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Silandro

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Silandro
Hauptstraße Schlanders
Stemma
Silandro - Stemma
Stato
Regione
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Nome abitanti
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Fuso orario
Patrono
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Silandro
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Sito istituzionale

Silandro (Schlanders in tedesco, Solaneres in ladino) è una città del Trentino-Alto Adige.

Da sapere[modifica]

È centro principale e capoluogo della Val Venosta. Il toponimo è attestato per la prima volta nel 1100 come Slanderes (termine di origine indogermanica). L'attuale Schlanders appare per la prima volta nel 1518. Il nome contiene la radice Sal, che significa "pascolo", ad indicare che anticamente era circondata da umidi prati. Nel 1923 il toponimo fu italianizzato in Silandro.

Cenni geografici[modifica]

Silandro è situato in Val Venosta, sulla riva sinistra dell'Adige, e dista circa 32 km da Merano e 60 da Bolzano. Il paese si trova ai piedi del monte Sole, sul conoide di deiezione del Rio di Silandro (che si situa fra Lasa e Corzes sul fianco sinistro orografica della vallata), e costituisce il centro geografico della Val Venosta. Il comune comprende all'estremo settentrione le vette dell'Ötztal e confina a meridione con l'imboccatura della Val Martello.

Cenni storici[modifica]

Nella preistoria i vari versanti della zona di Silandro sono abitati da pastori e cacciatori nomadi, come testimoniato dai ritrovamenti archeologici. La zona del paese rientra nel sito di insediamento del celebre "uomo delle montagne" Ötzi.

All'epoca della conquista romana il territorio era popolato principalmente sulle alture del Monte Sole, giacché il fondovalle era largamente paludoso. Il primo insediamento, sito laddove il Rio di Silandro fuoriesce dall'omonima valle) portava il nome di Slaranusa (ovvero "al fiume dei salici", in celtico). Questa radice etimologica si ritrova anche dopo l'insediamento di tribù germaniche, che trasformò il toponimo in Slanderes.

Poche sono le notizie sullo sviluppo del paese in epoca romana: di certo si sa che esso si trovava sul tracciato della Via Claudia Augusta e faceva parte della provincia Rezia. Verso la fine del VII secolo cadde sotto il dominio dei bavari. Una certa importanza sembra aver avuto la frazione di Covelano (Göflan): scavi archeologici ivi eseguiti comprovano l'esistenza di una chiesa risalente alla primissima epoca di cristianizzazione delle vallate alpine. Ancora nel tardo Medioevo la parrocchia di Covelano si estendeva fino in Val Senales e nell'Ötztal (quest'ultima oggi parzialmente in territorio austriaco).

Nel 15 a.C. i romani sottomettono i Venostes, popolazione autoctona della Val Venosta. Nel 40 d.C. circa si costruisce la Via Claudia Augusta, strada commerciale e militare che parte dal mare Adriatico, risale la Val Venosta e finisce ad Augusta, presso il "Vindelicum Augusta". Non è stato accertato il luogo adatto ove la via lambiva Silandro, ma i reperti archeologici (perlopiù monete) suggeriscono che essa transitasse sulla parte sinistra della vallata.

Nel 1077 su un documento si nomina per la prima volta il paese: l'imperatore Enrico IV dona al vescovo di Bressanone possedimenti nella zona. Sono i tempi della lotta per le investiture tra il papa e l'imperatore: tramite la donazione, l'imperatore si assicura che la zona sia controllata da uomini di sua fiducia. Nel 1100 a Silandro e dintorni dominano i signori di Montalban; i signori di Schlandersberg sono loro discendenti collaterali.

L'imperatore Federico II dona la chiesa di Silandro all'ordine cavalleresco teutonico nel 1235. Unitamente alla chiesa, l'ordine cavalleresco si impadronisce anche di varie fattorie attorno a Silandro e stabilisce un controllo sulla vita economica e religiosa di Silandro destinato a durare nei secoli.

La guerra di Engadina del 1499 registra l'incendio di alcuni paesi, fra cui Silandro, da parte degli svizzeri. Il paese diventa successivamente centro di diffusione del movimento anabattista.

Nel Seicento i conti Hendl edificano il castello di Silandro, palazzo Heydorf e palazzo Schlanderegg; gli Schützen di Silandro nel 1703 si mobilitano contro l'invasione dei bavaresi, come pure nel 1796 e nel 1799 contro i napoleonici. Il paese, in quanto facente parte del Tirolo, viene annesso alla Baviera nel 1805.

Dopo l'armistizio della Prima guerra mondiale nel 1918 truppe italiane marciano su Silandro che è annesso, assieme alla regione Trentino-Alto Adige, al Regno d'Italia. Il 1939 è l'epoca delle opzioni in Alto Adige. Su 3.333 abitanti tedeschi, 3.155 (94,9 %) scelgono di emigrare in Germania, 178 optano per l'Italia e accettano l'assimilazione culturale.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche i paesi di Corces (Kortsch), Covelano (Göflan), Montemezzodì (Sonnenberg), Montetramontana (Nördersberg) e Vezzano (Vetzan).

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

  • 1 Aeroporto di Bolzano-Dolomiti (IATA: BZO, ICAO: LIPB) (6 km dal centro di Bolzano), +39 0471 255 255, fax: +39 0471 255 202. Simple icon time.svg apertura al pubblico: 05:30–23:00; apertura biglietteria: 06:00-19:00; il check-in per voli da Bolzano è possibile solo da 1 ora ad un massimo di 20 minuti prima della partenza. Piccolo scalo regionale con voli di linea da e per Lugano e Roma con Etihad Regional (by Darwin Air). In alcuni periodi dell'anno, la compagnia Lauda Air collega la città con Vienna una volta a settimana. Più numerosi invece i voli charter.
  • 2 Aeroporto di Verona (Catullo), Caselle di Sommacampagna, +39 045 8095666, @ .
  • 3 Aeroporto di Brescia (D'Annunzio), Via Aeroporto 34, Montichiari (I collegamenti con l'aeroporto di Brescia sono garantiti dai trasporti pubblici tramite il bus/navetta. La fermata a Brescia città è situata alla stazione dei pullman (numero 23), mentre quella dell'aeroporto è al fronte terminale. Sono inoltre previsti collegamenti per la città di Verona attraverso la linea bus/navetta 1), +39 045 8095666, @ . Solo Charter

In auto[modifica]

  • A22 Casello autostradale sulla A22 del Brennero a Bolzano.
  • Strada Statale 38 Italia.svg È attraversato dalla strada statale 38 dello Stelvio.

In treno[modifica]

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg I servizi di trasporto pubblico con pullman in Alto Adige sono gestiti da SAD [1]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Schlandersburg
  • Castello di Silandro (Schloss Schlandersburg). È un castello rinascimentale che sorge ai margini della città; fu costruito intorno al 1600 dalla famiglia aristocratica Hendl. Si compone di due porticati con le camere circostanti. Il castello fu progettato dalla famiglia in stile rinascimentale.
Dal 1988 è di proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano, che nel 1993 ne ha disposto un moderno ampliamento per ospitare la biblioteca comunale di Silandro. Attualmente ospita anche l'ufficio per il lavoro, l'ispettorato forestale e agricolo, l'ufficio per l'orientamento professionale e altri ancora.
Castel Schlandersberg
  • Castel Schlandersberg (Schloss Schlandersberg). Chiamato anche castel Monte di Silandro, è una costruzione medievale che sorge a 1.100 metri di altezza sopra l'abitato. Il castello fu costruito nel XIII secolo dai signori di Montalban e fu abitato da una linea laterale della famiglia, i signori di Schlandersberg.
Inizialmente era costituito da una casatorre. In seguito nel XVI secolo fu rimaneggiato ed esteso con l'aggiunta di edifici più signorili intorno al nucleo originario, raggiungendo l'aspetto attuale.
Nel 1755 gli Schlandersberg si estinsero e il castello divenne di proprietà di contadini. Nel 1928 lo stemma della famiglia degli Schlandersberg fu acquisito dal comune di Silandro, diventandone il simbolo.
Nel 1999 il castello è stato ristrutturato e vi sono state ricavate delle abitazioni di lusso.
Essendo una dimora privata non è visitabile.
  • Caserma Druso. La caserma Druso fu costruita nel 1936 e inaugurata nel 1937 alla presenza del principe ereditario Umberto. Qui nel secondo dopoguerra fu posto di stanza il Gruppo artiglieria da montagna "Bergamo", armato con cannoni 105/14. Dopo la sua dismissione nel 1995, la caserma venne riattata per alcuni anni in alloggio per profughi e poi in sede della sezione locale dell'ANA.
I circa quattro ettari della caserma Druso, acquistati dalla provincia, serviranno per l'ampliamento delle scuole confinanti con la caserma.


Eventi e feste[modifica]

  • Sternsingen. Simple icon time.svg per l'Epifania. Nei giorni antecedenti il 6 gennaio, festa dell'Epifania e dei Re Magi, è usanza che gli Sternsinger ("cantori della stella") girino di casa in casa per portare il messaggio di pace di Gesù Cristo e cantare delle canzoni. Contestualmente raccolgono soldi per progetti sociali nel terzo mondo. Prima di concludere la visita in una casa, essi tracciano con il gesso le tre lettere C + M + B (che sono le iniziali della frase latina Christus mansionem benedicat, ovvero Cristo benedica questa casa) sullo stipite della porta.
  • Carnevale. Il giorno di martedì grasso nel centro di Silandro si tiene il corteo delle maschere di carnevale, che passa attraverso il centro del paese, animato dai circoli culturali locali.
  • Scheibenschlagen. Simple icon time.svg prima domenica di Quaresima. Una delle usanze più antiche è lo "Scheibenschlagen": nella prima domenica di Quaresima dell‘anno, diversi dischi di betulla o pino silvestre vengono trasportati su un versante esposto delle montagne circostanti. Al calare del sole i dischi vengono infilzati su bastoni di nocciolo, incendiati e lanciati giù per la montagna, tra varie grida e litanie. Scopo di questa usanza è "cacciare" l'inverno.
  • Palmesel. Simple icon time.svg domenica delle palme. Nella domenica delle palme è uso che gli abitanti si sveglino di buon ora; l'ultimo a farlo viene schernito e chiamato "Palmesel" (ovvero asino delle palme).
  • Herz Jesu. Nel 1796 i tirolesi promisero, in vista del pericolo francese sotto Napoleone, di affidare la loro patria a Gesù e di onorarlo ogni anno in cambio della salvezza. Il capitano Andreas Hofer e i suoi luogotenenti rinnovarono questa promessa prima della battaglia del Bergisel contro i francesi, avvenuta la prima domenica dopo la solennità del Corpus Domini (la cosiddetta Domenica del cuore di Gesù). Tale battaglia fu vinta dai tirolesi, che consacrarono tale domenica come un giorno di festa.
Per ricordare l'evento, ogni anno vengono accesi i monumentali Herz-Jesu-Feuer in cima alle montagne (nel caso di Silandro sul Nördersberg e sul Monte Sole).
  • Corteo di San Martino. Simple icon time.svg 11 novembre. Il giorno di San Martino, al calare del sole, i bambini dell'asilo, accompagnati dalle maestre, fanno un giro per il paese con delle lanterne alla mano. Questa usanza serve a ricordare San Martino, che divise il suo mantello con un povero.
  • Krampus. Simple icon time.svg il 5 dicembre. È denominato "giorno del diavolo" (Tuifltog). Al pomeriggio, circa 85 giovani uomini corrono per le vie del borgo divisi in gruppi, mascherati da diavoli (Krampus) e imbrattati di lordura puzzolente. I giovani si organizzano in cortei e lavorano per mesi alle loro maschere e ai costumi, che sono fatti di lana o di pelle, mentre le maschere sono di legno. Inoltre ogni Krampus ha una campana delle mucche attaccata lombi. La sera i Krampus accompagnano in corteo San Nicola e il Knecht Rupprecht. Alla fine dell'evento, San Nicola gira di casa in casa accompagnato da un paio di Krampus e porta dei regalini ai bambini.
  • Turmblasen. Simple icon time.svg La vigilia di Natale. Dopo la messa di mezzanotte, il 24 dicembre, a Silandro è tradizione che un paio di trombettisti suonino delle canzoni di Natale in cima al campanile della chiesa.
  • Böllern. Prima di certi giorni festivi si possono udire a Silandro dei colpi di cannone. Ad emetterli sono gli Schützen, allo scopo di preannunciare il giorno di festa.
  • Schützen. Gli Schützen (le armate popolari di difesa tirolesi) sono presenti a Silandro da 5 secoli. Durante il fascismo le riunioni di Schützen furono vietate; le compagnie (sia pure ormai prive del compito di difesa che era loro avocato) si ricostituirono nel secondo dopoguerra. Nella contemporaneità, essi hanno il compito di mantenere vive le storiche tradizioni e usanze altoatesine.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Gaststube Prax Pizzeria, Via Padre Marjan Tumler, 5, +39 0473 621325.
  • 2 Restaurant Bar Weisses Kreuz, Via Principale, 127, +39 0473 730225.
  • 3 La Giunca, Via Castello, 34, +39 0473 730285.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Albergo Schlossgarten, Via Pretura, 8, +39 0473 730424.

Prezzi elevati[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia

  • 5 Osterreicher Jurgen Klaus, Via Ospedale, 4, +39 0473 730106.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 6 Poste italiane, via Andreas Hofer 1/a, +39 0473 730169, fax: +39 0473 732044.


Nei dintorni[modifica]

  • Merano — Importante centro alla confluenza di Val Venosta, Val Passiria, Val d'Adige e Val d'Ultimo, la città fu fino al Quattrocento il capoluogo del Tirolo, quando la capitale fu trasferita a Innsbruck. Mantiene tuttora forti legami con il mondo germanico e vanta un bel centro storico.
  • Malles Venosta — L'Abbazia di Monte Maria e la chiesa di San Benedetto custodiscono preziosi affreschi romanici con influssi bizantini l'una, carolingi l'altra.

Itinerari[modifica]

  • Castelli dell'Alto Adige — Un percorso alla scoperta dei manieri altoatesini che, nati per fini militari, divennero poi in gran parte raffinate dimore signorili, centri di cultura, esempi di pregevole architettura, testimonianza della grandezza delle famiglie che li fecero edificare.
  • Ciclopista della valle dell'Adige



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