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Galati Mamertino
Galati Mamertino
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Galati Mamertino
Sito istituzionale

Galati Mamertino è una città della Sicilia.

Da sapere[modifica]

È un comune del Parco dei Nebrodi.

Cenni geografici[modifica]

La città si sviluppa su una rocca sul cui punto più alto si trova il castello nel Pizzo di Ucina a 1282 m. A valle si trovano i torrenti Fiumetto e Milè i quali formano il fiume Fitalia che termina sul Tirreno. Il torrente Milè più a monte produce la cascata del Catafulco, mentre più a valle scava la Stretta di Longi.

Il territorio è ricco di noccioleti ed uliveti, faggete e querceti. Poco sopra la città si trova una pineta di 400 ettari.

Cenni storici[modifica]

La fondazione di Galati Mamertino non ha una precisa collocazione nel tempo, ma uno storico locale la fa risalire alla calata di Ducezio, un condottiero dell'antica epoca siculo-greca proveniente da Siracusa. Il nome di Galati, dall'arabo Qal'at che vuol dire rocca, si riferirebbe alla rupe su cui sorge il paese; l'appositivo Mamertino invece si ricollega ad un antico popolo siculo che si professava discendente del Dio Marte. Il borgo sorge in età araba normanna e sin dall'inizio del Rinascimento fu una città murata, con cinta muraria avente due porte: la Porta Marina che sorge nei pressi della Chiesa di S.Caterina, e la Porta Montana, vicino alla chiesa di S. Martino, oggi del Rosario. La strada d'accesso al paese, sin dall'antichità, saliva dalla contrada Paratore e penetrava nel centro abitato dal quartiere del Fondaco, ove vi era l'unica fontana di acqua potabile (l'odierna ‘a Funtana) che doveva essere inglobata all'interno della cinta muraria.

Come orientarsi[modifica]

La sua conformazione urbanistica ricorda un'aquila ad ali spiegate che spicca il volo in direzione settentrionale. Il centro cittadino si snoda tra la principale Piazza San Giacomo e la Chiesa Madre.

Frazioni[modifica]

  • San Basilio
Piazza San Giacomo


Come arrivare[modifica]

In auto[modifica]

Dall'autostrada A20 prendere l'uscita Rocca di Capri Leone. Da qui svoltare verso la SP156 e dopo la SS113, quindi imboccare la SP155 dove seguendo la direzione Galati Mamertino si svolterà a destra.

In treno[modifica]

  • 38.09421414.6759641 Stazione di San Marco d'Alunzio-Torrenova. Stazione sulla linea Messina-Palermo. Stazione di San Marco d'Alunzio-Torrenova su Wikipedia stazione di San Marco d'Alunzio-Torrenova (Q3970826) su Wikidata

In autobus[modifica]

Collegamenti da Sant'Agata di Militello, Tortorici e Capo d'Orlando tramite Autoservizi Emanuele Antonio.

Come spostarsi[modifica]

All'interno della città conviene spostarsi a piedi.

In auto[modifica]

L'auto può essere lasciata ovunque. Non ci sono parcheggi a pagamento.

Cosa vedere[modifica]

Chiese[modifica]

Chiesa Madre Santa Maria Assunta
  • 38.03204714.7726891 Chiesa Madre Santa Maria Assunta (Matrice), Via Roma, 81. Dedicata alla Madonna Assunta, è stata costruita del XV secolo. In stile rinascimentale, fu l'edificio di culto baronale. È divisa in tre navate da 12 colonne doriche (una per ogni apostolo) in pietra serena, tipica dei nebrodi. La facciata delle chiesa fu lavorata dai maestri scalpellini Antonino, Filippo e Carmelo Alessandro. Qui Antonello Gagini, grande scultore palermitano del 1500, ha consegnato alla storia alcune delle sue opere più significative, tra cui il gruppo della Trinità e il gruppo dell'Annunziata. Inoltre vi sono custodite altre opere di uguale importanza, tra cui diverse tele di Joseph Tresca. In questa chiesa vi è anche custodita la cappella di San Giacomo, dove al suo interno vi è il Santo patrono di Galati San Giacomo Apostolo.
  • 38.03317814.7726612 Chiesa del Rosario, Via Dante Alighieri, 60B. Fu la più antica di tutte le chiese di Galati Mamertino, edificata intorno al 1530, ricoprì subito il ruolo di chiesa madre, prima sotto il nome di SS. Salvatore poi di S. Martino prendendo il nome dal quartiere di appartenenza, ed infine dopo l'ultimo rimaneggiamento a causa di un rovinoso incendio accaduto alla fine del Settecento prese il definitivo nome di Chiesa del Rosario. Sull'Altare Maggiore è presente una statua marmorea della Madonna delle Nevi, sempre del Gagini. Come altre statue: il gruppo scultoreo raffigurante la consegna delle chiavi di Gesù a San Pietro (Gabriel Cabrera Cardona 1666), la restaurata statua di S. Rocco, S. Francesco d'Assisi, S. Antonio da Padova, la Madonna del Carmelo, S. Giuseppe con il Bambino, S. Francesco da Paola, la Madonna del Rosario e un crocifisso ligneo fine 600 del maniscalco. In sagrestia troviamo un armadio di legno, di artigianato locale risalente al 1830 circa e un'altra statua di San Rocco. Sulla destra è presente un tabernacolo di scuola Gaginiana, inizi 600.
  • 38.03415814.7698183 Chiesa di S. Caterina, Largo S. Caterina. È una delle chiese della vecchia terra, posta vicino alla Porta Marina. Ha una navata con sei cappelle incavate nelle pareti laterali, tre per lato, separate da colonne corinzie di pietra. Al suo interno sono presenti: una statua marmorea gaginiana della Santa del 1550, una statua lignea dell'Immacolata di Girolamo Bagnasco (XVI sec.) e un crocifisso ligneo del XVII secolo di Fra Umile da Petralia, opera di estrema bellezza e pregio. Inoltre sono presenti alcune tele dei secoli XVII e XVIII tra le quali spiccano la “Deposizione “ e la “Sacra famiglia” con i Santi Anna, Gioacchino, e Giovanni attribuite al Tresca. Sull'arco trionfale si legge la data 1551 che indica l'anno dell'ultimo restauro, in quanto la sua costruzione risale a tempi molto remoti, probabilmente al primo periodo della dominazione Normanna.
Chiesa di San Luca
  • 38.03366614.7704424 Chiesa di S. Luca, Via Santa Caterina, 6. Chiesa in stile rinascimentale, non visitabile in attesa di restauro. Ha la forma di Croce Latina col presbiterio rialzato su tre gradini e tre colonne. Si accede da un'imponente e monumentale scalinata di pietra a doppie rampe adiacente alla costruzione o da rampe laterali di minore importanza. La sua costruzione ebbe inizio alla fine del XVI secolo, e fu continuata, nel secolo successivo, dal parroco Don Giacomo Bianco, e dopo la sua morte ultimata da Don Annibale Bianco. Essa fu gravemente danneggiata dal terremoto di Messina del 1908, per cui le opere d'arte là custodite vennero trasferite in altre chiese. Originariamente questa Chiesa fu intitolata allo Spirito Santo in quanto custodiva al suo interno la Triade del Gagini, oggi collocata in Chiesa Madre. Di grande effetto architettonico sono gli archi trionfali, realizzati in pietra serena. Risale al 1764, ha ricoperto il titolo di chiesa madre.
  • 38.01563514.7795555 Chiesa di San Basilio Magno, Via Luigi Capuana, 6, San Basilio (nella frazione di San Basilio).
  • 38.02747714.7767586 Ruderi della Chiesa di S.Pietro (in località Trungali). Risalente al 1687 di proprietà di privati del luogo, presenta caratteri architettonici tardo rinascimentali e settecenteschi. Fu sconsacrata verso la fine '800 perché adibita ad usi impropri per un luogo sacro. Della chiesa sono rimaste esclusivamente le quattro mura senza tetto, con gli angoli costruiti con blocchi di pietra arenaria e il campanile quasi integro con in cima una croce in ferro lavorato.
  • Santuario di Trofillo. Chiesa agreste di inizio 900, conserva al suo interno opere di modesto valore devozionale. Questa Chiesa, privata, è dedicata alla Vergine del Rosario che si festeggia nella prima decade di ottobre.
  • 38.03415114.7698197 Chiesa di Santa Caterina, Via S. Luca, 11. La chiesa è piuttosto antica e venne restaurata nel 1581. Contiene diverse opere tra cui una S. Caterina della bottega del Gagini, un Crocifisso ligneo del XVII secolo e un’Immacolata del 1808 del Bagnasco. Inoltre un quadro di Madonna con bambino con S. Gioacchino e S. Anna (1753).

Altro[modifica]

Palazzo De Spuches
  • 38.03223914.7718548 Palazzo De Spuches (Palazzo del principe), Via Cavour, 36. Il palazzo del Principe è un'ispirazione di stampo tardo cinquecentesca, e fu costruito nella seconda metà del XVI secolo durante la Dinastia del Lanza. L'ingresso principale realizzato in pietra serena è sovrastato dallo stemma della famiglia Amato, infatti Il primo ad abitare nella sontuosa costruzione fu Don Filippo I Amato con la moglie Margherita Maniaci Colonna, dei duchi di Santa Maria, Principi di San Michele e San Giorgio. I portali interni del palazzo, che danno sulla loggia che si ispira a Montorsoli, sono ricchi di ornati e di figure in bassorilievo; il palazzo inoltre è formato da numerose stanze, compreso il grande salone dove il Barone o il Principe, oltre alle feste, teneva i suoi consigli di Governo insieme coi Nobili e i Dignitari e nominava i Magistrati. Si dice anche che, il principe, quando non poteva recarsi in chiesa, seguisse le funzioni religiose dal balcone che si affaccia sul sagrato della chiesa madre. Due delle caratteristiche di questo palazzo sono anche l'atrio e la corte aperta sul giardino.
    All'interno del palazzo si trova il museo archeologico.
  • 38.03431614.7708849 Ruderi del castello (Nel Into più alto della città). In questo castello, di cui restano ormai solo i ruderi, per quattro secoli si svolse la vita feudale di Galati. L'edificio era in posizione ragguardevole sia per sicurezza che per possibilità di controllo del territorio, era dotato di un importante apparato di fortilizi posti nei dintorni. Costituiva l'ultimo bastione del complesso difensivo della vallata formato, oltre che da quello di Galati, da quelli di Bufana (S. Salvatore di Fitalia) e di Beddumunti (Frazzanò). Un autore anonimo scrisse che “il castello aveva molte belle stanze e cisterne” e la magnificenza di Don Antonio Amato Principe di Galati (1643 - 1667) vi faceva rinchiudere i delinquenti, giacché i Principi del tempo esercitavano anche il potere giudiziario. Nel 1124 Adelasia d'Aragona vi fece costruire il priorato dedicato a S. Anna, santa a cui lei era devota. Nel 1320 fu ceduto da Federico II di Svevia, detto il Barbarossa, a Blasco Lancia e nel 1644 passò a Filippo Amato col titolo di principato. In seguito il comune divenne autonomo.
    Tra i ruderi è riconoscibile la chiesa di S. Michele di epoca normanna, di cui resta poco.
  • 38.03256614.77189610 Monumento ai caduti, Piazza San Giacomo. Opera di Francesco Sorgi del 1930, commemora i caduti della prima guerra mondiale.
  • 38.03254314.77162911 Museo di oggetti di vita contadina, Vico Abate Crimi. Museo presso un antico palmento in cui sono presenti le vasche per la lavorazione dell’uva.

Fuori dal centro abitato[modifica]

  • 38.0072814.79376212 Villaggio molisa. Villaggio rurale abbandonato con case in pietra.


Eventi e feste[modifica]

  • Festa di S.Basilio Magno. Simple icon time.svg 2 gennaio e la prima domenica di agosto. La statua posta sulla "vara" addobbata con i tradizionali bastoni di basilico e i mazzi di spighe è portata a spalla dai numerosi portatori per tutte le vie di San Basilio
  • Processione di S.Giuseppe con il Bambino. Simple icon time.svg 19 marzo.
  • Processione del venerdì Santo. Con l'Ecce Homo, Cristo morto su una bara di vetro e la Madonna Addolorata
  • Processione di S.Antonino. Simple icon time.svg prima metà di giugno.
  • Festa di San Giacomo. Simple icon time.svg 25 luglio. Molto importante per la cittadinanza Galatese è anche la Festa di San Giacomo, Santo patrono del paese. Viene festeggiato il 25 luglio, ma la festa inizia il giorno prima con il giro per le vie del paese della reliquia accompagnata dal corpo bandistico. Il giorno seguente è la volta della statua che, dopo essere stata collocata su una vara che gli fa da baldacchino, viene portata a spalla dai devoti. Tra tutte, questa è l'unica festa che vede il Santo girare per tutto il paese, a differenza delle altre che si svolgono solo in alcuni tratti del piccolo centro storico.
  • Festa di Rafa. Simple icon time.svg 13 agosto. Prende il nome dalla località in cui si festeggia, celebrata sempre in onore del Santo Patrono S.Giacomo, ma di minore importanza rispetto a quella di luglio
  • Processione della Madonna Assunta. Simple icon time.svg dopo la messa serale del 15 agosto.
Festa dei tre santi
  • Festa dei tre Santi. Simple icon time.svg dal 23 al 26 agosto. Una delle feste più importanti di Galati Mamertino è sicuramente quella dei tre santi, ovvero S.Giacomo, S.Rocco e il SS. Crocifisso e tra le tante altre, questa è la più sentita, partecipata e vissuta. I festeggiamenti, in modo congiunto, si fanno risalire al 1860 per celebrare la liberazione del Regno Borbonico e l'unità al Regno d'Italia, questo affermato da alcuni studiosi di storia locali. Altri, invece, li fanno risalire al XVIII secolo. Molto probabilmente però la festa si è svolta sino al 1860 in tono minore, mentre a partire da quell'anno ricevette nuovo impulso sino a divenire la festa religiosa più significativa della cittadinanza. Le chiese in questione, ubicate in quartieri differenti del centro storico del paese, sono tre e i festeggiamenti si caratterizzano per le diverse processioni che si svolgono sempre con grande concorso dei fedeli.
    Ad aprire la festa è San Rocco che la sera del 23 viene trasferito alla Chiesa Madre, per poi essere portato in processione la mattina seguente. Nella serata del 24, dopo la Santa Messa le Autorità civili e religiose e le varie associazioni cittadine, insieme con la comunità, si recano presso la piccola Chiesa di S. Caterina dove, per rendere omaggio al S.S. Crocifisso, viene fatta l'Offerta dell'Olio Sacro e l'accensione della Lampada da parte del Sindaco, come segno di affidamento della città al S.S.Crociffisso. La mattina del 25 la statua del Crocifisso, realizzata da Fra Umile da Petralia, viene deposta dalla sua sede ordinaria e collocata su un'altra Croce e successivamente addobbato con spighe di grano intrecciate, in segno di ringraziamento per il raccolto effettuato. Nella serata è la volta di un'altra processione, che muove dalla Chiesa Madre con i simulacri di S.Giacomo e S.Rocco, i quali vengono condotti a spalla fino alla Chiesa di S.Caterina, dove, al corteo, si unisce il simulacro del SS. Crocifisso.
    Da qui i tre Santi si muovono assieme attraverso le vie principali del paese fino ad arrivare in piazza S.Giacomo, dove vengono fatti procedere lentamente, fino all'entrata in Chiesa Madre dove saranno custodite fino al giorno dopo. Il 26, giorno conclusivo dei festeggiamenti, si svolgono due processioni: una la mattina che vede i tre simulacri arrivare al cimitero, come visita per le anime dei cittadini, e una la sera, dopo la celebrazione vespertina che vede invece le statue dei “Tre Santi” uscire dalla Chiesa Madre perché siano riportate nelle rispettive chiese. Tutte queste manifestazioni religiose vedono la partecipazione attiva dei fedeli del paese residenti e non, inoltre ha un grandissimo richiamo non solo per i gli abitanti, ma anche per tutti i fedeli dei paesi vicini.
  • Festa della Madonna del Carmelo e di S. Calogero. Simple icon time.svg seconda domenica di settembre.
  • Festa della Madonna di Pompei (località Trofillo). Simple icon time.svg prima domenica di ottobre.
  • Festa Maria SS.di Lourdes (chiesa di San Basilio). ultima domenica di ottobre
  • Festa dell'Immacolata concezione. Simple icon time.svg 8 dicembre.


Cosa fare[modifica]

Cascata del Catafurco
  • 37.996814.80611 Cascata del Catafurco. La cascata del Catafurco è una cascata naturale che si forma in corrispondenza di un dislivello di circa 30 m lungo il corso del torrente San Basilio. Alla base della cascata le acque si raccolgono in una cavità naturale, scavata nella roccia, chiamata Marmitta dei Giganti, dove, nella bella stagione, è possibile bagnarsi. Cascata del Catafurco su Wikipedia Cascata del Catafurco (Q3661533) su Wikidata
  • 38.02533914.7762642 Piscina Comunale (nella zona più alta del centro abitato denominata Rafa). Comprendono: piscina con apertura estiva, campo di calcetto, due campetti da tennis e campetto di pallavolo, con bagni e spogliatoi adiacenti, e una struttura adibita a palestra ma non funzionante. Tutto intorno aree verdi con area di sosta, e possibilità di pic-nic.
  • 38.01927114.7878983 Area del capriolo. Ha una superficie di 22.750 m² e si trova a 905 metri s.l.m. È un'area di semicattività nella quale sono ospitati un gruppo di caprioli provenienti dal Parco Boschi di Carrega che vivono tra alberi di vario tipo, principalmente castano e cerro. Sotto queste distese boschive oltre alle abbondantissime felci, crescono il rovo, la rosa canina, la dafne, la ginestra dei carbonai ed il prugnolo. L'area ed i sentieri che la circoscrivono si prestano a attività di educazione ambientale e di fruizione sostenibile. All'interno dell'area è presente inoltre un rifugio montano nel quale si svolgono attività laboratoriali per scolaresche.
  • 38.0482814.7615134 Stretta di Longi (Gole di Longi). Stretta di Longi (Q113502421) su Wikidata

Escursioni[modifica]


Acquisti[modifica]

  • 38.03101814.7757321 Emanumiele, Via Cavour, 94, +39 0941434257, +39 3477181525. Vendita miele e prodotti derivati dalle api.
  • 38.03279114.7722842 Macelleria da Giacomo, Via Vittorio Emanuele, 15, +39 3807975647.


Come divertirsi[modifica]

Spettacoli[modifica]

  • 38.03011614.7709721 Campo Sportivo, Via S. Francesco, 2.


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • 38.03226314.7723031 Bar Alexander, Via Roma, 75, +39 09414012.
  • 38.03279614.7682382 Pasticceria Jessica, Via Cavour.
  • 38.01525914.7802853 Bar Carcione, Via Bellini, 2, San Basilio, +39 0941434911.
  • 38.0149114.7802124 Bar La Piazzetta, Contrada S. Basilio, +39 3495828459.

Prezzi medi[modifica]

  • 38.03134314.7754745 Degusto Sicilia, Via Cavour, 151.
  • 38.03122814.7757666 Trattoria Donna Santina, Via Cavour, 115, +39 0941434952.
  • 38.04421214.7704947 Fattoria Trattoria Fabio, C.da Sciara, +39 0941434042, +39 3891628966.
  • 38.01520414.7799888 Pizzeria "La Fenice", Contrada S. Basilio, 17, +39 0941 434330.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 38.0325614.7717071 B&B Al Palmento, Vico Abate Crimi, 6, +39 3883558951.
  • 38.03064414.7721492 B&B Alterum Iter, Via case isolate Piloeri, +39 3289683493.
  • 38.00789114.7773443 La Rotonda, C/da Margi Campo, San Basilio.


Sicurezza[modifica]

  • 38.03064914.7762532 Carabinieri, Via Cavour, 181, +39 0941434925.
  • 38.03058214.7760323 Guardia medica, Via Cavour, 162, +39 0941434141.
  • 38.03255314.7715284 Farmacia Crimi Mariangela, Via San Marco, 4.


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Informazioni utili[modifica]


Altri progetti

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