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Capodacqua (Arquata del Tronto)

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Capodacqua
Oratorio della Madonna del Sole
Stato
Regione
Territorio
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Abitanti
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Prefisso tel
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Fuso orario
Patrono
Posizione
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Capodacqua (Arquata del Tronto)
Capodacqua

Capodacqua è una frazione del comune di Arquata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno, nella regione Marche.

Da sapere[modifica]

Il paese si sviluppa con un impianto urbano allungato, distribuito ai lati della strada comunale che conduce alla vicina frazione di Tufo, tra la folta vegetazione montana. L'agglomerato è un fitto e quasi ininterrotto nucleo di case, attaccate tra loro, ed ha la caratteristica di conservare molte dimore in pietra, le più antiche risalgono al XVIII secolo e agli inizi del XIX. Le costruzioni del borgo furono seriamente danneggiate dal terremoto del 1703 che colpì la zona. In molte abitazioni si possono osservare balconi di legno, sono i tipici gafi dell'architettura longobarda altomedioevale, adottati nelle zone montuose dell'Appennino centrale, (ve ne sono anche in Abruzzo), riproposti forse per continuità e per pratica edilizia e perché idonei all'asciugatura della lana. Nel dialetto locale si chiamano pittorescamente «bbuffiri». Si compongono di travi e tavole di castagno ed occupano tutta la lunghezza della facciata della casa. Sparse per il paese ci sono anche numerosi fontanili e fontanelle, di varie epoche. Il toponimo trova significato dalla scomposizione delle parole capo ed acqua, (ossia: capo dell'acqua) che ben si prestano a ricordare la presenza delle molte sorgenti che punteggiano il territorio e che forniscono un apporto del 73% (circa) all'acquedotto di Pescara del Tronto. Il centro è impreziosito dell'Oratorio dedicato alla Madonna del Sole, un vero gioiellino architettonico, costruito nel 1528, ed incastonato tra le case più antiche.

Pietro Germi, sul finire degli anni 60, ha girato molte scene del film Serafino, con Adriano Celentano e Ottavia Piccolo, all'interno del paese di Capodacqua ed alcuni abitanti parteciparono come comparse.

Cenni geografici[modifica]

Capodacqua si trova a 880 m s.l.m., nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a circa 8 km dal capoluogo Arquatano, nel territorio dell'Alta valle del Tronto. Il suo comprensorio occupa l'estrema propaggine delle Marche a confine con le regioni Umbria, (provincia di Perugia), e Lazio, (provincia di Rieti). È completamente circondato da zone boschive e da rilievi.

Quando andare[modifica]

È visitabile in ogni stagione dell'anno avendo un clima tipico di media montagna con primavere ed estati miti ed inverni con qualche precipitazione nevosa.

Cenni storici[modifica]

L'origine abitativa del sito si perde nel tempo. Fonti affidabili lo citano come uno dei villaggi di confine tra lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli, descrivendolo intento a combattere con la vicina Norcia per difendere il possesso delle terre montane e dei ricchi pascoli che rappresentavano l'unica risorsa per il sostentamento dei residenti. La città di Ascoli Piceno, da sempre interessata al dominio della zona dell'Alta valle del Tronto, avendo già avviato la costruzione della rocca arquatana nel 1251, si interessò anche al paese di Capodacqua. Con Amatrice e Castel Trione stipulò, nel 1255, un importante trattato con Norcia ottenendo in cessione i possedimenti di Accumoli, Arquata del Tronto, Tufo di Arquata, Rocchetta e Capodacqua. Dal 1429 il comprensorio arquatano, quindi anche Capodacqua, per volere di papa Martino V, espresso nella bolla del 19 luglio dello stesso anno, tornò sotto l'influenza del governo nursino. Rimase assoggettata a Norcia fino al 1554, per poi appartenere al Governo di Arquata. Dal XV al XVII secolo il villaggio di Capodacqua partecipò alle dispute per il controllo del territorio, sempre accese tra Ascoli e Norcia che si protrassero per circa tre secoli e seguì le sorti del capoluogo fino all'Unità d'Italia.

Dal 1986, a seguito dell'emanazione del Decreto del Ministero dell'Interno, a firma Fanfani, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 21 giugno 1986, la parrocchia di Capodacqua è stata dichiarata estinta e il suo territorio aggregato alla parrocchia di Pescara del Tronto.(GU Serie Generale n.27 del 3-2-1988)

Come orientarsi[modifica]

Il paese si trova tra le frazioni di Tufo e di Forca Canapine. È collegato a:

  • Tufo sia tramite la strada comunale e sia la SP64.
  • Forca Canapine con la SP64 da cui è possibile accedere anche alla SS685 Tre Valli Umbre
  • Pescara del Tronto percorrendo la SP64
  • Arquata del Tronto con la SP64 proseguendo sulla SP129


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Gli aeroporti più vicini sono:

In auto[modifica]

Autostrade:

Viabilità ordinaria:

  • SS4 Salaria, diramazione SP129, SP 64 e seguire le indicazioni per il paese.
  • SP477 Umbra, diramazione SP64.
  • SS685 Tre Valli Umbre, diramazione SP64.


Come spostarsi[modifica]

I mezzi di trasporto più comodi per gli spostamenti nel territorio sono: l'automobile, la moto e la bicicletta. All'interno del centro abitato è agevole muoversi a piedi, le vie ed i vicoli sono in buone condizioni ed assumono discrete pendenze e salite, quasi tutte accessibili anche a persone con disabilità.

Cosa vedere[modifica]

Bassorilievi del sole e della luna
Affresco interno
Affresco interno
  • 1 Oratorio della Madonna del Sole (All'interno del centro abitato). Ecb copyright.svg ingresso gratuito. Quasi nascosto dalle case, all'interno del piccolo centro di Capodacqua, si trova l'edificio a pianta ottagonale, dedicato alla Vergine. È stato costruito nell'anno 1528 su commissione dagli abitanti. Per le sue connotazioni stilistiche rappresenta un unicum che si distingue da tutti gli altri fabbricati della zona appenninica dell'Italia centrale. Questo tempietto è stato attribuito, in origine, al genio creativo dell'artista Cola dell'Amatrice, attivo ed operante nella zona durante il Rinascimento. La scelta delle linee architettoniche ne consente una densa lettura simbolica, spirituale e devozionale con evidenti riferimenti alla dottrina cristiana. Nella forma del perimetro, da cui si sviluppano le mura, si trova la figura dell'ottagono, poligono che richiama alla mente il rito del battesimo descritto da san Pietro nella sua prima lettera (3,20-21) quando dice: « (…)la pazienza di Dio stava aspettando che fosse fabbricata l'arca, ove pochi, cioè otto anime, si salvarono sopra l'acqua. Alla qual figura corrisponde ora il battesimo che vi salva (…)» ed ancora, il possibile accostamento alla forma di otto lati che media tra il quadrato ed il cerchio, il primo è il simbolo della Terra ed il secondo del Cielo, da cui potrebbe arrivare la salvezza che la Madonna, tramite Gesù, può assicurare al popolo dei devoti. All'esterno, la facciata mostra iscrizioni e stilizzazioni del sole e della luna su un concio di pietra murato al di sotto dell'apertura dell'oculo. Nel bassorilievo il sole è rappresentato da due cerchi concentrici, al di fuori del cerchio esterno dipartono i raggi. Nello spazio centrale si legge l'iscrizione IHS ed una piccola Croce posta sulla H. Il sole esprime l'eternità di Dio, mentre la luna indica la temporaneità dell'umana esistenza. La rappresentazione delle fasi lunari può essere interpretata come la nascita e l'evoluzione della vita fino alla morte. L'interno dell'aula liturgica è riccamente affrescato, di particolare interesse è il quadro collocato sulla parete dell'altare maggiore, dedicato alla "Madonna tra le nuvole" . L'opera illustra l'evento miracoloso avvenuto nel paese durante una delle tante battaglie combattute con Norcia per la determinazione dei confini del territorio. I numerosi e frequenti ricorsi alle armi avevano sfiancato entrambi i contendenti che decisero di interrompere lo scontro al primo caduto. Poco dopo aver iniziato il combattimento calò una fitta nebbia che impediva alle forze contrapposte di vedersi e proseguire la disputa. Appariva ai nursini come un addensamento impenetrabile, mentre dal lato dei capodacquari si vedeva la Madonna del Carmelo in trono con in braccio il Bambino. Un ignoto difensore della terra di Capodacqua, approfittando dello stupore e sconcerto che si erano creati, colpì un norcino che cadde esanime e pose fine alla disputa. Il racconto di questo evento, nella tradizione popolare è temporalmente collocato in epoca medioevale, ma nel dipinto sono ritratti combattenti con armi da fuoco, probabilmente così rappresentati dall'autore che ha spostato nella sua epoca il racconto per facilitarne la comprensione. A memoria dell'intervento della Vergine, ogni anno, nel mese di luglio si tiene la festa patronale. Le pareti dell'aula del tempietto sono riccamente ornate con affreschi del Cinquecento, attribuiti a diversi a artisti. Tra i più apprezzati c'è "L'Assunzione della Beata Vergine" in stile rinascimentale. Sul campanile a vela una campana reca la data 1558.
  • Chiesa di Sant'Antonio. Ecb copyright.svg gratuito. Ex chiesa parrocchiale di Capodacqua risalente al XVII secolo. Costruita con pietre irregolari non lavorate legate da malta, ha un aspetto solido e massiccio e segue i canoni dell'architettura romanica. L'austera facciata è aperta dal varco dell'ingresso, delineato da semplici stipiti e soprassoglio. Una lunetta, con tracce affrescate, conclude la composizione. In corrispondenza della sommità del prospetto si trova il campanile a vela che accoglie una campana. Dal 1986 il paese appartiene alla parrocchia di Pescara del Tronto.
  • Chiesa di San Pietro Apostolo. Ecb copyright.svg gratuito. L'edificio religioso è stato costruito nel corso del XIX secolo ed elevato a brevissima distanza dal paese. Ha una fisionomia stilistica ed architettonica moderna.


Eventi e feste[modifica]

Festa patronale della Madonna del Carmelo. metà luglio

Cosa fare[modifica]

Il paese offre la possibilità di spostarsi nelle vicine località e nei centri urbani delle frazioni con agevoli collegamenti stradali. Vi sono anche percorsi sentieristici che, attraversando il territorio montano, consentono lunghe camminate tra il verde della rigogliosa vegetazione che circonda l'abitato, praticabili anche con mountain bike e biciclette.

Acquisti[modifica]

Nel paese non ci sono attività commerciali, le più vicine si trovano a Pescara del Tronto, Borgo, Trisungo, Acquasanta Terme, Accumoli ed Amatrice.

Come divertirsi[modifica]

Nella stagione estiva ci sono molte opportunità di svago in tutto il territorio del comune con la programmazione di numerosi eventi correlati alle rievocazioni storiche e feste patronali che intrattengono i visitatori con serate musicali o sagre all'aperto.

Dove mangiare[modifica]

Il paese non offre punti ristoro. Le frazioni più vicine dove trovarli sono: Arquata del Tronto, Borgo di Arquata, Forca Canapine e Trisungo.

Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • Bed & Breakfast "Emanuela Fortuna" (890 s.l.m.), +39 0736 808217, +39 3485408776. Ecb copyright.svg € 25 euro a persona per camera matrimoniale, € 30 euro per singola. (luglio 2015). Situato in una posizione tranquilla risulta un ambiente piacevole ed accogliente. Dispone di un salone panoramico con camino e televisione, mentre la zona notte ha una camera matrimoniale ed una tripla con bagno in comune.


Sicurezza[modifica]

Lista dei numeri di telefono che possono tornare utili durante un soggiorno:

Il Soccorso Alpino di Ascoli Piceno è contattabile tramite il numero unico nazionale di emergenza sanitaria 118.

Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Da Capodacqua è agevole raggiungere molte note località del territorio, tra le quali:

Rocca di Arquata
Forca Canapine, panorama sul versante di Norcia
Castelluccio di Norcia
Forca di Presta
  • Forca Canapine — Percorrendo la Strada Provinciale 64 in direzione Forca Canapine, si sale di quota e si arriva al valico che divide il territorio arquatano dal comune di Norcia. La località è base di partenza di altre escursioni. Dal passo si può scendere verso i Piani di Castelluccio, Castelluccio e Norcia. Oppure si può scegliere di spostarsi in auto (o altro mezzo di locomozione) o di incamminarsi tra i sentieri che conducono a Forca di Presta.
Castel di Luco
  • Acquasanta Terme — Centro termale a circa 22 km da Capodacqua. Vi si arriva procedendo in direzione Ascoli Piceno dalla SP64 e poi dalla SP129 per raggiungere la SS4. Oppure dalla SP64 ci si immette sulla SS685 e si segue la direzione Ascoli. All'interno del centro storico vi sono case del 1500 e la chiesa di Santa Maria Maddalena. A pochi km da Acquasanta, sempre in direzione Ascoli, si trova Castel di Luco, un castello fortificato di epoca medioevale, costruito sulla cresta di uno sperone di travertino. Dalla sua posizione osserva il panorama sulla Salaria e sul fiume Tronto.


Informazioni utili[modifica]


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