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Amantea
Panorama cittadino
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Posizione
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Amantea
Sito istituzionale

Amantea è una città della Calabria.

Da sapere[modifica]

Gode di un clima mediterraneo, di tipo tirrenico: il territorio di Amantea, ha una profondità media di soli due chilometri verso l'entroterra e si snoda invece lungo il mare per oltre tredici chilometri. Questo assicura una lunga durata della buona stagione. Nel periodo estivo quindi sono dominanti le brezze marine e collinari che rinfrescano l'aria. Le gelate sono rarissime, causate dalla vicinanza alla Catena Costiera dell'entroterra; piuttosto intense sono invece le precipitazioni piovose, peraltro concentrate nel semestre ottobre-marzo.

Cenni geografici[modifica]

Il territorio del comune di Amantea si estende in direzione nord-sud parallelamente al mar Tirreno. I confini naturali del comune di Amantea sono delimitati a nord con Belmonte Calabro dal fiume Verre, a ovest dal mar Tirreno, a sud con Nocera Terinese, in provincia di Catanzaro, dal fiume Savuto, e infine a est da alcune cime della Catena Costiera con i comuni di Cleto, Serra d'Aiello e con l'ex-frazione di San Pietro in Amantea.

Nel Medioevo, era territorio amanteano anche il comune di Belmonte Calabro con le sue frazioni: la giurisdizione della Comunità di Amantea sul solo castello di Belmonte decadde solo con la fondazione del castello stesso, nel 1270 circa, su ordine di Carlo I d'Angiò per punire una ribellione degli abitanti di Amantea. In seguito, nel 1345 la Comunità di Amantea fece ricorso alla regina Giovanna I di Napoli perché sanzionasse il feudatario di Belmonte Pietro Salvacossa che si era appropriato di alcuni territori amanteani: con un decreto regionale del 27 maggio la regina delimitò quindi i confini amanteani per la prima volta. Fu solo nel 1811, in età napoleonica, che venne sancita de iure la divisione tra i territori di Belmonte e Amantea, che fino ad allora era esistita de facto.

Dal luglio 1937 l'ex-frazione di San Pietro in Amantea ottenne l'autonomia amministrativa che conserva: il comune di Amantea perse così un territorio montuoso di 10 km² che andò a costituire il nuovo comune.

Cenni storici[modifica]

Nella località di Campora San Giovanni, frazione di Amantea, andrebbe localizzata la antica Temesa, mentre Clampetia sarebbe collocabile nella piana di Amantea, l'unico sinus della costa tirrenica cosentina.

I greci bizantini, quando conquistarono la Calabria, fondarono nell'area dell'attuale Amantea vecchia una cittadella fortificata chiamata Nepetia (Νεπετία).

Nepetia fu conquistata dagli arabi nel IX secolo, che la costituirono capitale di emirato e la ribattezzarono Al-Mantiah.

Quando, nell'885, Niceforo Foca riconquistò la città, rimase il nome di Amantea.

La cittadina fu elevata a sede vescovile finché non venne accorpata, sul finire dell'XI secolo, alla diocesi di Tropea.

Amantea non fu mai infeudata, se non per un brevissimo e travagliato periodo alla metà del XVII secolo. La cittadina mantenne sempre lo status di Città Demaniale, con istituzioni proprie. Amantea subirà l'occupazione francese prima nel 1799, poi nel 1803, e la seconda volta resisterà strenuamente agli invasori d'Oltralpe.

Amantea divenne, nel 1861, un comune del Regno d'Italia, dotata di molti uffici pubblici e scuole che ne hanno fatto il punto di riferimento del retrostante entroterra. Nel 1943 la città venne bombardata dagli alleati, che colpirono alcune case nella cittadella uccidendo anche bambini innocenti. Dopo il conflitto, la cittadina è risorta dalle macerie e ha iniziato la sua espansione che l'ha portata fino a raggiungere il mare, facendone una nota località balneare e turistica. Pochi anni fa è stato inaugurato il porto turistico di Campora San Giovanni.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In auto[modifica]

La più importante strada statale che attraversa il territorio amanteano per tutta la sua lunghezza è la Strada statale 18 Tirrena Inferiore, principale arteria del basso Tirreno cosentino, valida alternativa lungo costa dell'Autostrada del Mediterraneo. Il territorio comunale è, inoltre, attraversato trasversalmente dalla Strada Statale 278 che la collega a Cosenza attraversando gli abitati di Lago, Domanico e Carolei. Più a sud, in corrispondenza della frazione Oliva, è attraversato dalla Strada Statale 108 che passando da Aiello Calabro, conduce a Cosenza.

In nave[modifica]

Presso la frazione di Campora San Giovanni è stato realizzato e aperto il Porto Turistico Città di Amantea, importante porto turistico che ospita i battelli per Stromboli e le Isole Eolie.

In treno[modifica]

L'unica linea ferroviaria che attraversa il territorio amanteano è la Ferrovia Tirrenica Meridionale sulla quale sorge la stazione cittadina, rimodernata nel 2009. Una seconda stazione ferroviaria si trova a Campora San Giovanni.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Il centro storico di Amantea, aggrappato alla rupe del Castello, pur non essendo particolarmente vasto, riveste sicuramente un grande interesse turistico sia per la presenza di edifici monumentali e di grande panorama, sia per le caratteristiche dell'insediamento urbano.

  • Collegiata di San Biagio o chiesa matrice.
  • Chiesa di San Bernardino da Siena.
  • Chiesa del Carmine o di San Rocco.
  • Chiesa dei Cappuccini o di Santa Maria la Pinta.
  • Chiesa di Sant'Elia o del Gesù.
  • Chiesa di San Procopio.
  • Cappella Cavallo Marincola.
  • Palazzo delle Clarisse. Il palazzo fu costruito agli inizi del Seicento come sede del convento delle clarisse e tale restò fino al 1806, quando i francesi, a seguito dell'assedio di Amantea, lo confiscarono assieme ad altri beni ecclesiastici e successivamente lo rivendettero al marchese de Luca di Lizzano che ne fece la sua residenza nobiliare. I marchesi De Luca vissero nel palazzo fino al 1977. Successivamente a un periodo di abbandono e grave degrado, il palazzo fu acquistato e restaurato dall'attuale proprietario, Fausto Perri. Il palazzo delle Clarisse ospita attualmente attività culturali e commerciali.
  • Palazzo Mirabelli. Casa natale dell'illustre medico amanteano Giuseppe Mirabelli nonché del noto Avvocato del Foro Romano Alfredo Mirabelli Centurione.
  • Castello di Amantea. Il castello domina l'abitato dall'alto del colle, con la torre del Mastio al centro e i ruderi della vecchia chiesa di San Francesco d'Assisi (forse ex-Moschea) poco lontano. Dagli studi di Enzo Fera risulta ricostruito il sistema di difesa costiera edificato tra il 1100 ed 1600 d.C.; numerose si contano, infatti, torri e fortificazioni che fanno del comprensorio una zona un tempo molto ben presidiata contro le incursioni dei corsari barbareschi. Sono presenti manufatti ancora integri.


Eventi e feste[modifica]

  • Carnevale.
  • Giornate mediche amanteane.
  • Partita a scacchi con figure viventi.
  • Premio letterario Città di Amantea.
  • Giornata degli "Amanteani nel mondo".
  • La Guarimba International Film Festival.
  • La Fiera (La fiera dei morti). Simple icon time.svg Fine ottobre - inizio novembre.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Amantea è famosa per il suo dolce tipico, il Buccunotto, dolciume a forma di barchetta ripieno di cioccolata, spezie e altri ingredienti che per tradizione rimangono segreti dalle massaie e dalle pasticcerie che lo producono. Per la lavorazione dei Fichi Secchi al cioccolato nero e bianco e in altre ricette della tradizione. Inoltre, molto importante è anche la Lavorazione dei Pesci quali: alici, sarde e la neonata "rosamarina", che vengono preparate da aziende locali e da privati seguendo scrupolosamente le ricette tramandate dai vecchi pescatori.

Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 1 Ufficio postale Amantea, Via Amalfi, 7, +39 0982 490143, fax: +39 0982 428394. Simple icon time.svg Lun-Ven 8:20-19:05, Sab 08:20-12:35. Dotato di Wi-Fi ed ATM, possibile prenotazione tramite Internet.
  • 2 Ufficio postale Amantea 1, Corso Umberto I, 52, +39 0982 41397, fax: +39 0982 426324. Simple icon time.svg Lun-Ven 08:20-13:45, Sab 08:20-12:35.


Nei dintorni[modifica]


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