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Borgo di Arquata

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Borgo di Arquata
Il paese visto dalla torre del mastio della rocca di Arquata del Tronto
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Posizione
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Borgo di Arquata
Borgo di Arquata

Borgo di Arquata è una frazione del comune di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, nella regione Marche.

Da sapere[modifica]

Allunga il suo centro urbano, quasi come un ininterrotto continuum da quello di Arquata. Da sempre legato alle sorti e alla storia del capoluogo è stato un insediamento dedito al commercio. Deriva il suo toponimo dalla parola latina "burgus, burgi", che vuol dire borgo o piccolo sito abitato. Terra benedettina, caratteristici il vino pecorino, di castagne e marroni, le mele rosa, le mele ruzze o rozze.

Cenni geografici[modifica]

Il paese si trova a 670 m slm, nella zona dell'Alta Valle del Tronto, sulla SP89, antica sede della Consolare Salaria che collegava il mare Adriatico con Roma ai tempi della Regio V Picenum. La sua posizione geografica consente di raggiungere agevolmente molte frazioni del territorio comunale e le falde del monte Vettore.

Quando andare[modifica]

Il piccolo centro può essere meta di visita e soggiorno in ogni stagione dell'anno avendo strutture ricettive, impianti sportivi e un clima tipico di media montagna con primavere ed estati dalle temperature gradevoli ed inverni con qualche precipitazione nevosa.

Cenni storici[modifica]

Le fonti documentali non forniscono notizie certe sull'origine del primo insediamento. Probabilmente fu la sede della Statio Surpicanum, rappresentata sulla Tavola Peutingeriana dei percorsi militari dell'Impero romano, indicata tra le due Statio: Ad Martis e Ad Aquas (oggi: Tufo ed Acquasanta Terme), lungo la Salaria. Lo studio di questa informazione ha condotto gli storici a ritenere che Surpiacanum possa essere collocata nella stessa posizione della Piana di San Salvatore del paese. Nel I secolo d.C., l'area dell'Alta valle del Tronto e quindi anche il territorio del paese di Borgo appartenevano alla famiglia dell'imperatore romano Vespasiano. Le vicissitudini storiche di questa frazione si confondono con le stesse di Arquata da cui non fu mai separata.

Come orientarsi[modifica]

Borgo di Arquata è attraversato dalla SP89 Valfluvione e dalla SP129. Queste sono le due strade che raggiungono la maggior parte delle frazioni della municipialità arquatana. Percorrendo la SP89 si arriva a: Piedilama, Pretare, al valico di Forca di Presta e alle falde del monte Vettore. Seguendo la SP129 si raggiungono: Arquata, Vezzano, Pescara del Tronto, Tufo, Capodacqua e il valico di Forca Canapine. Sulla sede della SP129 si apre la piccola strada che raggiunge la frazione di Camartina.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Gli aeroporti più vicini sono:

In auto[modifica]

Autostrade:

Viabilità ordinaria:

  • SS4 Salaria

In treno[modifica]

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Ascoli Piceno.

In autobus[modifica]


Come spostarsi[modifica]

I mezzi di trasporto più comodi per gli spostamenti nel territorio sono l'automobile, la moto e la bicicletta. All'interno del paese è agevole muoversi a piedi, le vie ed i vicoli sono in buone condizioni ed hanno comode pendenze e modeste salite, accessibili anche a persone con disabilità.

Cosa vedere[modifica]

La Sindone di Arquata
  • Sindone di Arquata — La Sindone di Arquata, si trova esposta all'interno della chiesa di San Francesco. Il telo, rinvenuto dietro una nicchia di un altare nel XVII secolo, è una rappresentazione estratta del sacro lino di Torino. È stata accostata con l'originale negli anni 1655 e 1931. Forse, le gerarchie ecclesiastiche hanno voluto affidarla alla custodia dei frati di Borgo per avere una "copia di sicurezza" dell'altra che era in possesso della Real Casa Savoia.
Affresco della Madonna con Santi, eseguito nel 1527 ed attribuito alla scuola di Cola dell'Amatrice
Altare della Madonna del Rosario con la rappresentazione di 15 misteri
Interno della chiesa di San Francesco
  • 1 Chiesa di San Francesco (Zona centrale del paese, lungo la SP89). Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Edificata seguendo caratteri e linee dello stile romanico, appartenne all'omonimo complesso conventuale dedicato al santo d'Assisi. Il suo interno è diviso in due navate, riccamente arredate da altari lignei con reliquiari, un altare in stucco, il pulpito sorretto da colonne tortili, una cantoria poggiante su un pilastro in arenaria, il coro ligneo, cui si aggiunge un bel portale esterno, tutti databili tra il XVI ed il XVII secolo. Di particolare interesse il soffitto a cassettoni, di scuola nursina. Nel fondo alla navata destra, nello spazio della cappella, è permanentemente esposta una copia della Sacra Sindone di Torino, racchiusa nella sua teca di protezione, affiancata all'altare dedicato a san Carlo Borromeo.
  • 2 Convento di San Francesco (Zona centrale del paese, lungo la SP89, affiancato alla chiesa di San Francesco). Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Fondato, probabilmente, nell'anno 1251, apparteneva all'Abbazia Benedettina di San Pietro di Borgo. Questo fu il primo edificio del cenobio ad essere edificato. Più tardi, si aggiunse il completamento della chiesa. L'intera fabbrica fu restaurata nel corso del tempo fino ad essere ricostruita nel periodo rinascimentale. Tra i maggiori benefattori dei religiosi si ricorda la locale famiglia Bucciarelli che aiutò la comunità dei frati mediante donazioni, pagamenti per i necessari interventi risarcitori e lasciti testamentari. I monaci, che non potevano possedere beni materiali, ritennero di contravvenire alla regola di povertà dettata da Francesco d'Assisi. Decisero, quindi, di cedere il loro cenobio ai frati conventuali della Provincia umbra che comprendeva anche la zona dell'arquatano. All'inizio del XIX secolo il monastero aveva una consistenza di due piani ed un chiostro a pianta quadrata. Gli spazi erano destinati alle celle dei religiosi, alla refezione e all'accoglienza dei visitatori. Il convento fu chiuso ed abbandonato nella prima metà del 1800 ed affidato dal vescovo di Ascoli Giovanni Francesco Cappelletti alla Provincia Francescana delle Marche retta dal religioso Domenico di Montecosaro che incaricò fra Biagio da Castignano di riaprire il cenobio. Nel 1837 la famiglia Bucciarelli intervenne a sostegno della spesa per l'ampliamento dell'immobile ed il comune d'Arquata si impegnò a versare 100 scudi, con cadenza annuale, per le necessità dei frati. Nel 1854 il convento annoverava la presenza di dieci religiosi, don Ercole Saladini, parroco di Borgo, riferì che questi si impegnarono con grande dedizione per la comunità durante l'epidemia di colera che colpì il territorio nel 1855. Solo cinque anni dopo, nel 1860, il cenobio fu soppresso quando le Marche furono occupate dalle truppe piemontesi. I frati rimasero a Borgo fino al 31 agosto 1861.
  • Chiesa di San Salvatore, Piana di San Salvatore (Poco fuori dal centro abitato, in direzione Trisungo). È stata la chiesa parrocchiale d'Arquata fino la XX secolo. Si eleva nell'omonima piana dove pare vi fosse l'antica Surpicanum, indicata nella Tavola Peutingeriana. L'attuale fabbrica, in stile lombardo, con rivestimento in laterizi, finita di ricostruire nel 1929, occupa la stessa aerea dove vi fu la chiesa di Santa Maria del Piano (o della Pieve), distrutta dal terremoto del 1915. Fu intitolata al Salvatore nel 1681, quando gli arquatani riportarono nel loro paese il crocifisso ligneo policromo del XIII secolo, sottratto agli ascolani. Ancor prima di questa chiesa vi fu un altro edificio religioso risalente ai primi anni del 300 d.C., coevo alla predicazione di sant'Emidio, vescovo di Ascoli e divenuto patrono del capoluogo di provincia. L'estetica esterna dell'attuale chiesa è movimentata da un portico sul fianco sinistro. L'interno mostra due altari dedicati rispettivamente alla Madonna del Carmine, ai Santi Filippo e Giacomo, mentre l'altare maggiore era dedicato all'esposizione del Crocifisso, ora conservato nella chiesa della Santissima Annunziata di Arquata. È chiusa durante tutto l'anno ed aperta solo per la ricorrenza del Salvatore quando il Crocifisso viene trasportato qui in processione solenne e vi rimane per tutta la notte prima di essere nuovamente riportato ad Arquata. A destra della fabbrica della chiesa sorgeva l'eremitorio, una canonica a due piani che ospitava l'alloggio del parroco.
  • Hospitale di Santo Spirito (Edificio elevato accanto alla chiesa di San Salvatore). Si tratta di una modesta costruzione, elevata con blocchi squadrati di pietra arenaria locale. La sua semplice architettura è abbellita dal portale d'ingresso ad arco ogivale sovrastato da una monofora, entrambi risalenti rispettivamente al XII secolo ed al XV secolo. La chiave di volta dell'arco è ornata dalla figura della Croce di Lorena, simbolo che identificava gli hospitales. Appartenne ai religiosi all'Ordine degli Ospitalieri, istituito sul finire del XII secolo da Guido di Montpellier. Seguendo la loro regola offrivano assistenza, ristoro e ricovero a viandanti e pellegrini. Fu dismesso sul finire del XVI secolo, in seguito le sue mura divennero un casolare agricolo fino a quando fu completamente abbandonato.
  • 3 Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Seguire la SP89 in direzione Piedilama). Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Costruita appena fuori dal centro abitato, anteriormente al XII secolo, è stata una pertinenza dell'Abbazia di Sant'Eutizio di Norcia dal 1115 al 1580. Opere di restauro, eseguite nel 1853, condotte seguendo il progetto dell'ingegner Proclo Baldassarri e realizzate da Nicola Trocchi, per un compenso di 230 scudi, hanno ripristinato il tetto più alto del precedente, costruito una volta in laterizi ed opere murarie per chiudere le luci delle finestre. L'interno, ad una sola navata, accoglie un ciborio del XVII secolo, in legno dorato a forma di tempietto con due ordini di colonnine e piccole nicchie. Sulle pareti vi sono una Pietà, (olio su tavola), tagliata a lunetta, attribuita a Cola dell'Amatrice ed una rappresentazione della Madonna in trono con Bambino del XVII secolo di artista ignoto. Sulla vela del campanile si trovano due campane bronzee rispettivamente fuse nel 1632 e nel 1700.


Eventi e feste[modifica]

  • Fiera del Perdono. Si tiene il 2 agosto di ogni anno


Cosa fare[modifica]

Il paese offre la possibilità di spostarsi in vicine località e nei centri urbani delle frazioni con agevoli collegamenti stradali. Vi sono anche percorsi sentieristici che, attraversando il territorio montano, consentono lunghe camminate tra il verde della rigogliosa vegetazione che circonda l'abitato, praticabili anche con mountain bike e biciclette. È anche possibile praticare attività sportive grazie alla presenza di un campo da calcio, due campi da tennis ed un palazzetto dello sport, concepito come una struttura polivalente in cui si può giocare a calcetto, basket e pallavolo. Vi sono anche spazi verdi allestiti a parco giochi per i più piccolini.

Acquisti[modifica]

  • 1 Vapoforno Cappelli s.n.c., Via Salaria, 2 (Lungo la SP129 all'altezza del bivio per Camartina), +39 0736 809147. Panetteria artigianale a conduzione famigliare. Tra i diversi tipi di pane di produzione giornaliera, propone anche altri prodotti da forno come: pizza bianca e pizza farcita al taglio. Preparazioni da pasticceria: biscotti, biscotti da latte, crostate, ciambelloni, pan di spagna ed altro.


Come divertirsi[modifica]

Durante le giornate della stagione estiva ci sono molte opportunità di svago legate alle iniziative delle Guide del Parco che organizzano escursioni. Maggiormente in estate, in tutto il territorio del comune, sono programmati molti eventi correlati alle rievocazioni storiche e feste patronali che intrattengono i visitatori con serate musicali o sagre all'aperto.

Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • 1 B & B - Centro dei Due Parchi "Country House", Frazione Borgo, 9 (Lungo la SP129), +39 0736 803915, fax: +39 0736 809921. Struttura ricettiva all'interno di un parco alberato, riservata e tranquilla, dotata di sistemi che la rendono fruibile anche a persone diversamente abili. Dispone di 23 camere, (fra matrimoniali, doppie e triple), tutte dotate di bagno e servite da ascensore al piano. Vi sono un bookshop, un punto informativo con proposte di turismo naturalistico, scolastico, trekking, una sala colazioni con bar e stufa a legna, attrezzata (video proiettore, maxi schermo, impianto amplificazione, lettore dvd, dvx e vhs) con una capienza di circa 70 posti. Ed ancora una sala polivalente per attività di gioco, relax e laboratori didattici. All'esterno si trova un sentiero natura con pannelli, carbonaia didattica, barbecue, area giochi, parete di arrampicata sportiva di 9,5 metri a tre livelli di difficoltà, parcheggio privato.
  • Bed and Breakfast "Da Corrado", +39 3477039844, @ . Ecb copyright.svg € 25,00 pernottamento e prima colazione per persona (luglio 2015). L'alloggio è stato allestito in una casa costruita nel 1725, restaurata di recente, composta da due piani. Su un piano ci sono: una camera da letto matrimoniale, un bagno e una cucina nuova, attrezzata e con camino, sull'altro tre camere matrimoniali e due bagni. È possibile affittare anche una sola camera con bagno e uso cucina.

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Lista dei numeri di telefono che possono tornare utili durante un soggiorno:

Il Soccorso Alpino di Ascoli Piceno è contattabile tramite il numero unico nazionale di emergenza sanitaria 118.

Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Dal paese si possono raggiungere molte delle località più note e mete di visite turistiche, tra le quali:

  • Arquata del Tronto — Sede del capoluogo comunale è il centro più vicino alla frazione di Borgo, facilmente raggiungibile anche a piedi. Nel suo tessuto urbano ci sono la chiesa della Santissima Annunziata che ospita il Crocifisso ligneo policromo del XIII secolo. Di particolare interesse è il complesso fortificato della Rocca di Arquata. Opera di difesa di epoca medioevale che si vede isolata nella zona a nord del centro abitato, osserva con le sue torri l'alta Valle del Tronto e la Salaria. Concepita come presidio militare a guardia del territorio è arrivata in buono stato di conservazione fino ai nostri giorni. Il recente restauro l'ha resa visitabile in tutti i suoi ambienti. Edificata a più riprese tra l'XI e il XV secolo, questa roccaforte è nota anche con il nome di Castello della Regina Giovanna.
  • Forca di Presta — Percorrendo la Strada Provinciale 89 Valfluvione si sale di quota e si attraversano i centri urbani delle frazioni di Piedilama, Pretare e si giunge al valico di Forca di Presta, che divide il territorio arquatano dal comune di Norcia. La località è base di partenza di altre escursioni. Dal passo si può andare al lago di Pilato e sulla cima del monte Vettore. Oppure si può scegliere di incamminarsi tra i sentieri che conducono a Forca Canapine da dove si vede il panorama sui Piani di Castelluccio
  • Acquasanta Terme — Centro termale a circa 14 km da Arquata, seguendo la SS4 in direzione Ascoli Piceno. All'interno del centro storico vi sono case del 1500 e la chiesa di Santa Maria Maddalena. A pochi km da Acquasanta, in direzione Ascoli, si trova il Castel di Luco, un castello fortificato di epoca medioevale, costruito sulla cresta di uno sperone di travertino. Dalla sua posizione osserva il panorama sulla Salaria e sul fiume Tronto.


Informazioni utili[modifica]


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