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Scanno

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Scanno
Veduta Scanno
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
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Abitanti
Nome abitanti
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CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
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Scanno
Scanno
Sito istituzionale

Scanno è un centro dell'Abruzzo.

Da sapere[modifica]

Fa parte dei Borghi più belli d'Italia.

Cenni geografici[modifica]

Il territorio comunale compreso all'interno dei Monti Marsicani ed in parte entro i confini del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, fa parte a sua volta della Comunità montana Peligna. Ai piedi del paese è posto l'omonimo lago. L'estrema vicinanza al parco fa si che Scanno goda più o meno degli stessi aspetti paesaggistici, naturalistici e faunistici, ad esempio con frequenti sconfinamenti di orsi bruni marsicani saltati agli onori delle cronache giornalistiche.

Cenni storici[modifica]

L'origine del nome comunemente si fa risalire al latino scamnum (sgabello) perché il colle su cui è stato costruito il centro storico somiglierebbe ad una piccola panca. In realtà il termine è più vicino ai fitotoponimi abruzzesi scandalo e scannèlla che indicherebbero il nome di una varietà rustica di orzo o le località in cui si coltivava.

Come risulta da una lapide romana conservata nel Museo della lana Scanno risulta già abitata in epoca romana, all'estremità nord del territorio dei Sanniti. Un antico insediamento presente nella valle del Sagittario è il pagus Betifulus, che è stato identificato con un centro minore dei Peligni la cui fortificazione doveva situarsi sulle pendici meridionali del colle di Sant'Egidio. Di questo centro si ha testimonianza viva nelle locali leggende popolari, infatti un mitico re di Battifolo in lotta contro l'Imperatore di Roma o contro il mago Pietro Baialardo compare in una storia sulla nascita del Lago di Scanno. Un'antica lapide inoltre ritrovata in località Acque Vive di Scanno ricorda un decurione di Betifulo.

Durante le invasioni barbariche Scanno rimane illesa per la struttura difensiva dei monti intorno al paese, ma durante le invasioni saracene prima ed ottomana poi invece non fu risparmiata. In questo periodo Scanno assimila influenze orientali che si ritrovano nelle caratteristiche del vestito tradizionale femminile del paese: infatti il copricapo femminile sembra un turbante, mentre i drappeggi del vestito sono colorati alla maniera orientale.

Durante il Medioevo il paese segue le vicende feudali del contado peligno. Il terremoto della Marsica del 1915 distrusse completamente Frattura, centro che fu ricostruito più vicino al capoluogo. Il terremoto dell'Aquila del 2009 provoca lievi danni alla chiesa della Madonna delle Grazie e a quella di Sant'Antonio di Padova.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche il paese di Frattura.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

In treno[modifica]

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Linee di pullman Arpa [1]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • 1 Chiesa di Santa Maria della Valle (della Madonna Assunta), piazzale Santa Maria della Valle. Si articola su tre navate ed è sostenuta da due pilastri con cuspidi posti a rinforzo della struttura dopo il terremoto del 1915. L'esterno, in pietra locale, è in stile romanico abruzzese. La facciata a coronamento orizzontale presenta tre portali con sopra altrettanti rosoni, di cui il centrale è il più grande. All'interno, nelle prime colonne dopo l'ingresso, è possibile osservare tracce di affreschi medievali, mentre nel presbiterio oltre un altare policromo vi è un coro ligneo. I confessionali e il pulpito, sempre realizzati in legno, sono opera dell'artista Ferdinando Mosca di Pescocostanzo. La cappella a destra dell'entrata è intitolata a San Costanzo e ne conserva una reliquia giunta a Scanno intorno al Settecento.
Chiesa di San Rocco (Madonna del Carmine)
  • Chiesa di San Rocco. Dedicata anche alla Madonna del Carmine, reca su un muro esterno un affresco rappresentante San Cristoforo.La chiesa è conseguenza della demolizione di due chiese, di San Rocco e del Santissimo Sacramento, avvenuta probabilmente verso la fine del XVII secolo con conseguente costruzione della chiesa attuale che fu poi rimaneggiata più volte. Dell'opera originaria non si conosce la data di costruzione, tuttavia molte notizie degli inizi del XVI secolo narrano che la chiesa era ricca di cappelle.
L'impianto lognitudinale è sormontato da una volta a crociera che sostengono una cantoria. La facciata è suddivisa in tre livelli da due cornici e coronamento con mensole di tegole a romanelle ed è serrata da paraste angolari. Nella facciata su strada del campanile c'è un'edicoletta con la statua in pietra di san Leonardo. Il portale è in stile cinquecentesco sormontato da un timpano spezzato al cui interno vi è una nicchia, sormontata da un altro timpano spezzato, che conserva un affresco della Vergine Maria.
L'interno è ad unica navata; alle pareti vi sono delle paraste che sorreggono una cornice da cu parte una volta a botte lunettata ed affrescata.
La zona dell'altare è più elevata rispetto al resto della chiesa e termina con un'abside semicircolare con una volta a semicupola decorata a cassettoni realizzati in stucco. Nella zona antistante a sinistra dell'altare vi è un pulpito ligneo dal quale una tradizione locale vuole abbia predicato addirittura San Bernardino da Siena. Sotto il pulpito vi è un confessionale.
  • Chiesa di Sant'Eustachio. È la chiesa patronale, e al suo interno sono conservate varie statue tra cui Sant'Agata, Sant'Apollonia, la Fede e la Speranza, Santa Lucia, Santa Barbara e quella del titolare Sant'Eustachio.
È intitolata alla Madonna di Loreto e a sant'Eustachio che è anche il patrono di Scanno.
La costruzione risale al XII secolo. Nel 1693 venne demolita in seguito al terremoto del 1654 e ricostruita nel 1712.
Il prospetto è a coronamento orizzontale e suddiviso su tre livelli con una finestra posta in asse col portale. La facciata è intonacata, inoltre presenta una zoccolatura in cemento. Il portale duecentesco, con degli influssi di arte pagana, è servito da tre gradini. Sopra vi è un archivolto lunettato con colonnine interne.
L'interno è aula ad unica navata con volta a botte affrescata da Francesco Antonio Borzillo nel 1698 con l'Incoronazione della Madonna, i quattro angeli e l'arco trionfale con una finta apertura e lo stile del dipinto che fanno risalire l'opera al barocco, e tre cappelle per lato separate mediante dei paramenti murari ad arco, nelle quali sono conservati dei dipinti e delle statue.
I paramenti murari delle cappelle constano di aperture chiuse solo da un lato. L'organo è posto sopra la cantoria sul lato destro dell'aula.
  • Chiesa di San Giovanni Battista. Utilizzata dopo l'epidemia di peste del 1764 come lazzaretto, fu adibita anche a scuola elementare, seggio elettorale e teatro. Attualmente accoglie una mostra permanente di statue sacre allestita da Michele Rak.
La chiesa risulta già menzionata nel 1612, tuttavia la chiesa risale verosimilmente al XVI secolo prendendo come riferimento le date incise sull'altare e sulla finestra della sacrestia. I due affreschi all'interno raffiguranti la vita e la morte di San Giovanni Battista sono stati eseguiti nel 1698, poi coperti quando l'edificio è stato usatonel Settecento come lazzaretto e luogo di ricovero. Sono stati riportati alla luce nel 1947. Nella prima metà del Novecento la chiesa è stata utilizzata anche come scuole elementari, sede elettorale, teatro.
La chiesa è attualmente consacrata e vi si celebra messa solamente una volta all'anno nel giorno di San Giovanni Battista. Oggi è un luogo di culto con vocazione museale gestiti in collaborazione fra la Diocesi di Sulmona ed il Museo della lana.
La facciata è suddivisa in due parti da una cornice marcapiano Il portale e la finestra inserita nel campo superiore constano di timpano triangolare spezzato. Nel pilone sinistro vi è una lapide di riciclo risalente all'età imperiale proveniente dall'antico pagus di Collangelo. L'interno è ad aula unica coperta da una volta a botte lunettata. L'atrio è coperto da tre piccole volte a crociera. Ai due lati dell'altare vi sono due affreschi a forma di medaglioni ovali che raffigurano Santa Elisabetta che dà alla luce San Giovanni Battista e la Decapitazione di quest'ultimo. Questi due affreschi sono emersi durante i lavori di ripulitura del 1947. Il campanile è a vela, mentre la copertura è a a capanna.
  • Chiesa di Sant'Antonio da Padova. In passato affiancata da un convento, è caratterizzata da interni in sontuosissimo barocco costellati da stucchi dorati e pregevoli tele, nonché da un particolare organo. La chiesa con l'annesso convento vennero fondati tra il 1595 ed il 1596; vi erano conservati gli scanni in noce che provenivano dalla chiesa del purgatorio e che ora sono posti nella sala consiliare del municipio.
Dopo lo scioglimento delle congregazioni religiose da parte del regno napoleonico, i conventuali man mano lasciarono il convento che venne adibito ad uso privato (ancor oggi in alcuni meandri del convento abitano dei privati).
La chiesa è collegata al convento al fianco nord-est ed ha liberi gli altri tre lati: la facciata principale, il fianco sud-ovest affiancato da un viottolo ed il fronte absidale sud-ovest parzialmente interrato. La facciata è in stile romanico locale che richiama lo stile romanico aquilano ed umbro, mentre l'interno sontuosissimo e d'aspetto basilicale è ad un'unica navata in stile barocco con decorazioni in stucchi dorati e non.
Il portale è del 1595 con mostra rettangolare in pietra sormontata da due cimase divise da mensole su cui è posto il timpano triangolare. L'interno ad impianto longitudinale ad aula con copertura è a crociera. Sei altari laterali completano la forma d'interno, dei quali uno è dedicato a Sant'Antonio: posto nella zona mediana e costruito nel 1602 da Maria Caretore, nella sommità mostra una tela raffigurante l'Annunciazione.
Gli altri altari sono dedicati a: San Francesco d'Assisi, San Gregorio Magno, san Giuseppe da Copertino dove è collocata una statua di pregevole fattura raffigurante San Gerardo, uno dedicato all'Assunzione di Maria, l'altro alla Deposizione di Cristo dalla Croce.
I setti murari interni che separano gli altari laterali ospitano le stazioni della via Crucis che risalgono al XVIII secolo. I due confessionali ed il pulpito sono dello stesso periodo. Sulla volta vi sono tre affreschi di Giambattista Gamba raffiguranti: il Transito di san Francesco d'Assisi; Sant'Antonio di Padova; San Bonaventura.
Dietro l'altare marmoreo, posto sulla cantoria lignea, vi è un organo da chiesa usato durante l'Estate organistica di Scanno. L'altare forse progettato per una cappella della Reggia di Caserta è opera di Luigi Vanvitelli. All'ingresso è posta una tela del 1607 di Pasquale Prico di Montereale che raffigura la creazione dei tre ordini francescani.
Nel piazzale antistante vi è un obelisco in pietra locale.
  • Chiesa di San Michele Arcangelo. È situata presso il cimitero, il cui vialone principale ne costituisce l'accesso. Costruita antecedentemente al 1576, ha interno ad un'unica navata pressoché quadrata su cui spicca la statua del santo intestatario mentre tenta di uccidere un dragone con la sua spada sguainata. La statua è del 1600.
L'altare, rispetto alla statua, sembra minuto. L'esterno, mirabile già dall'accesso al cimitero, è a portico sormontato da un frontone triangolare ed antistante colonnato, portico accessibile tramite una piccola scalinata.
  • Chiesa di Sant'Antonio abate, Strada Ciorla. Una targa apposta sulla facciata ne fa risalire la costruzione al 1569 su commissione di un certo Ercole Ciorla, ma secondo altri documenti la sua fondazione sarebbe precedente. La commissiò l'ordine dei chierici di Sant'Antonio abate. Un restauro del 2000 ha riportato l'esterno a mattoni a vista.
L'interno è ad aula a pianta rettangolare suddiviso in due cellule ricoperte da volte a botte ad arco ribassato e lunettate. Ai lati vi sono delle profonde lesene realizzate in muratura a vista legate l'una all'altra con degli archi a tutto sesto a ridosso sulle pareti. Il fondo della chiesa è scandito da un archivolto a sesto ribassato.
Sull'altare vi è una statua di Sant'Antonio abate. L'altare è affiancato da due aperture ogivali.
Santa Maria di Costantinopoli- Madonna con il Bambino
  • Chiesa della Madonna di Costantinopoli, piazza San Rocco. Vanta al suo interno, sopra l'altare maggiore, un affresco fra le più pregevoli opere d'arte presenti a Scanno: una Madonna con il Bambino, seduta sul trono e con un fondo che imita dei fiori in oro, che richiama l'arte senese del XV secolo. La chiesa è stata costruita antecedentemente al 1418 come testimonia una scritta sull'affresco sopra l'altare. Nel 1708 subì un riadattamento forse per un terremoto, come testimonia un'iscrizione sulla facciata. Fu di proprietà privata fino al 1960 quando fu donata alla chiesa di Santa Maria della Valle. L'ultimo restauro risale al 1981.
L'interno è ad aula rettangolare con volta a botte.
La facciata è suddivisa in due campi mediante una cornice marcapiano. Ai due lati vi sono delle paraste. Il portale d'accesso è incorniciato mediante conci di pietra squadrata e sormontato da un frontone spezzato.Ai due lati vi sono due finestre anch'esse incorniciate da conci di pietra.
  • Chiesa della Madonna delle Grazie, via Roscelli. Prende il nome dalla omonima confraternita. Costruita nella prima metà del XVIII secolo, in epoca napoleonica; chiusa perchè ridossasi in cattive condizioni per incuria, fu riaperta in epoca imprecisata.
Le pareti esterne sono scandite da paraste in pietra, mentre la facciata si sviluppa su due livelli. L'impianto principale comunque è ad aula su un corpo centrale ottagonale sovrastato da una cupola e reso longitudinale mediante l'inserimento di un vano presbiteriale con pseudocupola schiacciata. I lati disuguali dell'ottagono accolgono due cappelle poco profonde e delle piccole nicchie poste lungo le diagonali; ha decorazioni in stucco di cherubini, cornici, volute in particolar modo sull'altare maggiore.
L'altare minore a sinistra consta di un paliotto di forma piatta, una cona con due pilastri triangolari, una tela di Andrea Manei del 1764 raffigurante San Francesco di Paola ed un timpano spezzato; sull'altare di destra vi è un quadro di Domenico Raimondi raffigurante San Giuseppe Calasanzio fondatore della congregazione degli Scolopi.
Sull'altare maggiore è posta la statua della Madonna delle Grazie proveniente dalla vecchia chiesa di Via Silla, trasportata qui dopo il trasferimento avvenuto nel 1907 della confraternita omonima. In quest'occasione fu rimosso il dipinto della Circoncisione risalente al XVIII secolo per far posto a quello della Vergine.
La volta è dorata ed affrescata.
  • Chiesa dell'Annunziata (Madonna del Lago). Si trova sulla sponda sudoccidentale del lago di Scanno. Vi si accede dalla strada statale 479 sannitica, la quale passa sotto la chiesa, tramite due rampe di scale che si diramano dai due imbocchi della piccola galleria. Venne edificata fra il 1697 e il 1702 sul luogo dove esisteva una immagine della Madonna indicata come miracolosa.
L’antica statua della Madonna fu trafugata nel 1979; è stata sostituita l’anno successivo da una copia.
La chiesa è a pianta quadrata con gli angoli smussati sormontata da una cupola. Accanto all’edificio esiste un locale anticamente usato come romitorio. L'interno è nelle forme attuali dopo vari restauri: nel 1903 l'altare venne sostituito con uno nuovo in stile neogotico veneziano. Poi si decise di uniformizzare lo stile a tutto l'interno. La parete ad est non ha muro in quanto poggiante sulla roccia grezza e non lavorata. Sugli angoli della chiesa, in alto, vi sono dei disegni a trompe l'œil a sembrare delle statue di profeti. Sulla parete nord e sulla parete sud vi sono 2 tele ad olio inerenti fatti biblici. I dipinti all'interno sono del 1911; le porte lignee furono eseguite da intagliatori di Capestrano. Dal piccolo sagrato vi è un belvedere sul lago di Scanno.
  • Chiesetta degli Alpini. Si trova in località Collerotondo, vicino gli impianti sciistici. È raggiungibile solamente tramite la seggiovia o attraverso il sentiero parallelo. Si caratterizza per una struttura a chalet svizzero con tetto fortemente a spiovente.
  • Chiesa di San Liborio. Sebbene sia di proprietà privata, la festa della chiesa si celebra ogni 23 luglio. Dista 3 km da Scanno sulla SS 479 Sannitica in direzione Passo Godi - Villetta Barrea].
  • Chiesa di San Lorenzo a Iovana. Edificata in località Jovana, è festeggiata il 10 agosto. Dell'antica Jovana rimane solo la chiesetta, restaurata e riaperta al pubblico nel 1952
Lago di Scanno
  • 2 Lago di Scanno. Il lago, situato a un'altitudine media di 922 metri s.l.m. e contornato da alcune cime dei Monti Marsicani come la Montagna Grande e Monte Genzana, ha coste molto ridotte e per alcuni brevissimi tratti sono state adattate per la ricezione di bagnanti formando delle spiagge artificiali di sassi. Si trova a metà strada tra Villalago e Scanno, ed è il lago naturale più grande della regione. Da alcune visuali si presenta in forma di cuore, come ad esempio dal belvedere di Frattura Nuova, non molto distante dalla enorme frana del monte Rava che generò il lago sbarrando la valle del Sagittario.
La vegetazione igrofila del lago è carente di specie. Non vi sono entità floristiche di grande importanza naturalistica e il paesaggio vegetale è molto povero lungo tutto l'intero tratto costiero, a causa anche della ripida uniformità delle sponde e dall'assenza di un emissario stabile, infatti nelle aree più prossime al lago non vi sono né pantani né torbiere.
Tra i mammiferi si possono ammirare i lupi appenninici, gli orsi marsicani e le volpi rosse. La fauna avicola è composta soprattutto da germani reali e altre anatre selvatiche, folaghe europee, falchi pellegrini, falchi di palude, allocchi, gufi, astori, aquile, oltre altre numerose specie soprattutto di passeriformi. La fauna ittica è composta prevalentemente da persici reali, trote, coregoni, pesci gatto e lucci. Da segnalare la presenza di anguille e della rara tartaruga tigrata (Emys orbicularis). Lago di Scanno su Wikipedia Q1072254 su Wikidata
Chiesa di Santa Maria del Lago
  • 3 Chiesa della Madonna del Lago (Santuario dell'Annunziata). Si trova presso la sponda sudoccidentale del lago. Vi Si accede dalla strada statale 479 sannitica, la quale passa sotto la chiesa, 2 rampe di scale si diramano dai 2 imbocchi della piccola galleria sotto la chiesa facendo accedere alla stessa.
L'edificio è stato più volte ampliato e ristrutturato; i Signori che gestivano l'università di Scanno fecero una richiesta il 10 settembre del 1697 al monsignor G. Carducci il permesso di edificare una chiesa ove era una immagine della Madonna, la quale, secondo il folklore locale, compiva dei miracoli. Fu consacrata nel 1702 in onore dell'Annunziata.
Anticamente l'ingresso era posto sulla facciata orientale preceduta da un portico a cinque arcate. Nel 1870-71, quando si dovette costruire la strada rotabile, fu abbattuto il portico e spostato l'ingresso sulla facciata antistante il lago; durante i lavori vennero realizzate le due rampe d'accesso alla chiesa.
La statua della Madonna è una copia realizzata dopo il furto dell'originale.
La chiesa è a pianta quadrata con angoli smussati e coperta da una cupola; accanto ad essa vi è un locale anticamente usato come romitorio.
L'interno è nelle forme attuali dopo vari restauri: nel 1903 l'altare venne sostituito con uno nuovo in stile neogotico veneziano. Poi si decise di uniformizzare lo stile a tutto l'interno.
La parete ad est non ha muro in quanto poggiante sulla roccia grezza e non lavorata. Sugli angoli della chiesa, in alto, vi sono dei disegni a trompe l'œil a sembrare delle statue di profeti biblici. Sulla parete nord e sulla parete sud vi sono 2 tele ad olio inerenti fatti biblici. I dipinti all'interno sono del 1911 le porte lignee furono eseguite da intagliatori di Capestrano.
Il piccolo sagrato è un belvedere sul lago. Chiesa della Madonna del Lago su Wikipedia Q3668944 su Wikidata
L'eremo di Sant'Egidio
  • 4 Eremo di Sant'Egidio. Situato sul colle omonimo, tra Scanno ed il lago, venne edificata nei primi anni del Seicento in stile romanico rurale. È citata come eremo in un documento relativo alla visita pastorale del 1612. Sant'Egidio era venerato come protettore contro la peste, in particolare quella del 1656; da allora ogni annno si celebra una solenne processione fino all'eremo.
La facciata principale è realizzata in pietra squadrata a vista. L'ingresso è preceduto da un protiro con volta a botte a sesto ribassato, sormontato da una finestrella ad oculo incorniciato mediante una pietra modanata. Nella monofora in alto a destra si doveva trovare molto verosimilmente una campana.
L'interno di forma quadrangolare ad aula ad unica navata, coperta da volta a botte a sesto ribassato, ha un altare semplice appoggiato alla parete dell'abside. Sopra l'altare un affresco di sant'Egidio realizzato da maestri della scuola napoletana nel 1796.
La chiesa fu restaurata nel 1780. Eremo di Sant'Egidio su Wikipedia Q3731359 su Wikidata
  • Palazzo di Rienz. originariamente sede dell'Università (Municipio) di Scanno, era abitato dai feudatari che avevano titolo di principi.
  • Palazzo De Angelis, Strada Ciorla 3. Di pregevole fattura sono le decorazioni con lo stemma dei De Angelis intorno al portale.
  • Palazzo Mosca. Caratteristiche di questo palazzo sono le decorazioni sotto il cornicione, con puttini e serafini danzanti. La facciata principale è barocca.
  • Case Roncone. Hanno una trifora caratteristica ed arco a sottopasso.
  • Palazzo Serafini-Ciancarelli, piazza San Giovanni. Ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli; ha due piani, mentre il corpo principale è a quattro piani. Rilevanti sono i balconi.
  • .
  • Castellaro. È uno dei palazzi più grandi di Scanno, ed è situato nel quartiere omonimo; in stile barocco-romanico, ha una caratteristica forma a T.
  • Palazzo Colarossi (Casina ; altro Palazzo di Rienzo), via Silla 3. La facciata è movimentata da portoni, finestre, balconi e finestre di mezzanino, il portale ha terminazione rettilinea e bugnato a cuscino. Il fastigio delle finestre è spezzato. Il coronamento è con mensole zoomorfe con rimandi a stilemi pescolani.
  • Casa Tanturri, Via De Angelis. Ha una pregevole trifora dell'ultimo piano, un puttino nella facciata laterale e le finestre a taglio rettilineo con stipite; particolare è il mascherone forse apotropaico di Via De Angelis.
  • Casa Antonio Silla, Via Calata Sarracco. Ha imponente portale con basamento atto a reggere il balcone sovrastante. L'arco del portale è a tutto sesto il cui sopraluce è sovrastato da un mascherone in asse con la chiave.
  • Palazzetto Nardillo, Via Porta Sant'Antonio 18. Ha un pregevole cornicione, portale barocco con sopraluce curvilineo. Una finestra consta di un fastigio con motivo a conchiglia. Le feritoie convergenti verso l'ingresso sono un deterrente contro i malintenzionati e un odierno motivo d'interesse turistico.
Rovine di Frattura Vecchia
  • 5 Rovine di Frattura. Il 13 gennaio 1915 il terremoto della Marsica causò ampie distruzioni nella frazione di Frattura Vecchia. I motivi di ciò sono da attribuire agli effetti di sito: il vecchio paese era situato in prossimità della nicchia di distacco della frana pleistocenica che causò lo sbarramento del Fiume Tasso e la formazione del lago di Scanno. Durante un sisma, infatti, la presenza di materiale sciolto, come quello derivante da una frana, porta ad amplificare l'onda sismica, causando danni maggiori agli edifici rispetto a quelli posti su un terreno di natura rocciosa. Infatti i paesi limitrofi, in base a quanto riportato dai cataloghi macrosismici dell'INGV, subirono danneggiamenti minori.
Al momento del sisma i residenti erano circa 350 persone, ben 120 furono le vittime (quasi l'intera popolazione) per lo più donne e bambini, in quanto gli uomini si trovavano emigrati in Puglia e negli Stati Uniti d'America. Dell'antico abitato rimangono dei ruderi dell'originario nucleo. Alcune case sono state tuttavia ristrutturate, il borgo è raggiunto dalle forniture d'acqua e luce ed è in progetto un utilizzo turistico.
Il centro venne ricostruito tra il 1932 e il 1936 su un altro sperone del monte Rava, ma leggermente più vicino al capoluogo comunale. Il paese attuale conta meno di 50 abitanti. Frattura (Scanno) su Wikipedia Q2799135 su Wikidata


Eventi e feste[modifica]

  • Ju Catenacce. Simple icon time.svg il 14 agosto. Rievocazione in costume tradizionale di Scanno del matrimonio scannese.
  • Fiaccolata. Simple icon time.svg il 24 agosto. sorta di fuochi artificiali sul lago di Scanno. Dalla fine degli anni 2000 la Fiaccolata si svolge nella sera del 24 agosto per motivi tecnico-organizzativi, anzichè il 16 agosto come in precedenza.
  • Sabati letterari, Via degli Alpini/Via del Lago. Presso un Caffè sito tra Via degli alpini e Via del lago si tengono in agosto i "Sabati letterari", sorta di convegni a tema culturale.
  • Festa delle Chezette. Simple icon time.svg il 5 gennaio. In concomitanza della Befana (alla vigilia, il giorno 5 gennaio) il paese ospita la festa delle Chezette, che in dialetto scannese significa "calzette", festa dei giovani che cantano una serenata con gli strumenti più disparati nelle vie del paese sotto le finestre delle ragazze fino a che le ragazze non donano loro cibarie molto succulente.
  • Sant'Antonio. Simple icon time.svg il 17 gennaio. Viene celebrata la festa religiosa di Sant'Antonio abate
  • Venerdì Santo. Il venerdì santo viene celebrata la Passione con una processione, in questa occasione viene eseguito un Miserere.
  • Madonna del Lago. Simple icon time.svg Il 30 aprile o il 1º maggio. Una processione trasporta la statua della Madonna del Lago alla chiesa parrocchiale dove viene ospitata per tutto il mese.
  • Festa di Sant'Antonio da Padova. Simple icon time.svg La domenica successiva al 13 giugno. La festa prevede il sabato una processione delle travi mentre la domenica la processione delle pagnottelle.
  • Festa della Madonna delle Grazie. Simple icon time.svg La prima domenica di luglio.
  • Pellegrinaggio di San Gerardo. Simple icon time.svg Il 10 agosto. Viene fatto un pellegrinaggio a Gallinaro per il culto di San Gerardo Confessore. Anticamente lo si faceva a piedi, ma oggi si utilizza ogni sorta di mezzo.
  • Festa della Madonna del Carmine. Simple icon time.svg La domenica più vicina al 16 luglio.
  • Manifestazioni estive. Simple icon time.svg Da luglio a settembre. Durante l'estate vengono organizzati concerti di musica jazz e afro-cubana, cinema all'aperto, teatro per bambini, recital con canti gospel e spiritual in giro per piazze e vie caratteristiche del centro storico.
  • Festa patronale di Sant'Eustachio. Simple icon time.svg Il 20 settembre.
  • Premio Scanno. Simple icon time.svg in settembre. Premio letterario con varie categorie - intitolato (dall'anno della sua scomparsa) al suo ideatore e creatore, il giornalista Riccardo Tanturri.
  • Glorie di San Martino. Simple icon time.svg 10 novembre. Il 10 novembre vengono accese le glorie di San Martino.
  • Periodo natalizio. In occasione delle feste Natalizie si tengono un presepe vivente in abiti tradizionali del luogo e a San Silvestro una fiaccolata notturna organizzata dalla Scuola di sci.
  • Scanno dei fotografi. Premio Internazionale di Fotografia.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Ristoranti[modifica]

Pizzerie[modifica]

Trattorie[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • 1 Albergo Belvedere, Piazza Santa Maria della Valle 3, +39 0864 74314. Due stelle

Prezzi medi[modifica]

Bed & Breakfast[modifica]

Agriturismi[modifica]

Alberghi e Hotel[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]



Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

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