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Navelli

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Navelli
Panorama di Navelli
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Navelli
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Sito del turismo
Sito istituzionale

Navelli è un centro dell'Abruzzo.

Da sapere[modifica]

Fa parte della Comunità montana Campo Imperatore - Piana di Navelli ed è uno dei Borghi più belli d'Italia.

Cenni storici[modifica]

I primi insediamenti italici nella zona di Navelli si fanno risalire ai Vestini intorno al VI secolo a.C., quando nella zona sottostante l'attuale paese si trovava il vicus Incerulae; come traccia di queste origini si ha un'iscrizione in idioma vestino conservata nel Museo Archeologico di Napoli e risalente al III secolo a.C. che cita un tempio italico dedicato a Hercules Iovius nel sito dell'attuale Chiesa di Santa Maria in Cerulis.

L'attuale paese fu fondato dall'unione in epoca medievale (VIII-X sec.) di sei villaggi: Villa del Plano, Villa della Piceggia (o Piaggia) Grande, Villa della Piceggia (o Piaggia) Piccola, Villa di Santa Lucia, Villa del Colle e Villa di Turri; come traccia dei villaggi originali nella piana restano alcune chiese medievali, come quella di Santa Maria in Cerulis citata già nel 787 sul Chronicon Vulturnense. I villaggi originali si riunirono in un unico castello, costruito sul colle dove tuttora si trova il paese, già citato nel 1092 in una bolla del Monastero di San Benedetto in Perillis. La fortezza era dotata di una torre che in epoca rinascimentale venne trasformata nel campanile della chiesa parrocchiale. Sulle rovine del castello fu poi costruito nel 1632 il Palazzo Baronale. Le abitazioni vennero costruite in epoca medioevale nella zona della “Villa di Piceggia grande”, ampliandosi in epoca rinascimentale verso la “Villa di Piceggia piccola”: le due zone, medievale (l'attuale “Spiagge grandi”) e rinascimentale (“Spiagge piccole”), sono ancora distinguibili nell'abitato.

Il castello di Navelli appartenne alla Diocesi di Valva e nel 1269 partecipa alla fondazione del Comitatus Aquilano nel Quarto di Santa Maria. Per sedare i conflitti relativi al pagamento delle decime, il 29 agosto 1424 passa da quella di Valva alla diocesi dell'Aquila su iniziativa di Papa Martino V. Nel 1423 Navelli si difese dalle truppe di Braccio da Montone, arrendendosi senza però essere espugnata; per onorare la resistenza all'assedio, venne concesso dalla Regina Giovanna II di Napoli di inserire nello stemma del paese la scritta “Navellorum Merito Coronata Fidelitas”. Il 4 e 5 dicembre 1456 un disastroso terremoto distrusse numerosi centri, alcuni dei quali mai più ricostruiti. Nel 1498 il Castello di Navelli fu cinto da mura; una delle cinque porte del paese (la Porta Villotta o Porta Sud) fu in seguito inglobata nel Palazzo Onofri.

Lo zafferano[modifica]

La produzione più caratteristica di Navelli è quella dello Zafferano dell'Aquila. Lo zafferano venne introdotto in Italia dalla Spagna da parte di un monaco domenicano appartenente alla famiglia Santucci di Navelli che, facente parte del tribunale dell'inquisizione istituito nel Sinodo di Toledo nel 1230, intuì la possibilità di coltivarlo nella Piana di Navelli.

Ben presto la coltura dello zafferano si estese a tutta la zona dell'Aquila, appena fondata, iniziando un fiorente commercio con Milano e Venezia in Italia, e Francoforte, Marsiglia, Vienna, Norimberga ed Augusta all'estero. Nel 1317 il Re Roberto d'Angiò abolì le tasse sullo zafferano al fine di favorirne il commercio. Per le zone interne il commercio dello zafferano ha rappresentato una delle fonti tradizionali di reddito, al pari della commercializzazione dei prodotti dell'allevamento ovino.

Risale al XX secolo la costituzione della prima cooperativa di coltivatori di zafferano su iniziativa di Silvio Sarra di Civitaretenga. Il 4 febbraio 2005 lo Zafferano dell'Aquila è stato iscritto nel Registro delle Denominazioni d'Origine Protetta[12] ed il 13 maggio 2005 viene fondato il Consorzio per la Tutela dello Zafferano dell'Aquila. I produttori che possono utilizzare il marchio "Zafferano DOP dell'Aquila" sono iscritti in appositi elenchi gestiti dall'organismo di controllo e l'area di produzione DOP comprende i comuni di Navelli, Barisciano, Caporciano, Fagnano Alto, Fontecchio, L'Aquila, Molina Aterno, Poggio Picenze, Prata d'Ansidonia, San Demetrio ne' Vestini, San Pio delle Camere, Tione degli Abruzzi e Villa Sant'Angelo.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche il paese di Civitaretenga.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • A24 Casello autostradale L'Aquila est sulla A24 Roma - Teramo
  • Strada Statale 17 Italia.svg ex Strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese ed Appulo-Sannitico.

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Linee di pullman gestite da ARPA - Autolinee regionali Pubbliche Abruzzesi [1]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • 1 Chiesa Parrocchiale di San Sebastiano. Realizzato nel 1631 in stile tardo-barocco con sfumature neoclassiche, ha inglobato una torre d'avvistamento medievale facendone il proprio campanile. È un edificio a tre navate con dodici altari a cui si aggiunge l'altare maggiore.
Venne restaurata dopo il terremoto del 1703 prendendo in quell'occasione le caratteristiche barocche. All'interno mostra decorazioni a stucco.
  • 2 Chiesa della Madonna del Rosario. In stile barocco, fu edificata dopo il terremoto del settecento; sulle volte dell'interno conserva dipinti tardo-settecenteschi che rappresentano il paradiso. Conta sei altari, oltre al maggiore; quattro di essi riportano gli stemmi in stucco delle famiglie nobili di Navelli che ne godevano la proprietà: Bertolfi, francesconi, Piccioli. Conserva un organo barocco di grandi dimensioni. La chiesa sorge ai piedi del paese sopra piazza San Pelino.
Chiesa di Santa Maria in Cerulis
  • 3 Chiesa di Santa Maria in Cerulis. La chiesa ha pianta trapezoidale, forma decisamente insolita per un tempio. Affonda le proprie radici in epoca lontanissima; è infatti edificata intorno al Mille sulle rovine di un tempio italico dedicato ad Hercules Iovius. La prima menzione della chiesa risale al 1021. La costruzione del castello detreminò una marginalizzazione dell'edificio che per d'importanza e divenne chiesa campestre. Prima del terremoto del 2009 vi ci celebrava messa solo il 15 agosto. Il luogo è legato all'antica città prima dei Vestini Cismontani, poi dei Romani, di Incerulae, il cui ricordo riecheggia nella denominazione in Cerulis.
In epoca medievale i sotterranei della chiesa venivano utilizzati per la sepoltura dei morti; nel duemila sono state trovate quarantacinque mummie medievali in ottimo stato di conservazione.
L'interno è a tre navate concluse da altrettante absidi e separate da massicci pilastri. Conserva affreschi trecenteschi. L'ingresso attuale è costituito da un portale in pietra del 1863 situato lateralmente.Oggetto di restauri nel 2006, è stata gravemente danneggiata dal terremoto del 2009; per sicurezza l'interno non è accessibile (2015).
  • Chiesa cimiteriale del Suffragio. È in stile rinascimentale, con copertura per metà a tetto e per metà a volta. Conta cinque altari; l'altare maggiore è intitolato a San Gregorio, i minori a San Gennaro, San Vincenzo Ferreri, Santa Maria Maddalena e ai Santi Angeli Custodi. La zona sottostante gli altari della parte destra fu usata per le sepolture dei nobili di Navelli. Nel 1654 fu inoltre usata per la sepoltura di ottocento vittime della peste.
  • Oratorio di San Nicola. Sita in campagna, ha una struttura a tetto con una sola navata.
  • Oratorio della confraternita del Gonfalone. In stile barocco, è di forma circolare e si trova vicino al palazzo Baronale subito sopra la chiesa di San Sebastiano.
  • Chiesa della Madonna del Campo. In stile rinascimentale con una sola navata.
  • 4 Chiesa di San Girolamo. Ha navata unica in stile rinascimentale.
  • 5 Chiesa di Santa Maria delle Grazie. A volta in stile rinascimentale con una sola navata.
  • Chiesa della Madonna di Loreto.
  • Cappella di San Rocco.
  • Palazzo Baronale. Palazzo fortificato costruito nel 1632 sorge in cima al paese ed ha quattro garitte angolari; l'interno ha stanze a volta. Palazzo dei baroni (da cui il nome) feudatari del paese dal Seicento alla fine del Settecento, venne eretto sulle rovine dell'antica fortezza medievale.
  • Palazzo Piccioli. Palazzo settecentesco in stile neoclassico. Sul portone d’ingresso spicca lo stemma in stucco della famiglia Piccioli.
  • Palazzo Francesconi, via delle Mura Rotte. Palazzo seicentesco con annessa la cappella gentilizia di San Pasquale che risale al Seicento barocco, ha un solo altare, copertura a volta e conserva notevoli dipinti e stucchi. Costruito dalla famiglia Mancini pervenne ai Francesconi dopo un passaggio ai baroni Coppa di San Nicandro. Il suo aspetto attuale si deve alla ricostruzione dopo il terremoto del 1703; il corpo del palazzo ha unito case preesistenti e si articola su tre livelli. Al primo ci sono due stalle coperte con volte a botte. Il livello del piano nobile ha stanze con volte a botte, a specchio e a conca ed intonacate, tranne ingresso e salone principale che presentano decorazioni a stucco. In legno sono infine i soffitti del terzo livello.
Il palazzo ha come elemento architettonico decorativo più importante una bella loggia con archi a tutto sesto che si apre sul lato di sud ovest.
  • Palazzo Piccioli. Altro palazzo della famiglia Piccioli, seicentesco, con annessa cappella gentilizia di San Gennaro e Rosario.
  • Palazzo de Roccis. Palazzo dell'Ottocento situato vicino alla Chiesa della Madonna del Rosario; internamente ha soffitti a volta decorati da affreschi Liberty.
  • Palazzo Onofri. Risalente al 1498, è annesso ad una delle cinque porte di accesso al paese. Ha pregevoli soffitti a volta decorati ed una cappella gentilizia. È stato ristrutturato nel 1703 a seguito del terremoto.
  • Porta San Pelino (Porta Nord).
  • Porta Villotta (Porta Est).
  • Porta Macello (Porta Sud).
  • Porta Santa Maria (Porta Ovest).

Sito archeologico[modifica]

  • Necropoli di Navelli (II-I secolo a.C.).

A Civitaretenga[modifica]

  • Castello.
  • Chiesa di Sant'Antonio da Padova. Danneggiata dal sisma del 2009, la chiesa è stata riaperta nel 2011 dopo i lavori di ripristino. Fu edificata nel 1492 a navata unica; conta quattro altari ed il presbiterio in stile gotico; ha soffitto a volta con affreschi notevoli. L'attiguo convento dei frati minori francescani è del XIII secolo; è stato riaperto al pubblico anche il chiostro.
  • Ghetto.


Eventi e feste[modifica]

  • Sagra dei ceci e dello zafferano, piazza San Pelino. Simple icon time.svg in agosto. La manifestazione enogastronomica promuove le produzioni tradizionali del territorio e registra ad ogni edizione un numero elevato di visitatori. Nata nel 1976, ha come sede storica il boschetto Santucci, sostituito nel 2007 dalla Piazza San Pelino a seguito degli incendi boschivi che hanno colpito la zona. Oltre alla cucina di piatti allo zafferano o ai ceci locali, la sagra permette anche l'acquisto di altri prodotti del luogo ed è arricchita da manifestazioni di contorno sportive e culturali.
  • Palio degli Asini, via Pereto. Nato nel 1980 come manifestazione di contorno alla Sagra dei ceci e dello zafferano, il Palio degli Asini vuole essere una parodia del famoso Palio di Siena. Preceduto da una sfilata di carri partita da Piazza Piccioli con personaggi in costume tradizionale e sbandieratori, la gara, che si svolgeva nel boschetto Santucci, si svolge lungo via Pereto con fantini assegnati agli asini di ciascuna contrada all'ultimo momento tramite sorteggio. Costumi e scenografie sono sviluppati in collaborazione con il Teatro Stabile d'Abruzzo.
  • Vivi il Tratturo. Simple icon time.svg la seconda domenica di settembre. Evento organizzato in occasione dei festeggiamenti della Madonna dell’Arco, con la volontà di far riscoprire e vivere questo aspetto peculiare dell’Abruzzo interno.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

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Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]


Nei dintorni[modifica]


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