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Caltanissetta
Panorama di Caltanissetta
Stemma
Caltanissetta - Stemma
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Caltanissetta
Caltanissetta
Sito del turismo
Sito istituzionale

Caltanissetta è una città della Sicilia.

Da sapere[modifica]

La città fu fondata probabilmente dagli arabi nel X secolo, e anche il nome deriva dall'arabo Qalʿat an-nisāʾ, letteralmente traducibile come "castello delle donne". Fu città feudale fino all'Ottocento, per quattrocento anni sotto il dominio della famiglia Moncada di Paternò, che patrocinò l'arrivo di numerosi ordini religiosi, come testimoniato dai numerosi coventi e monasteri presenti in città; dei Moncada rimane l'omonimo palazzo, un'imponente costruzione in stile barocco, che però rimase incompiuto. Per tutto l'Ottocento, e fino alla prima metà del Novecento, visse un forte boom economico spinto dalla presenza di vasti giacimenti di zolfo, che le valse l'appellativo di "capitale mondiale dello zolfo".

Cenni geografici[modifica]

La città di Caltanissetta si colloca in posizione di rilievo dominante l'intera valle del Salso, che si estende fino a includere la vicina Enna. Morfologicamente ricalca perfettamente le caratteristiche del territorio circostante, molto aspro e di composizione calcareo-argillosa.

La città sorge fra tre colli (Sant'Anna, Monte San Giuliano e Poggio Sant'Elia) che, disposti ad arco, formano una conca entro la quale si sviluppa parte del centro storico e tutti i quartieri meridionali.

Quando andare[modifica]

Il clima è piuttosto continentale, rigido e secco d'inverno, caldo e ventilato d'estate.

Cenni storici[modifica]

Una piccola città sviluppatasi sotto il dominio di Siracusa in epoca greca era presente sul monte Gibil-Gabib aveva creato l'insediamento di "Nissa". Dopo le guerre puniche, il dominio sulla Sicilia passò all'impero Romano. Il Castello da Pietrarossa, costruito sotto il dominio bizantino (dopo la caduta dell'Impero Romano), probabilmente cadde sotto il dominio degli arabi intorno all'846; alla città quindifu dato il nuovo nome di Qalʿat al-nisāʾ.

Dopo l'espulsione degli arabi dalla Sicilia da parte dei Normanni sotto il conte Ruggero I, seguito dagli Svevi sotto Federico II nel XII secolo la città passò sotto il dominio di nuovi padroni. Nei secoli successivi, si ebbero gli Aragona cui seguì il dominio su Caltanissetta sotto Guglielmo Raimondo Moncada. Oltre all'ampliamento della città con chiese e palazzi, fu costruito il Palazzo Moncada. Dopo l'arrivo di Garibaldi il dominio dei Borbone terminò dopo il 1860.

Durante il XIX secolo, la città divenne ricca grazie all'estrazione di vasti depositi di zolfo nelle vicinanze. Con 88 miniere nel suo territorio, Caltanissetta fu soprannominata la capitale mondiale dello zolfo. Durante la terza decade del XX secolo, vi fu un periodo di intensa attività culturale, tanto che lo scrittore Leonardo Sciascia la definì una "piccola Atene".

Dopo la seconda guerra mondiale la città iniziò un lento declino ed è ora una delle capitali provinciali con i più alti tassi di disoccupazione nel paese.

Come orientarsi[modifica]

A 1 Piazza Garibaldi i quattro quartieri storici della città si incontrano. Ma c'è anche 2 Corso Umberto I (che si estende verso sud in Viale Regina Margherita) e 3 Corso Vittorio Emanuele come assi viari.

Il quartiere arabo ruota intorno a 4 Via San Domenico, in parte nelle strade tortuose ci sono ancora i "Dammusi", vecchi edifici arabi con un locale nella parte inferiore che sono stati in parte scavati nella roccia.

Quartieri[modifica]

  • 1 Santa Croce o Badia
  • 2 Provvidenza
  • 3 San Rocco
  • 4 San Domenico o quartiere degli Angeli — qui si trova l'antico quartiere arabo

Frazioni[modifica]

  • 5 Villaggio Santa Barbara
  • 6 Borgo Petilia
  • Borgata Favarella
  • Cozzo di Naro
  • 7 Borgo Canicassè Casale
  • Prestianni
  • 8 Santa Rita
  • Torretta
  • Xirbi


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

  • 1 Aeroporto di Catania (Aeroporto di Catania Fontanarossa "Vincenzo Bellini". IATA: CTA), Via Fontanarossa, 20, Fontanarossa, +39 0957239111. Simple icon time.svg 00:00-24:00. Aeroporto per voli nazionali e internazionali. Aeroporto di Catania-Fontanarossa su Wikipedia Aeroporto di Catania-Fontanarossa (Q540273) su Wikidata
  • 2 Aeroporto di Palermo-Punta Raisi (Aeroporto Falcone e Borsellino) (36 km aest di lungo l'A29), +39 0917020273. voli nazionali ed internazionali, anche low cost Aeroporto di Palermo-Punta Raisi su Wikipedia Aeroporto di Palermo-Punta Raisi (Q630645) su Wikidata

In auto[modifica]

Caltanissetta si trova al centro della Sicilia sulla rotta tra Palermo e Catania e la costa meridionale con Gela e Agrigento. Da Palermo o da Catania si utilizza l'autostrada A19 gratuita, prendendo lo svincolo per Caltanissetta sulla SS640. La stessa SS640 in via di ammodernamento e ampliamento porta a Canicattì ad Agrigento, per Gela tramite la SS626.

In treno[modifica]

Stazione Centrale
  • 3 Stazione Centrale, piazza Roma (a breve distanza dal terminal degli autobus extraurbani). Dalla stazione passano le seguenti linee: Catania-Agrigento, Caltanissetta Xirbi-Gela-Siracusa, Caltanissetta-Palermo Stazione di Caltanissetta Centrale su Wikipedia stazione di Caltanissetta Centrale (Q800607) su Wikidata
  • 4 Stazione di Caltanissetta Xirbi (A circa 7 km a nord dalla città, in una zona di campagna prossima alla frazione di Xirbi e a Santa Caterina Villarmosa). Dalla stazione passano le seguenti linee: Caltanissetta Xirbi-Agrigento, Catania-Palermo. Essendo così tanto lontana dalla città, ed essendo altresì sprovvista di un servizio navetta in grado di collegarla col centro urbano, la stazione è molto poco frequentata: i passeggeri vi transitano per lo più per salire sulle coincidenze. Stazione di Caltanissetta Xirbi su Wikipedia stazione di Caltanissetta Xirbi (Q3969163) su Wikidata

In autobus[modifica]

  • 5 Capolinea Autobus, Via Rochester (fronte alla stazione ferroviaria e a dieci minuti a piedi dal centro città), +39 0934 1905167. Molte compagnie effettuano collegamenti per Caltanissetta, collegandola con altre città della Sicilia e del resto d'Italia. :Le principali destinazioni siciliane servite con la massima frequenza sono:
  • Palermo circa 10 volte al giorno, con fermata alla stazione centrale di Palermo, a sua volta collegata in treno con l'aeroporto.
  • Catania circa 15 volte al giorno, tra cui una fermata intermedia all'aeroporto di Catania e una fermata finale alla stazione ferroviaria centrale.
  • Agrigento circa 15 volte al giorno. A causa del fatto che la linea Catania-Caltanissetta prosegue per Agrigento, questa rotta beneficia della stessa alta frequenza.
  • Enna circa 6 volte al giorno a "Enna bassa" (la parte moderna della città) e circa 8 volte al giorno a "Enna alta" (la parte vecchia).
  • Gela circa 7 volte al giorno.
Le società che offrono servizi da e verso Caltanissetta includono SAIS Autolinee, Interbus, SAIS Trasporti e Astra.


Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

Dal capolinea della stazione centrale partono tutte le linee degli autobus urbani, gestiti dalla locale Scat trasporti. Tutte le linee iniziano e terminano alla stazione centrale, facilitando il trasferimento ai treni o agli autobus interurbani. Ci sono sei linee principali, più una speciale scolastica, una linea speciale per il cimitero monumentale e una per il mercato di strada organizzato ogni sabato.

Un biglietto singolo costa € 1,20 ed è valido per 75 minuti. Acquistati in gruppi di venti, costano solo € 2 ciascuno. Un biglietto giornaliero costa € 3, mentre i pass settimanali sono disponibili per € 15.

In taxi[modifica]

Ci sono solo alcuni taxi in città e le uniche fermate di taxi permanenti sono alla stazione centrale e al terminal degli autobus interurbani.

In auto[modifica]

Per visitare il centro storico non occorre auto, per via delle ridotte dimensioni. Bisogna prestare attenzione alle zone a traffico limitato (ZTL) istituite nel quartiere Provvidenza (H24) e lungo parte di corso Vittorio Emanuele; quest'ultima è comunque segnalata da un impianto semaforico e da alcuni paletti a scomparsa che si attivano durante l'orario in cui vige la ZTL (poche ore nel pomeriggio).

Parcheggi[modifica]

  • 7 Parcheggio multipiano, via Medaglie d'Oro.
  • 8 Parcheggio piazza Marconi, piazza Marconi.
  • 9 Piazza Mercato, piazza Mercato.


Cosa vedere[modifica]

Edifici religiosi[modifica]

Cattedrale di Santa Maria La Nuova
  • 1 Cattedrale di Santa Maria La Nuova, Piazza Giuseppe Garibaldi, +39 0934 21642. Sede del vescovato di Caltanissetta. Fu costruita tra il 1560 e il 1622 e presenta affreschi del pittore fiammingo Guglielmo Borremans e una statua lignea di San Michele di Stefano Li Volsi. L'interno, in stile barocco, è impressionante e la sua cupola blu è facilmente individuabile da molte parti della città, offrendo un punto di riferimento facile da seguire. Cattedrale di Caltanissetta su Wikipedia cattedrale di Caltanissetta (Q1271703) su Wikidata
Chiesa di San Sebastiano
  • 2 Chiesa di San Sebastiano, Piazza Garibaldi, 13 (di fronte alla Cattedrale), +39 0934 581698. Sorta intorno al Cinquecento come omaggio al Santo da parte della popolazione per la liberazione dalla peste e in passato sede della congregazione dei macellai, la chiesa di San Sebastiano è situata in piazza Garibaldi, proprio di fronte alla Cattedrale. La chiesa fu più volte ridimensionata e restaurata. Nel 1711 fu modificata nel senso della lunghezza per cedere spazio all'antistante piazza. In quella occasione fu abbellita sia all'interno sia nel prospetto principale. L'elegante facciata, progettata dall'architetto Pasquale Saetta sul finire dell'Ottocento, è arricchita da colonne appartenenti a tutti e tre gli ordini classici, e da alcune statue dello scultore Biancardi. Chiesa di San Sebastiano (Caltanissetta) su Wikipedia chiesa di San Sebastiano (Q30891075) su Wikidata
Chiesa di Santa Croce
  • 3 Chiesa di Santa Croce, Largo Badia, 1, +39 0934 21162. La chiesa e l'annesso monastero delle suore Benedettine risalgono al 1531 quando il conte Antonio III Moncada lo fece edificare. Nel 1590 la contessa Moncada donò una reliquia di una croce in pietra e da allora la chiesa prese il nome di chiesa della Santa Croce. Nel 1660 un contadino nei pressi dell'abbazia di Santo Spirito trovò una pietra nella qual sembra scorgersi naturalmente l'effigie della Croce, da allora questa pietra, accertato ed escluso ogni intervento umano, venne consacrata e svolge la funzione di reliquia gelosamente conservata nella chiesa omonima. La chiesa ha una sola navata, caratteristiche sul prospetto esterno le gelosie delle finestre che si affacciano lungo tutto l'asse maggiore del prospetto seicentesco di stile austero, impreziosito da conci in pietra arenaria.
L'annesso convento era l’Istituto Magistrale “IX Maggio” frequentato da Leonardo Sciascia di cui uno dei professori era Vitaliano Brancati. Chiesa e monastero di Santa Croce su Wikipedia chiesa e monastero di Santa Croce (Q50124363) su Wikidata
Chiesa di Sant'Agata al Collegio
  • 4 Chiesa di Sant'Agata al Collegio, C.so Umberto I (A pochi passi dal Duomo), +39 0934 21949. La chiesa fu costruita tra il 1600 e il 1610 su una preesistente chiesa, anch'essa dedicata a Sant'Agata, mentre i lavori del contiguo Collegio gesuitico (da cui la chiesa prende il nome) incominciarono nel 1589 e terminarono solo nella seconda metà dell'Ottocento. La chiesa, con impianto a croce greca, è rivestita al suo interno di marmo e stucchi e decorata con affreschi in gran parte ridipinti nel secondo dopoguerra dall'artista nisseno Luigi Garbato. Chiesa di Sant'Agata al Collegio su Wikipedia chiesa di Sant'Agata al Collegio (Q3672255) su Wikidata
Collegio dei Gesuiti
  • 5 Collegio dei Gesuiti (biblioteca Scarabelli), Via Gravina, 88. Simple icon time.svg Lun–Ven 09:00–13:15 e Lun e Gio 15:30–18:15. Il collegio, in stile tipicamente barocco, ospita la biblioteca comunale "Luciano Scarabelli" e il liceo musicale "Vincenzo Bellini". Collegio dei Gesuiti (Caltanissetta) su Wikipedia Collegio dei Gesuiti (Q55832151) su Wikidata
Chiesa Santa Maria Angeli
  • 6 Chiesa Santa Maria degli Angeli (la Vetere), Via Angeli, 158. Situata a ridosso del castello di Pietrarossa. Costruita tra il XIII e il XIV secolo, dal 1239 al 1622 fu la sede parrocchiale della città di Caltanissetta, succedendo all'abbazia di Santo Sprito. Dopo l'Unità d'Italia venne sconsacrata e passò al Ministero della Guerra, e da allora subì un inesorabile declino. Fu oggetto di un complesso restauro nei primi anni dieci del Duemila. Degna di rilievo è la porta maggiore occidentale, adornata di particolari fregi in arenaria, che possiede un archivolto a sesto acuto. Chiesa di Santa Maria degli Angeli (Caltanissetta) su Wikipedia chiesa di Santa Maria degli Angeli (Q3673652) su Wikidata
Abbazia di Santo Spirito
Chiesa di San Giovanni
  • 7 Abbazia di Santo Spirito, Via di Santo Spirito, 57,, +39 0934 566596. Fu commissionata dal Gran Conte Ruggero e realizzata su un antico casale arabo. La chiesa, consacrata nel 1153, è costituita da un'unica navata triabsidata e possiede notevoli elementi artistici, quali il fonte battesimale e i numerosi affreschi che ricoprono le pareti interne. Abbazia di Santo Spirito su Wikipedia abbazia di Santo Spirito (Q3603286) su Wikidata
  • 8 Chiesa di San Giovanni, Via S. Giovanni Bosco. Situata nella parte più antica del centro storico, non lontano dalla chiesa di San Domenico, venne fondata nel XI secolo, ma fu rimaneggiata diverse volte e nel XVIII secolo un restauro radicale cancellò ogni preesistenza medievale. Completamente distrutta durante il bombardamento di Caltanissetta nel 1943, fu ricostruita nel 1945. L'interno della chiesa è decorato con gli affreschi del Pollaci. La chiesa è anche detta "del Purgatorio" per via dell'omonima confraternita che vi si stabilì nel XVII secolo. Chiesa di San Giovanni (Caltanissetta) su Wikipedia chiesa di San Giovanni (Q50880892) su Wikidata
Chiesa di San Domenico
  • 9 Chiesa di San Domenico, P.za San Domenico. È stata fondata nel 1400 dopo l'arrivo dei Moncada a Caltanissetta. L'edificio venne costruito al centro del quartiere Angeli, dove allora non esistevano altre chiese. La costruzione della chiesa si intreccia con la storia della città e della famiglia Moncada. Antonio Moncada, infatti, nel 1458 per ereditare il suo titolo, dovette rinunciare all'abito talare e, pertanto, come "risarcimento" all'ordine domenicano, cui apparteneva, fece costruire una chiesa con annesso convento. La chiesa continuò ad essere arricchita e migliorata nel tempo. Il prospetto della chiesa, convesso nella parte centrale e concavo lateralmente, fu costruito, ad esempio, nel Seicento, e allo stesso periodo risale la preziosa tela del toscano Filippo Paladini, dipinto che ritrae la Madonna del Rosario. Questa tela ha un'importante valenza storica, oltre che artistica, in quanto vi sono ritratti i figli del conte Francesco II Moncada. Recenti ricerche hanno mostrato la presenza di una cripta nascosta nella chiesa, di cui non si aveva prima notizia, probabilmente uno dei luoghi più antichi della città. Chiesa di San Domenico (Caltanissetta) su Wikipedia chiesa di San Domenico (Q38298105) su Wikidata
Chiesa e monastero di Santa Flavia
  • 10 Chiesa e monastero di Santa Flavia, Via Madonna di Fatima, +39 0934 25877. Si trovano sulle pendici della collina Sant'Anna, in un luogo panoramico della città, ai bordi del centro storico. Furono realizzati per volontà di Maria d'Aragona, vedova del conte Francesco II Moncada; il convento fu costruito tra la fine del XVI secolo e l'inizio del XVI, mentre la chiesa, realizzata sulla preesistente chiesa di Santa Venera, venne completata solo nel 1793. Tra il XIX e il XX secolo il convento fu trasformato in caserma militare e successivamente cadde in rovina. Fu restaurato tra la fine del Novecento e i primi anni duemila, con dei lavori che riportarono alla luce, tra l'altro, la facciata della preesistente chiesa di Santa Venera. Chiesa e monastero di Santa Flavia su Wikipedia chiesa e monastero di Santa Flavia (Q42532433) su Wikidata
Chiesa e convento di San Michele
  • 11 Chiesa e convento di San Michele, Via Sallemi, 120, +39 0934 25111. La loro costruzione è legata alle visioni del frate cappuccino Francesco Giarratana, che nel 1625 vide l'arcangelo Michele impedire l'ingresso a Caltanissetta di un appestato, il cui cadavere venne rinvenuto nei giorni seguenti nel luogo in cui sorge il complesso. La chiesetta inizialmente realizzata cadde in rovina, e fu riedificata solo nel 1837, quando la città fu nuovamente risparmiata da un'epidemia, questa volta di colera. Il convento venne realizzato nel 1888 per volere di padre Angelico Lipani, e fu il terzo in città in ordine cronologico, dopo il convento di contrada Xiboli e il quello di contrada Pigni. Chiesa e convento di San Michele su Wikipedia chiesa e convento di San Michele (Q45383473) su Wikidata
  • 12 Santuario del Signore della Città, Via S. Nicolò, 25, +39 0934 20101. Nata come chiesa dedicata a San Nicola di Bari, dal XVIII secolo ospita il Cristo Nero, crocifisso ligneo co-patrono della Città. Figure chiave furono il frate Angelico Lipani, rettore della chiesa nel XIX secolo, e i conti Testasecca, grazie alle donazioni dei quali fu possibile ingrandire e abbellire l'edificio. Ivi fu fondato l'ordine delle suore francescane del Signore della Città e l'omonimo istituto di carità. All'interno sono ospitate alcune statue, tra cui il San Francesco del Biangardi; l'altare è adornato dai mosaici del Bevilacqua, realizzati negli anni cinquanta del Novecento. Santuario del Signore della Città su Wikipedia santuario del Signore della Città (Q50880964) su Wikidata
Chiesa di Santa Maria della Grazia
  • 13 Chiesa di Sant'Antonio alla Saccara, via Saccarella. Costruita intorno al XVII secolo, fu ingrandita nel 1866 e dedicata alla Madonna con il nome di Santa Maria di Montemaggiore; l'attuale nome risale al 1877. Nel 1911 venne fondato l'istituto "Boccone del povero". Si trova nel rione Cozzarello, detto anche della Saccara. Chiesa di Sant'Antonio alla Saccara su Wikipedia chiesa di Sant'Antonio alla Saccara (Q50880801) su Wikidata
  • 14 Chiesa di Santa Maria della Provvidenza, Via Provvidenza, 42-50. Si trova all'interno del quartiere di cui è eponima, presenta una facciata e un campanile realizzati nei primi anni del XX secolo. In questa chiesa Leonardo Sciascia sposò Maria Andronico il 19 luglio 1944. Chiesa di Santa Maria della Provvidenza (Caltanissetta) su Wikipedia chiesa di Santa Maria della Provvidenza (Q25409602) su Wikidata
  • 15 Chiesa di Santa Maria della Grazia, Via Paolo Emiliani Giudici, 66, +39 0934 21668. Chiesa seicentesca costruita su una preesistente cappella votiva dedicata alla Madonna della Grazia da cui il nome. La chiesa ha unica navata con altari laterali e con una volta a botte riccamente decorata da stucchi. L'altare maggiore conserva il quadro della Madonna della Grazia di Pietro Antonio Novelli. Chiesa di Santa Maria della Grazia (Caltanissetta) su Wikipedia chiesa di Santa Maria della Grazia (Q54161665) su Wikidata
  • 16 Villa Cappellano, SP1. Si tratta di un monastero-fattoria costruito dai gesuiti nel XVI secolo e utilizzato come loro residenza estiva fino al 1843, quando la sostituirono con la nuova casina alle Balate. Presenta diversi corpi di fabbrica che si affacciano su un cortile quadrangolare; il corpo principale presenta un prospetto tipicamente barocco. Fa parte del complesso anche la cappella dedicata al Sacro Cuore di Gesù, da cui proviene la cornice lignea conservata presso la chiesa madre di Delia. Oggi abbandonata, si trova a 2 km da Delia. Villa Cappellano su Wikipedia Villa Cappellano (Q55832483) su Wikidata
Casina dei Gesuiti alle Balate
Cimitero monumentale degli Angeli
  • 17 Casina dei Gesuiti alle Balate, via Leone XIII. Costruita dai gesuiti, nel 1843 sostituì villa Cappellano come residenza estiva. Dopo l'Unità d'Italia fu espropriata e sin dal 1872 è di proprietà del Comune di Caltanissetta; oggi è sede del convitto dell'Istituto superiore "Angelo Di Rocco". Casina dei Gesuiti alle Balate su Wikipedia Casina dei Gesuiti alle Balate (Q24942761) su Wikidata
  • 18 Cimitero monumentale degli Angeli (cimitero degli Angeli), Via Angeli, 23 (accanto alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli e e del castello di Pietrarossa). Ecb copyright.svg gratis. Simple icon time.svg Lun-Dom 07:00–13:00. Serve da cimitero della città e conserva i resti di molti illustri cittadini, venne costruito alla fine del 1878. Alcune tombe e cappelle sono riccamente decorate, anche con statue di Francesco Biangardi e Michele Tripisciano. Cimitero monumentale degli Angeli su Wikipedia cimitero monumentale degli Angeli (Q17625381) su Wikidata

Palazzi[modifica]

Palazzo del Carmine
  • 19 Palazzo del Carmine (Palazzo del Comune), C.so Umberto I, 134, +39 0934 21900. La costruzione del palazzo incominciò intorno all'anno 1371. La zona in cui sorge all'epoca si trovava ben fuori dalle mura cittadine e ospitava una chiesetta rurale dedicata a San Giacomo. Per volere di Guglielmo Peralta e di sua moglie Eleonora d'Aragona, figlia del marchese di Randazzo; vicino alla chiesetta fu edificato il convento dei Carmelitani scalzi e l'annessa chiesa di Maria Santissima Annunziata, comunemente chiamata Madonna del Carmine. Con l'espansione urbanistica che ebbe la città nei secoli successivi (e in particolare nel XVI secolo), il complesso conventuale si trovò inglobato nel tessuto cittadino, affiancato dalla nuova chiesa di San Giacomo e dalla chiesa di San Paolino. Durante il XIX secolo, a causa della soppressione degli ordini religiosi, i Carmelitani Scalzi lasciarono il convento che fu abbattuto per costruire la sede municipale; le chiese che lo affiancavano furono demolite e, al posto di quella del Salvatore, arretrata, fu costruito il teatro cittadino (il Teatro Regina Margherita). Il palazzo ospita il Municipio della città ed è stato, negli anni, talmente arricchito nel prospetto che l'unica traccia dell'antico convento è costituita da alcuni spezzoni di muratura inglobati nei muri attuali.
  • Palazzo della Provincia. La realizzazione fu incominciata dall'architetto Giuseppe Di Bartolo nella prima metà del XIX secolo. Egli avrebbe voluto costruire un grande edificio che fosse sede sia degli uffici provinciali sia di quelli comunali. La complessità dell'opera, però, risultò tale che nel 1870 il palazzo era ben lontano dall'essere completato. Il progetto fu allora ridimensionato dall'ingegnere Agostino Tacchini e fu destinato ad ospitare i soli uffici della Provincia. Tra gli artisti che contribuirono alla realizzazione del palazzo, si ricordano: il nisseno Luigi Greco che realizzò l'aula consiliare e lo scalone principale; un altro nisseno, Michele Tripisciano, per le sculture che ornano il palazzo; il catanese Pasquale Sozzi per le decorazioni interne.
Palazzo delle Poste
  • 20 Palazzo delle Poste, Via Francesco Crispi. Realizzato a seguito della demolizione della Chiesa di Sant'Antonino (costruita nel 1637) nel secondo decennio del Novecento, è progettato per rendere più funzionali gli uffici e il telegrafo. Il progetto del Palazzo, costruito nel 1931 e inaugurato il 29 ottobre del 1934, è dell'ingegnere G. Lombardo. Si sviluppa su tre piani, l'ultimo dei quali con funzioni di attico occupa solo la parte centrale. L'insieme architettonico risente dello stile del ventennio fascista, testimoniato dagli affreschi dell'artista palermitano Gino Morici e dalle soluzioni architettoniche. Passato nella proprietà della Banca del Nisseno nel 2004, l'edificio è stato reso fruibile dopo un ventennio di abbandono grazie a un restauro rigorosamente conservativo; è anche sede della Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Caltanissetta che lo ha sottoposto a vincolo con D.A. nº 6669 del 22 giugno 1999 dichiarandolo di importante interesse storico-artistico e architettonico. Palazzo delle Poste (Caltanissetta) su Wikipedia Palazzo delle Poste (Q20009763) su Wikidata
  • 21 Palazzo del Banco di Sicilia, Corso Umberto I. Fu costruito intorno al 1920 su progetto di Antonio Zanca in luogo delle vecchie "case Moncada" in corso Umberto I; fu tra i primi edifici di Caltanissetta a essere realizzato in calcestruzzo armato. È realizzato in stile neoclassico, con elementi architettonici in pietra locale, e presenta un cortile interno coperto da un lucernario in vetro policromatico. Palazzo del Banco di Sicilia su Wikipedia Palazzo del Banco di Sicilia (Q54161503) su Wikidata
Interno di Palazzo Testasecca
  • 22 Palazzo Testasecca, Corso Vittorio Emanuele. Realizzato durante il XIX secolo in stile neoclassico dalla famiglia del Conte Ignazio Testasecca. Si trova in Corso Vittorio Emanuele, di fronte al Palazzo Benintende. Al suo interno il piano nobile si presenta affrescato in stile eclettico.
  • 23 Palazzo Benintende, Corso Vittorio Emanuele II, 133. Realizzato da Giuseppe Di Bartolo, presenta un'interessante sovrapposizione di ordini architettonici: le colonne al piano nobile sono in stile ionico, mentre quelle del secondo piano in stile dorico; numerosi sono anche i medaglioni e le lesene che aumentano il valore architettonico del palazzo. Nel 1862 vi alloggiò Giuseppe Garibaldi. È sito in Corso Vittorio Emanuele.
Hotel Mazzone
Palazzo Tumminelli-Paternò
  • 24 Villa Mazzone (Hotel Mazzone), Via Francesco Crispi, 33, +39 0934 25500. Conosciuta anche con il nome di hotel Mazzone, si trova tra via Francesco Crispi e via Napoleone Colajanni, e presenta un piccolo giardino ben conservato. Fu realizzata alla fine dell'Ottocento su progetto di Sebastiano Mottura per ospitare gli addetti alla costruzione della ferrovia, ma a partire dai primi anni del Novecento fu ampliata e riconvertita nel Grand Hotel Concordia, che dopo alcuni decenni di fama, negli anni settanta chiuse definitivamente, travolto dalla crisi economica. Dagli anni novanta ospita una casa di riposo. Villa Mazzone su Wikipedia Villa Mazzone (Q54161830) su Wikidata
  • 25 Palazzo Tumminelli-Paternò, via Re d'Italia. L'immobile costruito nel secolo XVIII, nasce dall'accorpamento di diverse unità immobiliari preesistenti; ha una sola elevazione. I lati del prospetto sono in pietra nuda e presenta balconi con ballatoi in pietra sostenuti da mensole scolpite. I balconi si caratterizzano per le tipiche ringhiere in ferro battuto sagomate “alla Spagnola”. Palazzo Tumminelli-Paternò su Wikipedia Palazzo Tumminelli-Paternò (Q30889976) su Wikidata
Ospedale Vittorio Emanuele
  • 26 Ospedale Vittorio Emanuele II, V.le Regina Margherita, 36. Allestito in occasione di una violenta epidemia di colera nell'edificio che fu il secondo convento dei cappuccini, è stato l'ospedale della città per oltre un secolo, dal 1868 al 1979, quando fu sostituito dal moderno ospedale Sant'Elia. Si trova in viale Regina Margherita, accanto alla villa Amedeo. Ospedale Vittorio Emanuele II (Caltanissetta) su Wikipedia Ospedale Vittorio Emanuele II (Q44186876) su Wikidata

Musei[modifica]

Museo mineralogico
Museo archeologico
  • 28 Museo Archeologico, Contrada Spirito Santo (nella periferia della città, proprio dietro l'Abbazia dello Spirito Santo). Ecb copyright.svg € 4,00, € 2,00 per over 65 e studenti. Simple icon time.svg 09:00-13:00 e 15:30-19:00. Inaugurato nel 2006. Presenta numerosi manufatti di epoca preistorica e storica, provenienti da tutta la provincia. Il museo ospita alcune copie dei manufatti esposti, che possono essere toccati dal pubblico, in modo che le persone non vedenti o ipovedenti possano sperimentarli. Museo regionale interdisciplinare di Caltanissetta su Wikipedia Museo regionale interdisciplinare di Caltanissetta (Q28858434) su Wikidata
  • 29 Museo delle Vare (Sala Espositiva dei Gruppi Sacri "Vare"), Via Napoleone Colajanni (c/o Chiesa San Pio X), +39 331 603 2502. Ecb copyright.svg 2€. Simple icon time.svg Dom 10:00-13:00 o su prenotazione. Sala espositiva che contiene 15 delle 16 Vare del giovedì santo.
  • 30 Museo diocesano, V.le Regina Margherita, 29, +39 0934 21165. Ecb copyright.svg gratis. Simple icon time.svg Lun–Ven 09:00–13:00 e 16:00–19:00. Esposizione permanente di arte sacra e libri miniati testimonia il fermento artistico che caratterizza la città durante il XVIII e XIX secolo. Museo diocesano (Caltanissetta) su Wikipedia Museo diocesano di Caltanissetta (Q16580638) su Wikidata
  • 31 Museo d'arte contemporanea, Via Giacomo Matteotti, 2. Ospitato in un vecchio bunker antiaereo sotterraneo, è stato inaugurato nel 2017. Non ha una collezione permanente, ma ospita una mostra temporanea di artisti contemporanei nazionali e internazionali.
  • 32 Galleria Civica d'Arte Palazzo Moncada (Galleria Civica d'Arte e Museo Tripisciano), Largo Barile, 5 (presso Palazzo Moncada), +39 0934 585890. Ecb copyright.svg gratis. Simple icon time.svg Mar–Ven 09:30–13:00 e 17:00–20:00, Sab 10:00–13:00 e 17:00–20:00. Un palazzo incompleto, la cui costruzione fu interrotta perché il suo proprietario Guillermo de Moncada fu nominato viceré di Valencia e tornò nella penisola iberica. Oggi ospita un cinema e la galleria d'arte comunale che contiene opere di artisti locali, tra cui il famoso scultore Michele Tripisciano, e mostre temporanee con prestiti provenienti da tutto il mondo. Palazzo Moncada (Caltanissetta) su Wikipedia Palazzo Moncada (Q3890504) su Wikidata

Monumenti[modifica]

Monumento ad Umberto I
  • 33 Statua di Re Umberto I, Carso Umberto I.
Monumento al Redentore
  • 34 Monumento al Redentore, Via S. Giuliano. Fu eretto in occasione del Giubileo del 1900 sulla sommità del monte San Giuliano, che sovrasta la città, in modo che esso si trovasse nel baricentro della Sicilia; di monumenti analoghi ne esiste uno in ciascuna regione geografica d'Italia. Si tratta di un basamento in pietra contenente nel suo interno una cappella, opera del palermitano Ernesto Basile, sul quale si trova una statua bronzea del Cristo redentore ispirata ad una statua in marmo presente sul prospetto della basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Alla sua devozione è legata la "festa del Redentore", che si tiene a Caltanissetta il 6 agosto. È una popolare destinazione serale, soprattutto durante i caldi mesi estivi, a causa della temperatura che di solito è inferiore di circa 5 gradi rispetto al resto della città. Monumento al Redentore (Caltanissetta) su Wikipedia Monumento al Redentore (Q28669674) su Wikidata
Monumento ai Caduti
  • 35 Monumento ai caduti, viale Regina Margherita. Commemora i 291 militari nisseni caduti durante la Grande Guerra. Si tratta di una statua bronzea che riproduce due figure umane: la prima, in posizione eretta, rappresenta la Patria, e cinge un elmetto contornato da ramoscelli di lauro e quercia, con una mano regge un libro e una palma, con l'altra indica verso il basso, dove si trova la seconda figura, l'eroe, che stringe il tricolore. La statua è collocata su un basamento che presenta una gradinata sulla parte anteriore, e alla base due cannoni e una corona d'alloro in bronzo. Fu inaugurato il 16 dicembre 1922 per volontà di un comitato appositamente costituitosi e presieduto dal dottore Luigi Sagona, che nel conflitto aveva perso congiunti. Inizialmente collocato a poca distanza dal seminario vescovile, in una zona adiacente al viale Regina Margherita che venne chiamata viale delle Rimembranze, nel 1965 fu spostato nell'attuale sito, a 500 m da quello originario. Fu realizzato su progetto dello scultore Cosimo Sorgi utilizzando il bronzo sottratto al nemico dalla fonderia Laganà di Napoli. È sede cittadina delle commemorazioni del 4 novembre.
Fontana del Tritone
Trasmettitore di Caltanissetta
  • 36 Fontana del tritone, Piazza Garibaldi. Situato nella centralissima Piazza Garibaldi, è probabilmente il monumento più rappresentativo della città ed è spesso usato come suo simbolo informale. È stato recentemente rinnovato e un nuovo sistema di illuminazione crea effetti suggestivi durante la sera.
  • 37 Trasmettitore di Caltanissetta, Via Antenna. L'impianto radiotrasmettitore è un impianto, inattivo, per la radiodiffusione in onde lunghe, medie e corte. Il suo principale elemento è un'antenna omnidirezionale di 286 metri di altezza, che detiene il primato per la struttura più alta d'Italia, essa si erge su una collina di 660 m s.l.m.. Nel 2013 la giunta comunale della città ha deliberato l'acquisto del manufatto in metallo, delle costruzioni annesse e dell'area circostante. Le motivazioni alla base della decisione dell'acquisto sono state l'interesse ad evitare che l'antenna venga demolita da parte della RAI e che il circostante parco alberato diventando di proprietà comunale venga trasformato in un parco pubblico attrezzato per la città. Trasmettitore di Caltanissetta su Wikipedia Antenna RAI di Caltanissetta (Q16509736) su Wikidata

Parchi[modifica]

Villa Amedeo
  • 38 Villa Amedeo, V.le Regina Margherita, 32. Simple icon time.svg Lun-Dom 09:00–21:00. Villa Amedeo su Wikipedia Villa Amedeo (Q48807543) su Wikidata
  • 39 Villa Cordova, V.le Conte Testasecca, 11 (Questo parco si trova nella zona ovest di Corso Vittorio Emanuele). Simple icon time.svg Lun-Dom 09:00–21:00.
  • 40 villa Monica, Via F. Turati, 112-130. Parco giochi
  • 41 Parco Dubini, viale L. Monaco. Sanatorio Dubini su Wikipedia Sanatorio Dubini (Q55831727) su Wikidata
  • 42 Giardino della Legalità, Viale Stefano Candura.
  • 43 Parco Robinson, via De Amicis.

Altro[modifica]

Castello Pietrarossa e Santa Maria degli Angeli
  • 44 Castello di Pietrarossa, Via Castello di Pietrarossa (Accanto al cimitero monumentale). Si presume che sia stato costruito nel IX secolo su precedenti insediamenti anche Sicani. Durante il Medioevo fu un centro strategico e intorno alla fine dell'XI secolo vi fu collocata la tomba della regina Adelasia, nipote del re Ruggero il Normanno e nel 1378 all'interno di esso si tenne un parlamento dei baroni siciliani per nominare i quattro vicari che dovevano governare la Sicilia (Governo dei Quattro Vicàri). Nel 1567 una forte scossa di terremoto provocò il crollo del castello di cui rimasero in piedi solo i resti di due torri, ancora visibili. Le sue due torri rimanenti sono visibili proprio dietro il cimitero monumentale. Castello di Pietrarossa su Wikipedia castello di Pietrarossa (Q3662796) su Wikidata
  • 45 Parco archeologico di Palmintelli, Piazza Papa Giovanni XXIII. Il sito è venuto alla luce a seguito degli scavi condotti nel 1988. Originariamente la zona su cui adesso sorge il parco ospitava un complesso funerario di tombe a grotticella risalente all'età del bronzo, di cui solo una è rimasta intatta. È ben visibile l'ingresso rettangolare della tomba, a pianta regolare e soffitto piatto, nella quale sono stati ritrovati diversi reperti archeologici, alcuni dei quali custoditi presso il Museo archeologico di Caltanissetta.
Maccalube di Terrapelata
  • 46 Maccalube di Terrapelata, Via dei Vulcanelli, Villaggio Santa Barbara. Questi vulcani di fango si trovano nella periferia della città e offrono la visione di un paesaggio quasi alieno. Sono ancora attivi e spesso sono chiusi per il grande pubblico, per motivi di sicurezza. La loro ultima grande eruzione nel 2008 ha danneggiato vari edifici limitrofi. Maccalube di Terrapelata su Wikipedia Maccalube di Terrapelata (Q18202779) su Wikidata
Gasometro
  • Gasometro degli Angeli. Raro esempio di archeologia industriale, si tratta di un gasometro realizzato nel 1867 nella parte meridionale dell'antico quartiere degli Angeli, sulla strada che conduce al cimitero e alla chiesa di Santa Maria degli Angeli, che contribuì notevolmente alla modernizzazione della città; fu municipalizzato nel 1893. La struttura in origine serviva a produrre il gas di città per l'illuminazione pubblica, poi con l'avvento delle elettricità e fino agli anni cinquanta fu sede del canile municipale e in seguito custodì quattro antiche carrozze funebri messe poi in sicurezza in altra sede. Oggi l'edificio versa in stato di grave abbandono, malgrado sia stato dichiarato con decreto dell'Assessore Regionale ai Beni Culturali struttura «di interesse etno-antropologico particolarmente importante».
  • Mulino Salvati. Primo mulino a vapore della città, fu fondato nel 1866 dai due fratelli campani Francesco e Luigi Salvati in una località allora fuori le mura, e corrispondente all'incrocio tra le attuali via Salvati e via Sallemi. Il complesso edilizio fu costruito a cavallo delle due sponde dell'asta torrentizia, affluente del torrente delle Grazie, e a ridosso di un'ormai perduta fontana-abbeveratoio. Chiuse nel 1913. Mulino Salvati su Wikipedia Mulino Salvati (Q3867010) su Wikidata


Eventi e feste[modifica]

Processione della Settimana Santa
  • Pasqua (Settimana Santa). La città particolarmente famosa per i suoi rituali pasquali, che si svolgono dalla domenica delle Palme al lunedì di Pasqua. A causa della somiglianza nelle loro tradizioni pasquali, Caltanissetta è gemellata con la città spagnola di Siviglia. Durante questo periodo la città si riempie di turisti ed emigranti che tornano per partecipare alle celebrazioni. Può essere difficile trovare un alloggio, a meno che non abbiate prenotato con largo anticipo. Settimana Santa di Caltanissetta su Wikipedia Settimana Santa di Caltanissetta (Q3958380) su Wikidata
  • 10 Coppa Nissena. Ecb copyright.svg Gratis. Simple icon time.svg In primavera. È una competizione di arrampicata sportiva, la cui prima edizione si è svolta nel 1922. Poiché fa parte di numerosi campionati nazionali verso i quali si accumulano punti, vede una partecipazione massiccia di piloti da tutta Italia. Coppa Nissena su Wikipedia Coppa Nissena (Q3691796) su Wikidata
  • Vacanza di San Michele. Simple icon time.svg 8 maggio. Ricorrenza, dedicata al santo patrono, nell'anniversario dell'apparizione del santo a Francesco Giarratana, frate cappuccino a cui viene ricondotta l'origine della devozione della città a san Michele. La statua è accompagnata in processione dalla Real Maestranza con guanti e farfallini bianchi, dalla Cattedrale al santuario di San Michele, dove rimane sino alla domenica successiva, quando avviene il ritorno alla chiesa madre. Il nome dell'evento sta a sottolineare la temporaneità del cambio di ubicazione della statua.
  • Musicalmuseo. Simple icon time.svg maggio. Una competizione musicale annuale e una serie di concerti per gli studenti del ciclo di istruzione secondaria, provenienti da tutta Italia e da alcuni paesi europei. Gli studenti si esibiscono in vari musei e monumenti della città, mentre l'ultima serata di gala si tiene nel teatro della Regina Margherita. A causa dell'elevato numero di partecipanti (erano 2500 nell'edizione 2017) potrebbe essere molto difficile trovare alloggio in città e nelle città vicine durante le date dell'evento.
  • Festival Città di Caltanissetta. Simple icon time.svg inizio estate. L'evento principale per la musica pop contemporanea in città, il concorso è iniziato nel 1989 e da allora si tiene ogni anno.
  • 11 Rally Città di Caltanissetta. Ecb copyright.svg gratis. Simple icon time.svg giugno. Questo raduno, che inizia a Caltanissetta e attraversa San Cataldo, Marianopoli, Villalba e Serradifalco, fa parte del campionato nazionale Coppa Italia Rally e di quello regionale.
  • Festa del Redentore. Simple icon time.svg 6 agosto. È legata alla costruzione del monumento al Redentore, sul monte San Giuliano, voluta da papa Leone XIII insieme all'edificazione di altri diciannove monumenti in tutta Italia in occasione del Giubileo del 1900. Il monumento diede inizio al culto del Cristo Redentore a Caltanissetta, che ha come massima espressione la festa che si svolge il 6 agosto, in concomitanza con la festa liturgica della Trasfigurazione. La celebrazione prevede che venga portato per le vie del centro storico un simulacro riproducente il Cristo nelle medesime fattezze del monumento che sovrasta la città, mentre la cima del monte San Giuliano viene abbellita dalle infiorate poste davanti al basamento della statua.
  • Festa di San Michele. Simple icon time.svg 29 settembre. Festa patronale, al quale viene attribuito il miracolo di aver salvato la città dalla peste nel 1625. Una settimana prima di tale data, il simulacro dell'Arcangelo, realizzato dallo scultore Stefano Li Volsi nel XVII secolo, viene spostato dall'altare della navata destra della Cattedrale all'altare principale. La mattina del 29 settembre il sindaco offre un cero votivo al patrono, e la sera la statua viene portata in processione per le strade del centro storico a spalla dai devoti scalzi, che l'accompagnano con il caratteristico grido «E gridammu tutti! Viva lu principi San Micheli Arcangiulu»; seguono i fedeli, di cui molti scalzi per voto. La processione termina con il rientro del Santo in Cattedrale, salutato da fuochi pirotecnici. Durante la settimana di festeggiamenti viene allestita la tradizionale fiera di San Michele.
  • Processione dei Tre Santi. Simple icon time.svg 28 dicembre. È legata al terremoto di Messina del 1908 che devastò la Sicilia orientale e la Calabria meridionale, ma non Caltanissetta. Nacque infatti lo stesso giorno del sisma per ringraziare i tre protettori del pericolo scampato e per chiedere la protezione dai futuri terremoti, e negli anni successivi la tradizione andò consolidandosi. Vengono portate in processione le statue di San Michele, del Redentore e dell'Immacolata, quest'ultima realizzata in legno, interamente ricoperta con foglia d'argento, allo scopo di ricalcare la visione descritta nel brano dell'Apocalisse di Giovanni conosciuto come "La donna e il drago" («una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle»). La sera del 28 dicembre i Tre Santi escono dalla Cattedrale, percorrono le vie del centro seguiti da una folla di devoti e rientrano nella stessa Cattedrale.
  • Kalat Nissa Film Festival. Un festival internazionale di cortometraggi. I film sono presentati in varie località della città, ma l'evento di gala finale si tiene nel teatro Regina Margherita.
  • Presepe vivente di Caltanissetta. Presepe vivente di Caltanissetta su Wikipedia Presepe vivente di Caltanissetta (Q17651541) su Wikidata
  • Borsa-scambio del minerale e del fossile. L'unico scambio di minerali organizzato in Italia a sud di Roma, è stato avviato nel 1978.


Cosa fare[modifica]

Stadio Marco Tomaselli
  • 1 Stadio Marco Tomaselli, SP1. Centro sportivo moderno e polivalente, è chiamato anche stadio Pian del Lago dal nome della contrada su cui sorge; dispone di un manto in erba naturale, una pista d'atletica e una sala scherma; ospita 12.000 posti a sedere ed è tra gli impianti più grandi della Sicilia.[senza fonte] Nel 1994 vi si è svolto un incontro valevole per le qualificazioni ai campionati europei under-21 di calcio del 1996 tra Italia e Croazia; in quell'occasione la Nazionale italiana disputò la gara con le maglie della Nissa poiché entrambe le squadre avevano la stessa casacca e la partita cominciò in netto ritardo. Sono state giocate inoltre la finale della Coppa Italia di rugby 2003 e il match tra Italia e Francia del Sei Nazioni Under-20 del 2013. Stadio Marco Tomaselli su Wikipedia stadio Marco Tomaselli (Q3967834) su Wikidata
  • 2 Stadio Palmintelli, Viale della Regione, 49. È lo stadio storico della città, realizzato durante il ventennio fascista. Si trova nel centrale viale della Regione, offre cinquemila posti e ha il campo in terra battuta. Stadio Palmintelli su Wikipedia stadio Palmintelli (Q3967854) su Wikidata
  • Tennis Club di villa Amedeo. Ufficialmente chiamato Tennis Club Caltanissetta, sorge nella zona a valle della villa Amedeo, da cui prende il nome. La storia del Tennis Club incomincia negli anni trenta del Novecento, quando fu realizzato il primo campetto in terra battuta; negli anni successivi la struttura fu ampliata con la costruzione di altri campi, e nel 1967 fu fondata l'attuale associazione sportiva. Oggi comprende quattro campi da tennis in terra rossa e a cadenza annuale vi si svolge il torneo Città di Caltanissetta, che dal 2009 è stato inserito nel circuito professionistico ATP.
  • 3 PalaCarelli, Via Rochester. Palasport di proprietà della provincia, con capienza massima di 5.000 posti, il quarto per capienza tra gli impianti del genere a livello regionale, palcoscenico di importanti eventi, non solo sportivi, succedutisi negli anni. Nel 2010 si sono svolti i Campionati Italiani Juniores di pesistica, nel 2011 i Campionati Italiani Under 17 di pesistica e nel 2012 i Campionati Italiani Assoluti di pesistica. Sempre nel 2012 ha ospitato le qualificazioni del Gruppo 2 per il Campionato mondiale 2012 di calcio a 5. Al palazzetto dello sport sono stati ospitati alcuni artisti nazionali come i Pooh, Antonello Venditti, i Modà e altri. PalaCarelli su Wikipedia PalaCarelli (Q44093440) su Wikidata


Opportunità di studio[modifica]

  • SiciliAntica (Associazione per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali), Viale dei Giardini, 12, +39 3203658799 (cellulare). SiciliAntica è un'Associazione culturale di volontariato, dal carattere regionale. Tramite le sue sedi dislocate in tutta l'Isola, promuove la conoscenza e valorizzazione del territorio, reperti storici o archeologici con vari corsi didattici, escursioni e visite guidate.


Acquisti[modifica]

Il mercato Strata 'a foglia
  • 1 Libreria Sciascia, Via Edmondo de Amicis, 91, +39 0934 551509. In questa libreria, oltre a poter cercare dei libri è interessante sapere che quando era in vita lo scrittore Leonardo Sciascia vi trascorreva parecchio tempo.
  • 2 Mercato Strata 'a Foglia, Via Consultore Benintendi. Un tipico mercato di strada con molti negozi che vendono frutta, verdura e altri prodotti alimentari. Il suo nome significa "Strada della foglia", poiché il mercato iniziò nel 1500 con contadini più poveri che vendevano erbe selvatiche che raccolsero nelle terre circostanti. Durante le notti si trasforma in un quartiere del cibo, con molti ristoranti, pub e bancarelle di cibo di strada. Strata 'a foglia su Wikipedia Strata 'a foglia (Q55832061) su Wikidata
  • 3 Torronificio Geraci, Via Canonico Pulci, 10, +39 0934 581570. Storico laboratorio artigianale di torrone e bottega fondata nel 1870.
  • 4 Enoteca Lupica, Via Napoleone Colajanni, 58, +39 0934 575873. Enoteca con una vasta selezione di vini e liquori locali. Vende anche birre da micro-birrifici locali.
  • 5 Torrefazione Vancheri, Via Libertà, 148, +39 0934 581098. La torrefazione principale della città, che vende caffè speciali tostati localmente.


Come divertirsi[modifica]

Spettacoli[modifica]

  • 1 Teatro Regina Margherita, C.so Vittorio Emanuele II, 1, +39 0934 547034. Simple icon time.svg Lun–Ven 10:00–13:00 e 17:00–20:00 (botteghino). Costruito nel 1873, nella seconda metà del XX secolo il teatro fu chiuso per lungo tempo. È stato rinnovato e infine riaperto nel 1997 e da allora è stato il teatro principale della città. I biglietti possono essere acquistati tramite LiveTicket. Teatro Regina Margherita (Caltanissetta) su Wikipedia Teatro Regina Margherita (Q46499349) su Wikidata
  • 2 Cinema Multisala Palazzo Moncada (Teatro Rosso di San Secondo Ex Bauffremont), Via Giacomo Matteotti, 10, +39 0934 547001. Nelle stesse sale del cinema si trova il Teatro Rosso di San Secondo con un suo cartellone.
  • 3 Supercinema, Via Dante Alighieri, 10, +39 0934 26055.

Locali notturni[modifica]

  • 4 Il covo del Pirata, V.le Sicilia, 55, +39 0934 1993338. Simple icon time.svg Lun-dom 19:00–00:00. Pub con una buona selezione di bevande e bozze e cibo semplice. Di tanto in tanto c'è musica dal vivo.
  • 5 All Grain Taproom, Via Terranova, 11, +39 371 1550066. Simple icon time.svg Lun–Sab 18:00–00:00. Birreria con una selezione di birre in bottiglia e alla spina, tra cui molte siciliane. Hanno anche bevande analcoliche speciali della regione.


Dove mangiare[modifica]

Il cannolo siciliano fu una creazione, in un harem musulmano della città, nel periodo arabo.

Prezzi modici[modifica]

  • 1 Gran Caffe Romano, Corso Umberto I, 147, +39 333 976 4450.
  • 2 Delizie d'autore, V.le Trieste, 242, +39 0934 552014. Simple icon time.svg Mer–Lun, 08:00-21:00. Quando lo storico Caffè Romano nel centro della città si è chiuso nel 2014 dopo 91 anni di attività, gli ex dipendenti hanno deciso di avviare una nuova impresa con proprietà condivisa. Il risultato è questa pasticceria, che prosegue idealmente nella tradizione del Caffè.
  • 3 Forno Garzia, V.le della Regione, 8, +39 0934 591979. Simple icon time.svg Lun–Sab 06:15–22:45; Dom 09:00–18:00. Una panetteria che vende pane, pizza alla siciliana, arancine, calzoni e diversi altri tipi di cibo da strada.
  • 4 Frittoria, V.le Regina Margherita, 11. Un posto per il fritto. Le specialità sono i panini ripieni di panelle, melanzane fritte o crocché.
  • Strata 'a Foglia, Via Consultore Benintendi. Parte dello storico mercato di strada ha subito una radicale trasformazione durante l'estate 2018 e ora ospita molti piccoli negozi di alimentari di strada, che vanno dai panini alle arancine, alle panelle, alle polpette ecc.

Prezzi medi[modifica]

  • 5 Lumie di Sicilia, Via Lazio, 3,, +39 389 9365841. Simple icon time.svg Mar–Dom 13:00–15:30; Mar–Sab 19:30–23:30. Cibo gourmet della tradizione locale a un prezzo ragionevole.
  • 6 La luna nel pozzo, Via Monte S. Giuliano, +39 0934 565710. Simple icon time.svg Mar–Dom 19:30–00:00. Pizze ovali particolari in un ambiente rustico in cima a una collina che domina la città.

Prezzi elevati[modifica]

  • 7 Novecento, Via Medaglie d'Oro, 1, +39 0934 22734. Simple icon time.svg Mar–Dom 13:00–15:00 e 20:00–23:00. Materie prime fresche dal mercato e prodotti speciali della provincia di Caltanissetta preparati secondo la tradizione.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • 1 Hotel Plaza, Via Berengario Gaetani, 5, +39 0934 583877. Un hotel a 2 stelle a 2 minuti dalla piazza principale.
  • 2 B&B Piazza Garibaldi, P.za Garibaldi, 11, +39 0934 680510. Ecb copyright.svg € 40, € 60, € 80 per una camera singola, doppia, tripla.. Un caratteristico bed & breakfast con pareti dipinte e un'atmosfera accogliente. Alcune camere hanno una terrazza che si affaccia sulla piazza principale e sulla cattedrale.
  • 3 Qalat Apart, Via J. F. Kennedy, 16 (a 5 minuti a piedi dalla piazza principale), +39 328 6590308. Ecb copyright.svg € 50, € 70, € 80 per una camera singola / doppia, tripla, quadrupla. Un appartamento modernamente arredato.

Prezzi medi[modifica]

  • Hotel Ventura, S.S. 640, +39 0934 553780. Un hotel a 3 stelle appena fuori città, lungo una strada nazionale. È necessaria un'auto privata per raggiungere la città dall'hotel. Ha anche un piccolo ristorante.
  • 4 Antichi Ricordi, Via Villaglori, 45, +39 0934 541197. Un elegante bed and breakfast che affitta camere e piccoli appartamenti per soggiorni di breve e medio periodo. Ha un centro benessere interno.
  • 5 Agriturismo Gabilia, C.da Gabilia, +39 348 0320556. Un casale rurale con piscina. I padroni di casa organizzano passeggiate a cavallo, battute di pesca nel lago, eventi sportivi e degustazioni enogastronomiche. Producono anche il loro olio extra vergine di oliva.

Prezzi elevati[modifica]

  • 6 Hotel San Michele, Via Fasci Siciliani, 6 (a 20 minuti a piedi dal centro della città), +39 0934 553750. L'unico hotel a 4 stelle in città. Ospita un ristorante e una piscina.


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Riserva naturale integrale Lago Sfondato — Una riserva naturale gestita dall'associazione Legambiente. È degna di nota per le sue formazioni geologiche, la sua flora, la sua fauna tipicamente mediterranea, la necropoli preistorica e i paesaggi pittoreschi. Le visite possono essere prenotate via e-mail o telefono.
  • Riserva naturale orientata Monte Capodarso e Valle dell'Imera Meridionale — Una riserva naturale gestita dall'associazione Italia Nostra. È un paradiso per gli amanti del birdwatching, con oltre 150 specie che attraversano la riserva durante l'anno, di cui 60 vi nidificano. Nella riserva è possibile avvistare uccelli rapaci (gheppi, aquiloni, aquile di Bonelli) e uccelli che riposano durante le loro lunghe migrazioni (aironi, gru, predatori delle paludi). Le visite guidate sono gratuite, ma devono essere prenotate in anticipo tramite e-mail o telefonata.
  • Agrigento e la Valle dei Templi — Sono a 40 minuti d'auto dalla città. I templi greci sono patrimonio mondiale dell'Unesco.
  • Villa romana del Casale — Una villa romana con mosaici a Piazza Armerina. Ci vogliono circa 50 minuti per raggiungerla.
  • Caltagirone — A un'ora di auto. Famosa per la qualità delle sue ceramiche. Insieme ad altre città del tardo barocco nel Val di Noto, Caltagirone è patrimonio mondiale dell'UNESCO.
  • 13 Ponte Capodarso. Ponte Capodarso su Wikipedia Ponte Capodarso (Q3907956) su Wikidata

Solfatare[modifica]

L'intero comprensorio nisseno è pieno di solfatare, quelle indicate sono le più vicine a Caltanissetta:

Cimitero dei carusi
  • 14 Cimitero dei carusi, Contrada Gessolungo, SP 202. Un piccolo cimitero a poca distanza dalla Solfara Gessolungo dove vi lavoravano e vi morirono (in particolare nella sciagura della solfara Gessolungo del 1881) a causa delle scarse condizioni di sicurezza. Un luogo di memoria delle vittime del lavoro e dello sfruttamento minorile (carusi) significa ragazzi in siciliano. Cimitero dei carusi (Q94613658) su Wikidata
Solfara Trabonella
  • 15 Solfara Gessolungo. Una delle miniere più antiche, profonde e redditizie. L'attività mineraria nell'area fu registrata già all'inizio del XVIII secolo. È stato il teatro di molti incidenti in cui centinaia di minatori hanno perso la vita. Il più grave è probabilmente l'incidente del 1881 in cui morirono 65 minatori, tra cui 19 bambini. A causa della loro agilità e dimensioni ridotte, i bambini (noti in siciliano come Carusi) venivano ampiamente utilizzati nelle miniere. Coloro che morirono al lavoro furono sepolti in un cimitero vicino, il Cimitero dei Carusi, che oggi è aperto alle visite. Solfara Gessolungo su Wikipedia solfara Gessolungo (Q16607262) su Wikidata
  • 16 Solfara Trabonella. È stata una delle prime miniere ad aprire e, una delle più letali. È particolarmente famosa per i numerosi scioperi organizzati nel corso del XX secolo dalla Lega dei Minatori locali e dalla sezione Caltanissetta del Partito Comunista e Socialista, per rivendicare condizioni di lavoro umane per i minatori e la repressione del lavoro minorile. Solfara Trabonella su Wikipedia solfara Trabonella (Q16607457) su Wikidata

Itinerari[modifica]


Altri progetti

3-4 star.svg Guida: l'articolo rispetta le caratteristiche di un articolo usabile ma in più contiene molte informazioni e consente senza problemi una visita alla città. L'articolo contiene un adeguato numero di immagini, un discreto numero di listing. Non sono presenti errori di stile.