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Pellegrino Parmense

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Pellegrino Parmense
Chiesa parrocchiale
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Pellegrino Parmense
Pellegrino Parmense
Sito istituzionale

Pellegrino Parmense è un centro dell'Emilia-Romagna.

Da sapere[modifica]

È noto per il suo castello, che domina la valle e il paese, ed è una delle tappe più interessanti in un ipotetico percorso fra i castelli delle colline parmensi che annovera anche Bardi, Compiano, Scipione, Varano de' Melegari, Torrechiara, Corniglio. Dista 28 km. da Fidenza, 38 da Parma.

Cenni geografici[modifica]

Si trova in Val Ceno, sulle colline parmensi.

Cenni storici[modifica]

I primi documenti scritti testimoniano l'assegnazione del feudo di Pellegrino da parte dell'imperatore Ottone II al marchese Adalberto Pallavicino, capostipite della casata insediatasi tra Parma e Piacenza. Da allora tutte le vicende locali furono incentrate sulla presenza del Castello, la cui sagoma si staglia sul nucleo abitato.

La presenza religiosa segna peculiarmente il territorio. È già dei primi del Quattrocento la testimonianza dell'insediamento dei Francescani a Pellegrino, ma più in generale per secoli la zona rappresentò un punto di grande interesse storico-religioso in virtù della presenza dell'importante Santuario di Careno, episodio architettonico straordinariamente poetico, con i suoi spazi porticati laterali inequivocabilmente legati ai pellegrinaggi.

Al centro del nucleo storico di Pellegrino Parmense nel Quattrocento sorse anche un convento francescano con annessa chiesa, poi soppresso.

Le vicende civili parlano di lotte per il possesso di questa zona strategica per il controllo delle vie di comunicazione e di commercio con la Liguria e la Toscana, ed anche come zona di passaggio dei pellegrinaggi diretti a Roma. Feudo dei Pallavicino, poi di Niccolò Piccinino, degli Sforza, dei Meli Lupi, Pellegrino Parmense entrò infine nell'orbita del Ducato di Parma e ne seguì il destino.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il territorio di Pellegrino Parmense comprende anche i paesi di Aione di Sopra, Aione Sotto, Berzieri, Besozzola, Casalino, Castellaro, Cavallo, Ceriato Lobbia, Grotta, Iggio, Mariano Case-Dell'Asta, Marubbi, Montanari, Pietra Nera, Pietraspaccata, Rigollo, Sant'Antonio, Santini, Stuzzano, Varone, Vigoleni

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

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In auto[modifica]

Autostrada A15Casello autostradale di Fornovo di Taro sulla autostrada della Cisa Parma - La Spezia

Strada Provinciale 359
Strada Provinciale 109
      • Strada provinciale 109 Valle Stirone
Strada Provinciale 30

In treno[modifica]

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      • Stazione a Salsomaggiore Terme (17 km)

In autobus[modifica]

Italian traffic sign - fermata autobus.svg


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Castello Pallavicino
  • 1 Castello Pallavicino, Via Roma 20, +39 0524 594665, @ segreteria@comune.pellegrino-parmense.pr.it. Simple icon time.svg visitabile per gruppi solo su prenotazione. È stato costruito in posizione dominante su un colle a controllo e difesa della valle, probabilmente nel 981 da Adalberto di Baden, capostipite dei Pallavicino. Fu a lungo conteso fra Parma guelfa e Piacenza ghibellina; nel 1303 l'esercito parmense lo assediò inutilmente. Una serie successiva di assalti mai andati a buon fine si interruppe nel 1428 quando Niccolò Piccinino fu inviato dai Visconti ad espugnarlo. Preso il castello, divenne Conte del feudo di Pellegrino e fece ampliare il giro delle mura così da comprendervi oltre al castello le case nobiliari, la chiesa dei Santi Abdon e Sennen oltre ad un'area per il rifugio della popolazione.
In seguito la rocca passò agli Sforza, ai Fogliani, ai Meli Lupi di Soragna; si sono poi susseguiti parecchi altri passaggi di proprietà, e a tutt'oggi è ancora residenza privata. Può essere visitato previo appuntamento.
La leggenda
Al castello è legato il fantasma chiamato La Fata di Pellegrino, che per molto tempo si rivelò esclusivamente ai castellani. È a partire dal 1827 che il fenomeno diventa di massa. Le cronache riferiscono che la popolazione di Pellegrino si radunava fuori dal castello per vedere il fantasma che appariva a molte persone tutto bianco, posato sotto il manto che tutto lo ricopre: spalle, collo e capo.
Furono inviati sul posto i Dragoni Ducali di Parma e si fecero intervenire i Sindaci dei paesi intorno, per evitare che la faccenda degenerasse o venisse trasformata in apparizioni della Madonna. Un collegio di sindaci dichiarò di avere appurato di persona che non c'erano manifestazioni di fantasmi. Le visioni collettive cessarono.
Periodicamente, però, la Fata di Pellegrino da qualcuno si fa ancora vedere.....
  • Chiesa parrocchiale di San Giuseppe
Pellegrino Parmense - chiesa parrocchiale di San Giuseppe 02.JPG
Pellegrino Parmense - chiesa parrocchiale di San Giuseppe - interno.JPG

Al centro del paese si erge la chiesa parrocchiale dedicata a San Giuseppe. Si tratta di un edificio moderno risalente al 1915, anno di inizio dei lavori, e terminato nel 1927. Nonostante la sua modernità tuttavia la sua costruzione ad imitazione dello stile romanico, la sua posizione elevata in cima ad una scalinata e l'altezza ne fanno un buon colpo d'occhio.

La facciata è tripartita da quattro lesene che ne sottolineano le tre navate. Archetti pensili alle sommità e tre rosoni sopra ogni portale ne movimentano la superficie. Una balaustra delimita il sagrato, dal quale si scende nella piazzetta antistante tramite una scalinata bipartita.

L'interno conserva una Ultima Cena, opera di scultura lignea dell'artista contemporaneo Walter Benecchi. Le statue di Gesù e degli Apostoli, a dimensioni quasi naturali, sono collocate sull'altare maggiore.

  • Ex Convento di San Francesco

Al centro del nucleo storico di Pellegrino Parmense, lungo l'asse centrale di via Roma all'angolo con via San Francesco d'Assisi, sorge poi l'antico ex convento francescano, quasi certamente risalente al Quattrocento. Fonti archivistiche individuano infatti in San Bernardino da Siena il fondatore a Pellegrino di un cenobio di Frati Minori Conventuali nel 1424. Il convento, che pare essere sorto annesso ad una chiesa di molto antecedente e dedicata a San Francesco, fu poi soppresso nel 1804 durante la dominazione francese. Dal 1879 e durante il XX secolo l'edificio ospitò l'Ospedale Vittorio Emanuele II, la cui attività è cessata alcuni anni fa, venendone trasferita la proprietà prima alla Regione Emilia Romagna e poi all'amministrazione comunale, che ne ha ricavato un piacevole ostello.

A Careno[modifica]

Careno è una piccola località del comune di Pellegrino Parmense nota per il suo Santuario molto frequentato e per la affollatissoma festa dell'Assunta che vi si celebra ogni anno a Ferragosto.

  • Santuario della Beata Vergine Assunta.
    Careno (Pellegrino Parmense) - Santuario della Beata Vergine Assunta 03.JPG
Careno (Pellegrino Parmense) - Santuario della Beata Vergine Assunta 04.JPG

Un'antica iscrizione esistente sull'architrave di ingresso della chiesa (oggi non più leggibile) ne data la fondazione all'anno 1044, mentre la prima menzione su documento scritto è del 1230, in cui viene indicata come dipendente dalla Pieve di Serravalle La primitiva chiesa romanica dovette essere probabilmente rimaneggiata nel XIII secolo. Nella seconda metà del Quattrocento si mise mano ad un suo ampliamento, che la trasformò da chiesa ad una sola navata a tempio con tre navate, Di questo periodo sono gli affreschi rimasti: testa di Madonna con il Bambino e San Rocco, Due Sante, Dio Padre in mandorla.

La facciata è tripartita da quattro lesene; archetti pensili sormontano gli specchi. Nel Settecento per tutta la lunghezza vi furono aggiunti sui lati due porticati per riparo dei pellegrini che ancora oggi accorrono numerosi. Il sagrato è racchiuso da un muro perimetrale. Il 15 agosto di ogni anno la seicentesca statua lignea della Madonna, custodita nella chiesa, viene portata in processione nei campi circostanti.

Nel 1902 il Vescovo di Parma concesse alla chiesa di Careno il titolo di Santuario. La Madonna venerata in questa chiesa è chiamata comunemente Madonna dei matti perché invocata soprattutto per risolvere problemi legati a disturbi di origine nervosa. Numerosi sono gli ex voto conservati nell'edificio.

A Iggio[modifica]

Iggio è una frazione di Pellegrino Parmense a circa sei chilometri dal capoluogo. Il piccolo borgo conta poco meno di 400 abitanti e festeggia il patrono San Martino di Tours l'11 novembre.

  • Pieve di San Martino Vescovo. La chiesa parrocchiale di Iggio ha origini remote. Nasce come Pieve e nel 1040 un documento elenca numerose cappelle soggette alla sua giurisdizione. Soggetta a ripetuti interventi edilizi, conserva poco dell'originario edificio romanico. Il suo aspetto attuale corrisponde ai radicali interventi della seconda metà del Settecento. Gli ultimi restauri del 1924 hanno portato alla luce bassorilievi romanici della chiesa antica, che vennero inglobati nel portale di ingresso.
La costruzione a pianta centrale a croce greca e l'intitolazione al Santo di Tours, molto venerato in epoca longobarda, ne ribadiscono l'antichità di fondazione. Nei resti romanici si nota la figura di un volatile, forse una colomba, una croce astile, una figura orante oltre a fiori stilizzati e ornamenti.
Sul lato occidentale un piccolo portale strombato mostra nell'arco alberi stilizzati, un calice, decorazioni a foglia e a losanghe incisi in pietra locale, riconducibili al XII secolo. La Pieve si avvantaggiava della sua posizione lungo la strada che collegava i percorsi da Bardi a Varsi con Berceto e la via Francigena.
La leggenda
Narra una antica leggenda, documentata fin dal XV secolo, che nel territorio della Pieve di Isso, precisamente la Cappella di Santa Cristina (non più esistente), tutti gli anni dopo la ricorrenza della Santa formiche volanti in grandi quantità comparivano sul monte attorno alla chiesa. Dopo due settimane si dirigevano quindi al Monte delle Formiche dove andavano a morire attorno al Santuario di Santa Maria di Zena. Le formiche morte, presenti a migliaia e migliaia, venivano raccolte, benedette e distribuite ai fedeli. Nessuno seppe mai spiegare quale arcano mistero si celasse dietro questo strano comportamento degli insetti nè tantomeno che legame ci fosse fra questa chiesa e la lontana Santa Maria di Zena nel bolognese, dove il fenomeno delle formiche alate suicide in massa si verifica ancora.


Eventi e feste[modifica]

  • Festa del Pane tradizionale. Si svolge ogni anno all'inizio di giugno e coinvolge tutto il paese e le sue botteghe. Si propone di sottolineare l'importanza di questo antico ed essenziale alimento riscoprendone le caratteristiche tradizionali e artigianali.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • Albergo La Quercia, via 1° maggio 24, +39 0524594946, fax: +39 0524594684.
  • Le Ginestre Pighouse, Strada Varone-Salsomaggiore 58 (nella frazione Pietraspaccata), +39 052464170, fax: +39 0524594614.


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 4 Poste italiane, Piazza Berzieri 2, +39 0524 64740, fax: +39 0524 64740.


Nei dintorni[modifica]

  • Bardi — Il suo castello è sicuramente uno dei più spettacolari fra i numerosi manieri delle colline di Parma; abbarbicato su un picco roccioso, ebbe fama di imprendibilità. È anche uno dei castelli meglio conservati e più visitati dai turisti.
  • Berceto — Il suo imponente Duomo di antica fondazione romanica fu una delle tappe più importanti sulla via Francigena; del castello dei Rossi rimangono dei ruderi. La cittadina conserva un centro storico con antichi palazzetti di prestigio; è un importante centro di servizi, commerci e villeggiatura sulla strada del Passo della Cisa.
  • Fidenza — Il Duomo di San Donnino, cattedrale della diocesi, rientra a pieno diritto nel novero delle grandi Cattedrali romaniche dell'Emilia, ad esempio quelle di Parma e di Modena; vanta una facciata -incompiuta- con statue e bassorilievi di Benedetto Antelami e della sua scuola.
  • Parma — Città d'arte fra le maggiori dell'Emilia, mantiene con grande evidenza aspetto, signorilità e modi di vita da Capitale, come lo fu per secoli. La reggia Farnese della Pilotta, la Cattedrale romanica, la chiesa della Steccata sono alcune delle emergenze monumentali che caratterizzano la città; di gran fama il suo Teatro, la sua tradizione musicale (Giuseppe Verdi), la sua scuola di pittura (Correggio, Parmigianino), il suo amore per la buona tavola (prosciutto crudo di Parma, salumi, parmigiano reggiano, lambrusco).
  • Salsomaggiore Terme

Itinerari[modifica]

  • Castelli del Ducato di Parma e Piacenza — Disseminati sull’appennino parmense e piacentino, ma presenti anche nella pianura a sorvegliare il confine naturale del Po, i numerosi castelli dell’antico Ducato di Parma e Piacenza caratterizzano tutta l’area. Baluardi militari in origine, molti di essi hanno mantenuto l’aspetto di rocca inaccessibile, molti hanno via via trasformato la loro natura bellica in raffinata dimora nobiliare; tutti perpetuano nel tempo l’atmosfera di avventura, di favola e di leggenda che da sempre è legata ai castelli, in molti dei quali si narra della presenza di spiriti e fantasmi.


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