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Anversa degli Abruzzi

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Anversa degli Abruzzi
Anversa degli Abruzzi - panorama
Stato
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Patrono
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Anversa degli Abruzzi
Anversa degli Abruzzi
Sito istituzionale

Anversa degli Abruzzi è un centro dell'Abruzzo.

Da sapere[modifica]

Fa parte dei Borghi più belli d'Italia.

Cenni geografici[modifica]

Il paese è situato all'inizio delle Gole del Sagittario. Dista 13 km da Sulmona, 17 da Scanno, 33 da Popoli, 41 da Avezzano.

Cenni storici[modifica]

Nel 1150 Anversa e la sua attuale frazione di Castrovalva sono infeudate al conte Simone di Sangro; la famiglia di Sangro mantiene il feudo con alterne fortune fino al Quattrocento, quando passa ai Belprato, famiglia con la quale Anversa raggiunse il suo massimo splendore.

La peste del 1656 decima la popolazione, ed il terremoto del 1706 distrugge un paese in declino, tanto che a metà Settecento Anversa viene descritta come terra economicamente irrilevante.

Nel XVIII secolo Anversa appartiene ai Recupito fino alla fine del feudalesimo nel 1806; la fine del Settecento registra una rivolta armata degli abitanti contro l'eccessiva tassazione.

L'Unità d'Italia vede il territorio interessato al fenomeno del brigantaggio. Il paese conosce inoltre una forte emigrazione.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche il paese di Castrovalva.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

In treno[modifica]

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Linee di pullman Arpa [1]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Castello normanno. Ne rimangono ruderi; ospitava il Trittico di Anversa, poi portato nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, rubato nel 1981 e sostituito con una copia.
Il castello subì una ristrutturazione ed un ampliamento nel XV secolo sul preesistente rudere di una torre del XII-XIII secolo. Simone di Teodino insieme al Castello dell'Orsa di Pratola Peligna diede luogo ad un allineamento ottico difensivo che divideva le diocesi di Sulmona e la ex diocesi di Corfinio. D'Annunzio, visitando il castello con Antonio De Nino, vi ha ambientato la tragedia "La fiaccola sotto il moggio", dramma in cui si possono notare degli elementi della Valle del Sagittario, tra cui i ruderi del castello normanno di Anversa degli Abruzzi.
Nel 1706 il castello fu gravemente danneggiato da un terremoto.
Il complesso è strutturato da un insieme di corpi architettonici tra cui la torre puntone di cui rimangono delle rovine ed un blocco a parallelepipedo con funzioni abitative più tardo della torre (XV secolo). Il coronamento un tempo esistente è crollato. Gli unici lati della torre puntone sono privi di elementi decorativi, mentre il blocco destinato alle funzioni abitative constava di finestre, in alcuni casi incorniciate da piattabande in marmo, in altri casi con balconi. La torre e l'apparato abitativo erano collegati tramite un apparato a sporgere con beccatelli.
Nel suo interno vi era la Cappella comitale di San Michele Arcangelo il quale custodiva il Trittico di Anversa, di anonimo del XVI secolo, di scuola fiorentina secondo alcuni studiosi, di scuola marchigiana secondo altri.
Il Parco delle Arti letterarie di Gabriele d'Annunzio, istituito negli anni Novanta in omaggio al poeta pescarese, una specie di museo dentro il castello. Si tengono inoltre annualmente convegni culturali nel giardino, con visita alla piccola struttura museale che nel castello ripercorre le vicende storiche di Anversa e del periodo dannunziano.
Il Parco prevede anche l'allestimento delle maggiori tragedie del poeta.
  • Case dei Lombardi (1480-1520).
Santa Maria delle Grazie
  • 1 Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Piazza Roma. La sua origine si colloca nel XVI secolo; il portale, impreziosito da una cornice con preziosi altorilievi in pietra calcarea, è datato 1540. Il rosone del 1585 reca lo stemma della famiglia Di Sangro e lo stemma di Anversa.
L’interno è a 3 navate divise da colonne cilindriche in pietra, con abside rettangolare che ospita la statua di San Rocco del 1530 e, un tabernacolo ligneo del XVI secolo a mo’ di tempietto, opera del maestro Picchi di Pescasseroli .
Sull’altare maggiore vi era il Trittico di Anversa del XVI secolo di anonimo (appartenente alla scuola fiorentina o marchigiana secondo alcuni studi), rubato nel 1981; oggi vi è esposta la copia. Originariamente si trovava nella cappella comitale di San Michele Arcangelo del castello normanno. Il soggetto del trittico ,una tempera su tavola di grandezza modesta a sfondo dorato e colori predominanti rosso e verde cupo, è l’Incoronazione della Vergine con Santi.
  • 2 Chiesa di San Marcello, corso Raynaldo d'Anversa. È dedicata a papa Marcello I, santo patrono del paese. Risalente all'XI secolo, fu ampliata durante il feudo del conte Nicolò da Procida che fece apporre il proprio stemma sul portale.
La facciata è romanica. Il portale è in stile tardo gotico intarsiato vivacemente con vari elementi; nella lunetta a sesto acuto vi è un trilobo d'influenza borgognona del 1472 raffigurante la Madonna con Bambino fra San Marcello e San Vincenzo martire]]. :Di pregevole fattura sono i battenti in legno di castagno, opera di Nicola da Sulmona (1468).
Le pareti interne presentavano numerosi affreschi, come testimoniato dai recenti ritrovamenti delle estese tracce dipinte nella parte alta della parete di fondo. Sul lato destro dopo l'ingresso sono stati rinvenuti due affreschi raffiguranti Santa Caterina d'Alessandria e Sant'Antonio. Altri brandelli di affreschi si trovano in una parete della scalinata del campanile, ma versano in cattivo stato.
  • Chiesa di Santa Maria ad Nives (IX secolo). La chiesa si trova un chilometro fuori da Anversa degli Abruzzi, nella valle del Sagittario. In passato vi era annesso il monastero. Agli inizi del IX secolo fu possesso dei frati benedettini originari del Volturno; allora venne chiamata "Santa Maria de Flaturno" e dipendeva come feudo della chiesa di Santa Maria Appinianico.
Nel XVI secolo il convento fu donato ai frati domenicani dalla famiglia Belprato che teneva in feudo Anversa degli Abruzzi in quel periodo. Nel 1652 il papa Innocenzo X soppresse il monastero che passò in gestione direttamente alla famiglia feudale di Anversa degli Abruzzi.
La chiesa perse così d'importanza e venne gradualmente abbandonata; oggi se ne possono ammirare solamente i ruderi.
Negli anni a seguire il 1652 il monastero fu adibito dapprima a fienile, poi a lazzaretto nelle epidemie susseguitesi ad Anversa degli Abruzzi; dopo la seconda guerra mondiale fu usato verosimilmente come rifugio-bunker e poi abbandonato.
  • Chiesa di San Vincenzo. È a poche decine di metri dal centro abitato. Fu edificata dai monaci originari del Volturno ed aveva annesso un cimitero.
Il portale d'ingresso, rinascimentale, constava di un bassorilievo raffigurante l'Agnus Dei. Ora della costruzione rimangono parte delle mura.
Nel 1333 vi fu sepolto un frate locale, Pietro d'Anversa degli Abruzzi, vescovo di Carinola prima, e di Valva poi.
  • Porta Pazziana.
  • Porta San Nicola.

A Castrovalva (vedi)[modifica]

L'abitato è sito su uno sperone roccioso che si erge dalla Cresta di Sant'Angelo. L'antico borgo fortificato, che dominava l'alta valle del Sagittario e controllava uno degli accessi della Valle Peligna ha le caratteristiche di un insediamento su di un crinale dove prevale l'utilizzo della pietra. In alcuni casi gli edifici versano in uno stato di semi-abbandono tuttavia si può riconoscere l'architettura tradizionale. L'edificio posto sull'estremità dello sperone roccioso parrebbe essere, a prima vista, la residenza del signore feudale ma mancano studi e prove documentali in tal senso.

Nel borgo ci sono le chiese di Santa Maria delle Grazie, di Santa Maria della Neve e di San Michele Arcangelo.

Aree archeologiche[modifica]

  • Necropoli di Coccitelle. È una necropoli sita nella frazione di Castrovalva di Anversa degli Abruzzi; viene fatta risalire al IV-III secolo a.C.
Questo sito archeologico consta di qualche grotta di modesto interesse culturale ed è posto a qualche centinaio di metri dalla strada che da Anversa degli Abruzzi, va verso Bugnara, Introdacqua e Sulmona. Si tratta di resti di 50 tombe a lastroni con ogni probabilità riferibili a popoli preromani che dopo la guerra sociale vennero assoggettati molto probabilmente a Roma.
Il nome Coccitelle deriva verosimilmente da come i contadini chiamano i lastroni delle tombe. Molte delle sepolture più ricche erano di donne; sono stati riportati alla luce scheletri femminili con gioielli e monili.
Nelle vicinanze si trovano le Necropoli di Cava della Rena e di San Carlo - Fonte Curato
  • Necropoli di Cava della Rena e di San Carlo-Fonte Curato. Queste due necropoli sono nei pressi della Necropoli di Coccitelle.
La Necropoli di Cava della Rena risale al III-I secolo a.C. ed è composta prevalentemente da tombe a camera, al cui interno sono state ritrovate ceramiche, bronzi e materiali in ferro.
Nell'adiacente Necropoli di San Carlo-Fonte Curato sono state ritrovate tombe ricoperte da lastroni, come nell'altra necropoli anversana di Coccitelle, ma risalente al IV-I secolo a.C.
Questi scavi sono stati portati alla luce per caso nel 1996: al pari della necropoli di Coccitelle si protrebbe trattare di una popolazione preromana assoggettata a Roma durante la guerra sociale.


Siti di interesse naturalistico[modifica]

Il parco del giardino botanico è stato istituito nel 1996 con L.R. 35/97 ed ospita 380 specie di piante di cui 45 ascritte alla lista rossa di estinzione e conservazione cries.
Il giardino è provvisto di vivaio irrigato dal Sagittario e dalle sorgenti del Cavuto. Queste ultime alimentano anche una centrale elettrica. In passato, prima della realizzazione della centrale elettrica, si producevano le famose ceramiche di Anversa degli Abruzzi.
Il parco si suddivide nelle seguenti zone:
  • giardino Rocciera abitato (dal custode del parco);
  • zona piante acquatiche;
  • centro visite della riserva;
  • sorgenti del Cavuto;
  • zona di pesca idrica controllata (i gestori del parco controllano che non venga superato il limite massimo di pesci pescabili);
  • bosco ripariale.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Ristorante Bar Pizzeria le Gole, via Duca degli Abruzzi 55, +39 0864 49490.
  • 2 Ristorante La Fiaccola, Corso Raynaldo D'Anversa, 9, +39 0864 49474.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia

  • 1 Farmacia Zitella, Via A. Diaz snc, +39 0864 49423.


Come restare in contatto[modifica]

  • 2 Poste italiane, via Duca degli Abruzzi snc, +39 0864 49110, fax: +39 0864 49110.


Nei dintorni[modifica]

  • Sulmona — Città dei Peligni, Municipium romano, patria del poeta latino Ovidio (Sulmo mihi patria est), capoluogo dell’Abruzzo nel Duecento, Sulmona è la città di riferimento della Valle Peligna-Alto Sangro; vanta un importante centro monumentale e lega il proprio nome anche alla produzione dei confetti, già fiorente e rinomata in epoche passate.


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