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Cingia de' Botti

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Cingia de' Botti
Cingia de' Botti - Chiesa parrocchiale di San Pietro.JPG
Stato
Regione
Territorio
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Nome abitanti
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Posizione
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Cingia de' Botti
Cingia de' Botti
Sito istituzionale

Cingia de' Botti è un centro della Lombardia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Campanile

Si trova nella pianura lombarda, al confine del territorio casalasco Oglio Po con il cremonese. Dista 21 chilometri da Casalmaggiore e 19 chilometri da Cremona.


Cenni storici[modifica]

Il nome Cingia si fa derivare dal vocabolo latino cingula, ossia cintura ma anche striscia di terra. Il paese compare per la prima volta con il nome di Cingla in un documento del 1013, una donazione di terreni posti nel suo territorio, che un certo Lanfranco di Scandolara faceva al Vescovo di Cremona. Nello stesso documento vengono menzionati Vidiceto e Pieve Gurata, i due principali centri abitati del territorio dell'attuale circoscrizione comunale, che hanno da sempre legato le proprie vicende a quelle di Cingia.

Vidiceto suggerisce con il nome una probabile origine romana, da vitex, vetrice o salice, pianta molto diffusa. Pieve Gurata viene tradizionalmente datata all' 876 dagli storici locali, anche se il primo documento che la menziona è un atto di vendita di beni del territorio del 1009.

Donazioni successive hanno fatto sì che l'influenza del Vescovo sul territorio si facesse più, finché all'inizio del XII secolo l'imperatore Enrico V (e poi il successore Lotario III) dichiararono la propria diretta protezione sul territorio, svincolando in tal modo la zona dall'influenza vescovile. Successivamente la supremazia del costituitosi Comune di Cremona portò a Cingia, Pieve Gurata e Vidiceto un periodo di scontri bellici, invasioni e scorrerie causate dalle lotte fra Cremona con i Comuni contermini. Uguale sorte toccò al territorio con la nascita degli Stati regionali, quando la zona fu contesa da Milano, Mantova, Venezia.

Dalla metà del Quattrocento nei documenti cominciano a comparire con sempre più frequenza i nomi di appartenenti alla famiglia Botti, che si rivela come detentrice di parecchi possedimenti, tanto che nel 1453 un documento di vendita cita per la prima volta Cingla de' Bottis. Tra il XV e il XVII secolo possiamo collocare il periodo di maggiore rigoglio di questa famiglia, che dal Settecento iniziò il proprio declino, fino a scomparire come possidenti ed anche come abitanti di Cingia, lasciando solamente il proprio nome legato al toponimo del paese.

Altre famiglie notabili furono i Grandi, i conti Offredi e i conti Tinti, quando nel Settecento Cingia de' Botti divenne il centro più popoloso e più importante per commerci e attività, legando definitivamente a sé prima Pieve Gurata, poi a metà Ottocento Vidiceto e Cà de' Corti.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Strada Provinciale 87 Italia.svg È posta sulla provinciale Giuseppina che collega Casalmaggiore a Cremona, quasi ad uguale distanza fra le due città.

In treno[modifica]

Italian traffic signs - icona stazione fs.svg

In autobus[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • 1 Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Giovanni Apostoli. La chiesa principale di Cingia è un prorompente neogotico realizzato nel 1906 su progetto dell'ingegner Adelchi Barbieri. Di poco più tarda (1908) è la svettante torre campanaria, che si eleva fino a 57 metri e mezzo, e si offre allo sguardo dei viaggiatori già da molta distanza. All'interno della chiesa, fra le opere esistenti, un Martirio di San Pietro di Molosso, opera del Massarotti e del Ghislina. L'organo è del 1840.
  • Villa Germani. L'edificio, con pianta ad U, si rifà al gusto rinascimentale lombardo.

A Pieve Gurata[modifica]

Antica chiesa
Campanile
  • 2 Pieve di San Pietro. Questa chiesa costituisce uno dei più antichi esempi di arte gotica nel casalasco. La costruzione della torre campanaria risale al XII secolo; ha mantenuto inalterata la sua struttura, con la sola eccezione dell'aggiunta della cuspide, e indica fin da lontano la presenza di questa antica Pieve che versa in verità in condizioni deplorevoli.
L'insieme è delimitato da una muraglia, nella quale una apertura immette sul sagrato infestato da erbe incolte, in totale abbandono. La facciata mostra quattro lesene e termina con un timpano triangolare dotato di tre cuspidi. La porta d'ingresso, a cui si accede con qualche scalino (in frantumi) è sormontata da un volto decorativo che contribuisce a movimentare e a decorare la facciata.
La Pieve, intitolata a San Pietro, costituì un importante polo religioso all'interno della Diocesi cremonese, di cui era uno dei 23 vicariati foranei, e godeva della supremazia su di un vasto territorio che giungeva fino al confine delle plebanie di Pieve San Maurizio (Ca' d'Andrea) e di quella di Santo Stefano di Casalmaggiore.
Era chiesa Arcipretale e Collegiata, ossia aveva un collegio di sacerdoti che conducevano vita comune e godevano delle prebende della Pieve. .

A Vidiceto[modifica]

Villa Piva - Corpo meridionale con Torre d'ingresso e fossato
Villa Piva - Torre d'ingresso nel corpo meridionale
Villa Piva
Cascina Palazzo a Ca' de' Corti - Antico portale cieco
  • 3 Villa Piva. Questo complesso Seicentesco rappresenta uno dei tanti esempi di cascina-corte fortificata della campagna casalasca dell'Oglio Po. Questa struttura agricola fortificata conserva ancora il fossato lungo il corpo meridionale del complesso, oltre a grossi blocchi di pietra alla base della torre che pare quasi ricordare le strutture dei ponti levatoi.
La struttura del complesso, in laterizio, ha un impianto a corte con fabbriche lineari nei lati a nord e a sud; su quest'ultimo lato, al centro, si trova una torre con volto passante che costituisce l'ingresso principale. L'abitazione padronale è collocata sul lato nord.
Le cronache tramandano il ricordo di una Rocca esistente un tempo nel territorio di Vidiceto, anticamente più importante dell'attuale capoluogo Cingia de' Botti, e con una più antica storia. La trasformazione dell'antica Rocca in cascina è molto probabile, e costituirebbe un esempio non isolato nella zona (ad esempio Castelpersegano a Pozzo Baronzio oppure Romprezzagno); vicino a Villa Piva esiste ancora una imponente cascina, ulteriore conferma di quanto questi microcosmi, il più delle volte autosufficienti, fossero diffusi in questa fertile pianura lombarda fra Oglio e Po.

A Ca' de' Corti[modifica]

  • 4 Villa Cascina Palazzo. Del XVII secolo.
Oratorio di Sant'Omobono
Antica schiera di case a portico
  • 5 Oratorio di Sant'Omobono. Questo piccolo oratorio, intitolato a Sant'Omobono, è stato costruito nel 1663 nel luogo in cui sorgeva una preesistente costruzione sacra del 1300. Si affianca ad una serie di portici di antiche case. Il complesso è probabilmente coevo alla Villa Cascina Palazzo e ne doveva costituire una appendice accessoria.


Eventi e feste[modifica]

  • Sagra della Beata Vergine del Rosario. Simple icon time.svg la prima domenica di ottobre.
  • Sagra di Sant'Andrea Apostolo (a Vidiceto). Simple icon time.svg il 30 novembre.
  • Festa Patronale di San Giovanni Evangelista. Simple icon time.svg il 27 dicembre.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 7 Poste italiane, via Giuseppina 77, +39 0375 96526.

Tenersi informati[modifica]

  • Oglio Po news. Quotidiano informatico dell'Oglio Po.
  • L'Inviato. Quotidiano on-line della provincia - Cronaca di Casalmaggiore.
  • La Provincia, Via Pozzi, 15, +39 0375 200493, fax: +39 0375 201466. Giornale quotidiano - Redazione di Casalmaggiore.


Nei dintorni[modifica]

  • Torre de' Picenardi — La villa Sommi Picenardi si è sviluppata da un preesistente nucleo castellano; a partire dal Cinquecento fu trasformata nei secoli successivi fino all'aspetto attuale. Un corpo della villa, di gusto neoclassico, prospetta sulla piazza del paese. Una seconda fabbrica si sviluppa all'interno e si raccorda all'antico corpo del primitivo castello. Un vasto giardino circonda il complesso della villa, attorniato da un ampio fossato con acqua.
  • San Lorenzo de' Picenardi — Il suo Castello , sorto nel Quattrocento fu ampliato nel tempo per approdare poi alla forma attuale, maestosa e decisamente castellana, nell’Ottocento, opera dell’architetto Luigi Voghera. La vasta costruzione, in perfette condizioni, mostra numerose torri merlate che le conferiscono il caratteristico aspetto medievale mitigato però dal carattere elegante di residenza nobiliare castellana. È circondato da un vasto parco. 
  • Castelponzone — Il paese dei cordai, a cui è dedicato il locale museo, ha mantenuto la propria fisionomia di vecchio centro padano porticato; nella sua urbanistica si intuisce il disegno delle fortificazioni che ebbe un tempo, quando fu feudo e Castello dei Ponzone. Fa parte dei Borghi più belli d'Italia.
  • San Giovanni in Croce — Villa Medici del Vascello è il castello della Dama dell’ermellino del famoso dipinto di Leonardo da Vinci. Fu proprio Cecilia Gallerani, la Dama del ritratto, ad iniziare la sua trasformazione da struttura militare a residenza signorile, illeggiadrendone l’aspetto guerresco della sua primitiva fondazione quattrocentesca. La Villa è circondata da un vasto parco e da un’alta muraglia che non impedisce di scorgerne l’elegante bellezza.
  • Casteldidone — Villa Mina della Scala è un’ affascinante costruzione castellana che racchiude in sé l’imponenza del castello e l’eleganza della villa. Costruito nel Cinquecento, rimaneggiato nel Seicento e poi nel Settecento, il Castello divenuto Palazzo e Villa si presenta ancora maestoso e affascinante nella campagna di Casteldidone, a poca distanza dall’altra splendida villa – castello di San Giovanni in Croce. 


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