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Irpinia

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Irpinia
Tipico paesaggio irpino
Localizzazione
Irpinia - Localizzazione
Stemma
Irpinia - Stemma
Stato
Regione
Capoluogo
Sito istituzionale

L'Irpinia è un territorio della Campania.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Si tratta di un antico distretto dell'Italia meridionale, oggi ricompreso quasi completamente nella provincia di Avellino. Il suo territorio è punteggiato di borghi e casali ed è anche ricchissimo di boschi e sorgenti; non a caso se ne sente spesso parlare come "la verde Irpinia".

Quando andare[modifica]

I periodi consigliati sono quello natalizio, il periodo di Carnevale e quello estivo per partecipare ai molti eventi organizzati in tutto il territorio. Alcune iniziative si rinnovano però durante tutto l'anno: è il caso dei tradizionali mercatini settimanali all'aperto (presenti in ogni paese) e delle rassegne teatrali e musicali; un esempio è dato da "ClassicAriano", la rassegna settimanale di musica classica che si tiene ogni fine settimana ad Ariano Irpino.

Cenni storici[modifica]

Abitata fin dalla più remota antichità, in epoca preromana era occupata dagli Irpini, un popolo rozzo e bellicoso di stirpe sannitica che adorava il lupo (che essi chiamavano hirpus). Tale animale, che ancora oggi vive tra i boschi e le montagne (sia pur in numero limitato), è il simbolo di questa terra.

Dopo la conquista e la colonizzazione romana l'Irpinia subì una lenta fase di decadenza, ma in epoca normanna acquisì di nuovo grande rilevanza. Fu in quel periodo che vennero eretti molti borghi e castelli, mentre fra i sovrani spicca la figura di Re Ruggero II d'Altavilla; questi nel 1130 ottenne nel duomo di Avellino l'investitura del Regno di Sicilia e, dieci anni più tardi, emanò ad Ariano Irpino le costituzioni del Regno, che da allora presero il nome di "Assise di Ariano", e vi batté anche il ducato, la nuova moneta destinata a durare per secoli. Il Museo della Civiltà Normanna, ospitato nel Castello di Ariano Irpino, conserva i frammenti di quel glorioso passato.

Nei secoli successivi l'Irpinia fu aggregata al Regno di Napoli di cui costituì una provincia, denominata curiosamente "Principato Ultra", il cui capoluogo era Montefusco, mentre l'attuale provincia di Avellino sorse soltanto nell'Ottocento.

Lingue parlate[modifica]

In Irpinia, oltre alla lingua nazionale, si parla il dialetto irpino, facente parte dei dialetti meridionali e dello stesso gruppo linguistico della lingua napoletana.

Una particolarità è costituita dal piccolo comune di Greci (situato sui monti al confine con la Puglia) che costituisce l'unica minoranza linguistica della Campania; vi si parla infatti l'antico albanese, detto arbëresh e, oltre alla lingua, vi si sono mantenute intatte nel tempo anche molte tradizioni. Una curiosità: il territorio di Greci confina con quello di un'altra minoranza, quella arpitana (o francoprovenzale) di Faeto e Celle di San Vito, due piccoli borghi ricadenti però dal versante pugliese.


Territori e mete turistiche[modifica]

Centri urbani[modifica]

I comuni della Provincia che superano i 10000 abitanti sono 7:

  • Ariano Irpino — Detta Città del Tricolle, è il centro più popoloso dopo il capoluogo. Il suo centro storico mostra una struttura medievale con una Cattedrale in stile romanico e un castello Normanno, i cui giardini sono stati trasformati nella Villa Comunale. Numerosi sono i musei e caratteristico è l'artigianato della maiolica.
  • Atripalda — L'antica Abellinum, città romana da cui poi deriverà Avellino, è detta città Sabatina perché attraversata dal Sabato. Nella centrale Dogana dei Grani ospita un museo e il suo centro storico offre la Collegiata di Sant'Ippolisto con Specus Martyrium, una cripta che conserva opere d'arte e testimonianze del primo cristianesimo.
  • Avellino — Conserva testimonianze medioevali (castello, cunicoli longobardi, impianto originario del duomo), rinascimentali (palazzo Caracciolo, casino del principe), barocche (fontana di Bellerofonte), neoclassiche e moderne.
  • Mercogliano — Posta ai piedi di Montevergine, sede del famoso santuario mariano, è divisa nella parte medievale (Capocastello) che si arrocca sul colle ed una nuova zona dominata dal viale alberato a platani intitolato a San Modestino, patrono martirizzato in queste terre. Degno di nota il Palazzo abbaziale del Loreto. Una menzione a parte merita il Santuario di Montevergine, facilmente raggiungibile dal centro della cittadina mediante una delle funicolari più ripide d'Europa.
  • Monteforte Irpino — Questo centro si è sviluppato all'altezza dell'importante valico che mette in comunicazione Avellino con Napoli.
  • Montoro — Comune nato nel 2013 dalla fusione di Montoro Inferiore e Montoro Superiore, conserva varie testimonianze sparse nelle sue numerose frazioni ognuna delle quali ha un proprio centro e una propria identità.
  • Solofra — Città nota per la concia delle pelli, offre la Collegiata di San Michele, gioiello barocco che ospita tele e opere d'arte del Solimena e del Guarini.

Di rilevanza turistica nella regione vi sono alcuni borghi, facenti parte dell'associazione dei Borghi più belli d'Italia (quali Monteverde, Nusco, Savignano Irpino, Summonte e Zungoli, quest'ultimo fregiantesi anche della Bandiera arancione) e alcuni centri storici come quello di Gesualdo (con il suo castello, che fu dimora del Principe dei Musici Carlo Gesualdo), Rocca San Felice, Calitri (in modo particolare Borgo Castello), il borgo medievale di Castelvetere nonché Trevico, il Tetto d'Irpinia, il borgo più alto di tutta la Campania con i suoi 1094 metri s.l.m.

Oltre al Santuario di Montevergine, tra le tante mete religiose spiccano per la loro notorietà il Santuario di San Gerardo nel comune di Caposele, il Santuario di Carpignano a Grottaminarda, il Santuario della Madonna del Buon Consiglio a Frigento e il Santuario della Madonna di Valleluogo presso Ariano Irpino; accanto a quest'ultimo si conserva gelosamente un antico mulino ad acqua presso cui nel Medioevo apparve la Madonna.

Altre destinazioni[modifica]

Le altre principali attrattive al turismo sono il comprensorio sciistico di Laceno, con il lago omonimo, e il monte Terminio. Un altro laghetto naturale, il lago Iliade, sorge invece nella Valle del Cervaro vicino al borgo di Greci.

Lago Laceno a Bagnoli Irpino(AV)

Altre mete, seppur meno conosciute, si contraddistinguono invece per le loro misteriose peculiarità: la Valle d'Ansanto, presso Rocca San Felice si caratterizza per la curiosa emissione di gas nocivi (citati fin dall'antichità da Virgilio) e anche per la presenza delle terme di Villamaina.

Più a nord, vicino Casalbore, si apre invece la Valle del Miscano con al centro le strane Bolle della Malvizza (="polle della merla" nel dialetto irpino), che formano il più vasto campo di vulcanetti di fango dell'Italia meridionale; tale valle era frequentata fin dalla più remota antichità, come attestato dai resti del villaggio neolitico de La Starza e dalla fitta rete di antichi tracciati che vi confluiscono (i tratturi, le strade romane, la medievale via Francigena).

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

L'aeroporto intercontinentale di Roma-Fiumicino dista circa 250 km. L'aeroporto internazionale più vicino, quello di Napoli-Capodichino, è a circa 50 km. Pressoché equidistante è infine l'aeroporto turistico di Salerno-Pontecagnano.

In auto[modifica]

L'Irpinia è attraversata lungo l'asse est-ovest dalla A16 Napoli-Canosa. In particolare i caselli autostradali a servizio del territorio sono:

In treno[modifica]

La città di Avellino è interessata dalla tratta ferroviaria che collega il capoluogo irpino con Benevento e Salerno.

Inoltre la stazione di Avellino offre servizi sostitutivi tramite autobus per Lioni, Benevento, Salerno.

Treni da / per Napoli sono disponibili a partire dalla stazione di Baiano.

Vi sono infine collegamenti ferroviari giornalieri con Roma, Caserta, Foggia e Bari dalla stazione di Ariano Irpino.

In autobus[modifica]

La società Autoservizi Irpini provvede al collegamento della regione con le città di Roma, Napoli, Benevento, Caserta, Foggia, Salerno e la sua università, Campobasso e Termoli.

Nel capoluogo è presente l'autostazione ospitata nel Piazzale Sullo (già Piazza Macello), capolinea di tutte le linee che dai vari comuni della provincia portano al capoluogo fungendo anche da nodo di interscambio con il trasporto cittadino e nazionale.

Come spostarsi[modifica]

In auto[modifica]

L'automobile è un ottimo mezzo da utilizzare per raggiungere tutti i paesi irpini, grazie all'autostrada A16 Napoli-Bari (che dispone di ben sette caselli sul territorio) nonché alla superstrada "Ofantina" che collega Avellino a numerosi centri alto-irpini; tali percorsi si affiancano alla ben più antica strada nazionale delle Puglie voluta da re Carlo III di Napoli, il quale provvide anche ad ornarla con maestose fontane, una diversa dall'altra ma tutte munite dello stemma borbonico in pietra scolpita.


In autobus[modifica]

Le società A.IR provvede a collegare fra loro i numerosi comuni dell'Irpinia, con relazioni più frequenti e regolari nei giorni lavorativi, sabato incluso.

Cosa vedere[modifica]

Castelli, torri, ruderi e borghi[modifica]

Castello di Avellino
  • Castello di Avellino. Non si hanno fonti certe sull'origine del Castello, probabilmente venne edificato dai Longobardi.La prima notizia storica del borgo fortificato risale al 769. Il fortilizio venne coinvolto in diverse battaglie durante il Medioevo. Nel 1611 il Castello venne trasformato in una residenza signorile da Camillo Caracciolo.
Castello di Ariano Irpino
  • 1 Castello di Ariano Irpino (Nel punto più alto e panoramico del centro storico cittadino, a oltre 800 metri di altitudine). Il "castrum" è a forma di trapezio con torri angolari comunicanti tra loro. Si possono notare anche i ruderi dell'antico mastio da cui, secondo la tradizione, si scorgeva il Golfo di Manfredonia. Metà della fortezza si trova sotto il livello stradale. Nello spazio interrato ci sono tre ambienti con postazioni a semiluna e con feritoie. Nel 2009 si sono conclusi lunghi lavori di restauro e, all'interno del complesso, è ora possibile visitare il "Museo della Civiltà Normanna". Tutt'intorno al castello si può ammirare la grande villa comunale con ampi scorci panoramici.
  • Castello di Zungoli. Il castello sorge a Zungoli, all'interno di un borgo medievale conservatosi praticamente intatto. Ad eccezione di un torrione (distrutto dal terremoto del 1456), il castello si presenta in ottime condizioni ed è tuttora abitato.
  • Castello di Avella. La struttura è di origine longobarda, ma, per le continue distruzioni, fu ricostruito dai Normanni e divenne una residenza nobile. Dopo il terremoto del 1456, venne rifatto da Pietro Spinelli nel 1553 anche se fu abbandonato non molto tempo dopo. Oggi si possono visitare rilevanti ruderi: la torre, le mura di difesa e parte delle mura della zona residenziale.
  • Anfiteatro Romano di Avella. Delle stesse dimensioni di quello di Pompei e di costruzione precedente al Colosseo, era famoso per i suoi gladiatori. Anche qui si svolgevano battaglie navali.
  • Castello Parise. Il castello a pianta quadrata con quattro torri angolari si trova nella frazione "Celzi" di Forino, a pochi chilometri dal centro. Purtroppo è in condizioni pessime. La struttura risale al 1735.

Religiosità[modifica]

  • Santuario di Montevergine. Posto sull'omonimo monte. Si stima che annualmente venga visitato da circa un milione e mezzo di pellegrini.
Basilica San Gerardo Materdomini Caposele (AV)
  • Santuario di San Gerardo Maiella (A Caposele).
  • Santuario di Sant'Antonio da Padova (A Montefalcione).
  • Santuario dei Santi Pellegrino e Alberico (Ad Altavilla Irpina). Ogni anno si può assistere alla sfilata dei Battenti provenienti da Mugnano del Cardinale.
  • Santuario della Stella Mattutina (Ad Andretta).
  • Santuario di Santa Filomena (A Mugnano del Cardinale). Il santuario più importante dedicato alla Santa, qui si conservano le sue reliquie. La facciata presenta due campanili gemelli e una cupola.
Santuario della Madonna di Valleluogo
  • 2 Santuario della Madonna di Valleluogo (Santuario Salus Infirmorum) (lungo la SS 414 tra Ariano Irpino e Montecalvo). Situato in una valle tranquilla ricca di ruscelli e alberi secolari. Accanto al santuario vi è l'antico mulino presso cui in un lontano passato la Madonna apparve a una fanciulla sordomuta del posto, guarendola.


Cosa fare[modifica]

  • Country Sport di Avellino, Contrada Valle Santa Caterina (frazione Picarelli), +39 0825 39641. Campi sportivi di ogni tipo, piscine, ecc.
  • La Tartaruga - Ariano Irpino, Contrada Carpiniello (situato in una valle amena a 1,5 km dal centro), +39 0825 8272725. Si tratta di un grande complesso sportivo con piscine, campi da gioco, aree verdi, ecc.


A tavola[modifica]

L'Irpinia è famosa per numerosi prodotti tipici. Alcuni di questi sono i gustosi formaggi irpini, tra i quali si ricordano il "Caciocchiato" (tipico di Ariano Irpino), il "Caciocavallo" podolico (Aquilonia, Bisaccia, Calitri), la "Scamorza" ecc. Ricopre un ruolo importante anche la produzione di salumi, come il "Prosciutto" di Trevico, la "Sopressata" e la "Salsiccia", nonché la pasta casereccia (Cavatielli di Castelfranci, Lagane, la Maccaronara di Castelvetere sul Calore), mentre tipico di Montecalvo Irpino è il pane casereccio.

Altri prodotti noti sono il Tartufo di Bagnoli, la “Castagna di Montella” IGP (la cui produzione è concentrata nell'area del Terminio-Cervialto e limitata in particolare ai territori dei comuni di Montella, Bagnoli, Cassano Irpino, Nusco, Volturara Irpina e Montemarano) e le famose Nocciole irpine. A Caposele è tradizionale l'amaretto, mentre a Dentecane di Pietradefusi, Grottaminarda e Ospedaletto d'Alpinolo è d'obbligo assaggiare il torrone.

Tra i condimenti spicca infine l'olio extravergine d'oliva "Irpinia - Colline dell'Ufita", fregiantesi del marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta).

Bevande[modifica]

L'Irpinia è altresì famosa per la produzione di vini. Tra i più pregiati vi sono il Fiano di Avellino, il Greco di Tufo, l'Aglianico e il Taurasi. Oltre ad aziende ormai veterane nella, produzione del vino, molte altre stanno nascendo portando avanti percorsi di ricerca in tutto il territorio.

Sicurezza[modifica]

Nelle aree urbane non vi sono rischi particolari per quanto attiene alla sicurezza personale, per cui le normali cautele possono ritenersi sufficienti. Occorrono invece maggiori attenzioni nelle zone isolate di alta montagna, specialmente nei settori del Partenio, del Laceno e del Terminio ove si trovano estese foreste del tutto disabitate con presenza di numerosi burroni. In queste aree i collegamenti telefonici possino risultare difficili mentre talvolta d'inverno si verificano improvvise tormente di neve.

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