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La rotta di Enea
Il cavallo di Troia all’ingresso dell'omonimo sito
Tipo itinerario
Stato
Inizio
Fine
Sito del turismo

La rotta di Enea è un itinerario che si sviluppa attraverso le principali nazioni in cui è approdato Enea nell'Eneide di Virgilio.

E' il 45° itinerario culturale riconosciuto a livello europeo

Introduzione[modifica]

Nella sua fuga, da Troia fino a Roma, Enea ha viaggiato per parecchi luoghi del Mediterraneo.

Come arrivare[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi: Come arrivare a Troia.

Si potrebbe partire dalla citta di Troia in Turchia.

Tappe[modifica]

Turchia[modifica]

  • 1 Troia (Ilio) — Da qui è fuggito Enea con il padre Anchise in spalla.
  • 2 Antandro (Antandros) — Si ritiene che la città fosse localizzata sulla collina di Devren, tra l'attuale villaggio di Avcılar e la città di Altınoluk. Ascanio, figlio di Enea, governò la città di Antandro fino a quando non fu catturato dai Pelasgi; il riscatto per la sua liberazione era la consegna della città.
  • 3 Enez (Eneade) —

Grecia[modifica]

  • 4 Delo
  • 5 Pergamea a Creta vicino Chania — Pergamo è il nome della città che Enea e il suo equipaggio iniziarono a fondare sull'isola di Creta.
  • 6 Strofadi
  • 7 Leucade (Lefkàda) —
  • 8 Nicopoli (Nikopolis) a circa 6 km a settentrione di Preveza
  • 9 Azio

Albania[modifica]

  • 10 Butrinto (Butroto) — Lo storico Dionigi di Alicarnasso scrisse che Enea visitò Butrinto dopo la sua stessa fuga dalla distruzione di Troia.

Italia[modifica]

  • 11 Castro (Castrum Minervae) — Il poeta Virgilio, nell'Eneide, colloca il primo approdo di Enea in Italia a Castrum Minervae (di fronte a Butroto, nell'Epiro); il suo porto era dominato da un alto promontorio alla sommità del quale si ergeva il maestoso tempio consacrato alla dea Minerva.
  • 12 Capo Colonna (Hera Lacinia) —
  • 13 Etna — Sbarcato in Sicilia, scampò con i suoi uomini ad un attacco del ciclope Polifemo, e nel contempo salvò Achemenide un superstite dei compagni di Ulisse.
« Ma sì d'Etna vicino, che i suoi tuoni / E le sue spaventevoli ruine / Lo tempestano ognora. Esce talvolta / Da questo monte a l'aura un'atra nube / Mista di nero fumo e di roventi / Faville, che di cenere e di pece / Fan turbi e groppi, ed ondeggiando a scosse / Vibrano ad ora ad or lucide fiamme / Che van lambendo a scolorir le stelle; / E talvolta, le sue viscere stesse / Da sè divelte, immani sassi e scogli / Liquefatti e combusti al ciel vomendo / In fin dal fondo romoreggia e bolle. »
(III, 897-909)
  • 14 Trapani
  • 15 Segesta
  • 16 Erice (Elyma) — Secondo Tucidide Erice (Eryx, Έρυξ in greco antico) fu fondata dagli esuli troiani, che fuggendo nel Mar Mediterraneo avrebbero trovato il posto ideale per insediarvisi; sempre secondo Tucidide, i Troiani unitisi alla popolazione autoctona avrebbero poi dato vita al popolo degli Elimi. Fu contesa dai Siracusani e Cartaginesi sino alla conquista da parte dei Romani nel 244 a.C. Virgilio la cita nell'Eneide, con Enea che la tocca due volte: la prima per la morte del padre Anchise, un anno dopo per i giochi in suo onore. Virgilio nel canto V racconta che in un'epoca ancora più remota vi campeggia Ercole stesso nella famosa lotta col gigante Erix o Eryx, precisamente nel luogo dove poi si sfidarono al cesto il giovane e presuntuoso Darete e l'anziano Entello.

Tunisia[modifica]

Didone ed Enea, affresco romano di Pompei
  • 17 Cartagine — L'odio secolare tra i romani e i cartaginesi nasce secondo la leggenda dall'amore tra la regina Didone ed Enea che giunse tra le sponde di Cartagine e venne accolto dalla regina con cui poi ebbe una relazione. Il rapporto divenne intenso ma Enea ad un certo punto decise di partire lasciando nella disperazione Didone che scelse di uccidersi con la spada regalatale dallo stesso Enea, lanciando anche una maledizione al futuro popolo romano.
« Nè mai tra queste genti / Amor nasca, nè pace; anzi alcun sorga / De l’ossa mie, che di mia morte prenda / Alta vendetta, e la dardania gente / Con le fiamme e col ferro assalga e spenga / Ora, in futuro e sempre; e sian le forze / A quest’animo eguali: i liti ai liti / Contrari eternamente, l’onde a l’onde, / E l’armi incontro a l’armi, e i nostri ai loro / In ogni tempo. E ciò detto, imprecando, / Schiva di più veder l’eterea luce, / Affrettò di morire. »
(Virgilio, Eneide libro IV)
Didone poi verrà identificata dai cartaginesi come la dea Tanit protettrice della città.

Italia[modifica]

  • 18 Isola Asinelli
  • 19 Ustica
  • 20 Palinuro a CentolaPalinuro è il nocchiero di Enea, che viene addormentato dal dio del sonno e poi buttato in acqua. Al risveglio nuota fino a raggiungere la costa, dove viene ucciso e lasciato insepolto sulla riva del mare.
  • 21 Isola di Licosa (Leucosia) a Castellabate — Secondo una leggenda la zona era abitata dalle sirene: Partenope, Leucosia e Ligeia.
  • 22 Capo Miseno a BacoliMiseno era il trombettiere di Enea, che avendo sfidato Tritone nel suono della tromba, era stato da questi precipitato in mare dove era miseramente annegato. Enea, trovato il suo corpo gettato dalle onde sulla spiaggia, ne appronta il rogo, quindi lo seppellisce sotto un immenso tumulo, quasi una grandiosa tomba a perenne memoria dell'eroico compagno.
  • 23 Cuma — Enea incontra la Sibilla.
  • 24 Lago d’Averno — La Sibilla porta Enea all'ingresso del regno degli inferi sulle rive del lago.
  • 25 Gaeta (Caieta) — Il nome dalla nutrice di Enea che è qui sepolta.
  • 26 Lavinio (Lavinium) a Pratica di Mare — Dove c'è la tomba di Enea.
  • 27 Roma

Sicurezza[modifica]

Nei dintorni[modifica]

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