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Pescara del Tronto

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Pescara del Tronto
frazione di Arquata del Tronto
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
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Pescara del Tronto
Pescara del Tronto

Pescara del Tronto è una frazione del comune di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, della regione Marche.

Da sapere[modifica]

Il suo impianto urbano più antico è stato costruito tra il corso del fiume Tronto e l'edificio della chiesa di Santa Croce per poi allargarsi, col tempo, e arrivare a costeggiare la vecchia sede della Consolare Salaria.

In dialetto locale il toponimo del borgo è La Pescara . L'etimologia della denominazione deriva dalla parola "pescaia" che identifica un tratto di un fiume o di un corso d'acqua sbarrato o chiuso da sassi dove poter pescare. Lo storico ascolano Giuseppe Marinelli ipotizza che nei pressi del paese, in tempi passati, il fiume Tronto possa essere stato circoscritto da uno sbarramento utile a favorire la cattura del pesce.

Cenni geografici[modifica]

Pescara si trova nell'Alta valle de Tronto, a 743 m s.l.m., tra il capoluogo arquatano e la frazione di Tufo. Estende il suo territo tra due aree naturali protette: il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il suo impianto urbano si sviluppa sulle alture a sinistra del corso del fiume Tronto, circondato prevalentemente da zone boschive e aree utilizzate a pascolo.

Quando andare[modifica]

È visitabile in ogni stagione dell'anno avendo un clima tipico di media montagna con primavere ed estati miti ed inverni con qualche precipitazione nevosa.

Cenni storici[modifica]

L'origine abitativa del primo insediamento è riconducibile allo spostamento di piccole comunità provenienti dalle zone della riviera che, per sottrarsi alle scorribande dei saccheggiatori, risalirono i corsi d'acqua tra cui il fiume Tronto, e si stabilirono tra i monti, scegliendo zone che garantivano maggior sicurezza. La storia del paese assunse rilevanza con il passaggio della Consolare Salaria che dette vita al canale commerciale per il trasporto del sale. La presenza della strada causò anche l'arrivo di nuovi pericoli e fu allora che i pescaresi protessero il loro piccolo borgo con mura di cinta. L'accesso all'interno del paese era regolato da una porta, aperta durante il giorno e chiusa di notte. Di questo varco resta solo la memoria della denominazione di via del Portone. Un'ulteriore lettura storica del piccolo centro si evidenzia fra i vicoli dell'incasato, dove su alcuni architravi delle abitazioni più antiche si vedono scalpellati stemmi e date. In uno, di forma circolare, si notano scolpite in bassorilievo un paio di forbici poste al centro della data 1410, probabilmente il piccolo stabile fu la bottega di un sarto o di un tosatore di pecore. Un altro architrave mostra la data 1550 ed un altro ancora un'iscrizione in dialetto dal significato sconosciuto. Lo stemma più antico è sicuramente il cristogramma che reca la sigla medioevale IHS, grafema del Santissimo Nome di Gesù, scalpellato al centro di un cerchio. Questo è il trigramma di san Bernardino da Siena, diffuso dallo stesso frate appartenente all'ordine dei Frati minori francescani, nel XV secolo, che è passato anche in questo luogo.

Lapide che ricorda l'inaugurazione dell'acquedotto di Pescara di Arquata

La frazione ha dato il nome all'acquedotto consorziale di Pescara di Arquata del Tronto inaugurato il 16 ottobre 1955 alla presenza del presidente della Repubblica Italiana Giovanni Gronchi.

Come orientarsi[modifica]

Il paese si trova tra il capoluogo arquatano e la frazione di Capodacqua. È collegato a:

  • Arquata del Tronto con la SP129.
  • Tufo con la SP129.
  • Capodacqua percorrendo la SP129 per poi proseguire sulla SP64.
  • Forca Canapine con la SP64 da cui è possibile accedere anche alla SS685 Tre Valli Umbre.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Gli aeroporti più vicini sono:

In auto[modifica]

Autostrade:

Viabilità ordinaria:

  • SS4 Salaria

In treno[modifica]

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Ascoli Piceno.


Come spostarsi[modifica]

I mezzi di trasporto più comodi per gli spostamenti nel territorio sono: l'automobile, la moto e la bicicletta. All'interno del centro abitato è agevole muoversi a piedi, le strade ed i vicoli sono in buone condizioni ed assumono discrete pendenze e salite, tutte accessibili anche a persone con disabilità.

Cosa vedere[modifica]

  • Chiesa di Santa Croce. Ecb copyright.svg ingresso gratuito. Nella parte più antica e più alta del piccolo borgo vi è la chiesa parrocchiale dedicata alla Croce che fu edificata dopo il 313 d.C.anno in cui l'imperatore Costantino concesse la libertà di culto. La ragione della dedicazione alla croce cristiana nasce poiché, al suo interno, è custodita una piccola reliquia riportata da uno sconosciuto abitante che partecipò alle Crociate e, tornato in patria, volle dare il nome "della Croce" alla chiesa già esistente. L'edificio religioso mostra un'architettura di essenziale semplicità. La sua facciata esterna, rifinita ad intonaco, è preceduta da una scala e da un piccolo spazio antistante. Il prospetto si mostra aperto dalla porta d'accesso e da una finestra vetrata posta sotto la sommità dello spiovente del tetto. Sulla parete esterna, a destra dell'ingresso, vi sono collocate due lapidi che recano incisi i nomi dei pescaresi caduti nella prima e nella seconda guerra mondiale. Lungo il fianco di sinistra si eleva la torre campanaria realizzata in conci di pietra, a base quadrata e cuspidata all'estremità, che accoglie le campane ed un orologio. L'invaso interno è costituito da un unico ambiente a pianta rettangolare. Addossate alle pareti longitudinali si trovano colonne, a base quadrata, erette utilizzando conci squadrati di pietra locale. Nelle porzioni degli intercolumni si aprono nicchie dove si trovano collocate statue di santi. Nel periodo compreso tra il XVI ed il XVII secolo la chiesa fu utilizzata anche come cimitero destinando la zona sottostante della pavimentazione alla sepoltura dei cadaveri. Questi erano calati in apposite buche predestinate ad accogliere separatamente: maschi, femmine, bambini e forestieri. Con cadenza quinquennale avveniva il cosiddetto spurgo. Le ossa dei defunti riesumati, chiuse all'interno di sacchi, erano nuovamente inumate nello spazio antistante alla chiesa. Alcune famiglie, invece, godevano il privilegio di essere sepolte nella chiesa dell'Oratorio. Negli anni tra il 1853 ed il 1854 si verificò il diffondersi un'epidemia e l'elevato numero dei cadaveri impose la necessità di trovare un posto lontano dal centro abitato per le sepolture. Questo luogo fu individuato nella località Cimetta di Vento, poggio che si trova poco fuori dal paese, dove nell'anno 1889 fu costruito il cimitero ancora oggi esistente.
  • Croce astile del XIII secolo, Presso la Chiesa di Santa Croce. Ecb copyright.svg ingresso gratuito. All'interno della chiesa, in una buca ricavata nella zona destra della parete di fondo, contenuta e protetta in una teca lignea con vetro, è esposta la croce astile appartenente al corredo sacro della parrocchia. Il manufatto è considerato tra le croci metalliche giunte ai nostri giorni nel miglior stato di conservazione della regione Marche. È stata catalogata nell'anno 1963 come un'opera umbro-sabina realizzata nel XIII secolo. La letteratura più recente la classifica, con maggior precisione, come un oggetto d'arte sacra proveniente dalla scuola di oreficeria abruzzese di Sulmona, realizzato nella seconda metà del XIII secolo. Simili ed appartenenti alla stessa produzione vi sono anche le croci astili di Abetito e di Castro, del XV secolo, custodite presso il Museo diocesano di Ascoli Piceno. L'oggetto liturgico è caratterizzato da connotati di «estrema arcaicità» e si mostra privo di elementi che ne impreziosiscano la composizione. La croce è costituita da un'armatura di legno rivestita da una sottile lamina di rame dorato, lavorata con la tecnica dello stampo e misura cm 47 per 38 sviluppando un modestissimo spessore. Utilizzata durante le processioni, fissata ad una lunga asta di circa due metri, era portata dal crucifero che precedeva il sacerdote ed apriva il corteo religioso che attraversava le vie del paese. La struttura di questa croce si eleva dal montante che oltrepassa di poco la traversa. La decorazione presenta al centro l'immagine della figura del Cristo crocifisso riconducibile ai canoni dell'iconografia bizantina, quindi un Christus triumphans, ritratto in piedi e con gli occhi aperti, che trionfa sulla morte. La composizione centrale è leggermente sollevata dallo sbalzo della croce, sui cui è inchiodato Gesù, decorata con trame romboidali riproposte anche in quella di Fagnano o dell'altra conservata presso la Pinacoteca civica di Ascoli Piceno. Le quattro estremità dei suoi bracci sono trilobate ed accolgono i simboli dei dolenti: la Madonna, a sinistra, e san Giovanni apostolo ed evangelista, a destra, che reca in mano la palma del martirio. Alla sommità vi è un angelo con le ali aperte e alla base del montante la raffigurazione del monte Calvario con al centro il teschio di Adamo. In questa rappresentazione si ritrova il riferimento al racconto riportato anche nella Leggenda Aurea secondo cui nel luogo dove fu piantata la croce di Cristo fu sepolto Adamo che con la sua morte si riscattò dal peccato originale. Il verso della croce è decorato dalla presenza di Cristo benedicente, seduto su un semplice trono contornato da un tetramorfo dei quattro evangelisti: in alto l'aquila di san Giovanni, a destra il leone di San Marco, in basso l'angelo di san Matteo e a sinistra il bue di san Luca evangelista.
  • Affresco della Madonna del Soccorso, Presso la Chiesa di Santa Croce. Ecb copyright.svg ingresso gratuito. All'interno della chiesa parrocchiale, a destra dell'altare maggiore, nella zona del transetto si rova custodito l'affresco dedicato alla Madonna del Soccorso eseguito, anteriomente al XV secolo, con la tecnica della pittura su intonaco e recentemente restaurato. Il tema del dipinto illustra il racconto del miracolo che la Vergine ha benevolmente concesso agli abitanti del paese. Secondo la tradizione la Madonna, a seguito delle invocazioni dei pescaresi, fermò il distacco di una frana dalla montagna che sovrasta il borgo dopo un periodo di lunghe ed incessanti piogge che avrebbero creato il pericolo del cedimento e la conseguente caduta della terra e della roccia avrebbe distrutto il paese. La mano di un pittore sconosciuto illustrò questo evento raffigurando la Madonna del Soccorso, con in braccio il Bambino, che giganteggia nella centralità della rappresentazione, mentre accoglie sotto il suo manto aperto gli abitanti, ritraendo da una parte gli uomini e dall'altra le donne. Verso il 1400 fu eretto un muro intorno all'affresco e, in epoca successiva, verso il 1600, fu costruita una piccola chiesa larga 6 passi e lunga 13, chiamata Oratorio, intitolata, appunto, alla Madonna del Soccorso.


Eventi e feste[modifica]

  • Festa della Madonna del Soccorso. Simple icon time.svg metà luglio di ogni anno. Festa patronale


Cosa fare[modifica]

Il paese offre la possibilità di spostarsi nelle vicine località e nei centri urbani delle frazioni con agevoli collegamenti stradali. Vi sono anche percorsi sentieristici che, attraversando il territorio montano, consentono lunghe camminate tra il verde della rigogliosa vegetazione che circonda l'abitato, praticabili anche con mountain bike e biciclette. Le attività che si possono praticare differiscono in base alle stagioni.

  • Escursioni. Nel corso dei periodi più caldi è possibile percorrere sentieri ed itinerari escursionistici da affrontare con bici, mountain bike o a piedi, da scegliere tra diversi gradi di difficoltà. Nel periodo invernale è possibile praticare lo sci nella vicina frazione di Forca Canapine.


Acquisti[modifica]

  • 1 Filotei Group, Via Salaria snc – Zona Industriale Pescara del Tronto (Da Roma: Via Salaria, in prossimità di Rieti, girare a destra – SS675 / SR675, continuare sulla SS4 fino alla Zona Industriale di Pescara del Tronto. Da San Benedetto del Tronto: prendere il Raccordo Autostradale Ascoli Mare in direzione Ascoli Piceno, in prossimità di Ascoli Piceno, prendere la SS4 direzione Roma, continuare sulla SS4 fino alla Zona Industriale di Pescara del Tronto.), +39 0736 808117, +39 0736 808502, fax: +39 0736 808600, @ . Simple icon time.svg dalle 08:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 19:00 aperto anche sabato e domenica. La Filotei Group srl, è una delle più note ed antiche aziende alimentari della provincia di Ascoli Piceno, dedita alla trasformazione e al confezionamento di prodotti alimentari tipici, in particolar modo di funghi e tartufi.
  • 2 Filotei Lino di Filotei Nando e Sestina snc, Via Salaria 1D Frazione Pescara del Tronto (Strada Provinciale 129), +39 073 6808145. Spaccio aziendale di una delle più antiche aziende alimentari della provincia ascolana. Produce e confeziona nei propri laboratori prodotti alimentari tipici della zona e in particolar modo funghi, tartufi e lenticchia cui aggiunge la lavorazione e conservazione di frutta ed ortaggi.


Come divertirsi[modifica]

Nella stagione estiva ci sono molte opportunità di svago in tutto il territorio del comune con la programmazione di numerosi eventi correlati alle rievocazioni storiche e feste patronali che intrattengono i visitatori con serate musicali o sagre all'aperto.

Dove mangiare[modifica]

Il paese non offre punti ristoro. Le frazioni più vicine dove trovarli sono: Arquata del Tronto, Borgo di Arquata, Forca Canapine e Trisungo.

Dove alloggiare[modifica]

Le frazioni più vicine dove trovare strutture ricettive per alloggiare sono: Borgo di Arquata, Arquata del Tronto, Capodacqua e Forca Canapine.

Sicurezza[modifica]

Lista dei numeri di telefono che possono tornare utili durante un soggiorno:

Il Soccorso Alpino di Ascoli Piceno è contattabile tramite il numero unico nazionale di emergenza sanitaria 118.

Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Da Pescara del Tronto è agevole raggiungere molte note località del territorio, tra le quali:

Rocca di Arquata
Oratorio della Madonna della Sole
  • Arquata del Tronto — Sede del capoluogo municipale dove ci sono: la chiesa della Santissima Annunziata, che accoglie il Crocifisso ligneo policromo del XIII secolo e la Rocca di Arquata, nota anche con il nome di Castello della Regina Giovanna, è un compelsso fortificato di epoca medioevale, visitabile in tutti i suoi ambienti.
  • Capodacqua — La frazione dista pochi km dal centro urbano pescarese, si raggiunge percorrendo la Strada Provinciale 64 in direzione Forca Canapine. All'interno del paese vi è da visitare l'Oratorio della Madonna del Sole, un piccolo edificio a pianta ottagonale riccamente affrescato, dedicato alla Vergine, costruito nel 1528 ed attribuito in origine al genio creativo di Cola dell'Amatrice. Per i suoi tratti stilistici rappresenta un unicum che si distingue da tutti gli altri fabbricati della zona appenninica dell'Italia centrale.
Forca Canapine, panorama sul versante di Norcia
Castelluccio di Norcia
  • Forca Canapine — Percorrendo la Strada Provinciale 64 in direzione Forca Canapine, si sale di quota e si arriva al valico che divide il territorio arquatano dal comune di Norcia. La località è base di partenza di altre escursioni. Dal passo si può scendere verso i Piani di Castelluccio, Castelluccio e Norcia. Oppure si può scegliere di spostarsi in auto (o altro mezzo di locomozione) o di incamminarsi tra i sentieri che conducono a Forca di Presta.
Castel di Luco
  • Acquasanta Terme — Centro termale a circa 15 km da Pescara del Tronto. Vi si arriva procedendo in direzione Ascoli Piceno dalla SP64 e poi dalla SP129 per raggiungere la SS4. Oppure dalla SP64 ci si immette sulla SS685 e si segue la direzione Ascoli. All'interno del centro storico vi sono case del 1500 e la chiesa di Santa Maria Maddalena. A pochi km da Acquasanta, sempre in direzione Ascoli, si trova Castel di Luco, un castello fortificato di epoca medioevale, costruito sulla cresta di uno sperone di travertino. Dalla sua posizione osserva il panorama sulla Salaria e sul fiume Tronto.

Informazioni utili[modifica]


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