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Parco dei Nebrodi

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Parco dei Nebrodi
Il paesaggio del parco
Localizzazione
Parco dei Nebrodi - Localizzazione
Tipo area
Stato
Regione
Provincia
Superficie
Anno fondazione
Sito istituzionale

Parco dei Nebrodi è un'area protetta situata in Sicilia.

Da sapere[modifica]

È la più grande area protetta della Sicilia, essa si estende lungo un tratto della catena montuosa dei Nebrodi.

Cenni geografici[modifica]

Il parco si trova nella parte nordorientale della Sicilia tra le provincie di Messina, Catania e Enna. All'interno del parco ricadono i territori di diversi comuni che si sono consorziati e fanno parte dello stesso. Della provincia di Messina: Acquedolci, Alcara Li Fusi, Capizzi, Caronia, 1 Cesarò, Floresta, Galati Mamertino, Longi, Militello Rosmarino, Mistretta, Raccuja, Sant'Agata di Militello, 2 Santa Domenica Vittoria, San Fratello, 3 San Marco d'Alunzio, Santo Stefano di Camastra, San Teodoro, Tortorici, Ucria. Di quella di Catania: 4 Bronte, Maniace, 5 Randazzo. In quella di Enna: Cerami e Troina.

Flora e fauna[modifica]

Flora[modifica]

Bosco dei Nebrodi

La flora del parco dei Nebrodi è caratterizzata da differenti tipi di vegetazione sia in funzione della quota sul livello del mare che da altri fattori fisici e ambientali.

Nella fascia litoranea e nelle colline retrostanti, fino ai 700-800 metri s.l.m., la vegetazione è rappresentata da boschi sempreverdi di sughera (Quercus suber) alternata a zone di macchia mediterranea che comprende specie quali l'Erica arborea, la ginestra spinosa (Calicotome spinosa), il corbezzolo (Arbutus unedo), il mirto (Myrtus communis), l'euforbia (Euphorbia dendroides), il lentisco (Pistacia lentiscus) ed il leccio (Quercus ilex).

La fascia tra i 1000–1200 m s.l.m. è costituita da formazioni di boschi caducifogli in cui dominano le quercete di Quercus gussonei, specie affine al cerro ma da questo ben distinta morfologicamente, e, sul versante meridionale, da un particolare tipo di roverella, Quercus congesta. In alcune aree, come nel territorio di San Fratello si rinvengono inoltre lembi di lecceta mentre le aree non forestate sono occupate da arbusteti in cui si annoverano il prugnolo (Prunus spinosa), il biancospino (Crataegus monogyna), la Rosa canina, la Rosa sempervirens, il melo selvatico (Malus sylvestris), Pyrus amygdaliformis e Rubus ulmifolius.

Oltre i 1200 m s.l.m. si entra nella zona propriamente montana dove vi sono estese formazioni boschive a cerreta e a faggeta. È questo il limite meridionale dell'areale del faggio (Fagus sylvatica). Un altro elemento peculiare è rappresentato dalla presenza dell'acero montano (Acer pseudoplatanus), annoverato tra gli alberi monumentali d'Italia. Il sottobosco rigoglioso presenta svariate specie di piante tra le quali vi sono l'agrifoglio (Ilex aquifolium), il pungitopo (Ruscus aculeatus), il biancospino (Crataegus monogyna) e il tasso (Taxus baccata). Quest'ultima specie è presente, all'interno del bosco della Tassita, con esemplari maestosi che raggiungono i 25 m di altezza.

Numeroso il contingente delle specie endemiche tra cui si annoverano la Genista aristata, che popola la fascia termomediterranea, la Vicia elegans, una leguminosa rinvenibile nel sottobosco della fascia mesomediterranea, la Petagnaea gussonei, rarissima umbellifera, localizzata esclusivamente nel vallone Calagna (Tortorici) e in pochissime altre stazioni in prossimità di torrenti.

Fauna[modifica]

Il maiale nero dei Nebrodi

Un tempo regno di cerbiatti (così come di daini, orsi e caprioli), i Nebrodi (il cui significato deriva dal greco Nebros, che vuol dire appunto cerbiatto) costituiscono ancora la parte della Sicilia più ricca di fauna, nonostante il progressivo impoverimento ambientale. Il Parco ospita comunità faunistiche ricche e complesse: numerosi i piccoli mammiferi, i rettili e gli anfibi, ingenti le specie d'uccelli nidificanti e di passo, eccezionale il numero d'invertebrati.

Tra i mammiferi si segnala la presenza del suino nero dei Nebrodi, del cinghiale (Sus scrofa), della volpe (Vulpes vulpes), dell'istrice (Hystrix cristata), del riccio (Erinaceus europaeus), del gatto selvatico (Felis silvestris), della martora (Martes martes), della donnola (Mustela nivalis), della lepre (Lepus corsicanus), del coniglio (Oryctolagus cuniculus) e, anche se molto rarefatta, del ghiro (Glis glis), dell'arvicola di Savi (Microtus savii), del topo selvatico (Apodemus sylvaticus), del moscardino (Muscardinus avellanarius), del toporagno di Sicilia (Crocidura sicula), del mustiolo (Suncus etruscus) e del quercino (Eliomys quercinus).

Tra i rettili la testuggine comune (Testudo hermanni) e la testuggine palustre siciliana (Emys trinacris), il ramarro occidentale (Lacerta bilineata), la luscengola (Chalcides chalcides) e il gongilo (Chalcides ocellatus), e numerose specie di serpenti tra cui il biacco (Hierophis viridiflavus) e la natrice dal collare (Natrix natrix).

Tra gli anfibi sono presenti il discoglosso (Discoglossus pictus), il rospo smeraldino siciliano (Bufotes boulengeri siculus) e la rana verde minore (Rana esculenta).

Sono state classificate circa centocinquanta specie d’uccelli, fra i quali alcuni endemici di grande interesse come la Cincia bigia di Sicilia ed il Codibugnolo di Sicilia. Le zone aperte ai margini dei boschi offrono ospitalità a molti rapaci come lo Sparviero, la Poiana, il Gheppio, il Falco pellegrino, e l'Allocco mentre le aree rocciose aspre e fessurate delle Rocche del Crasto sono il regno dell'Aquila reale. Il Tuffetto, la Folaga, la Ballerina gialla, il Merlo acquaiolo ed il Martin pescatore preferiscono le zone umide, mentre nelle aree da pascolo non è difficile avvistare la ormai rara Coturnice di Sicilia, la Beccaccia, l'inconfondibile ciuffo erettile dell'Upupa ed il volo potente del Corvo imperiale. Tra l'avifauna di passo meritano d'essere citati il Cavaliere d'Italia e l'Airone cinerino (Ardea cinerea).

Ricchissima è infine la fauna d'invertebrati. Ricerche scientifiche recenti hanno portato a risultati sorprendenti: su seicento specie censite riguardanti una piccola parte della fauna esistente, cento sono nuove per la Sicilia, venticinque nuove per l'Italia e ventidue nuove per la scienza. Tra le forme più rilevanti sotto l'aspetto paesaggistico, si citano le farfalle (oltre settanta specie) ed i Carabidi (oltre centoventi specie).


Cenni storici[modifica]

Il parco è stato istituito nel 1993.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Gli aeroporti più vicini sono quello di Catania e Palermo.

Permessi/Tariffe[modifica]

L'ingresso al parco è gratuito, tuttavia sono previste delle autorizzazioni per svolgere attività escursionistiche o con mountain bike da richiedere almeno una settimana prima a questo indirizzo. Tale permesso vale soprattutto per gruppi organizzati.

Come spostarsi[modifica]

All'interno dei sentieri del parco ci si sposta a piedi, costituendo un luogo ottimo per escursioni; è possibile, però, anche usare una mountain bike, laddove le forti pendenze lo consentano. Tuttavia essendo grandi le distanze è necessario l'utilizzo di un'auto per raggiungere la località desiderata.

Cosa vedere[modifica]

Monte San Fratello
Monte San Fratello e San Fratello sullo sfondo

Una mappa del parco con indicazioni di massima è consultabile qui.

  • 1 Monte San Fratello (A sud del comune di San Fratello. Dirigersi verso il parcheggio del cimitero e salire lungo la strada sterrata.). Questo monte posto a breve distanza dal comune di San Fratello la cui altezza massima raggiunge gli 816 m vale certamente una visita per la presenza della città antica di Apollonia. Seppure l'indagine archeologica non abbia del tutto accertato la sua identificazione sono visibili i resti greci dell'abitato (per accedere bisogna chiedere al custode posto nella villa accanto al sito di farsi aprire il cancello). Vi è inoltre una chiesetta medievale detta dei Tre Santi perché dedicata a (Alfio, Filadelfio e Cirino).
Dal monte si gode della veduta di San Fratello a sud, delle Rocche del Crasto a sud-est assieme a Militello Rosmarino, a nord Acquedolci e sul mare le isole Eolie. A est la costa tirrenica con Sant'Agata di Militello.
La visita non richiede particolare preparazione fisica. Monte San Fratello su Wikipedia Monte San Fratello (Q3861955) su Wikidata
  • 2 Rocche del Crasto. Rocche del Crasto su Wikipedia Rocche del Crasto (Q3939523) su Wikidata
  • 3 Cascata del Catafurco. Cascata del Catafurco su Wikipedia Cascata del Catafurco (Q3661533) su Wikidata
  • 4 Serra del Re. Serra del Re su Wikipedia Serra del Re (Q3957968) su Wikidata
  • 5 Bosco di Mangalaviti.
  • 6 Bosco della Tassita.
  • 7 Lago Maullazzo. Lago Maullazzo su Wikipedia lago Maullazzo (Q3825726) su Wikidata
Lago Biviere
  • 8 Lago Biviere (Biviere di Cesarò) (sul versante meridionale dei Nebrodi). Immerso in un fondovalle fittissimo di vegetazione della faggeta Sollazzo Verde, , a quota 1278 m s.l.m., si stende tra le pendici di Monte Soro e quelle di Monte Scafi a circa 5 chilometri dall'artificiale Lago Maullazzo. Il lago è meta di molti turisti specialmente nei periodi festivi. Nei mesi estivi le acque del lago si colorano di rosso per la fioritura di una microalga chiamata Euglena sanguinea. Lago Biviere su Wikipedia lago Biviere (Q3825642) su Wikidata
  • Sorgente Acquafridda. Fonte d'acqua potabile posta nelle vicinanze del lago Biviere. È un luogo di sosta per gli escursionisti. Qui si gode un bellissimo panorama sulle Rocche del Crasto e sulla costa Tirrenica della Sicilia.
  • 9 Monte Soro. Monte Soro su Wikipedia Monte Soro (Q3862034) su Wikidata


Cosa fare[modifica]

Sentiero dei laghi[modifica]

Lago Maullazzo
Il lago Biviere

Partendo da 1 questo punto in cui termina la strada asfaltata, raggiungibile tramite la SS289 da Cesarò o San Fratello si possono raggiungere il Lago Maullazzo e il Lago Biviere. Per raggiungerli dal termine della strada asfaltata proseguire dritto, si percorrono 2,5 km di strada in discesa e in circa 30 minuti si raggiunge questo incantevole laghetto, che è in realtà un lago artificiale creato dalla forestale negli anni 80 a quota 1498 m. Per il lago biviere superato il lago Maullazzo si prosegue dritto per altri 5,3 km lungo il sentiero. Questo lago naturale è più basso del lago Maullazzo a quota 1278 m.

Le antenne di Monte Soro dal lago Maullazzo

Un'alternativa a questo percorso, sempre partendo dallo stesso punto è di salire per il Monte Soro. Lo si raggiunge girando a destra rispetto al precedente sentiero di partenza, si percorrono 4,7 km in salita con un percorso di circa 1 ora e 15 minuti. Questo monte è il più alto dei Nebrodi e raggiunge i 1.847 m. Sulla vetta sono presenti dei ripetitori televisivi ma è possibile scorgere un panorama incredibile a nord le Isole Eolie e a sud l'Etna, ad est il rilievo Serra del Re (1.754 m) che occlude la vista ai Monti Peloritani, a sud-ovest il Monte Altesina (1.192 m) sui Monti Erei e ad ovest la catena dei Nebrodi e le Madonie.

Acquisti[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


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