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Roccamandolfi
Il Matese da Roccamandolfi
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Reddot.svg
Roccamandolfi
Sito istituzionale

Roccamandolfi è un centro del Molise.

Da sapere[modifica]

Il monte più alto del Massiccio del Matese (catena montuosa appenninica del Molise) raggiunge i 2.050 m s.l.m. e rientra nel territorio del comune di Roccamandolfi.

Cenni geografici[modifica]

Nell'Appennino molisano in territorio isernino, al confine con la Campania, dista 26 km da Isernia, 40 da Campobasso, 15 da Bojano.

Quando andare[modifica]

Attualmente Roccamandolfi non conosce più il freddo rigido che provocava nevicate eccezionali fino a qualche decennio fa, al contrario il clima estivo raggiunge e supera ormai i 35 °C ogni anno. Il clima però è secco e l'aria si mantiene più fresca che nei paesi limitrofi anche in piena estate.

Cenni storici[modifica]

Il toponimo Roccamandolfi è di origine longobarda, ovvero Rocca di Maginulfo, appartenente alla famiglia reale, che ricopriva la carica di Castaldo d'Aquino al termine del IX secolo. Per corruzione linguistica in seguito il toponimo divenne Roccamandolfi. Sotto i Longobardi il luogo era parte della Contea di Bojano; con i Normanni il borgo venne aggregato alla Contea di Molise. Castellano di Roccamandolfi fu il conte Carlo Pannone (poi diventato Pandone).

Il castello di Roccamandolfi subì vari assalti ed assedi, finché la Rocca Maginulfi venne distrutta dal conte di Acerra, Tommaso I d'Aquino, per volere del re. L'annesso borgo fu riedificato più a valle (in località “Casale”), dove sorge l'odierna Roccamandolfi. Il castello e il villaggio persero ogni rilevanza strategica: cominciò così la compravendita del feudo da parte dei vari nobili della città di Napoli. Si succedettero nel possesso fra gli altri: Roccafoglia, Gaetani, Cennamo, Artois, Perez, Rizzo, Pignatelli; questi ultimi assursero al titolo di Duchi di Roccamandolfi, conservando il feudo fino al 1806, anno dell'abolizione della feudalità.

Nel 1780 la duchessa Anna Pignatelli ottenne dal Papa Pio VI il corpo di San Liberato Martire da venerare presso la Chiesa di San Giacomo Maggiore (21 marzo 1780). Roccamandolfi è famoso per essere stato, tra i molisani, la patria di molti uomini dediti al brigantaggio postunitario. Ciò che è meno noto è che a Roccamandolfi era nato già nel 1799 un tipo di brigantaggio legato alla politica più che all'esasperazione e alla rivolta. In epoca recente il paese conobbe, al pari di molti centri del sud, una forte emigrazione.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche la località Masseria di Rio.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Autostrada A14 Italia.svg Autostrada Adriatica A14
  • da nord uscire al casello di Montenero di Bisaccia/Vasto Sud/San Salvo, immettersi sulla SS 650 (Fondo Valle Trigno) in direzione di Isernia, a Isernia continuare dritto, prendere la SS 17, svoltare sulla SP 75 in direzione di Roccamandolfi.
  • da sud seguire la direzione Pescara, continuare sull'autostrada A16, seguire la direzione Benevento, a Benevento continuare sulla SS 88, uscire a Campobasso, prendere la SS 87 (strada statale Bifernina) in direzione di Campobasso/Isernia, proseguire sulla SS 17 in direzione di Cantalupo nel Sannio, continuare sulla SP 75 in direzione di Roccamandolfi.
  • Autostrada A1 Italia.svg Autostrada del Sole A1
  • da nord uscire a San Vittore, seguire la direzione Venafro sulla SS 6, a Venafro continuare sulla SS 85, proseguire sulla SS 17, svoltare sulla SP 75 in direzione di Roccamandolfi.
  • da sud uscire al casello di Caianello, seguire le indicazioni per Isernia, SS 85, continuare sulla SS 17, svoltare sulla SP 75 in direzione di Roccamandolfi.
  • Da Isernia prendere la SS 85, continuare sulla SS 17 in direzione di Campobasso, svoltare sulla SP 75 in direzione di Roccamandolfi.
  • Da Campobasso prendere la SS 87 (strada statale Bifernina), in prossimità di Vinchiaturo continuare sulla SS 17 in direzione di Cantalupo nel Sannio, continuare sulla SP 75 in direzione di Roccamandolfi.

In treno[modifica]

  • Italian traffic signs - icona stazione fs.svg Stazione ferroviaria di Isernia (distante 26 km circa) dove si incrociano le linee:
Collegamenti per Roccamandolfi in autobus con le Autolinee "Lariviera" (Linea Isernia - Roccamandolfi).

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Le principali aziende di trasporto pubblico che operano nel territorio molisano sono le seguenti
  • Autolinee Lariviera [1]
  • Autolinee SATI [2]
  • Autolinee Molise Trasporti [3]
  • Autoservizi F.lli Cerella: Per collegamenti ad Isernia da Roma e da Napoli


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Santuario di San Liberato. A Roccamandolfi è presente un santuario che custodisce le reliquie di San Liberato Martire da oltre 200 anni. È un santo molto venerato in tutto il paese e nei paesi limitrofi, e molti pellegrini, durante i giorni a lui dedicati , si recano sul posto come segno di devozione.
  • Chiesa dei Santi Martiri. Detta semplicemente "Dei Santi", conserva molte statue, fra le quali quelle di San Sebastiano, sant'Anna e san Donato. A quest'ultimo, fin dai tempi antichi considerato il protettore degli epilettici (l'epilessia in dialetto molisano si chiama "il mal di San Donato") era dedicata una fiera di bestiame e una grande festa. Oggi dietro l'altare della piccola chiesa resta ancora lo strumento col quale gli abitanti del paese e dei borghi limitrofi venivano a pesare i propri figli, offrendo, per la loro benedizione da parte del Santo, un quantitativo di grano pari al peso del bambino.
  • Chiesa di S. Giacomo Maggiore. Il Santuario di San Liberato è un tempietto ricavato nell'abside della Chiesa di San Giacomo Maggiore, ma attualmente l'intero edificio sacro è considerato sia "Santuario di San Liberato" che "Chiesa di San Giacomo Maggiore", in cui sono conservate anche alcune reliquie del Santo Apostolo.
  • Castello Longobardo-Normanno. Sulla sommità del colle su cui si trmva il paese sono presenti i ruderi di un castello normanno costruito su una preesistente fortezza longobarda. Il castello è stato oggetto di studi approfonditi anche in tempi recenti (2006)
  • Croce Viaria. All'entrata del borgo, in quello che era anticamente l'unico ingresso del paese, è presente un'interessante croce viaria; insieme alla devozione per S. Giacomo il Maggiore essa fa pensare che Roccamandolfi sia stata una delle mete o delle tappe per i pellegrini che si recavano a Santiago di Compostela. Probabilmente fu eretta nel secolo XIV per volere dei sovrani angioini al termine di una vittoriosa "caccia" a un gruppo di eretici asserragliati tra le rovine del castello normanno.
  • Parco Trainara. Nella zona bassa del centro abitato, consiste in una piazzetta antistante una antica fontana da cui sgorgano le acqua del Matese, da un mosaico pavimentale che rappresenta lo stemma comunale e da un baldacchino di cemento che indica il luogo dove è possibile raccogliere l'acqua. Di fronte al parco, a testimonianza dell'abbondanza di acqua della zona, si trova il Lavatoio Pubblico (Fontana Grotte, in roccolano La Rotte), un abbeveratoio del '700 che reca a lato una lapide ora quasi illeggibile in cui sono indicati il sindaco che volle l'opera e la data di costruzione della stessa, e un'altra fontana ben conservata.
  • Ponte Tibetano. Nei pressi del Castello è stato installato da qualche anno un ponte metallico sospeso in aria per scopi principalmente turistici.
  • Ponte di San Bernardino e Macchialonga. All'entrata del paese, dopo la località "Macchie" ci si imbatte nel ponte di San Bernardino, principale accesso al centro abitato e sede di un'altra grande fontana. Non lontano da questa fonte, si può salire verso il primo luogo dove secondo la tradizione il corpo di San Liberato venne poggiato in terra e dove le sacre spoglie divennero tanto pesanti da non poter essere più trasportate verso Napoli.


Eventi e feste[modifica]

  • Festa di San Liberato. Vengono venerate le spoglie del Martire presenti nel santuario. Si svolge la prima domenica di giugno. Un tempo i pellegrini di tutto il Matese campano e molisano si recavano in visita dal santo per i quindici giorni prima e i quindici giorni dopo tale data. Oggi gli stessi si recano in pellegrinaggio a Roccamandolfi solo dal venerdì precedente secondo un calendario prestabilito. I festeggiamenti comprendono i fuochi d'artificio.
  • Giornata del pastore (a Campitello di Rocca). Simple icon time.svg Verso la metà di luglio. Manifestazione di carattere agro-pastorale con degustazione di prodotti tipici.
  • Festa di San Giacomo Maggiore. Simple icon time.svg 25 luglio. Negli ultimi anni alle manifestazioni religiose (processione e santa Messa) sono state abbinate anche la "Gnoccata" o sagra degli gnocchi e una manifestazione di interregionale di costumi e balli della tradizione folkloristica centro-meridionale.
  • Festa di San Donato. Come in molti altri centri del Molise e del centro-sud Italia, a Roccamandolfi si venera San Donato d'Arezzo. Il 6 agosto a Roccamandolfi si tengono processioni, sante Messe in onore del Santo e delle manifestazioni musicali (concerti gratuiti).


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 41.49600814.3754441 Agriturismo Enoteca La Curea, Località Curea, +39 340 0868596.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • Casa dell'ospite (Ostello comunale), corso Umberto, +39 329 8005569.

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Bojano
  • Piedimonte Matese
  • Isernia — Tra i primi insediamenti paleolitici documentati d'Europa, fu poi fiorente città sannita, capitale della Lega Italica, in seguito Municipium romano. Il suo millenario passato le ha lasciato un importante patrimonio monumentale che si estende fino all'epoca preromana, oltre ad importantissimi reperti della preistoria.

Itinerari[modifica]

  • Castelli della provincia di Isernia — Sono numerosi i manieri dell'Appennino molisano nei paesi dell'[Alto Molise]], dell'Isernino e del Venafrano. Alcuni sono diroccati per vicende belliche o per terremoti; altri sono stati recuperati; molti hanno aspetto militaresco, con poche o nessuna evoluzione architettonica esteriore di trasformazione in dimora signorile.


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