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Parco nazionale della Val Grande

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Parco nazionale della Val Grande
Val Grande dalla Bocchetta di Scaredi
Tipo area
Stato
Regione
Provincia
Superficie
Anno fondazione
Sito istituzionale

Il Parco nazionale della Val Grande si estende nel cuore della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, tra creste dirupate e cime solitarie. È l'area selvaggia più grande delle Alpi e d'Italia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Il parco si trova nelle Prealpi Piemontesi, su un terreno montuoso di circa 15.000 ettari che comprende l'intera Val Grande e l'intera Val Pogallo.
Nelle due valli scorrono rispettivamente il Rio Valgrande e il Rio Pogallo. Per tutta la loro lunghezza i due corsi d'acqua hanno eroso gli stretti fondovalle creando delle gole che ne rendono particolarmente difficile il percorrimento e l'attraversamento.
Nonostante siano di modesta elevazione, le montagne del parco sono piuttosto aspre. Le cime principali sono:

  • 1 Monte Togano (2301m).
  • 2 Cima della Laurasca (2195m).
  • 3 Monte Zeda (2156m).
  • 4 Cima Pedum (2111m).
  • 5 Punta Proman (2098m).

Flora e fauna[modifica]

Data la bassa quota e la vicinanza con il Lago Maggiore, l'intera superficie del parco è coperta da fitti boschi di latifoglie. Questa è una caratteristica che distingue nettamente il parco nazionale della Val Grande dai più noti parchi alpini, che tipicamente si trovano a quote superiori. I parchi naturali più simili in termini di altitudine e vegetazione sono i parchi regionali delle Orobie Bergamasche e della Grigna Settentrionale.

Nel parco sono presenti l'aquila reale, il falco pellegrino, il gallo forcello, il francolino di monte e il gufo reale, nonché diverse specie di picchi, fra cui il picchio nero.

Cenni storici[modifica]

Prima dell'anno mille le inospitali Val Grande e Val Pogallo erano state visitate sporadicamente solo da qualche cacciatore. Sono testimoni di queste rare visite le incisioni rupestri rinvenute su alcuni massi del parco.
Nei secoli a venire il territorio del parco cominciò ad essere utilizzato per la pastorizia. E il periodo di massima antropizzazione arrivò con il prosperare dell'attività di taglio dei boschi, a cavallo del Novecento.
Nel 1944 le due valli furono teatro di sanguinari rastrellamenti fascisti volti a catturare e uccidere le centinaia di partigiani che avevano trovato riparo nella zona. Da quel momento l'area è rimasta pressoché disabitata. E col tempo il bosco ha ricolonizzato valli e pendii.
All'interno del parco oggi rimane un solo centro abitato, Cicogna, dove si contano diciassette abitanti.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

In auto[modifica]

  • Autostrada A26 Autostrada A26 dei trafori, uscita Gravellona Toce. Da qui è possibile proseguire per raggiungere il confine Est del parco. In particolare, è da qui che si arriva a Cicogna (732m), unico abitato all'interno del parco (la strada che sale a Cicogna da Rovegro non permette un traffico molto sostenuto, pertanto in occasioni particolari è limitata ad un senso unico alternato e viene predisposto un servizio navetta).
  • Strada Statale 33 Italia.svg Strada statale 33 del Sempione: tutte le uscite a Sud di Domodossola si trovano sui confini Sud e Ovest del parco. Gli attacchi dei sentieri su questi lati del parco sono piuttosto bassi.
  • Strada Statale 337 Italia.svg Strada statale 337 della Val Vigezzo: costeggia il confine Nord del parco per tutto il tratto da Domodossola al paese di Re.

In nave[modifica]

  • icona traghetto Navigazione Lago Maggiore. Per chi arriva in automobile dalla provincia di Varese, il traghetto da Laveno a Verbania può rappresentare un'alternativa più rapida e piacevole al periplo autostradale del Lago Maggiore. Oltre al collegamento via ferry-boat con Laveno, Navigazione Lago Maggiore collega Verbania via battello a tutte le principali località del Lago Maggiore, ma in questi casi il servizio è limitato al solo trasporto passeggeri.

In treno[modifica]

  • icona stazione RFI Ferrovia Domodossola-Milano. È una importante arteria ferroviaria che passa lungo i confini Sud e Ovest del parco, nella valle del Toce. Dalle stazioni di Verbania-Pallanza, Mergozzo, Cuzzago, Premosello-Chiovenda e Vogogna Ossola si raggiungono facilmente sentieri che salgono al parco. Ma la linea è a bassa quota (circa 250m), quindi questa soluzione non è consigliata ai poveri di fiato.
  • icona stazione Ferrovia Domodossola-Locarno (chiamata informalmente Vigezzina in Italia e Centovallina in Svizzera). È una ferrovia a scartamento ridotto che percorre il confine Nord del parco lungo la Val Vigezzo. La linea è piuttosto alta (ad esempio: 518m a Trontano, 830m a Druogno) e da tutte le stazioni a Ovest di Re partono sentieri che salgono al parco. L'esercizio sul tratto italiano è gestito dalla Soc. Subalpina di Imprese Ferroviarie.

In autobus[modifica]

  • icona autobus extraurbano VCO (VCO Trasporti Srl), Via Olanda 55, Verbania, +39 0323 518 711, +39 800 503 001, fax: +39 0323 503 448. Collega Verbania, Cannobio, Domodossola e Omegna con i principali paesi che si trovano sui confini del parco.
  • icona autobus extraurbano SAF (SAF Srl, ex Autoservizi Nerini Snc), Via alla Cartiera 39, Verbania, +39 0323 552 172, fax: +39 0323 552 165, @ verbania@safduemila.com. Linee autobus extra-urbano e corriera per Verbania da: Aeroporto Malpensa (Alibus) - Arona - Milano - Novara - Miazzina - Valle Intrasca.

Permessi/Tariffe[modifica]

L'accesso al parco è libero. Ma l'accesso alla Riserva integrale della Val Grande, al centro del parco, è strettamente proibito.

Come spostarsi[modifica]

L'unica strada percorribile in auto all'interno del parco è quella che porta al paese di Cicogna. Per il resto è possibile spostarsi solamente a piedi, lungo le rete di sentieri del parco. Se si desidera uscire dai pochi sentieri più battuti è fondamentale dotarsi di una buona carta escursionistica:

  • Carta escursionistica ufficiale Parco Nazionale Val Grande (Scala: 1:30.000)
  • Carta Swisstopo, foglio 285 T - Domodossola (Scala 1:50.000) (consultabile online su map.geo.admin.ch)
  • Carta Parco Nazionale Val Grande di Cartine Zanetti
  • Cartografia OpenStreetMap (consultabile online su openstreetmap.org)


Cosa vedere[modifica]


Cosa fare[modifica]

Il Monte Zeda (2.156 m)
« Le montagne sono di modesta elevazione... ma colui che desidera scapricciarsi colle rupi troverà in esse pane per i suoi denti »
(Edmondo Brusoni, Guida dell'Ossola, 1888)

Trekking in giornata[modifica]

Per il primo approccio forse è preferibile una gita giornaliera che sfrutti per il pranzo uno dei quattro rifugi gestiti del parco, generalmente aperti nei weekend tra Aprile e Ottobre. Ad esempio:

  • 1 Miazzina—Pian Cavallone. Dislivello 478m, durata 3h a/r, difficoltà T (turistico). Partenza da Cappella Fina (1101m), subito sopra il paese di Miazzina, arrivo al Pian Cavallone (1564m), nei pressi del quale sorge il rifugio omonimo. Nella zona c'è una fitta rete di sentieri che permette qualche digressione. Il sentiero in cresta tra il Pizzo Pernice (1506m) e il Pian Cavallone offre una splendida vista sulla Val Grande, la Val Pogallo e il Lago Maggiore.
  • 2 Sentiero natura L'uomo-albero. Dislivello 450m, durata 3h a/r, difficoltà E (escursionistico). Partenza da Località Ruspesso (937m), arrivo al Monte Faié (1352 m). Il Rifugio Fantoli è sul percorso a soli quindici minuti dalla partenza. La fitta rete di sentieri sul Monte Faié permette sostanziali digressioni. In particolare, il percorso può essere notevolmente allungato arrivando alla Corte Buè (888m) o alla Cima Corte Lorenzo (1574m).
  • 3 Cicogna—Alpe Prà—Val Pogallo. Dislivello 750m, durata 5h a/r, difficoltà E (escursionistico). Da Cicogna (732m) si sale per il sentiero natura La civiltà della fatica, arrivando in 1h 30' all' Alpe Prà (1260m), dove si trova il rifugio Casa dell'Alpino. Si continua per l' Alpe Leciurt, da cui si scende a Pogallo (780m), per prendere infine il sentiero natura Una storia d'acqua (la vecchia Strada Sutermeister) che torna a Cicogna lungo il Rio Pogallo.
  • 4 Trontano—Alpe Parpinasca. Dislivello 690m, durata 3h 20' a/r, difficoltà T. Da Loc. Cocco (550m), subito sopra il paese di Trontano, si sale per il sentiero natura Lungo il filo di una traccia, arrivando all' Alpe Faievo (950m). Da qui è possibile proseguire fino all' Alpe Parpinasca (1240m) dove si trova il rifugio omonimo.

Trekking di più giorni[modifica]

  • 5 Sentiero del Bove. Dislivello 1463m, durata 20h, difficoltà EE. Anello da completare in più tappe. In buona parte si sviluppa in cresta, lungo quella che è stata la prima ferrata Italiana. In senso antiorario il percorso passa per: Cicogna (732m), Alpe Curgei, Pian Cavallone (1564m), Pizzo Marona (2051m), Monte Zeda (2156m), Cima della Laurasca (2195m), Cima Sasso (1916m), Colma di Balmello (1589m), Alpe Prà, Cicogna. Lungo il percorso ci si può appoggiare a: Biv. Curgei, Rifugio Pian Cavallone, Biv. Forna, Biv. Lidesh, Biv. Bocchetta di Campo, Casa degli Alpini.


Acquisti[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Rifugio Pian Cavallone

I rifugi gestiti sono solo quattro e si trovano sui confini del parco:

Da Loc. Gabbio (1150m), sopra Intragna: dislivello 380m, durata 1h 20', difficoltà T.
Da Loc. Cappella Fina (1100m), sopra Miazzina: dislivello 430m, durata 1h 30', difficoltà T.
Da Loc. Cappella Porta (1050m), sopra Caprezzo: dislivello 480m, durata 1h 40', difficoltà T.
Da Cicogna (732m): dislivello 800m, durata 3h, difficoltà E.
Da Ruspesso (937 m): dislivello 60 m, durata 15', difficoltà T.
Da Cicogna (732m): dislivello 530m, durata 1h 30', difficoltà E.
  • 4 Rifugio Alpe Parpinasca (1240m), Loc. Alpe Parpinasca - Trontano (VB), +39 348 8239136. Si trova a Nord-Ovest del parco, qualche chilometro fuori dal parco, sulle pendici del Monte Togano. È aperto nei fine settimana da Aprile a Ottobre e tutti i giorni di Agosto.
Da Loc. Cocco (550 m), sopra Trontano: dislivello 660m, durata 1h 40', difficoltà T.


Dove alloggiare[modifica]

Bivacco all' Alpe Cortechiuso

All'interno del parco sono presenti i quattro rifugi gestiti sopracitati, tipicamente aperti nei weekend da Aprile e Ottobre, e numerosi bivacchi sempre aperti. È consigliabile telefonare ai gestori dei rifugi e dei bivacchi per assicurarsi delle effettive disponibilità.

Altrimenti a Cicogna sono presenti un B&B e un ostello (oltre a qualche casa vacanze):

I paesi limitrofi al parco offrono un ventaglio di alternative più ampio, si considerino in particolare Verbania, Vogogna e Cannobio.

Sicurezza[modifica]

Molti sentieri sono poco segnati e a alcuni presentano una difficoltà inusuale per la quota.
La completa assenza di segnale telefonico in tutta l'area del parco e la scarsa frequentazione dell'area riducono radicalmente la possibilità di richiedere aiuto per chi non dispone di un mezzo di comunicazione satellitare.


Come restare in contatto[modifica]

L'area della Val Grande e della Val Pogallo non sono coperte dal segnale di nessuna compagnia telefonica.

Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

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