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Rabbi

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Rabbi
Veduta della val di Rabbi
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Posizione
Mappa dell'Italia
Rabbi
Rabbi
Sito istituzionale

Rabbi è un comune del Trentino-Alto Adige.

Da sapere[modifica]

Rabbi è un comune sparso il cui territorio coincide con la Val di Rabbi; pertanto l'ente territoriale e l'entità geografica si identificano.

Il rabiés, ovvero il dialetto parlato in Val di Rabbi, appartiene alle parlate retoromanze e nello specifico esso è assimilato al ladino anaunico.

Cenni geografici[modifica]

Il comune e la valle di Rabbi costituiscono una valle laterale della Val di Sole e si estendono per una decina di chilometri a nord-ovest di Malé.

La sua conformazione prettamente alpina la rende una delle valli più suggestive del Trentino, caratterizzata da ampi pascoli, verdi boschi, infinite malghe e innumerevoli masi, i caratteristici edifici rurali in legno. Più della metà del territorio del comune di Rabbi è compreso nel Parco nazionale dello Stelvio. La valle è percorsa dal torrente Rabbies che a Malé incontra il Noce. La sede municipale dista 8 km da Malè.

Cenni storici[modifica]

Fino al 1000, a differenza di gran parte delle località solandre, Rabbi dovrebbe essere stata terra di nessuno e priva quindi di insediamenti causa l'asprezza del suo territorio. La sua giurisdizione apparteneva ai feudatari di castel Caldes e in particolare al membro più anziano della casata. Secondo A. Gorfer il periodo insediativo avvenne nei secoli dal X al XIV durante il fenomeno europeo del primo assalto alle risorse naturali. Storicamente e giuridicamente sono importanti le consortele, comproprietà collettive collegabili alla divisione degli antichi beni feudali. Possono anche essere considerate le remote radici dello sviluppo cooperativistico trentino di fine Ottocento.

Numerose sono le leggende che circondano la zona: si narra che a Rabbi le streghe trescavano attorno ad un masso di grandi dimensioni e che l'anima inquieta del Grotol, un aguzzino dei conti di Caldes, impauriva la gente con rumori di catene, orme di capra sulla neve e rotolando sassi verso i masi.

Storicamente la formazione in comune autonomo è piuttosto recente, risalendo al 1800. Non esiste infatti alcun centro che porti il nome di Rabbi.

I Rabbiesi si distinguevano negli anni passati in tutti quei lavori legati al mondo agricolo e pastorale. Erano conosciuti particolarmente come valenti pastori, malgari e casari, professione quest'ultima che assicurava autorità e rispetto. L'avarizia del suolo ha sempre alimentato una forte emigrazione. Le professioni più gettonate erano quelle di squadratori di legname, segantini chiamati in dialetto rasejini e infine nello scorso secolo gli operai addetti alla costruzione di linee ferroviarie.

In passato la sponda destra della val di Rabbi è stata oggetto di estrazioni minerarie anche se molto modeste rispetto alla Val di Peio. Attualmente l'economia è legata al turismo ed all'agricoltura.

La Val di Rabbi ha conosciuto un affollato turismo d'élite, dovuto alla scoperta ed allo sfruttamento delle acque minerali. A metà '800 Rabbi era una ridente stazione di cura che accoglieva molti visitatori per stagione. Nel secolo scorso il sacerdote e scienziato Antonio Stoppani, autore de Il Bel Paese e frequentatore della località augurava a questi luoghi un prospero futuro turistico. Era luogo di villeggiatura anche per il musicista Arturo Benedetti Michelangeli.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Le sue frazioni principali sono, nell'ordine in cui si incontrano risalendo la valle: Pracorno (Pracorn), San Bernardo (San Bernart) (sede municipale e centro amministrativo del comune), Piazzola (Plazölô) e Rabbi Fonti (Le Aque, sede delle Terme di Rabbi).

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

  • 1 Aeroporto di Bolzano-Dolomiti (IATA: BZO, ICAO: LIPB) (6 km dal centro di Bolzano), +39 0471 255 255, fax: +39 0471 255 202. Simple icon time.svg apertura al pubblico: 05:30–23:00; apertura biglietteria: 06:00-19:00; il check-in per voli da Bolzano è possibile solo da 1 ora ad un massimo di 20 minuti prima della partenza. Piccolo scalo regionale con voli di linea da e per Lugano e Roma con Etihad Regional (by Darwin Air). In alcuni periodi dell'anno, la compagnia Lauda Air collega la città con Vienna una volta a settimana. Più numerosi invece i voli charter.
  • 2 Aeroporto di Verona (Catullo), Caselle di Sommacampagna, +39 045 8095666, @ contatti@aeroportoverona.it.
  • 3 Aeroporto di Brescia (D'Annunzio), Via Aeroporto 34, Montichiari (I collegamenti con l'aeroporto di Brescia sono garantiti dai trasporti pubblici tramite il bus/navetta. La fermata a Brescia città è situata alla stazione dei pullman (numero 23), mentre quella dell'aeroporto è al fronte terminale. Sono inoltre previsti collegamenti per la città di Verona attraverso la linea bus/navetta 1), +39 045 8095666, @ contatti@aeroportoverona.it. Solo Charter

In auto[modifica]

  • La strada provinciale 86 Strada Provinciale 86 Italia.svg, che percorre tutta la valle, mette in comunicazione con la statale 42 Strada Statale 42 Italia.svg del Tonale e della Mendola.

In treno[modifica]

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg I servizi di trasporto pubblico con pullman in Alto Adige sono gestiti da SAD [1]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • 1 Piazzola (Plazölô). La frazione domina tutta la valle dall'alto dei suoi 1314 metri. La sua chiesa, dedicata a San Giovanni Nepomuceno e alla Madonna di Loreto si impone sulle frazioni sottostanti.
Da Piazzola partono i sentieri per raggiungere i rifugi Lago Corvo (2425 m s.l.m.,poco distante dal passo di Rabbi che collega la valle con la val d'Ultimo (Val d'Outem) e Dorigoni (2437 m s.l.m.).
  • 2 Pracorno (Pracorn). È il primo paese che si incontra venendo da Malé. Ha circa 200 abitanti suddivisi in una serie di minuscole frazioni (talvolta anche formate da solo un paio di case). A Pracorno si trova il molino Ruatti, antico mulino ottocentesco oggi adibito a museo di archeologia artigianale di montagna.
  • Molino Ruatti, +39 0463 903166, +39 338 2317221, +39 3398665415. Di costruzione ottocentesca, è stato completamente restaurato nel 2004 e oggi è costituito in museo. I vari locali danno esattamente l'dea di come era organizzato questo edificio abitazione-laboratorio. Si visitano:
La stalla: nella vecchia stalla sono esposte le antiche mangiatoie di legno, originali. Sopra sono anche scritti i nomi delle mucche: Stila, Spezola, Chieta, Mora, Grisa. Completano l'esposizione alcuni attrezzi da lavoro;
La cucina: entrando a sinistra è posto l'antico focolare di tipica fattura trentina, con piastrelle in maiolica. Sotto una finestra vi è un acquaio. Lungo le pareti affrescate sono posti vari pezzi d'arredo dell'epoca, corredati da oggetti d'uso come piatti e paioli in rame;
Stanza padronale: attrattiva della sala è il grande letto posto al centro. La testiera è in legno lucido e intarsiato, mentre nell'angolo della stanza si può osservare un armadio dell'epoca. Sulla stessa parete si apre una finestrella molto piccola che, presumibilmente, serviva a sorvegliare eventuali visitatori. Accanto si trova un tavolo di legno antico con la sua sedia, anch'essa decorata da vari intarsi. Per riscaldare la stanza veniva usata una stufa in maiolica, ancora presente ed esposta nella sala;
Camere da letto: affiancate alla stanza padronale si hanno altre due camere da letto: nella prima si osservano pochi elementi, fra cui il letto e una sedia di legno lucidato e intarsiato. Nell'altra camera, completamente rivestita di legno, si trova un'altra, grande stufa in ceramica verde;
Il salone: posto all'ultimo piano, è molto spazioso e luminoso e raggiungibile attraverso l'originale scala in legno. Si affaccia su un balcone, che dà sull'uscita posteriore.
La soffitta: notevolmente restaurata, si raggiunge passando per una ripida scala di legno. Il pavimento è in legno, mentre i muri sono in pietra. Il sottotetto, visibile in tutta la sua estensione sul fabbricato, è in legno con travi a vista. L'arredo è costituito da una sola panchina. In fondo è posta l'apertura che consentiva di trasferire il fieno dalla soffitta alla stalla sottostante.
La stanza dei servi: si trova in soffitta e si può vedere attraverso un grande vetro. Vi è una vecchia slitta, mentre a lato si apre una piccola porta. All'interno si trovava lo stretto indispensabile per dormire.
  • 3 Rabbi Fonti (Le Aque). Le Aque, situate in fondo alla valle, sono in realtà una frazione di Piazzola. Ai tempi dell'impero austro-ungarico la località godeva di notorietà e di un certo sviluppo turistico legato alle acque termali.
Alle Terme di Rabbi sgorga un'acqua un tempo altamente ferruginosa e gassata. In questa località vi è anche una chiesetta dedicata a Sant'Anna, un centro visitatori del Parco nazionale dello Stelvio, una pista per lo sci di fondo nei mesi invernali ed una "balerô" nella quale si tengono delle feste campestri durante l'estate e la terza domenica di settembre la "Desmaglidô", il folkloristico ritorno in paese delle mucche, delle capre e delle pecore dopo l'alpeggio estivo.
  • 4 San Bernardo (San Bernart). È la sede amministrativa del comune. Qui sono presenti i principali servizi: comune, parrocchia, farmacia, banca, ufficio postale e la stazione carabinieri.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • 1 Ristorante Bar Posta, Frazione Pracorno, 112, +39 0463 900093.
  • 2 Ristorante Bar Alla Posta, Frazione S. Bernardo, 134, +39 0463 985000.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]


Sicurezza[modifica]

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Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]


Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

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