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Civate

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Civate
Basilica di San Pietro al Monte
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Sito istituzionale

Civate è una città della Lombardia.

Da sapere[modifica]

Il complesso romanico della Abbazia di San Pietro al Monte rappresenta, per il turista che vi arriva dopo una buona scarpinata lungo una mulattiera del monte Cornizzolo, un premio di incomparabile bellezza.

Cenni geografici[modifica]

Fra il lago di Annone e il monte Cornizzolo, in bella posizione panoramica, dista 9 km da Lecco, 25 da Como, 36 da Monza, 44 da Bergamo.

Cenni storici[modifica]

Il suo territorio vide la frequentazione di genti preistoriche fin dall'età del rame, delle quali si sono ritrovate numerose testimonianze archeologiche. Un insediamento abitativo organizzato si ha a partire dalle popolazioni celtiche, che si organizzarono in centri abitati e ci hanno lasciato soprattutto nella frazione di Tozio, ai piedi del Cornizzolo.

La romanizzazione del territorio vide Civate situarsi in un importante nodo di comunicazione all'incrocio con la via proveniente da Aquileia. In epoca longobarda la denominazione romana di Clavis (chiave delle vie di comunicazione) fu trasformata in Clavate, quindi Ciavate per approdare poi al definitivo Civate. Sul finire del regno Longobardo sorgerà l'importante monastero di San Pietro al Monte, alle cui vicende il paese rimase per secoli indissolubilmente legato. Finita l'epoca dei Comuni, quando il monastero di San Pietro al Monte si schierò a fianco del Barbarossa, Civate entrò nell'orbita di Milano per seguirne poi sempre il destino.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Isella, Pozzo, Scola e Tozio sono gli altri centri abitati del territorio di Civate.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg Sono aeroporti lombardi:

In auto[modifica]

Strada Statale 36

Strada statale 36 Milano-Lecco con uscita Civate.

In treno[modifica]

Italian traffic signs - icona stazione fs.svg

Ha stazione propria sulle linee


In autobus[modifica]

Italian traffic sign - fermata autobus.svg

Ha fermata propria (municipio) sulla linea di autobus Lecco-Erba-Como

Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Il complesso romanico di San Pietro
L'affresco dell'Apocalisse
Ciborio
Affreschi
La Dormitio
La cripta
Oratorio S. Benedetto
San Benedetto - Abside e altare
  • 1 Basilica di San Pietro al Monte, 650 metri di altitudine sulle pendici del monte Cornizzolo (Raggiungibile solo a piedi attraverso una mulattiere (da 1 ora a 1 ora e 1/2)). Sorge isolata a 650 metri di altitudine, ed è raggiungibile a piedi attraverso una mulattiera impegnativa. È pertanto necessario essere muniti di calzature adatte, oltre che di fiato e pazienza. L'impresa verrà ricompensata con lo spettacolare panorama che si gode una volta arrivati, oltre che dall'innegabile pregio di questa Abbazia che rappresenta uno dei più begli esempi di romanico lombardo della regione.
La leggenda della fondazione
La sua fondazione non ben documentata ha favorito l'affermarsi di una leggenda che si tramanda nel tempo. Adelchi, figlio dell'ultimo re longobardo Desiderio, avrebbe perso la vista durante una battuta di caccia sul monte Cornizzolo. La sua successiva miracolosa guarigione spinse il padre Desiderio a far costruire in loco una chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo.
La chiesa attuale è però il risultato di successivi rifacimenti. La chiesa è a pianta basilicale e ad unica navata, con un'abside a oriente ed una a occidente. Nella lunetta del portale d'ingresso Cristo consegna il libro della Parola a San Paolo e le chiavi del Paradiso a San Pietro. Altri affreschi dell'ingresso raffigurano Abramo che accoglie le anime dei giusti; i papi San Marcello e San Gregorio Magno; la Gerusalemme celeste e i quattro fiumi del Paradiso terrestre - Tigri, Eufrate, Nilo e Gange -.
L'affresco dell'Apocalisse
La parete sopra la porta d'ingresso mostra l'affresco, grandioso, della vittoria sul drago dell'Apocalisse.

Una schiera di Angeli guidata dall'Arcangelo Michele trafigge il drago che tenta di divorare un neonato appena partoirito da una donna, raffigurata distesa sulla sinistra. Cristo in trono, racchiuso in una mandorla, domina dall'alto la scena, e riceve il bambino liberato scampato al pericolo. Sulla sommità un Agnello sacrificale in stucco completa la decorazione. L'insieme rappresenta certamente una delle opere più elevate dell'arte pittorica romanica.

Il ciborio
Ricorda quello esistente a Milano nella basilica di Sant'Ambrogio. Cuspidato, con archi a tutto sesto, narra tramite altorilievi in stucco episodi della vita di Cristo: la crocifissione, le pie donne al sepolcro, Cristo in trono e la consegna del libro della Parola e delle Chiavi. I simboli dei quattro Evangelisti sormontano i capitelli. All'interno, in posizione centrale, L'Agnello trionfante è circondato da figure di Santi, dieci uomini e otto donne.
Affreschi medievali
Le pareti della basilica riportano poche tracce degli affreschi che l'avevano rivestita in passato. Rimangono Uuna Madonna in trono con Bambino e i Santi Pietro, Tommaso, Paolo e Lucio, quattrocentesco, e sulla parete opposta una Madonna con Bambino e i Santi Giovanni apostolo e Antonio abate", che è firmato da Lazzaro Gerosa e datato 1565.
La cripta
Una scala a metà navata porta nella cripta dedicata alla Madonna. Le tre navate, create da due file di tre colonne, con un piccolo altare centrale in muratura, hanno una decorazione prevalentemente in stucco; vi sono rappresentate: la presentazione di Gesù al tempio; la crocifissione; la morte e l'assunzione della Madonna (la Dormitio).
  • Oratorio di San Benedetto, nel complesso di San Pietro al Monte. Simple icon time.svg Visitabile durante la celebrazione delle S.Messe: da settembre a giugno la prima domenica del mese alle ore 10.30; luglio e agosto tutte le domeniche alle 10.30. Una Messa solenne è celebrata la Domenica delle Palme e per la festa dei SS.Pietro e Paolo il 29 giugno o la domenica più vicina.. Fa parte del complesso di San Pietro al Monte e, al pari della Basilica, ha avuto molti rifacimenti. Situata ai piedi dell scalone di accesso alla basilica, la chiesa di San Benedetto ha un impianto a croce greca e tre absidi collocate sui lati orientale, settentrionale e meridionale.
  • Casa del Pellegrino, via Cà Nova 12. Edificio della prima metà del Quattrocento, sorse come luogo di alloggiamento dei viandanti e dei pellegrini diretti all'Abbazia, ma anche come ricovero di malati.La Casa mostra stanze affrescate con scene di caccia e di amor cortese. Dal 1942, inseguito ad una donazione alla parrocchia, diventa Canonica. Lasciata in abbandono, nei primi anni del Duemila è iniziato il suo recupero.
La costruzione ha una pianta a corte chiusa, e conserva un settore quattrocentesco a nord con sale affrescate; la porzione centrale, di epoca più tarda, ha ampi saloni con soffitti lignei ed archi ogivali verso la corte; una parte novecentesca. Gli affreschi delle sale ritraggono momenti di svago di una società raffinata, con episodi legati alla caccia e ai piaceri della vita di corte.
  • Chiesa di Sant'Andrea, in località Isella (lungo la strada statale 36 Milano-Lecco). Doveva far parte dei beni del Monastero di San Pietro al Monte, come gli altri oratori di Civate. La posizione della chiesa ai bordi del lago di Isella vuol forse richiamare la professione di pescatori (in seguito pescatori di anime) dei Santi Andrea e di suo fratello Pietro. La chiesa è un edificio modesto con facciata a capanna, ad unica navata con volta a botte. L'altare maggiore del 1759 è in marmo; in una nicchia sopra l'altare conserva un importante bassorilievo in pietra che raffigura la Madonna con il bambino e i Santi Pietro e Andrea. Conserva inoltre resti di affreschi.
  • Chiesa di San Nazaro (in località La Santa). Si ipotizza che la prima fondazione della chiesa sia contemporanea a quella dell'Abbazia di San Pietro al Monte, come parrebbero confermare alcune caratteristiche strutturali evidenziate durante campagne di scavi archeologici nel 1993. Fu costruita in un'area in cui si trova una sorgente d'acqua e che era punto di transito di pellegrini e commercianti. San Nazaro, il Santo titolare, era ritenuto protettore dei soldati in epoca longobarda; è un ulteriore indizio che fa ritenere che la fondazione primitiva della chiesa sia da attribuire a quel lontano periodo storico.
L'aspetto attuale è quello del rifacimento settecentesco; l'interno ad unica navata ha due cappelle per parte. Dalla terza campata si accede alla Cripta, divisa in tre navate da quattro colonne. Nella cripta una fonte d'acqua sgorga dalla parete; le sono state attribuite nel tempo proprietà miracolose. La struttura architettonica della chiesa è probabilmente avvenuta prendendo come cardine proprio questo fonte, che fu forse luogo dove si praticava il battesimo ad immersione.
SS. Vito, Modesto e Crescenzia
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia, piazza Antichi Padri. È documentata già nel XII secolo ed apparteneva all'abbazia di San Pietro. Nel 1735 fu completamente ricostruita e divenne parrocchia. Mantenne il rito romano e non quello ambrosiano, al pari della Abbazia. La facciata è di gusto neoclassico; l'interno ha una sola ampia navata con due cappelle laterali ed affreschi degli ultimi anni dell'Ottocento. Il fonte battesimale è un'opera lignea del Seicento; l'organo ottocentesco è un Serassi. Il campanile ha terminazione a cipolla; la piazza su cui si affaccia è una realizzazione del 2009.
  • 2 Chiesa di San Calocero, piazza San Calocero. Con la Basilica di San Pietro costituiva un unico complesso monastico benedettino. La sua fondazione pare risalire al IX secolo, quando il vescovo milanese Angilberto II avrebbe trasportato a Civate le reliquie di San Calocero. Documenti del 1018 citano la chiesa come dedicata al Santo. L'odierna basilica romanica tuttavia è stata edificata nel 1050, a tre navate e con copertura a capriate. Il monastero raggiunse nel Quattrocento un grande sviluppo. Gli Olivetani presero possesso del monastero nel 1556, chiamati dall'abate Niccolò Sfondrati, il futuro papa Gregorio XIV.
Da metà Settecento imponenti lavori di restauro trasformarono sia la chiesa che il monastero. Gli affreschi sull'arco trionfale e sulle pareti della navata furono nascosti dalla costruzione della volta della navata; fu realizzato un chiostro con due ordini di portici e nella Cripta venne affrescata una teoria di Santi. La soppressione napoleonica del 1798 causò l'abbandono del complesso da parte degli Olivetani; il monastero fu acquisito da privati che lo utilizzarono come magazzino. Nel 1899 fu demolita la torre campanaria; nel 1931 l'edificio monasterile divenne casa di riposo per ciechi. Ciò permise di riadattare e riconsacrare per il culto la Chiesa di San Calocero.
All'interno sopravvivono affreschi lungo le pareti della navata centrale, realizzati tra XI e XII secolo e raffiguranti episodi dell'Antico Testamento. Una Madonna in trono con Gesù Bambino, situata su un pilastro vicino all'ingresso, è invece considerata trecentesca. Gli affreschi della volta sono del Settecento.
La cripta è sotto il presbiterio sopraelevato e si suddivide in tre navate; le pareti laterali sono affrescate con una teoria di Santi: S.Carlo, S.Benedetto, S.Gregorio, S.Pietro Martire, S.Calocero, S.Barnaba, S.Pietro Apostolo, S.Maria di Magdala, S.Ursula, S.Barbara e S.Apollonia.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • 3 Lecco.
  • 4 Oggiono.
  • 5 Lago di Annone.
  • 6 Lago di Pusiano.
  • 7 Lago di Garlate.
  • 8 Parco del Monte Barro.

Itinerari[modifica]


Altri progetti

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