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Cella Dati

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Cella Dati
Santa Maria Assunta (Cella Dati).jpg
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Cella Dati
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Sito istituzionale

Cella Dati è un centro della Lombardia.

Da sapere[modifica]

Centro agricolo della bassa pianura lombarda.

Cenni geografici[modifica]

Portici

Si trova nella campagna cremonese, al confine con l'area casalasca dell' Oglio Po, a 17 km. da Cremona e 24 da Casalmaggiore.

Cenni storici[modifica]

Agli inizi del Novecento vennero ritrovati resti di un insediamento dell'età del Bronzo. Tutta l'area fu poi interessata dalla centuriazione romana, per approdare poi alla dominazione longobarda e al predominio del potere vescovile di Cremona.

Nel XII secolo il borgo fu feudo del console di Cremona Tedrisio della Cella, per essere poi successivamente concesso quale Signoria a Paolo Dati dal re di Spagna Filippo IV. La nobile famiglia Dati che ha perpetuato il suo nome legandolo al toponimo del paese era originaria di Firenze; intorno al 1220 alcuni suoi componenti si trasferiscono a Cremona e danno origine al ramo locale, finché nel XVII secolo ottengono il titolo di Marchesi dei feudi di Sospiro, Motta Baluffi e Cella.

Nel 1647 Cella, al pari di quasi tutti i centri della zona compresa in questa terra fra l'Oglio e il Po, venne saccheggiata dalle truppe francesi, modenesi e savoiarde che muovevano verso Cremona.

Come orientarsi[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche le frazioni di Alfeo, Dosso de' Frati, Fontana, Pugnolo e San Lorenzo Mondinari.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

In treno[modifica]

In autobus[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • 1 Villa Dati. Chiamata anche Ugolani Dati, rappresenta un insegne esempio di villa signorile commissionata dai Marchesi Ugolani Dati attorno alla metà del XVII secolo. Di ampie dimensioni, ha un vasto giardino ben curato. La sua facciata con portico a cinque arcate, compreso fra due corpi laterali, prospetta alla fine di un viale alberato. La sua costruzione iniziò nel 1642 ed è attribuita ad un progetto dell'architetto cremonese Carlo Natali detto il Guardolino. era la residenza L'interno del Palazzo mostra un importante apparato decorativo al quale lavoro' il figlio dell'architetto, Giovan Battista Natali, che fu allievo a Roma della scuola pittorica di Pietro da Cortona.
Nel soffitto del salone d'entrata al primo piano il Natali ripete il Consiglio degli Dei dell'Olimpo che Pietro da Cortona fece a Palazzo Pamphili a Roma in piazza Navona; nella sala a fianco riprende alcuni motivi dell'affresco Trionfo della Divina Provvidenza che Berrettini ha fatto nel salone di Palazzo Barberini. L'impianto architettonico della villa, con il portico centrale che conduce alla scala monumentale, i corpi di fabbrica angolari avanzati rispetto alla facciata, vengono utilizzati dall'autore anche in opere successive, nelle quali si riconosce pure l'influenza dei canoni stilistici del padre Carlo Natali.
L'ingresso presenta sulle pareti laterali due grandi affreschi ottocenteschi attribuiti al Motta il soffitto è opera di Giovanni Battista Natali. Soffitti e pareti delle sale del primo piano mostrano gli affreschi che vi furono fatti nel corso del rimaneggiamento ottocentesco della villa; dei sondaggi hanno rivelato che sotto di essi vi sono decorazioni più antiche, quasi certamente risalenti al periodo della costruzione. L'intervento di ristrutturazione risale al 1849 e fu voluto dalla famiglia Albertoni, all'epoca proprietaria della Villa.
Nel 1854 la Villa fu venduta al Comune, che ne fece la Sede Comunale.
Nella villa si conserva un ciclo di quadri ad olio su tela che vengono attribuiti a Giovanni Crivelli detto il Crivellino Sono quindici quadri, tredici ovali e due rettangolari orizzontali raffiguranti essenzialmente animali vivi o morti di tutti i generi oltre a scene arcadiche. Da ricordare anche una Fruttiera di Ludovico Caffi, pittore cremonese della seconda metà del Seicento.
Santa Maria Assunta - interno
Cappella sepolcro Ugolani Dati
Sant'Omobono, sant'Agata e Santa Lucia (Genovesino)
Altare di Sant'Anna
  • 2 Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta. L'edificio religioso è stato costruito sui resti di una precedente chiesa che viene citata in documenti d'archivio del 1187. I lavori di scavo che furono effettuati per la posa dell'impianto di riscaldamento portarono alla luce reperti databili proprio al 1200. La nuova chiesa venne consacrata nel 1487 dal Vescovo cremonese Cesare Ascanio Sforza; l'avvenimento è ricordato da una lapide all'interno dell'edificio, sul lato destro dell'ingresso. Venne poi rimaneggiata ampiamente nel 1692, e da ultimo negli anni dal 1910 al 1914.
Fu questa una ristrutturazione radicale, poiché alla precedente unica navata vennero aggiunte le due navate laterali e l'abside venne prolungata. L'abbassamento del pavimento fruttò il ritrovamento delle spoglie dei Marchesi Ugolani Dati, che furono traslate nella loro cappella, la prima a sinistra. Questa cappella infatti costituisce il monumento funebre dei Marchesi Ugolani Dati, Signori del paese; è impreziosita da un pregevole dipinto che raffigura la Vergine Maria che consegna il Bambin Gesù a Sant'Anna; è un olio su tela del Settecento.
La chiesa custodisce più di un quadro di buon livello artistico. Sulla parete di fondo ci sono due opere di autore ignoto: San Girolamo del 1600 e Sant'Antonio Abate del 1700. Nel primo altare a destra, detto dei Corpi Santi poiché contiene varie reliquie donate alla chiesa dalla famiglia Dati, una tela centrale rappresenta Sant'Omobono giovane con una borsa di denari nella mano sinistra, a destra Sant'Agata, a sinistra Santa Lucia, sullo sfondo due angioletti che incoronano le due Sante. È un'opera che il marchese Paolo Dati commissionò a Jacopo Miradori, figlio del più celebre Genovesino.
Nella prima cappella a sinistra, sopra l'altare di Sant'Anna, c'è una tela ad olio di Giacomo Guerrini (1721 - 1793) con la Vergine Maria e il Bambino, Sant'Anna, San Giuseppe e San Gioacchino. È datato al 1780, quindi contemporaneo alle tele dipinte che esistono in Palazzo Dati. Sopra il tabernacolo è appeso un olio su tela raffigurante la Vergine Assunta circondata da angioletti; è un'opera di Marco Antonio Ghislina (1676 - 1756) di Casalmaggiore, pittore allievo del Massarotti con qualche spunto del Boccaccino, del quale si conoscono opere a tematica religiosa tuttora presenti in diverse chiese dell'Oglio Po casalasco viadanese

Località Fontana[modifica]

Oratorio di San Pietro
Oratorio di San Pietro
  • 3 Oratorio di San Pietro. In località Fontana si può vedere il piccolo edificio dell'Oratorio di San Pietro, una chiesetta affascinante immersa nella campagna, che affonda le proprie radici in epoche molto lontane.
Sulla parete meridionale, articolata in sette lesene di profilo rettangolare che salgono fino al sottotetto, si notano diverse porzioni di opus spicatum (spina di pesce) di epoca longobarda - carolingia.
Sono presenti inoltre due monofore strombate sia all'interno che all'esterno, risalenti al 1300, epoca in cui la chiesetta era parrocchia della località Fontana. Sempre Trecentesco è l'affresco di notevole fattura che la chiesa custodisce nel presbiterio. Sulle pareti esterne si possono ancora notare figure geometriche a graffiti di antichi simboli cristiani, una stella a cinque punte e una parola greca di difficile decifrazione.
Il resto dell'edificio risale al 1700, come pure la torre campanaria. L'edificio è visitabile grazie alla custodia che ne garantisce la famiglia che vive in una vicina cascina. Nel mese di giugno vi si rinnova annualmente una festa campestre in occasione della ricorrenza di San Pietro.


San Lorenzo Mondinari[modifica]

San Lorenzo
San Lorenzo
  • 4 Chiesa di San Lorenzo. Un affresco del XV secolo è la testimonianza più antica per questa chiesa, della quale non si conosce la data di fondazione. Di stile romanico lombardo, si sa che era già parrocchia nel 1671 poiché esiste un libro d'anime di quell'anno. L'edificio è ad una sola navata. Sulla sinistra si trova il Battistero con l'unica cappella dedicata alla Madonna, con affreschi del pittore cremonese Misani.
Custodisce diversi quadri di un certo interesse, fra i quali un olio su tela dei primi del Seicento raffigurante l'Adorazione dei Pastori, da alcuni attribuito alla scuola di Giulio Campi, della nota famiglia di pittori cremonesi.
Sulla destra del presbiterio si conserva un affresco della seconda metà del Quattrocento, che si attribuisce al pittore rinascimentale Bernardino Gatti e rappresenta la Vergine con il Bambino sulle ginocchia, in posizione frontale, con tunica e manto a coprirle il capo; questo affresco è di primaria importanza per testimoniare l'antichità della prima edificazione dell'edificio.
Il presbiterio venne risistemato nel 1962, con la sostituzione della balaustra e la creazione di due pulpiti con colonne in marmo grigio Serizzo e poggio in marmo bianco di Carrara; la pavimentazione è stata fatta con marmittoni di Botticino e rosso di Verona. L'altare maggiore conserva una pala, olio su tela, che rappresenta il titolare della chiesa San Lorenzo, a figura intera con i suoi attributi: dalmatica, cotta bianca, palma del martirio e graticola; fu donato alla chiesa nel 1783.


Pugnolo[modifica]

San Giovanni Battista
  • 5 Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Non si conosce la data della sua edificazione; la consacrazione avvenne nel 1569 e fu intitolata a San Giovanni Battista. Dipendeva dalla chiesa arcipretale di Gurata da cui riceveva gli oli santi. Accanto all'ingresso si trova la base quadrangolare della pila dell'acqua santa che il parroco don Primo Ferrari fece costruire nel 1575: su una faccia c'è il ferro di cavallo dello stemma dei Ferrari con la data di costruzione e il nome del committente.


Eventi e feste[modifica]

  • Serate in Villa Dati. Simple icon time.svg Terzo fine settimana di luglio.
  • Festa patronale di Sant'Omobono. Simple icon time.svg 13 novembre.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Trattoria la Fenice, via Giuseppina 8 (sulla strada ex statale Giuseppina), +39 0372 67828.
  • 2 Trattoria Gifupalli, Via Vittorio Emanuele II n. 2 (Località San Lorenzo), +39 0372 67808.


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • San Lorenzo de' Picenardi — Il suo Castello , sorto nel Quattrocento fu ampliato nel tempo per approdare poi alla forma attuale, maestosa e decisamente castellana, nell’Ottocento, opera dell’architetto Luigi Voghera. La vasta costruzione, in perfette condizioni, mostra numerose torri merlate che le conferiscono il caratteristico aspetto medievale mitigato però dal carattere elegante di residenza nobiliare castellana. E circondato da un vasto parco. 
  • Torre de' Picenardi — La villa Sommi Picenardi si è sviluppata da un preesistente nucleo castellano; a partire dal Cinquecento fu trasformata nei secoli successivi fino all'aspetto attuale. Un corpo della villa, di gusto neoclassico, prospetta sulla piazza del paese. Una seconda fabbrica si sviluppa all'interno e si raccorda all'antico corpo del primitivo castello. Un vasto giardino circonda il complesso della villa, attorniato da un ampio fossato con acqua. 
  • Cicognolo — Cotto a vista e marmo rendono pregevole e vario l'aspetto dell’imponente castello Manfredi,, scenografico nel verde del prato che ne abbellisce il terreno davanti alla facciata principale, con retrostante giardino di gusto romantico e con fossato.
  • Cremona — Ha un centro storico monumentale - Duomo, Battistero, Palazzo comunale - fra i più insigni della Lombardia. Fu città romana. Fu potente all'epoca dei Comuni e rivaleggiò con Milano, che infine la sottomise. I suoi violini (Stradivari e Amati), il suo Torrazzo e ancor più il suo torrone, sono noti ovunque.


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