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Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone

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Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone
Nel parco del Curone l'Oasi del WWF.jpg
Tipo area
Stato
Regione
Provincia
Superficie
Anno fondazione
Sito istituzionale

Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone è un'area protetta situata in Lombardia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Il parco si estende su una superficie che interessa dieci comuni: Cernusco Lombardone, La Valletta Brianza, Lomagna, Merate, Missaglia, Montevecchia (che ne è sede), Olgiate Molgora, Osnago, Sirtori e Viganò. L'altitudine minima toccata dal territorio del parco corrisponde a 242 m s.l.m., quella massima a circa 600. Dal punto di vista idrografico, è attraversato dai torrenti Curone, Molgora. Inoltre, i boschi di questa zona sono ricchi di sorgenti naturali.

Flora e fauna[modifica]

Questo parco, seppur di ridotte dimensioni, rappresenta una preziosa risorsa per la zona. Esso infatti risulta essere l'ultimo sito di rilevante interesse ambientale a conservare aree boschive incontaminate e specie animali come il gambero di fiume, la salamandra, il tasso e lo scoiattolo, prima della megalopoli milanese.

Educazione ambientale[modifica]

Tra i compiti che il Parco ha assunto con la sua costituzione, nel 1983, l'educazione ambientale è stata quasi subito considerata fondamentale e prioritaria. Rivolto in particolare, ma non solo, alle scuole, il servizio di educazione all'ambiente si è dato un compito: far conoscere il proprio habitat e promuovere gli strumenti necessari per interpretare e migliorare il rapporto uomo-natura.

Rete Natura[modifica]

L'Unione Europea, con la Direttiva Uccelli e con la Direttiva Habitat, ha individuato un elenco di habitat e di specie animali e vegetali considerate di interesse comunitario, la cui salvaguardia è cioè essenziale per la conservazione della ricchezza biologica ed eco sistemica del nostro continente.

Fra questi habitat e specie alcuni vengono considerati di interesse prioritario, poiché la loro conservazione è particolarmente minacciata.

L'Unione Europea intende quindi costituire una rete di aree attraverso tutto il continente per assicurare la salvaguardia del suo patrimonio ambientale.

Le aree che contengono habitat e specie di interesse comunitario entrerebbero a far parte di questa rete, quali Siti di Interesse Comunitario.

Nel Parco di Montevecchia e Valle del Curone sono presenti numerose specie, animali e vegetali, ed habitat di interesse comunitario. Tre habitat sono inoltre di interesse prioritario (le sorgenti pietrificanti, i cosiddetti prati magri, i boschi umidi).

Per una vasta parte del Parco regionale è quindi stato proposto nel 1995 il riconoscimento di Sito di Interesse Comunitario. La procedura di valutazione e riconoscimento da parte della Commissione Europea è tuttora in corso, rallentata dal progressivo all'argomenta dell'Unione e quindi dalla necessità di rivedere ed integrare gli elenchi delle entità da tutelare.

Poiché il Sito proposto è interno ad un'area protetta già istituita, che già dovrebbe assicurare attenzione e tutela per i valori oggetto di interesse comunitario, è improbabile che il riconoscimento da parte dell'Unione Europea possa portare ad ulteriori vincoli normativi.

Comporterà invece la necessità di valutare l'incidenza che le trasformazioni di maggior rilevanza possono avere sulle entità (specie o habitat) che hanno condotto al riconoscimento comunitario, al fine di evitare qualsiasi impatto negativo.

In attesa della decisione della Commissione Europea, lo Stato ha quindi provveduto ad una "presa d'atto" dei Siti proposti, a cui si deve applicare la valutazione d'incidenza.


Come arrivare[modifica]

In auto[modifica]

  • Da Milano: Tangenziale Est verso Venezia, passare la barriera in direzione Lecco e andare sempre diritto verso Lecco per 18 km., al I semaforo di Merate girare a sinistra verso Pagnano, poi la prima a destra per Cà Soldato per 4 km.
  • Da Bergamo: Statale Bergamo - Como fino a Brivio, girare a sinistra verso Milano, dopo 5 km. al I semaforo di Merate girare a destra verso Pagnano, poi la prima a destra per Cà Soldato per 4 km.
  • Da Como: Statale Como-Bergamo fino a Calco, girare a destra verso Milano, dopo 3 km. al I semaforo di Merate girare a destra verso Pagnano, poi la prima a destra per Cà Soldato per 4 km.
  • Da Lecco: Statale Lecco - Milano fino a Merate, al I semaforo di Merate girare a destra verso Pagnano, poi la prima a destra per Cà Soldato per 4 km.

In treno[modifica]

Linea Milano-Lecco-Sondrio dalla stazione Centrale o Garibaldi di Milano, 40 minuti di viaggio scendere alla stazione di Cernusco Lombardone e seguire il percorso n. 2.


Permessi/Tariffe[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Piramidi di Montevecchia Siamo in Val Curone, a quindici chilometri da Lecco, ma queste tre formazioni collinari ricordano la Piana di Giza. Apparentemente sembrano tre colline ma l'osservazione satellitare svela qualcosa di più enigmatico, come il posizionamento che ricorda le tre stelle della cintura di Orione. Gli egizi creavamo sempre un filo conduttore con il cielo per le loro piramidi, per permettere ai defunti di ritrovare la via di casa. E queste piramidi sarebbero state realizzate proprio a scopo religioso e non per finalità agricole, visto che quel terreno non può essere coltivato. Le piramidi di Montevecchia ricordano quella del faraone Zoser, nella necropoli di Saqqara, considerata uno dei più grandi monumenti dell'antico Egitto. L'incredibile scoperta è stata fatta dall'architetto Vincenzo di Gregorio quindici anni fa, scatenando la curiosità degli amanti del mistero e del soprannaturale. Questo perché secondo le ricerche effettuate dallo scopritore, sarebbe stata un'antica civiltà a modellare le colline di roccia calcarea formandone i gradoni che si possono intravedere oggi.

Castello di Cernusco Il castello, inserito nel paesaggio collinare dell'Alta Brianza, si offre come location incantevole per matrimoni indimenticabili, eventi business di alto livello e meeting aziendali. La possibilità inoltre di soggiornare all'interno delle suite del Castello, fa della struttura un punto di riferimento dell'accoglienza.

Il Santuario della Beata Vergine del Monte Carmelo Valletta Brianza. Il Santuario si trova in cima ad una collina nella quale si può ammirare uno splendido panorama. La piccola chiesa bianca che si vede da mezza pianura lombarda rappresenta per i brianzoli un simbolo ben conosciuto.Posta sulle prime alture,a Montevecchia, dalla sommità si gode un panorama veramente incantevole, che nelle giornate terse permette di vedere gli Appennini emiliani aldilà della pianura.Meta tipica nelle calde giornate estive per la relativa frescura di cui gode,si raggiunge con una dritta e lunga scalinata fiancheggiata da maestosi alberi,partendo dalla piazzetta/belvedere di Montevecchia;dopo la " scarpinata", al ritorno, si può gustare un ottimo gelato o fare uno spuntino con i formaggini tipici.

Cosa fare[modifica]

Uno dei sentieri del Parco

Scarponi ai piedi, zaino in spalla e un binocolo per osservare la fauna: si parte!

Si può lasciare l'automobile al parcheggio di Lomaniga (frazione di Missaglia) e seguire le indicazioni per il sentiero n.8: si segue la strada che sale proseguendo poi lungo la carreccia che conduce alla località Casarigo; da qui il sentiero sale fiancheggiando vigneti e campi terrazzati toccando la località Galeazzino prima di arrivare a Montevecchia alta, dove si ammirerà l'ampio paesaggio che si scorge da questo balcone naturale.

Dopo la visita al Santuario della Beata Vergine del Carmelo, si potrà proseguire seguendo le indicazioni del sentiero n.2 verso il "Ca' del Soldato" percorrendo la vecchia strada comunale con il fondo lastricato. Da qui, scendendo verso la Cascina Ospedaletto, si incontra uno dei piccoli torrentelli che si immettono nel Torrente Curone dove si possono ammirare le interessanti sorgenti.

Si segue poi il sentiero, parzialmente immerso nel bosco, che risale un costone e passa a fianco ad alcune cascine fino ad arrivare a Galbusera Nera (interessante esempio di antico insediamento rurale) e Galbusera Bianca.

Si seguono le indicazioni del sentiero n.11 che porta alla sommità di un colle dove svettano verso il cielo degli alti cipressi. Ci troviamo nell'area dei prati magri che possiedono elevato pregio naturalistico per la presenza di elementi floristici mediterranei quali delle rare specie di orchidee.

Camminando sui passi del sentiero n.7 si giunge in località Deserto dove si incontra la strada panoramica che collega Lissolo a Montevecchia alta: siamo all'interno della Riserva naturale V. S. Croce e Alta Val Curone. Si prosegue lungo un sentiero che attraversa a mezza costa la parte più elevata della Valle S. Croce fino ad arrivare alla Cappelletta di Crippa: da qui si prende la via dei roccoli, così chiamata perché lungo il crinale si incontrano dei vecchi roccoli in disuso, utilizzati un tempo per la cattura degli uccelli.

Si arriva a Monte di Missaglia dove si seguono le indicazioni per il sentiero n.9 per la Valle S. Croce: sulla strada si incontra una stele eretta a ricordo dei morti della peste del 1630. Qui si percorre il sentiero n.6 che segue il torrente Molgoretta fino alla località Pianetta dove si sale seguendo un sentiero con leggeri saliscendi fino alla località Albereda. Da questo punto si scende e si arriva al punto di partenza a Lomaniga.

  • Sentiero n.1. Da nord a sud, con partenza da Sirtori (località Ceregallo) e arrivo a Lomagna.
  • Sentiero n.2. Dalla stazione ferroviaria di Cernusco Lombardone alla località Beolco (Olgiate Molgora).
  • Sentiero n.3. Dalla stazione ferroviaria di Osnago all torrente Curone.
  • Sentiero n.4. Dalla stazione ferroviaria di Osnago a Valaperta (frazione di Casatenovo).
  • Sentiero n.5. Dalla stazione ferroviaria di Cernusco Lombardone a Maresso (frazione di Missaglia).
  • Sentiero n.6. Da Sirtori a Lomagna.
  • Sentiero n.7. Dalla stazione ferroviaria di Cernusco Lombardone a Missaglia.
  • Sentiero n.8. Da Lomaniga (frazione di Missaglia) alla località Beolco (Olgiate Molgora).
  • Sentiero n.9. Da Montevecchia a Missaglia.
  • Sentiero n.10. Da Sirtori (località Ceregallo) a Montevecchia alta.
  • Sentiero n.11. Dalla stazione ferroviaria di Cernusco Lombardone a Perego.

Visite guidate con le Guardie Ecologiche Volontarie: Per tutto il corso dell'anno sono organizzate visite guidate con le GEV del Parco e l'intervento di esperti del settore.

Incontri pratici di aggiornamento professionale: Nel corso del 2012 sono state organizzate attività per sviluppare alcuni argomenti di particolare interesse e diffusione.

Mostra agricola 'I colori dell'autunno': Il Parco di Montevecchia e Valle del Curone con il Consorzio produttori agricoli del parco ogni anno organizzano una Mostra dei Prodotti autunnali del Parco di Montevecchia.

Interventi di valorizzazione del territorio agricolo del Parco: Il Parco di Montevecchia e Valle del Curone ha deciso di emanare un nuovo bando per la concessione di Contributi per interventi di valorizzazione del territorio agricolo del 'Parco per l'anno 2017', in continuità con le precedenti edizioni.

Conservazione e valorizzazione del paesaggio rurale: Conservazione, valorizzazione e recupero degli elementi "minori" tipici del paesaggio rurale di valore storico oltre che funzionale (terrazzamenti, lavatoi, fontanili, edicole votive, sentieri lastricati in pietra...) in collaborazione con la Fondazione Cariplo.

Il Parco e l'acqua tra natura, necessità e cultura: Attivato nel 2005 con il contributo di Fondazione Cariplo, il progetto si propone di valorizzare e qualificare una risorsa determinante del territorio del Parco, attribuendo alla risorsa acqua valenze multifunzionali e dando continuità ad alcuni aspetti rilevati dal progetto 'Conservazione e Valorizzazione del Paesaggio Rurale'.

Acquisti[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Sicurezza[modifica]

La Regione Lombardia ha decretato l'elevata pericolosità incendi boschivi. Anche nel territorio del Parco vi sono forti rischi e sono stati attivati i pattugliamenti preventivi da parte della Squadra Antincendio Boschivo (AIB) e delle Guardie Ecologiche Volontarie, che potranno sanzionare chi dovesse accendere fuochi, anche controllati, nei boschi o ad una distanza da questi inferiori a 100 m. Tutti i dipendenti pregano di rispettare il divieto di accensione fuochi e di segnalare prontamente ogni incendio o principio di incendio al numero 1515 attivo 24h.

Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

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