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Lago di Scanno
Lago di Scanno dal Sentiero del Cuore 03.jpg
Tipo area
Stato
Regione
Territorio

Lago di Scanno è situato in Abruzzo.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Il lago, situato a un'altitudine media di 922 metri s.l.m. e contornato da alcune cime dei Monti Marsicani come la Montagna Grande e Monte Genzana, ha coste molto ridotte e per alcuni brevissimi tratti sono state adattate per la ricezione di bagnanti formando delle spiagge artificiali di sassi. Si trova a metà strada tra Villalago e Scanno, ed è il lago naturale più grande della regione. Da alcune visuali si presenta in forma di cuore, come ad esempio dal belvedere di Frattura Nuova, non molto distante dalla enorme frana del monte Rava che generò il lago sbarrando la valle del Sagittario.

Flora e fauna[modifica]

La vegetazione igrofila del lago è carente di specie. Non vi sono entità floristiche di grande importanza naturalistica e il paesaggio vegetale è molto povero lungo tutto l'intero tratto costiero, a causa anche della ripida uniformità delle sponde e dall'assenza di un emissario stabile, infatti nelle aree più prossime al lago non vi sono né pantani né torbiere.

L'associazione vegetale dominante è il Phragmitetum communis, in cui domina assolutamente la specie acquatica più comune del lago, la cannuccia di palude (Phragmites australis); tra le natanti, dove le acque sono più ossigenate da piccoli immissari, vegetano sporadiche associazioni di brasche (Potamogeton natans) e gamberaie (Callitriche stagnalis). Le specie arboree prevalenti sono salici (Salix alba, Salix eleagnos) e pioppi (Populus alba, Populus nigra, Populus tremula) e presso la foce del Tasso il tiglio (Tilia platyphyllos)[9]. L'intenso sfruttamento del terreno circostante ha impedito la formazione di boschi igrofili, dal momento che le proprietà erano prevalentemente occupate da pascoli o da frutteti di pomi (Malus domestica, Pyrus communis) e pruni (Prunus avium o ciliegio, Prunus cerasus o vìsciolo e Prunus domestica o susino[10]).

Tra i mammiferi si possono ammirare i lupi appenninici, gli orsi marsicani e le volpi rosse. La fauna avicola è composta soprattutto da germani reali e altre anatre selvatiche, folaghe europee, falchi pellegrini, falchi di palude, allocchi, gufi, astori, aquile, oltre altre numerose specie soprattutto di passeriformi. La fauna ittica è composta prevalentemente da persici reali, trote, coregoni, pesci gatto e lucci. Da segnalare la presenza di anguille e della rara tartaruga tigrata (Emys orbicularis).

Cenni storici[modifica]

Alcune leggende locali spiegano la nascita del lago come un fenomeno soprannaturale avvenuto per difendere dagli attacchi esterni provenienti dalla valle le piccole comunità locali. La minaccia esterna generalmente è rappresentata ora dall'«imperatore di Roma» che attacca il reggente indigeno, ora da Orlando, dai crociati o dai paladini francesi che assediano una torre in cui è nascosta una vergine, ora dal temibile mago Baialardo che sfida una Madama Angiolina che tra i monti dell'Abruzzo ha trovato esilio.

Il mistero della bussola impazzita

Nel 2012, si è verificato lo strano fenomeno delle bussole impazzite dei sommozzatori che non trovano più il nord una volta immersi nelle acque del lago. Sempre nello stesso anno si sono verificate delle onde anomale sul lago. Questi strani fenomeni hanno richiamato degli studiosi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma che hanno trovato, utilizzando dei magnetometri ed il GPS, dei campi magnetici perlopiù nella zona nord del fondo del lago, nel territorio di Villalago.

Territori e mete turistiche[modifica]

Centri urbani[modifica]


Come arrivare[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Chiesa di Santa Maria del Lago
Si accede alla chiesa dalla strada statale 479 sannitica, la quale passa sotto la chiesa, 2 rampe di scale si diramano dai 2 imbocchi della piccola galleria sotto la chiesa facendo accedere alla stessa.
L'edificio è stato più volte ampliato e ristrutturato; i Signori che gestivano l'università di Scanno fecero una richiesta il 10 settembre del 1697 al monsignor G. Carducci il permesso di edificare una chiesa ove era una immagine della Madonna, la quale, secondo il folklore locale, compiva dei miracoli. Fu consacrata nel 1702 in onore dell'Annunziata.
Anticamente l'ingresso era posto sulla facciata orientale preceduta da un portico a cinque arcate. Nel 1870-71, quando si dovette costruire la strada rotabile, fu abbattuto il portico e spostato l'ingresso sulla facciata antistante il lago; durante i lavori vennero realizzate le due rampe d'accesso alla chiesa.
La statua della Madonna è una copia realizzata dopo il furto dell'originale.
La chiesa è a pianta quadrata con angoli smussati e coperta da una cupola; accanto ad essa vi è un locale anticamente usato come romitorio.
L'interno è nelle forme attuali dopo vari restauri: nel 1903 l'altare venne sostituito con uno nuovo in stile neogotico veneziano. Poi si decise di uniformizzare lo stile a tutto l'interno.
La parete ad est non ha muro in quanto poggiante sulla roccia grezza e non lavorata. Sugli angoli della chiesa, in alto, vi sono dei disegni a trompe l'œil a sembrare delle statue di profeti biblici. Sulla parete nord e sulla parete sud vi sono 2 tele ad olio inerenti fatti biblici. I dipinti all'interno sono del 1911 le porte lignee furono eseguite da intagliatori di Capestrano.
Il piccolo sagrato è un belvedere sul lago. Chiesa della Madonna del Lago su Wikipedia chiesa della Madonna del Lago (Q3668944) su Wikidata
Grotta dell'Eremo di San Domenico
Eremo di San Domenico
  • 2 Eremo di San Domenico. Si affaccia sull'omonimo Lago di San Domenico e comprende una grotta scavata nella roccia calcarea, nella quale secondo la tradizione attorno all'anno 1000 dimorò il monaco benedettino san Domenico. Alla chiesa, situata in territorio comunale di Villalago, si accede attraverso un portico con quattro grossi dipinti del 1938 opera del pittore villalaghese Alfredo Gentile, raffiguranti scene tratte dalla vita del santo e focalizzate sulla narrazione di alcuni miracoli. Nel 2012 sono stati restaurati e resi di nuovo leggibili.
L'accesso alla chiesa avviene attraverso un portale a grottesche, databile agli inizi del sec. XVII, restaurato nel 2012.
L'edificio è a navata unica. Si nota il grande altare in stile neogotico (fine sec. XIX-inizi sec. XX), nella nicchia una statua lignea di san Domenico abate orante (fine sec. XVIII-inizi sec XIX) e alla base il paliotto in stucco marmoreo del 1761, quest'ultimo realizzato da Giuseppe Mancini su commissione di Francesco Iafolla eremita di Villalago.
Sul lato destro della navata, all'interno di una nicchia ricavata nel muro portante, è visibile una Madonna con Bambino (inizi sec. XIX), dipinto assai mal ridotto, sul quale si possono leggere le scritte a matita e graffite lasciate dai visitatori e dai fedeli almeno nel corso del XIX secolo.
Nella chiesa si trovano altre opere del pittore Alfredo Gentile: San Domenico Abate che salva un'ossessa (1969), olio su tela, sul lato destro; Sant'Antonio da Padova con Bambino (1969), olio su tela, sul lato sinistro; Madonna con Bambino (senza data, prob. 1969), affresco, sulla volta; S. Francesco che parla al lupo (1969), affresco, sulla volta.
Di fronte all'eremo si trova il lago di San Domenico (particolare la vista dalla bifora del loggiato antistante alla chiesa). Nella chiesa parrocchiale di S. Maria di Loreto a Villalago è conservato ciò che rimane di uno dei tronchi d'albero che secondo la tradizione costituivano il giaciglio su cui san Domenico abate dormiva nella grotta.
È meta, ogni 21 agosto, di un pellegrinaggio rigorosamente a piedi dei fedeli di Fornelli, in provincia di Isernia. La tradizione vuole infatti che l'insediamento abitativo di Fornelli sia stato costituito da popolazioni originarie della diocesi di Sulmona-Valva che vi abbiano portato il culto di san Domenico, divenuto, assieme a san Pietro da Verona, co-patrono della parrocchia. I pellegrini, oltre cento e a volte anche 300, partono alle ore 22.00 di ogni 19 agosto dalla cappella della Madonna delle Grazie in Fornelli e ricevono poi il saluto del parroco nella chiesa di San Pietro Martire. Il cammino sino a Villalago, di oltre 80 km tra tratturi, sentieri e, oggi, anche strade asfaltate, tocca i comuni molisani e abruzzesi di Cerro al Volturno, Pizzone, Alfedena, Barrea, Villetta Barrea, Scanno e Villalago. Eremo di San Domenico su Wikipedia eremo di San Domenico (Q3731339) su Wikidata
Eremo di Sant'Egidio
  • 3 Eremo di Sant'Egidio. Eremo di Sant'Egidio. Situato sul colle omonimo, tra Scanno ed il lago, venne edificata nei primi anni del Seicento in stile romanico rurale. È citata come eremo in un documento relativo alla visita pastorale del 1612. Sant'Egidio era venerato come protettore contro la peste, in particolare quella del 1656; da allora ogni annno si celebra una solenne processione fino all'eremo.
La facciata principale è realizzata in pietra squadrata a vista. L'ingresso è preceduto da un protiro con volta a botte a sesto ribassato, sormontato da una finestrella ad oculo incorniciato mediante una pietra modanata. Nella monofora in alto a destra si doveva trovare molto verosimilmente una campana.
L'interno di forma quadrangolare ad aula ad unica navata, coperta da volta a botte a sesto ribassato, ha un altare semplice appoggiato alla parete dell'abside. Sopra l'altare un affresco di sant'Egidio realizzato da maestri della scuola napoletana nel 1796.
La chiesa fu restaurata nel 1780. modifica Eremo di Sant'Egidio su Wikipedia eremo di Sant'Egidio (Q3731359) su Wikidata
Rovine di Frattura Vecchia
  • 4 Rovine di Frattura. Il 13 gennaio 1915 il terremoto della Marsica causò ampie distruzioni nella frazione di Frattura Vecchia. I motivi di ciò sono da attribuire agli effetti di sito: il vecchio paese era situato in prossimità della nicchia di distacco della frana pleistocenica che causò lo sbarramento del Fiume Tasso e la formazione del lago di Scanno. Durante un sisma, infatti, la presenza di materiale sciolto, come quello derivante da una frana, porta ad amplificare l'onda sismica, causando danni maggiori agli edifici rispetto a quelli posti su un terreno di natura rocciosa. Infatti i paesi limitrofi, in base a quanto riportato dai cataloghi macrosismici dell'INGV, subirono danneggiamenti minori.
Al momento del sisma i residenti erano circa 350 persone, ben 120 furono le vittime (quasi l'intera popolazione) per lo più donne e bambini, in quanto gli uomini si trovavano emigrati in Puglia e negli Stati Uniti d'America. Dell'antico abitato rimangono dei ruderi dell'originario nucleo. Alcune case sono state tuttavia ristrutturate, il borgo è raggiunto dalle forniture d'acqua e luce ed è in progetto un utilizzo turistico.
Il centro venne ricostruito tra il 1932 e il 1936 su un altro sperone del monte Rava, ma leggermente più vicino al capoluogo comunale. Il paese attuale conta meno di 50 abitanti. Frattura (Scanno) su Wikipedia Frattura (Q2799135) su Wikidata


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Dove mangiare[modifica]

  • 1 Sul Lago, Via Circumlacuale (Scanno), +39 0864 747296.
  • 2 Bar Trattoria Pizzeria Da Vittorio, Viale del Lago, 1 (Scanno), +39 0864 747673.


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]

  • 1 Farmacia Mancinelli, Via Abrami, 13 (Scanno), +39 0864 74348.
  • 2 Farmacia Allegrini, Piazza Celestino Lupi (a Villalago), +39 0864 740363.


Come restare in contatto[modifica]

Telefonia[modifica]

Il territorio è coperto dai servizi di telefonia mobile.

Nei dintorni[modifica]


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