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Pozzilli
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Fuso orario
Patrono
Posizione
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Pozzilli
Sito istituzionale

Pozzilli è un centro del Molise.

Da sapere[modifica]

Riveste una grande importanza a livello provinciale grazie alla presenza nel suo territorio comunale di gran parte degli stabilimenti del nucleo industriale di Venafro-Pozzilli.

Cenni geografici[modifica]

Si trova nell'Appennino molisano nella valle del Volturno, tra la catena montuosa della Mainarde a nordest ed il massiccio del Matese a sud est, in un pianoro alluvionale di torrenti come La Rava ed il Ravigone. Il territorio comprende foreste di pini e querce, mentre le colline circostanti sono coperte di vigne e di oliveti. Dalle colline di Pozzilli si possono vedere chiaramente ad est Capriati a Volturno e Prata Sannita e lungo la media valle del Volturno si arriva a scorgere a sud est Sesto Campano, a destra, e più in lontananza, Vairano Patenora, verso sinistra. È al confine con Venafro al cui territorio comunale appartenne a lungo. Fino al 1860 con Sesto Campano, Venafro e Conca Casale fece parte di Terra di Lavoro nel Regno delle Due Sicilie.

Cenni storici[modifica]

Fino al 1810 la sua storia rientra in quella di Venafro di cui Pozzilli era frazione. I resti rinvenuti testimoniano la frequentazione umana in epoca preistorica. In località Camerelle, presso il passaggio a livello ferroviario, venne rinvenuta negli anni settanta una necropoli sannitica. In epoca romana il territorio era attraversato dall'acquedotto romano di Venafro. Alla fine del XVIII secolo vi venne rinvenuta nella località Triverno la Tavola acquaria, un'epigrafe datata al 26 a.C. sotto Augusto, che riportava le regole per la manutenzione dell'acquedotto e la distribuzione delle sue acque.

Il territorio comunale appartenne al longobardo ducato di Benevento. La frazione di Santa Maria Oliveto sarebbe stato fondata nell'839 ad opera di coloni provenienti dalla zona di Sulmona che vi furono insediati dall'abbazia di San Vincenzo al Volturno intorno ad una chiesa dedicata a San Lorenzo. In epoca normanna nella località di "Arcora", ai piedi del monte Stingone, ad est del capoluogo comunale, sorse uno dei piccoli insediamenti benedettini che segnavano il percorso tra le grandi abbazie di Montecassino e di San Vincenzo al Volturno: vi si conservano alcuni archi di un antico edificio che hanno dato il nome alla località.

Il territorio comunale apparteneva nel 1234 al feudatario Ruggiero Galluccio al quale venne successivamente usurpato da un certo Gualtiero D'Aversa. Nel XVI secolo fu in possesso della famiglia dei Pandone di Venafro, e passò quindi ai Gaetani. Nel XVII secolo il suo nome entra nella storia in quanto una bolla pontificia di Innocenzo X del 1646 scrive di Pozzilli ("Li pozzilli"). Nel 1811 venne istituito il distretto di Piedimonte d'Alife, nel quale andavano a ricadere il circondario di Venafro ed il territorio di Colli distaccati dal distretto di Sora. Fino a questa data Pozzilli è stata una frazione del comune di Venafro (che era anche sede di circondario) insieme a Filignano, Conca Casale, Ceppagna e Sesto Campano (Venafro e riuniti). Con l'occupazione garibaldina e l'annessione al Regno di Sardegna del 1860 il distretto di Piedimonte ed il circondario di Venafro furono soppressi.

Santa Maria Oliveto invece era a sé stante, "possedimento" di Montecassino, e passò al comune di Pozzilli come frazione solo poco prima dell'unità d'Italia con regio decreto di Ferdinando II di Napoli, Re delle Due Sicilie.

Durante la seconda guerra mondiale, tra l'autunno del 1943 e la primavera del 1944 il territorio di Pozzilli fu teatro di aspri combattimenti fra i Tedeschi asserragliati sui monti a nord-ovest del fiume Volturno e gli Alleati schierati a sud-est, lungo la riva sinistra del fiume, subendo danni in particolare per le rappresaglie tedesche. Dopo la ricostruzione postbellica, negli anni sessanta e settanta subì un notevole decremento di popolazione a causa dell'emigrazione all'estero e in Nord Italia. Il fenomeno si è invertito a partire dagli anni ottanta a seguito dell'installazione di industrie nel territorio ("Nucleo industriale di Pozzilli e Venafro", che comprende tra le altre un ramo non alimentare della Unilever e la Lavazza) o a breve distanza (Cassino). Nella primavera del 1984 ha subito i danni del terremoto con epicentro nella Valle di Comino (FR).

Dal 1994, insieme ad altri 338 soci, fa parte dell' Associazione nazionale città dell'olio.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende le frazioni di Camerelle, Collegrotte, Leone, Santa Maria Oliveto e Triverno.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Strada Statale 85 Italia.svg È poco discosto dalla strada statale 85 venafrana.

In treno[modifica]

  • Italian traffic signs - icona stazione fs.svg Stazione di Venafro (distante solo 4 km circa):

Collegamenti per Pozzilli in autobus con le Autolinee "SATI".

In autobus[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Borgo medievale di Santa Maria Oliveto. Questo paesetto risulta essere di origini molto antiche e la sua costruzione si fa risalite intorno all'anno mille. A testimonianza di ciò è possibile notare come il borgo antico sia cinto da mura e da tredici torri difensive. Ancora oggi è visibile ciò che rimane del piccolo castello e ad oriente è presente la piccola porta urbana denominata dagli abitanti "Portella". In località Santa Lucia sono tuttora presenti resti dell'acquedotto augusteo che dalle sorgenti del Volturno presso Rocchetta incanalava l'acqua per Venafro. All'interno del borgo in piazza Seggio si trova la piccola chiesa di San Lorenzo Martire, patrono del paese. Nella chiesa è possibile visitare l'abside medioevale rappresentante i dodici apostoli con Gesù, alcuni affreschi di poco pregio e la pregiata statua lignea di San Lorenzo ricavata da legno di noce.
  • 1 Chiesa parrocchiale di Santa Caterina d'Alessandria. La chiesa fu costruita nel XIV secolo ma rimodellata nel XVI. La facciata barocca è in intonaco rosato con alcune cornici. Il piccolo campanile è a torre. L'interno a navata unica conserva una preziosa tela raffigurante le Nozze mistiche di Santa Caterina, dipinto del XVI secolo: a santa è posta sulla sinistra e riceve una corona di alloro dalla Madonna in trono.


Eventi e feste[modifica]

  • Sagra del Vitello. Simple icon time.svg in luglio.
  • Sagra patronale di Sant'Anna. Simple icon time.svg 26 luglio.
  • Festa di Sant'Antonio di Padova e del patrono San Lorenzo Martire (a Santa Maria Oliveto). Simple icon time.svg il 9 e il 10 agosto. Principale festa del paese di Santa Maria Oliveto che si svolge con messe e processioni accompagnate dalla banda musicale oltre che i classici spettacoli ludici serali.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Ristorante Route66 Bistrot Molisano, Via Atinese 8, +39 0865 925311.
  • Masseria MaNi, ss85 Venafrana Km 25400, +39 0865 911054.
  • Mamma Loredana Trattoria pizzeria bar, via Filignano 12, +39 0865 925151.
  • 2 Squisi non solo pizza, Via Atinense 10, +39 344 1869095.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia


Come restare in contatto[modifica]

  • 2 Poste italiane, Corso Vittorio Emanuele 10, +39 0865 925511.
  • 3 Poste italiane, via Santa Maria delle Grazie 23 (a Santa Maria Oliveto), +39 0865 908880.


Nei dintorni[modifica]

  • Venafro — Affiora nella parlata e nelle tradizioni la sua lunga appartenenza alla Campania. Città dei Sanniti, poi colonia romana, alle vestigia dell'impero affianca un importante patrimonio urbano medievale, in cui spiccano le numerosissime chiese, purtroppo in gran numero ammalorate.
  • Isernia — Tra i primi insediamenti paleolitici documentati d'Europa, fu poi fiorente città sannita, capitale della Lega Italica, in seguito Municipium romano. Il suo millenario passato le ha lasciato un importante patrimonio monumentale che si estende fino all'epoca preromana, oltre ad importantissimi reperti della preistoria.

Itinerari[modifica]


Altri progetti

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