsi[modifica]

L'unica opzione per esplorare il centro storico dopo aver attraversato il ponte. Camminate lungo il lungomare dell'isola per ammirare la magnifica vista e poi perdetevi negli stretti vicoli.

Con mezzi pubblici[modifica]

In treno[modifica]

  • stazione 8 Gallipoli Via Salento, Via Salento (angolo Via Salento e Via Madonna del Carmine). Fermata del treno utile per raggiungere il sobborgo meridionale, una zona ricca di B&B e case vacanza vicino al lungomare Galileo Galilei. A 3 minuti dalla stazione principale al costo di € 1,10.
  • stazione 9 Gallipoli via Agrigento, via Agrigento.
  • stazione 10 Gallipoli Baia Verde, Strada vicinale Madonna del Carmine. Una piccola fermata del treno vicino alla località balneare di Baia Verde, nella zona meridionale del comune. Il viaggio dalla stazione principale della città richiede 7 minuti e costa € 1,10.

In taxi[modifica]

  • Taxi Gallipoli Salento
  • Navetta Gallipoli
  • Taxi Gallipoli Papa

In auto[modifica]

Fare attenzione alla ZTL, d'estate solo i residenti possono accedere in auto al centro storico. Sul Lungomare Galilei esiste inoltre la possibilità di noleggiare moto e biciclette.

Durante l'estate le strade possono essere estremamente frequentate soprattutto di notte e trovare un parcheggio può diventare un'avventura! Raggiungere il centro storico o il centro moderno dalla periferia richiederà di parcheggiare l'auto abbastanza lontano e camminare lungo il vivace Corso Roma.

Le tariffe dei parcheggi variano in base alla stagione, nel periodo estivo sono 2€/ora, ulteriori dettagli possono essere trovati qui.

  • 11 Parcheggio Porto.
  • 12 Parcheggio Lungomare Marconi.
  • 13 Parcheggio del cimitero.


Cosa vedere[modifica]

L'isola[modifica]

L'isola del centro storico è caratterizzata dalla presenza di varie chiese, tutte costruite in stile barocco. Gli stretti vicoli sono circondati da incantevoli case bianche e color crema, che rendono questa zona simile a una vecchia città greca o araba.

Basilica Concattedrale di Sant'Agata
  • 1 Basilica Concattedrale di Sant'Agata (Cattedrale), Via Duomo, 1, +39 0833 261987, @ . La basilica concattedrale di Sant'Agata è una costruzione barocca del XVII secolo a croce latina, edificata sul luogo di una chiesetta romanica dedicata a San Giovanni Crisostomo. Posta al centro e nel punto più alto dell'isola, sito probabilmente destinato ad area sacra sin dall'antichità, essa rappresenta uno dei principali monumenti dell'espressione barocca salentina. Basilica_concattedrale_di_Sant%27Agata su Wikipedia concattedrale di Sant'Agata (Q2942668) su Wikidata
Chiesa di San Francesco d'Assisi
  • 2 Chiesa di San Francesco d'Assisi, Riviera Nazario Sauro, +39 0833 262529. Il nucleo più antico della chiesa di San Francesco d'Assisi risale al XIII secolo, ma successivi rimaneggiamenti, intercorsi tra il Seicento e il Settecento, ne hanno radicalmente trasformato la struttura. La facciata, articolata su due livelli, si presenta al piano terra con un portale introdotto da un portico ad arco e al piano superiore con due corpi aggettanti e la parte centrale concava. L'interno è a tre navate. Di particolare suggestione sono le statue lignee dei due Ladroni (opere di Vespasiano Genuino), la cui "orrida bellezza" venne ricordata da Gabriele D'Annunzio, giunto a Gallipoli nel 1895. Chiesa di San Francesco d'Assisi (Gallipoli) su Wikipedia chiesa di San Francesco d'Assisi (Q3670138) su Wikidata
Chiesa di Santa Maria della Purità
  • 3 Chiesa di Santa Maria della Purità, Riviera Nazario Sauro, +39 0833 261699. La chiesa di Santa Maria della Purità è una chiesa del centro storico di Gallipoli situata di fronte alla spiaggia del seno della Purità. Fu edificata tra il 1662 e il 1665 per volere della confraternita dei Bastasi, ovvero degli scaricatori di porto. In quegli anni fu edificato l'Oratorio a unica navata successivamente modificato e ampliato. Chiesa di Santa Maria della Purità (Gallipoli) su Wikipedia chiesa di Santa Maria della Purità (Q3673900) su Wikidata
Santa Maria degli Angeli
  • 4 Chiesa di Santa Maria degli Angeli, Riviera Nazario Sauro (angolo Via Angeli), +39 333 364 0283. Una facciata bianca abbagliante arricchita da un frontone in pietra calcarea. Al suo interno è possibile ammirare un maestoso armonium del XVIII secolo Chiesa di Santa Maria degli Angeli (Gallipoli) su Wikipedia chiesa di Santa Maria degli Angeli (Q3673655) su Wikidata
  • Chiesa del Carmine, Via Lecce, 99. Sede della confraternita di Maria Santissima del Monte Carmelo e della Misericordia, fu ricostruita nel 1836 e disegnata da Vito Donato da Galatone. La chiesa sorge sul luogo dove prima erano la chiesa di Santa Maria della Misericordia e l'oratorio dedicato alla beata Vergine del Carmine, abbattuti per le precarie condizioni statiche. L'edificio ospita un'edicola con una raffigurazione del Compianto sotto la Croce - un dipinto del 1931 di Giulio Pagliano -, il coro ligneo per i confratelli, l'altare maggiore e due altari laterali. Chiesa del Carmine (Gallipoli) su Wikipedia chiesa del Carmine (Q3668508) su Wikidata
Chiesa di San Domenico al Rosario (a destra) e del Santissimo Crocifisso (a sinistra)
  • 5 Chiesa di San Domenico al Rosario, Via Rosario. Annessa all'ex convento dei Domenicani, fu riedificata negli ultimi anni del XVII secolo sulle rovine di un antico tempio. Fu sede della confraternita del Rosario. La facciata è in carparo decorato con nicchie e motivi floreali. L'interno, a pianta ottagonale con volta in pietra finemente decorata, ospita dieci altari barocchi impreziositi da alcune tele di Gian Domenico Catalano. L'adiacente chiostro del convento conserva affreschi raffiguranti la flotta cristiana all'ancora nella rada di Gallipoli dopo la battaglia di Lepanto. Chiesa di San Domenico al Rosario su Wikipedia chiesa di San Domenico al Rosario (Q3669907) su Wikidata
  • 6 Chiesa del Santissimo Crocifisso, Riviera Nazario Sauro, 133 (angolo con Vicolo Croce). Santuario eretto nel 1750 lungo la passeggiata. L'esterno è piuttosto semplice e sobrio, mentre l'interno a navata unica è quasi totalmente bianco ed è un vero trionfo di decorazioni e stucchi barocchi. Chiesa del Santissimo Crocifisso (Gallipoli) su Wikipedia chiesa del Santissimo Crocifisso (Q3668629) su Wikidata
  • Chiesa Arciconfraternale della Santissima Trinità e delle Anime del Purgatorio. La chiesa sede dell'omonima confraternita, venne edificata tra il 1665 e il 1675 su disegno dell'architetto padre Carlo Coi. Presenta una semplicissima facciata, priva di qualsiasi elemento architettonico e decorativo; l'interno, a navata unica con presbiterio, ospita numerose tele di Giuseppe Franco e Liborio Riccio. Interessanti sono l'altare maggiore in oro zecchino del 1678 arricchito dalle statue di santa Teresa d'Avila e dell'Angelo Custode, la tela delle Anime del Purgatorio e la Trinità del 1684, l'organo del 1794 e l'ottocentesco pavimento maiolicato. Viene denominata gergalmente la "confraternita dei nobili" in quanto, in passato, solo a questi era ammesso di farne parte.
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
  • Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Sede dal 1904 circa della Confraternita di San Giuseppe e della buona morte, fu edificata tra il 1598 e il 1600 e appartenne al soppresso monastero delle clarisse fondato nel 1578. La chiesa, al quale si accede attraverso un pregevole portale finemente scolpito con motivi floreali, ospita una consistente raccolta di opere pittoriche attribuibili al gallipolino Giovan Domenico Catalano, prodotte a cavallo fra gli ultimissimi anni del Cinquecento e i primi anni del Seicento. Sull'altare maggiore è presente un grande dipinto del 1599 raffigurante i santi Pietro, Paolo, Francesco d'Assisi e Chiara d'Assisi. Nella navata sono collocati gli altari barocchi, con rispettive tele, della Crocifissione, di Santa Caterina d'Alessandria e dell'Annunciazione di Maria. Nella cantoria è situato un organo del 1779.
  • 7 Chiesa conventuale di Santa Teresa, Via Duomo. La chiesa con l'annesso monastero delle Teresiane, fu costruita tra il 1687 e il 1690 per volere del vescovo spagnolo Antonio Perez della Lastra, del quale è visibile il marmoreo monumento funerario in cornu evangeli. La sobria facciata presenta un unico portale d'accesso sormontato dallo stemma episcopale di mons. De Rueda e da un'epigrafe che ricorda l'edificazione della chiesa e la concessione dell'indulgenza plenaria ai fedeli che avessero recitato l'Ave Maria. Sovrasta il tutto una statua in pietra di Santa Teresa d'Avila.
L'interno presenta un grandioso retablo dell'altare maggiore, scolpito in pietra leccese, con il monumentale altare marmoreo policromo (prima metà del XVIII secolo). Tra le opere di maggior rilievo si segnalano il settecentesco organo montato sulla cantoria nel presbiterio, attribuibile al mastro organaro Carlo Sanarica, originario di Grottaglie e morto a Gallipoli nel 1770, e la tela raffigurante i santi Agostino e Ignazio di Loyola attribuibile alla scuola leccese del pittore Antonio Verrio.
  • 8 Chiesa dell'Immacolata Concezione, Via Raimondo Pasca. Sede della omonima confraternita, fu costruita tra il 1767 e il 1768. Il prospetto, inquadrato da due paraste con capitelli corinzi, presenta due porte d'accesso e una finestra centrale. L'interno, a navata unica riccamente decorata con stucchi, conserva numerose tele settecentesche. Pregevoli sono quelle raffiguranti le storie di Tobia eseguite da Oronzo Tiso nella seconda metà del XVIII secolo. L'altare maggiore è sormontato da una tela raffigurante l'Immacolata con san Francesco e san Giuseppe. In sagrestia sono custoditi un organo del 1560 e la statua dell'Immacolata in cartapesta.
Chiesa di San Francesco di Paola
  • 9 Chiesa di San Francesco di Paola, Riviera Cristoforo Colombo (angolo Via Roncella), +39 0833 261987. Sede della confraternita di Santa Maria ad Nives o Cassopo, fu edificata nel 1621 e fece parte del convento dei Paolotti. Sorge sulle mura cittadine di fronte al porto. La facciata rettangolare leggermente timpanata presenta un portale semplice sormontato da una nicchia contenente la statua del Santo. Sopra si apre una finestra finemente decorata. L'interno è a navata unica separata dal presbiterio da un arco trionfale rivestito in legno colorato. Il presbiterio ospita un prezioso altare maggiore con la tela della Morte di San Giuseppe (di Romualdo Formosa). Sui muri laterali sono posizionati due grandi dipinti della seconda metà del Seicento raffiguranti i Miracoli di San Francesco di Paola. Nella navata sono presenti gli altari dedicati al titolare, a san Michele Arcangelo e a san Liborio. Chiesa di San Francesco di Paola (Gallipoli) su Wikipedia chiesa di San Francesco di Paola (Q3670164) su Wikidata

Musei[modifica]

  • 10 Museo diocesano di Gallipoli, Via Antonietta de Pace, 51, +39 0833 264110. Simple icon time.svg Mar-Gio 09:30-13:30; Ven-Dom 16:00-20:00. Annesso alla Basilica Concattedrale di Sant'Agata. Museo diocesano (Gallipoli) su Wikipedia Museo diocesano di Gallipoli (Q16337375) su Wikidata
  • 11 Museo Civico Emanuele Barba, Via Antonietta de Pace, 108, +39 0833 264224. Il museo comprende reperti archeologici, sarcofagi e vasi messapici con iscrizioni; ritratti di personaggi illustri di Gallipoli; una raccolta numismatica. Una sezione del museo dedicata alle patologie fetali ed animali. Molto ricca è la collezione di armi rinascimentali e di archibugi, quella che contiene più di cinquecento reperti rinvenuti nell'antica necropoli della vicina Alezio oltre a dei sarcofagi. Museo Emanuele Barba su Wikipedia Museo Emanuele Barba (Q3867593) su Wikidata
    • Sala "Collezione Coppola", Via Antonietta de Pace, 108 (All'interno del Museo Civico Emanuele Barba). Una sala del museo che raccoglie numerose opere del famoso pittore gallipolino Giovanni Andrea Coppola.
  • 12 Museo del Mare, Via Sant'Angelo, 2 (All'interno del palazzo comunale), +39 0833 263007. Ecb copyright.svg €1. Simple icon time.svg Mar-Dom 10.00-13.00, 15:30-18:00. Contiene la collezione di cetacei più importante della Puglia.
  • 13 Marea (Centro di cultura del mare), Riviera Nazario Sauro, 131/A (Nell'antico Chiostro dei Domenicani), +39 347 703 9082, @ . Ecb copyright.svg € 7,5 intero; € 6 over 65, 7-13 anni, disabili; gratuito sotto i 6 anni. Simple icon time.svg 10:30-13:30/19:00-23:00. Museo multimediale del mare e della sua flora.
  • Corte Gallo.
  • 14 Bastione di San Domenico o degli arsi vivi. Anticamente si chiamava di Santa Maria delle Servine perché al posto dell'attuale convento dei Frati Domenicani c'era il convento dei Monaci Basiliani precedente l'anno mille. Inizialmente a pianta circolare, nel 1593 fu ricostruito per volere del Viceré Conte della Mirandola da Angelo Bischetimi, Bruno Allegranzio e Angelo Spalletta. Fu ricostruito a pianta pentagonale come lo è ancora oggi con 6 bocche di fuoco per il tiro radente di cui 2 guardano la muraglia di scirocco. Il 5 agosto 1595 in uno dei depositi per la polvere da sparo all'improvviso scoppiò un incendio dove morirono bruciati vivi tredici operai gallipolini. Ebbe questa funzione fino al 1769 e alla fine dell'Ottocento il Comune lo diede in affitto alla Società di Produzione e Costruzione e nel 1916 Agesilao Flora costruì un istituto d'arte. Le sue bocche di fuoco sono rimaste in funzione fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, usate come appostamento dai soldati italiani per la sorveglianza del mare di scirocco da eventuali sbarchi.

Architetture civili[modifica]

Palazzo Tafuri
  • 15 Palazzo Tafuri, Largo Bonavoglia, 12. Il Palazzo Tafuri è l'edificio che meglio risponde alle caratteristiche del Barocco leccese. Il palazzo è costruito con una squisita grazia barocca ed è ricco di particolari in carparo e da finestroni ovali. Le balconate richiamano uno stile spagnoleggiante.
  • 16 Il frantoio del Vicerè: antichi tesori di Gallipoli, Via Santa Maria, 6, +393481336632. Simple icon time.svg Lun-Dom 10:00–13:00, 15:00–24:00. Museo
  • 17 Frantoio Ipogeo di Palazzo Granafei, Via Antonietta de Pace, 87, +390833264242. Museo
Palazzo Pirelli
  • 18 Palazzo Pirelli, via Duomo 12 (di fronte alla concattedrale). Palazzo Pirelli, situato, risale al XVI secolo. Fu ristrutturato in stile barocco e arricchito da un bel portale e da una loggia. Si accede dall'antico portale cinquecentesco catalano-durazzesco. L'interno è ricco di decorazioni, tra le quali si distingue quelle del soffitto dell'antico ingresso che nel 1814 fu trasformato in farmacia. Il soffitto evidenzia altorilievi in carparo, corredati da fregi e cornici che si incontrano nella chiave di volta. Questa rivela una formella centrale raffigurante l'incontro fra due divinità mitologiche: Minerva armata (la sapienza) con ai piedi la civetta e il gallo, animali di attenzione preferiti dalla dea, e la dea Fortuna recante in mano la cornucopia (simbolo dell'abbondanza) e un timone per indirizzare il destino degli uomini. Questi elementi simbolici rimandano all'augurale motto cinquecentesco: Sapienza e Fortuna sovrintendano al governo della Città.
  • Palazzo Assanti-Aragona, via Giuseppe Ribera. Il palazzo appartenne ad una delle più nobili famiglie del 1500; l'esistenza della famiglia è attestata già nel XII secolo dallo scrittore ed abate gallipolino Francesco Camaldari. I committenti dello stabile furono Angelo Assanti e Antonio; ad uno di questi andò in sposa una fanciulla proveniente dalla famiglia Aragona così come lo dimostra lo stemma posto sul lato sud-est; passò in seguito al De Tomasi il quale sposò l'ultima superstite degli Assanti, Antonia. Per successione la proprietà andò al figlio Filippo, nato a Gallipoli, che ricevette nel 1709 il titolo di Conte. Fu Vincenzo Gallo magistrato, letterato e archeologo famoso per la stesura di un'opera storica sulla vera forma della croce di Gesù Cristo. Caratteristica del palazzo è il frantoio ipogeo scavato completamente nella pietra.
  • Palazzo Specolizzi, via Giuseppe Ribera. La residenza signorile, risalente al XIV secolo. Nonostante le difficoltà nella ricostruzione dell'origine della famiglia, si è certi dell'importanza della stessa: molti suoi membri ricoprirono per ben undici volte (dal 1484 al 1697) la suprema carica di Sindaco, come si è potuto evincere dagli stemmi dipinti nella sala consiliare dell'antico palazzo di città. Oggigiorno, l'edificio conserva sostanzialmente l'aspetto originario: lineamenti classici con mensolette decorative in pietra sul cornicione. Un ampio portone d'accesso conduce ai locali superiori; conserva alte e solide mura e quattro balconi. Sull'angolo sud-ovest (angolo con Corte S. Antonio) sopravvive lo stemma della nobile famiglia interamente logorato nelle figurazioni araldiche, posto sul coronamento del prospetto montato su mensolette cinquecentesche. Sino alla fine dell'Ottocento lo stabile fu di proprietà della famiglia Frisenna (Dott. Nicola Frisenna notaio dal 1853 al 1891). Nel 1912 fu acquistato dalla erigenda Parrocchia del Santuario del Canneto; alcuni appartamenti appartennero poi fino ai primi del XX secolo a Mons. Giovanni Tricarico, Canonico del Capitolo della Cattedrale di Gallipoli, nonché economo spirituale della Diocesi di Gallipoli dal 1916.
Biblioteca di Gallipoli
  • 19 Biblioteca comunale e Archivio Storico (Oratorio di Sant'Angelo) (Via Sant'Angelo, 3), +390833260202.
  • Episcopio (Palazzo vescovile) (attiguo alla Cattedrale). Il vescovo Massa nel 1652 fece demolire la struttura preesistente in quanto in stato fatiscente e, nel 1700, il vescovo Oronzo Filomarini lo abbellì di suppellettili, mobili pregiati, tele e affreschi realizzati dall'artista gallipolino Michele Lenti. L'edificio è ampio, magnifico e disposto in tre grandi piani e dispone di un giardino e di una cappella privata del vescovo. Nel corso degli anni vi hanno fatto visita sovrani e personalità eminenti del panorama politico e religioso. È doveroso citare la visita svolta nel 1844 da re Ferdinando II con la consorte Maria Teresa d'Austria. In passato ha ospitato diverse istituzioni scolastiche, tra l'attuale Liceo Quinto Ennio. Episcopio (Gallipoli) su Wikipedia Episcopio (Q21233984) su Wikidata
  • Palazzo Fumarola, Via De Pace e Piazza Imbriani. L'iscrizione posta sul prospetto centrale, "Fondazione A. Fumarola", ricorda la volontà testamentaria dell'allora proprietario, il quale volle donare per beneficenza l'imponente bene immobile alla chiesa locale. Parte della pregevole mobilia e degli arredamenti è stata collocata nel Museo Diocesano Vittorio Fusco. Attualmente l'edificio è residenza ufficiale del parroco e del clero della Basilica Concattedrale di Sant'Agata.
  • Palazzo del seminario. Il palazzo del seminario, su indicazione del Concilio di Trento, fu voluto dal vescovo De Ruenda. Il progetto elaborato fu ripreso dal vescovo Serafino Brancone. Alla costruzione contribuì il comune della stessa città con una donazione di 300 ducati e dopo aver venduto alcuni beni appartenenti all'abbazia di San Mauro di Sannicola. Il 16 marzo 1752 fu posta la prima pietra di costruzione, ad opera di mastro Adriano Preite da Copertino. Il palazzo fu terminato nel 1756 ed inaugurato nel 1760 dal vescovo Ignazio Savastano. L'esterno è riccamente decorato con una squisita grazia barocca con temi e motivi ripresi poi da altri palazzi di Gallipoli, come palazzo Doxi. Dal 12 luglio 2004 è sede del museo diocesano: contiene numerosi dipinti, quadri, tesori e paramenti ecclesiastici del 1600-1700 oltre ai busti argentei di Sant'Agata e San Sebastiano, patroni gallipolini.
  • Palazzo D'Acugna. Il palazzo era di proprietà del condottiero Francisco Antonio de Acuña Cabrera y Bayona che lo volle dedicare al re di Spagna Filippo IV; questo è dimostrato da una lunga iscrizione (tuttora presente) : CAPITAN DON FRANCISCUS VERDADEROS (DEDICA A) FILIPPE QUARTO NVESTRO SENOR ESTA (CONSTRVCCION) DMDCXXV. Lo stabile rientra nella tipologia dei palazzi del 1500, con un portone durazzesco; sono di epoca successiva i balconi che hanno danneggiato in parte la lunga iscrizione spagnola.
  • Palazzo Pasca. Il Palazzo appartenne alla nobile famiglia Pernetta e successivamente al canonico Francesco Pasca che ebbe la facoltà di celebrare la messa in un oratorio privato. La struttura presenta un ampio balcone sormontato su delle mensole; barocca è la decorazione del portone principale.
  • Palazzo Romito. È sicuramente uno dei palazzi più affascinanti e caratteristici della cittadina ionica in quanto è riccamente decorato con busti di personaggi, colonne, contrafforti e con balconi in stile rococò. Appartenne anche al nobile e storico Bartolomeo Ravenna ed è sito in un luogo intitolato le monachelle ospiti del palazzo.
  • Palazzo Briganti. Lo stabile sorge ad angolo retto e presenta due stili diversi poiché esso fu costruito in due epoche diverse (1500-1700); qui nacquero Tommaso, Domenico e Filippo Briganti, giurisperiti molto conosciuti in quel tempo; la loro nascita è testimoniata da una targa affissa dal Comune della stessa città. L'interno era ricchissimo di decorazioni, ma oggi di tutto questo è rimasto ben poco. Tuttavia sono ancora osservabili decorazioni con stucchi, porte in legno intarsiato, un altare incassato posto in una camera da letto con due ante, chiudibile a mo' di armadio. Nei sotterranei si trova un frantoio, la cui entrata è posta in via Angeli: esso è scavato nel banco di roccia calcarenitica (tufo) e serviva per la produzione di olio. Fino agli anni '80 del 1900 era ospitata nei locali una scuola elementare.
  • Palazzo D'Ospina. L'architettura civile risale al XVII secolo e fu ristrutturato e abbellito con stucchi veneziani dai De Pace; nacque qui infatti, l'eroina e infermiera ormai molto conosciuta Antonietta De Pace, figura portante del Risorgimento. Ebbe l'onore di entrare a Napoli con Giuseppe Garibaldi nel 1860. Nel 1774 fu acquistato dai D'Ospina famiglia nobile di origine spagnola e fu ristrutturato notevolmente dal commerciante Giovanni De Pace.
  • Palazzo Fontana, via Miceti. Definito dal nome degli attuali proprietari. Commissionato da Domenico Doxi nel XVIII secolo, rappresenta un significativo esempio del barocco presente in città. Caratteristica dell'edificio è il frantoio ipogeo.
  • Palazzo Munittola. Palazzo Munittola risale ai primi anni del XVII secolo. Era di proprietà del fisico Orazio Munittola, proveniente da Morciano. Lo stemma della famiglia è composto da un tronco con i rami spezzati su cui poggia un cardellino. Alla destra dello stemma è posta una stella d'argento. Il portone di ingresso è dominato da elementi che richiamano al mondo greco, come le metope e colonne doriche-romaniche. Ha quattro paraste di origine dorico su cui poggia una trabeazione, costituita da architrave, fregio e cornice.
  • Palazzo Rocci (Municipio). La struttura è sede del Comune di Gallipoli ed appartenne ad una delle famiglie più nobili del 1700; comprende quindici stanze oltre a cortili, logge e trappeti. Nell'ingresso sud vi è una scala che si divide in due braccia coll'effigie di S. Giuseppe e la nascita di Gesù. L'edificio è stato rimodernizzato sul finire del XIX secolo dopo l'acquisto da parte del Municipio. Molto caratteristica è l'epigrafe posta accanto al portone di ingresso che evoca la fatidica data del 20 settembre (festa della liberazione) proposta dal deputato gallipolino Nicola Vischi.
  • 20 Palazzo del Capitolo, Via Bosco, 9, +393924280793. Il Palazzo del Capitolo è del XVIII secolo. Fu commissionato dal Capitolo della Basilica pontificia Cattedrale di Gallipoli nel 1730 all'architetto Preite, il quale progettò il palazzo Doxi e il palazzo del Seminario. Per 1030 ducati realizzò il progetto. Il palazzo passò in mano alla famiglia Portone che, nel 1926 lo rimodernizzò e ristrutturò l'interno. Caratteristica è il mignano, un elemento architettonico prettamente salentino; esso non è altro che un palco sospeso che si affaccia sulla strada. Su di esso rimane oggi il bello stemma del Capitolo, che rappresenta il sacrificio della santa protettrice di Gallipoli con una tronchesina che fa riferimento al martirio; sono presenti dei rami di palma, simbolo di gloria.

Architetture militari[modifica]

Castello aragonese
  • 21 Castello aragonese, Piazza Imbriani, +39 0833 262775, @ . Simple icon time.svg Lun-Dom 10:00-23:00. Castello angioino, circondato quasi completamente dal mare, sorse nel XIII secolo in epoca bizantina. Subì radicali modifiche e rifacimenti in periodo angioino e aragonese quando fu costruito un recinto a pianta poligonale fortificato da torri cilindriche. Gli interventi più significativi furono eseguiti dall'architetto senese Francesco di Giorgio Martini il quale lavorò per conto di Alfonso II di Napoli. Nel 1522 venne costruita la cortina di levante denominata Rivellino, staccata dal perimetro della fortezza e isolata nelle acque. Nella parte superiore della torre si trovavano ancora le originarie catapulte e i cannoni usati per difendere la città. L'accesso al Rivellino è consentito mediante un ponte levatoio in legno ancora esistente. Il castello possiede grandi sale con volte a botte e a crociera, vari cunicoli e camminamenti. La forma della fortezza rimase invariata sino alla seconda metà dell'Ottocento; fra il 1870 e il 1879 fu riempito il fossato e la facciata fu coperta con la costruzione del mercato ittico. Castello di Gallipoli su Wikipedia castello di Gallipoli (Q3662615) su Wikidata
  • Bastione degli angeli. Nel 1634 il suo nome era Torre del Quartararo, nel 1755 c'era una fabbrica di cera che diede il nome al bastione come torre del ceraro. Originariamente era di forma pentagonale e nel XVI secolo sul lato di tramontana fu aggiunta una struttura somigliante ad una piccola torre con appostamenti per moschetti e cannoni di piccolo calibro per la difesa del bastione di San Francesco.
  • Bastione delle anime o del governatore. A pianta quadra, fu rinforzato nel 1544 sotto l'egida del governatore della provincia Ferdinando Loffredo, ornandolo del suo stemma familiare, di una targa di ammonimento per chi avesse tentato di espugnarlo e una statua di Santa Veneranda.
  • 22 Bastione di San Francesco, Riviera Sauro, 18. Era la struttura più imponente con molte camere e corridoi. Un avancorpo si affacciava di fronte all'isola del campo e si chiamava Spuntone o Cavaliere di San Francesco. Soggetto alle furie del vento fu più volte ristrutturato e rinforzato. Nel 1684 la Casa Reale Spagnola posizionò una statua di San Fausto e una lunga targa latina per commemorare la riuscita ricostruzione voluta da Don Pedro Montoya e dal Viceré Don Gaspare De Haro. Durante il vescovato di Pelegro Cybo c'era la chiesa di Santa Maria dello Spuntone e accanto la chiesa di Santa Maria Ad Nivem del 1559. Sui suoi resti è costruito palazzo Ferocino, oggi padroni gli Zanchi.
  • La torre del fosso. Non era un vero e proprio bastione, in realtà si tratta di una sopraelevazione fatta per difendere tutto il fossato che era presente tra il Bastione di San Domenico e il Bastione delle Anime. Serviva per la quarantena della gente malata, ancora oggi lungo tutto il muro di scirocco c'è un grande marciapiede costruito proprio sulle fondamenta della torre. Sotto c'è ancora l'antico camminamento segreto che univa i due bastioni e passa per tutto il perimetro del centro storico di Gallipoli
  • Bastione di San Luca. Chiamato così per l'antica chiesa dedicata al Santo, aveva pianta circolare ma nel 1622 fu ricostruito dall'architetto gallipolino Lachibari che gli diede forma triangolare. Aveva il compito di difendere parte del Canneto e del castello e negli anni Trenta del Novecento fu costruita una scalinata a due rampe che scende dritta in mare, dove inizia il bacino artificiale delle "Scale Nove".
  • 23 Bastione di Sant'Agata, Riviera Sauro, 4. Questo bastione presenta forma rettangolare e fino al 2016 i lati Nord ed Est erano completamente circondati dal mare. Ricostruito nel '500 aveva bocche di fuoco che sparavano ad altezza d'uomo. Il secondo piano ha altre tre postazioni per il tiro di altezza intermedia, che spezzava gli alberi maestri delle navi nemiche con grosse palle di pietra da 4/5 chili. Il terzo piano, oggi non più esistente, aveva una camera con varie aperture per cannoni di medio calibro e moschetti o spingarde.
  • Bastione della Puritate. Rimasto in piedi fino al 1836, aveva una struttura circolare con un rinforzamento quadrato sul suo lato destro. Fu abbattuto per realizzare la rampa di discesa alla spiaggia. Guardando la prima apertura delle sette presenti sul muro della puritate è possibile vedere un bastione circolare che molto probabilmente risale al XII/XIV secolo, inglobato successivamente nel bastione ormai scomparso.
  • Bastione di San Benedetto. È un bastione a pianta circolare con alla sinistra un piccolo bastione rettangolare. È gemello del bastione di San Giorgio e avevano il compito di difendere il la cortina Nord, il porto mercantile e la Puritate. Questo bastione aveva quattro piani ed al primo si sono conservate le sue strutture quasi intatte. Nel 1691 era armato con una "petrera" che gettava palle infuocate da 17 libbre e da un cannone di oltre 700 chili. Furono fatti altri lavori nel 1684.
  • 24 Bastione di San Giorgio. Bastione gemello di San Benedetto, si affacciava all'antico "Scoju ta Sabbata" (scoglio del riposo) dove anticamente si facevano spettacoli. Si alzava imponente sulle mura fino al 1880 come lo si vede in un quadro dello stesso anno del Newbery. Oggi rimane solo un piccolo spiazzo e l'interno è utilizzato come deposito.
  • Santuario di Santa Maria del Canneto, Piazza Moro Aldo, 1, +39 347 434 1323, @ . Il santuario di Santa Maria del Canneto è una chiesa barocca di Gallipoli situata nei pressi del ponte che collega la città vecchia, posta sull'isola, al borgo. Affacciata sullo specchio d'acqua del Seno del Canneto, l'antico porto della città, fu costruita nell'ultima metà del Seicento su un preesistente edificio sacro del 1504 dedicato a San Giovanni e appartenuto ai Cavalieri Teutonici. La prima costruzione della chiesa risale tuttavia ai secoli XIII e XIV e fu distrutta nel 1502 a seguito dell'assedio dei Francesi. Nel 1915 venne elevata a parrocchia.
La dedica a Santa Maria del Canneto si ricollega, secondo la tradizione, a un miracolo a cui assistettero alcuni pescatori gallipolini che, nel bel mezzo di un incendio nei pressi del porto, recuperarono dalle fiamme un'icona della Madonna perfettamente intatta. Santuario di Santa Maria del Canneto (Gallipoli) su Wikipedia

La terraferma[modifica]

Fontana Greca
  • 25 Fontana Greca, Corso Roma, 73014. La Fontana greca si ritiene essere la più antica fontana d'Italia in quanto fu costruita intorno al III secolo a.C. La datazione tuttavia è dubbia. Il nome deriva dalla presenza di cariatidi e bassorilievi raffiguranti la metamorfosi mitologica di Dirce, Salmacis e Byblis. Fontana greca (Gallipoli) su Wikipedia Fontana greca (Q3747447) su Wikidata
Chiesa del Canneto
  • 26 Santuario di Santa Maria del Canneto (Chiesa del Canneto), P.za Moro Aldo, 1, 73014 Gallipoli LE (di fronte al caratteristico porto peschereccio di Seno del Canneto), +39 0833 262529. Santuario barocco. Fu costruito alla fine del XVII secolo sul sito di una chiesa di proprietà dell'Ordine Teutonico. L'interno è preceduto da un portico con tre archi a tutto sesto ed è decorato con vari dipinti e un armonium del XVIII secolo. Santuario di Santa Maria del Canneto (Gallipoli) su Wikipedia Santuario di Santa Maria del Canneto (Q3950060) su Wikidata
  • 27 Chiesetta di Santa Cristina, Piazza Aldo Moro (presso il porto Peschereccio, di fronte al Rivellino). La piccola chiesa di Santa Cristina, fu costruita nel 1607. Presenta un semplicissimo prospetto con portale architravato e un sobrio interno in cui si conserva una statua di santa Cristina di Bolsena. L'originario altare esistente fu trasferito nel 1770 nel vicino santuario del Canneto. Sconsacrata per un certo periodo e adibita a deposito delle reti dei pescatori, fu recuperata e riaperta al culto nel 1865. Per santa Cristina, a cui la leggenda attribuisce il miracolo della fine dell'epidemia di colera che colpì la città nel 1867, si organizzano ogni anno solenni festeggiamenti.
Torre Sabea
  • 28 Torre Sabea, SP 108, 73014, +39 0833 298273. Le torri, tutte costruite nel XVI secolo, furono volute da Carlo V per la difesa del territorio salentino dalle incursioni dei Saraceni. Torre Sabea su Wikipedia Torre Sabea (Q3995258) su Wikidata
Torre San Giovanni la Pedata
  • 29 Torre San Giovanni la Pedata, Località Lido San Giovanni, Lungomare G. Galilei, 73014, +39 0833 275538. Le torri, tutte costruite nel XVI secolo, furono volute da Carlo V per la difesa del territorio salentino dalle incursioni dei Saraceni. Torre San Giovanni la Pedata su Wikipedia Torre San Giovanni la Pedata (Q3995264) su Wikidata
  • 30 Palazzo Vallebona, Viale Giovanni Bovio, 24, +393355283966. Palazzo Vallebona si trova nei pressi del Monumento ai Caduti. Antonio Vallebona ne iniziò la costruzione nel 1930 e arrivò al completamento l'anno successivo, con un costo di 360.000 lire. Il palazzo ha un alto belvedere ed è attualmente un'abitazione privata; uno dei locali dell'edificio ospita la sede di Gallipoli dell'acquedotto pugliese.


Eventi e feste[modifica]

Esplosione pupo Gallipoli Capodanno
  • I pupi di Capodanno. Simple icon time.svg 31 dicembre, 1 gennaio. Ricorrenza annuale dove vengono fatti esplodere i pupi di cartapesta del carnevale precedente.
  • Carnevale di Gallipoli. Simple icon time.svg nei giorni del Carnevale. Uno dei più importanti carnevali del Salento.
Luminarie Gallipoli Santa Cristina 2017
Luminarie Gallipoli Santa Cristina 2016
  • Festa di Santa Cristina (compatrona della città). Simple icon time.svg 23-24-25 luglio. Le celebrazioni hanno inizio il giorno 23 luglio, con sparo di colpi a salve nella prima mattinata e con la banda itinerante. Nel tardo pomeriggio si svolge, prima per mare a bordo di pescherecci, e poi a terra per le vie della città, la processione religiosa della statua della santa. Il giorno successivo c'è il tradizionale concerto bandistico all'interno di un teatro e, alla sera, uno spettacolo pirotecnico nel porto della città. Tale spettacolo viene ripetuto anche il terzo giorno di festività.
  • Settimana santa. Serie di eventi che si svolge annualmente nella città a partire dal Venerdì di Passione, ovvero il quinto venerdì di Quaresima con la processione del simulacro dell'Addolorata da parte della Confraternita di Maria Santissima del Monte Carmelo e della Misericordia Orazione e Morte che segnano l'inizio dei riti.
    • Addolorata. È la ricorrenza più sentita emotivamente dalla cittadinanza che dà l'inizio ai riti della Settimana Santa. Il venerdì antecedente la Domenica delle Palme si celebra la festa di Maria SS. Addolorata.
A mezzogiorno del quinto venerdì di Quaresima, dalla Chiesa del Carmine parte la processione solenne che raggiunge la Basilica Concattedrale di Sant'Agata con un cero in mano. A sera, rientrando dalla Città nuova, la processione sosta sulle mura sovrastanti il porto mercantile per la benedizione al mare e ai naviganti. La processione prosegue per le vie del centro storico. Nella tarda serata la processione rientra nella Chiesa del Carmine percorrendo lentamente via Antonietta De Pace.
Durante i riti del giovedì santo dalla chiesa del Carmine coppie di confratelli, raggiungono le chiese della città per adorare l'Eucaristia, secondo un antico privilegio, e al loro rientro dalla chiesa parte una processione che di nuovo si reca in visita alle altre chiese della città.
    • Visita ai "Sepolcri". Simple icon time.svg Giovedì Santo. Nelle chiese confraternali e nella Cattedrale di Gallipoli la giornata liturgica dedicata alla celebrazione dell'Eucaristia, la Messa in coena Domini (cena del Signore) in memoria dell'ultima cena che Gesù consumò insieme ai suoi discepoli, e istituì il sacramento della Comunione (sacramento). Inoltre, in occasione di tale celebrazione si effettua la caratteristica Lavanda dei piedi. Alla fine della messa viene distribuito ai fedeli il pane benedetto. Si allestisce l'altare della Reposizione, detto "Sepolcro". Folle di fedeli, gremiscono la città vecchia, mentre le processioni dei confratelli incappucciati, in segno di anonimato, iniziano il loro pellegrinaggio con lento incedere, scandito dal rullo di tamburi e dal lamentoso sibilo della tromba.
    • Processione dei misteri. Simple icon time.svg Venerdì Santo. Nel pomeriggio il Vescovo della diocesi di Gallipoli celebra Azione liturgica della Passione del Signore. Essa è una celebrazione segnata dal silenzio, dall'assenza di ogni canto e musica. Quando la processione dei concelebranti arriva al presbiterio, essi si stendono a terra per qualche secondo, nell'ora della morte di Cristo, mentre tutto il popolo si inginocchia in silenziosa preghiera. Pochi istanti prima del crepuscolo, la sacra rappresentazione viene iniziata. Seguono la croce dei Misteri e varie statue raffiguranti la Passione di Cristo e il Cristo Morto. La processione percorre le vie del borgo antico e della città nuova, mentre bande musicali locali intonano strazianti marce funebri. La processione rientra nelle chiese del Santissimo Crocifisso e di Santa Maria degli Angeli a notte fonda.
    • Processione della Desolata con il Cristo Morto. Simple icon time.svg Sabato Santo. All'alba la confraternita di Santa Maria della Purità organizza la processione di Maria Desolata e del Cristo Morto. I confratelli vestono saio bianco, mozzetta giallo paglierino, cappuccio bianco calato sul viso e portano con sé pesanti ceri. Le statua della desolata è particolarmente toccante, il suo viso esprime lo strazio per la perdita del caro figlio. Il cristo, disteso, è riposto in un'urna dipinta in oro zecchino. Gli splendidi simulacri, realizzati in cartapesta, risalgono al XIX secolo. Intriso di sacralità è il momento in cui la processione fa rientro nella città vecchia, le statue del Cristo e della Desolata, nel piazzale antistante il sagrato della chiesa, vengono accostate dai confratelli per sancire un incontro fisico e spirituale dopo la brutale separazione.
  • Festa di Sant'Antonio da Padova. Simple icon time.svg 9, 12 e 13 Giugno. Festa religiosa e civile.
  • Festa di Santa Chiara. Simple icon time.svg 8-10 Agosto. Festa religiosa e civile.
  • Sagra del Pesce Fritto. Simple icon time.svg alcuni giorni a Luglio o Agosto. Sagra.
  • Sagra del Pesce Spada. Simple icon time.svg alcuni giorni di Agosto. Sagra.


Cosa fare[modifica]

Due ballerini di pizzica
  • Escursioni in barca alla scoperta della costa
  • Ammirare i tramonti sullo ionio con il faro dell’Isola di San’Andrea sullo sfondo (a volte si riesce a vedere anche il miraggio dei monti calabresi)
  • 1 Parco Acquatico Splash, Litoranea S.Maria al Bagno, 73014 Località Rivabella (2 km a nord del centro della città), +39 0833 273400, @ . Ecb copyright.svg €12. Simple icon time.svg 10:00-18:30. Un grande parco acquatico con scivoli giganti e molte altre attrazioni.
  • Laboratorio Urbano Liberal'arte, Riviera Nazario Sauro 137. Ogni tanto organizzano dei corsi di pizzica.

Spiagge[modifica]

  • 2 Spiaggia della Purità (Spiaggia della Puritate), Riviera Nazario Sauro.
  • Punta della Suina, Litoranea Gallipoli - S.M. di Leuca.
  • Punta Pizzo. Zona balneare a sud.

Lidi Balneari[modifica]


Acquisti[modifica]

La strada principale per lo shopping è 14 Corso Roma, che corre per 1 km dal centro moderno al ponte che porta al centro storico. Lungo questa strada troverete molti negozi di varie categorie, soprattutto negozi di abbigliamento.

Se siete amanti dei souvenir, non potete perdervi una passeggiata lungo una stradina parallela al 15 ponte di pietra, di fronte al porto commerciale. Qui è possibile acquistare non solo cartoline e magneti per il frigo, ma molte decorazioni come lampade in pietra leccese, conchiglie, pesci e spugne.

  • Mercato settimanale, Lungomare Galilei. Simple icon time.svg Mer 7:00-13:00. Mercato settimanale.
  • Mercato del pesce, Porto di Gallipoli nei pressi del ponte. I pescatori vendono il pesce sulle bancarelle. La sera vengono allestiti dei tavoli dove i commensali possono scegliere il pesce che viene cucinato al momento. In alcuni momenti della giornata esistono delle aste per i pesci più pregiati.
  • Antica Farmacia Provenzano, Via Antonietta de Pace 59. Farmacia storica attiva dal 1814, adesso è ritornata spezieria.
  • Banco di Napoli S.p.A., Corso Roma, 85. Banca.
  • Banca Popolare Pugliese, Corso Roma, 10. Banca.
  • 1 Mercato coperto. Simple icon time.svg Lun-Dom 9:30-24:00. Condivide il suo ingresso con il castello e vende vari souvenir, artigianato locale e bigiotteria.


Come divertirsi[modifica]

Spettacoli[modifica]

  • Parco Gondar, Lungomare Galilei, +39 327 821 5783. Spazio concerti.
  • 1 Cinema Teatro Italia, Corso Roma 217, +390833266940, fax: +39 0833 263929, @ . Costruito nel 1976 con una capacità di 1550 spettatori. Viene utilizzato principalmente come cinema, ma a volte ospita spettacoli teatrali.
  • 2 Cinema Teatro Schipa, Corso Roma 144, +390833266940, fax: +39 0833 263929, @ . Sala da 500 posti costruita nel 1900 e dedicata a Tito Schipa, uno dei più grandi tenori leggeri di tutti i tempi. Si concentra principalmente sulle proiezioni cinematografiche.
  • 3 Stadio Antonio Bianco, Lungomare Galilei. Stadio di calcio. Stadio Antonio Bianco su Wikipedia stadio Antonio Bianco (Q3967745) su Wikidata
  • 4 Teatro Garibaldi, Via Giuseppe Garibaldi, 8 (il vicolo di fronte al campanile della Cattedrale), +39 0833 275538, @ . Il più antico teatro della Puglia, costruito nel 1825 come Teatro del Giglio, in onore della casa borbonica. È la più elegante della città ed è focalizzata su mostre teatrali, conferenze con attori e musicisti e proiezioni cinematografiche di interesse culturale.

Locali notturni[modifica]

La movida notturna si svolge su Corso Roma, nel centro storico e sul Lungomare Galilei. Ci sono feste in spiaggia sia di giorno che di notte e si può ballare la pizzica durante le feste e le sagre.

Discoteche[modifica]

La maggior parte delle famose discoteche di Gallipoli si trovano nella località di Baia Verde, a pochi km a sud del centro. I prezzi possono variare in base a vari fattori, come i servizi richiesti, ma di solito sono considerati piuttosto costosi per gli standard italiani.

Bar[modifica]

Lungo i bastioni del centro storico sono presenti vari cocktail bar aperti fino a tardi

  • 10 Garden Bar, Lungomare Marconi. Cornetti sfornati continuamente e cappuccino a tutte le ore della notte. È una tappa storica dopo le notti in discoteca.
  • 11 Caffè Bellini, Corso Roma 11. Uno dei cocktail bar più modaioli di Gallipoli.
  • 12 Blanc, Via XXIV Maggio,19, +39 0833 263499, @ . Simple icon time.svg 09.30-14.00/18.00-03.00. Elegante locale nel cuore dell'isola della città vecchia, dove è possibile scegliere tra una vasta selezione di vini e cocktail. Gamma medio-alta.


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • 1 Martinucci, Riviera Armando Diaz, 129, +390833263391. Gelateria, pasticceria, rosticceria. Antipasti e ottimi gelati, torte e una vasta scelta di dolci.
  • 2 Vecchia Gallipoli, Via Duomo, 20 (A poca distanza dal duomo), +39 0833 169 2285. Pizzeria e rosticceria gestita da una coppia di una certa età che prepara i rustici leccesi e altro. L’ambiente è piuttosto rustico ed è uno spaccato della città da non perdere.

Prezzi medi[modifica]

  • 3 Ristorante Pizzeria napoletana Don Vincenzo, Via Kennedy, 13, +39 328 206 1792. Simple icon time.svg Mar-Dom 20:00-23:30. Una vera pizza napoletana a due passi da Corso Roma.
  • 4 Il Bastione, Riviera Nazario Sauro, 28, +39 0833 263836. Simple icon time.svg 11:00-14:30/19:00-24:00. Suggestivo ristorante sulle antiche mura a picco sul mare, specializzato in frutti di mare.

Prezzi elevati[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • La Masseria Camping.
  • La Vecchia Torre Camping.
  • Agricampeggio e Glamping Torre Sabea.

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

  • vigili Comando di Polizia Municipale, Via Pavia.
  • carabinieri Carabinieri Comando Compagnia Gallipoli, Via Lecce.
  • polizia Commissariato Gallipoli, Via Gian Giacomo Lazzari 3. Commissariato della Polizia di Stato.
  • ospedale Ospedale "Sacro Cuore di Gesù", Strada Provinciale per Alezio.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]


Tenersi informati[modifica]

  • Radio MOVIDA gallipoli. Web radio (anche su FM) della città che offre anche informazioni sulle iniziative e sulla viabilità.
  • Teleonda. Emittente televisiva locale.


Nei dintorni[modifica]

Tramonto sull'Isola di Sant'Andrea
  • 16 Isola di Sant'Andrea. L'isola di Sant'Andrea si estende per circa 50 ettari e dista poco più di un miglio dal centro storico della cittadina salentina di Gallipoli. È completamente pianeggiante e la sua altezza massima non supera i tre metri. Questa caratteristica porta l'isola ad essere spazzata dai marosi in caso di forte vento e la rende poco adatta ad ospitare una ricca vegetazione. Per questa ragione i Messapi la chiamavano Achtotus (Terra Arida). In passato l'isola era usata dagli abitanti di Gallipoli per pascolare le greggi, che venivano trasportate tramite imbarcazioni. Ciò era possibile per la presenza di una fonte di acqua dolce a nord dell'isola. L'isola, oggi completamente disabitata, rappresenta un patrimonio unico dal punto di vista naturalistico. L'area rappresenta, infatti, l'unico sito di nidificazione nel versante ionico ed adriatico d'Italia della specie di gabbiano corso. Sull'isola ci sono due approdi, situati uno a nord-est e uno a sud-est, e un grande faro costruito nel 1866. Il faro è sempre stato in attività, dotato di un congegno a sei lampeggianti, con un fascio luminoso che raggiungeva le due miglia marine e nel 2006 è stato ristrutturato. Isola di Sant'Andrea (Gallipoli) su Wikipedia Isola di Sant'Andrea (Q3803074) su Wikidata
  • 17 Chiesa di San Pietro dei Samari. Situata in aperta campagna a sud della città, è un'antica costruzione bizantina. Deve il suo nome al vicino fosso dei Samari e la tradizione colloca la sua fondazione al periodo in cui l'apostolo san Pietro, in viaggio verso Roma, attraversò questi luoghi. Da un'incisione latina ottocentesca (probabilmente in sostituzione di una più antica), posta sul prospetto, si può dedurre che la chiesa venne edificata o ricostruita nel 1148 per volere di Ugo di Lusignano, un feudatario francese, condottiero dei Crociati. L'edificio, il cui prospetto con motivi ad archetti pensili è nascosto da un settecentesco corpo di fabbrica, si presenta altamente compromesso a causa dell'abbandono e dell'incuria. L'interno si compone di un'unica navata, divisa in due campate scandite da possenti archi su cui si scaricano due cupole di copertura, terminante con abside semicilindrica. Nulla è rimasto dell'originaria decorazione, come ad esempio il dipinto, realizzato da Giovanni Andrea Coppola, raffigurante i Santi Apostoli Pietro e Paolo.
  • 18 Torre dell'Alto Lido, Località Montagna Spaccata, 73044 Galatone, +39 329 127 1760. Le torri, tutte costruite nel XVI secolo, furono volute da Carlo V per la difesa del territorio salentino dalle incursioni dei Saraceni. Torre dell'Alto Lido su Wikipedia Torre dell'Alto Lido (Q3995460) su Wikidata
  • 19 Torre del Pizzo. Le torri, tutte costruite nel XVI secolo, furono volute da Carlo V per la difesa del territorio salentino dalle incursioni dei Saraceni. Torre del Pizzo su Wikipedia Torre del Pizzo (Q3995438) su Wikidata
  • Lecce

Itinerari[modifica]

Informazioni utili[modifica]


Altri progetti

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