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Fiumalbo

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Fiumalbo
Fiumalbo - Scorcio
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Fiumalbo
Fiumalbo
Sito istituzionale

Fiumalbo è una città dell'Emilia-Romagna.

Da sapere[modifica]

Fiumalbo può vantare l'inserimento nella compagine dei Borghi più belli d'Italia e fra i centri insigniti dal Touring Club Italiano della Bandiera arancione.

Cenni geografici[modifica]

Sull'Appennino emiliano, nelle valli che confinano con la Toscana ed in prossimità del Monte Cimone, è un primario centro turistico estivo ed invernale del Frignano.

Quando andare[modifica]

Luogo di villeggiatura estiva e di sport invernali, è frequentato tutto l'anno.

Cenni storici[modifica]

Fiumalbo è un centro di montagna molto antico con quasi mille anni di storia scritta, ma le sue origini datano ancora più indietro nel tempo. Alcune fonti riportano che i primi abitanti della Valle di Fiumalbo fossero i liguri-friniati, che nel II secolo a.C. si rifugiarono sull'appennino modenese provenienti dalla pianura padana. Il paese di Fiumalbo è nominato in un atto del 1038, che sanciva la cessione della "Rocca che si chiama Fiumalbo" dal marchese Bonifacio di Canossa (padre della famosa Matilde) al vescovo di Modena Viberto. Nel 1197 molti fiumalbini giurarono fedeltà al Comune di Modena, mettendo a disposizione per le eventuali necessità militari il territorio e gli uomini. Il giuramento è stato riconfermato dai rappresentanti della Comunità Fiumalbina nel 1205 e nel 1276.

Molto importante per lo sviluppo del paese è stata la nobile famiglia Bondi-Santi che da sempre qui ha avuto vasti possedimenti. Alcuni suoi esponenti, come Pietro e suo padre Giandomenico (1769-1834), nel XIX secolo furono anche sindaci. Quest'ultimo fu uno degli uomini più benemeriti di Fiumalbo: salvò il paese dalle rappresaglie napoleoniche, ospitò nel suo palazzo il Duca di Modena più volte, beneficò il seminario (nella qual chiesa riposa).

Nel 1936 una parte del territorio del comune di Fiumalbo e una di quello di Cutigliano sono passate a costituire il comune di Abetone.

La Leggenda della Campanella di Fiumalbo

Un tradizionale racconto di Fiumalbo riguarda una antica tradizione secondo la quale nei secoli passati un uomo, all'ora dell'Ave Maria serale, girava per le vie del paese suonando una grossa campanella. Questo incarico venne passato di padre in figlio per generazioni, finché giunse il momento che nessuno volle più svolgere l'incarico.

Senza il suono della campanella i bambini del paese non volevano più andare a letto la sera all'ora dell'Ave Maria. Assecondando le richieste pressanti che gli giungevano dagli abitanti, il Sindaco assunse a pagamento un uomo per riprendere l'antica tradizione. Si dice che sia stato un proprietario terriero che lasciò una somma perché qualcuno ricordasse ai compaesani, una volta morto, di pregare per lui.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Sono centri abitati del suo territorio comunale i paesi di Bivio di Fiumalbo (o Costolo), Ca' di gallo, Caprili, Doccia del Cimone, Dogana (Nuova), Faidello, Fenecchio, Frescarolo, Lago, La Valle, Le Selve, Montalecchio, Roncopiano, Rotari, Ronchi, San Michele e Versurone.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • È attraversato dalla strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Fiumalbo - Chiesa parrocchiale
  • Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo. Le sculture del portale e del fonte battesimale sono della chiesa precedente, che risaliva al 1220 ed era di dimensioni più modeste a una sola navata; i frammenti romanici che sono stati collocati dietro l'altare maggiore e in fondo alla navata sinistra mostrano chiare influenze della scuola di Wiligelmo, il grande scultore che operò in molte zone dell'Emilia e nel Duomo di Modena dove ha lasciato dei capolavori. L'edificio attuale di San Bartolomeo Apostolo si deve al rifacimento del 1592. L'interno è a tre navate; un lato della chiesa antica è diventato la facciata della chiesa nuova, operando così una rotazione dell'asse dell'edificio. Il portale è un'elegante opera rinascimentale dotata di protiro. La navata centrale ha un soffitto a cassettoni intagliato.
Fra le opere pittoriche spicca una tavola cinquecentesca con Madonna e Santi che viene ritenuta del Saccaccino; un'altra tavola di scuola toscana raffigura il Redentore; i due altari lignei sono lavori seicenteschi.
  • Chiesa dell'Immacolata Concezione (Chiesa dei Bianchi). Nella piazza principale, dove si trova la parrocchiale di San Bartolomeo, si trova la chiesa dell'Immacolata Concezione, detta anche dei Bianchi dove ha sede la confraterminata del medesimo nome. La sua costruzione terminò nel 1516. Una ristrutturazione ottocentesca ha incorporato il vecchio portale ed ha cancellato gli affreschi dipinti dal Saccaccino nel 1534.
  • Chiesa di Santa Caterina (Chiesa dei Rossi). Nella piazza di fianco alla parrocchia la chiesa detta anche dei Rossi perché sede dell'omonima confraternita. Fu consacrata nel 1601; oggi ospita il museo di arte sacra. La confraternita si è spostata nell’oratorio di Sant'Antonio, ampliato nel 1708 ma coevo alla chiesa parrocchiale: nei secoli XV e XVI vi si svolgevano sacre rappresentazioni o “misteri”, da cui il nome di schola.
  • Oratorio di Sant'Antonio. Vi si trasferì la confraternita dei Rossi dalla chiesa di Santa Caterina nel 1708; l'oratorio è stato ampliato in quell'occasione.
  • Oratorio di San Rocco. L'oratorio sorge all'ingresso del paese e mostra l'aspetto rinascimentale toscano che gli fu dato nella prima metà del Cinquecento, quando venne rimaneggiata la chiesa risalente al 1418. I conci in arenaria ricordano le decorazioni che si trovano nella parrocchiale di San Bartolomeo. Gli affreschi che custodisce sono del pittore di Carpi Saccaccino Saccaccini.
  • Chiesa di San Michele Arcangelo. Ha una sola navata ed è a pianta rettangolare. L'abside romanica ha decorazioni del Duecento, mentre il resto della chiesa fu ampliato nel Cinquecento, con l'aggiunta di un portico nell'Ottocento e infine del campanile nel 1931. Un restauro recente ha messo un luce affreschi del Quattrocento.
  • Chiesa dei Santi Donnino e Francesco. Si trova fuori dal centro storico, al di là del fiume e faceva parte di un antico monastero dei Frati Minori. Costruita nel 1628 e restaurata nel Settecento, quando le furono aggiunti altari in stucco e pietra, conserva tele del Seicento.

Tracce Celtiche

  • Capanne celtiche (Casoni). La gente li chiama Casoni: sono le cosiddette Capanne celtiche, edifici rurali in sassi e malta di terra che si trovano nel territorio di Fiumalbo nel borgo delle Valdare e in località Doccia. A pianta rettangolare, hanno tetto a gradoni con lastre di arenaria e gli storici ritengono che potrebbero risalire all'epoca dei Celti (IV secolo a.C.), poiché sono simili a strutture rurali che si trovano in Irlanda e in Scozia.
  • Marcolfe. Con questo nome si indicano sculture in pietra che riproducono in maggioranza volti femminili dai lineamenti orrendi, il cui scopo è di tenere lontano da casa le forze demoniache e gli spiriti maligni. Le due marcolfe più conosciute si possono vedere scolpite su una casa a Ca' de' Gabani e su un'altra abitazione in località Danda.


Eventi e feste[modifica]

Infiorata 2010 agnello
  • Festa del Santo patrono San Bartolomeo. Simple icon time.svg 23 agosto.
  • Infiorata del Corpus Domini, Centro storico. Simple icon time.svg La domenica del Corpus Domini, al mattino. Realizzazione tappeti floreali per le vie del centro. Santa Messa e Processione con le antiche Confraternite.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

Aziende agricole a gestione familiare producono formaggi e salumi, oltre a carne di allevamento di capi allevati in altura. Porcini e finferli sono i funghi più noti del sottobosco, oltre al mirtillo nero (che serve anche per scopi medicinali) e fragoline selvatiche, more, lamponi.

Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

La cucina locale è una cucina di confine, con piatti emiliani e piatti toscani; la zuppa di cavolo nero è il piatto più tipico, ma ci sono anche tortellini e tortelloni di ricotta. Sono tipici i borlenghi farciti con lardo e salume, come pure le modenesi tigelle. Funghi e cacciagione sono tipici dei secondi. Fra i dolci è diffuso il croccante on miele di castagno, mandorle bianche, zucchero e caramello, che assicurano sia stato inventato a Fiumalbo.

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

  • Poste italiane, Via Lago 11, +39 0536 73095, fax: +39 0536 73343.


Nei dintorni[modifica]

Informazioni utili[modifica]


Altri progetti

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