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Bargone

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Bargone
Frazione di Salsomaggiore Terme
Veduta
Stato
Regione
Territorio
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Fuso orario
Posizione
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Bargone
Bargone

Bargone è un centro dell'Emilia-Romagna.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Frazione del comune di Salsomaggiore Terme, come il capoluogo è situato sui primi corrugamenti della pianura padana emilara che si fa collina. Dista circa 4 km dal capoluogo.

Cenni storici[modifica]

Il castello fu costruito verso la fine del X secolo per conto dell'episcopato parmense. Il territorio nel corso del XII secolo fu strenuamente conteso fra parmigiani, borghigiani e piacentini, finché nel 1191 l'imperatore del Sacro Romano Impero Enrico VI di Svevia vendette il maniero e Borgo San Donnino (ora Fidenza) alla città di Piacenza; tuttavia già nel 1198 il Comune di Parma rientrò in possesso della fortezza, di cui Oberto Pallavicino fu ufficialmente investito nel 1249 da Federico II.

Nel 1267 i parmigiani riconquistarono il castello, che smantellarono negli anni seguenti; nel 1298 il podestà di Parma occupò la zona in seguito ad una serie di saccheggi avvenuti nelle saline della vallata di Salsomaggiore, ma all'inizio del XIV secolo il maniero fu ricostruito da Gherardo de' Rangoni, che si ribellò alla guelfa Parma; nel 1325 i parmensi assaltarono il maniero, espugnandolo ed arrestando i membri della famiglia Rangoni.

Nel 1343 la fortezza risultava in possesso ai Bertoldingi, ma già nel 1360 l'imperatore Carlo IV di Lussemburgo investì del feudo Oberto III Pallavicino. Nel 1374 le lotte intestine della famiglia Pallavicino per il possesso del feudo culminarono con l'assassinio del marchese Giacomo e di suo figlio Giovanni da parte del nipote Niccolò, signore di Tabiano, che riuscì in tal modo ad impossessarsi di Bargone. Di ciò approfittò il duca di Milano Bernabò Visconti, che attaccò e conquistò il castello di Tabiano, allontanando Niccolò dalle sue terre. Nel 1386 il beato Rolando de' Medici, ritiratosi in zona già dal 1360, scomparve nel maniero di Bargone, per poi essere sepolto nell'oratorio della Santissima Trinità di Busseto.

Con la presa del potere da parte di Gian Galeazzo Visconti, nel 1390 la situazione si ribaltò e Niccolò rientrò in possesso dei suoi feudi, di cui fu ufficialmente investito nel 1395 da parte dell'imperatore Venceslao di Lussemburgo. Nel 1401 il marchese scomparve per avvelenamento nel castello di Tabiano e Ottobuono de' Terzi colse l'occasione per attaccare e distruggere il maniero di Bargone. Nel 1441 Niccolò Piccinino attaccò su più fronti lo Stato Pallavicino, costringendo il marchese Rolando il Magnifico alla fuga; tutte le sue terre furono incamerate dal duca Filippo Maria Visconti, che nel 1442 investì del feudo di Bargone il Piccinino. Nel 1457 Francesco Sforza restituì al marchese Gian Lodovico Pallavicino il feudo di Bargone, unitamente a quello di Busseto.

Nel 1587 il castello fu conquistato dai duchi di Parma Farnese, che nel 1650 lo vendettero al marchese Felice Mari di Genova. Nel 1711 il maniero, ormai trasformato in elegante dimora nobiliare, passò ai marchesi Lomellino, che in seguito lo rivendettero ai Pallavicino di Genova; nella prima metà del XVIII secolo il castello fu alienato ai Pratolongo, che destinarono le terre attorno al maniero e le sue ampie cantine alla produzione di varie qualità di vino. Alla fine del secolo Carlo Farioli acquistò l'antica fortezza, oggi appartenente ai suoi discendenti.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

In treno[modifica]

In autobus[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Castello. Il castello, collocato sulla sommità del colle all'interno di un fitto bosco, si sviluppa attorno ad un cortile centrale quadrato. Ai piedi dell'altura, in corrispondenza del confine fra i pendii coltivati a vigneto e la zona boschiva più elevata, si innalza il piccolo rivellino medievale d'ingresso, ad arco a sesto acuto, coronato da merlature ghibelline; in facciata sono ancora presenti le alte fessure che ospitavano i bolzoni del ponte levatoio, di cui non rimangono altre tracce.
Le facciate in pietra e laterizio del castello, di aspetto ancora severo ed imponente, sono ingentilite dalle numerose finestre che si aprono soprattutto sul lato orientale, sviluppato su cinque livelli; spicca nell'ala sud-ovest l'alto mastio fortificato, in posizione dominante sulle vallate circostanti.
All'interno, in posizione centrale, si apre l'elegante cortile rinascimentale innalzato intorno alla metà del XVI secolo, con porticato angolare sviluppato su due lati, sostenuto da un colonnato di ordine tuscanico a serliana.
Gli interni sono caratterizzati dalla ricchezza delle decorazioni di numerosi ambienti, realizzate soprattutto nel corso del XVIII e XIX secolo. La Sala d'Armi è suddivisa da un elegante colonnato in due navate coperte da volte a crociera ornate da stucchi. In adiacenza si aprono le sale di rappresentanza, con soffitti a volta affrescati, antiche tappezzerie alle pareti ed arredi d'antiquariato; fra le altre, si distingue la decorazione del salone, dipinto fra il 1864 ed il 1884 dallo scenografo Girolamo Magnani, che vi raffigurò una serie di viste del castello nei diversi momenti della giornata, oltre a quattro paesaggi relativi a ciascuna stagione dell'anno. Al piano seminterrato si sviluppano, accanto alle antiche prigioni, le ampie cantine, ancora destinate alla produzione dei vini dell'azienda.
La leggenda
Come molti castelli, anche quello di Bargone sembrerebbe ospitare alcune presenze. Negli anni numerose sono state le segnalazioni da parte dei visitatori e lo stesso proprietario racconta di aver sentito "qualcosa", anche se pare che dagli inizi del XXI secolo i fenomeni siano quasi del tutto scomparsi.
  • Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice. Edificata originariamente in epoca medievale nei pressi del rivellino d'ingresso al castello, la chiesa fu completamente ricostruita nel 1759 in stile barocco; al suo interno, tra gli stucchi settecenteschi, sono conservati una statua in legno del beato Orlando de' Medici e una tela risalente al XVI secolo, rappresentante la Vergine Maria.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Trattoria La Frasca, Località Bargone Gorzano, 78, +39 0524 567691.

I vicini centri di Salsomaggiore Terme e Tabiano Terme offrono una nutrita scelta di locali di ristorazione.

Dove alloggiare[modifica]

I vicini centri di Salsomaggiore Terme e Tabiano Terme offron un'ampia gamma di scelta fra pensioni, alberghi ed hotel.

Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie

  • 3 Centrale, Via G. D. Romagnosi, 9.
  • 4 Cuoghi, Via Tabiano, 63/A (a Tabiano), +39 0524 565238.
  • 5 Internazionale, Viale Romagnosi, 8, +39 0524 573132.
  • 6 Rossi, Viale Giacomo Matteotti, 63, +39 0524 572068.
  • 7 Bonfanti, Piazza della Libertà, 3/A, +39 0524 572061.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Parma — Città d'arte fra le maggiori dell'Emilia, mantiene con grande evidenza aspetto, signorilità e modi di vita da Capitale, come lo fu per secoli. La reggia Farnese della Pilotta, la Cattedrale romanica, la chiesa della Steccata sono alcune delle emergenze monumentali che caratterizzano la città; di gran fama il suo Teatro, la sua tradizione musicale (Giuseppe Verdi), la sua scuola di pittura (Correggio, Parmigianino), il suo amore per la buona tavola (prosciutto crudo di Parma, salumi, parmigiano reggiano, lambrusco).
  • Abbazia di Chiaravalle della Colomba ad Alseno
  • Fidenza — Il Duomo di San Donnino, cattedrale della diocesi, rientra a pieno diritto nel novero delle grandi Cattedrali romaniche dell'Emilia, ad esempio quelle di Parma e di Modena; vanta una facciata -incompiuta- con statue e bassorilievi di Benedetto Antelami e della sua scuola.
  • Busseto — Fu capitale dello Stato Pallavicino per cinquecento anni, e conserva una struttura urbanistica di una certa eleganza: la Rocca pallavicina, il Duomo, le vie porticate. La sua fama universale è legata tuttavia all'essere la patria di Giuseppe Verdi, che qui campeggia in ogni dove.
  • Piacenza — Emiliana ma anche un po' lombarda, nodo stradale e ferroviario sulla sponda destra del Po, conserva un bel centro storico con considerevoli monumenti - il Palazzo comunale (il Gotico), il Duomo - e un impianto urbanistico signorile. Fu co-capitale del Ducato di Parma e Piacenza.
  • Castell'Arquato — Il borgo fortificato ed il suo castello rappresentano uno dei migliori esempi di urbanistica militare non solo del piacentino. Il Castello fu costruito per volere del comune di Piacenza tra il 1342 e 1349. All'interno è possibile visitare una mostra permanente sulla vita medievale e sulla storia della fortificazione. Dall'alto del mastio principale si gode una bella vista sui Colli Piacentini e sulla Bassa.

Itinerari[modifica]

  • Castelli del Ducato di Parma e Piacenza — Disseminati sull’appennino parmense e piacentino, ma presenti anche nella pianura a sorvegliare il confine naturale del Po, i numerosi castelli dell’antico Ducato di Parma e Piacenza caratterizzano tutta l’area. Baluardi militari in origine, molti di essi hanno mantenuto l’aspetto di rocca inaccessibile, molti hanno via via trasformato la loro natura bellica in raffinata dimora nobiliare; tutti perpetuano nel tempo l’atmosfera di avventura, di favola e di leggenda che da sempre è legata ai castelli, in molti dei quali si narra della presenza di spiriti e fantasmi.
  • Via Francigena — Antica strada di pellegrinaggio, conduceva i devoti dai Paesi d'oltralpe a Roma, da dove alcuni proseguivano poi per la Terrasanta. L'itinerario fu frequentatissimo in epoca medievale.


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