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Sarentino
Sarntal
Sarentino - il castello
Stemma
Sarentino - Stemma
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Sarentino
Sarentino
Sito del turismo
Sito istituzionale

Sarentino è un centro del Trentino-Alto Adige.

Da sapere[modifica]

Il suo territorio occupa la quasi totalità dell'omonima Val Sarentino.

Cenni geografici[modifica]

La Val Sarentino (Sarntal) vista da nord

Il suo territorio comunale è il più esteso di tutto il Trentino-Alto Adige e si identifica con la Val Sarentino, attraversata dal torrente Talvera e al centro delle omonime Alpi Sarentine. Tutta la valle è circondata da 140 cime. È abitato quasi esclusivamente da popolazione di madrelingua tedesca.

Malgrado la sua vicinanza con Bolzano, ha mantenuto fino ad oggi le sue forti tradizioni, grazie anche al suo isolamento perdurato fino agli anni Cinquanta a causa della strada al tempo impraticabile. La strada presenta ora 21 gallerie, e viene talvolta interrotta per frane (da qui la costruzione di nuove gallerie).

Ad ogni interruzione del collegamento viario con Bolzano (SS508), la strada per uscire dalla valle passa per il Renon; salvo d'estate, quando il Passo di Pennes (2.214 m s.l.m.) che porta a Vipiteno è libero dalla neve e dal pericolo di valanghe. A San Martino (Reinswald), in Valdurna, si trova una località sciistica, il comprensorio Reinswald appunto, con impianti di risalita. In cima alla Valdurna (Durnholzer Tal), a 1.570 m s.l.m., si trovano l'omonima frazione (ted. Durnholz) e l'omonimo ed affascinante lago di Valdurna.


Cenni storici[modifica]

La vallata è stata rinomata per il ricamo su cuoio, che si faceva (ma si cerca di mantenere viva la tradizione) con le rachidi delle penne di coda di pavone. Note rimangono anche la particolare arte di intagliare le pipe contadine Reggele, oltre alle tessiture a mano ed il lavoro a maglia.

La parrocchia di Sarentino è dell'Ordine teutonico ininterottamente dall'alto medioevo sino ai giorni nostri, facendo parte del Baliato An der Etsch. Il cardinale Enea Silvio Piccolomini, che diventò Papa Pio II, è stato parroco prebendario di Sarentino ma non ha mai visitato il paese. Famosi in tutto l'Alto Adige sono il Sarner, ovvero una particolare giacca di lana, cucita a mano, nonché i costumi tradizionali della valle, la Sarner Tracht.

Il toponimo, attestato già nel 1142, si può forse collegare con il nome della popolazione dei Sarunetes che vivevano alle sorgenti del Reno.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo estesissimo territorio comprende anche i paesi di Acereto (Agratsberg), Boscoriva (Unterreinswald), Campo di Ronco (Gebracksberg), Campolasta (Astfeld), Collerno (Glern), Gentersberg-Kandelsberg, Lana al Vento (Windlahn), Montenovale (Riedelsberg), Montessa (Essenberg), Mules (Muls), Pennes di Dentro (Innerpens), Pennes di Fuori (Außerpens), Pozza (Putzen), Prati (Auen), Riobianco (Weißenbach), Riodeserto (Öttenbach), San Martino (Reinswald), Sarentino (Sarnthein), Selva di Vormes (Vormeswald), Sonvigo (Aberstückl), Spessa (Dick), Stetto (Steet), Trina (Trienbach), Valdurna (Durnholz), Vangabassa (Niederwangen), Villa (Nordheim)

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

  • 1 Aeroporto di Bolzano-Dolomiti (IATA: BZO) (6 km dal centro di Bolzano), +39 0471 255 255, fax: +39 0471 255 202. Simple icon time.svg apertura al pubblico: 05:30–23:00; apertura biglietteria: 06:00-19:00; il check-in per voli da Bolzano è possibile solo da 1 ora ad un massimo di 20 minuti prima della partenza. Piccolo scalo regionale con voli di linea da e per Lugano e Roma con Etihad Regional (by Darwin Air). In alcuni periodi dell'anno, la compagnia Lauda Air collega la città con Vienna una volta a settimana. Più numerosi invece i voli charter.
  • 2 Aeroporto di Verona (Catullo), Caselle di Sommacampagna, +39 045 8095666, @ .
  • 3 Aeroporto di Brescia (D'Annunzio), Via Aeroporto 34, Montichiari (I collegamenti con l'aeroporto di Brescia sono garantiti dai trasporti pubblici tramite il bus/navetta. La fermata a Brescia città è situata alla stazione dei pullman (numero 23), mentre quella dell'aeroporto è al fronte terminale. Sono inoltre previsti collegamenti per la città di Verona attraverso la linea bus/navetta 1), +39 045 8095666, @ . Solo Charter

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg I servizi di trasporto pubblico con pullman in Alto Adige sono gestiti da SAD [1]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Lago di Valdurna
  • 1 Lago di Valdurna (Durnholzer See). È un piccolo lago alpino situato nella Valdurna a 1.545 m; dista circa 30 km da Bolzano e 15 da Sarentino. Per raggiungere il lago si deve prendere la deviazione che dalla strada principale (la statale che percorre da nord a sud la vallata), nei pressi di Campolasta (Astfeld), si dirige a est, verso gli impianti sciistici di Reinswald ed appunto il lago.
Il lago stesso è però non raggiungibile direttamente in macchina, infatti si arriva ad un vicino parcheggio a pagamento. Da qui parte una strada che dopo 300 m circa porta al lago.
Una delle tante saghe dell'Alto Adige racconta che il lago si è formato sul podere di un contadino che aveva rastrellato del fieno dopo l'Ave Maria del sabato.
Castel Regino
  • 2 Castel Regino (Burg Reineck). Il mastio e la cappella risalgono al XIII secolo - la prima menzione è del 1263 (castrum Sarentine) -, ma non sono da escludere costruzioni antecedenti. Caratteristica di questo maniero è il fatto che nella sua conformazione originaria il palazzo aveva un'unica grande sala, ornata da colonne gotiche. In questa sala si ha notizia di una grande festa per le nozze della figlia del castellano - signore di Velturno - con Alberto di Matsch, nel 1265.
Pure del Duecento è la cappella dedicata a S. Giorgio (St. Georgskapelle) che vanta un affresco del 1250 ca., il più antico della valle.
La torre di ingresso merlata riporta gli stemmi della casa d'Austria e dei conti di Tirolo.
Dopo i Velturno, il castello cambiò più volte proprietà, così nel 1363 andò quale feudo asburgico al nobile Petermann von Schenna. Nel 1635 fu acquistato da David Wagner di Bolzano, capostipite di una famiglia di commercianti, che dal 1681 si fecero chiamare conti di Sarentino (Grafen von Sarnthein) e risiedevano per di più nel castel Kellerburg a Sarentino stessa. Il castello rimase di proprietà dei conti di Sarentino fino al 1963, quando fu acquistato dalla famiglia Vergerio.
L'11 aprile 2015 parte della cinta muraria del castello è crollata improvvisamente. Il crollo è stato ripreso in maniera fortuita da due turisti di passaggio.
La leggenda dell'assedio
Una leggenda è legata alla nascita del castello. Intorno al 370 un esercito barbaro stava saccheggiando e depredando i borghi della zona, e puntava su Sarentino. Gli anziani decisero di stipare la torre di viveri e far rinchiudere la popolazione nel castello.
I barbari, misero sotto assedio il castello, ma - nonostante ripetuti tentativi - non riuscirono ad espugnarlo. L'assedio si protrasse: i barbari speravano di prendere il castello per fame. Due anni dopo l'assedio però durava ancora, e gli assedianti (ormai a corto di viveri) sentivano giungere dall'interno del castello rumori di banchetti.
L'assedio fu tolto quando gli assediati scaraventarono giù dalle mura un bue arrostito. I barbari deposero le armi e si misero a coltivare i campi dei dintorni, abbandonati da tempo e nel frattempo cominciarono le trattative fra le due parti.
La situazione precipitò però quando uno dei barbari scoprì, scavando, la galleria attraverso la quale il castello era stato rifornito durante quei mesi. L'assedio fu immediatamente ripreso e la galleria ostruita. Poche settimane dopo, il castello capitolò, e pochi furono i sopravvissuti.
Un fondo di verità alla leggenda è dato dall'esistenza della galleria, che collega il castello ad un maso distante 600 metri, e dal ritrovamento di frecce con la punta in pietra in un fossato ai piedi della torre.
  • Chiesa di San Valentino. sul Gentersberg, è la chiesa più antica della vallata, con un particolare ciclo di affreschi. Si è calcolato che le opere murarie risalgono al XII secolo.
  • 3 Chiesetta San Giovanni, Via Andreas Hofer, 41. Nel bosco nella valle Pennes, risale al 1530. Si pensa che il sito sia stato un luogo di culto pagano, dedicato al dio sole.
  • 4 Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, Via Andreas Hofer 1.
  • 5 Museo Rohrerhaus, Via Ronco, 10, +39 0471 622786, fax: +39 0417 620438, @ . Ecb copyright.svg offerta libera. Simple icon time.svg metà giu–fine ott - gio h 15–18, 20–22; visite guidate h 15, 16.30, 20.30 - ven–dom h 15–18 (visite guidate h 15, 16.30). È collocato in uno dei più grandi masi della valle. Oltre a stube, cucina e un’altra piccola stube fanno parte del complesso anche il forno e il mulino. Il maso era già menzionato nel 1280.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Specialità gastronomiche tradizionali sono: i prodotti di malga, le trote sarentine, i tipici „Striezl“, i Krapfen, i ravioli al ripieno di ricotta e erbe locali, la zuppa d'orzo e il pesto al pino mugo.

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

  • 4 Polizia locale, Piazza Chiesa n. 1, 2° piano, +39 0471 620777, fax: +39 0471 622280.

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia

  • 5 Regensberger, Vicolo Dell'Ospedale 1/a, +39 0471 623125.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 6 Poste italiane, via Postwiese 8, +39 0471 623132, fax: +39 0471 623790.


Nei dintorni[modifica]

  • Bolzano — Principale città dell'Alto Adige ne è il capoluogo amministrativo ed economico. Il suo centro storico fonde mirabilmente i caratteri architettonici ed urbanistici nordici con quelli italiani mostrandosi con un tono di signorile eleganza.
  • Vipiteno — È uno dei Borghi più belli d'Italia. Il suo nucleo storico è rimasto quasi intatto nella sua conformazione del XII secolo. Solo della cinta muraria rimangono pochi tratti. Caratteristiche sono le case dotate dei particolari bovindi o Erker, balconi aggettanti coperti e chiusi.

Itinerari[modifica]

  • Castelli dell'Alto Adige — Un percorso alla scoperta dei manieri altoatesini che, nati per fini militari, divennero poi in gran parte raffinate dimore signorili, centri di cultura, esempi di pregevole architettura, testimonianza della grandezza delle famiglie che li fecero edificare.

Informazioni utili[modifica]


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